Calvi e Balagne, Corsica: 11 idee su cosa vedere nel 2026

TL;DRCalvi e la regione di Balagne, nel nord-ovest della Corsica, uniscono storia, montagna e mare in 11 tappe imperdibili: la Cittadella genovese del XIII secolo, i sei chilometri di spiaggia di Pinède con la sua pineta, i borghi di montagna Sant’Antonino e Pigna, il trenino costiero U Trinighellu fino a Île-Rousse (circa 50 minuti di viaggio) e le piscine naturali nella valle del fiume Fango. Il periodo migliore per partire va da maggio a giugno, oppure settembre, quando si toccano i 25 gradi e i turisti sono pochi; agosto invece è meglio evitarlo. Per arrivare a Calvi si vola all’aeroporto di Sainte-Catherine oppure si prende il traghetto da Nizza (6-7 ore, biglietto andata e ritorno con auto tra 250 e 400 euro). Come base conviene scegliere Calvi stessa, dove nel 2026 gli hotel costano tra 120 e 180 euro a notte, e l’auto è indispensabile per raggiungere gli angoli più remoti.

Quando scendi dall’aereo o dal traghetto e fai il tuo primo respiro profondo nel nord-ovest della Corsica, percepisci subito l’inconfondibile miscela di timo selvatico, rosmarino e mirto. La gente del posto chiama questa fitta vegetazione di arbusti “maquis” e si racconta che il celebre Napoleone Bonaparte avrebbe riconosciuto la sua isola natale anche a occhi bendati, proprio grazie a questo profumo così particolare. La Corsica, soprannominata a ragione l’Isola della Bellezza, non è però fatta soltanto di erbe profumate: è una vera e propria catena montuosa imponente gettata in mezzo al Mar Mediterraneo.

Se cerchi una meta che unisca natura selvaggia e mare da sogno, la regione della Balagne e il suo centro principale Calvi, in Corsica, ti conquisteranno completamente. Non aspettarti la patinata Riviera francese con i lungomare per l’alta società, perché la Corsica è fiera, selvaggia e assolutamente unica. In questo articolo ti guiderò attraverso il meglio che offre la costa nord-occidentale e ti mostrerò luoghi dove al mattino puoi camminare sui sentieri di montagna e al pomeriggio rilassarti in calette turchesi.

Riassunto

  • La base migliore: Calvi offre il mix perfetto di storia, spiagge stupende e ottima accessibilità grazie al suo aeroporto.
  • La cittadella genovese: il cuore storico di Calvi, da cui si aprono le viste più belle su tutta la baia e sulle montagne circostanti.
  • Spiaggia e pineta: sei chilometri di spiaggia di sabbia ombreggiata da pini profumati, ideale per le famiglie con bambini.
  • Il borgo di montagna Sant’Antonino: uno dei borghi più belli di tutta la Francia, che ricorda un nido d’aquila appollaiato in cima a una collina.
  • Il trenino costiero: l’iconico treno U Trinighellu ti porta con un viaggio panoramico lungo la costa da Calvi fino a Île-Rousse.
  • Quando partire: evita agosto, quando l’isola scoppia, e pianifica il viaggio piuttosto a giugno o settembre.
  • Trasporti: l’auto è una vera necessità per esplorare i borghi più remoti e le spiagge selvagge.

Quando partire per Calvi e la regione della Balagne

Scegliere il periodo giusto è fondamentale per visitare la Corsica, perché l’isola vive enormi sbalzi di affluenza. I mesi ideali per il viaggio sono maggio, giugno e settembre, quando le temperature dell’aria si aggirano intorno ai piacevolissimi venticinque gradi e il mare invita già a fare il bagno. In questi mesi godrai appieno della natura in fiore, di strade più libere e di prezzi degli alloggi molto più gentili. A settembre, in particolare, il Mediterraneo è splendidamente caldo dopo tutta l’estate, il che lo rende probabilmente il periodo migliore in assoluto per gli amanti del relax in spiaggia.

Vale invece una regola assolutamente cruciale che dovresti tenere sempre a mente. Evita agosto come la peste, perché in questo mese l’isola viene presa d’assalto non solo dai francesi, ma anche da noi italiani. Rispetto all’inizio dell’estate ci sono due o tre volte più turisti, le strette strade di montagna si trasformano in parcheggi infiniti e le spiagge più belle sono irrimediabilmente affollate. Nel 2026 i prezzi degli alloggi e del noleggio auto durante agosto raggiungono cifre assurde, quindi se puoi, riserva il viaggio piuttosto all’autunno.

Per quanto riguarda i trasporti diretti verso la Balagne, hai due opzioni principali. La città di Calvi ha il suo piccolo aeroporto, Sainte-Catherine, dove in stagione arrivano voli dalla Francia continentale e da altre città europee. Dall’Italia puoi volare verso la Corsica con collegamenti stagionali da Milano, Roma o Bologna, spesso con scalo. Se preferisci viaggiare con la tua auto, puoi sfruttare i traghetti della Corsica Ferries, che salpano da Savona, Genova o Livorno: il viaggio dura circa quattro-sei ore e un biglietto andata e ritorno per due persone con auto, fuori alta stagione, costa tra i 250 e i 400 euro.

Dove alloggiare a Calvi e dintorni

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: gli alloggi li cerchiamo più volentieri su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, gite e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

La Balagne offre un’infinità di alloggi, ma per la prima visita la scelta più strategica è proprio la città di Calvi o i suoi immediati dintorni. Dormire direttamente in centro, sotto la cittadella, ti garantisce di avere tutti i ristoranti rinomati, le panetterie e il lungomare del porto letteralmente a pochi passi dalla camera. Se però viaggi in auto, fai molta attenzione che il tuo alloggio offra un parcheggio proprio, perché cercare un posto libero nei vicoli stretti in stagione è da strapparsi i capelli.

Per chi cerca soprattutto tranquillità e relax perfetto in riva al mare, consiglio di cercare gli hotel lungo la spiaggia della Pinède. Questa zona è costeggiata da una pineta e offre accesso diretto alla sabbia fine, cosa che apprezzerai soprattutto viaggiando con bambini piccoli. I prezzi per notte in camera doppia nel 2026 si aggirano intorno ai 120-180 euro, ma nei mesi di spalla puoi imbatterti in sconti davvero piacevoli. Non dimenticare di prenotare l’alloggio su Booking con largo anticipo, anche sei mesi prima.

Tra i luoghi collaudati e molto amati c’è l’Hotel Mariana, che vanta una piscina sul tetto e una vista assolutamente fantastica su tutta la baia e sulla cittadella storica. Se cerchi qualcosa di davvero eccezionale e non ti dispiace spendere di più, il resort di lusso La Villa Calvi, arroccato sulle colline sopra la città, offre privacy perfetta e servizi di altissimo livello. Un’ottima via di mezzo è poi lo storico Hotel l’Abbaye, che si trova in un edificio splendidamente ristrutturato di un ex convento, a due passi dal porto.

Calvi in Corsica: 11 cose da vedere e fare nella Balagne

La regione della Balagne viene spesso definita il giardino della Corsica e offre un mix di esperienze incredibilmente vario. Andiamo a scoprire le cose più interessanti che durante la tua visita non dovresti assolutamente perderti.

1. La cittadella genovese di Calvi

All’arrivo in città il tuo sguardo è subito catturato dalla possente fortezza che si erge maestosa su uno sperone roccioso sul mare, formando l’inconfondibile simbolo di tutta la baia. La cittadella genovese fu costruita nel tredicesimo secolo e le sue massicce mura avevano il compito di proteggere il porto, strategicamente importante, dalle incursioni dei pirati e delle flotte nemiche. Oggi il suo interno è un affascinante labirinto di vicoli lastricati, dove le auto non possono entrare e dove il tempo sembra essersi fermato.

Una passeggiata nella cittadella è come un viaggio nel passato, durante il quale incontri piccole piazze pittoresche, antiche case dalle persiane scrostate e caffè nascosti. Non perdere assolutamente la cattedrale di Saint-Jean-Baptiste, che custodisce una preziosa croce di legno che, si dice, un tempo salvò la città dalla rovina. Gli abitanti del posto sono inoltre immensamente fieri della leggenda secondo cui proprio in una delle case all’interno della cittadella sarebbe nato il celebre navigatore Cristoforo Colombo, anche se le fonti storiche su questo punto divergono parecchio.

L’esperienza più bella la cittadella te la regala al tramonto, quando il sole infuocato comincia lentamente a calare all’orizzonte e tinge le mura di pietra di splendide sfumature dorate e arancioni. Dai bastioni si aprono viste assolutamente mozzafiato su tutta la città sotto di te, sul mare turchese e sulle alte cime delle montagne corse in lontananza.

💡 Consiglio: l’ingresso alla cittadella è completamente gratuito, ma se vuoi saperne di più sulla sua travagliata storia, puoi noleggiare un’audioguida al centro turistico locale per circa 10 euro.

2. Il porto e il lungomare della Marina

Proprio sotto le storiche mura della cittadella si estende il cuore pulsante di tutta la città: la promenade del porto conosciuta come Quai Landry. Questo luogo coglie alla perfezione i contrasti della Corsica di oggi, perché qui vedi ormeggiare yacht da milionari accanto a vecchie barche da pesca scrostate. Il lungomare è costeggiato da palme imponenti ed è il posto ideale per una lenta passeggiata mattutina o per una serata davanti a un bicchiere di buon vino.

Tutta la promenade è letteralmente costellata di decine di ristoranti, bistrot e caffè con dehors all’aperto, da cui puoi osservare all’infinito il viavai del porto. Se ti viene fame, ti consiglio di assaggiare l’ottima pizza vegetariana con erbe fresche del maquis, una pasta come si deve o i tradizionali formaggi corsi, qui serviti con la marmellata di fichi. La gente del posto consuma volentieri vari salumi di cinghiale, ma anche senza carne trovi un sacco di piatti deliziosi e sostanziosi.

L’atmosfera sul lungomare cambia radicalmente col passare delle ore, quando da sonnolento porto mattutino si trasforma in un vivace centro della vita notturna. La sera suonano spesso musicisti di strada e nell’aria si diffonde il profumo delle castagne arrostite e della brezza salmastra del mare.

💡 Consiglio: vieni qui di prima mattina, verso le otto, quando i pescatori del posto rientrano dalla pesca notturna e vendono il pescato direttamente dalle barche: è uno spettacolo incredibilmente autentico anche per chi il pesce non lo mangia.

3. La spiaggia e la pineta della Pinède

Quando avrai avuto abbastanza dei tuoi vagabondaggi tra i monumenti, bastano pochi passi dal centro e ti ritrovi su una delle più belle spiagge cittadine dell’isola. La Plage de Calvi si estende per ben sei chilometri e la sua sabbia bianca e fine, unita a un’acqua turchese incredibilmente limpida, ricorda più i Caraibi esotici che una località europea. L’ingresso in mare è molto graduale e l’acqua resta bassa a lungo, cosa che apprezzerai soprattutto viaggiando con bambini piccoli.

Ciò che rende questa spiaggia assolutamente unica è la fitta pineta chiamata Pinède, che la costeggia per tutta la sua lunghezza. Gli alti pini offrono un’ombra naturale provvidenziale durante le calde giornate estive, quindi non devi per forza portarti dietro l’ombrellone. Sotto gli alberi corre inoltre una piacevole passerella di legno che ti porta fino in fondo alla baia, e lungo il cammino incontri diversi gradevoli bar e ristoranti sulla spiaggia.

Sulla spiaggia puoi noleggiare lettini con ombrellone, con prezzi che nel 2026 si aggirano intorno ai 25-35 euro per un set per l’intera giornata. Se preferisci un riposo più attivo, qui trovi diversi noleggi di paddleboard, kayak e pedalò, da cui si gode una prospettiva insolita sulla cittadella vista dall’acqua.

💡 Consiglio: anche se la spiaggia è enorme, in alta stagione i posti migliori all’ombra dei pini si riempiono in fretta, quindi ti consiglio di arrivare in spiaggia idealmente già prima delle dieci del mattino.

4. Il trenino costiero U Trinighellu

Il collegamento tra Calvi e Île-Rousse non è garantito solo dalla strada, ma anche dal leggendario trenino a scartamento ridotto affettuosamente soprannominato U Trinighellu, ovvero “lo scossone”. Questa storica linea corre proprio sul ciglio delle scogliere e passa rasente alla riva del mare, offrendo viste che dall’auto semplicemente non hai modo di vedere. Il viaggio su questo piccolo treno, un po’ rumoroso, è di per sé un’enorme esperienza ed è una delle cose migliori che puoi fare in Balagne.

Il trenino funziona praticamente come una sorta di tram balneare, perché lungo il percorso ferma a tutte le calette e spiagge importanti della baia. Puoi così esplorare facilmente luoghi di balneazione più remoti, come la splendida spiaggia di Algajola o quella di Bodri, senza doverti complicare la vita con i costosi parcheggi. In estate il treno è abbastanza frequente e l’intero tragitto da Calvi a Île-Rousse richiede circa cinquanta minuti di traballare rilassato.

I biglietti si acquistano direttamente dal controllore sul treno o nelle stazioni più grandi, mentre una corsa di sola andata tra le due città costa nel 2026 circa 7 euro. I treni sono piuttosto pieni, soprattutto d’estate, quindi armati di un po’ di pazienza e prova ad accaparrarti un posto al finestrino sul lato sinistro in direzione da Calvi, per avere la vista migliore sul mare.

💡 Consiglio: se vuoi essere certo di trovare posto a sedere, sali alla stazione di partenza a Calvi con largo anticipo e non lasciare l’arrivo al binario all’ultimo minuto.

5. Île-Rousse e il mercato coperto

Se prendi il trenino di cui sopra o l’auto verso est, arrivi nella simpaticissima cittadina di Île-Rousse, fondata nel diciottesimo secolo dall’eroe nazionale corso Pasquale Paoli. La città deve il suo nome agli isolotti di porfido rosso che si trovano poco al largo della costa e che al tramonto risplendono letteralmente di un rosso intenso. Rispetto alla storica Calvi, Île-Rousse appare molto più ariosa, ha una rete regolare di vie e trasmette un’atmosfera rilassata da località termale.

Il cuore di tutto è l’ampia piazza Place Paoli, dominata dall’ombra dei platani, dai caffè e dalla statua del fondatore stesso. Proprio accanto alla piazza trovi un magnifico mercato coperto costruito utilizzando imponenti colonne antiche, che sembra un tempio dell’antichità. Ogni mattina i contadini del posto vendono qui il meglio dell’isola, così puoi acquistare ottimi formaggi di capra, miele di fiori selvatici, olio d’oliva o frutta fresca da portare in spiaggia.

Dopo la visita al mercato, fai assolutamente una passeggiata fino al faro sulla penisola di Pietra, collegata alla terraferma da un breve molo. Il sentiero verso il faro corre tra rocce rosse e offre una vista incredibile su tutta la città e sulle alte montagne che si ergono proprio dietro di essa.

💡 Consiglio: in Place Paoli non dimenticare di giocare, o almeno di osservare per un po’, i signori anziani del posto mentre giocano a pétanque: è la rappresentazione perfetta della lenta vita isolana.

6. Il borgo di Sant’Antonino

La Balagne non è fatta solo di costa, ma soprattutto di pittoreschi borghi disseminati in alto tra le colline sopra il mare. Sant’Antonino vanta il titolo di uno dei borghi più belli di Francia e, visto da lontano, ricorda un inespugnabile nido d’aquila appollaiato proprio in cima a una ripida collina. Questo insediamento è tra i più antichi dell’isola: fu fondato già nel nono secolo e la sua pianta circolare doveva proteggere gli abitanti dalle incursioni dei Mori.

Quando entri nel cuore del borgo, capisci subito perché le auto non possono entrare. Ti aspetta un groviglio di vicoli incredibilmente stretti, ripidi e lastricati, che si intrecciano tra vecchie case di pietra, passano sotto archi a volta e salgono fino alla cima. La passeggiata richiede scarpe abbastanza adatte e un po’ di forma fisica, ma la ricompensa è l’atmosfera assolutamente unica di un luogo dove da centinaia di anni nulla è cambiato.

Dal punto più alto del borgo si apre una vista circolare verso tutti i punti cardinali. Da qui vedi tutta la costa della Balagne, le valli piene di ulivi e le cime innevate delle montagne corse più alte. In alcuni piccoli caffè puoi anche assaggiare la specialità locale, un rinfrescante succo di limone ottenuto dai frutti coltivati proprio sulle terrazze circostanti.

💡 Consiglio: il parcheggio sotto il borgo è a pagamento e d’estate si riempie molto in fretta, perciò ti consiglio di visitare Sant’Antonino di prima mattina, finché l’aria non è ancora rovente e i vicoli sono vuoti.

7. Il borgo di Pigna

A pochi chilometri da Sant’Antonino si trova un altro gioiello dell’entroterra: l’incantevole borgo di Pigna. Questo luogo è conosciuto soprattutto per le sue persiane di un azzurro brillante che, in combinazione con i muri di pietra color ocra delle case, creano una cornice fotografica assolutamente perfetta. A differenza di altri borghi, Pigna ha conservato una fortissima tradizione artistica e artigianale, grazie alla quale dà un’impressione incredibilmente viva e creativa.

Nei stretti vicoli lastricati incontri decine di piccole botteghe e atelier. Pigna è la casa di ceramisti, pittori, scultori e soprattutto di costruttori di tradizionali strumenti musicali corsi, quindi dalle finestre aperte senti spesso il suono degli scalpelli da intaglio o il collaudo di nuovi flauti di legno e carillon. Qui puoi spiare direttamente le mani dei maestri artigiani e procurarti un souvenir davvero originale e autentico, che non ha nulla a che vedere con le cianfrusaglie a basso costo importate dall’Asia.

Il borgo è inoltre circondato da vecchi uliveti e vige un severo divieto di accesso alle auto, così lo si percorre in perfetta tranquillità. Vale la visita anche la chiesetta locale con la sua bella piazza, da cui si apre un’altra vista fantastica verso il mare blu e la cittadina costiera di Algajola.

💡 Consiglio: se cerchi un’esperienza fuori dal comune, prova uno dei piccoli ristoranti locali, che spesso cucinano esclusivamente con ingredienti del posto coltivati sulle terrazze sotto il borgo.

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8. Artigianato e musica della Balagne

Quando attraverserai i borghi di montagna, dovresti sapere che tutta questa regione è collegata da uno speciale itinerario turistico chiamato Route des Artisans, ovvero la Strada degli Artigiani. Questo percorso ti accompagna attraverso gli atelier e le botteghe più interessanti sparsi per tutta la Balagne. Non si tratta di un museo all’aperto creato artificialmente per i turisti, ma di una tradizione viva che gli abitanti cercano di preservare per le generazioni future.

Oltre alle arti visive e applicate, la Corsica, e la Balagne in particolare, è celebre per il suo patrimonio musicale assolutamente unico. Si tratta dei tradizionali canti polifonici, eseguiti esclusivamente da uomini senza alcun accompagnamento musicale. Queste voci profonde e risonanti, che si intrecciano in armonie incredibili, hanno radici in antiche tradizioni pastorali e ancora oggi fanno venire la pelle d’oca a chi ascolta.

I concerti dei cori polifonici si tengono abbastanza spesso nei mesi estivi e l’esperienza più grande sono le esibizioni nelle vecchie chiese di pietra. Grazie all’eccellente acustica dei templi storici il suono riempie letteralmente tutto lo spazio e hai la sensazione di toccare l’anima stessa dell’isola. Le informazioni sui concerti le trovi sui manifesti affissi ai pali o nei centri informazioni locali.

💡 Consiglio: i biglietti per i concerti polifonici serali costano di solito intorno ai 15-20 euro e ti consiglio di procurarteli in anticipo, perché le chiese locali hanno una capienza molto limitata e si esauriscono in fretta.

9. Escursioni a piedi sulla penisola della Revellata

Se ami la natura selvaggia e non ti dispiace un po’ di fatica fisica, parti da Calvi verso ovest in direzione della penisola di Pointe de la Revellata. Questo sperone roccioso rappresenta un netto contrasto con la patinata spiaggia cittadina, perché offre un paesaggio aspro pieno di venti sferzanti, scogliere taglienti e calette solitarie. Alla penisola si arriva a piedi proprio dalla cittadella cittadina e l’intero percorso ad anello richiede circa tre o quattro ore di cammino molto piacevole.

Il sentiero corre lungo polverose tracce sterrate che si snodano tra i profumati arbusti del maquis e ti offre di continuo viste incredibili sul mare in tempesta lì sotto. Alla fine della penisola incontri un solitario faro bianco, qui dal diciannovesimo secolo, che veglia sulla sicurezza delle navi che passano accanto alle insidiose scogliere. Qui ti rendi conto della vera forza della natura e della grandezza del Mar Mediterraneo.

Durante il cammino incontri diverse piccole calette di ciottoli, accessibili solo a piedi o via mare. L’acqua qui è incredibilmente limpida e piena di vita sottomarina, quindi se hai spazio nello zaino, porta assolutamente con te maschera e boccaglio. Queste spiaggette restano quasi deserte anche in piena estate.

💡 Consiglio: su tutta la penisola non c’è alcuna ombra né possibilità di rifornirsi, perciò porta con te scarpe robuste, un copricapo e almeno due litri d’acqua a persona.

10. Il belvedere di Notre-Dame de la Serra

Se cerchi il punto da cui scattare le foto più belle in assoluto di tutta la baia, devi salire fino alla piccola cappella di Notre-Dame de la Serra. Questo santuario si trova in alto su una collina dietro Calvi e vi conduce una stradina abbastanza ripida e stretta, che puoi affrontare in auto, ma che per i più temerari rappresenta anche una bella sfida a piedi. Gli abitanti del posto venerano profondamente questo luogo e lo considerano una sorta di angelo custode di tutta la città e dei dintorni.

Nel cortile davanti alla cappella si erge l’inconfondibile statua della Madonna, con le braccia spalancate, come a proteggere tutta la baia sotto di sé. Secondo la leggenda locale, la visita a questo luogo porta fortuna in amore e, se ci vieni con la tua dolce metà, pare che resterete insieme per il resto della vita. Che tu creda o no alla leggenda, quella vista mozzafiato non te la togli facilmente dalla testa.

Dal belvedere vedi come sul palmo di una mano tutta la città di Calvi, l’imponente cittadella e i sei chilometri di spiaggia che si estendono fino all’orizzonte. L’atmosfera più bella regna durante l’ora d’oro, poco prima del tramonto, quando le montagne circostanti si avvolgono in una luce morbida e il mare comincia a luccicare come un enorme specchio.

💡 Consiglio: se decidi di raggiungere la cappella a piedi direttamente dal centro di Calvi, metti in conto circa un’ora di salita piuttosto ripida e, di nuovo, non dimenticare acqua a sufficienza.

11. Bagni nelle piscine naturali della valle del Fango

Quando l’acqua salata e la sabbia ovunque nel costume cominceranno a stancarti, la Balagne ha ancora un grande asso nella manica. A circa quaranta minuti di auto a sud di Calvi si trova la splendida valle del fiume Fango, inserita nell’elenco delle riserve della biosfera UNESCO. Nel corso dei millenni il fiume ha scavato nel granito rosso decine di piscine naturali, che rappresentano un’alternativa perfetta alle affollate spiagge costiere.

L’acqua di queste pozze di montagna è cristallina, in estate piacevolmente rinfrescante e ha un incredibile colore smeraldo. Qui puoi saltare da un enorme masso riscaldato all’altro, nuotare nelle pozze più profonde o lasciarti massaggiare dalle piccole cascate che si formano tra una piscina e l’altra. La valle è inoltre circondata da fitti boschi di querce e la scenografia è completata dai ripidi pendii delle montagne corse più alte.

Alla valle conduce una strada abbastanza buona con diversi parcheggi di sosta, da cui all’acqua mancano solo pochi minuti a piedi. Più ti spingi a monte lungo il fiume, meno gente incontri e maggiori sono le possibilità di trovare la tua piscina privata tutta per te. Molte gite e attività outdoor in questa zona si possono anche cercare e prenotare facilmente tramite il popolare portale GetYourGuide.

💡 Consiglio: le pietre nel fiume e tutt’intorno sono spesso molto scivolose, quindi porta assolutamente con te scarpette da scoglio o sandali robusti, per evitare inutili infortuni alle caviglie.

Dove andare dopo Calvi

Quando avrai esplorato a fondo la costa nord-occidentale, la Corsica offre un sacco di altri luoghi che ti lasceranno senza fiato. Se hai intenzione di percorrere tutta l’isola, leggi assolutamente la nostra guida completa alla Corsica, dove trovi informazioni più dettagliate sulle altre regioni. La più grande attrazione di tutta l’isola è però senza dubbio il sud, e in particolare una città in bilico sull’abisso. Scopri perché durante il tuo viaggio non dovresti assolutamente saltare Bonifacio, che offre gli scenari più drammatici di tutto il Mediterraneo.

Da Calvi puoi anche partire per una gita in barca di un’intera giornata verso la rigorosamente protetta riserva naturale di Scandola, raggiungibile solo via mare, oppure andare a esplorare l’aspra penisola di Cap Corse, nel nord-est dell’isola, che ricorda un dito alzato ed è costellata di vecchie torri genovesi.

Domande frequenti

Come raggiungere il centro di Calvi dall’aeroporto?

“`htmlnL’aeroporto di Sainte-Catherine si trova a circa sette chilometri dal centro città. Non è servito da mezzi pubblici regolari, quindi dovrete affidarvi o a un’auto a noleggio prenotata in anticipo o ai taxi locali. Il tragitto in taxi per il centro dura circa quindici minuti e nel 2026 pagherete una tariffa fissa di circa 20-25 euro a seconda dell’ora del giorno.n“`

Ho bisogno di un’auto nella regione della Balagne?

Sì, l’auto è assolutamente indispensabile per scoprire la Corsica. I trasporti pubblici esistono, ma gli autobus passano molto raramente e nella maggior parte dei pittoreschi paesini di montagna o alle spiagge selvagge non ci arriverete proprio con i mezzi pubblici. Senza auto sareste limitati solo alla città di Calvi e al treno per Île-Rousse.

La Corsica è una destinazione costosa?

Ve confronto alla Francia continentale, i prezzi sull’isola sono circa il 10-20% più alti, perché la maggior parte delle merci deve essere trasportata via traghetto. La voce di spesa più cara è solitamente il noleggio auto e il traghetto stesso, se viaggiate con la vostra macchina. Si può risparmiare viaggiando fuori dall’alta stagione estiva e acquistando prodotti locali nei mercati.

Riuscirò a visitare i paesini di montagna anche con il passeggino?

“`htmlnLa visita ai villaggi come Sant’Antonino o Pigna con un passeggino classico è molto impegnativa e piuttosto la sconsiglio. Le viuzze qui sono estremamente strette, ripide, piene di pietre irregolari e spesso interrotte da gradini. Per viaggiare con bambini piccoli in questi luoghi è molto più pratico un marsupio o uno zaino porta-bimbo.n“`

Mi farò capire in Corsica con l’inglese?

Nei principali centri turistici, hotel e ristoranti più grandi di solito riuscirete a comunicare in inglese, anche se il livello può essere variabile. I corsi però sono molto orgogliosi e apprezzeranno se imparerete almeno le frasi base in francese come bonjour, merci o s’il vous plaît, cosa che spesso vi aprirà le porte a un approccio molto più cordiale.

È difficile trovare piatti senza carne nei ristoranti?

“`htmlnLa Corsica è sicuramente famosa per i suoi salumi e piatti di carne, ma trovare cibo senza carne non è affatto un problema. La maggior parte dei ristoranti offre ottima pizza vegetariana, pasta con erbe fresche, insalate abbondanti o piatti preparati con eccellenti formaggi locali, come il famoso formaggio brocciu.n“`

Dove parcheggiare durante la visita a Calvi?

“`htmlnNel centro della città troverete diversi parcheggi a pagamento, tra cui il più grande e più vicino alla cittadella è il parcheggio lungo il porto. Nei mesi estivi questi posti tendono a riempirsi molto rapidamente, quindi è meglio arrivare presto la mattina oppure utilizzare i parcheggi di interscambio un po’ più lontani dal centro e percorrere quel tratto con una piacevole passeggiata a piedi.n“`

Isola di Brač, Croazia: 12 consigli + Zlatni Rat nel 2026

TL;DRBrač, la terza isola più grande dell’Adriatico, conquista soprattutto per l’iconica spiaggia di Zlatni Rat vicino a Bol e per il panorama dalla cima più alta dell’Adriatico, Vidova Gora (778 metri). L’articolo propone 12 idee per l’isola, tra cui l’eremo di Blaca, il paese di scalpellini Pučišća con il suo celebre calcare bianco e la Grotta del Drago vicino a Murvica. Per una visita più tranquilla il periodo migliore va da maggio a giugno e a settembre, mentre luglio e agosto sono ideali per il windsurf grazie al maestrale che soffia con regolarità. Puoi raggiungere l’isola con il traghetto Jadrolinija da Spalato a Supetar (il trasporto dell’auto costa circa 25 euro) oppure, in stagione, con il catamarano diretto a Bol in meno di un’ora.

Se stai pensando a dove andare al mare quest’anno, l’isola di Brač in Croazia non dovrebbe assolutamente sfuggire alla tua attenzione, perché offre una combinazione del tutto unica di natura incontaminata e antichi paesini storici. Si tratta della terza isola più grande di tutto l’Adriatico e al tempo stesso della più estesa superficie insulare della Dalmazia, sulla quale vivono stabilmente poco meno di quattordicimila abitanti.

Mentre la maggior parte dei turisti punta verso la riviera continentale, qui l’atmosfera scorre a un ritmo molto più lento, che ti spinge subito a lasciarti alle spalle ogni preoccupazione. L’isola è celebre in tutto il mondo soprattutto per il suo abbagliante calcare bianco, con cui fin dall’epoca romana si costruiscono i palazzi più grandiosi, e anche per una delle spiagge più fotografate d’Europa.

Che tu sia un amante delle vacanze attive sul windsurf, oppure preferisca passeggiare tra strette viuzze di pietra e degustare l’eccellente olio d’oliva locale, a Brač troverai sicuramente ciò che fa per te. Ho preparato per te una guida dettagliata grazie alla quale potrai pianificare la vacanza perfetta.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • L’iconica spiaggia di Zlatni Rat: Si trova vicino al paesino di Bol e la sua punta di ciottoli cambia continuamente forma a seconda di come soffia il vento e di come si muovono le correnti marine.
  • La vetta più alta dell’Adriatico: Vidova gora si erge a 778 metri di altezza e offre panorami mozzafiato sulle vicine isole di Hvar e Vis.
  • La pietra bianca di Brač: Con questo calcare locale è stato costruito il celebre Palazzo di Diocleziano a Spalato e si racconta che sia stato usato persino per la Casa Bianca a Washington.
  • Il misterioso Eremo di Blaca: Questo complesso monastico unico del XVI secolo è incastonato direttamente nella parete rocciosa e vi si arriva solo a piedi.
  • Come arrivare sull’isola: Con l’auto devi prendere il traghetto da Spalato fino al porto di Supetar, mentre senza auto puoi raggiungere direttamente la località di Bol con il veloce catamarano.
  • Un paradiso per il windsurf: Grazie al regolare vento pomeridiano maestrale, la costa meridionale dell’isola è tra le migliori località per il surf in Europa.

