Noleggio auto in Islanda e guida senza stress: la guida completa

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Quando io e Lukáš siamo scesi per la prima volta dall’aereo all’aeroporto di Keflavík, a cavallo tra settembre e ottobre 2018, abbiamo subito ricevuto uno schiaffo dal clima oceanico locale. Il vento soffiava con un’intensità tale che avevo l’impressione che mi volasse via non solo il berretto invernale, ma forse anche la testa. L’aria profumava di sale, zolfo e natura selvaggia allo stato puro. Se stai pianificando un viaggio in Islanda, questa è esattamente l’esperienza che ti aspetta.

Già nel parcheggio abbiamo capito la regola più importante di tutto il roadtrip islandese, quella che può farti risparmiare migliaia di euro. Le portiere dell’auto, infatti, vanno sempre tenute saldamente con entrambe le mani ogni volta che scendi.

Noleggiare un’auto in Islanda è una disciplina un po’ particolare, perché la natura locale sa mettere alla prova i guidatori in molti modi inaspettati. Alla fine, con la nostra affidabile Suzuki Grand Vitara a quattro ruote motrici, abbiamo percorso 3500 chilometri di strade meravigliose e a tratti spaventose.

L’Islanda, insomma, non è una destinazione dove rilassarsi su un lettino. È piuttosto una spedizione verso luoghi in cui la crosta terrestre si spacca in due, da sotto i ghiacciai erutta il magma e la vista del vuoto infinito ti costringe a rivalutare la tua stessa grandezza. Allo stesso tempo, però, secondo il prestigioso indice Global Peace Index, è il paese più sicuro al mondo.

Qui le case non si chiudono a chiave, la criminalità è quasi nulla e il tuo unico vero nemico è proprio la imprevedibile madre natura. In questo articolo troverai una guida dettagliata su come affrontare la guida nella terra del fuoco e del ghiaccio senza una sola ruga sulla fronte. Daremo un’occhiata alla nuova tassa chilometrica per il 2026, analizzeremo la complicata questione delle assicurazioni e ti consiglieremo dove mangiare bene e a poco prezzo durante il viaggio.

Strada che attraversa il paesaggio islandese durante un roadtrip
Strada che attraversa il paesaggio islandese durante un roadtrip

Contenuto dell'articolo

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Scelta dell’auto: per girare in estate la strada principale (Ring Road) ti basterà una normale auto a due ruote motrici (2WD). Se invece viaggi fuori stagione o vuoi esplorare l’aspro entroterra (F-roads), per legge devi noleggiare un fuoristrada (4×4).
  • L’assicurazione è d’obbligo: l’assicurazione classica non basta, quindi paga sempre il supplemento per la protezione dalla ghiaia volante (Gravel Protection) e, se serve, anche contro sabbia e cenere (Sand & Ash), perché il vento islandese può abradere completamente la vernice dell’auto e i danni arrivano a migliaia di euro.
  • Novità per il 2026: il governo ha introdotto una nuova tassa chilometrica di 6,95 ISK per chilometro percorso, che finirà sul conto del noleggio. D’altra parte, però, il prezzo della benzina è sceso notevolmente, a circa 210-225 ISK al litro.
  • Portiere insidiose: nessuna assicurazione al mondo copre le portiere divelte dal vento. Ricordatelo a ogni discesa, perché le forti raffiche di vento in Islanda sono all’ordine del giorno.
  • Carte di pagamento: l’Islanda è un paese totalmente cashless. Ti serve però una carta fisica e il suo codice PIN, perché senza non riesci a fare rifornimento alle stazioni self-service.
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Quando andare e come arrivarci

La stagione islandese si divide tra l’estate cara e affollata e l’imprevedibile resto dell’anno. La corrente del Golfo mantiene sì le temperature sorprendentemente alte e a Reykjavík d’inverno raramente gela a lungo, ma il vero dittatore qui è il vento.

Quest’ultimo può abbassare la temperatura percepita anche di dieci gradi. Una giacca impermeabile e antivento è assolutamente indispensabile anche a luglio.

Se vuoi vedere l’aurora boreale, devi partire nel periodo di buio, da settembre ad aprile. Noi abbiamo scelto la fine di settembre e l’inizio di ottobre, ed è stato semplicemente magico: non c’era ancora tanta folla di turisti e i colori autunnali contrastavano splendidamente con le vette innevate delle montagne.

Se hai in programma proprio di dare la caccia all’aurora borealis, devo avvisarti di una cosa fondamentale. Nei mesi estivi, da maggio ad agosto, non hai alcuna possibilità di vedere nulla, perché l’isola vive il cosiddetto sole di mezzanotte e non fa mai veramente buio.

Per una caccia di successo ti servono buio assoluto, cielo limpido senza nuvole e alta attività solare (indice KP). In ogni caso, gli esperti della NOAA prevedono che anche l’autunno 2026 sarà assolutamente eccezionale per lo spettacolo celeste. Per fotografare, però, non dimenticare di portare un treppiede solido, perché l’aurora boreale a mano libera in modalità automatica semplicemente non la fotografi.

I collegamenti aerei oggi sono ormai molto comodi, anche se sul mercato sono avvenuti di recente cambiamenti piuttosto importanti. Se sei abituato a volare con la low cost PLAY dai suoi aerei rosso acceso, devo deluderti. La compagnia è fallita alla fine di settembre 2025, lasciando a terra migliaia di passeggeri.

Dall’Italia, comunque, arrivi ancora molto facilmente: ci sono voli diretti stagionali da Milano Malpensa con Icelandair o easyJet (il volo dura circa quattro ore), oppure con scalo via Londra, Copenaghen o Francoforte con Icelandair e altre compagnie tradizionali. Se sei diretto ancora più lontano, in Nord America, puoi sfruttare il popolare programma Stopover di Icelandair. Ti permette di fare una sosta sull’isola fino a sette giorni senza alcun sovrapprezzo sul costo del biglietto.

Un enorme richiamo per il 2026 è inoltre l’eclissi solare totale, che avverrà mercoledì 12 agosto. Si tratta di un evento astronomico straordinario, perché dall’Islanda un’eclissi simile è stata vista l’ultima volta nel 1954 e la prossima occasione arriverà tra quasi duecento anni. La fascia di oscurità più profonda attraverserà i fiordi occidentali, la penisola di Snæfellsnes e sarà visibile al meglio proprio dalla parte ovest dell’isola.

Il buio durerà più a lungo sulle scogliere di Látrabjarg, dove l’eclissi supererà i due minuti. Tieni però presente che per agosto molte disponibilità sono già disperatamente esaurite. Il prezzo di una semplice pensione a ovest è schizzato a livelli estremi e per tutto il mese l’isola scoppierà letteralmente di gente. Sulla penisola di Snæfellsnes si tiene addirittura un festival enorme, quindi in estate la tranquillità lì non cercarla proprio.

Dove alloggiare + quanto costa

Anche se molti viaggiatori scelgono il campeggio o di dormire nei furgoni, io e Lukáš siamo più comodi e abbiamo preferito dormire sotto un tetto solido. Durante il nostro roadtrip di due settimane abbiamo alternato tutta una serie di simpatiche pensioni, piccole guesthouse e ogni tanto anche accoglienti appartamenti, dove la sera potevamo cucinarci la cena da soli. L’Islanda, insomma, è tra i paesi più cari del mondo e devi prepararti al fatto che l’alloggio si mangerà una bella fetta del tuo budget.

Un roadtrip di una settimana per due persone di livello medio (dormire nelle guesthouse, noleggio di un’auto decente e cucinare in proprio con ingredienti locali) ti costerà nel 2026 circa 3.200-5.200 € senza voli. Una notte in una normale guesthouse con bagno privato o condiviso si aggira sui 850-1.200 € per sei notti, il che equivale a circa 80-150 € a notte.

Se invece volessi dormire nei classici hotel più grandi, mettiti in conto tranquillamente 180-360 € a notte. Un’ottima e popolare alternativa sono le farmstay offerte dalla rete Hey Iceland, dove spesso hai a disposizione anche una grande cucina condivisa e puoi sbirciare nella vita dei contadini locali. La categoria di prezzo più bassa per dormire sotto un tetto sono poi gli ostelli, dove per un letto in camera condivisa paghi circa 35-55 €.

Per il noleggio del nostro fuoristrada all’epoca pagammo circa 620 € per due settimane, ma oggi in piena alta stagione estiva i prezzi possono arrivare anche al doppio. Ti consiglio di cercare l’alloggio il prima possibile, perché le disponibilità fuori dalla capitale sono davvero molto limitate e i posti migliori spariscono alla velocità della luce. Se decidi di tagliare drasticamente tutto il budget, puoi rientrare in 2.000-2.800 € per due persone a settimana, ma questo significa già un risparmio estremo e dormire esclusivamente in tenda o in auto comuni.

💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking, prenota per tempo — in stagione e attorno all’eclissi 2026 spariscono con mesi di anticipo):

Noleggio auto: 2WD o 4×4?

Se ti avventuri su un qualsiasi forum di viaggi, scoprirai che il tema del noleggio auto in Islanda domina praticamente ogni discussione e la gente litiga di continuo su quale veicolo serva davvero. La verità è che entrambe le varianti hanno senso e dipende solo da dove esattamente sei diretto e in quale stagione voli. Vediamolo quindi più nel dettaglio, così da non pagare inutilmente per qualcosa che alla fine non utilizzerai affatto.

1. Quando ti basta un’auto classica (2WD)

Se voli in Islanda esclusivamente nei mesi estivi e hai in programma di girare solo la famosa Ring Road (la strada circolare numero 1) o il popolare Circolo d’Oro (Golden Circle), ti basterà tranquillamente un’auto più piccola a due ruote motrici. La maggior parte di queste arterie principali oggi è ormai perfettamente asfaltata e ben mantenuta.

Quando ti basta un'auto classica (2WD)
Quando ti basta un’auto classica (2WD)

Devi però considerare che persino sulla stessa strada circolare circa il trenta per cento dei tratti è ancora costituito da fondo non asfaltato. Le strade sterrate più piccole, in cui ti imbatti ogni tanto deviando verso cascate e alloggi, si percorrono tranquillamente con prudenza e guidando piano.

Un’auto più piccola è ovviamente molto più economica da noleggiare e ti farà piacere anche il consumo di carburante decisamente inferiore. Soprattutto con i prezzi attuali del 2026 e l’introduzione della nuova tassa chilometrica, è un risparmio con cui poi puoi concederti magari un biglietto per le più costose sorgenti termali.

Ricorda però una cosa assolutamente fondamentale. Con un’auto classica 2WD hai l’accesso rigorosamente vietato alle strade di montagna, che su tutte le mappe sono contrassegnate con la lettera F (F-roads). Se violi questo divieto, perdi tutta l’assicurazione e in caso di blocco paghi l’operazione di soccorso di tasca tua.

2. Perché noi abbiamo scelto un robusto 4×4

Io e Lukáš, tramite il comparatore RentalCars, abbiamo scelto una Suzuki Grand Vitara a trazione integrale, perché viaggiavamo già in autunno e volevamo semplicemente avere la certezza. In Islanda, infatti, il tempo può cambiare nel giro di soli cinque minuti e non volevamo aver paura di ogni minima collinetta coperta dalla brina mattutina. Con Lukáš abbiamo da tempo una buona esperienza con RentalCars, che usiamo in tutto il mondo, e anche stavolta è andato tutto a meraviglia, dalla consegna alla riconsegna.