Quando visitare le località di Brač

La scelta del periodo giusto è assolutamente fondamentale per una vacanza sulle isole, perché ogni stagione offre un’esperienza completamente diversa. La piena estate di luglio e agosto rappresenta il culmine assoluto della stagione turistica, quando circolano più traghetti e l’isola si anima al massimo. Proprio questi mesi estivi sono perfetti se hai in programma windsurf o kitesurf. Il motivo è il regolare vento pomeridiano chiamato maestrale, che sulla costa meridionale soffia con ferrea regolarità quasi ogni giorno. D’altra parte, però, in estate devi mettere in conto che i prezzi salgono ai massimi e che nei luoghi più famosi ci sarà davvero tanta gente proveniente da tutto il mondo.

Se invece preferisci una visita più tranquilla ai monumenti e lunghe escursioni a piedi, la scelta ideale sono i mesi di maggio, giugno e settembre. Proprio in primavera e all’inizio dell’autunno eviterai con eleganza le folle più grandi e il caldo soffocante estivo. Soprattutto a settembre il mare Adriatico è splendidamente caldo dopo tutta l’estate, così potrai fare il bagno senza problemi, ma il sole non picchia più così forte durante le impegnative salite in collina. Inoltre, dopo le vacanze i prezzi degli alloggi calano leggermente e sulle spiagge di ciottoli troverai molta più di quella tanto desiderata privacy.

Quando pianifichi un viaggio fuori stagione, devi solo tenere presente che alcuni catamarani veloci circolano solo nella stagione estiva. Il collegamento rapido da Spalato direttamente alla località di Bol di solito funziona solo da metà maggio fino a circa fine settembre. Quindi, se parti per Brač all’inizio della primavera o nel tardo autunno, dovrai affidarti esclusivamente ai classici grandi traghetti, che tutto l’anno raggiungono il porto settentrionale di Supetar. Da lì puoi poi raggiungere molto facilmente le altre zone dell’isola in auto o con i mezzi pubblici locali.

Dove alloggiare sull’isola di Brač

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: Per gli alloggi ci affidiamo volentieri a Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Per biglietti, gite e attività conviene invece confrontare e prenotare tramite GetYourGuide.

Quando pianifichi l’alloggio, probabilmente sceglierai tra due centri principali: la più vivace località di Bol a sud e il pratico porto di Supetar a nord. La scelta della località ideale dipende molto dal fatto che tu viaggi con la tua auto o che ti affidi solo ai trasporti via mare e agli spostamenti a piedi. Le differenze tra i singoli paesini sono infatti enormi e ciascuno ha un’atmosfera completamente diversa.

Se vuoi avere il traghetto da Spalato praticamente sotto casa e prevedi gite quotidiane in giro per tutta l’isola, Supetar è la base più pratica. La cittadina offre ottime infrastrutture, tanti negozi, spiagge adatte alle famiglie e qui troverai per esempio l’eccellente Hotel Osam. È riservato solo agli adulti, quindi garantisce una pace assoluta per rilassarsi dopo una giornata impegnativa. Per le famiglie con bambini in cerca di ancora più tranquillità senza folle, in questa zona settentrionale sono disponibili anche villaggi più tranquilli come Sutivan, Milna o la vicina e pittoresca Postira.

Per gli appassionati di sport acquatici, di vivaci passeggiate serali e di vita notturna, la scelta è invece senza dubbio la località di Bol, che si trova a due passi dalla celebre spiaggia di Zlatni Rat. L’atmosfera qui è decisamente più turistica e rumorosa, ma è ampiamente compensata da scenari meravigliosi e da un’enorme scelta di attività direttamente sul mare. Non sbaglierai di certo se prenoti per tempo una bella camera nel raffinato Boutique Hotel Bol, che offre un servizio davvero eccellente. In alternativa puoi scegliere la molto apprezzata e leggermente più economica Villa Daniela, da cui in pochi minuti arrivi comodamente al mare.

Se cerchi qualcosa di davvero unico e non ti dispiace spostarti ogni giorno per fare il bagno, un’atmosfera magica e molto silenziosa la offre anche l’entroterra o la cittadina degli scalpellini di Pučišća. Queste località più isolate sono perfette per chi desidera l’autentica campagna dalmata, ama assaggiare il vino locale direttamente alla fonte e non ha bisogno di avere le spiagge più famose proprio sotto le finestre.

12 consigli su cosa vedere e fare sull’isola di Brač

Che tu decida di oziare sui ciottoli caldi o preferisca scoprire tesori storici nascosti, l’isola non ti deluderà di certo. Andiamo a vedere nel dettaglio dodici luoghi ed esperienze che durante la tua visita non dovresti assolutamente perdere, per portarti a casa i ricordi più belli.

1. L’iconica spiaggia di Zlatni Rat (Corno d’Oro)

Questo monumento geomorfologico unico è probabilmente la primissima cosa che ti viene in mente quando si parla della costa croata. Si tratta di un’enorme lingua di ciottoli che si protende per circa mezzo chilometro direttamente nelle profonde acque blu dell’Adriatico. Il Corno d’Oro è assolutamente affascinante soprattutto perché la sua iconica punta cambia continuamente forma. Si piega da un lato o dall’altro a seconda di come soffia il vento e in quale direzione spingono le forti correnti marine. Così la spiaggia appare ogni giorno un po’ diversa e non smette mai di sorprendere i visitatori.

Trattandosi di un vero e proprio simbolo di tutta la Croazia e di una delle spiagge più fotografate d’Europa, in alta stagione devi mettere in conto un’enorme quantità di turisti. Il grande vantaggio, però, è l’enorme estensione della spiaggia e il fatto che uno dei suoi lati è quasi sempre più tranquillo e ben riparato dal vento. Lo apprezzerai soprattutto se viaggi con bambini piccoli, che con le onde grandi non potrebbero nuotare. L’ingresso in acqua qui è piuttosto ripido, i ciottoli sono splendidamente puliti e il mare cristallino invita semplicemente a fare il bagno per tutto il giorno.

💡 Consiglio: Dal centro della località di Bol parte verso la spiaggia una bellissima passeggiata ombreggiata fiancheggiata da grandi e profumati pini, lungo la quale ci si arriva con una piacevole camminata di poco meno di venti minuti. Così non devi affatto preoccuparti del complicato parcheggio, che d’estate, proprio accanto alla spiaggia, è piuttosto caro e soprattutto disperatamente pieno.

2. Il romantico paesino di Bol

Bol non è solo un pratico punto di partenza per visitare la celebre spiaggia, ma soprattutto un’affascinante località storica dall’inconfondibile atmosfera dalmata. Il suo cuore è il pittoresco porto, attorno al quale si intrecciano strette viuzze di pietra secolari. Il lungomare locale, tra l’altro, è lastricato con la famosa pietra di Brač, quindi appare davvero maestoso ed elegante. Durante le passeggiate serali ti imbatterai in innumerevoli caffè accoglienti, ristoranti tradizionali chiamati konobe e piccole botteghe artigiane con prodotti locali.

Se ami scoprire i monumenti storici e cerchi angoli più tranquilli, ti consiglio di dirigerti verso la pittoresca penisola di Glavica. Proprio lì si erge fiero l’antico monastero domenicano che risale già al XV secolo. Nelle sue storiche viscere si nasconde un prezioso museo e persino un raro dipinto d’altare attribuito al celebre maestro italiano Tintoretto. Dai giardini monastici curati con attenzione si apre inoltre uno splendido panorama romantico sulla scintillante superficie del mare, che godrai al meglio al tramonto.

💡 Consiglio: Proprio accanto al monastero domenicano troverai la spiaggia di ciottoli Martinica, che è un’alternativa decisamente più tranquilla al sempre affollato Corno d’Oro. Non vi troverai tanti servizi turistici e attrazioni, ma ti offrirà un bagno molto autentico e indisturbato, con una cornice storica mozzafiato sullo sfondo.

3. La salita sulla maestosa Vidova gora

Con un’altitudine di 778 metri, Vidova gora non è solo il punto più alto dell’isola di Brač, ma addirittura la vetta più alta di tutte le isole adriatiche. Dalla sua cima nuda e molto rocciosa si apre un panorama assolutamente spettacolare. Con un cielo estivo limpido vedrai magnificamente le vicine isole di Hvar e Vis, la penisola di Pelješac e, con una visibilità davvero eccezionale, arriverai a scorgere persino le coste italiane. In cima troverai anche una croce di pietra alta dodici metri e i resti della chiesetta medievale di San Vito del XIII secolo.

La vista a volo d’uccello direttamente sul mare ti svelerà inoltre il celebre Zlatni Rat in tutta la sua bellezza e nella sua forma insolita, un’esperienza visiva che non devi assolutamente lasciarti sfuggire. Sulla vetta puoi salire a piedi da Bol lungo un sentiero escursionistico segnalato, il che rappresenta una salita di circa due ore piuttosto impegnativa. Se però non sei proprio un fan del trekking di montagna sotto il caldo, puoi percorrere comodamente tutto il tragitto in auto fino al ripetitore stesso, dove c’è un parcheggio gratuito.

💡 Consiglio: Se scegli la salita a piedi, parti davvero presto la mattina, prima che il sole estivo implacabile si abbatta sui pendii. Gran parte del percorso passa infatti su terreno scoperto senza un filo d’ombra. Non dimenticare assolutamente di portare con te scorte sufficienti di acqua potabile e calzature robuste adatte al terreno roccioso.

4. Supetar, la porta principale dell’isola

Per la stragrande maggioranza dei viaggiatori che arrivano a Brač con la propria auto dalla terraferma, la città portuale settentrionale di Supetar è il primissimo luogo che incontrano sull’isola. Con circa tremilacinquecento abitanti stabili, si tratta del più grande centro abitato dell’isola, che vive al proprio tranquillo ritmo tutto l’anno, non solo durante la breve stagione estiva. È un ottimo posto per fare acquisti al mercato locale, per passeggiate serali sul lungomare e per assaggiare le specialità dalmate.

Qui vale sicuramente la pena di vedere lo straordinario mausoleo neobizantino della famiglia Petrinović, risalente al 1914. Questa imponente costruzione in pietra bianca domina maestosamente il cimitero locale sulla penisola di San Nicola ed è riconosciuta come un capolavoro del noto scultore Toma Rosandić. Per un’altra esperienza culturale puoi poi dirigerti alla galleria del celebre artista locale Ivan Rendić. Questo talentuoso artista è considerato il fondatore della scultura croata moderna e le sue splendide opere oggi adornano più di una piazza importante in tutto il paese.

💡 Consiglio: Da Supetar lungo la costa settentrionale parte un bel sentiero, poco impegnativo, in direzione del pittoresco villaggio di Postira. Questo percorso di circa sette chilometri è perfetto per una gita in kayak da mare o sul paddleboard, perché ti conduce attorno a tante baie deserte dove puoi fermarti per un bagno in privato.

5. La tradizione degli scalpellini a Pučišća

Il pittoresco paesino di Pučišća, adagiato in fondo a una stretta e sicura insenatura marina, è un unicum assoluto a livello mondiale grazie alla sua incredibilmente lunga tradizione di lavorazione del calcare. Qui si trova infatti la famosa Scuola degli Scalpellini, fondata già nel 1909. Ancora oggi è l’unica istituzione educativa del suo genere in tutta Europa, dove gli studenti imparano a lavorare la pietra grezza esclusivamente con antiche tecniche manuali, usando strumenti tradizionali tramandati da generazioni. I suoi diplomati sono poi estremamente richiesti per il restauro di monumenti storici in tutto il mondo.

Proprio dalle massicce cave circostanti proviene quella leggendaria pietra bianca di Brač, che sull’isola ha un valore inestimabile. Storicamente è stata usata per la costruzione di molti edifici importanti, incluso lo straordinario Palazzo di Diocleziano nella vicina Spalato. Gli abitanti del luogo, inoltre, ti racconteranno con orgoglio che la loro pietra bianca è arrivata fino alla facciata della Casa Bianca a Washington. Sebbene gli storici mettano ancora oggi piuttosto in dubbio questo popolare mito e non abbiano prove a sostegno, ciò non toglie nulla al fascino della cittadina.

💡 Consiglio: Durante la stagione turistica estiva l’edificio della scuola è aperto al pubblico e qui puoi ammirare nel dettaglio le straordinarie sculture e gli elementi decorativi creati dagli studenti stessi. È uno spettacolo affascinante vedere rivivere nella pratica l’antichissima arte degli scalpellini.

6. Il remoto Eremo di Blaca

La visita a questo affascinante complesso monastico storico è senza dubbio una delle esperienze più intense che puoi portarti a casa da un viaggio in Croazia. L’Eremo di Blaca fu fondato nel 1551 da monaci glagolitici, che vi si rifugiavano in cerca di sicurezza dalle dure incursioni ottomane. L’intero complesso è letteralmente scavato e organicamente addossato a una ripida parete rocciosa in un profondo e difficilmente accessibile canyon, il che gli conferisce un’atmosfera del tutto mistica e misteriosa.

Il monastero funzionò per un tempo incredibilmente lungo e i monaci lo abbandonarono solo nel 1963. Gli abitanti erano molto colti e qui crearono non solo una rispettabile biblioteca con oltre undicimila volumi preziosi, ma nel XIX secolo aggiunsero persino un importante osservatorio astronomico. Le strutture che riuscirono a creare in condizioni così inospitali tolgono semplicemente il fiato. L’ingresso all’odierno museo costa 8 euro per gli adulti e l’orario di apertura varia a seconda della stagione, con il lunedì in cui il complesso è sempre, senza eccezioni, chiuso al pubblico.

💡 Consiglio: Al complesso si arriva dal parcheggio solo a piedi, lungo un sentiero roccioso da capre di circa due chilometri e mezzo, il che richiede circa quaranta minuti di cammino spedito. Calzature chiuse e robuste e una scorta d’acqua sono assolutamente indispensabili per questa escursione, non provare assolutamente a fare il percorso con leggere infradito da spiaggia.

7. Škrip e le tracce di un’antica storia

Se durante la tua vacanza vuoi affacciarti su un passato davvero profondo, fai assolutamente una gita al villaggio dell’entroterra di Škrip. Con una storia lunga oltre incredibili tremila anni, si tratta dell’insediamento documentato più antico di tutta l’isola. L’atmosfera qui è assolutamente magica, incredibilmente silenziosa e tranquilla, il che rappresenta un enorme e molto piacevole contrasto con gli affollati lungomare costieri pieni di turisti, musica ad alto volume e bancarelle di souvenir.

Passeggiando per il villaggio puoi ammirare i resti delle possenti mura illiriche, risalenti a circa il 1400 a.C., e ti imbatterai persino in un antico mausoleo romano. La maggiore attrazione storica è però il Museo dell’isola di Brač, ospitato con stile nella storica fortezza difensiva di Castel Radojković, risalente al XVII secolo. Proprio qui puoi osservare nel dettaglio i reperti archeologici più preziosi di tutta la regione, riuniti in un unico luogo.

💡 Consiglio: Tra le esposizioni del museo non perdere assolutamente gli unici oggetti provenienti dalla celebre grotta di Kopačina e le affascinanti antiche lapidi romane, che raccontano le storie dei primi abitanti dell’isola. È tra l’altro un ottimo posto per sfuggire al sole estivo di mezzogiorno, perché le spesse mura di pietra della fortezza mantengono all’interno un fresco molto piacevole.

8. La mistica Grotta del Drago (Zmajeva špilja)

In alto, sui ripidi pendii calcarei sopra il pittoresco villaggio di Murvica, che si trova a breve distanza da Bol, si nasconde la misteriosa Grotta del Drago. Questo luogo magico rappresenta un affascinante punto d’incontro di diverse religioni e antiche culture. Nel XV secolo si stabilirono proprio qui i monaci glagolitici, che nelle morbide pareti della grotta scolpirono gradualmente straordinari e dettagliatissimi rilievi. Nella loro arte si mescolano in modo del tutto unico la classica simbologia cristiana con l’antica mitologia slava e con motivi pagani di tempi remoti.

L’opera più suggestiva di tutto lo spazio sotterraneo è l’enorme rilievo di un drago minaccioso, da cui l’intera grotta ha preso il suo nome attuale. L’accesso a questo protetto tesoro storico è piuttosto ripido e fisicamente abbastanza impegnativo. Inoltre devi tenere presente che per motivi di tutela del monumento di solito non puoi entrare senza l’accompagnamento di una guida autorizzata, poiché il portale d’ingresso è protetto da una massiccia inferriata metallica chiusa.

💡 Consiglio: In stagione estiva prenota sempre la visita alla grotta con ampio anticipo tramite l’ufficio turistico locale, perché la capienza dei gruppi è rigidamente limitata e l’interesse è solitamente alto. La salita stessa dal parcheggio di Murvica fino alla grotta dura poco meno di un’ora, quindi anche qui non dimenticare di portare buone scarpe e soprattutto una bottiglia d’acqua.

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9. Le spiagge più belle dell’isola

Oltre all’onnipresente e famoso Corno d’Oro, la costa dell’isola offre un’enorme quantità di altre meravigliose baie, che spesso garantiscono molta più tranquillità e tanta desiderata intimità. La maggior parte delle spiagge qui è composta da ciottoli bianchi perfettamente lisci, grazie ai quali l’acqua è incredibilmente pulita, turchese e assolutamente ideale per lo snorkeling e per osservare la vita subacquea. Non dimenticare però di mettere in valigia delle buone scarpette da scoglio, che ti renderanno molto più piacevole l’altrimenti piuttosto duro e roccioso accesso al mare.

Se alloggi proprio a nord, a Supetar, puoi visitare le molto apprezzate e facilmente raggiungibili spiagge cittadine di Tri Mosta o Acapulco. Dispongono di tutti i servizi immaginabili, dal noleggio di lettini agli ombrelloni fino a ottimi bar sulla spiaggia con drink ghiacciati. Se invece cerchi la sabbia, rara in Croazia, fai assolutamente una gita di un giorno alla spiaggia di Vela Luka, che si trova all’estremità occidentale di Supetar.

💡 Consiglio: La citata spiaggia di Vela Luka ha una sabbia davvero molto fine e un bell’ingresso in acqua graduale, quindi è una scelta perfetta e sicura per le famiglie con bambini piccoli o per i non nuotatori. In alta stagione qui c’è effettivamente un po’ più di confusione, ma l’enorme comodità per il bagno ne vale decisamente la pena.

10. Come arrivare sull’isola di Brač

Organizzare il trasporto è il punto più importante di tutta la pianificazione e le tue possibilità cambiano radicalmente a seconda che tu viaggi con la tua auto. Le automobili sull’isola vengono trasportate esclusivamente dalla compagnia statale croata Jadrolinija. I suoi grandi e spaziosi traghetti salpano regolarmente dalla continentale Spalato fino al porto settentrionale di Supetar, con una comoda traversata di circa cinquanta minuti. In piena estate le navi fanno la spola davvero spesso, talvolta fino a quattordici volte al giorno. Il prezzo per il trasporto di un’auto fino a cinque metri di lunghezza si aggira nel 2025 intorno ai 25 euro, mentre ogni passeggero adulto a piedi paga poco più di 6 euro.

Se lasci l’auto a casa o parcheggiata sulla terraferma, puoi usare il collegamento molto più rapido e diretto con i veloci catamarani delle compagnie Krilo o Kapetan Luka. Queste moderne imbarcazioni ti portano in meno di un’ora da Spalato direttamente nell’apprezzata località meridionale di Bol. I prezzi dei biglietti di sola andata si aggirano di solito in una fascia piuttosto ampia, da circa 9 a 25 euro, e dipendono molto da quanto in anticipo prenoti i biglietti. È però necessario ricordare che questi catamarani sono solo una questione stagionale.

💡 Consiglio: I biglietti del traghetto per l’auto, in alta stagione estiva, è meglio acquistarli con qualche giorno di anticipo online tramite il sito ufficiale di Jadrolinija. Ti risparmierai così tanti inutili nervosismi e lunghe estenuanti code alle biglietterie del porto sotto il sole rovente.

11. Windsurf e sport acquatici

Grazie a condizioni atmosferiche del tutto particolari, il lato meridionale dell’isola è da tempo considerato uno dei migliori luoghi per gli sport acquatici di tutta Europa. Durante i mesi estivi delle vacanze, qui quasi ogni giorno regna il regolare e forte vento termico chiamato maestrale. Questo fenomeno di solito inizia a soffiare poco dopo mezzogiorno, intorno alle due del pomeriggio raggiunge il suo apice e crea condizioni assolutamente perfette per il windsurf e per il molto amato e adrenalinico kitesurf. Lo spettacolo di decine di aquiloni colorati che volano sopra il mare è affascinante anche se li osservi solo dalla riva.

Attorno alla celebre spiaggia di Zlatni Rat troverai diverse scuole professionali e noleggi attrezzatissimi per le più svariate attività. Lì si prenderanno cura di te con piacere istruttori esperti e autorizzati, indipendentemente dal fatto che tu sia un principiante assoluto, mai salito su una tavola in vita tua, o piuttosto un rider avanzato che affina la tecnica. Diverse gite organizzate con guida e corsi sportivi puoi inoltre prenotarli molto facilmente e in sicurezza anche online in anticipo tramite la piattaforma GetYourGuide.

💡 Consiglio: Se preferisci attività più tranquille sull’acqua e i salti adrenalinici tra le onde non ti attirano, un’esperienza fantastica per tutta la famiglia è il noleggio di un kayak da mare o di un paddleboard. Soprattutto al mattino presto, finché il mare è liscio come uno specchio e non soffia il maestrale, scoprire baie rocciose nascoste è uno spasso enorme.

12. Cosa assaggiare della gastronomia locale

La cucina dalmata è celebre in lungo e in largo per la sua straordinaria leggerezza e per l’abbondante uso di ingredienti freschi e locali, cosa che sulla soleggiata Brač vale doppiamente. L’isola è un coltivatore e produttore molto importante di olive di qualità, perciò assaggia e porta a casa l’eccellente olio d’oliva locale, che ha un sapore incredibilmente ricco. Noi lo gustiamo più volentieri così, con del pane fresco fatto in casa e un saporito formaggio di pecora o di capra proveniente dai profumati pascoli locali. Per l’aperitivo serale ti consiglio caldamente di ordinare un bicchiere di un corposo vino rosso della famosa varietà Plavac Mali, che sui caldi pendii meridionali cresce in modo eccezionale e si abbina ai formaggi alla perfezione.

Una tradizionale specialità culinaria locale per gli amanti della carne è il cosiddetto vitalac. Si tratta di interiora di capretto o agnello infilzate sullo spiedo e cotte lentamente sulla brace, e questo piatto particolare proveniente dal villaggio di Dol è addirittura iscritto nella lista del patrimonio immateriale protetto. Che tu opti per leggeri piatti di verdure pieni di prodotti bio degli orti locali, o proprio per il citato agnello dell’isola, dirigiti senza dubbio verso le tradizionali e rustiche konobe per mangiare.

💡 Consiglio: Un’autentica atmosfera dalmata e cibo davvero eccellente li trovi per esempio nel rinomato ristorante Kopačina nel pittoresco villaggio di Donji Humac o nel locale Konoba Dolac, dove respirerai quella vera atmosfera storica e trascorrerai una serata indimenticabile.

Dove proseguire dall’isola di Brač

Se hai più tempo a disposizione per scoprire la meravigliosa costa dalmata, Brač può essere solo un piacevolissimo inizio della tua grande avventura estiva. Dai porti locali si offrono innumerevoli possibilità di proseguire senza problemi verso l’entroterra o verso le isole vicine, che hanno di nuovo un carattere completamente diverso e unico.

  • Puoi tornare comodamente in traghetto ed esplorare nel dettaglio il centro storico della città di Spalato, dove ti attendono lo straordinario Palazzo di Diocleziano e il sempre vivace lungomare Riva.
  • Se la vita sull’isola continua ad attirarti, valuta lo spostamento verso la vicina isola di Hvar, nota per i suoi profumati campi di lavanda e per la sua vivacissima vita notturna.
  • Per una panoramica completa sulle migliori destinazioni e località estive, leggi assolutamente il nostro grande articolo su dove andare in vacanza in Croazia.
  • Se desideri assoluta indipendenza e romanticismo sulle onde, esplora le possibilità di vivere la Croazia in barca, che ti permetterà di scoprire anche le baie deserte più sperdute senza turisti.
  • Per pianificare il tuo prossimo viaggio ti torneranno sicuramente utili anche i nostri consigli pratici sui migliori alloggi in Croazia, per trovare l’appartamento o l’hotel perfetto senza alcuno stress.

Domande frequenti

La famosa spiaggia di Zlatni Rat è di sabbia?

Anche se a prima vista può sembrare così in molte foto promozionali ritoccate, u003cstrongu003eZlatni Rat non è una spiaggia di sabbiau003c/strongu003e. È interamente formata da ciottoli bianchi molto piccoli e perfettamente lisci, che scendono piuttosto ripidamente direttamente nell’acqua profonda. Portate assolutamente con voi delle buone scarpe da acqua, perché camminare sui sassolini roventi può diventare piuttosto sgradevole dopo un po’.

Si può arrivare sull’isola di Brač con la propria auto?

Sì, viaggiare con la propria auto sull’isola è assolutamente normale e del tutto semplice. Per attraversare il mare però dovete u003cstrongu003eutilizzare il grande traghetto della compagnia statale Jadrolinijau003c/strongu003e, che salpa regolarmente dalla terraferma di Spalato e attracca nel porto settentrionale di Supetar. I catamarani veloci diretti alla località di Bol a sud trasportano esclusivamente passeggeri a piedi senza veicoli.

Quanto costa il biglietto del traghetto da Spalato?

I prezzi vengono leggermente aggiustati ogni nuova stagione, ma per il 2025 mettete in conto che u003cstrongu003eper un’automobile standard fino a cinque metri di lunghezza pagherete circa 25 eurou003c/strongu003e per una singola tratta. Il biglietto per un adulto a piedi sulla stessa tratta costa invece circa 7 euro, e vi consiglio di acquistare i biglietti preferibilmente online.

Riuscirò a fare l’escursione sulla montagna più alta Vidova gora?

Il sentiero a piedi dalla località di Bol direttamente alla cima è classificato come di media difficoltà e richiede circa due ore di salita continua. u003cstrongu003eIl problema principale di solito non è tanto il terreno roccioso in sé, quanto piuttosto il caldo estivo brucianteu003c/strongu003e, poiché gran parte del sentiero si snoda sotto il sole aperto completamente senza ombra. Se non ve la sentite, potete salire fino al ripetitore sulla cima comodamente in auto.

Quanto dura la traversata in catamarano per la località di Bol?

Un catamarano moderno e veloce, operato durante la stagione estiva dalle rinomate compagnie Krilo o Kapetan Luka, percorre il tragitto da Spalato direttamente a Bol u003cstrongu003ein meno di 55-60 minutiu003c/strongu003e. È senza dubbio il modo più veloce e comodo per raggiungere l’isola, se viaggiate leggeri senza la vostra auto e non volete perdere tempo.

Quando è il periodo migliore per fare windsurf?

Per gli amanti del windsurf e dell’adrenalinico kitesurf sono u003cstrongu003eassolutamente ideali proprio i mesi estivi principali di luglio e agostou003c/strongu003e. In questo periodo soffia infatti il vento termico maestrale con regolarità ferrea quasi ogni giorno. Di solito inizia a rinforzarsi verso le due del pomeriggio e continua a creare onde perfette fino al tardo pomeriggio.

Si può arrivare all’Eremo di Blaca in auto?

No, questo complesso monastico unico e misterioso è nascosto in profondità in un canyon roccioso ed u003cstrongu003eè accessibile solo a piediu003c/strongu003e. Devi lasciare l’auto nell’apposito parcheggio superiore e successivamente ti aspetta un’escursione a piedi di circa due chilometri e mezzo in discesa lungo un sentiero di capre molto sassoso e irregolare, per il quale hai assolutamente bisogno di scarpe chiuse e robuste.

Cos’è questa famosa pietra di Brač?

Si tratta di un u003cstrongu003ecalcare di altissima qualità e di un bianco splendenteu003c/strongu003e, che viene estratto nelle vaste cave locali fin dai tempi dell’antica Roma. Il suo utilizzo storico più famoso è senza dubbio la costruzione del maestoso Palazzo di Diocleziano nella vicina Spalato e l’arte tradizionale della lavorazione manuale di questa preziosa pietra viene insegnata ancora oggi nella celebre scuola della cittadina di Pučišća.

Provenza, Francia: 14 cose da vedere e fare nel 2026

TL;DRLa Provenza si racchiude in quattordici tappe imperdibili, dal porto brulicante di Marsiglia e il suo quartiere Le Panier, ai fiordi calcarei del Parco Nazionale delle Calanques (le cale di En-Vau e Sugiton, quest’ultima soggetta dal 2026 a prenotazione obbligatoria a partire dall’11 giugno), fino all’elegante Aix-en-Provence con il suo Cours Mirabeau, il gotico Palazzo dei Papi di Avignone e i campi di lavanda viola sull’altopiano di Valensole, vicino all’abbazia di Sénanque. Il periodo migliore per visitarla va da maggio a giugno, oppure settembre, mentre la lavanda fiorisce da fine giugno a metà luglio. Nel 2026 i prezzi degli alloggi in alta stagione partono da 120-180 euro a notte, il pedaggio autostradale si aggira sui 9,50 euro ogni 100 chilometri e il biglietto d’ingresso al Palazzo dei Papi costa circa 12 euro.

Il sole in questa parte della Francia brucia con tale intensità che, a mezzogiorno, i colori perdono i loro contorni netti e sbiadiscono in un bianco abbagliante. La Provenza, in Francia, ti accoglie con un’aria che profuma di resina di pino, acqua salata e onnipresente lavanda, mentre la colonna sonora è affidata al frastuono assordante di migliaia di cicale. Non è insomma una semplice meta vacanziera, ma un’esperienza fisica totalizzante che ti entra subito sotto la pelle. E non è solo la levigata cartolina romantica dei film, dove la gente sorseggia all’infinito vino rosé sulla terrazza di una vecchia casa di pietra.

È anche il vento aspro e implacabile chiamato mistral, capace di soffiare per giorni interi e di ripulire il cielo fino a un blu cristallino incredibile. Qui scoprirai la terra riarsa, le temperature estive spietate che superano i quaranta gradi e l’energia grezza e pulsante delle grandi città portuali. Se vuoi davvero comprendere questo splendido angolo di Francia, ti consiglio di viverlo nei suoi contrasti più estremi e di non accontentarti soltanto delle attrazioni turistiche più conosciute.

Perditi nei vicoli stretti delle città vivaci, arrampicati sudato sulle scogliere calcaree sopra i fiordi turchesi e lasciati avvolgere dal fresco delle immense sale gotiche. Poco prima del tramonto, ferma poi l’auto accanto a un campo viola infinito che vibra leggermente del ronzio di milioni di api operose. In questo articolo ci concentreremo sul vero cuore della regione, dove si è scritta la storia, dove dipingeva il celebre pittore Cézanne e dove nascono i profumi migliori del mondo.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Prenotazione per la natura: la baia di Sugiton, nel parco nazionale delle Calanques, richiede per il 2026 una prenotazione online obbligatoria e gratuita tramite codice QR; il sistema apre l’11 giugno.
  • Accesso a Marsiglia: dal 2026 a Marsiglia vige una severa zona a basse emissioni ZFE, vietata alle auto con classe Crit’Air 4 e 5 pena multe salate.
  • Quando vedere la lavanda: il periodo migliore per visitare i campi viola sull’altopiano di Valensole va da fine giugno a metà luglio; ad agosto, purtroppo, la maggior parte dei campi è già falciata.
  • Evita agosto: luglio e agosto portano caldo estremo oltre i 40 °C e folle enormi di turisti; temperature e atmosfera molto più piacevoli le trovi a maggio, giugno o settembre.
  • Palazzo dei Papi rinnovato: ad Avignone, da maggio 2026, riceverai per la visita un HistoPad interattivo che, grazie alla realtà aumentata, fa rivivere le sale gotiche vuote nel loro aspetto originario.
  • Trasporti e pedaggi: esplorare i piccoli villaggi del Luberon è praticamente impossibile senza un’auto a noleggio; in autostrada si paga un pedaggio di circa 9,50 euro ogni 100 chilometri.
  • Regole a tavola: nei ristoranti francesi il pranzo si serve rigorosamente tra mezzogiorno e le due del pomeriggio; più tardi otterrai al massimo un caffè o qualche stuzzichino.

Quando andare in Provenza

I mesi ideali per visitare questa regione profumata sono maggio, giugno e tutto settembre, quando il clima è più piacevole e l’intero paesaggio dà un’impressione straordinariamente fresca. In questo periodo le giornate sono già belle lunghe, il sole scalda quel tanto che basta per girovagare tra i monumenti e le folle di turisti sono ancora del tutto sopportabili. Puoi così goderti in tutta tranquillità il caffè del mattino in una piazzetta, senza dover lottare per una sedia libera con decine di altri viaggiatori, ed eviti per giunta i prezzi più alti degli alloggi in alta stagione.

Luglio e agosto rappresentano invece un vero e proprio estremo, sia climatico che del traffico, perché al sud le temperature raggiungono comunemente i 35-43 °C e l’ombra diventa merce rarissima. Le città storiche di pietra assorbono il calore durante il giorno e continuano a irradiarlo a lungo dopo mezzanotte, tanto che nelle stanze non climatizzate delle vecchie case è praticamente impossibile dormire. Le vacanze estive francesi, inoltre, iniziano intorno all’inizio di luglio, durano ben otto settimane e in quel periodo tutto il Paese si sposta in massa e senza compromessi proprio verso il soleggiato sud.

In estate sulle autostrade si formano ingorghi enormi, che i locali chiamano amabilmente i giorni neri, perché il traffico sulle arterie principali collassa completamente. Queste situazioni si verificano soprattutto a cavallo tra luglio e agosto sulle autostrade A6 e A7, quando si avvicendano in massa enormi turni di vacanzieri. Se decidi di viaggiare in questo periodo, armati di una grande dose di pazienza, tieni sempre in auto una buona scorta d’acqua e metti in conto spostamenti tutt’altro che fluidi.

Un fenomeno tipico di tutta la regione è il vento freddo da nord-ovest chiamato mistral, capace di stravolgere i tuoi piani preparati con cura. Soffia più spesso in inverno e in primavera, ma può sorprenderti facilmente anche nel pieno dell’estate calda, quando riesce ad abbassare la temperatura percepita di parecchi gradi. Il mistral è piuttosto fastidioso lungo la costa, ma in compenso spazza via ogni nuvola e garantisce il cielo più azzurro e luminoso che tu abbia mai visto.

Dove alloggiare in Provenza

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: gli alloggi preferiamo cercarli su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

Scegliere la base giusta è assolutamente fondamentale per esplorare la regione, perché le distanze tra le varie attrazioni possono essere sorprendentemente grandi e passare ore in auto negli spostamenti non è certo l’ideale. Se preferisci la vita cittadina e un’ottima offerta di ristoranti, ti consiglio di cercare un alloggio direttamente ad Aix-en-Provence o ad Avignone. Queste città vivaci offrono ottime infrastrutture, splendidi centri storici e la sera ci trovi decine di locali aperti dove gustare ottimi formaggi, olive e la tradizionale ratatouille provenzale con una baguette fresca e croccante.

Per chi cerca invece il silenzio assoluto e quella celebre atmosfera da romanzo di Peter Mayle, la scelta ideale è il massiccio del Luberon e i suoi piccoli villaggi di pietra. Gli alloggi qui hanno spesso la forma di antiche cascine ristrutturate con piscina, circondate da vigneti silenziosi e argentei uliveti. Il livello dei prezzi per il 2026 resta piuttosto alto: per una decente camera doppia in alta stagione pagherai almeno 120-180 euro a notte, mentre gli hotel più lussuosi arrivano tranquillamente al triplo di questa cifra. Non dimenticare quindi di prenotare il tuo rifugio su Booking con largo anticipo, perché i posti spariscono in un lampo.

Tra gli hotel più amati posso consigliarti l’Hotel de l’Horloge proprio nel cuore storico di Avignone, che offre splendide viste dalle finestre e si trova a pochi passi dai principali monumenti, compreso lo stesso Palazzo dei Papi. Nell’elegante Aix-en-Provence un’ottima scelta collaudata è l’Aquabella Hôtel & Spa, dove dopo un’intera giornata in giro per la città puoi rilassarti splendidamente nelle ampie terme termali circondate da antiche mura. Se invece desideri il lusso assoluto immerso nella natura più pura, dai un’occhiata all’Hotel Les Bories & Spa vicino all’incantevole villaggio di Gordes, che offre wellness di prim’ordine e una pace incredibile lontano dalle strade principali.

14 cose da vedere e fare in Provenza

Scopriamo insieme il meglio di ciò che questa regione così varia ha da offrire. Ho preparato per te quattordici consigli concreti che ti accompagneranno dai vicoli grezzi dei porti, attraverso i profondi fiordi calcarei, fino ai monasteri silenziosi persi tra infiniti campi di lavanda profumata. Ti spiegherò come evitare le folle più grandi e dove trovare i panorami più belli.

1. Marsiglia e il suo pulsante Vecchio Porto

Dimentica per un attimo la classica eleganza parigina, perché Marsiglia è un enorme crogiolo mediterraneo in cui si mescolano influenze di tutto il Nord Africa, della Corsica e dell’Italia. È la più antica città francese, rumorosa, caotica e straordinariamente autentica, tanto che o ti conquista all’istante o la abbandoni con sollievo dopo poche ore. Darle una possibilità vale però sicuramente la pena, perché un’energia vitale del genere altrove in Francia semplicemente non la trovi.

Il cuore di tutto è il Vieux-Port, ovvero il Vecchio Porto, dove l’intera città vive dal mattino presto fino a notte fonda. Subito all’alba i pescatori locali vendono qui il pescato notturno direttamente dalle loro barche di legno, nel pomeriggio passeggiano le folle e la sera i bar sul lungomare si riempiono fino a scoppiare. Proprio accanto al porto si erge Le Panier, il quartiere più antico e un tempo temuto, oggi trasformato in un labirinto di vicoli ripidi pieni di colorata street art, bistrot e piccole gallerie.

Le zone turistiche della città, nonostante la fama tosta, sono assolutamente sicure; dopo il tramonto evita soltanto i quartieri di Noailles, Belsunce e i dintorni della stazione centrale Saint-Charles. Se ci arrivi in auto, non dimenticare la severa zona a basse emissioni ZFE in vigore dal 2026, dove le auto con classe Crit’Air 4 e 5 hanno il divieto assoluto di accesso, pena una multa da 68 a 375 euro. Maggiori dettagli su questa città li trovi nell’articolo dedicato a Marsiglia.

💡 Consiglio: vai nel quartiere di Le Panier idealmente subito dopo colazione, quando i vicoli stretti sono ancora completamente vuoti e puoi fotografare con calma la street art onnipresente senza folle di turisti nell’inquadratura.

2. La vista dalla basilica di Notre-Dame de la Garde

La vista migliore in assoluto su questo affascinante caos urbano la ottieni salendo alla splendida basilica di Notre-Dame de la Garde. Questo edificio iconico troneggia su una ripida collina calcarea a ben 150 metri sul mare e la statua dorata della Vergine sul suo campanile funziona da faro inconfondibile per tutta la zona circostante.

La salita a piedi nella calura estiva è un piccolo purgatorio, ma quella vista a 360 gradi sul mare, sulle isole e sulla città infinita ai tuoi piedi vale di sicuro un po’ di sudore. Se non hai voglia di camminare, puoi usare il trenino turistico che parte regolarmente direttamente dal Vecchio Porto. L’interno della basilica ti sorprenderà con centinaia di ex voto e modellini di barche, portati qui dai marinai che imploravano un ritorno sicuro a casa.

Il volto più moderno della città lo scopri invece in basso, vicino all’acqua, dove sorge il gioiello architettonico del MuCEM, ovvero il Museo delle civiltà europee e mediterranee. L’edificio stesso sembra un cubo scuro avvolto in un finissimo merletto di cemento e una scenografica passerella sospesa lo collega all’antica fortezza di Fort Saint-Jean. Puoi poi passeggiare lungo La Corniche, un lungomare di cinque chilometri da cui vedrai i ragazzi del posto tuffarsi dalle scogliere direttamente tra le onde.

💡 Consiglio: pianifica la visita alla basilica nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia lentamente a calare sul mare e l’intera città si tinge di sfumature dorate incredibilmente fotogeniche.

3. Il parco nazionale delle Calanques e la baia di En-Vau

Subito fuori dalle porte della trafficata metropoli inizia un mondo completamente diverso, fatto di natura incontaminata. Il parco nazionale delle Calanques forma una fascia di candide scogliere calcaree che precipitano a picco nel mare, creando baie profonde e strette che ricordano fortemente i fiordi norvegesi. Qui però l’acqua ha il colore di un blu curaçao brillante e l’aria profuma di aghi di pino arroventati e acqua salata.

La base migliore per esplorare questa bellezza è il piccolo borgo di pescatori di Cassis, da cui puoi partire a piedi verso le baie più famose. Il sentiero turistico inizia al porto di Port-Miou, pieno di yacht bianchi, prosegue attraverso la ben più intima baia di Port-Pin e, dopo circa un’ora e un quarto di cammino impegnativo tra rocce e radici, ti porta all’iconica En-Vau. Qui le scogliere si ergono altissime sopra una stretta striscia di spiaggia di ciottoli e l’acqua è gelida e rinfrescante anche nei giorni più caldi di agosto, perché il sole arriva qui solo per una piccola parte della giornata.

Il terreno qui è davvero molto aspro, quindi lascia pure le infradito in hotel ed equipaggiati con scarpe robuste e un’enorme scorta d’acqua, perché lungo il percorso non incontrerai né fonti né chioschi. Nei mesi estivi i parcheggi ai punti di partenza sono disperatamente pieni già prima delle nove del mattino.

💡 Consiglio: se non sei proprio un appassionato di trekking impegnativi, compra al porto di Cassis un biglietto per il battello turistico, che ti farà attraversare comodamente le maestose baie; i biglietti si trovano facilmente anche online in anticipo.

4. La baia di Sugiton e le nuove regole per il 2026

L’overtourism ha colpito alcune parti del parco nazionale in modo così brutale che l’amministrazione ha dovuto adottare misure senza precedenti per proteggere la fragile natura del luogo. Se desideri visitare la splendida baia di Sugiton, un po’ più accessibile dal lato di Marsiglia, nell’alta stagione devi avere una prenotazione online obbligatoria.

Per il 2026 l’obbligo di questa prenotazione gratuita vale da metà giugno a metà settembre. Il sistema di prenotazione apre ufficialmente l’11 giugno 2026 alle 9:00 del mattino, quindi segnati assolutamente questa data sul calendario se stai pianificando un viaggio estivo. Dopo la registrazione riuscita riceverai un codice QR univoco, che i guardaparco controllano severamente già sulla via d’accesso e senza il quale, semplicemente, non ti fanno passare.

Una prenotazione è rigorosamente limitata a un massimo di cinque persone per codice e le capienze giornaliere spariscono dal sito ufficiale davvero alla velocità della luce. Capita anche spesso che, a causa dell’alto rischio di incendi boschivi estivi, le autorità chiudano completamente l’intero massiccio calcareo da un giorno all’altro. Prima di un’escursione, controlla quindi sempre le informazioni aggiornate sul sito o scarica l’app del parco.

💡 Consiglio: anche se hai una prenotazione valida per Sugiton nel telefono, mettiti in cammino già all’alba; eviterai così non solo le file di altri fortunati con il codice QR, ma soprattutto il micidiale sole di mezzogiorno.

5. Il borgo portuale di Cassis e il suo fascino

Mentre Marsiglia è selvaggia e indomabile, il piccolo borgo di pescatori di Cassis ne è il perfetto contrario. È una località molto curata, pittoresca e piuttosto cara, che nei mesi estivi scoppia letteralmente sotto l’enorme afflusso di escursionisti francesi e stranieri. Il simbolo del borgo è l’antico castello di pietra che svetta su una scogliera ben sopra la baia turchese.

Passeggia lungo il colorato porto, dove gli yacht bianchi di lusso ondeggiano accanto alle tradizionali barche da pesca, e siediti in uno dei tanti dehors con vista sul mare. I ristoranti locali offrono ottime specialità vegetariane: ti consiglio assolutamente di assaggiare la tradizionale zuppa di verdure provenzale o i freschi formaggi locali con baguette croccante e olio d’oliva.

Cassis è anche famosa in tutto il mondo per i suoi fantastici vini bianchi, coltivati sui soleggiati vigneti terrazzati che si innalzano proprio dietro il paese. I vini con denominazione AOC Cassis hanno un gusto minerale leggermente salino, che si abbina alla perfezione ai leggeri pranzi estivi e a un tranquillo aperitivo al tramonto.

💡 Consiglio: parcheggiare nel centro di Cassis in estate è praticamente impossibile, quindi usa il grande parcheggio di scambio Les Gorguettes sopra il paese, da cui parte un comodo navetta economico e affidabile per il centro.

6. Aix-en-Provence e il celebre viale Cours Mirabeau

La città di Aix-en-Provence, abbreviata semplicemente in Aix, è la perfetta incarnazione della raffinata eleganza borghese. È una città molto fiera, città dalle mille fontane, dai viali ombrosi di platani e dalle splendide facciate ocra, dove il tempo scorre a un ritmo piacevolmente lento. Le fontane onnipresenti offrono il tanto necessario refrigerio nelle calde giornate estive e regalano alla città una colonna sonora inconfondibile.

Tutta la vita sociale qui ruota attorno al Cours Mirabeau, ampio e maestoso viale fiancheggiato da alberi e caffè di lusso. La disciplina locale principale è sedersi su una terrazza, ordinare un espresso da circa due euro e mezzo e osservare con discrezione i passanti vestiti con stile. Proprio all’inizio del viale ti stupirà l’enorme fontana La Rotonde con le tre statue che simboleggiano la giustizia, l’arte e l’agricoltura, mentre poco più avanti incontrerai la maestosa cattedrale di Saint-Sauveur, un vero manuale di architettura dal V al XVII secolo.

Se ti trovi in città il sabato mattina, non puoi assolutamente perderti gli enormi mercati locali. Sono esattamente come immagini un mercato provenzale pieno di colori e profumi. Ci trovi montagne di olive marinate, decine di tipi di formaggi locali, frutta fresca, camicie di lino e saponette di lavanda fatte a mano.

💡 Consiglio: durante la passeggiata in città non dimenticare di assaggiare i calissons, il tradizionale dolce locale a base di pasta di mandorle e melone candito, a forma di piccolo rombo e venduto in bellissime scatoline di latta.

7. Sulle orme del pittore Paul Cézanne

Aix è soprattutto e indissolubilmente legata alla figura del celebre impressionista e padre dell’arte moderna Paul Cézanne. Questo geniale pittore nacque qui, creò qui le sue opere più grandi e lasciò nelle strade e nel paesaggio circostante un’impronta storica indelebile. L’intera città è letteralmente costellata di mattonelle di ottone con la lettera C, che passo dopo passo ti guidano attraverso i luoghi legati alla sua straordinaria vita.

L’esperienza più grande è la visita all’Atelier des Lauves, il suo ultimo studio di lavoro, conservato esattamente nello stato in cui lo lasciò prima di morire. Nella stanza luminosa con un’enorme finestra giacciono ancora i suoi vecchi pennelli impolverati, i camici da lavoro e i piccoli oggetti e modelli che amava dipingere così spesso nelle sue celebri nature morte.

La seconda tappa assolutamente fondamentale è poi la residenza di famiglia Bastide Jas de Bouffan, che ha subito un restauro molto vasto e costoso. Nel 2025 è stata finalmente riaperta al pubblico e per la stagione 2026 è già pienamente operativa, ma verifica sempre in anticipo online gli orari di apertura aggiornati, perché in questi monumenti cambiano piuttosto spesso a seconda della stagione.

💡 Consiglio: spingiti poco fuori città sulla collina del Terrain des Peintres, da dove Cézanne dipingeva più spesso il suo amato massiccio della Montagne Sainte-Victoire; ci troverai belle riproduzioni dei suoi quadri inserite direttamente nel paesaggio.

8. Avignone e il maestoso Palazzo dei Papi

Quando nel quattordicesimo secolo la corte papale dell’epoca si spostò sorprendentemente da Roma ad Avignone, questa città un tempo assonnata sulle rive del Rodano si trasformò nel centro stesso del mondo cristiano. Di loro è rimasto il Palais des Papes, ovvero il Palazzo dei Papi, di gran lunga il più grande edificio gotico del mondo. Sembra più una fortezza militare inespugnabile che una sede spirituale e le sue spoglie mura di pietra e le massicce torri incutono ancora oggi un enorme rispetto.

L’ingresso base alle viscere del palazzo costa circa 12 euro, mentre la visita al labirinto di corridoi richiede almeno due ore. Per il 2026 il palazzo ha inoltre preparato una grande novità tecnologica: dal 1° maggio i visitatori ricevono nel prezzo del biglietto un innovativo HistoPad. È un tablet speciale con elementi di realtà aumentata che trasforma le sale di pietra vuote e fredde nel loro grandioso aspetto del XIV secolo.

Grazie a questa fantastica tecnologia vedrai i ricchi affreschi storici, i mobili dipinti d’epoca e i fuochi virtualmente scoppiettanti negli enormi camini. Senza questa guida intelligente la visita sarebbe solo una banale passeggiata tra corridoi vuoti. Per maggiori dettagli su questa città, leggi assolutamente il nostro articolo approfondito su Avignone.

💡 Consiglio: nell’immenso cortile del palazzo d’estate fa un caldo incredibile; ti consiglio di andare in visita la mattina presto, alla prima ora di apertura, quando le sale di pietra sono ancora piacevolmente fresche dalla notte.

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9. Il leggendario Ponte di Avignone

Visitando Avignone non puoi assolutamente perderti il celebre Pont Saint-Bénézet, che la stragrande maggioranza delle persone conosce con il nome popolare di Ponte di Avignone. È proprio quel ponte di cui si canta nella famosa canzoncina francese per bambini “Sur le pont d’Avignon” e che oggi finisce in modo un po’ comico a metà dell’impetuoso fiume Rodano, perché il resto fu definitivamente spazzato via in passato da rovinose piene primaverili.

Invece di comprare biglietti separati, ti consiglio vivamente di pagare direttamente il vantaggioso biglietto combinato a 15,50 euro, che ti fa entrare senza problemi sia al Palazzo dei Papi sia sulle arcate superstiti di questo ponte medievale. La passeggiata sul ponte non dura molto, ma offre una vista davvero splendida sulla città fortificata e sul monumentale palazzo.

Proprio sul ponte si trova anche la piccola cappella a due piani di San Nicola, dove in passato i naviganti e i barcaioli pregavano per una traversata sicura sul fiume imprevedibile. La passeggiata lungo il Rodano è poi un piacevole diversivo per un pomeriggio caldo, quando ne hai abbastanza delle strade cittadine arroventate.

💡 Consiglio: la foto più bella dell’intero ponte con il palazzo sullo sfondo la scatti dalla riva opposta del fiume o dall’isola di Île de la Barthelasse, raggiungibile con un traghetto gratuito direttamente dal centro storico.

10. Il Pont du Gard e lo spettacolo di luci serale

A circa trenta chilometri da Avignone sorge uno dei monumenti storici più suggestivi di tutta la Francia, l’enorme acquedotto romano Pont du Gard. Questo gigante di pietra a tre piani, iscritto nella lista UNESCO, è sopravvissuto a duemila anni incredibili di inondazioni e guerre e ancora oggi toglie il fiato con la sua assoluta perfezione ingegneristica e la sua straordinaria eleganza architettonica.

L’accesso a piedi all’acquedotto e alla natura circostante è del tutto gratuito, ma preparati a tariffe di parcheggio piuttosto alte, che funzionano di fatto come un ingresso fisso per l’intero equipaggio dell’auto. Senza auto ci si arriva con un autobus locale da Avignone o dalla città di Nîmes, ma le corse non sono molto frequenti, quindi devi controllare attentamente gli orari. Nelle giornate calde, inoltre, puoi fare il bagno direttamente nel fiume Gardon sotto le arcate del ponte.

Nell’alta stagione 2026 preparati inoltre a una magia serale incredibile. Dal 15 maggio al 20 settembre il ponte sarà splendidamente illuminato in chiave artistica dopo il tramonto e in piena stagione, dal 4 luglio al 30 agosto, si svolge un grandioso spettacolo audiovisivo. Vedere queste antiche arcate giocare con tutti i colori sotto il cielo stellato d’estate è semplicemente un’esperienza che non puoi assolutamente perderti.

💡 Consiglio: porta con te una coperta e un cestino da picnic pieno di formaggi e verdure provenzali, siediti sulla riva del fiume prima del tramonto e aspetta con calma il buio completo per l’inizio dello spettacolo di luci.

11. Il villaggio di Gordes nel massiccio del Luberon

Se cerchi esattamente quella Provenza romantica delle pagine dei libri di Peter Mayle, devi dirigerti verso lo splendido massiccio del Luberon. È proprio qui che trovi i famosi villaggi appollaiati sulle colline, che in inglese si chiamano perched villages e che vincono regolarmente i sondaggi nazionali sui borghi storici più belli di tutta la Francia.

Inizia la tua esplorazione da Gordes, perché già l’arrivo a questo paese è un evento visivo in sé. La strada svolta all’improvviso bruscamente e davanti a te appare una cascata di case di pietra chiara aggrappate a una ripida scogliera, dominate maestosamente da un castello rinascimentale. Fermati al belvedere poco prima del villaggio e assorbi quella vista perfetta, anche se in alta stagione dovrai contenderti il posto migliore con decine di altri fotografi.

All’interno del villaggio ti aspettano tortuosi vicoli lastricati, boutique costose, accoglienti caffè e splendide viste sulla profonda valle verde. Gordes è estremamente popolare e d’estate è davvero affollata, quindi ti consiglio di andarci la mattina presto, finché i vicoli stretti sono ancora relativamente percorribili e si trovano angoli tranquilli. La gita la puoi facilmente abbinare alla visita della vicina abbazia di Sénanque.

💡 Consiglio: non perderti l’affascinante visita al labirinto sotterraneo delle Caves du Palais Saint Firmin, proprio sotto il centro di Gordes, dove vedrai antichi torchi per l’olio d’oliva scavati nella roccia e potrai sfuggire per un attimo al caldo estivo.

12. Roussillon e le sue scogliere di ocra rossa

A pochi chilometri da Gordes si trova il villaggio di Roussillon, che a prima vista sembra essere stato trasportato qui per errore dal selvaggio West del Colorado. Mentre il resto del Luberon è tradizionalmente costruito in calcare chiaro, Roussillon sorge su un enorme giacimento di ocra naturale e tutte le case qui giocano con vivaci sfumature dal giallo brillante al rosso sangue intenso.

Paga assolutamente l’ingresso al celebre sentiero dell’ocra, Le Sentier des Ocres, che inizia subito ai margini del villaggio. Attraverserai ex cave dove le scogliere colorate creano un paesaggio assolutamente surreale che contrasta con i pini di un verde intenso e il cielo azzurro. Il sentiero ha due percorsi ben segnalati: quello più breve richiede circa trenta minuti, quello più lungo si percorre in poco meno di un’ora. Se hai tempo, fermati anche nella più tranquilla Ménerbes o alla sorgente del fiume a Fontaine-de-Vaucluse.

Durante la visita alle cave di ocra ricorda una regola molto importante: la finissima polvere rossa ti finisce subito davvero ovunque, quindi per questa gita non portare assolutamente scarpe di tela bianche né abiti chiari, perché l’ocra naturale si lava incredibilmente male e lascia macchie permanenti.

💡 Consiglio: fermati nelle piccole botteghe locali e compra i pigmenti naturali d’ocra in polvere, venduti qui in piccoli barattolini: sono un souvenir assolutamente unico per ogni amante della pittura.

13. La lavanda in fiore sull’altopiano di Valensole

Molte persone arrivano in questa regione solo ad agosto, pagano cifre enormi per l’alloggio e poi guardano quasi piangendo i campi falciati e i campi bruni riarsi. La lavanda, infatti, non aspetta la tua vacanza e ha il suo ciclo naturale ben preciso. La stagione principale della fioritura va all’incirca da metà giugno a fine luglio, mentre l’apice viola assoluto cade a cavallo di questi due mesi.

Il luogo più famoso per le foto più iconiche è il vasto altopiano di Valensole, dove campi infiniti di bellezza viola si estendono letteralmente oltre l’orizzonte. Qui si coltiva soprattutto il lavandino, un robusto ibrido che forma cespugli enormi e fotogenici dal profumo molto intenso. In piena stagione preparati a folle imponenti di turisti che si fotografano con il cappello in ogni filare libero.

Fai molta attenzione a programmare il viaggio in base ai festival locali, una frequente trappola per turisti. Il celebre festival di Valensole si tiene sempre la terza domenica di luglio, il che suona come la data ideale, ma in realtà è la celebrazione del raccolto imminente. Ti può quindi facilmente capitare di arrivare alla festa, comprare profumate saponette, ma scoprire che i campi più belli dei dintorni sono purtroppo già stati falciati a zero.

💡 Consiglio: se vuoi vivere Valensole in fiore senza centinaia di pullman e senza stress, vieni qui nell’ultima settimana di giugno e trovati sui campi già verso le sei e mezza del mattino, quando sta sorgendo il sole e i colori sono più brillanti.

14. L’abbazia di Sénanque e i campi più tranquilli di Sault

La foto assolutamente iconica e probabilmente la più famosa di tutta la Francia la scatti all’abbazia di Notre-Dame de Sénanque, vicino a Gordes. Si tratta di una austera abbazia cistercense romanica del XII secolo, davanti alla quale si estende, in perfetta simmetria, un campo impeccabile di lavanda viola. I monaci vivono ancora qui in silenzio, coltivano le piante e producono un ottimo miele fatto in casa.

È un luogo di pace assoluta e di raccoglimento spirituale, a patto di non arrivarci a metà luglio in pieno mezzogiorno, quando il piccolo parcheggio scoppia sotto l’enorme afflusso di pullman turistici. Se però sei vincolato a un periodo di vacanza di fine estate, la tua salvezza sarà l’altopiano di Albion e i dintorni del paese di Sault.

Questa zona si trova a un’altitudine nettamente superiore, quindi qui la lavanda fiorisce sensibilmente più tardi, raggiunge l’apice a metà luglio e spesso resta in fiore fino all’inizio di agosto. Qui si coltiva esclusivamente la vera lavanda, che ha cespugli un po’ più piccoli del lavandino di Valensole, ma in compenso vanta un profumo molto più delicato e pregiato. L’atmosfera, inoltre, è di gran lunga più tranquilla e il festival locale si tiene addirittura il 15 agosto.

💡 Consiglio: all’abbazia di Sénanque porta una stradina d’accesso molto stretta e tortuosa, dove due auto si incrociano solo con enormi difficoltà; guida quindi con molta prudenza e rispetta rigorosamente il senso unico, quando è segnalato.

Dove andare dopo la Provenza

Se hai a disposizione un’auto e abbastanza tempo libero, questa regione offre tantissime altre possibilità per proseguire senza interruzioni la tua esplorazione. Se ami la natura drammatica e non ti spaventa guidare sopra profondi precipizi, parti assolutamente per esplorare il vicino Canyon del Verdon, spesso definito il grande canyon d’Europa, che offre panorami assolutamente fantastici e noleggi di pedalò proprio sul fiume turchese.

Se invece ne hai abbastanza dell’entroterra arroventato e desideri un po’ di lusso, brezza marina e spiagge di ciottoli, basta spostarti un po’ più a est. Lì ti aspetta la celebre Costa Azzurra con città come Nizza, Cannes o Monaco, dove puoi respirare l’atmosfera degli yacht di lusso e degli eleganti lungomare.

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Domande frequenti

Quando è il momento migliore per vedere la lavanda in Provence?

Avete la massima certezza di trovare i campi viola in fiore sempre da fine giugno circa fino a metà luglio. Nelle zone più basse di Valensole la raccolta inizia già intorno a metà luglio, mentre la Sault situata più in alto continua a fiorire fino all’inizio di agosto, prima che anche lì entrino in azione le macchine agricole.

È sicura Marsiglia per i turisti?

Le zone turistiche comuni come Vieux-Port, i dintorni dei musei e il centro storico sono assolutamente sicure. La criminalità legata alla droga si svolge nei quartieri periferici isolati del nord, dove come turista non metterai mai piede. In centro fate attenzione solo ai borseggiatori tra la folla o nella metropolitana, come in qualsiasi altra grande città, e dopo il tramonto evitate i dintorni della stazione Saint-Charles e i quartieri Noailles e Belsunce.

Cos’è la zona ZFE a Marsiglia e come cambia nel 2026?

Si tratta di una rigida zona a basse emissioni nel centro allargato della città, valida 24 ore su 24. Dal 2026 vige il divieto assoluto di accesso per le auto con bollino Crit’Air 4 e 5, anche per i veicoli con targa ceca. Il bollino ecologico deve essere acquistato in anticipo online a circa 5 euro, senza il quale si rischia una multa da 68 a 375 euro.

Come muoversi al meglio nella regione?

Grandi città come Marsiglia, Aix o Avignone sono ottimamente collegate dai treni ad alta velocità TGV e dai collegamenti locali, ma per raggiungere i piccoli borghi sui monti del Luberon e i campi di lavanda è praticamente impossibile farne a meno di un’auto propria o a noleggio. Vi consiglio di prenotare l’auto con largo anticipo direttamente in aeroporto.