Perché noi abbiamo scelto un robusto 4×4
Perché noi abbiamo scelto un robusto 4×4

Alcune strade più remote, soprattutto se vuoi raggiungere luoghi meno turistici fuori dal circuito principale, per qualità somigliavano parecchio a ciò che avevamo vissuto sulle strade polverose della lontana Uganda.

Il fuoristrada è inoltre una vera e propria necessità e un requisito di legge se hai in programma di esplorare l’entroterra selvaggio (Highlands). Luoghi come le montagne arcobaleno di Landmannalaugar o il paesaggio lunare della regione vulcanica di Askja sono assolutamente inaccessibili senza un mezzo da fuoristrada adeguato. Senza un 4×4 lì rischi non solo di distruggere l’auto, ma anche una multa astronomica.

3. Il noleggio di un camper come alternativa

Un’opzione sempre più popolare per gli spiriti più avventurosi è prenotare sull’isola un furgone camperizzato o direttamente un grande camper. Proprio il noleggio di un camper in Islanda ti dà un’enorme libertà, perché non devi pensare al check-in quotidiano negli hotel, non ti stressi con orari precisi e puoi dormire a pochi passi dalle cascate e dalle scogliere più belle.

Il noleggio di un camper come alternativa
Il noleggio di un camper come alternativa

In più ti prepari comodamente colazione e cena all’interno, il che abbatte incredibilmente le tue spese totali per i ristoranti cari.

Devi però tenere presente che in Islanda oggi, per proteggere la fragile natura, è vietato il campeggio libero. Con il furgone, quindi, ogni sera devi dirigerti verso uno dei campeggi ufficiali. Vale decisamente la pena procurarsi la cosiddetta Camping Card, che nel 2026 costa circa 26.000 ISK (attorno ai 175 €).

Vale per ben 28 notti, copre due adulti e fino a quattro bambini e ti dà accesso a più di quaranta campeggi diversi in tutta l’isola. Sul posto poi paghi solo una piccola tassa di soggiorno attorno ai 400 ISK a notte. Fai però molta attenzione durante la guida, perché i grandi camper sono estremamente sensibili all’onnipresente forte vento laterale.

Assicurazione, ovvero su cosa non risparmiare

Lo ammetto, di solito quando noleggio auto da qualche parte nell’Europa meridionale le assicurazioni premium con franchigia zero non le prendo granché, ma l’Islanda è un’enorme eccezione. La natura qui è così tremendamente aspra e le strade nascondono così tante piccole insidie che risparmiare qualche euro al giorno sull’assicurazione può davvero costarti carissimo. I forum di viaggio su internet sono pieni di storie spaventose e di fatture ancora più spaventose dei noleggi, che malcapitati hanno dovuto saldare di tasca propria.

1. Assicurazione base e protezione dalla ghiaia (Gravel Protection)

Ogni auto a noleggio ha nel prezzo base l’assicurazione CDW (Collision Damage Waiver), che però prevede una franchigia molto alta e soprattutto non copre molti rischi specificamente islandesi. Per darti un’idea, questa copertura base costa per un’auto piccola circa 3.190 ISK al giorno e per un 4×4 attorno ai 4.090 ISK. Il minimo assoluto che dovresti sempre aggiungere è la protezione speciale contro i sassolini volanti, la cosiddetta Gravel Protection (GP).

Assicurazione base e protezione dalla ghiaia (Gravel Protection)
Assicurazione base e protezione dalla ghiaia (Gravel Protection)

In Islanda, infatti, persino la celebre Ring Road asfaltata passa di colpo a un tratto sterrato, anche per diverse decine di chilometri. Quando poi a fianco ti sfreccia ad alta velocità un camion pesante o un altro robusto fuoristrada, lo spruzzo di sassolini taglienti dalle loro ruote è quasi inevitabile. Parabrezza rotti e cofani brutalmente graffiati sono qui di gran lunga il sinistro più frequente che i noleggi gestiscono praticamente ogni giorno.

2. Sabbia, cenere e perché valutare la SAAP

Se hai in programma di percorrere la ventosa costa meridionale e sud-orientale, il personale del noleggio probabilmente ti proporrà anche un’assicurazione molto specifica contro sabbia e cenere vulcanica (Sand & Ash Protection, in breve SAAP). Forse a prima vista ti sembra un lusso inutile o un trucco per turisti, ma credimi, le tempeste di sabbia in Islanda sono una minaccia reale enorme.

Sabbia, cenere e perché valutare la SAAP
Sabbia, cenere e perché valutare la SAAP

Quando si alza un vento forte sulle nere spiagge vulcaniche o nelle aree aperte vicino ai vulcani attivi, la fine polvere vulcanica agisce come un’enorme sabbiatrice industriale. Nel giro di pochi chilometri di guida riesce ad abradere completamente la vernice della tua auto fino al metallo nudo e opaco e a distruggere totalmente tutti i finestrini. Le fatture per la riverniciatura completa e la riparazione di un veicolo così rovinato si aggirano poi su cifre assolutamente astronomiche, da 500.000 a 1.500.000 corone islandesi.

3. Cosa nessuna assicurazione ti copre

Anche se acquisti l’assicurazione premium più costosa in assoluto con franchigia zero e hai la sensazione di essere coperto per tutto, in Islanda esistono situazioni che semplicemente non copre nessuno. L’errore più noto e più caro sono i danni causati dal forte vento alle portiere dell’auto (door-ripping). Quando ti fermi a un belvedere e apri le portiere con poca attenzione, la bufera islandese ci si appoggia immediatamente e con forza brutale le strappa letteralmente dai cardini. Aprile quindi sempre incredibilmente piano e tienile per tutto il tempo saldamente con entrambe le mani.