Quanto costa il pedaggio sulle autostrade francesi?

Ve Francia non esistono le classiche vignette autostradali, si paga il pedaggio in contanti o con carta direttamente ai caselli. Il prezzo indicativo per il 2026 si aggira intorno ai 9,50 euro ogni 100 chilometri percorsi, quindi i tragitti più lunghi possono incidere parecchio sul budget.

Quando sono aperti i ristoranti e come va con l’inglese?

I francesi rispettano rigorosamente gli orari dei pasti. Il menu del pranzo è disponibile esclusivamente tra le 12:00 e le 14:00. Se arrivate più tardi, la cucina sarà già chiusa e riaprirà solo per la cena verso le 19:00. Quando comunicate con il personale, iniziate sempre con un saluto «Bonjour» prima di passare all’inglese, questo piccolo segno di rispetto verso la lingua può fare miracoli.

Quanto costa mangiare al ristorante?

Certo, ecco la traduzione in italiano:nnI prezzi nel 2026 non sono proprio i più bassi. Un classico menu di tre portate a pranzo in un bistrot costa tra i 15 e i 25 euro, mentre una cena standard senza vino vi costerà almeno dai 20 ai 35 euro a persona. La mancia del 15% è già inclusa per legge direttamente nel prezzo del cibo, quindi lasciare un’ulteriore mancia non è strettamente obbligatorio.

Nizza, Francia: 14 consigli su cosa vedere e fare nel 2026

TL;DRNizza offre 14 spunti fondamentali per le tue escursioni, dalla Promenade des Anglais e il centro storico di Vieux Nice al Museo Nazionale Marc Chagall, fino alle gite in treno a Monaco, Èze e nella baia di Villefranche-sur-Mer. Il periodo migliore per visitarla va da aprile a giugno oppure in autunno, tra settembre e ottobre, quando le temperature si aggirano sui 25°C, mentre a luglio e agosto salgono fino a 35-43°C. Per scoprire la città e i suoi dintorni calcola da quattro a sette giorni: da Nizza raggiungi Monaco in treno in 20 minuti con 4-6 euro, oppure Cannes in poco meno di un’ora con 7-10 euro. Nel 2026 un alloggio in centro costa tra 120 e 180 euro a notte; meglio evitare l’auto a noleggio e affidarsi ai treni TER e ai tram.

Chiudi gli occhi e immagina il soleggiato sud della Francia, dove le cime ripide delle Alpi precipitano direttamente nel Mar Mediterraneo. Probabilmente ti verrà in mente la famosa Riviera Francese, ovvero la Côte d’Azur, che fin dal diciannovesimo secolo è sinonimo di eleganza e di destinazione perfetta per il relax. In origine erano l’aristocrazia britannica e russa a venire qui per trascorrere i miti inverni, mentre oggi Nizza, in Francia, è senza dubbio la zona più ricercata dell’intero Paese. La domanda straniera per Nizza supera nettamente persino luoghi iconici come la valle della Loira.

In questo articolo troverai esattamente 14 consigli su cosa vedere e fare a Nizza e nei suoi dintorni più vicini, per rendere la tua vacanza davvero indimenticabile. Ti spiegherò qual è il periodo migliore per partire, dove alloggiare in modo strategico e come muoverti lungo la costa senza il minimo stress. Scoprirai inoltre perché dovresti dimenticarti subito del noleggio dell’auto e quali gite nei dintorni non dovresti assolutamente perderti.

Riassunto

  • Base principale: Nizza funziona come il miglior punto strategico per esplorare tutta la Riviera grazie agli ottimi collegamenti ferroviari.
  • Trasporti: Dimentica l’auto, in alta stagione le strade costiere collassano e i treni TER passano in modo affidabile tre o quattro volte all’ora.
  • Il panorama più bello: Lo trovi sulla collina del Castello (Colline du Château), dove puoi salire con un ascensore gratuito scavato nella roccia.
  • Cosa assaggiare: Al mercato di Cours Saleya prova assolutamente la tradizionale socca, una sottile focaccia di farina di ceci.
  • Bagni: Le spiagge in città sono di ciottoli, quindi metti in valigia delle scarpette da scoglio per entrare in mare più comodamente.
  • Cultura: Vale la pena visitare soprattutto il Museo Nazionale Marc Chagall e il magnifico Musée Matisse, immerso in un uliveto.
  • Dove andare in gita: In treno raggiungi in pochi minuti Monaco, la medievale Èze o la pittoresca baia di Villefranche-sur-Mer.

Quando andare a Nizza e sulla Riviera

La Riviera Francese ha un grosso punto debole: la folla travolgente di turisti e il caldo estremo durante le vacanze estive. A luglio e agosto le temperature salgono comunemente fino a 35-43 °C, il sole è assolutamente implacabile e le strette strade costiere si trasformano in un parcheggio infinito. Se arrivi alla cieca con l’idea delle spiagge deserte dei film, probabilmente ti aspetta un duro scontro con la realtà delle località sovraffollate e del traffico paralizzato. La chiave per una vacanza riuscita sulla Costa Azzurra è semplicemente la giusta tempistica e il rispetto del ritmo locale.

Il periodo ideale per la visita sono quindi i mesi primaverili da aprile a giugno oppure settembre e ottobre in autunno. Le temperature si aggirano sui piacevoli 25 °C, in autunno il mare è ancora splendidamente caldo ed eviti con sicurezza le folle più grandi. Un grande vantaggio è anche l’ottima accessibilità: dall’Italia ci sono voli diretti per Nizza da numerosi aeroporti (Milano, Roma e altri) con compagnie come ITA Airways, easyJet o Air France, e fuori dall’alta stagione trovi voli di andata e ritorno a prezzi molto convenienti. A maggio, inoltre, tutta la zona si anima grazie al Festival del Cinema nella vicina Cannes, che regala alla costa un’atmosfera assolutamente inconfondibile.

Vale sicuramente la pena considerare anche una visita a febbraio, che offre un’esperienza completamente diversa e mostra la Riviera in colori inaspettati. La città organizza infatti il celebre Carnevale di Nizza, uno dei più grandi d’Europa, mentre nella vicina Mentone si svolge il fantastico Festival del Limone. I mesi invernali non sono certo ideali per fare il bagno, ma sono perfetti per passeggiate sul lungomare e per scoprire i musei d’arte con temperature intorno ai 15 °C. Per esplorare a fondo la città e i dintorni riserva idealmente dai quattro ai sette giorni, così da avere tempo a sufficienza anche per rilassarti davanti a un caffè.

Hotel a Nizza, Francia: dove alloggiare e quanto costa

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: Gli alloggi li cerchiamo più volentieri su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, gite e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

L’errore strategico più grande è cercare di attraversare il sud della Francia in auto, perché la ricerca di parcheggio nei vicoli stretti ti farà perdere i nervi e tempo prezioso. Scegli Nizza come tuo campo base principale, da cui partire per gite con comodi treni lungo tutta la costa. Cerca un alloggio idealmente a distanza pedonale dalla stazione centrale Gare de Nice-Ville o vicino a una delle fermate del moderno tram. Nel 2026 i prezzi per una solida camera doppia in centro vanno da circa 120 a 180 euro a notte, a seconda della stagione e di quanto in anticipo prenoti.

Se desideri romanticismo e non ti disturba il rumore occasionale della strada, scegli un alloggio direttamente nel centro storico, la Vieux Nice. Sarai a pochi passi dal mercato mattutino e dai migliori ristoranti, e l’atmosfera dei vicoli stretti con le facciate color ocra non ha prezzo. Dalla stazione ferroviaria raggiungi poi facilmente i luoghi iconici vicini. A Monaco, per esempio, arrivi in soli venti minuti con un biglietto intorno ai 4-6 euro, mentre il viaggio fino a Cannes richiede poco meno di un’ora e ti costa 7-10 euro. I treni passano in modo molto affidabile, circa tre o quattro volte all’ora.

Tra gli hotel concreti si propone per esempio l’elegante Hotel Florence Nice, che vanta un ottimo approccio ecologico e si trova a distanza ideale tra la stazione e la spiaggia. Se cerchi qualcosa di più economico per un pernottamento essenziale, dai un’occhiata all’Ibis Styles Nice Centre Gare, da cui ai treni sono davvero solo poche decine di metri. E per chi vuole concedersi il lusso assoluto, c’è ovviamente il leggendario Hotel Negresco, proprio sul lungomare con vista sul mare.

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Nizza, Francia: 14 consigli su cosa vedere e fare sulla Riviera

Andiamo insieme a scoprire il meglio che questa regina non incoronata della Riviera ha da offrire. Scoprirai dove andare alla ricerca dell’arte e dove trovare il panorama più bello sul mare azzurro che ha dato il nome all’intera costa.

1. Promenade des Anglais e Baie des Anges

La Promenade des Anglais è il cuore assoluto di tutta la città e i tuoi primi passi dovrebbero dirigersi proprio qui. Questo boulevard lungo sette chilometri costeggia l’incantevole Baia degli Angeli, in francese Baie des Anges, e offre uno spettacolo perfetto sul mare blu infinito. In origine fu fatta costruire nel diciannovesimo secolo dalla crema dell’alta società britannica, che aveva bisogno di uno spazio elegante per le sue passeggiate pomeridiane nel mite clima invernale.

Oggi qui incontri un mix variopinto di abitanti del posto e turisti, dai corridori del mattino alle famiglie sui pattini fino alle coppie di innamorati. Durante la passeggiata non dimenticare di ammirare la fiabesca facciata dell’Hotel Negresco, che con la sua cupola rosa è uno dei simboli architettonici più famosi di tutta la Riviera Francese. Comprati un caffè da asporto, siediti su una delle iconiche panchine blu rivolte verso l’acqua e limitati a osservare quel meraviglioso viavai intorno a te. È il miglior teatro gratuito della città.

💡 Consiglio: Vai sulla promenade il prima possibile al mattino, quando la luce per le foto è più morbida ed eviti con sicurezza il caldo di mezzogiorno e le folle di turisti.

2. Il centro storico (Vieux Nice)

Proprio accanto alla vivace promenade si trova la Vieux Nice, uno splendido quartiere antico pieno di vicoli stretti e ombrosi. Le facciate delle case qui giocano con tutte le sfumature immaginabili di ocra, giallo e terracotta, frutto della forte influenza della vicina Italia e dell’architettura storica savoiarda. Ti sembrerà di essere più a Genova che in Francia. È esattamente il tipo di luogo in cui ci si perde più volentieri e dietro ogni angolo si scopre qualche curiosità nascosta.

L’atmosfera del centro storico è completata dai fili del bucato appesi, dalle piccole botteghe artigiane e dalle chiese barocche sorprendentemente decorate, che dall’esterno sembrano abbastanza discrete. Ti consiglio di girovagare per i vicoli senza una meta precisa e di lasciarti trasportare dal profumo di pane fresco e di spezie provenzali. Quando ti viene fame, infilati in uno dei piccoli bistrot per della pasta fresca o una tradizionale pizza Margherita, che qui grazie alle radici italiane è semplicemente fantastica. La sera tutto il quartiere si illumina e diventa il principale centro della vita notturna.

💡 Consiglio: Se vuoi vivere la vera atmosfera, evita le vie principali e dirigiti verso i vicoli più stretti, dove incontrerai turisti solo di rado.

3. Il mercato di Cours Saleya e la socca locale

Prima o poi i tuoi piedi ti condurranno inevitabilmente, nel centro storico, alla lunga piazza di Cours Saleya. Questo spazio funziona come il principale mercato cittadino ed è una vera festa per tutti i sensi. Ogni mattina, tranne il lunedì, i venditori allestiscono le loro bancarelle con fiori freschi, frutta dai colori vivaci, verdure profumate e una straordinaria selezione di formaggi locali. È il posto ideale per acquistare gli ingredienti per un picnic pomeridiano in riva al mare.

Proprio qui devi assolutamente assaggiare la base assoluta dello street food locale. Fermati a una delle bancarelle e prendi la tradizionale socca, una sottile focaccia di farina di ceci cotta su fuoco di legna. Si serve ancora calda e generosamente cosparsa di pepe nero macinato grosso. Questa specialità naturalmente vegetariana costa solo pochi euro e si abbina alla perfezione con un forte espresso mattutino, che in un bar lì vicino ti costa circa due euro.

💡 Consiglio: Il lunedì, al posto del solito mercato alimentare, a Cours Saleya si tiene un enorme mercato delle pulci e dell’antiquariato, dove puoi scovare veri tesori e souvenir originali.

4. La Colline du Château e il panorama indimenticabile

Quando avrai avuto abbastanza del trambusto del centro storico, sali a ricaricare le energie sulla collina del Castello, la Colline du Château. Non farti però ingannare dal nome: nessun maestoso castello sorge più qui, perché all’inizio del diciottesimo secolo fu raso al suolo dall’esercito del re Luigi XIV. È rimasto però un parco meravigliosamente esteso e pieno di pini secolari, che offre quell’ombra tanto gradita durante le insopportabili giornate estive.

Dalla cima ti si apre il panorama in assoluto più iconico e fotografato di tutta la Promenade des Anglais e del mare azzurro sotto di te. La salita lungo centinaia di gradini può mettere a dura prova con il caldo estivo, ma per fortuna funziona anche un ascensore gratuito scavato astutamente direttamente nella roccia. Lo trovi ai piedi della collina vicino alla costa, e ti farà risparmiare un sacco di preziosa energia per continuare a esplorare la città.

💡 Consiglio: In cima al parco c’è anche una bella cascata artificiale, dove l’aria si rinfresca piacevolmente e nascono splendide foto con un arcobaleno scintillante sullo sfondo.

5. Spiagge di ciottoli e bagni direttamente in città

Le spiagge cittadine di Nizza, a differenza di molte altre località costiere, sono formate da grandi ciottoli tondi. Se sei abituato alla sabbia fine, non dimenticare di mettere in valigia delle scarpette da scoglio, perché camminare a piedi nudi sulle pietre roventi è un’esperienza piuttosto dolorosa. In cambio di un po’ di scomodità ti aspetta però un’acqua incredibilmente pulita e cristallina, che al sole brilla in tutte le sfumature immaginabili di blu e invita a un bagno immediato.

La costa si divide in tratti pubblici gratuiti e club balneari privati, dove puoi noleggiare comodi lettini e grandi ombrelloni. I prezzi per il noleggio di un lettino in un club privato si aggirano intorno ai 25-35 euro al giorno, e ti garantiscono comfort, servizio incluso e accesso a docce pulite. Sulle spiagge pubbliche fai attenzione alle tue cose e portati con te un materassino davvero spesso o un tappetino imbottito, così le pietre non ti premono sulla schiena.

💡 Consiglio: Se desideri proprio la sabbia fine, sali su un treno e vai nelle vicine Antibes o Mentone, dove troverai una superficie molto più morbida per oziare tutto il giorno.

6. Museo Nazionale Marc Chagall

La città è considerata una destinazione artistica di prim’ordine, perché la luce unica della Riviera ha attratto per secoli i più grandi pittori e visionari. Uno dei vertici assoluti è il Museo Nazionale Marc Chagall, che custodisce il suo straordinario ciclo di diciassette grandi tele dal profondo messaggio biblico. Lo stesso artista partecipò attivamente alla progettazione dell’edificio, affinché i suoi capolavori avessero esattamente la giusta illuminazione naturale.

Gli spazi del museo sono incredibilmente tranquilli e armoniosi, e le enormi tele giocano con tonalità di blu e di rosso incredibilmente intense. L’esperienza è esaltata da un bellissimo giardino pieno di ulivi e di tipiche piante mediterranee, dove dopo la visita puoi riposarti in un piccolo bar. Prenota i biglietti idealmente in anticipo online, così nei mesi estivi eviti inutili code alla biglietteria.

💡 Consiglio: L’audioguida di solito è inclusa nel prezzo del biglietto e fornisce un contesto fantastico sulla complessa vita di Chagall e sulla ricca simbologia nascosta nei suoi quadri senza tempo.

7. Musée Matisse nel quartiere collinare

Se ami l’arte moderna e il gioco dei colori, i tuoi passi successivi dovrebbero dirigersi verso l’affascinante Musée Matisse. Questo museo eccezionale è ospitato in una bella villa genovese del diciassettesimo secolo, la cui facciata rosso intenso contrasta nettamente con il verde circostante degli alberi maestosi. Henri Matisse trascorse in città gran parte della sua vita e la collezione contiene di tutto, dai suoi primi dipinti alle celebri composizioni di carte ritagliate colorate.

Gli spazi del museo non sono affatto giganteschi, quindi la visita non ti esaurisce per il resto della giornata, ma l’esposizione è proprio per questo più intima e intensa. Un grande vantaggio è anche la posizione stessa nel quartiere collinare di Cimiez, che offre una fuga perfetta dal trambusto del centro sovraffollato verso l’ambiente tranquillo degli uliveti. Ci arrivi molto facilmente con l’autobus urbano direttamente dal centro, e il viaggio richiede circa venti minuti.

💡 Consiglio: Il museo di solito è chiuso il martedì, quindi pianifica con cura la tua visita in un altro giorno della settimana, per non rimanere deluso davanti alle porte chiuse.

8. Il quartiere di Cimiez e le antiche terme romane

Già che vai a vedere Matisse nel quartiere di Cimiez, riserva del tempo anche per esplorare i suoi dintorni più ampi. Questa tranquilla ed elegantissima zona residenziale nasconde in sé un enorme pezzo di storia, perché proprio qui si trovava l’antico insediamento romano di Cemenelum. Ancora oggi puoi percorrere le affascinanti rovine delle vecchie terme romane ed esplorare i resti di un piccolo anfiteatro che respira un’autentica atmosfera antica.

Proprio accanto alle rovine archeologiche sorge un bellissimo monastero francescano circondato da giardini curati con attenzione. Dai giardini del monastero si apre uno splendido e silenziosissimo panorama sulla valle del fiume Paillon, e qui, a differenza del lungomare, incontri solo un minimo di turisti. È il posto ideale per un momento di relax con un buon libro o un piccolo picnic romantico all’ombra di alberi secolari.

💡 Consiglio: L’ingresso ai giardini del monastero e alle rovine romane è spesso gratuito, il che rende questa zona storica un ottimo consiglio per i viaggiatori con budget limitato.

9. Cattedrale di San Nicola (Cattedrale russa)

Passeggiando per il centro più ampio della città, potresti rimanere completamente sorpreso dalla vista di un edificio che a prima vista non sembra affatto adattarsi al contesto. La Cattedrale di San Nicola è infatti il più grande tempio ortodosso al di fuori del territorio russo e le sue cupole a cipolla riccamente decorate appaiono in mezzo all’edilizia mediterranea come una vera e propria apparizione. La fece costruire la numerosa comunità della nobiltà russa, che veniva qui in cerca di calore a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

La facciata della cattedrale brilla di colori intensi, di marcati dettagli dorati e di precise piastrelle ceramiche, che ne fanno un luogo incredibilmente fotogenico. Anche se il tempio è soprattutto un’enorme attrazione turistica, continua a svolgere pienamente la sua funzione religiosa, quindi è necessario rispettare regole di abbigliamento severe. Le donne dovrebbero avere spalle e ginocchia coperte e idealmente anche un foulard sui capelli, mentre gli uomini devono indossare pantaloni lunghi.

💡 Consiglio: La cattedrale si trova poco lontano dal principale centro turistico, vicino alla stazione ferroviaria, quindi ci arrivi facilmente a piedi in circa quindici minuti.

10. La follia di febbraio: il Carnevale di Nizza

Se decidi di osare e partire per il sud della Francia a febbraio, ti aspetta un’esperienza visiva indimenticabile. La città organizza infatti il grandioso Carnevale di Nizza, che per dimensioni, tradizione ed elettrizzante atmosfera si pone con orgoglio accanto ai celebri festeggiamenti di Venezia o di Rio de Janeiro. Per ben due settimane le strade vivono di enormi sfilate di carri allegorici, di incredibili spettacoli di luci e di migliaia di ballerini in costumi stravaganti.

La vera particolarità dei festeggiamenti locali sono le cosiddette battaglie di fiori (Bataille de Fleurs) che si svolgono direttamente sulla Promenade des Anglais. Modelle splendidamente vestite lanciano da enormi carri centinaia di migliaia di fiori freschi direttamente nella folla entusiasta, creando uno spettacolo di colori e profumi incredibile. I biglietti per le tribune principali sono piuttosto costosi e soprattutto si esauriscono rapidamente, quindi devi acquistarli online con diversi mesi di anticipo.

💡 Consiglio: Durante il carnevale non perderti nemmeno la vicina Fête du Citron a Mentone, dove vedrai sculture giganti e assolutamente bizzarre costruite esclusivamente con limoni e arance.

11. Come muoversi in città senza auto

Come ho già sottolineato all’inizio, il noleggio dell’auto sulla Riviera è più un enorme peso che un reale vantaggio. La città dispone di una fantastica e molto chiara rete di tram moderni, che ti portano in sicurezza a tutti i principali monumenti e all’aeroporto internazionale. Le linee sono perfettamente pulite, completamente climatizzate e passano a intervalli davvero brevi, così non ti trattieni mai in inutili attese alla fermata sotto il sole cocente.

Per le gite lungo tutta la costa funziona la geniale rete di treni regionali TER, che percorrono la tratta tra Cannes e Mentone. Se prevedi spostamenti intensi, procurati il conveniente biglietto regionale Pass SudAzur, che ti sblocca viaggi illimitati in tutto il dipartimento. I biglietti singoli per il treno li compri ai distributori automatici blu in stazione o tramite l’app SNCF, e il biglietto cartaceo va sempre obliterato nei tornelli gialli prima di salire sul binario.

💡 Consiglio: Il tram per l’aeroporto della linea L2 ti porta da entrambi i terminal direttamente nel cuore della città in meno di mezz’ora e il biglietto costa solo una frazione del prezzo di un normale taxi.

12. Gita in treno verso il lusso a Monaco

Una volta alloggiato sulla Riviera, sarebbe un peccato non visitare il famoso secondo stato più piccolo del mondo. Il viaggio in treno da Nizza a Monaco dura appena venti minuti e un biglietto di sola andata ti costa circa quattro-sei euro. La stazione ferroviaria di Monaco è di per sé un enorme gioiello architettonico scavato in profondità nella roccia e, una volta usciti, ti ritrovi proprio nel centro di tutto.

In un solo giorno fai in tempo a percorrere con calma il leggendario porto pieno degli yacht più costosi del mondo, ad ammirare il celebre casinò di Monte Carlo e a percorrere da vicino il tracciato delle gare di Formula 1. Non perderti nemmeno il centro storico di Monaco-Ville, che si erge alto sulla roccia, dove si trovano il palazzo del Principe e il magnifico museo oceanografico con i suoi enormi acquari. Tieni però presente che i prezzi per un semplice caffè e un pranzo al ristorante sono qui ancora più alti che in Francia.

💡 Consiglio: Varie crociere panoramiche e gite organizzate in barca lungo la costa puoi prenotarle in anticipo, in modo facile e sicuro, online tramite il popolare portale GetYourGuide.

13. Il medievale nido d’aquila di Èze

Se desideri altezze e scenari davvero spettacolari, sali su un treno e dirigiti verso est, al villaggio di Èze. Questo affascinante nido d’aquila medievale è in equilibrio su una rupe scoscesa a oltre quattrocento metri sul livello del mare e rappresenta una vera rarità di tutta la regione. Il treno ti porta alla stazione di Èze-sur-Mer giù in riva all’acqua, da dove puoi proseguire verso l’alto con l’autobus locale o con una salita a piedi piuttosto impegnativa lungo il celebre Sentiero di Nietzsche, dove il famoso filosofo cercava ispirazione.

Èze stessa è un intricato labirinto di stretti vicoli di pietra che ti conducono inevitabilmente sempre più in alto verso il cielo. Proprio in cima, tra le rovine dell’antica fortezza, si trova lo splendido Jardin Exotique, un giardino botanico pieno di enormi cactus e di svariate piante grasse. La combinazione delle piante spinose in primo piano e dell’infinita distesa blu del mare profondamente sotto di te è semplicemente un’esperienza mozzafiato che non puoi perderti 😅.

💡 Consiglio: Affronta la salita a piedi il prima possibile al mattino oppure più tardi nel pomeriggio, perché i vicoli di pietra intorno all’ora di pranzo si riempiono di turisti e la salita con il caldo estivo è davvero estenuante.

14. La colorata baia di Villefranche-sur-Mer

A soli sette minuti di treno dalla stazione centrale di Nizza ti aspetta un mondo completamente diverso e decisamente più tranquillo. Villefranche-sur-Mer vanta una delle baie naturali più profonde e belle di tutta la costa, che protegge in modo affidabile il paese dal vento forte e dalle onde. Le colorate casette locali scendono a cascata dai pendii ripidi fino all’acqua cristallina, creando una cornice perfettamente fotogenica per i tuoi scatti di vacanza.

Rispetto alla vivace metropoli, Villefranche offre un’atmosfera marittima molto più intima e rilassata. Passeggia lungo l’incantevole lungomare pieno di ottimi caffè e scopri l’affascinante e oscuro vicolo Rue Obscure, parzialmente coperto, che nel Medioevo serviva come sicuro rifugio dalle incursioni dei pirati. La spiaggia locale ha inoltre sassolini molto più fini e sabbia più grossolana, quindi l’ingresso in acqua è qui molto più piacevole e meno doloroso che sulle spiagge di Nizza.

💡 Consiglio: Il paese è piuttosto piccolo, quindi puoi facilmente abbinare la sua visita a una gita alla vicina penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat, costellata di ville di lusso, che si trova proprio di fronte.

Dove andare da Nizza e dintorni

La costa funziona come un’enorme calamita e le possibilità da scoprire sono davvero innumerevoli. Se vai in treno verso ovest, in poco meno di un’ora arrivi alla famosa Cannes, sinonimo di glamour cinematografico, boutique di lusso e ampio lungomare con le palme. Lungo il tragitto fermati sicuramente nella storica Antibes, dove puoi percorrere le antiche mura e visitare l’eccellente museo di Pablo Picasso, ospitato proprio nell’edificio di un antico castello.

Se ti attira esplorare il contesto più ampio di tutta la regione, dai un’occhiata al nostro articolo e guida completa che copre tutta la Riviera Francese. Molti sognano di visitare l’iconica Saint-Tropez, ma qui devo metterti sinceramente in guardia. Nella città non arriva la ferrovia e la strada di accesso d’estate si trasforma in un ingorgo paralizzato, quindi vacci esclusivamente fuori dall’alta stagione, a maggio o settembre. E se preferisci un entroterra più tranquillo con il profumo di lavanda, leggi i nostri consigli per l’incantevole Provenza.

Domande frequenti

Come arrivare dall’aeroporto al centro di Nizza?

La soluzione più rapida ed economica è utilizzare la moderna linea tranviaria L2, che collega entrambi i terminal dell’aeroporto direttamente al centro città. Il viaggio dura circa trenta minuti e il biglietto di sola andata, a poco meno di due euro, lo acquisti comodamente al distributore automatico rosso proprio alla fermata davanti al terminal.

L’acqua del rubinetto è potabile?

Sì, l’acqua del rubinetto è assolutamente sicura e potabile in tutta la Costa Azzurra. Puoi quindi riempire tranquillamente la tua borraccia in hotel e anche dalle numerose fontanelle pubbliche che troverai sparse nei parchi e nelle piazze storiche della città.

Quanto costa mangiare al ristorante?

I prezzi qui sono ovviamente più alti rispetto a quelli che abbiamo a casa. Durante il pranzo conviene cercare il cosiddetto Menu du jour (menù del giorno), che vi costerà tra i 15 e i 25 euro per due portate. Una cena in un normale bistrot senza vino costa invece circa tra i 20 e i 35 euro a persona, mentre per un caffè al banco pagherete circa due euro.

Come funziona in Francia con le mance?

Il conto al ristorante include per legge un supplemento del quindici percento per il servizio (service compris), quindi la mancia è già effettivamente inclusa nel prezzo. Tuttavia è buona abitudine arrotondare l’importo verso l’alto o lasciare sul tavolo qualche moneta. Attenzione, tramite il terminale di pagamento è molto complicato aggiungere la mancia.

Ho bisogno di scarpette da scoglio per la spiaggia?

V Nizza sicuramente sì. L’intera Baia degli Angeli e le spiagge pubbliche adiacenti sono coperte di ciottoli piuttosto grandi e riscaldati dal sole, sui quali camminare a piedi nudi è davvero molto difficile. Le scarpette da scoglio vi risparmieranno un sacco di dolore inutile sia entrando che uscendo dal mare.

Come funzionano i treni regionali TER?

I treni TER attraversano la costa tra Cannes e Mentone in modo molto affidabile circa tre o quattro volte all’ora. I biglietti si possono acquistare nelle macchinette blu in stazione o tramite l’app mobile SNCF, e il biglietto cartaceo va sempre convalidato nell’obliteratrice gialla sul binario prima di salire.

È sicuro a Nizza?

“`htmlnLa città è generalmente molto sicura anche per le passeggiate serali lungo il lungomare. Durante l’alta stagione turistica, però, fate molta attenzione agli abili borseggiatori, soprattutto sui tram affollati provenienti dall’aeroporto o nella calca dei mercati mattutini nel centro storico.n“`

Vulcani in Islanda: Reykjanes attivo, crateri e dove vedere la lava 2026

TL;DRLa zona vulcanica attiva dal 2021 si trova sulla penisola di Reykjanes, dove si sono già registrate dodici eruzioni: Grindavík, evacuata, resta chiusa ai turisti, ma puoi visitare in sicurezza e gratuitamente i campi lavici vicino al vulcano Fagradalsfjall, l’area geotermica di Krýsuvík/Seltún e la fumarola di Gunnuhver. Vedere la lava scorrere non te lo garantisce nessuno, ma il Lava Show a Reykjavík o Vík ti offre l’esperienza assicurata (da 5.900 ISK). Il paesaggio più “marziano” e crudo si trova a nord, presso il lago Mývatn: i campi di Hverir, il cratere Krafla con il lago Víti e il labirinto di lava Dimmuborgir. Le eruzioni sono effusive e quindi non mettono a rischio i voli in arrivo a Keflavík; il periodo migliore per il viaggio va da fine maggio a metà ottobre.

Il vento ti sferza il viso non appena esci per la prima volta dal terminal di Keflavík, e l’aria profuma di terra umida con un lieve sentore di zolfo. Tutt’intorno si stende una pianura infinita di lava grigio-nera ricoperta da uno spesso strato di muschio, tanto da farti sentire come se qualcuno ti avesse appena scaricato su un altro pianeta. È esattamente così che ricordo il nostro arrivo in Islanda con Lukáš, a cavallo tra settembre e ottobre 2018.

Niente approcci graduali: questa terra ti getta subito nel suo mondo grezzo e assolutamente affascinante. Il nostro obiettivo principale allora era la natura e, ovviamente, ci interessava anche vedere come sono i vulcani in Islanda da vicino.

Anche se allora non abbiamo visto la lava scorrere, perché era un periodo più tranquillo, abbiamo vissuto il paesaggio vulcanico e geotermale in tantissimi luoghi. Già il primo giorno passeggiavamo tra pozze gorgoglianti, e quando poi, al nono giorno del nostro road trip, ci trovavamo a nord presso il lago Mývatn, mi sentivo letteralmente su Marte.

Negli ultimi anni però la situazione è cambiata molto, e l’attività vulcanica sulla penisola di Reykjanes riempie praticamente di continuo le prime pagine dei giornali. Dal 2021 la zona vicino all’aeroporto si è risvegliata e le eruzioni si susseguono una dopo l’altra.

In questo articolo troverai una guida completa all’Islanda vulcanica e scoprirai tanti consigli su cosa vedere e fare nelle zone attive. Ti dirò dove trovare i più bei laghetti craterici, come stanno le cose in fatto di sicurezza e perché in realtà non devi temere che un’eruzione ti cancelli il volo di ritorno a casa.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Nessun pericolo per gli aerei: le eruzioni sulla penisola di Reykjanes sono effusive, il che significa che la lava fuoriesce con calma e non si forma cenere vulcanica. L’aeroporto di Keflavík funziona senza restrizioni.
  • Dove vedere le meraviglie geotermali gratis: la zona di Krýsuvík e Seltún (a due passi dall’aeroporto) offre splendide pozze di fango colorate e sorgenti calde.
  • Grindavík evacuata: la cittadina è chiusa ai turisti a causa delle fratture nel terreno ed è severamente sorvegliata; rispettalo e non tentare di entrarci.
  • Il miglior paesaggio vulcanico è a nord: se vuoi vedere il paesaggio lunare, dirigiti al lago Mývatn, attraversa i gorgoglianti Hverir e affacciati sul cratere Víti presso il vulcano Krafla.
  • Nessuno garantisce la lava che scorre: vedere lava fresca dipende da un’enorme fortuna con un’eruzione in corso, ma a Reykjavík puoi andare al Lava Show, dove ti mostrano la lava fusa dal vivo.
  • La sicurezza prima di tutto: prima di qualsiasi escursione nella natura, controlla sempre e assolutamente il sito safetravel.is.

Quando andare e come arrivarci

L’Islanda è una destinazione per tutto l’anno, ma se vuoi goderti un road trip senza lo stress continuo di tormente di neve e strade impraticabili, il periodo migliore è da fine maggio a metà ottobre. Da Roma partono collegamenti diretti stagionali di circa quattro ore, ma un’ottima scelta è anche Icelandair con scalo, con cui puoi sfruttare il fantastico programma Stopover e fare una sosta in Islanda fino a sette notti senza sovrapprezzo sul biglietto quando voli attraverso l’Atlantico.

I voli economici li cerchiamo tradizionalmente su Kiwi, il nostro portale preferito per confrontare i prezzi; fai solo attenzione alle vecchie guide cartacee che spesso menzionano la low cost PLAY Airlines, perché è fallita già nell’autunno del 2025. Se stai pianificando un viaggio per l’agosto 2026, preparati a una vera follia, perché il 12 agosto l’Islanda vivrà un’eclissi solare totale visibile proprio da Reykjavík e Reykjanes, e già da tempo gli alloggi sono esauriti e i prezzi dei voli astronomici.

Per esplorare vulcani e crateri fuori dalla capitale avrai assolutamente bisogno di un’auto, perché i trasporti pubblici fuori dalla metropoli funzionano piuttosto in modo limitato solo in estate. Lukáš e io abbiamo da tempo una buona esperienza con il comparatore DiscoverCars, che usiamo in tutto il mondo. Paga assolutamente qualcosa in più per una buona assicurazione contro i danni alla vernice da cenere e sabbia (SAAP), perché il vento islandese, con la fine polvere vulcanica, può letteralmente sabbiare l’auto fino alla lamiera in pochi minuti.

Tieni inoltre presente che dal 2026 in Islanda vige una nuova tassa chilometrica al posto di quella sul carburante, che per auto e SUV ammonta a 6,95 ISK (circa 0,05 €) per ogni chilometro percorso, e che l’autonoleggio ti addebiterà puntualmente alla riconsegna del veicolo. E un piccolo, ma assolutamente fondamentale consiglio pratico: in Islanda il vento soffia così forte che, se apri con imprudenza la portiera, può strapparla dai cardini, cosa che nessuna assicurazione copre. Perciò parcheggia sempre controvento e tieni la portiera saldamente con entrambe le mani mentre la apri.

Dove alloggiare e quanto costa

La migliore base strategica per esplorare l’Islanda sud-occidentale e l’attiva penisola di Reykjanes è senza dubbio la stessa Reykjavík o le cittadine nelle sue immediate vicinanze. Non temere: l’attuale attività vulcanica non minaccia in alcun modo la capitale, perché le eruzioni avvengono a circa quaranta chilometri di distanza e la lava scorre in valli disabitate.

L’alloggio in Islanda non è mai stato economico e in alta stagione i prezzi salgono ulteriormente, perciò è ideale prenotare tutto con diversi mesi di anticipo.

💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi tramite Booking, prenota per tempo — in stagione e attorno all’eclissi del 2026 spariscono con mesi di anticipo):

Per una decente camera doppia in una guesthouse più semplice con bagno condiviso paghi circa 15.000-20.000 ISK a notte (all’incirca 100-140 €), mentre i classici hotel nel centro di Reykjavík con bagno privato e colazione partono da circa 30.000 ISK (oltre 210 €) a notte.

Booking.com è il nostro motore di ricerca hotel preferito, e soprattutto in Islanda ci è tornato enormemente utile cercare alloggi che dispongono di una piccola cucina condivisa. Cucinando le proprie cene con ingredienti locali si risparmiano infatti soldi enormi, perché mangiare al ristorante taglia dal budget una fetta davvero gigantesca.

Reykjanes attivo: 5 luoghi da non perdere

La penisola di Reykjanes funziona come un enorme laboratorio geologico in diretta, ed è proprio qui che avvengono attualmente le più famose eruzioni vulcaniche islandesi. Da marzo 2021 la zona si è risvegliata a un’incredibile attività e qui si sono già verificate dodici eruzioni vulcaniche, che hanno completamente riscritto le mappe locali.

L’intera penisola si trova proprio sulla frattura dove si allontanano la placca tettonica nordamericana e quella eurasiatica, così la terra qui letteralmente respira, si spacca e in molti punti sibila. Andiamo a vedere i luoghi concreti che puoi ammirare qui in tutta sicurezza.

1. Krýsuvík e Seltún (la favola geotermale)

Quando siamo arrivati in Islanda, già il primo giorno dall’aeroporto ci siamo diretti verso l’area geotermale di Krýsuvík, che sulle mappe è spesso indicata come Seltún e si trova a circa mezz’ora d’auto da Reykjavík. È un luogo assolutamente magico, a due passi dalla strada principale, dove lungo passerelle di legno costruite apposta cammini proprio in mezzo a sorgenti calde e fango gorgogliante.

Abbiamo trascorso lì un’oretta molto piacevole a fotografare e, per la prima volta in assoluto, abbiamo respirato sulla nostra pelle quel tipico odore sulfureo e il vapore sibilante.

Qui la terra gioca con incredibili sfumature di giallo brillante, rosso mattone e verde velenoso, merito dei diversi minerali affioranti e dei minuscoli batteri termofili, per i quali questo ambiente estremo è la casa naturale.

L’ingresso qui è completamente gratuito, l’area è perfettamente accessibile e inoltre non si accalcano tanti pullman pieni di turisti come nel vicino e famoso Golden Circle, così puoi goderti quell’atmosfera islandese grezza in una tranquillità piuttosto piacevole.

2. Gunnuhver e il Ponte tra i continenti

Se esplori in auto la costa occidentale della penisola di Reykjanes, non devi assolutamente saltare la sosta al campo geotermale di Gunnuhver. È un’immensa e sorprendentemente rumorosa fuoriuscita di fango, da cui si alza un vapore così denso che a volte non vedi davvero nemmeno a un passo, e il suono dei gas che sfuggono ricorda a tratti più un jet in fase di decollo.

Secondo un’antica leggenda islandese, qui infesta uno spirito maligno di nome Gudrun, che un astuto prete del posto avrebbe imprigionato per sempre in una sorgente calda, e quando ti trovi lì in quella densa nebbia rumoreggiante, in realtà a queste storie ci credi piuttosto facilmente 😅.

Poco più avanti lungo la strada verso nord trovi il cosiddetto Ponte tra i continenti (Bridge Between Continents), una passerella metallica di circa quindici metri che si inarca elegantemente su una profonda spaccatura sabbiosa nel campo di lava nera.

Collega simbolicamente Europa e Nord America, così puoi letteralmente attraversare di corsa da una massiccia placca tettonica all’altra in appena pochi secondi. È una sosta piuttosto rapida e interessante per sgranchirti le gambe dopo il lungo volo, e per la quale, ancora una volta, non si paga assolutamente alcun ingresso.

3. La evacuata Grindavík e i campi di lava del Fagradalsfjall

Quando oggi i giornali parlano dei vulcani islandesi, la maggior parte delle persone pensa proprio alla zona attorno alla piccola cittadina di pescatori di Grindavík, che fino a poco tempo fa era la casa di poco meno di quattromila abitanti. A causa delle enormi fratture nelle strade e dell’estrema quantità di magma sotto la superficie (a fine maggio 2026 qui hanno misurato un record di oltre 26 milioni di metri cubi), la città ha però dovuto essere completamente evacuata ed è diventata piuttosto una triste città fantasma.

Le autorità qui vietano severamente l’ingresso, tutte le strade d’accesso sono sorvegliate dai soccorritori e la zona è davvero pericolosa per la vita, perciò per favore non cercare in alcun modo di penetrarvi per curiosità e rispetta le chiusure.

Puoi però tranquillamente raggiungere i parcheggi attrezzati presso il vulcano Fagradalsfjall, dove tra il 2021 e il 2023 sono avvenute le primissime eruzioni note. Qui si possono vedere enormi e affascinanti nuovi campi di lava, da cui in certi punti sale ancora un leggero fumo, anche se la lava stessa non scorre più.

Passano di qui percorsi ottimamente segnalati: il più popolare, il sentiero A, misura circa sette chilometri e richiede due o tre ore di salita piuttosto ripida, mentre il più breve sentiero C offre una camminata di circa quattro chilometri, ancora più ripida, verso panorami spettacolari. L’ampio parcheggio ai piedi è a pagamento e la tariffa si salda molto comodamente tramite l’app locale.

4. Blue Lagoon e la tensione vulcanica

L’iconica Blue Lagoon, con la sua splendida acqua azzurro latte, si trova nelle immediate vicinanze della zona vulcanica fortemente attiva di Svartsengi e negli ultimi anni ha vissuto un periodo davvero molto turbolento a causa delle eruzioni vicine. Per via della crescente attività vulcanica i soccorritori locali hanno dovuto evacuarla preventivamente più volte, e ora la devono proteggere enormi terrapieni di nuova costruzione, che hanno il compito di deviare l’eventuale flusso dell’inarrestabile lava.

Il complesso ha un piano di evacuazione ottimamente studiato e dalla primavera del 2026 è stato riaperto in tutta sicurezza in modalità cosiddetta dinamica, ma come visitatore devi semplicemente mettere in conto che la situazione può cambiare da un giorno all’altro in qualsiasi momento e che la tua prenotazione pianificata da tempo potrebbe essere cancellata.

L’acqua nella laguna ha splendidi 37-40 gradi e contiene fango di silice curativo, che puoi spalmarti sul viso come maschera naturale proprio mentre fai il bagno. Il biglietto base ti costa circa 11.990 ISK (poco più di 80 €) e prenotare con settimane di anticipo è oggi una vera necessità.

Un piccolo consiglio pratico per le signore: quell’acqua minerale fa cose meravigliose alla pelle, ma dai tuoi bei capelli tira fuori paglia dura e indomabile per diversi lunghi giorni, quindi spalmali assolutamente con un enorme strato di balsamo prelevato dallo spogliatoio prima di entrare in acqua e raccoglili in alto.

5. Sky Lagoon come alternativa più tranquilla

Se il rischio vulcanico attorno alla Blue Lagoon ti spaventa un po’, o semplicemente non vuoi passare il tempo tra folle massicce di turisti, Reykjavík offre un’alternativa assolutamente fantastica e molto più recente chiamata Sky Lagoon. Si trova a soli pochi minuti d’auto dal centro della capitale, quindi ci arrivi senza problemi, e a differenza del deserto lunare della penisola di Reykjanes offre una splendida piscina a sfioro (infinity pool) che si fonde otticamente in modo perfetto con le fredde acque dell’oceano Atlantico.

L’acqua qui è meravigliosamente cristallina e calda, e l’intero complesso è cinto da scogliere artificiali di basalto scuro e dalle tradizionali case islandesi con il tetto in erba. L’ingresso con il pacchetto base Pure, che include l’assolutamente straordinario rituale islandese in sette passi Skjól, si aggira tra i 12.000 e i 14.000 ISK (all’incirca 85-100 €).

Durante questo rituale, tra le altre cose, ti riscaldi in una sauna a vetri con un’enorme finestra affacciata sull’oceano, attraversi una fredda e rinfrescante nebbiolina e, alla fine, ti scrubbi il corpo con un peeling al sale, il che nel complesso risulta molto più intimo e lussuoso della più celebre Blue Lagoon.

💡 Consiglio: biglietti ed escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene comprarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

Crateri e grotte di lava del sud e dell’ovest

Se l’attività vulcanica ti interessa enormemente ma i vulcani islandesi, proprio per dispetto, non eruttano lava, non devi assolutamente disperare. La parte meridionale e occidentale dell’isola offre un’incredibile quantità di antichi crateri, caldere perfettamente conservate e misteriose grotte sotterranee, che puoi visitare in totale sicurezza e senza timore di un’eruzione improvvisa.

Inoltre un’enorme quantità di essi si trova a perfetta portata di una rilassata gita in giornata dalla capitale.

1. Kerið (il cratere rosso con l’occhio blu)

La sosta al maestoso cratere Kerið è stata una delle nostre primissime grandi emozioni fin dal primo giorno del nostro viaggio islandese. Questo antico cratere vulcanico, la cui età i geologi stimano in oltre tremila anni, ha pareti di un rosso incredibilmente intenso formate da grezza scoria vulcanica, e sul suo stesso fondo giace un laghetto blu brillante e opaco.

Quel contrasto cromatico naturale dal vivo è ancora molto più suggestivo di qualsiasi foto ritoccata su internet, e noi allora abbiamo trascorso lì un sacco di tempo semplicemente osservando in silenzio i riflessi sulla calma superficie dell’acqua.

Puoi passeggiare comodamente lungo tutto il bordo superiore del cratere, da cui si apre un panorama davvero splendido sui dintorni variegati, e poi scendere lungo scale di legno attrezzate fino in fondo, proprio in riva all’acqua.

Kerið si trova sulla popolarissima rotta turistica del Golden Circle e, come una delle poche attrazioni puramente naturali di tutta l’Islanda, ha l’ingresso a pagamento, che attualmente ammonta a 600 ISK a persona (circa 4 €), mentre i bambini fino a dodici anni per fortuna entrano gratis.

2. Le grotte di lava Raufarhólshellir e Vatnshellir

Vuoi vedere con i tuoi occhi cosa succede esattamente in profondità sotto la superficie dopo che vi è passato a grande velocità il magma liquido incandescente? A circa trenta minuti di comoda guida da Reykjavík trovi la popolarissima grotta Raufarhólshellir, un massiccio tunnel di lava lungo chilometri, con pareti minerali dai bei colori e splendide stalagmiti di ghiaccio, che si formano qui naturalmente durante i mesi invernali più freddi.

La visita base di un’ora con una guida locale molto divertente costa circa 8.900 ISK (all’incirca 60 €) e ti porta in sicurezza in luoghi misteriosi dove da solo non ti avventureresti di certo.

Un’altra opzione davvero ottima e un po’ più selvaggia è la grotta Vatnshellir, che si nasconde sulla magica penisola di Snæfellsnes, a ovest del paese, e nella quale si scende con cautela lungo una stretta scala metallica a chiocciola fino alla considerevole profondità di trentacinque metri. L’ingresso qui è, per gli standard islandesi, un po’ più clemente e ammonta a circa 5.400 ISK per un adulto (attorno ai 37 €).

In entrambi i casi all’inizio dell’escursione ti forniscono un casco protettivo con lampada frontale, e devi prepararti al fatto che in profondità sotto terra si mantiene tutto l’anno un freddo davvero sgradevole, quindi non dimenticare assolutamente di portare una calda giacca invernale e i guanti anche in piena estate.

3. Discesa nel cuore del vulcano Þríhnúkagígur

Questo è un vero unicum geologico e in nessun altro posto sull’intero pianeta troverai un’attrazione folle simile. Il vulcano di nome Þríhnúkagígur (prova a pronunciare questo nome tre volte veloci di fila 😁) è verificabilmente spento già da circa quattromila anni, ma la cosa incredibile è che la sua enorme camera magmatica, dopo l’ultima eruzione, non è semplicemente collassata su se stessa, come accade di solito, ma è rimasta perfettamente conservata.

L’agenzia specializzata Inside the Volcano organizza qui, in stagione da maggio a ottobre, affascinanti spedizioni durante le quali una speciale funivia aperta ti cala per ben centoventi metri di profondità proprio dentro l’enorme cuore della terra, che sulle pareti letteralmente brilla di ogni colore immaginabile, dal viola al giallo velenoso fino al rosso intenso.

È un’esperienza estremamente esclusiva e visivamente impressionante, per la quale però paghi anche parecchio, perché il biglietto costa ben oltre 50.000 ISK (più di 340 €) e, a causa della capacità limitata, devi prenotarlo con lunghi mesi di anticipo direttamente tramite il sito ufficiale dell’organizzatore.

L’intera gita ti porta via dall’itinerario circa cinque-sei ore, perché per raggiungere l’imboccatura stessa del vulcano devi prima camminare a piedi per circa tre chilometri su un campo di lava piuttosto grezzo. Nel prezzo enorme della visita è per fortuna inclusa anche la tradizionale zuppa islandese di carne calda per scaldarti subito al ritorno in superficie, ma per esperienza diretta possiamo confermare con gioia che, se lo segnali, ti preparano volentieri in anticipo anche una versione vegetariana di verdure assolutamente ottima ☺️.

4. Il cratere Grábrók a ovest

Se dirigi da Reykjavík verso nord-ovest lungo la strada circolare principale numero uno (Ring Road), fai assolutamente una breve sosta al cratere vulcanico Grábrók. Questo cratere dalla bella forma, che si erge proprio a bordo strada, è il luogo perfetto dove sgranchirti le gambe durante una lunga guida.

Si è formato circa tremila anni fa durante una possente eruzione lineare e oggi è in gran parte ricoperto da un meraviglioso e morbido muschio islandese grigio-verde.

La salita è assolutamente facile e la affrontano anche i bambini piccoli, perché fino alla cima stessa del bordo del cratere portano scale di legno molto ben mantenute, che proteggono la fragile natura dal calpestio.

Dalla cima ti si apre una vista mozzafiato sulla profonda imboccatura del cratere stesso e sull’ampio campo di lava circostante Borgarfjörður; l’intera piccola spedizione ti porta via circa trenta minuti e qui non si paga alcun ingresso.

Mývatn e il nord dell’Islanda: dove ti senti come su Marte

Se durante il tuo viaggio cerchi il paesaggio vulcanico più epico e grezzo in assoluto, devi semplicemente spingerti fino al lontano nord. Quando, durante il nostro road trip autunnale, siamo arrivati il nono giorno nell’ampia area del lago Mývatn, sono rimasta letteralmente senza parole.

Tutt’intorno a noi c’erano profonde spaccature, crateri simmetrici, buchi sibilanti nel terreno ed enormi campi di lava nero pece, che si estendevano fino all’orizzonte. Il vulcano settentrionale di nome Krafla dorme ormai da un po’ tranquillamente, ma i suoi dintorni selvaggi appartengono senza dubbio a uno dei luoghi più interessanti di tutto questo paese nordico.

1. Hverir e Námafjall

L’enorme campo geotermale di Hverir, che si trova proprio ai piedi della colorata montagna Námafjall, lo riconosci con assoluta certezza già da lontano dalle enormi nuvole di vapore che salgono verso il cielo e anche dal molto specifico e piuttosto intenso odore sulfureo, che ricorda fedelmente uova marce.

Non appena però ti abitui a quel bizzarro odore dopo pochi minuti, ti attende un’incredibile passeggiata letteralmente su un paesaggio lunare ricoperto di fango grigio che gorgoglia rumorosamente e di piccoli mucchi di pietre impilate, dai quali, con un sibilo enorme e quasi spaventoso, fuoriesce di continuo vapore bollente dalle profondità della terra.

La terra qui gioca con colori assolutamente incredibili, con la vista dominata dall’ocra intenso e dall’arancione sgargiante, e tutt’intorno alle pericolose fuoriuscite sono costruite, per un buon motivo, basse recinzioni di corda oltre le quali in nessun caso si può assolutamente passare.

La temperatura del fango gorgogliante e del vapore che sfugge è qui davvero estrema, e sprofondare per errore nella terra bollente significherebbe ustioni immediate e pericolose per la vita. L’ingresso vero e proprio nell’area di Hverir è per tutti i visitatori completamente gratuito; solo presso l’ampio parcheggio trovi i moderni distributori automatici per pagare la tariffa di sosta.

2. Il vulcano Krafla e il cratere Víti

A un breve tragitto in auto, dietro la collina rispetto al sulfureo Hverir, si trova l’enorme caldera vulcanica del Krafla e noi allora ci siamo arrivati con Lukáš con un tempo piuttosto freddo e ventoso, il che secondo me ha solo amplificato alla perfezione quell’atmosfera aspra e inospitale dell’intero luogo.

La maggiore attrattiva visiva qui è l’enorme cratere esplosivo di nome Stóra-Víti, formatosi durante un’eruzione straordinariamente massiccia e devastante nel 1724. All’interno di questo maestoso cratere oggi trovi uno straordinario laghetto di un blu opaco, che contrasta in modo incredibilmente netto con le ripide pareti circostanti di un rosso scuro e con le cime innevate in lontananza.

La piacevole passeggiata proprio lungo il bordo superiore del cratere è abbastanza sicura, quando non c’è forte gelo, e ti porta via circa un’ora di cammino lento, mentre le viste sui circostanti infiniti e scuri campi di lava di Leirhnjúkur sono assolutamente fantastiche.

Qui non serve pagare alcun ingresso e poco sotto il vulcano stesso vedrai persino un’enorme e architettonicamente interessante centrale geotermica, che sfrutta molto astutamente l’indomabile forza del vulcano nascosto per produrre energia ecologica per tutta la regione circostante.

3. La città di lava Dimmuborgir

Quasi a portata di sguardo dalla calma superficie del lago Mývatn trovi un’enorme area chiamata Dimmuborgir, che in italiano si traduce piuttosto fedelmente come Castelli Oscuri. E devo dire che questo nome drammatico calza qui alla perfezione e ne cattura l’atmosfera.

È un campo estremamente vasto pieno delle più bizzarre formazioni di lava, alte torri nere, fragili archi e cupe grotte, formatisi oltre duemila anni fa nel momento in cui un enorme lago di lava si è improvvisamente raffreddato e la sua sottile volta è crollata su se stessa con gran fragore.

Proprio attraverso questo labirinto di lava passano sentieri perfettamente curati e ben segnalati con i colori, di diversa difficoltà e lunghezza, così qui puoi trascorrere solo trenta rapidi minuti, ma tranquillamente anche diverse lunghe ore a vagare tra le rocce nere.

Nella ricca mitologia islandese si crede da sempre che il misterioso Dimmuborgir sia il vero portale verso gli inferi stessi e la casa di troll malvagi, e a Natale qui si nasconderebbero furbescamente dalle persone i famosi e dispettosi elfi natalizi islandesi, che in inglese si chiamano Yule Lads.

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4. Il cratere esplosivo Hverfjall

Quando sarai al Mývatn, alla tua attenzione non sfuggirà di certo il perfetto e gigantesco cono di cenere vulcanica nera, che si erge maestoso sull’intero lago e ricorda un’enorme ciambella che qualcuno ha appoggiato lì così. Questo cratere esplosivo simmetrico porta il nome di Hverfjall e rappresenta una delle migliori e più rapide possibilità in Islanda di salire in cima a un vulcano davvero grande senza bisogno di una guida o di attrezzatura alpinistica speciale.

La salita lungo il sentiero di ghiaia attrezzato mette un po’ alla prova le cosce, ma la ripida ascesa vera e propria dura solo dieci-quindici minuti, quindi la affronta ogni viaggiatore mediamente in forma.

In cima ti si apre una vista mozzafiato nella gigantesca conca nera del cratere stesso, il cui diametro misura oltre un chilometro, e puoi passeggiare lungo tutto il suo bordo superiore, da cui si gode una splendida vista circolare su tutta l’area del lago Mývatn, e anche questo, di nuovo, completamente senza pagare alcun ingresso.

💡 Consiglio: biglietti ed escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene comprarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

Fuoco e ghiaccio: altre esperienze indimenticabili tra gli elementi

L’Islanda di certo non parla solo di lava e fuoco, ma soprattutto dell’affascinante e incessante scontro tra due elementi naturali estremi, perché circa l’undici percento della superficie di tutta l’isola è coperto da massicci e antichi ghiacciai.

Vedere una tale enorme massa di ghiaccio da lontano dall’auto è una bella esperienza, ma starci sopra, sentire quel gelo onnipresente e udire con le proprie orecchie come sotto di te il ghiacciaio si spacca e respira in continuazione, è tutt’altro campionato di viaggio, che non dovresti lasciarti sfuggire.

1. Camminata sui ghiacciai Sólheimajökull e Skaftafell

La regola fondamentale e assolutamente critica, su cui qui non si transige, recita: su nessun ghiacciaio, mai e in nessun caso, vai da solo senza un’esperta guida locale, perché sotto il sottile e allettante strato di neve si nascondono crepacci profondi decine di metri e mortalmente pericolosi. Le escursioni glaciali più accessibili e popolarissime le trovi lungo tutta la costa meridionale, e la più frequente in assoluto è quella verso la bella lingua di ghiaccio Sólheimajökull, che si trova a sole due ore d’auto da Reykjavík e dove il ghiaccio è affascinantemente intrecciato di strisce nere di cenere vulcanica delle eruzioni storiche.

La seconda opzione, ancora un po’ più drammatica, è l’ampio ghiacciaio Skaftafell nel più lontano sud-est, dove davanti a te la massa di ghiaccio si apre in una scala ancora più monumentale e offre viste mozzafiato sulla valle verde.

Per un’escursione base con attrezzatura, che di solito richiede tre-cinque ore con un’ora e mezza netta di gelo passata sul ghiaccio, paghi presso le agenzie locali a partire da 12.000 ISK (attorno agli 85 €), e la guida ti presta in anticipo casco di sicurezza, imbrago, ramponi affilati per gli scarponi e piccozza da alpinismo.

2. Le grotte di ghiaccio sotto il ghiacciaio Katla

Entrare nel gelido cuore di un ghiacciaio e lasciarsi circondare da ogni parte da ghiaccio cristallino e di un blu intenso è tra le esperienze più iconiche in assoluto che ti puoi concedere in Islanda, ma per le grotte blu naturali devi azzeccare la giusta stagione invernale, altrimenti a causa dell’acqua di fusione non ci entri proprio dentro.

Se però viaggi in estate e vuoi assolutamente vedere una grotta di ghiaccio, l’unica opzione naturale disponibile sono le selvagge grotte nascoste sotto il possente ghiacciaio Katla, vicino alla cittadina di Vík, che grazie alla loro particolare posizione sono accessibili con guida tutto l’anno.

Non aspettarti però quel colore blu brillante e sovraesposto che conosci dalle popolari foto su Instagram dei viaggiatori invernali. Il ghiaccio del Katla è infatti massicciamente mescolato a cenere vulcanica nero pece, così l’intera grotta risulta molto più cupa, tetra e drammatica, come se ti fossi improvvisamente ritrovato nelle scenografie di un film sci-fi ambientato su un altro pianeta inospitale.

3. Snorkeling nella frattura tettonica Silfra

Anche se può suonare come una vera follia — infilarsi volontariamente in muta in acqua che anche in piena estate ha una temperatura di appena due-quattro gradi Celsius — lo snorkeling nella frattura di Silfra, all’interno del parco nazionale di Þingvellir, è tra i migliori siti di immersione al mondo.

Si tratta infatti di una stretta e profondissima frattura tettonica situata esattamente tra la placca litosferica nordamericana e quella eurasiatica, così durante la nuotata ti ritrovi letteralmente in un vuoto acquatico tra due enormi continenti.

L’acqua gelida arriva qui in lunghi decenni attraverso i campi di lava sotterranei dal ghiacciaio Langjökull in scioglimento, motivo per cui subisce una filtrazione così estrema da essere assolutamente cristallina, e la visibilità sott’acqua supera senza problemi i cento metri tondi.

Non temere di congelarti fino all’osso in un minuto, perché dall’agenzia ricevi una muta stagna (dry suit) con cui galleggerai in superficie come un enorme omino Michelin; per questa esperienza di circa due ore pagherai all’incirca 145 USD a persona.

4. Avvistamento delle balene a Húsavík

Vedere un alto getto d’acqua dallo sfiatatoio e poi l’enorme coda scura che si immerge elegantemente nelle profondità dell’oceano è il sogno realizzato di tantissime persone, e l’Islanda per fortuna rappresenta il vertice assoluto europeo nell’avvistamento di balene selvatiche in libertà. L’alta stagione va da aprile a ottobre, con il picco assoluto nei lunghi mesi estivi da giugno ad agosto, quando il mare è piuttosto calmo e pieno di cibo.

Se ti stai chiedendo dove andare a caccia di questi giganti gentili, dirigiti direttamente a nord dell’isola, nella piccola cittadina di pescatori di nome Húsavík, giustamente soprannominata la capitale delle balene di tutta l’Europa.

La fredda baia locale di Skjálfandi è infatti in stagione incredibilmente ricca di plancton nutriente e piccoli pesci, il che attira qui in modo affidabile un’enorme quantità di diverse specie di cetacei, dalle graziose specie più piccole ai possenti megattere, così che le probabilità di avvistarli qui sfiorano quasi la certezza al cento percento.

Esperienza garantita: dove vedere la lava anche quando il vulcano dorme

Molti pensano che, arrivando nell’Islanda vulcanica, vedranno lava rosseggiante fuoriuscire dai crateri letteralmente a ogni passo della gita. Purtroppo la verità è che catturare con i propri occhi un’eruzione sicura in corso richiede un’enorme fortuna, un tempismo perfetto e spesso anche una buona dose di casualità, perché i vulcani, semplicemente, fanno quel che gli pare.

Se proprio in questo momento non stai seguendo in diretta le notizie di eruzioni improvvise e la lava sulla penisola di Reykjanes non scorre da nessuna parte, esistono luoghi assolutamente straordinari dove puoi goderti a pieno questo affascinante spettacolo bollente lo stesso.