Un’altra grande eccezione sono qualsiasi danno al sottoscocca del veicolo e i danni causati dall’acqua durante il guado di fiumi selvaggi. Anche se dal noleggio hai un enorme e potente 4×4 e puoi legalmente, secondo il contratto, percorrere le aspre F-roads, in ogni guado entri esplicitamente e solo a tuo rischio e pericolo. Se aspiri acqua nel motore o affoghi l’auto in una corrente inaspettatamente forte, tutti i costi di traino e riparazione sono interamente a tuo carico e le cifre si arrampicano facilmente fino a decine di migliaia di euro.

Costi nascosti e la nuova tassa chilometrica per il 2026

L’economia islandese e il suo complicato sistema fiscale si evolvono di continuo, cosa che da turisti percepirai molto chiaramente proprio allo sportello del noleggio. Dal 1° gennaio 2026, infatti, è entrata in vigore una modifica legislativa piuttosto sostanziale, che cambia il modo in cui pagherai i tuoi viaggi estivi o invernali. Non si tratta necessariamente di un aumento del costo dell’intero viaggio, ma piuttosto di un completo spostamento dei costi dai distributori direttamente ai noleggi e ai loro contratti.

1. Come funziona la tassa chilometrica in pratica

Il governo ha deciso di modificare la tassazione dei trasporti e ha introdotto la cosiddetta tassa chilometrica (Kilometer Fee), che vale per tutte le auto private, i SUV imponenti e le moderne auto elettriche. La sua tariffa attuale è esattamente di 6,95 ISK (quindi circa 0,05 €) per ogni singolo chilometro percorso. I noleggi ovviamente mal sopportano questa nuova tassa governativa e la trasferiscono direttamente su di te in quanto cliente finale.

Come funziona la tassa chilometrica in pratica
Come funziona la tassa chilometrica in pratica

Alcune compagnie, al ritiro del veicolo, ti addebitano una sorta di forfait fisso che si aggira sui 1.390-1.550 ISK per ogni giorno di noleggio, mentre altri noleggi annotano con cura lo stato iniziale del contachilometri e, dopo la riconsegna dell’auto, ti detraggono l’importo esatto percorso dalla tua carta di credito.

Se decidi di girare tutta l’isola, cosa che fa circa 1330 chilometri sulla strada principale più le deviazioni, ti costerà in più poco meno di nove o dieci mila corone islandesi. Ti consiglio di leggere sempre con attenzione le condizioni del contratto, per non avere brutte sorprese a fine vacanza quando ti partirà dal conto una somma inaspettata.

2. Prezzi della benzina e pagamenti con carta

La nuova tassa chilometrica ha per tutti i viaggiatori anche un lato molto positivo. Lo Stato, infatti, come forma di compensazione, ha abolito parte dell’accisa sul carburante direttamente alle pompe, così i prezzi della benzina nel 2026 per fortuna sono scesi notevolmente. Mentre ancora l’autunno dell’anno precedente il litro si avvicinava pericolosamente ai temibili 305 ISK, ora fai rifornimento a un prezzo molto piacevole di 210-225 ISK al litro (circa 1,40-1,50 €). Prezzi decenti li hanno le grandi pompe come N1, Olís, e particolarmente economico è il distributore dell’ipermercato Costco.

Il rifornimento in sé è per molti un’esperienza, perché quasi tutte le pompe di benzina qui sono completamente self-service. Inserisci nel distributore una carta fisica, digiti il tuo codice PIN, scegli l’importo esatto o direttamente il pieno e inizi a fare rifornimento.

Ti avviso con forza che senza una carta di plastica fisica con chip e la conoscenza del tuo codice PIN qui il carburante nell’auto semplicemente non lo metti. Con il pagamento tramite smartphone con Apple Pay o Google Pay, alle deserte pompe di campagna, di solito non riesci proprio a cavartela, perché i distributori automatici richiedono l’inserimento della carta.

💡 Consiglio: biglietti ed escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene comprarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

Guidare in Islanda: a cosa fare attenzione

Le strade islandesi sono visivamente bellissime e gli scenari da film cambiano dietro ogni curva stretta, ma la guida in sé richiede una concentrazione costante. Qui non ci sono complicati svincoli autostradali né fastidiosi ingorghi (con l’eccezione del centro di Reykjavík), ma in compenso ti aspettano insidie sotto forma di onnipresenti animali distratti e di condizioni meteorologiche estremamente infide. Io e Lukáš ci siamo dati onestamente il cambio al volante della nostra Vitara e ogni tanto, la sera, arrivati all’alloggio, ne avevamo davvero le tasche piene.

1. Ponti a una corsia e pecore distratte

Uno degli elementi più iconici e a volte un po’ stressanti delle strade islandesi sono i cosiddetti ponti a una corsia. Li riconosci con sicurezza in anticipo, perché sono sempre chiaramente segnalati da un cartello giallo riflettente con la scritta “Einbreið brú”. La regola per attraversarli in sicurezza è assolutamente semplice: il guidatore che arriva più vicino al ponte stretto e vi entra per primo ha semplicemente la precedenza. Da entrambe le parti, però, richiede il massimo riguardo, buon senso e un rallentamento per tempo, perché questi ponti spesso compaiono in modo insidioso solo subito dopo una curva cieca.

Ponti a una corsia e pecore distratte
Ponti a una corsia e pecore distratte

Oltre ai ponti, lungo tutto il tragitto ti accompagneranno le pecore islandesi, che su quest’isola inospitale vivono addirittura in numero maggiore degli stessi abitanti umani. In estate pascolano liberamente attraverso il paesaggio e purtroppo hanno l’abitudine di attraversare la strada in modo del tutto insensato proprio davanti alle auto in transito veloce. Fai particolare e grande attenzione agli agnellini, che si spaventano facilmente e ti corrono dritti sotto le ruote, anche se la loro madre è rimasta tranquillissima ferma sul margine sicuro della strada.

2. Tempo infido e app utili

Gli abitanti del posto amano dire che, se non ti piace il tempo dell’isola in quel momento, basta aspettare cinque minuti. Suona come una frase fatta, ma descrive perfettamente la realtà locale. Una giornata autunnale soleggiata e tranquilla può trasformarsi nel giro di pochi istanti in una nebbia fitta e impenetrabile o in una pioggia orizzontale violenta, che i tergicristalli non riescono nemmeno a smaltire.

Tempo infido e app utili
Tempo infido e app utili

Prima di ogni partenza mattutina dal tepore dell’alloggio, io e Lukáš ci siamo quindi fatti un rituale e abbiamo controllato il cosiddetto sacro trio di siti islandesi. Prima abbiamo dato un’occhiata a vedur.is, dove sono pubblicate previsioni meteo dettagliate comprese le mappe del vento.

Poi abbiamo controllato con cura tutti gli avvisi di sicurezza sul portale safetravel.is e la percorribilità dei singoli tratti di strada l’abbiamo sempre verificata sul sito statale road.is. Ti garantisco che queste tre schede importanti le terrai aperte di continuo nel browser del telefono.

3. Parcheggio e limiti di velocità

Le multe per il superamento della velocità massima consentita in Islanda sono letteralmente draconiane e ti distruggono con facilità il budget calcolato con cura per tutta la vacanza. La velocità massima sulle strade asfaltate fuori dai centri abitati è di soli 90 km/h, sullo sterrato e nei tratti di ghiaia devi obbligatoriamente rallentare a 80 km/h e in tutti i centri abitati si va a cinquanta. La polizia ha sì relativamente poche pattuglie fisiche, ma tutto l’incantevole paesaggio è letteralmente disseminato di discreti autovelox nascosti e moderne telecamere.

Parcheggio e limiti di velocità
Parcheggio e limiti di velocità

Un grande cambiamento degli ultimi anni è anche la massiccia introduzione del parcheggio a pagamento. La maggior parte delle splendide bellezze naturali e delle enormi cascate è sì per fortuna ancora visibile completamente gratis, ma per posteggiare la tua auto a noleggio nei pressi ormai paghi caro.

In luoghi famosi come la cascata Skógafoss o l’iconico parco nazionale Þingvellir, sui pali sono installate telecamere intelligenti che leggono con cura la tua targa. Il parcheggio (di solito attorno ai 1000 ISK) lo paghi facilmente e velocemente tramite app come Parka.is, EasyPark o Checkit.is. Se decidi di andartene di nascosto senza pagare, il noleggio ti detrae senza compromessi la tariffa dovuta dalla carta e ci aggiunge un sovrapprezzo amministrativo molto salato.

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Cosa vedere in Islanda: i luoghi e le regioni più belle

Tutt’intorno all’isola corre la famosa strada asfaltata Ring Road, lunga oltre 1300 chilometri. Se vuoi girarla comodamente tutta senza passare otto ore al giorno rannicchiato al volante, ti serviranno almeno otto-dieci giorni. Durante il nostro viaggio abbiamo incontrato un sacco di persone che cercavano di vedere assolutamente tutto in cinque giorni, e il risultato erano solo facce stanche e foto sfocate scattate attraverso il finestrino sporco del passeggero. Meglio scegliere solo poche regioni e conoscerle per bene.

1. Reykjavík e la penisola di Reykjanes

La capitale Reykjavík è simpaticamente minuscola e per visitarla con calma ti basterà un solo giorno. Non perderti assolutamente la vista dell’iconica chiesa di cemento Hallgrímskirkja, dove per salire sull’alta torre panoramica metti in conto circa 1400 ISK. Passeggia attorno alla moderna opera di vetro Harpa fino alla scintillante scultura d’acciaio della Nave del Sole (Sun Voyager) e la sera esci per le strade, dominate dal cosiddetto rúntur, il famoso e piuttosto selvaggio giro per i bar locali.

collina vulcanica e strada sulla penisola di Reykjanes in Islanda
collina vulcanica e strada sulla penisola di Reykjanes in Islanda

Poco fuori città si estende la vulcanica penisola di Reykjanes, che dal 2021 vive un risveglio geologico davvero selvaggio. Qui trovi l’interessante Ponte tra i Continenti (Bridge Between Continents), dove si separano le placche tettoniche, ma il tema principale è l’area di Svartsengi e i vulcani del sistema Sundhnúkur.

Le eruzioni sono sì locali e sicure per il traffico aereo, ma le famose terme Blue Lagoon a causa loro devono funzionare in un regime di sicurezza dinamico e la cittadina di Grindavík è completamente evacuata. Prima di un viaggio in questa zona, quindi, apri sempre meglio le notizie aggiornate sui siti governativi.

2. Il Circolo d’Oro (Golden Circle) e i suoi classici

Il Circolo d’Oro è un classico islandese assoluto e l’area più visitata di tutta l’isola. È un itinerario di una giornata ideale dalla capitale, che copre circa 250 chilometri di pura bellezza. La tua prima tappa sarà il parco nazionale Þingvellir, il luogo dove già nel 930 nacque il primissimo parlamento islandese. Qui si trova anche la magica frattura tettonica di Silfra, in cui i temerari possono immergersi in un’acqua a soli 2 gradi Celsius.