1. Lava Show a Reykjavík e Vík

Se non vuoi affatto affidarti all’imprevedibile umore di madre natura e rischiare la delusione, allora una vera necessità turistica per te è la visita del fantastico Lava Show. I proprietari di questo progetto islandese unico hanno ideato un modo sicuro per fondere, nella penombra di una piccola arena teatrale, vera sabbia vulcanica scura fino a incredibili 1.100 °C e poi lasciarla scorrere in modo drammatico in una canaletta rossa proprio davanti agli occhi stupiti degli spettatori.

Vedi quella pesante massa magmatica liquida, senti con le tue orecchie come, raffreddandosi, crepita e sibila forte, e soprattutto avverti fisicamente quel calore radiante travolgente, che ti colpisce all’istante in faccia e ti costringe a toglierti la giacca.

L’esperienza di questo spettacolo incandescente dura poco meno di un’ora e una guida locale ben formata spiega tutto l’essenziale sui vulcani islandesi in modo molto spiritoso, personale e coinvolgente.

Questo popolare Lava Show puoi attualmente visitarlo o direttamente nel centro della capitale Reykjavík (dove il biglietto per adulti costa 6.590 ISK), oppure nell’iconica cittadina di Vík sulla ventosa costa meridionale (a un più economico 5.900 ISK, all’incirca 40 €). Secondo entrambi noi è una vera bomba e, dal mio punto di vista, è senza dubbio una delle migliori attrazioni a pagamento di tutta l’isola.

2. Lava Centre a Hvolsvöllur

Se durante il road trip ti spingi lungo il lungo tragitto sulla costa meridionale verso le più famose e fotogeniche cascate Seljalandsfoss e Skógafoss, con ogni probabilità imbatterai proprio a bordo della strada principale nel villaggio di Hvolsvöllur, dove sorge il molto interessante e moderno edificio del Lava Centre.

È un enorme e architettonicamente curato museo interattivo interamente dedicato alla complessa geologia e vulcanologia, dove grazie a visualizzazioni a colori di altissimo livello puoi osservare nel dettaglio i sistemi di camere magmatiche attive che pulsano sotto tutta l’Islanda.

È una sosta estremamente istruttiva e ottima soprattutto quando fuori infuria la tempesta, piove e soffia un gelido vento poco ospitale, cosa che nell’imprevedibile sud islandese capita piuttosto spesso. Nel museo in penombra capirai finalmente per bene perché tutto il paese trema così forte in continuazione, cosa scatena esattamente le eruzioni e come funzionano in realtà le temute esplosioni di vulcani nascosti in profondità sotto i possenti ghiacciai.

Sicurezza vulcanica: 5 regole per sopravvivere

La natura aspra e indomita in Islanda di certo non è solo una scenografia gradevole per belle foto sui social, ma una realtà quotidiana inflessibile, e con i vulcani non si scherza mai davvero. Gli islandesi sono perfettamente preparati a ogni eventuale eruzione vulcanica, hanno squadre di soccorso di altissimo livello e sistemi informativi perfettamente funzionanti, così che, se segui ciecamente le loro indicazioni, sei al sicuro assoluto anche durante un’eruzione attiva.

Solo che i turisti entusiasti a volte hanno la falsa sensazione di essere semplicemente immortali. Ecco le regole base di sopravvivenza che non devi ignorare a nessun costo.

1. Segui i siti ufficiali

Questo consiglio rappresenta il mantra assoluto di ogni road trip sicuro in Islanda e dovresti prenderlo a cuore. Prima ancora di avviare l’auto al mattino e metterti in viaggio, apri sempre sul telefono la pagina delle squadre di soccorso Safetravel.is. Vi troverai immediatamente tutti gli avvisi contrassegnati a colori su vento forte, tempeste in arrivo ed eventuali eruzioni in corso e chiusure.

Per un monitoraggio davvero dettagliato dell’attività vulcanica e sismica sotto la superficie si presta inoltre ottimamente l’ufficiale Ufficio meteorologico islandese (Vedur.is), dove trovi mappe dei terremoti costantemente aggiornate in tempo reale, così sai dove la terra trema proprio di più in quel momento.

2. I gas velenosi invisibili

Quando è in pieno corso un’eruzione lineare e la lava scorre nella valle, il pericolo più grande e insidioso in assoluto non è la massa incandescente che scorre lentamente (a quella riesci comodamente a scappare anche a piedi), ma ciò che l’occhio non vede affatto. Dalle fresche fratture vulcaniche si libera in grandi quantità anidride solforosa (SO2) e una serie di altri gas velenosi, che sono decisamente più pesanti dell’aria normale, così che si accumulano inosservati nelle valli profonde e negli avvallamenti naturali.

Se per di più non soffia il tradizionale forte vento islandese, che li disperderebbe misericordiosamente sopra l’oceano, queste sacche di gas possono essere mortalmente pericolose per i turisti. Le autorità locali monitorano perciò di continuo e con cura l’attuale qualità dell’aria e gli eventuali rischi sul sito specializzato Loftgaedi.is, che dovresti assolutamente avere salvato tra i preferiti del tuo browser.

3. Non avvicinarti mai alla lava da solo

Se un giorno in Islanda avrai la fortuna di raggiungere, per una via ufficialmente autorizzata e sicura, un luogo con un campo di lava del tutto fresco e ancora fumante, non essere assolutamente troppo curioso e temerario. La superficie della lava appena fuoriuscita all’aria fredda diventa nera e si indurisce piuttosto in fretta, ma non farti ingannare: sotto quella crosta sottile e straordinariamente fragile si nasconde ancora, in sacche, magma liquido incandescente a un’incredibile temperatura di circa mille gradi Celsius.

Sprofondare con un piede anche solo in una piccola sacca del genere significa una fine rapida e assolutamente fatale, con ustioni incompatibili con la vita, perciò non camminare mai in vita tua sui nuovi campi di lava da solo e resta sempre solo sui sentieri battuti, segnati ed esaminati dagli esperti.

4. Rispetta le chiusure e la polizia

Il servizio di soccorso islandese di fama mondiale, chiamato ICE-SAR, è in gran parte composto da incredibilmente altruisti volontari locali, che esclusivamente nel proprio tempo libero salvano turisti impreparati dalle situazioni peggiori e più pericolose immaginabili. Se le autorità statali o la polizia bloccano all’improvviso una certa strada e proclamano fulmineamente l’evacuazione o la chiusura di una determinata zona vulcanica, credimi, hanno un ottimo e fondato motivo geologico e di certo non vogliono rovinarti la costosa vacanza così, per noia.

Non tentare perciò di aggirare di nascosto le stradine sorvegliate o di trovare di notte un varco nei blocchi, perché questi soccorritori locali in Islanda hanno cose davvero migliori e più importanti da fare che rischiare inutilmente la propria salute e la vita per qualcuno che aveva assolutamente bisogno, a ogni costo, di una foto del vulcano incandescente per il suo Instagram.

5. Attento al vento islandese e alle portiere dell’auto

Anche se non è del tutto collegato ai vulcani, questo è uno dei rischi più sottovalutati di tutta l’Islanda, che può malamente distruggere il tuo budget di viaggio. Il vento islandese ha una forza assolutamente brutale, e se durante una sosta presso qualche attrazione naturale apri con imprudenza e di scatto la portiera dell’auto tutta spalancata, una forte raffica te la può letteralmente strappare dai cardini in un secondo o piegarla al punto da non riuscire più a chiuderla (si chiama door-ripping).

È estremamente importante sapere che assolutamente nessuna assicurazione dell’autonoleggio copre questo specifico danno meccanico, perciò ogni volta che scendi, specialmente nelle pianeggianti zone del sud, parcheggia sempre meglio con il muso dell’auto rivolto direttamente controvento e tieni la portiera, a ogni apertura, davvero molto salda con entrambe le mani.

Dove mangiare (senza rovinare il budget)

La gastronomia sull’isola è davvero un grande capitolo a sé, e i conti finali nei ristoranti locali sanno far male parecchio anche ai viaggiatori più temprati. Comunemente si dice che il piatto caldo più economico in assoluto di tutta la città sia il famoso hot dog islandese, ovvero la pylsa con cipolla croccante e senape dolce, che compri al piccolo chiosco rosso Bæjarins Beztu Pylsur a due passi dal porto.

Lo paghi simpatici 820 ISK (circa 6 €) e i locali ne fanno una gran cosa, così come i più audaci consumano il tradizionale squalo fermentato hákarl con uno shot del celebre liquore al cumino Brennivín (noto come Morte Nera) o il denso sformato di pesce plokkfiskur.

Poiché però io e Lukáš da tempo mangiamo entrambi senza carne e lo squalo fermentato non ci attira affatto, non ci lanciamo semplicemente in queste specialità locali di origine animale e cerchiamo piuttosto di proposito ottime alternative vegetariane locali.

La nostra salvezza quotidiana assoluta, specialmente durante i lunghi spostamenti attorno ai vulcani e agli infiniti campi di lava, si chiama supermercato Bónus, che riconosci già da lontano con sicurezza dal logo giallo molto vistoso con un piccolo maialino rosa (in alternativa usiamo anche i negozi Krónan o Nettó).

Hanno di gran lunga i migliori prezzi degli alimentari: lì compriamo di continuo scorte economiche di formaggi, chili del nostro amato hummus, dell’ottimo pane di segale dolce rúgbrauð e soprattutto enormi cumuli del tradizionale e denso yogurt skyr, del quale in pratica siamo vissuti felici per buona parte del nostro primo e degli altri road trip.

Quando poi, dopo un’intera giornata di gelo, vogliamo darci alla pazza gioia a Reykjavík e riposarci, andiamo con entusiasmo a gustare una fantastica pizza profumata di legna nell’accogliente locale PizzaRé o nella moderna ma rinomata pizzeria Flatey, dove hanno in menu varianti vegetariane assolutamente perfette con formaggi freschi e verdure (una grande pizza croccante lì costa circa 3.500 ISK, all’incirca 25 €), e adoriamo anche i localini nascosti asiatici e indiani come Himalayan Spice, dove in quei geli ci hanno cucinato il miglior e più denso dal con ceci a chilometri di distanza.

E ricorda una regola d’oro: l’acqua del rubinetto in Islanda è una delle più pulite e buone al mondo, quindi l’acqua in bottiglia di plastica qui la comprano davvero solo i matti totali! Fai solo bene attenzione, al lavandino, all’acqua calda del rubinetto, perché quella viene riscaldata direttamente da pozzi geotermali e sa piuttosto forte di zolfo, quindi per bere versa sempre nella borraccia solo quell’acqua gelida e cristallina.

Dove andare dopo in Islanda

Se hai già mappato il sud e i vulcani ti hanno entusiasmato, l’isola ha ancora un’enorme quantità di cose da offrire. Prova a leggere le nostre altre guide e pianifica il viaggio nei dettagli:

Domande frequenti

È sicuro volare in Islanda quando si parla di eruzioni vulcaniche?

Assolutamente sì, la paura di una paralisi dei voli è del tutto infondata. Le eruzioni nella penisola di Reykjanes sono fortunatamente di tipo effusivo, il che in pratica significa che la lava incandescente fuoriesce in modo relativamente tranquillo dalle fessure nel terreno, senza formare quelle u003cstrongu003eenormi nubi esplosiveu003c/strongu003e di cenere vulcanica. È proprio la cenere, infatti, l’unica cosa che mette a rischio diretto i motori degli aerei (come è successo nel 2010 con la famosa eruzione del vulcano nascosto sotto il ghiacciaio Eyjafjallajökull). Grazie a questo, l’u003cstrongu003eaeroporto di Keflavíku003c/strongu003e funziona regolarmente tutto il tempo e nessuna eruzione avvenuta dal marzo 2021 ha mai causato la cancellazione del traffico aereo.

Posso vedere da qualche parte la lava che scorre dal vivo?

In natura solo se avrete un’enorme fortuna con i tempi e capiterete proprio durante un’eruzione fessurale sicura, alla quale le autorità di emergenza permettono legalmente l’accesso alle persone. Dipende davvero dal caso e per la maggior parte del tempo a Reykjanes si vedono u0022solou0022 campi di lava u003cstrongu003eappena solidificati e leggermente fumantiu003c/strongu003e, seppur impressionanti, che non scorrono più. Se volete vedere il magma liquido incandescente con assoluta certezza e in totale sicurezza, è meglio comprare un biglietto per il sorprendente Lava Show a Reykjavík o a sud a Vík.

La famosa Blue Lagoon è attualmente aperta ai turisti?

Dall’inizio di marzo 2026 la Blue Lagoon è nuovamente operativa e sicura per i visitatori, tuttavia funziona in un cosiddetto regime dinamico dipendente dagli allarmi sismici. Attorno ad essa è stata costruita in tutta fretta una robusta barriera protettiva contro la lava, ma poiché l’area si trova proprio nella u003cstrongu003ezona di rischio attivau003c/strongu003e vicino al vulcano Svartsengi, può capitare che occasionalmente i soccorritori la chiudano temporaneamente e in via del tutto preventiva in caso di aumento del rischio sismico. Lo stato attuale e la possibilità di fare il bagno vanno quindi sempre verificati direttamente sul u003ca href=u0022https://www.bluelagoon.com/u0022 target=u0022_blanku0022 rel=u0022nofollow noopeneru0022u003esito ufficiale della Blue Lagoonu003c/au003e.

La capitale Reykjavík o la cittadina di Grindavík sono in pericolo?

Reykjavík si trova a una distanza sicura di circa quaranta chilometri dal luogo principale delle eruzioni e grazie alla conformazione favorevole del terreno è completamente al sicuro, quindi non c’è assolutamente nulla da temere e potete esplorare tranquillamente le sue stradine. La piccola cittadina di Grindavík con i suoi quasi quattromila abitanti purtroppo non ha avuto la stessa fortuna, perché si trova proprio sulla linea di faglia minacciata. È stata evacuata a lungo termine già alla fine del 2023 e a causa delle enormi crepe profonde nelle strade e del u003cstrongu003erischio reale di cedimento mortale del suolou003c/strongu003e, l’accesso libero è severamente vietato dalle autorità.

Dove posso trovare un bellissimo paesaggio vulcanico gratuitamente, anche quando non c’è un’eruzione in corso?

Nella penisola attiva di Reykjanes vicino all’aeroporto andate sicuramente nella zona geotermica dai bellissimi colori di Krýsuvík/Seltún, visitate la sorgente di fango bollente e rumorosa Gunnuhver o attraversate il piccolo Ponte tra i continenti. Se poi viaggiate in auto fino al lontano nord dell’Islanda, l’area più u0022alienau0022 e spettacolare è quella u003cstrongu003eintorno al lago Mývatnu003c/strongu003e, e in particolare il campo sulfureo di Hverir, l’area intorno al vulcano Krafla e il labirinto oscuro di Dimmuborgir. Tutti questi meravigliosi e selvaggi luoghi naturali hanno ingresso completamente gratuito tutto l’anno e non si paga alcun biglietto.

Come faccio a capire sul posto se sono a rischio di gas pericolosi provenienti dal vulcano?

I gas vulcanici mortalmente pericolosi e completamente invisibili ad occhio nudo, come il diossido di zolfo (SO2), possono apparire insidiosamente nelle vicinanze dei campi lavici attivi e, poiché sono più pesanti dell’aria normale, si accumulano silenziosamente nelle valli profonde e nelle depressioni del terreno. La direzione attuale del vento e la concentrazione precisa di questo pericoloso inquinamento atmosferico sono fortunatamente costantemente monitorate e valutate dall’agenzia islandese per la protezione dell’ambiente, quindi per la u003cstrongu003evostra sicurezzau003c/strongu003e prima di ogni escursione nell’area vulcanica controllate sempre attentamente i dati aggiornati all’indirizzo u003ca href=u0022https://loftgaedi.is/u0022 target=u0022_blanku0022 rel=u0022nofollow noopeneru0022u003eLoftgaedi.isu003c/au003e.

È possibile scendere direttamente nel cratere profondo di un enorme vulcano in Islanda?

Sì, è possibile, e in un modo incredibilmente unico! Il vulcano spento e molto antico Þríhnúkagígur vicino alla vivace Reykjavík offre ai turisti, unico al mondo, la possibilità di scendere con un piccolo ascensore direttamente nella sua enorme e fantasticamente colorata camera magmatica. Si tratta però di un’u003cstrongu003eesperienza di viaggio assolutamente premium e piuttosto costosau003c/strongu003e (con un prezzo superiore a 50.000 ISK), che è accessibile al pubblico solo nell’alta stagione estiva da maggio a fine ottobre a causa del terreno impervio e richiede assolutamente una prenotazione online con molti mesi di anticipo.

Vesterålen, Norvegia: 6 cose da vedere e fare

TL;DRLe Vesterålen, l’arcipelago a nord delle Lofoten in Norvegia, offrono paesaggi altrettanto spettacolari ma con molti meno turisti. Tra i 6 consigli principali c’è il safari alle balene da Andenes (capodogli tutto l’anno, orche e megattere in inverno da novembre a gennaio, prezzo intorno a 1.300–1.500 corone norvegesi), l’osservazione delle pulcinelle di mare sull’isola di Bleiksøya vicino al villaggio di Bleik, la panoramica Strada Turistica Nazionale di Andøya (58 km) e l’ex villaggio di pescatori abbandonato di Nyksund, oggi colonia di artisti. Completano il quadro il vivace porto di Stø con il sentiero Dronningruta (15 km, 5–8 ore di cammino) e il museo Hurtigruten a Stokmarknes. Il periodo migliore va da giugno ad agosto per escursioni e birdwatching, oppure da novembre a gennaio per le orche e l’aurora boreale.

Se stai pianificando un viaggio nel nord della Norvegia in cerca di paesaggi mozzafiato, avrai sicuramente già sentito parlare delle famose isole Lofoten. Subito a nord di esse si trova però l’arcipelago delle Vesterålen, in Norvegia, che offre scenari molto simili e altrettanto drammatici, ma con un’enorme differenza. Mentre le isole vicine scoppiano d’estate sotto l’assalto dei turisti, qui troverai la pace tanto agognata e un’atmosfera nordica molto più autentica, senza interminabili code di camper.

Questa regione più verde e leggermente meno montuosa è un vero paradiso per gli amanti della fauna selvatica, perché proprio da qui partono i migliori safari alle balene di tutta Europa. Puoi osservare maestosi capodogli tutto l’anno e nei mesi invernali le baie si riempiono di orche, che arrivano qui inseguendo enormi banchi di aringhe. Oltre ai cetacei, ti aspettano pittoreschi villaggi di pescatori, spiagge di sabbia bianca e affascinanti scogliere ricche di simpatici pulcinella di mare.

Il vantaggio più grande è che puoi collegare facilmente le due aree durante un’unica vacanza, perché si susseguono senza soluzione di continuità grazie a un sistema di ponti e tunnel. Ho preparato per te una guida dettagliata in cui scopriamo le cose più interessanti da vedere e fare alle Vesterålen, così potrai pianificare il tuo viaggio in Norvegia esattamente come desideri, tenendo conto dei prezzi stimati per il 2026.

Riassunto

  • Alternativa più tranquilla: le Vesterålen si trovano a nord delle Lofoten e offrono un paesaggio altrettanto bello con un minimo di turisti.
  • Capitale delle balene: la cittadina di Andenes è il punto di partenza per l’avvistamento di capodogli e orche.
  • Isole degli uccelli: vicino al villaggio di Bleik trovi le scogliere dove nidificano migliaia di adorabili pulcinelle di mare.
  • Guida panoramica: la strada turistica nazionale di Andøya è una delle più belle della Norvegia.
  • Storia abbandonata: il villaggio di Nyksund un tempo era completamente abbandonato, oggi è un affascinante centro artistico.
  • Collegamenti facili: verso sud raggiungi comodamente le Lofoten lungo la strada E10, verso nord c’è il traghetto estivo per l’isola di Senja.

Quando andare alle Vesterålen

Pianificare un viaggio oltre il Circolo Polare Artico dipende sempre da cosa vuoi vivere esattamente, perché ogni stagione qui offre uno spettacolo completamente diverso. Se il tuo obiettivo principale sono il trekking e l’osservazione dei pulcinella di mare, il periodo ideale è l’estate norvegese, ovvero i mesi da giugno a fine agosto. In estate vivrai inoltre l’affascinante sole di mezzanotte, che alle Vesterålen dura all’incirca da fine maggio a metà luglio: la luce non scompare mai e potrai esplorare il paesaggio anche alle due di notte in pieno sole. Le temperature estive si aggirano per lo più tra i dieci e i quindici gradi, quindi anche a luglio conviene mettere in valigia buoni strati di abbigliamento e una giacca impermeabile.

Per chi invece sogna un incontro con orche o megattere, la scelta migliore è la stagione invernale, tipicamente da novembre a fine gennaio. In questo periodo nei fiordi locali si radunano enormi banchi di aringhe, che questi predatori marini seguono senza errori, quindi le possibilità di avvistarli dal ponte di una barca sono altissime. I mesi invernali portano sì il buio della notte polare da fine novembre a metà gennaio, ma la ricompensa è un’ottima probabilità di osservare la magica aurora boreale. Grazie all’influenza della Corrente del Golfo, qui gli inverni non sono affatto rigidi come nell’entroterra e sulla costa le temperature restano sorprendentemente spesso solo intorno allo zero.

I mesi primaverili e autunnali risultano insidiosi a causa delle frequenti piogge e del forte vento, ma se ami le atmosfere malinconiche e non ti dispiace bagnarti ogni tanto, sarai ricompensato da strade deserte. Tieni però presente che molti servizi turistici e le caffetterie più piccole, fuori dall’alta stagione estiva e invernale, riducono gli orari di apertura, quindi è necessario pianificare il viaggio con un po’ più di attenzione. D’altra parte, l’autunno tinge la bassa vegetazione locale di splendide sfumature di rosso e oro, creando condizioni davvero da sogno per fotografare il paesaggio nordico.

Dove alloggiare alle Vesterålen

L’arcipelago è piuttosto esteso, perciò è strategico scegliere l’alloggio in base a ciò che intendi fare nei vari giorni, per non passare ore in auto. Se il tuo obiettivo principale è l’osservazione delle balene e l’esplorazione della parte settentrionale, la base ideale è la cittadina di Andenes, da cui salpa la maggior parte delle imbarcazioni e dove trovi tutti i servizi. Qui ti consiglio caldamente il rinomato Thon Hotel Andrikken, che offre colazioni davvero abbondanti e si trova a comoda distanza a piedi dal porto e dal centro delle balene. I prezzi a notte per due persone in alta stagione si aggirano intorno ai 160-220 €.

Per gli amanti della storia e delle atmosfere drammatiche, un’esperienza assolutamente unica è pernottare nel villaggio rinato di Nyksund, raggiungibile tramite un’avventurosa strada sterrata. Qui si trova l’incantevole alloggio Nyksund Ekspedisjonen, ospitato in edifici storici proprio in riva all’acqua, che ti immerge nell’autentica atmosfera dei vecchi tempi della pesca. È un luogo estremamente tranquillo, dove al mattino senti solo il grido dei gabbiani e lo sciabordio delle onde contro i pali di legno, il che lo rende una tappa molto romantica per le coppie. Ti consiglio di andare la sera al ristorante locale per un’ottima pizza vegetariana o una calda zuppa di formaggio, che ti scalda piacevolmente dopo una giornata all’aperto.

Se invece cerchi un punto di partenza pratico in posizione centrale, da cui poter fare facilmente escursioni in tutte le direzioni, la città di Stokmarknes o la vicina Sortland sono perfette. A Stokmarknes trovi il moderno Vesterålen Kysthotell, che offre ogni comfort, ottimi servizi ed è perfettamente collegato alle principali arterie stradali della regione. Qualunque località tu scelga, o anche la tipica casetta rossa dei pescatori chiamata rorbu, prenota l’alloggio per i mesi estivi tramite Booking con largo anticipo, perché le disponibilità nel nord della Norvegia sono piuttosto limitate e le offerte migliori spariscono già in primavera.

6 cose da vedere e fare alle Vesterålen

Il nord della Norvegia è un immenso parco giochi per gli amanti della natura e l’arcipelago delle Vesterålen non fa eccezione, solo che qui avrai molto più spazio tutto per te. Dall’osservazione di giganteschi cetacei fino alle strade tra le scogliere, qui troverai esperienze che ti resteranno impresse nella memoria per tutta la vita. Scopriamo insieme sei luoghi e attività concrete che non dovrebbero assolutamente mancare nel tuo itinerario.

1. Safari alle balene da Andenes

Se c’è un motivo principale per cui la gente si spinge fino all’estremo nord delle Vesterålen, è senza dubbio l’osservazione delle balene, che qui raggiunge un livello mondiale e difficilmente trova concorrenza. La cittadina di Andenes si trova sull’isola di Andøya, molto vicino al bordo della piattaforma continentale, dove il fondale marino precipita ripidamente verso enormi profondità e crea condizioni ideali per i cetacei delle profondità. Proprio qui arrivano tutto l’anno enormi maschi di capodoglio per nutrirsi di calamari nei canyon profondi sotto la superficie, garantendo un tasso di avvistamento quasi del cento per cento.

La maggior parte delle escursioni inizia con una visita di circa un’ora al museo del centro locale delle balene, l’Hvalsenteret, dove i biologi marini ti illustrano in dettaglio la vita di questi mammiferi, prima ancora di salire a bordo. La traversata vera e propria dura di solito dalle due alle quattro ore e tende a essere piuttosto ondeggiante, perché presto lascerai i fiordi protetti e ti spingerai in mare aperto, quindi non dimenticare di prendere per tempo le pastiglie contro il mal di mare. Il vantaggio delle escursioni organizzate è la cosiddetta garanzia balene, grazie alla quale ricevi un biglietto gratuito per un’altra uscita nel caso eccezionale in cui gli animali non si facciano vedere.

Nei mesi invernali, inoltre, il fulcro dell’interesse si sposta più all’interno dei fiordi, dove inseguendo gli enormi banchi di aringhe arrivano centinaia di orche e maestose megattere. Vedere con i propri occhi come questi predatori intelligenti collaborano nella caccia in mezzo a montagne innevate è un’esperienza assolutamente indimenticabile. Le escursioni si esauriscono rapidamente, quindi prenotale sempre con largo anticipo tramite piattaforme come GetYourGuide; per il 2026 calcola un prezzo intorno ai 130 € a persona.

2. Strada turistica nazionale di Andøya

La Norvegia è famosa per le sue strade panoramiche e il tratto lungo la costa occidentale dell’isola di Andøya fa parte delle diciotto strade turistiche nazionali ufficiali che devi assolutamente percorrere. Questo percorso di circa cinquantotto chilometri collega il villaggio di Bjørnskinn con la cittadina di Andenes a nord e offre panorami mozzafiato sul Mare di Norvegia, candide spiagge di sabbia e ripide montagne rocciose. Guidare lungo questa strada è di per sé un’enorme esperienza e vale la pena dedicarle tranquillamente mezza giornata, perché vorrai fermarti di continuo per fotografare gli scenari.

Durante il tragitto noterai uno splendido contrasto tra le rocce aspre e ricoperte di muschio e l’acqua color turchese, che nelle giornate di sole ricorda spesso più i Caraibi che una zona oltre il Circolo Polare Artico. Il percorso è inoltre punteggiato di aree di sosta dall’architettura unica, come per esempio la famosa terrazza panoramica di Kleivodden o l’incantevole formazione rocciosa di Bukkekjerka, che in passato fungeva da sacro luogo sacrificale per i Sami indigeni. Da questi punti panoramici, con il tempo sereno, lo sguardo arriva fino alle aguzze e frastagliate vette dell’isola vicina di Senja che si stagliano all’orizzonte.

💡 Consiglio: la strada in certi punti è piuttosto stretta e incontrerai spesso pecore, che amano pascolare proprio a bordo dell’asfalto o crogiolarsi tranquillamente al sole. Guida quindi con molta prudenza, non avere fretta e non dimenticare di portarti un buon caffè e magari una dolce girella alla cannella della panetteria locale, perché lungo questo percorso non troverai molti punti di ristoro.

3. L’isola degli uccelli di Bleiksøya e i pulcinella di mare

A pochi passi dalla cittadina di Andenes si trova una lunga spiaggia di sabbia bianca e il pittoresco villaggio di pescatori di Bleik, da cui si gode una vista splendida sull’iconica isola conica di Bleiksøya. Questo disabitato sperone roccioso che emerge dall’oceano è una delle scogliere per uccelli più famose di tutto il nord della Norvegia e ogni estate diventa la casa sicura per un numero impressionante di uccelli marini. Ne nidificano complessivamente decine di migliaia, ma l’attrazione più grande sono senza dubbio i colorati pulcinella di mare, che scavano le proprie tane nei ripidi pendii erbosi.

Nei mesi estivi, più precisamente da inizio giugno a metà agosto, dal piccolo porto di Bleik partono i popolari safari ornitologici, che ti portano su piccole imbarcazioni direttamente sotto le ripide scogliere. Questi minuti uccelli dai becchi comicamente grandi e variopinti sono sorprendentemente goffi in volo, ma sott’acqua si trasformano in cacciatori incredibilmente agili, cosa che potrai osservare durante una traversata di circa un’ora e mezza. L’escursione in barca costa a un adulto circa 70 € e spesso vedrai anche aquile di mare in volo, che fanno regolarmente incursioni di caccia nelle colonie di pulcinella.

La spiaggia di Bleikstranda merita anch’essa una lunga passeggiata, soprattutto se ti ci trovi durante il sole di mezzanotte estivo, quando il cielo notturno si colora di incredibili sfumature pastello. L’acqua qui è piuttosto gelida anche ad agosto e invita al bagno solo i temperamenti più temprati, ma le foto della sabbia bianca in contrasto con le montagne di un verde intenso saranno il fiore all’occhiello del tuo album di viaggio.

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4. Il villaggio abbandonato e rinato di Nyksund

La storia del borgo di Nyksund suona un po’ come la sceneggiatura malinconica di un film nordico e non dovresti assolutamente perdertelo, se ami i luoghi remoti dalla storia intensa. A cavallo tra Ottocento e Novecento era uno dei villaggi di pescatori più importanti e animati della zona, ma con l’arrivo delle grandi navi moderne, per le quali il porto locale era troppo poco profondo, iniziò gradualmente a decadere. Negli anni Settanta del Novecento gli ultimissimi abitanti lo abbandonarono del tutto e Nyksund si trasformò in una città fantasma in rovina, in balia delle implacabili tempeste invernali.

La svolta arrivò alla fine degli anni Ottanta, quando questo luogo tetro e abbandonato fu scoperto da artisti, studenti e avventurieri provenienti da varie parti d’Europa, che iniziarono a restaurare insieme le vecchie case. Oggi Nyksund è un affascinante borgo vivo, dove trovi accoglienti caffetterie, gallerie d’arte e le originali casette di legno colorate ricostruite con cura nel loro antico splendore. L’atmosfera qui è del tutto unica: si mescolano la sensazione di perfetto isolamento alla fine del mondo con l’energia molto amichevole e creativa dei residenti stabili.