Il Circolo d'Oro (Golden Circle) e i suoi classici
Il Circolo d’Oro (Golden Circle) e i suoi classici

Il punto successivo dell’itinerario è la celebre area geotermale di Geysir, che ha dato il nome a tutti i geyser del mondo. Il grande geyser originale ormai dorme quasi sempre, ma il suo fratello minore Strokkur spara con affidabilità acqua bollente fino a trenta metri di altezza circa ogni cinque-dieci minuti. Il circuito si chiude poi in grande stile con la massiccia cascata a due gradoni Gullfoss, presso la quale, col freddo, ti metterai senz’altro il cappuccio, perché ne schizza in continuazione un enorme spruzzo d’acqua.

3. La costa meridionale: cascate e onde insidiose

Appena parti da Reykjavík lungo la costa meridionale seguendo la strada principale, ti aspetta un’icona fotogenica dopo l’altra. Passerai per un sentiero stretto proprio dietro la parete d’acqua della cascata Seljalandsfoss, salirai decine di gradini di legno lungo l’incredibilmente possente Skógafoss e, se ami l’atmosfera cupa, arriverai fino all’abbandonato relitto arrugginito di un aereo DC-3, che giace sulla sterminata spiaggia nera di Sólheimasandur.

Fiordi occidentali in Islanda con pecore su un prato verde
Fiordi occidentali in Islanda con pecore su un prato verde

Poco più avanti si trova la pittoresca cittadina di Vík e accanto a essa la bellissima spiaggia nera di Reynisfjara con le colonne di basalto. Qui però fai grande attenzione. Reynisfjara è tra i luoghi più pericolosi dell’isola a causa delle cosiddette onde insidiose (sneaker waves).

Queste onde oceaniche arrivano in modo del tutto inaspettato, si spingono tranquillamente decine di metri più all’interno rispetto alle onde precedenti e hanno una forza mortale. Negli ultimi vent’anni qui purtroppo sono già morti sei turisti, quindi rispetta sempre rigorosamente il semaforo di avvertimento sulla spiaggia e non voltare mai le spalle all’oceano rombante.

4. Sud-est: laguna glaciale e Fiordi orientali

Quando ti lasci alle spalle Vík, la folla di turisti inizia piacevolmente a diradarsi e il paesaggio si apre ancora di più. La parte sud-orientale dell’isola è dominata in modo assoluto dal parco nazionale Vatnajökull con l’omonimo ghiacciaio, il più grande di tutta Europa, che copre un rispettabile otto per cento della superficie dell’Islanda. Il culmine visivo assoluto qui è la laguna glaciale Jökulsárlón, dove con un fragore si staccano enormi blocchi di ghiaccio azzurro. Le correnti oceaniche li riversano poi sulla sabbia nera della spiaggia di fronte, soprannominata con grande efficacia Diamond Beach.

Sud-est dell'Islanda
Sud-est dell’Islanda

Da qui il viaggio prosegue fluido verso i tranquilli Fiordi orientali. È un paesaggio meraviglioso e remoto, pieno di scogliere taglienti, strade tortuose e occasionali renne selvatiche, qui introdotte in passato.

Fai senz’altro una deviazione verso la pittoresca cittadina di Seyðisfjörður, incastonata proprio in fondo a un lungo fiordo e famosa per la bella chiesetta blu, a cui conduce un vicolo dipinto a colori d’arcobaleno. Non dimenticare però che a est devi controllare più spesso il serbatoio dell’auto, perché le distanze tra le pompe di benzina qui si allungano drasticamente.

5. Islanda settentrionale: Circolo dei Diamanti e balene

Il ruolo di immaginaria capitale del freddo nord lo svolge la rilassata cittadina di Akureyri. Tutta questa zona è incantevole e dal punto di vista turistico forma il cosiddetto Circolo dei Diamanti (Diamond Circle). Durante questo percorso ammiri la divina cascata Goðafoss, l’area geotermale incredibilmente puzzolente del lago Mývatn con il fango gorgogliante e le misteriose formazioni laviche, e infine ti trovi faccia a faccia con il maestoso Dettifoss, la cascata più possente e impressionante di tutta Europa.

due pecore islandesi su un pendio erboso durante l'ora dorata
due pecore islandesi su un pendio erboso durante l’ora dorata

Il nord è anche una mecca mondiale per l’osservazione delle balene selvatiche nel loro ambiente naturale. Le barche che salpano dal pittoresco porto di Húsavík hanno un tasso di successo incredibile (si parla di oltre il 98 per cento), e nei mesi estivi qui, con un po’ di fortuna, puoi avvistare anche le gigantesche balenottere azzurre.

Dopo una lunga giornata nel vento freddo apprezzerai senz’altro un’immersione nell’acqua termale calda. Le terme locali hanno subito un’enorme ristrutturazione e nella primavera del 2026 riaprono con il nuovo nome di Earth Lagoon, oppure puoi visitare la lussuosa Forest Lagoon proprio vicino ad Akureyri o l’incantevole GeoSea a Húsavík.

6. Penisola di Snæfellsnes e Fiordi occidentali

La penisola di Snæfellsnes, che si trova a ovest della capitale, viene soprannominata con piacere e con grande efficacia “l’Islanda in miniatura”. In un solo giorno qui trovi infatti tutto ciò che caratterizza il paese. Si erge un meraviglioso vulcano con un ghiacciaio bianco, ti stupiscono le scogliere drammatiche del villaggio di Arnarstapi, ti colpisce la solitaria chiesetta nera di legno di Búðir e, naturalmente, c’è anche la montagna più fotografata dell’Islanda, l’appuntita montagna Kirkjufell (resa famosa dalla celebre saga Il Trono di Spade).

Strada attraverso il paesaggio autunnale bruno dei Fiordi occidentali in Islanda
Strada attraverso il paesaggio autunnale bruno dei Fiordi occidentali in Islanda

Ancora più lontano, nel remoto nord-ovest, si trovano i selvaggi Fiordi occidentali (Westfjords), un mondo del tutto inesplorato per la maggior parte dei turisti. Qui arriva infatti solo una frazione dei viaggiatori, perché le strade disegnano in modo vertiginoso i contorni di fiordi incredibilmente profondi e l’asfalto si trasforma spesso, all’improvviso, in insidiosa ghiaia. La ricompensa per una guida lenta e prudente è però il silenzio assoluto e l’isolamento. Il culmine della zona è la cascata a cascate Dynjandi e le ripide scogliere di Látrabjarg, che fanno da casa a migliaia di coppie di adorabili pulcinelle di mare.

7. Entroterra (Highlands): natura indomita per i 4×4

Il cuore aspro e del tutto remoto dell’Islanda è un capitolo a sé. Qui non arrivano comode strade asfaltate, non trovi pompe di benzina sicure né accoglienti hotel riscaldati. Esistono solo strade di montagna (F-roads) sassose e sconnesse, profondi guadi attraverso fiumi selvaggi pieni di acqua glaciale e infinite distese desolate. Ma è proprio qui che si trovano le incantevoli montagne di riolite colorata nella zona di Landmannalaugar o l’affascinante paesaggio lunare presso il vulcano inquieto di Askja.

Entroterra (Highlands) in Islanda
Entroterra (Highlands) in Islanda

L’entroterra, a causa delle nevicate, è accessibile al pubblico solo in modo molto limitato, all’incirca da metà giugno a metà settembre. Per guidare qui ti serve esclusivamente un’auto di qualità a trazione 4×4. Ti avviso con forza che l’accesso con una normale auto 2WD a qualsiasi F-road è per legge assolutamente illegale.

In più decade del tutto qualsiasi assicurazione stipulata e, se rimani bloccato nel fango da qualche parte o distruggi l’auto sulle pietre, rischi multe da decine di migliaia di euro letteralmente devastanti e fatture per il traino a pagamento con mezzi pesanti speciali.

8. Bagnarsi come la gente del posto: la rigida etichetta delle piscine termali

Mentre la maggior parte dei turisti, appena arrivata, si precipita subito nelle note ed estremamente costose terme di lusso (dove paghi tranquillamente dodicimila e più corone islandesi per un solo rituale), gli abitanti del posto vanno in massa a rilassarsi nelle classiche piscine riscaldate cittadine (Sundlaug). Le trovi praticamente in ogni villaggio più grande, l’ingresso è una frazione del prezzo e immergersi nell’acqua calda sotto il cielo aperto è un’esperienza fantastica. Hanno però le loro regole rigide, che devi conoscere.

Bagnarsi come la gente del posto
Bagnarsi come la gente del posto

Le piscine islandesi, infatti, usano nell’acqua solo un minimo assoluto di cloro chimico e così sono soprattutto i visitatori stessi a prendersi cura della pulizia, ancora prima di entrare in acqua. Prima di andare in piscina, devi lavarti accuratamente completamente nudo. Non un po’ in costume. Completamente nudo.

Per un europeo centrale pudico è spesso un enorme shock culturale, ma per gli islandesi l’igiene pubblica è assolutamente sacra. Negli spogliatoi incontri spesso addirittura severi sorveglianti delle docce, che ti rimandano indietro senza pietà se ti vedono provare a lavarti nascosto sotto il costume. Non vergognarti, davvero nessuno sconosciuto ti guarda mentre fai la doccia.

Dove mangiare (per vegetariani e curiosi)

La cucina islandese è molto particolare, cruda e tradizionalmente ruota quasi tutta attorno alla carne di agnello e ai frutti del mare. Forse la specialità locale più nota, che i turisti più audaci ogni tanto provano ad assaggiare con la faccia piena di disgusto per puro divertimento, è il famoso hákarl (squalo fermentato e dall’odore piuttosto forte) o l’onnipresente harðfiskur (pesce essiccato duro e coriaceo). Dato che però io e Lukáš siamo entrambi vegetariani di vecchia data, tutte queste tradizioni isolane a base di carne le abbiamo saltate del tutto senza rimorsi e con un largo giro, concentrandoci su altro.

Mangiare in un normale ristorante qui costa parecchio. Un piatto principale ti viene tranquillamente attorno ai 2.000-3.000 corone islandesi, ovvero anche 15-20 euro, quindi per gran parte del viaggio abbiamo puntato molto sull’autocucinare. Compravamo principalmente nei supermercati Bónus, che riconosci con sicurezza dall’inconfondibile maialino rosa acceso nel logo e che sono di sicuro i più economici di tutta l’isola.

Un’alternativa un po’ più cara per la spesa è poi la catena Krónan o Nettó, e la cosa più costosa in assoluto sono i negozi premium Hagkaup, dove andavamo più che altro a guardare. Per cena ci preparavamo con gioia all’alloggio enormi ciotole piene di pasta, caldi bowl di verdure o insalate.

Avevamo un consumo enorme dell’ottimo skyr islandese. Questa deliziosa e densa prelibatezza a base di latte, che ha circa 16 grammi di proteine pure a porzione ed è assolutamente vegetariana, ci salvava praticamente a ogni colazione ☺️.

Quando ci veniva voglia di uscire tra la gente e mangiare fuori, abbiamo avuto un’esperienza sorprendentemente ottima proprio nel centro della piovosa Reykjavík con il piccolo e accogliente locale Mandi, dove ci hanno preparato un eccellente falafel croccante con una ciotola di hummus fresco e cremoso. Se ami la buona pasta italiana tanto quanto noi, ti consiglio caldamente la popolare pizzeria Flatey, dove sfornano una perfetta pizza vegetariana in autentico stile napoletano con splendidi bordi bruciacchiati.