Già il viaggio verso il villaggio dalla vicina città di Myre è una grande avventura, perché vi conduce una strada sterrata stretta e tortuosa, che si snoda a ridosso di ripide scogliere sopra l’oceano profondo. Concediti tempo a sufficienza per il tragitto e, una volta arrivato, premiati con una visita al bistrot locale, dove preparano ottimi panini vegetariani, dense zuppe di verdure e un eccellente caffè, da gustare con vista sul vecchio porto.

5. Il villaggio di pescatori di Stø e la Dronningruta

Mentre Nyksund è oggi più che altro una rarità artistica e turistica, il vicino villaggio di Stø, all’estremità settentrionale dell’isola di Langøya, è ancora un porto di pescatori attivo e molto animato. Proprio qui puoi osservare da vicino l’autentica vita del profondo nord, dove il ritmo quotidiano degli abitanti è saldamente legato al mare e al meteo. In stagione invernale qui arrivano le barche cariche di merluzzi artici e puoi seguire l’affascinante processo della loro lavorazione e la tradizionale essiccazione su enormi strutture di legno disseminate lungo la costa.

Da Stø d’estate partono anche piccole imbarcazioni per l’osservazione di balene e foche, che rappresenta un’ottima alternativa più intima rispetto al ben più frequentato e noto porto di Andenes. Proprio qui inizia anche l’altro capo del famoso sentiero turistico Dronningruta, ovvero il Sentiero della Regina, che collega Stø a Nyksund e prende il nome dalla regina norvegese Sonja, che amava moltissimo questo percorso. L’intero anello misura circa quindici chilometri, richiede dalle cinque alle otto ore di cammino e ti ricompensa con panorami impareggiabili sulle frastagliate vette montuose che precipitano a picco nelle profondità dell’oceano.

💡 Consiglio: il percorso combina il cammino lungo la costa con una salita piuttosto ripida fino alla cresta montuosa, quindi richiede un’ottima forma fisica e calzature di qualità. Se ti avventuri sui sentieri della zona, porta sempre con te abbastanza strati caldi, perché il meteo sulla costa delle Vesterålen può passare in pochi minuti dal sole splendente alla pioggia battente.

6. Il museo Hurtigruten a Stokmarknes

Se ti interessa la storia marittima e vuoi capire come la Norvegia sia riuscita a collegare le sue remote comunità del nord, non puoi perderti la cittadina di Stokmarknes. Proprio qui infatti, nel 1893, nacque grazie al visionario Richard With l’idea dell’espresso costiero Hurtigruten, che ancora oggi garantisce un collegamento vitale lungo la frastagliata costa norvegese. Le navi di questa iconica compagnia trasportano ogni giorno posta, carichi importanti e turisti sulla lunga rotta da Bergen, a sud, fino alla lontana Kirkenes, presso il confine russo.

L’attrazione principale della città è lo splendidamente allestito Museo Hurtigruten, il cui pezzo centrale e assolutamente inconfondibile è l’enorme nave storica MS Finnmarken del 1956, interamente trainata a riva e racchiusa in un gigantesco edificio di vetro. I visitatori possono percorrere liberamente tutti i suoi ponti, con un biglietto di poco meno di 20 €, sbirciare nelle anguste cabine originali, esplorare la sala macchine ben conservata o sedersi negli eleganti salotti retrò degli anni Cinquanta. È un’esperienza estremamente interattiva, che ti riporta perfettamente e in modo molto realistico all’epoca d’oro dei viaggi in mare.

Oltre alla nave stessa, il museo offre coinvolgenti esposizioni sulle dure condizioni che i primi marinai dovettero affrontare nella navigazione tra pericolose tempeste invernali senza radar moderni. La visita a questo luogo straordinario ti fornirà un contesto molto più profondo su quanto incredibilmente resilienti dovettero essere da sempre gli abitanti del nord della Norvegia per riuscire a sopravvivere e prosperare in un ambiente così bello, ma estremamente inospitale.

Dove andare dopo le Vesterålen

Il vantaggio logistico di questo arcipelago sta nel fatto che forma una sorta di ponte tra altre due splendide regioni norvegesi, perciò si presta perfettamente a organizzare un road trip più lungo. Se imbocchi la strada principale E10 in direzione sud, in poco meno di due ore di guida attraverserai senza intoppi i ponti dall’architettura interessante presso Fiskebøl arrivando direttamente alle famose Lofoten. Lì ti aspettano le iconiche casette rosse dei pescatori e vette montuose ancora più drammatiche, di cui puoi leggere nella nostra grande guida alle Lofoten.

Se invece punti all’estremo nord delle Vesterålen, verso il porto di Andenes, ti si apre la strada per la selvaggia isola di Senja, spesso soprannominata la Norvegia in miniatura. In stagione estiva da qui parte infatti un traghetto diretto per il villaggio di Gryllefjord, su Senja, risparmiandoti un’enorme quantità di chilometri al volante via terra. Senja è ancora meno scoperta delle Vesterålen, offre montagne brutalmente ripide che precipitano in mare e ottime condizioni per il campeggio, come raccontiamo più nel dettaglio nell’articolo su Senja.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra le Lofoten e le Vesterålen?

Mentre le Lofoten sono famose per le loro montagne aguzze e appuntite che si ergono direttamente dal mare, u003cstrongu003ele Vesterålen sono complessivamente più verdiu003c/strongu003e, più dolci e hanno più spiagge e terreni agricoli coltivati. La differenza principale però è u003cstrongu003eil numero di turistiu003c/strongu003e, che alle Vesterålen anche in alta stagione estiva è notevolmente inferiore, il che le rende una destinazione molto più autentica e tranquilla per la vostra vacanza.

Quanto costa un safari delle balene e devo prenotarlo in anticipo?

I prezzi per il safari delle balene da Andenes per il 2026 si aggirano u003cstrongu003eintorno alle 1.300-1.500 corone norvegesiu003c/strongu003e per adulto a seconda del tipo di imbarcazione e della durata complessiva dell’escursione. La prenotazione anticipata, idealmente online anche con diversi mesi di anticipo, è u003cstrongu003eassolutamente indispensabileu003c/strongu003e, perché la capacità delle imbarcazioni è strettamente limitata e in stagione sono sempre completamente esaurite.

Quando ho le maggiori possibilità di vedere le orche?

A differenza delle enormi megattere, che stazionano presso Andenes tutto l’anno, le orche e le balenottere comuni arrivano qui u003cstrongu003esolo nei mesi invernaliu003c/strongu003e in cerca di cibo. Le migliori possibilità di avvistarle sono da novembre a fine gennaio, quando nei fiordi arrivano enormi u003cstrongu003ebanchi di aringhe svernantiu003c/strongu003e, che per questi affascinanti e intelligenti cetacei rappresentano un banchetto straordinariamente ricco e ricercato.

Come posso raggiungere più facilmente l’arcipelago?

Se viaggiate in auto, l’accesso più semplice è u003cstrongu003etramite la scenografica strada E10u003c/strongu003e, che collega le Vesterålen alla terraferma norvegese e alle vicine Lofoten attraverso un sistema di ponti gratuiti. Potete anche utilizzare gli aeroporti locali di Stokmarknes o Andenes, dove arrivano u003cstrongu003evoli nazionali da hub importantiu003c/strongu003e come Oslo e Tromsø, oppure approdano regolarmente le iconiche navi della compagnia Hurtigruten.

Posso visitare entrambi gli arcipelaghi (Lofoten e Vesterålen) in un unico viaggio?

Sì, è una combinazione molto popolare e u003cstrongu003elogisticamente facileu003c/strongu003e, perché entrambe le aree si susseguono direttamente e per spostarsi non servono traghetti a pagamento. Vi consiglio di dedicare a questo road trip nordico u003cstrongu003ealmeno dieci-quattordici giorniu003c/strongu003e, per avere tempo sufficiente per gli spostamenti, le escursioni a piedi e gli imprevisti cambi di programma dovuti al tipico tempo artico variabile.

Ho bisogno di un’auto propria per spostarmi tra le isole?

Sebbene ci sia un servizio di autobus di base, per esplorare davvero le bellezze naturali e i villaggi remoti u003cstrongu003eil noleggio di un’auto è assolutamente necessariou003c/strongu003e. Gli autobus passano relativamente di rado, nei fine settimana il servizio è ancora più limitato e l’auto vi u003cstrongu003egarantirà totale libertàu003c/strongu003e di fermarvi ad ogni punto panoramico o spiaggia invitante esattamente nel momento in cui spunta il sole.

Ci sono buone condizioni per il trekking?

L’arcipelago offre u003cstrongu003ecentinaia di chilometri di sentieri ottimamente segnalatiu003c/strongu003e di ogni difficoltà immaginabile, dalle semplici passeggiate sulle spiagge bianchissime alle ascese tecnicamente impegnative su vette esposte. Tra i trekking più famosi e belli ci sono u003cstrongu003ela leggendaria Dronningruta presso il villaggio di Støu003c/strongu003e o la ripida salita al monte Måtinden, da cui si aprono panorami assolutamente spettacolari sulle scogliere frastagliate che precipitano nell’oceano glaciale.

Golden Circle in Islanda: guida completa 2026

TL;DRIl Golden Circle è un percorso circolare da Reykjavík lungo circa 250-300 km, che si percorre in 6-8 ore con le soste principali, mentre la sola guida senza fermarsi richiede 3,5-4 ore. Il trio di tappe imperdibili comprende il parco nazionale Þingvellir, l’area geotermale di Geysir con il geyser Strokkur e la cascata Gullfoss: l’ingresso e il parcheggio a Geysir e Gullfoss sono gratuiti, mentre a Þingvellir si paga 1.000 ISK al giorno. Tra le soste bonus più gettonate ci sono il cratere Kerið (700 ISK), la cascata Brúarfoss (750 ISK) e le terme Secret Lagoon (3.000-4.500 ISK). Le strade sono asfaltate tutto l’anno, quindi in estate un 4×4 non è indispensabile, e il consiglio è di partire presto al mattino o nel tardo pomeriggio per evitare la folla in arrivo da Reykjavík.

Me lo ricordo come fosse ieri, anche se ormai sono passati un paio d’anni da quando, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, siamo partiti per la prima volta alla volta dell’Islanda. Eravamo lì in piedi accanto ai geyser, tirava un vento folle e noi abbiamo deciso di arrampicarci sulla vicina collinetta Bjarnarfell per avere una vista migliore.

Durante quei venti minuti di salita ci si sono alternati sole, acquazzoni violenti, grandine che ci pungeva il viso e poi di nuovo il sole, giusto per asciugarci un po’ 😅. In quel momento ho capito che in Islanda la natura fa quello che vuole e noi siamo lì solo in visita.

Se stai pianificando un viaggio su questa magica isola, il Golden Circle islandese (in islandese il celebre anello dorato) sarà probabilmente la tua prima grande tappa. È un po’ l’Islanda in pillole: in uno spazio relativamente piccolo vedrai il meglio della natura locale, dalle fratture tettoniche ai geyser zampillanti, fino a cascate da togliere il fiato.

In questo articolo trovi una guida completa per il 2026: vedremo cosa visitare, quanto costa, dove alloggiare in modo intelligente e soprattutto ti svelerò cosa puoi tranquillamente saltare per non perdere tempo prezioso.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Il Golden Circle è un percorso di circa 250-300 chilometri che parte e arriva a Reykjavík, e che riesci a fare comodamente in un giorno.
  • Il tempo di guida netto è di circa 3,5-4 ore, ma con le tappe principali e le foto mettine in conto 6-8 ore complessive.
  • Le tappe principali e gratuite (o molto economiche) sono il parco nazionale Þingvellir, l’area geotermale di Geysir e l’imponente cascata Gullfoss.
  • Le strade sono asfaltate lungo tutto il percorso e in ottime condizioni, quindi d’estate non serve un’auto 4×4.
  • Parti o molto presto al mattino, oppure nel tardo pomeriggio, per evitare le folle di turisti che arrivano qui con grandi pullman.

Quando andare e come arrivarci

Il Golden Circle è accessibile tutto l’anno senza problemi e, grazie a strade asfaltate di qualità incredibile, non devi davvero temere di aver bisogno di un enorme fuoristrada con ruote giganti per percorrerlo. Anche l’auto più piccola e basilare dell’autonoleggio affronta d’estate questo tragitto senza alcuna difficoltà, e il percorso stesso forma un bell’anello completo che parte e termina a Reykjavík.

Se invece parti alla scoperta dell’isola nei mesi invernali più bui, tieni sempre a mente che qui le giornate sono cortissime: a dicembre il sole sorge verso le 11:30 e tramonta già alle 15:30 del pomeriggio.

Il meteo, inoltre, può essere incredibilmente infido, quindi prima di partire dall’hotel controlla sempre con attenzione siti come Safetravel.is per gli avvisi di sicurezza importanti e l’ottimo Umferdin.is per lo stato aggiornatissimo delle strade ghiacciate.

Io e Lukáš abbiamo da tempo davvero una buona esperienza con il comparatore DiscoverCars, che usiamo con affidabilità praticamente in tutto il mondo; fai però molta attenzione alle novità e ai piccoli trabocchetti degli autonoleggi isolani. Da gennaio 2026, infatti, in Islanda è in vigore una nuovissima tassa chilometrica per tutte le auto fino a 3,5 tonnellate, pari esattamente a 6,95 ISK (circa 0,05 €) per ogni chilometro percorso.

I vari autonoleggi gestiscono questa tassa in modi diversi: alcuni applicano una tariffa giornaliera fissa, altri ti scalano la tassa direttamente dal deposito a fine viaggio in base al contachilometri reale, quindi è bene tenerne conto nel budget in anticipo. Per il Golden Circle questa tassa specifica ti costerà circa 2000 ISK (circa 13 €), cosa per fortuna compensata piacevolmente dal fatto che il carburante è diventato più economico dopo l’abolizione delle precedenti tasse alle pompe di benzina.

Allo stesso tempo non lasciarti cullare dall’idea di fare solo una gita relativamente breve su asfalto di lusso: dedica davvero grande attenzione alla corretta assicurazione della tua auto a noleggio. L’assicurazione base (spesso indicata come CDW) purtroppo non copre affatto i tipici e costosissimi danni islandesi e, dato che molte deviazioni discrete verso accoglienti alloggi sono spesso sterrate o di ghiaia, ti consigliamo caldamente di pagare un supplemento per la Gravel Protection.

Un capitolo a sé e una grande specialità dell’Islanda è poi il vento locale imprevedibile, che ha comunemente una forza talmente enorme da poterti tranquillamente strappare la portiera dell’auto dai cardini se, aprendola con poca attenzione, non la tieni saldamente con entrambe le mani; e un danno del genere nessuna assicurazione standard lo copre.

Ricorda anche che qualsiasi guida fuori dalle strade ufficiali è severamente e categoricamente vietata su tutta l’isola, e per la violazione rischi una multa fino a 500.000 ISK.

Dove alloggiare e quanto costa il Golden Circle

Anche se molta gente percorre tutto questo anello direttamente e in modo un po’ poco ragionato da Reykjavík, la strategia decisamente più intelligente è alloggiare proprio da qualche parte lungo il percorso, cosa che alla fine ti fa risparmiare un mucchio di nervi inutili e di tempo prezioso.

Al mattino puoi infatti svegliarti con tutta calma e partire verso le attrazioni principali con grande anticipo, prima ancora che arrivino i primi enormi pullman stipati di turisti dalla capitale; in più la sera hai una probabilità leggermente maggiore di scorgere l’agognata aurora boreale dalla finestra della camera, perché non sarai disturbato dal forte inquinamento luminoso della metropoli.

La base migliore e più strategica per esplorare a fondo l’anello sono le cittadine di Selfoss, dove puoi rilassarti per esempio nell’ottimo Hotel Selfoss spa, oppure la splendida Laugarvatn, situata proprio nel cuore pulsante dell’intero anello, sulla riva di un tranquillo lago.

Un alloggio meraviglioso lo offre anche la pittoresca e amatissima Flúðir con l’The Hill Hotel, vicino a sorgenti termali naturali; e il top assoluto per chi vuole arrivare sempre per primo alle attrazioni è il più lussuoso Hotel Geysir, situato letteralmente a pochi passi dai campi termali ribollenti. Puoi prenotare questi e altri alloggi facilmente su Booking.com.

I prezzi degli alloggi in Islanda non sono certo da tempo popolari e devi prepararti a pagare, per una camera doppia abbastanza ordinaria ma dignitosa, una media che in piena stagione estiva va da 30.000 a 50.000 ISK (circa 200-340 €) per una sola notte.

Oltre alle attrazioni e al cibo costoso, non dimenticare di mettere in conto anche i piccoli costi di parcheggio, che sull’isola sono onnipresenti e oggi si gestiscono quasi esclusivamente in modo cashless tramite comode app per smartphone come Parka o la classica EasyPark.

Fai però molta attenzione al fatto che presso i terminali self-service delle pompe di benzina e ad alcune sbarre avrai sempre necessariamente bisogno di una carta di pagamento fisica e del suo codice PIN, quindi affidarsi per tutta la gita solo al comodo pagamento con il telefono via Apple Pay qui potrebbe davvero non convenirti. Booking.com è il nostro comparatore di alloggi preferito e consigliamo senz’altro di prenotare gli hotel più gettonati con molti mesi di anticipo.

💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking, prenota per tempo — in stagione e intorno all’eclissi del 2026 spariscono con mesi di anticipo):

Parco nazionale Þingvellir: qui si è creata la storia e i continenti

Dopo circa quarantacinque minuti di tranquilla guida dal centro di Reykjavík ti aspetta la prima tappa, che è anche quella geologicamente più interessante di tutta l’avventura islandese. Il parco nazionale Þingvellir (si legge dolcemente “Thingvellir”) è giustamente iscritto nel prestigioso elenco del patrimonio mondiale UNESCO ed è proprio quel luogo unico e magico in cui, alla velocità di circa due centimetri all’anno, si allontanano lentamente la grande placca tettonica nordamericana e quella eurasiatica.

Puoi parcheggiare l’auto in diversi parcheggi ben suddivisi e contrassegnati da P1 a P5; la tariffa giornaliera di 1.000 ISK (circa 7 €) per fortuna la paghi una volta sola tramite il distributore automatico o l’app Checkit.is e il biglietto, associato alla tua targa, vale poi per tutta l’area del parco.

1. Passeggiata nella frattura Almannagjá e cascata Öxarárfoss

Dal grande parcheggio superiore P1 Hakið, che si trova proprio accanto al bel centro visitatori principale e ai moderni servizi igienici, incamminati lungo il sentiero curato direttamente dentro l’enorme e maestosa frattura Almannagjá, dove camminerai per tutto il tempo in una sorta di incredibile terra di nessuno collocata esattamente tra due imponenti continenti.

Questo luogo, dal vivo, ha un’atmosfera assolutamente incredibile e a tratti quasi opprimente, delimitata da ripide pareti di nera roccia vulcanica, apprezzata tra l’altro dagli attenti autori della popolare serie Il Trono di Spade, che vi hanno ambientato in modo azzeccatissimo la celebre Porta del Sangue.

Noi qui, in autunno, abbiamo fatto una bellissima e sorprendentemente tranquilla passeggiata nello stretto canyon e, senza grande sforzo fisico, in piano siamo arrivati fino alla graziosa cascata Öxarárfoss, sotto la quale, tra l’altro, c’è un altro parcheggio molto pratico, il P2 Efri-Vellir, per chi non ha voglia di camminare.

Il sentiero pedonale verso la cascata è del tutto facile e lo affrontano anche i bambini senza problemi, perché si snoda in gran parte su comode passerelle di legno ben mantenute, e la cascatella che precipita selvaggiamente sulle scure rocce di basalto è fantastica con qualsiasi tempo.

In più, proprio in questa zona protetta si sono svolti un tempo i momenti più importanti e decisivi dell’aspra isola: nel 930 i potenti e rispettati vichinghi, in un perfetto anfiteatro acustico naturale presso la roccia Lögberg, fondarono il celebre Alþingi.

Questo ne fa uno dei parlamenti funzionanti più antichi del mondo: tanto tempo fa, in questo luogo sacro, si riunivano regolarmente i capi di tutta l’Islanda per risolvere insieme, davanti alla folla, sanguinose dispute, combinare ricchi matrimoni e proclamare a voce alta nuove leggi.

2. Silfra: snorkeling in acqua con visibilità di 100 metri

Se ami davvero esperienze un po’ più estreme e decisamente fuori dall’ordinario, imposta subito nel navigatore il parcheggio inferiore P5 Valhöll, che tra tutti quelli citati è di gran lunga il più vicino alla famosissima e allagata frattura Silfra.

Questa fenditura nel terreno, a prima vista forse abbastanza insignificante, è colma fino all’orlo di acqua cristallina proveniente dall’enorme ghiacciaio Langjökull, che vi defluisce molto lentamente filtrandosi naturalmente per decenni attraverso la lava porosa sotterranea.

Il risultato di questo lento processo naturale è un’acqua incredibilmente limpida e senza la minima imperfezione, in cui sotto la superficie vedi fino a cento metri di distanza senza il minimo problema; le immersioni e l’ardito snorkeling qui appartengono a buon diritto alle grandi rarità ricercate a livello mondiale.

Devo però avvisarti onestamente in anticipo che quest’acqua incredibilmente pulita ha tutto l’anno una temperatura piuttosto gelida di 2-4 °C, ma non devi davvero temere per la salute, perché operatori professionali come DIVE.IS, Arctic Adventures o Troll Expeditions, prima di entrare in acqua, ti infilano in una tuta interna molto calda e poi ti chiudono in una spessa muta stagna in neoprene.

Ti sentirai per un po’ un po’ impacciato e comico come il famoso omino Michelin, e la spessa gomma intorno al collo all’inizio ti stringerà un po’, ma appena immergi per la prima volta il viso sotto la superficie e sotto di te si apre l’infinito abisso azzurro luminoso, avrai un po’ freddo solo al viso scoperto e alle punte delle mani.

È però uno svago piuttosto costoso ed esclusivo, dato che i prezzi per lo snorkeling base presso le migliori agenzie partono da circa 21.000 ISK (circa 140 €) se hai un tuo mezzo, a cui sul posto si aggiungono altri 1.500 ISK come piccolo contributo obbligatorio al parco nazionale per ogni nuotatore.

Per sicurezza prenota il posto con molte settimane di anticipo e ricorda sempre bene che, per ottenere il permesso di immersione, tu e i tuoi figli (che devono avere almeno 12 anni) dovete soddisfare limiti di peso e altezza molto rigorosi e precisi, affinché la muta sia perfettamente a tenuta in acqua.

💡 Consiglio: i biglietti e le escursioni organizzate (sul Golden Circle e dintorni) conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si esauriscono in fretta.

Geysir e Gullfoss: teatro geotermale e fragore assordante dell’acqua

Dal parco nazionale Þingvellir appena esplorato ci spostiamo, lungo una strada comoda e vuota, di circa sessanta chilometri più a est, direttamente verso la straordinaria area geotermale di Haukadalur, che letteralmente ribolle e sibila continuamente sotto i piedi.

Qui vedrai da vicino, con i tuoi occhi, quale enorme e selvaggia forza nasconde questa terra inquieta appena sotto la sua sottile superficie, e poi, solo pochi chilometri più avanti lungo il fiume, ti assorderà una delle cascate più imponenti e maestose di tutta l’Europa.

Queste due splendide tappe sono davvero molto vicine tra loro, quindi lo spostamento richiede solo un attimo e potrai concentrarti pienamente e senza stress sull’incredibile e indomita bellezza naturale tutt’intorno.

3. Area geotermale di Haukadalur e l’affidabile Strokkur

Già da una discreta distanza, all’arrivo, vedrai sicuramente salire continuamente al cielo imponenti colonne di calda vapore bianco e, appena sceso dall’auto, sentirai quel tipico odore di zolfo che ricorda fortemente le uova marce, e che fa parte in modo inseparabile e romantico della cruda natura islandese.

Questa enorme area ribollente e colorata è la patria originaria del maestoso Grande Geysir, che nei suoi anni migliori scagliava acqua bollente a un’altezza enorme e che alla fine ha dato fiero il nome a tutti i geyser zampillanti del mondo.

Oggi però questo leggendario vecchio signore riposa tranquillo la maggior parte del tempo e si risveglia dal sonno profondo solo molto raramente e inaspettatamente dopo grandi terremoti locali, perciò la stella più grande e fotografata dell’intera area recintata adiacente è il suo fratello molto più piccolo ma molto più affidabile ed energico, di nome Strokkur.

Strokkur non ti fa attendere a lungo per il suo spettacolo: circa ogni cinque-dieci minuti crea nel cratere silenzioso un’enorme e luminosa bolla turchese, che subito dopo esplode con un fragore enorme ed espelle acqua bollente fino a quindici-trenta metri d’altezza tra lo stupore di tutti gli spettatori.

Quando guardi, mettiti però in modo intelligente e per tempo sottovento, altrimenti dopo poco ti aspetta una doccia calda molto indesiderata e piuttosto sgradevole, e ti prego in ogni circostanza di rispettare lealmente le corde di protezione che delimitano tutti i sentieri.

L’acqua nelle insignificanti pozze adiacenti raggiunge infatti comunemente temperature superiori a 80 °C e i soccorritori locali, ormai stanchi, qui ogni anno medicano turisti inutilmente ustionati e troppo curiosi, che stupidamente hanno pensato fosse un buon posto per una rapida prova della temperatura dell’acqua con un semplice dito.

Il parcheggio presso il vicino moderno centro visitatori e l’ingresso al belvedere delle sorgenti sono per fortuna completamente gratuiti; fai solo molta attenzione al portafoglio in uno dei più grandi e di gran lunga più costosi negozi di souvenir dell’isola, che dovrai attraversare lentamente, volente o nolente, sulla via verso i bagni riscaldati.

4. Gullfoss, la Cascata d’Oro

A soli dieci minuti di guida veloce in auto dai geyser ribollenti ti aspetta docilmente il vero e grandioso gran finale del classico Golden Circle, nonché la mia enorme preferita di sempre.

L’incredibilmente imponente e assordante cascata doppia Gullfoss, che tra gli abitanti del posto viene affettuosamente soprannominata Cascata d’Oro, precipita in due splendide e ripide cascate direttamente in un canyon roccioso profondo trentadue metri e incredibilmente stretto del impetuoso fiume Hvítá.

La vista da immediata vicinanza di quell’enorme e inarrestabile massa d’acqua glaciale, la cui portata mostruosa in estate raggiunge gli incredibili e spaventosi 140 metri cubi al secondo, toglie letteralmente il fiato a ogni nuovo arrivato.

L’aria in tutta la valle, a causa dell’enorme impatto dell’acqua, è costantemente e densamente piena di rinfrescanti spruzzi, quindi una buona giacca impermeabile ti sarà utilissima anche quando splende un bel sole (grazie al quale, tra l’altro, attraverso le fitte gocce d’acqua, qui vedrai quasi sempre un meraviglioso e marcato arcobaleno).

Quando oggi stai qui in assoluto stupore e senti la terra fradicia letteralmente vibrare sotto le tue gambe stanche, è davvero difficile credere al triste fatto che all’inizio del ventesimo secolo ricchi investitori stranieri volessero distruggere per sempre questa cascata naturale unica per costruirvi un’enorme e brutta centrale idroelettrica commerciale.

A salvarla, tutta da sola, fu allora l’incredibilmente coraggiosa figlia di un contadino locale, Sigríður Tómasdóttir, che minacciò ad alta voce di gettarsi senza esitazione nell’acqua fredda e ruggente; e con il grande aiuto professionale dell’appassionato avvocato Sveinn Björnsson, che tra l’altro divenne poi il primo presidente dell’Islanda indipendente, vinse infine miracolosamente quella lunga e complicatissima causa giudiziaria.

Alla strabiliante cascata oggi conducono comodamente e in sicurezza due sentieri principali ben curati da due parcheggi gratuiti e spaziosi: uno più comodo ti porta allo splendido belvedere panoramico superiore presso il ristorante, l’altro un po’ più avventuroso scende lungo scalini bagnati direttamente fino al bordo dell’acqua ruggente, dove però ti bagnerai sicuramente un po’ di più.

Tappe bonus: cosa vedere in più se hai tempo

Se sei partito per il viaggio dei sogni in modo davvero ragionevole e furbo già di buon mattino, o hai pianificato per questa splendida gita un’intera lunga giornata estiva con abbondante luce, sarebbe un enorme peccato limitarsi alla sola e famosa grande terna di attrazioni.

Sulla via del ritorno verso la frenetica capitale puoi infatti aggiungere abbastanza facilmente al tuo itinerario fitto ancora qualche altro posto fantastico, dove le folle onnipresenti non sono affatto così dense e puoi così goderti l’affascinante e selvaggia Islanda in una tranquillità molto più grande e piacevole.

5. Cratere Kerið con il laghetto turchese

Proprio lungo la principale e trafficata strada numero 35 ti imbatti nello strabiliante e quasi tre milioni di anni fa nato cratere vulcanico Kerið, che purtroppo, a differenza di molte altre meraviglie naturali, non è del tutto gratuito; il biglietto d’ingresso però si aggira solo intorno ai simbolici 700 ISK (circa 5 €), che paghi senza battere ciglio in una piccola casetta di legno all’entrata.

Il cratere è a prima vista assolutamente affascinante e particolare per il fatto che le sue pareti vulcaniche straordinariamente rosso intenso e nette contrastano in modo incredibilmente marcato con il colore profondo, del tutto opaco e azzurro acquamarina del laghetto silenzioso, che giace pacifico e immobile sul suo fondo.

Noi ci siamo fermati qui con palese entusiasmo già il secondo stancante giorno del nostro viaggio insieme, e tutta la facile e rilassante passeggiata proprio lungo l’alto bordo superiore del maestoso cratere ci ha richiesto circa venti minuti pieni di splendide vedute sul paesaggio.

Chi però ha decisamente più voglia di esplorare e non gli dispiace un po’ di fatica al ritorno, può tranquillamente scendere lungo i ben curati scalini di legno e arrivare fino in fondo, proprio alla calma superficie dell’acqua colorata.

Una curiosità enormemente interessante e inaspettata di questo luogo mistico è il fatto che, grazie alla forma perfetta e alla totale chiusura dell’intero spazio, all’interno c’è un’acustica così fantastica e potente che sul piccolo laghetto si tengono a volte rarissimi concerti da camera, e in passato qui, con enorme gioia dei fan, ha cantato persino la celebre Björk da una piccola zattera galleggiante proprio in mezzo all’acqua gelida.

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6. Bagno alla Secret Lagoon o a Hrunalaug

Riscaldare per bene le ossa intirizzite e gelate dopo un’intera giornata impegnativa e sfiancante di camminate nel vento freddo e incessante è in Islanda una vera necessità serale; e noi, al posto dell’incredibilmente sopravvalutata e quasi sempre senza speranza affollata Blue Lagoon, ti consigliamo caldamente e sinceramente di dirigerti piuttosto verso il discreto paesino di Flúðir.