Per quanto riguarda l’idratazione, non sprecare nemmeno un euro a comprare acqua. L’acqua del rubinetto qui è favolosa, glacialmente pura e piena di minerali sani, quindi l’unica cosa di cui hai bisogno è portarti dappertutto una borraccia riutilizzabile. E se la sera, insieme alla pasta, volessi aprire una bottiglietta di vino, tieni presente che in nessun Bónus compri alcolici: devi andare negli appositi negozi statali Vínbúðin.

Dove continuare

Se l’idea del selvaggio noleggio auto in Islanda, delle condizioni meteorologiche infide e degli alti prezzi nordici non ti spaventa più affatto e hai le idee chiare sul fatto che presto partirai, abbiamo scritto per te sul blog tanti altri articoli. Siamo convinti che ti renderanno un po’ più facile quella stressante pianificazione.

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Domande frequenti

Quanti giorni servono realmente per l’Islanda?

Se volete percorrere con relativa comodità e senza fretta inutile tutta la strada principale Ring Road, l’ideale è riservare dagli 8 ai 10 giorni pieni. Per un viaggio più breve (4-5 giorni) consigliamo sicuramente di percorrere solo l’area della vivace capitale, il classico Circolo d’Oro e la selvaggia costa meridionale fino alla cittadina di Vík. Se però desiderate scoprire anche gli angoli più remoti come i fiordi occidentali o l’aspro entroterra, avrete necessariamente bisogno di circa 12-14 giorni di vacanza.

Devo davvero noleggiare un’auto 2WD o meglio direttamente una 4×4?

Nei mesi prettamente estivi e per spostarsi quasi esclusivamente sulla ben mantenuta strada asfaltata Ring Road e sul celebre Circuito d’Oro, vi servirà senza alcun problema una normale ed economica auto piccola 2WD. Se però avete intenzione di avventurarvi nell’aspro entroterra sulle strade di montagna sterrate (F-roads) o se visitate l’Islanda nell’imprevedibile periodo invernale e autunnale, la trazione integrale (4×4) è assolutamente necessaria, sia per motivi di sicurezza che, soprattutto, per rigidi motivi legali (l’accesso all’entroterra con veicoli a due ruote motrici è vietato).

Ho bisogno di un visto o del permesso ETIAS per viaggiare in Islanda?

Essendo cittadino della Repubblica Ceca non hai assolutamente bisogno di alcun visto per viaggiare verso questa splendida isola, poiché l’intero paese è parte integrante e solida dello spazio Schengen europeo. Per il viaggio di andata e ritorno ti basterà senza problemi la tua carta d’identità valida. Inoltre, il sistema di autorizzazione ETIAS, nuovo e spesso menzionato, non riguarda affatto i cittadini dell’Unione Europea.

È sicuro andarci in questo momento considerata l’attività vulcanica in corso?

Sì, l’Islanda è per tutti i turisti ancora completamente e pienamente sicura, anzi vince nella classifica della sicurezza. L’attuale attività vulcanica nella penisola di Reykjanes dal sistema vulcanico Sundhnúkur è infatti molto localizzata e ha un carattere cosiddetto effusivo, quindi non emette affatto nell’atmosfera nubi pericolose di cenere che in qualche modo bloccherebbero o metterebbero a rischio il traffico aereo sopra l’Europa. La principale arteria circolare Ring Road e lo stesso aeroporto internazionale di Keflavík funzionano senza problemi e basta solo prima del viaggio monitorare preventivamente gli avvisi attuali delle autorità sul sito statale safetravel.is.

Quanto costa un soggiorno di una settimana in Islanda per due adulti?

Mantenendo un piacevole standard medio, dormendo comodamente al caldo in guesthouse comuni, noleggiando un’auto assicurata e affidabile e cucinando la maggior parte dei pasti giornalieri da soli con provviste acquistate intelligentemente nel supermercato discount Bónus, mettete in conto realisticamente una cifra intorno ai 3.200 – 5.200 EUR (senza contare i voli). Solo viaggiatori estremamente parsimoniosi e resistenti con una Camping Card e alloggio in una tenda fredda possono ridurre la spesa minima a 2.000 – 2.800 EUR.

Come funziona esattamente la nuova tassa chilometrica e il prezzo della benzina nel 2026?

Dall’inizio assoluto dell’anno 2026 il governo islandese ha introdotto senza compromessi una nuovissima tassa chilometrica (Kilometer Fee), che per i veicoli piccoli e medi ammonta esattamente a 6,95 ISK (circa 0,05 €) per ogni singolo chilometro percorso e verificabile. Le autonoleggi molto probabilmente vi addebiteranno questa cifra non indifferente al momento della riconsegna del veicolo alla fine del noleggio oppure introdurranno una tariffa fissa forfettaria. Contemporaneamente a questo intervento però è diminuita notevolmente l’accisa locale sui carburanti, quindi il prezzo medio della benzina alle pompe ora si aggira favorevolmente tra 210 e 225 ISK al litro (vale a dire circa 1,50 – 1,60 €), mentre fino a poco tempo fa era più alto di un terzo.

Perché si dice ovunque che la spiaggia nera di Reynisfjara sia così pericolosa e mortale?

Questa incredibilmente meravigliosa e fotogenica spiaggia vulcanica nera di Reynisfjara, situata nel ventoso sud dell’isola, è tristemente e allarmantemente famosa soprattutto per le cosiddette onde traditrici (in inglese sneaker waves). Queste onde gigantesche si avvicinano alla costa in modo del tutto inaspettato con una forza di risacca incredibile e senza preavviso possono facilmente spingersi per decine di metri oltre sulla spiaggia rispetto a tutte le onde precedenti. Durante la passeggiata quindi mai, ma davvero mai voltate le spalle al traditore oceano, non avvicinatevi inutilmente all’acqua per scattare foto e rispettate sempre rigorosamente e obbedientemente il semaforo di zona a colori posto proprio all’ingresso della spiaggia. —

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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