Qui si nasconde infatti, in modo molto astuto, la fantastica Secret Lagoon, ovvero Gamla Laugin, che è la piscina più antica in assoluto di tutta l’isola, costruita in pietra già nel 1891, dove l’acqua limpida ha tutto l’anno una temperatura incredibilmente piacevole e rilassante di 38-40 °C.

Intorno alla grande piscina, inoltre, gorgogliano allegre e rumorose anche altre piccole sorgenti calde e persino un minuscolo geyser attivo, quindi è alla fine un’esperienza molto più autentica, tranquilla e rustica di qualsiasi sterile e lussuosa spa moderna sulla costa; il biglietto, per i duri standard islandesi, costa piacevoli 3.000-4.500 ISK e per i bambini fino a quattordici anni è del tutto gratuito. Meglio comunque comprare i biglietti in anticipo sul sito ufficiale della Secret Lagoon.

Ti prego però davvero con insistenza di ricordare con cura e senza obiezioni quella sacra e assolutamente inviolabile regola culturale islandese chiamata etichetta delle Sundlaug, che vale rigorosamente per tutte le piscine di paese e le terme calde locali senza la minima eccezione.

Prima ancora di provare a infilarti di nascosto in un angolo i tuoi amati costumi, è tuo assoluto e categorico dovere fare la doccia nei lavatoi comuni e aperti completamente nudi e, con sufficiente sapone liquido, lavarti molto accuratamente tutto il corpo dalla testa ai piedi; cosa per cui, tra l’altro, ti guideranno a ogni passo anche disegni piuttosto divertenti e molto esplicativi appesi quasi a tutte le pareti degli umidi spogliatoi.

Le piscine tradizionali islandesi, infatti, nell’interesse della salute e della natura usano un minimo assoluto di cloro e prodotti chimici, quindi la pulizia dell’acqua qui dipende interamente solo dalla pulizia degli stessi visitatori; se quindi provi a fare timidamente la doccia di nascosto in costume, i bagnini locali, sempre vigili e decisi, ti cacceranno fuori senza alcuna pietà a voce alta, e ti farai così solo una grande figuraccia internazionale.

7. Brúarfoss, ovvero la cascata più blu

Se ami sinceramente il turchese intenso e non ti dispiace sacrificare un po’ di cammino e di tempo in più, segnati senz’altro sulla mappa scaricata una sosta alla affascinante cascata Brúarfoss, soprannominata a ragione e senza esagerazioni la cascata più blu di tutta l’enorme Islanda.

L’acqua scorre qui incredibilmente selvaggia e rumorosa in una scura e strettissima frattura vulcanica, e il suo colore insolito è in realtà così incredibilmente brillante e intenso che, dopo averla osservata un po’, forse dubiterai persino che qualcuno del posto non abbia versato di notte di nascosto qualche colorante chimico molto forte e tossico.

Un tempo i turisti ci arrivavano esclusivamente lungo un percorso piuttosto lungo di circa tre chilometri e mezzo, in un terreno sgradevole e spesso fangoso, ma oggi per fortuna, per la grande gioia dei pigri, esiste un nuovissimo e molto più vicino parcheggio curato, dove dopo aver parcheggiato pagherai sì un piccolo contributo di circa 750 ISK, ma in cambio ti risparmierai una montagna enorme di tempo e tanti passi stanchi e bagnati.

8. Cascata Faxi e la quiete senza turisti

A soli circa dodici chilometri di guida comodissima e pianeggiante dall’enorme e a volte spiacevolmente affollata Gullfoss si nasconde in modo discreto la splendida e abbastanza ampia cascata Faxi, che non raggiunge nemmeno lontanamente le dimensioni strabilianti del suo collega ben più famoso, ma in compenso ti offre con certezza qualcosa di molto più raro e bello: una splendida quiete e un’enorme pace silenziosa.

La stragrande maggioranza dei grandi pullman turistici da Reykjavík, vincolati agli orari, ignora questo posto meraviglioso e incantevole per motivi di tempo, così puoi passeggiare tranquillamente lungo i sentieri al tuo ritmo, scattare foto splendide e originali da immediata vicinanza e goderti l’acqua che cade gorgogliando senza che qualcuno ti spinga continuamente e per errore con il gomito nel tentativo di catturare il miglior selfie possibile.

Una breve sosta presso l’acqua ti richiederà appena dieci-quindici rilassanti minuti netti e, come ulteriore enorme e non trascurabile bonus, qui non pagherai assolutamente alcun biglietto né fastidioso parcheggio, cosa che in mezzo alla carissima Islanda fa sempre molto piacere.

9. Il fiume caldo di Reykjadalur

Se alla fine di una lunga e intensa giornata ti resta ancora abbastanza energia nelle gambe e non hai più voglia di pagare cifre non indifferenti per l’ingresso a terme commerciali chiuse, piene e piastrellate, puoi tranquillamente fare una fantastica deviazione poco più in là verso la cittadina di Hveragerði, da dove parte un magnifico e a tratti ripido sentiero pedonale che porta direttamente al selvaggio fiume caldo chiamato Reykjadalur.

L’escursione, che sale costantemente su pittoresche e talvolta ventose colline, ti richiederà sì circa un’ora e mezza di cammino molto sostenuto in una sola direzione, ma alla sua fine ti aspetta di sicuro una vera e genuina fantasia naturale sotto forma di un fiume selvaggio e bellissimo, riscaldato costantemente e fortemente sul fondo dalla vicina attività geotermale, e nel quale puoi immergerti in qualsiasi momento e del tutto gratuitamente senza timori.

Io e Lukáš adoriamo letteralmente quell’irripetibile sensazione di libertà assoluta quando, stanchi, ti sdrai nell’acqua calda corrente proprio in mezzo a infinite e verdissime colline, mentre sopra la testa corrono di continuo le grigie nuvole isolane; devi solo prepararti coraggiosamente al fatto che l’inevitabile cambio in costume avviene proprio all’aperto nel vento incredibilmente gelido e che puoi nasconderti solo dietro paratie di legno davvero molto fragili e spifferanti.

Dove mangiare: paradiso per vegetariani e amanti del gelato

Quando io e Lukáš siamo stati per la prima volta nella costosa Islanda, viaggiavamo in modalità davvero molto low-budget e studentesca e, da onesti e convinti vegetariani, ci portavamo prudentemente gran parte del cibo a lunga conservazione già da casa, oppure dopo lunghe serate ci cucinavamo da soli a poco prezzo con i nostri modesti acquisti fatti subito dopo l’atterraggio.

Oggi però la splendida e in continua crescita scena gastronomica lungo il vasto Golden Circle offre già qualche autentica perla culinaria che non devi assolutamente lasciarti sfuggire e che sazierà con certezza sia gli entusiasti amanti delle verdure profumate, sia chi cerca invano le tipiche classiche prelibatezze a base di carne a un prezzo almeno un po’ ragionevole e accettabile.

10. La fattoria di pomodori Friðheimar

Questo posto magico, incredibilmente profumato e caldo, è semplicemente un autentico e genuino sogno gourmet per ogni vegetariano appassionato in viaggio per il mondo.

La splendida fattoria familiare Friðheimar coltiva infatti con enorme amore e cura pomodori succosi e rossi in enormi serre meravigliosamente illuminate, riscaldate per tutto il lungo anno in modo del tutto ecologico e pulito grazie all’onnipresente energia geotermale locale; e proprio in mezzo a questo incredibile paradiso verde i proprietari hanno aperto in modo astuto un ristorante amatissimo e rinomato.

Il loro più grande orgoglio e la specialità isolana più nota è una fantastica e densa zuppa di pomodoro fatta in casa, che dopo aver pagato puoi servirti senza limiti e a piacimento in scodelle da un buffet caldo sempre ribollente, insieme a pane profumato incredibilmente fresco e croccante, genuino burro fatto in casa e un’irresistibile salsa fresca al cetriolo.

Noi due, in questo posto, non riusciamo proprio a trattenerci e con grande gusto mangiamo così tanto di quel ben di Dio che poi ce ne rotoliamo a fatica lungo il sentiero fino all’auto, perché tutto quell’unico banchetto si svolge proprio in mezzo a centinaia di rigogliosi cespugli carichi di frutti, ogni tanto ti vola allegro e rumoroso intorno alla testa qualche operoso bombo importato, e quella atmosfera calorosa e familiare è semplicemente indescrivibile a parole.

Nel ricco menu hanno naturalmente anche tante ottime varianti vegane e vegetariane, raviolo ripieni molto delicati e splendidi, e per gli audaci preparano persino dolci a base di pomodori verdi, che in bocca risultano sorprendentemente buoni e freschi.

Fai però davvero molta attenzione al fatto che la fattoria è aperta di norma solo per poco tempo, all’ora di pranzo, dalle 11:30 fino alle 16:00 circa, e senza una prenotazione anticipata e confermata inviata tramite la loro email ufficiale non hai la minima possibilità di sederti a un tavolo in stagione estiva, perché le serre scoppiano costantemente sotto l’assalto di turisti desiderosi da tutto il mondo.

11. Gran finale con gelato fatto in casa alla fattoria Efstidalur

Solo a un piccolo passo dai geyser ribollenti, su una tranquilla deviazione, si trova un’incredibilmente graziosa e genuina fattoria casearia familiare di nome Efstidalur, dove devi semplicemente fare una sosta almeno per un attimo se lungo la strada ti coglie una voglia irresistibile di qualcosa di davvero molto buono e molto dolce.

I proprietari, per il piacere dei visitatori, hanno un meraviglioso e accogliente bar collegato in modo intelligente a un’enorme finestra trasparente nel pavimento, attraverso la quale puoi guardare indisturbato e all’asciutto, mentre sorseggi un caffè caldo, giù nella stalla perfettamente pulita e osservare divertito le mucche soddisfatte del posto mentre masticano fieno fresco.

Lì preparano per tutti un gelato fatto in casa assolutamente favoloso e al cento per cento genuino, prodotto esclusivamente con il loro latte fresco; e credimi, se per caso vai in Islanda con bambini stanchi e imbronciati, questa sarà, dopo tutti quei noiosi fenomeni geologici e le fredde cascate assordanti, di gran lunga la loro tappa preferita di tutta la lunga giornata, quella che aspetteranno con ansia.

12. Spesa economica da Bónus e il classico hot dog

Per tutti i viaggiatori che vogliono risparmiare almeno un po’ sul cibo durante la gita, la base assoluta e indispensabile è l’enorme e amatissimo supermercato islandese Bónus, che nelle città riconoscerai sicuramente già da grande distanza grazie a quel logo giallo brillante con uno strano maialino rosa, e dove farai sicuramente le scorte di cibo in assoluto più economiche di tutta l’isola prima ancora di accendere l’auto e partire da Reykjavík.

I normali piatti principali del giorno nei bei ristoranti classici disseminati lungo le attrazioni partono infatti, senza problemi, da cifre piuttosto fastidiose tra 2.500 e 4.000 ISK, quindi panini imbottiti o spuntini fatti da te ti faranno risparmiare per tutto il viaggio davvero parecchi soldi nel teso budget di viaggio.

Ricorda anche con coerenza che comprare costosa acqua imbottigliata in plastica in Islanda è, dal punto di vista della natura e del portafoglio, un peccato assoluto ed enorme, perché la normalissima e limpida acqua del rubinetto locale è perfettamente pulita, puramente glaciale e di gusto cento volte migliore di qualsiasi cosa stantia trovi sugli scaffali dei negozi delle pompe di benzina.

Per gli amanti della carne si propone poi naturalmente un’esperienza gastronomica isolana assolutamente classica, molto economica e amatissima, con una lunga tradizione: il semplice e veloce hot dog localmente e fieramente chiamato pylsa, che però qui preparano abitualmente e sorprendentemente con un’interessante miscela di genuina carne di agnello, maiale e resti di manzo.

Lo compri con certezza praticamente in ogni grande e affollata pompa di benzina della nota rete locale N1 lungo tutto il tragitto a un prezzo simpatico e accettabile di circa 820 ISK, e tutti i buongustai del posto e persino le guide straniere concordano nel dire che il modo migliore e più sicuro è ordinarlo con tutto (in islandese corretto “eina með öllu”), il che significa che sul bancone te lo ricoprono abbondantemente di cipolla sia fritta e croccante sia cruda e lo annaffiano generosamente e senza preavviso con denso ketchup, salsa remoulade piccante e tradizionale senape islandese dolce.

13. Zuppa calda al caldo presso la cascata Gullfoss

Quando là fuori, alla balaustra, ti geli fino al midollo scattando furiosamente foto di quell’enorme e gelida massa d’acqua che cade nella nebbia, proprio nel grande e moderno centro visitatori presso la cascata Gullfoss funziona un’enorme e a prima vista molto piacevole caffetteria self-service riscaldata con una bella vista panoramica.

In cucina si specializzano sì soprattutto nella molto tradizionale, rinomata e densissima zuppa di carne islandese con verdure, per la quale qui accorrono frotte di turisti entusiasti direttamente dal gelo, ma noi, da onesti vegetariani, ci siamo concessi in un angolo con enorme gioia e gratitudine almeno del pane fresco, morbido e profumato, un enorme bicchiere di tè caldo e dei dolci freschi assolutamente squisiti, che ci hanno fornito subito e in modo affidabile quell’energia mancante e tanto necessaria per le successive ore di intensa corsa all’aperto nel vento.

Dove andare in Islanda dopo il Golden Circle

Il Golden Circle è uno splendido inizio e qui imparerai perfettamente come funziona viaggiare in Islanda. Una volta concluso, consiglio di proseguire verso sud o di esplorare la capitale. Ecco altri nostri articoli che ti torneranno utili:

Domande frequenti

Cos’è il Golden Circle in Islanda?

Il Golden Circle (in italiano comunemente chiamato Circolo d’Oro) è un percorso turistico estremamente popolare lungo circa u003cstrongu003e250-300 chilometriu003c/strongu003e, situato non lontano da Reykjavík, che riunisce in un unico grande pacchetto u003cstrongu003etre delle attrazioni più famoseu003c/strongu003e: il meraviglioso e storico parco nazionale di Þingvellir, l’enorme e ribollente area geotermica attiva di Geysir e la fragorosa e imponente cascata di Gullfoss.

Quanto tempo ci vuole per percorrere il Circolo d’Oro?

Il tempo di guida puro in auto da Reykjavík e ritorno richiede sull’asfalto liscio circa u003cstrongu003e3,5-4 oreu003c/strongu003e senza soste. Per le tre tappe principali e più famose con le passeggiate, mettete in conto altre 5-6 ore, e se lungo il percorso volete aggiungere anche alcuni incantevoli luoghi bonus come il cratere vulcanico Kerið o la rilassante Secret Lagoon, questa ricchissima escursione vi porterà via u003cstrongu003e8-10 oreu003c/strongu003e intense e appaganti, rendendola un programma per un’intera giornata.

Qual è il miglior ordine delle tappe?

L’u003cstrongu003eordine più comune e classicou003c/strongu003e sulla mappa, seguito meccanicamente da quasi tutti i grandi autobus turistici, è iniziare la mattina a Þingvellir, proseguire verso le sorgenti di Geysir e concludere alla cascata di Gullfoss. Il nostro consiglio eccellente e più volte testato è però di alzarsi molto presto la mattina e u003cstrongu003epercorrere l’intero circolo al contrariou003c/strongu003e, quindi iniziare dalla più lontana Gullfoss, dove avrete l’attrazione tutta per voi all’alba, evitando così elegantemente le enormi folle provenienti dalla capitale durante il giorno.

Ce la facciamo in inverno e senza un’auto 4×4?

Sì e senza particolari preoccupazioni, poiché tutte le strade principali e secondarie che collegano le attrazioni del circolo sono accuratamente asfaltate e u003cstrongu003emolto ben mantenuteu003c/strongu003e. La trazione 4×4 non è assolutamente una necessità imprescindibile, anche se in pieno inverno è logicamente molto utile. Piuttosto, non dimenticate di controllare le condizioni meteo attuali su u003ca href=u0022https://en.vedur.is/u0022 target=u0022_blanku0022 rel=u0022nofollow noopeneru0022u003een.vedur.isu003c/au003e e ricordate che in dicembre e gennaio u003cstrongu003ele giornate sono davvero incredibilmente corteu003c/strongu003e con solo poche ore di preziosa luce diurna e sulle strade ventose si forma spesso e rapidamente ghiaccio trasparente ed estremamente pericoloso.

Quanto costano gli ingressi base e i parcheggi?

L’ingresso a piedi all’imponente cascata di Gullfoss e all’ampia area attiva del famoso Geysir, incluso il parcheggio, è u003cstrongu003eancora completamente gratuitou003c/strongu003e, con grande gioia dei portafogli. Nel maestoso parco nazionale di Þingvellir si paga invece un parcheggio giornaliero obbligatorio per l’intera area di 1.000 ISK (circa 7 EUR), l’ingresso al bordo del colorato cratere vulcanico Kerið costa circa 700 ISK (circa 5 EUR) a persona, una breve passeggiata e sosta alla cascata di Brúarfoss vi costerà circa 750 ISK (circa 5 EUR) per il parcheggio e le terme calde della Secret Lagoon costano a seconda dell’età e della stagione circa u003cstrongu003e3.000-4.500 ISK (circa 21-32 EUR)u003c/strongu003e per visitatore.

Si può combinare il circolo in un giorno con la visita alla Blue Lagoon?

Teoricamente è certamente fattibile e possibile dal punto di vista temporale e logistico, soprattutto nei mesi estivi luminosi quando in Islanda c’è luce diurna fino a tarda notte, e un’escursione combinata così intensa e accelerata in auto richiede u003cstrongu003ecirca 11 ore impegnativeu003c/strongu003e. Noi però consigliamo vivamente a tutti i viaggiatori entusiasti di rilassarsi piuttosto in tutta tranquillità nella molto più piccola e decisamente u003cstrongu003epiù tranquilla Secret Lagoon ruraleu003c/strongu003e, che si trova perfettamente e comodamente proprio lungo il percorso del vostro circolo ed è inoltre notevolmente più economica e meno affollata.

A cosa fare più attenzione sull’isola e com’è l’alloggio?

Il principale e più frequente nemico insidioso durante i viaggi in tutta l’Islanda non è tanto il freddo e il gelo, ma piuttosto il u003cstrongu003evento a raffiche estremamente forteu003c/strongu003e, assolutamente imprevedibile e a tratti davvero potente. Quando aprite le portiere dell’auto dopo una sosta, vi preghiamo quindi di tenere sempre le portiere saldamente con entrambe le mani, affinché il vento non ve le u003cstrongu003estrappi letteralmente dai cardiniu003c/strongu003e, problema con cui i noleggi purtroppo combattono ogni singolo giorno e che le assicurazioni standard di solito non coprono affatto, trattandosi di un danno abbastanza frequente ma molto costoso e pericoloso. L’acqua nella popolare fessura di Silfra ha poi una temperatura gelida di 2-4 °C, ma con l’attrezzatura adeguata questa straordinaria esperienza su prenotazione è molto popolare, assolutamente sicura e la gestiscono senza problemi anche u003cstrongu003ebambini entusiasti sopra i dodici anniu003c/strongu003e.

Fiordi orientali dell’Islanda: 12 cose da vedere e fare

TL;DRI fiordi orientali dell’Islanda racchiudono 12 tappe imperdibili, dal canyon di basalto Stuðlagil con le sue acque turchesi alla cascata Hengifoss (128 metri, la terza più alta dell’isola), fino al villaggio artistico di Seyðisfjörður, con la sua via arcobaleno e la chiesetta blu, che dista da Egilsstaðir circa 30 minuti di auto. La base ideale per esplorare la zona è Egilsstaðir, con supermercati e stazioni di servizio: una notte in pensione costa qui tra le 2900 e le 4200 corone ceche per due persone. Per la regione conviene mettere in conto almeno due o tre giorni; il periodo migliore va da giugno ad agosto, quando le strade sono percorribili e a Borgarfjörður eystri si possono osservare le pulcinelle di mare, mentre le renne selvatiche si avvistano lungo la strada tra Egilsstaðir e Höfn dall’autunno alla primavera. Per rilassarti ti consigliamo le sorgenti termali di Laugarfell oppure le vasche galleggianti Vök Baths vicino a Egilsstaðir, a 1300 corone ceche.

Quando ti lasci alle spalle il sud dell’isola, drammatico, mozzafiato ma turisticamente affollatissimo, e giri il volante sulla strada numero uno verso nord-est, il paesaggio sembra finalmente fare un respiro profondo. Il traffico si dirada, le folle alle cascate spariscono e ti ritrovi in un mondo dominato da insenature infinite, montagne ripide e una pace assoluta. Benvenuto in un luogo che molti viaggiatori si limitano ad attraversare di corsa, ma di cui noi ci siamo innamorati fin dal primo istante.

Io e Lukáš abbiamo esplorato i fiordi orientali dell’Islanda il sesto e settimo giorno del nostro road trip autunnale, a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre, e ancora oggi ricordiamo quella bellezza isolata. Mentre al sud capitava di dover schivare i pullman turistici davanti ai monumenti, qui avevamo molti luoghi tutti per noi. Mi affascinava il modo in cui l’asfalto si snoda all’infinito lungo le profonde insenature e come ogni curva svelasse un panorama ancora più bello del precedente.

In questo articolo trovi 12 idee su cosa vedere e fare nei fiordi orientali. Daremo un’occhiata a splendidi canyon di basalto, ti mostrerò il paesino artistico più adorabile e ti dirò dove avvistare pulcinelle di mare poco timorose o renne selvatiche. Aggiungerò anche consigli pratici su dove alloggiare strategicamente, qual è la situazione attuale dei prezzi e perché dovresti fare molta attenzione a quale sponda del fiume scegliere per la tua escursione. Cominciamo! ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Base per le escursioni: il punto strategico migliore per esplorare la parte orientale dell’isola è la cittadina di Egilsstaðir, dove trovi i supermercati e dove si incrociano le strade principali.
  • Il paesino più bello: non puoi assolutamente perderti Seyðisfjörður, che raggiungi da Egilsstaðir in circa 30 minuti attraverso un valico di montagna. Qui trovi la famosa strada arcobaleno e la chiesetta azzurra.
  • Meraviglia naturale: il canyon di basalto Stuðlagil con la sua acqua turchese è un’enorme attrazione, ma fai attenzione a parcheggiare sulla sponda orientale, da dove si può scendere direttamente fino al fiume.
  • Animali: le renne selvatiche vivono solo in questa zona e in alta stagione (fino a metà agosto) a Borgarfjörður eystri trovi un’enorme colonia di pulcinelle di mare poco timorose.
  • Bagni: consideriamo la migliore esperienza termale le lussuose pozze di Laugarfell, in alternativa puoi provare le moderne piscine galleggianti Vök Baths proprio vicino a Egilsstaðir.

Quando andare e come arrivarci

L’arteria di accesso principale è la famosa strada numero uno, conosciuta come Ring Road. Si raggiunge l’est con un lungo viaggio dalla costa sud, attraverso suggestive spiagge nere e lagune glaciali, oppure da nord partendo dal lago Mývatn, e in entrambi i casi il tragitto è di per sé un’esperienza incredibile. Devi però mettere in conto che girare attorno alle singole insenature porta via parecchio tempo, perché i fiordi non si possono accorciare in alcun modo.

Il periodo ideale per la visita è ovviamente l’estate islandese, cioè da giugno ad agosto, quando tutte le strade sono percorribili senza problemi, le giornate sono infinitamente lunghe e puoi osservare le amate pulcinelle di mare. Noi abbiamo percorso la costa orientale all’inizio di ottobre, il che ha avuto l’enorme vantaggio di pochissimi turisti e splendidi colori autunnali, ma non siamo riusciti a vedere gli uccellini, che ad agosto volano verso il mare aperto.

Se prevedi di viaggiare in inverno, ricordati di controllare prima di ogni spostamento il sito ufficiale delle strade islandesi, perché i valichi di montagna (come la strada 93 per Seyðisfjörður) sono spesso chiusi per neve.

Dal 2026, inoltre, in Islanda è in vigore una nuova tassa chilometrica per le auto private, pari a 6,95 ISK (circa 0,05 €) per ogni chilometro percorso. Probabilmente l’autonoleggio te la addebiterà alla riconsegna dell’auto, ma in compenso il prezzo del carburante alla pompa è sceso in modo significativo.

Un avviso speciale riguarda invece l’agosto 2026, quando dall’est e da altre parti dell’isola sarà visibile un’eclissi solare totale. Si prevede una vera follia turistica, quindi se vuoi andarci proprio in quel periodo, prenota tutto in anticipo, anche un anno e mezzo prima.

Dove alloggiare e quanto costa

Il centro logistico e pratico di tutto l’est è senza dubbio la cittadina di Egilsstaðir. Probabilmente non vincerà nessun concorso per l’architettura più bella, ma qui trovi tutto ciò che serve per sopravvivere nella natura più aspra. È proprio da questa città che partivamo per tutte le escursioni dei dintorni, qui rifornivamo le scorte nei grandi supermercati Bónus e Nettó e facevamo benzina, perché più avanti lungo la costa i prezzi di tutto salgono vertiginosamente.

Io e Lukáš durante il nostro viaggio in Islanda non abbiamo mai campeggiato, perché amiamo il nostro comfort e il caldo della sera. Abbiamo sempre dormito in pensioni, ostelli o piccoli appartamenti dotati di cucina condivisa o propria. È infatti il modo migliore in assoluto per risparmiare una fortuna sul cibo in Islanda.

Ogni sera nell’alloggio ci preparavamo cene calde, spuntini per il giorno dopo e riempivamo il thermos di tè bollente, senza il quale probabilmente non saremmo sopravvissuti a quelle giornate ventose. Una notte in una bella pensione a Egilsstaðir costa all’incirca 17.000–25.000 ISK (circa 115–170 €) per due persone, anche se prenotando il soggiorno con largo anticipo si trovano camere più economiche.

💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking, prenota per tempo — in stagione e attorno all’eclissi del 2026 spariscono mesi prima):

Oltre a Egilsstaðir, puoi alloggiare direttamente in uno dei romantici fiordi. Bellissimi hotelletti li trovi nel villaggio di Seyðisfjörður, dove i prezzi partono da 21.000 ISK (circa 143 €) in su, e se arrivi in estate principalmente per osservare le pulcinelle di mare, ti consiglio di passare la notte nella frazione di Bakkagerði, nella zona di Borgarfjörður eystri. Fai solo attenzione: in questi piccoli villaggi le capacità ricettive sono molto limitate e in alta stagione spariscono davvero alla velocità della luce.

Le cittadine e i villaggi più belli dell’est

La prima parte dei nostri consigli si concentra sui luoghi dove vive la gente. I fiordi orientali sono costellati di piccoli villaggi di pescatori, rannicchiati sotto ripidi pendii montuosi e raggiungibili spesso da un’unica strada tortuosa. La maggior parte di essi conta solo poche centinaia di abitanti, un modesto porto e un’atmosfera inconfondibile che altrove sull’isola non vivrai tanto facilmente.

1. Seyðisfjörður e la sua famosa strada arcobaleno

Quando il sesto giorno del viaggio ci siamo sistemati a Egilsstaðir piuttosto presto nel pomeriggio, ci siamo accorti di avere ancora un sacco di tempo, così siamo risaliti in auto e ci siamo diretti oltre le montagne verso Seyðisfjörður.

Sono circa 30 minuti di guida lungo la strada 93 e già il tragitto in sé è un’esperienza, perché si sale attraverso il valico di Fjarðarheiði a oltre 600 metri sul livello del mare per poi scendere ripidamente verso il fiordo. Tra l’altro, è proprio lungo questa strada che Ben Stiller sfreccia su un longboard nel film “I sogni segreti di Walter Mitty”.

Seyðisfjörður conta poco meno di settecento abitanti, ma è il vero centro culturale di tutto l’est. Qui trovi la famosa strada arcobaleno (Rainbow Street), che ti porta direttamente alla splendida chiesetta azzurra Bláa kirkjan.

Il paesino è pieno di piccole gallerie, caffè deliziosi e di un’atmosfera bohémien. In più, dalla danese Hirtshals arriva qui il grande traghetto Norröna, quindi quando la nave attracca il numero di persone per strada triplica per qualche ora. Concediti senz’altro un caffè e fai una passeggiata tra le vecchie casette di legno.

2. Reyðarfjörður e la salita al monte Grænafell

Se ti piace un relax un po’ più attivo, fai un salto nella cittadina di Reyðarfjörður, che sorge sulle rive del fiordo più lungo di tutta la costa orientale. La città è nota soprattutto per la sua storia industriale e per l’impianto di alluminio, ma noi siamo venuti qui per la natura e abbiamo fatto una facile escursione a piedi sul monte Grænafell, che si erge proprio sopra il centro.

Questa salita ci ha richiesto circa due ore a un ritmo tranquillo e la ricompensa è stata un panorama mozzafiato su tutto il fiordo allungato e sulle cime circostanti. Il sentiero all’inizio sale piuttosto ripido e si snoda in un piccolo bosco (che in Islanda, tra l’altro, è una rarità enorme), prima di arrivare a pianori più aperti. È una tappa ideale per sgranchirsi le gambe quando non ne puoi più di stare seduto in auto.

3. Neskaupstaður e una piccola delusione nella grotta

La nostra meta successiva all’est era Neskaupstaður, la cittadina più orientale, a cui devi arrivare attraverso un lungo tunnel. La strada per raggiungerla è assolutamente incantevole: lungo il percorso pascolano le pecore e le montagne precipitano direttamente nell’oceano gelido. La città in sé ha un grazioso porticciolo e un’atmosfera nel complesso molto sonnacchiosa e tranquilla.

Qui volevamo esplorare la cosiddetta grotta pasquale Páskahellir, che si trova sulla costa poco fuori città. E qui devo essere del tutto sincera: per noi è stata una piccola delusione 😅. Ci aspettavamo qualcosa di molto più epico, ma in realtà era solo una piccola cavità nella roccia, raggiungibile attraverso un sentiero piuttosto fangoso e scivoloso.

Se hai un itinerario molto fitto e il tempo stringe, secondo me questo posto lo puoi saltare con la coscienza pulita e dedicare piuttosto le tue energie alle altre meraviglie di questa regione aspra.

4. Djúpivogur e le uova di granito nel porto

Se percorri la Ring Road salendo da sud, la tua prima tappa importante all’est sarà probabilmente il villaggio di Djúpivogur. Questa piccola cittadina vanta il certificato Cittaslow, il che significa che qui tutto si fa con lentezza, qualità e rispetto per le tradizioni e l’ambiente. Lo percepisci davvero nell’aria: nessuno ha fretta di andare da nessuna parte e ovunque regna una calma perfetta.

L’attrazione principale per cui i turisti di solito deviano qui è l’opera d’arte Eggin í Gleðivík, che si estende lungo la costa vicino al porto. Si tratta di 34 uova di granito di dimensioni esagerate, ognuna delle quali rappresenta una specie di uccello che nidifica in questa zona. È un ottimo posto per una breve passeggiata e, poco distante, puoi gustare un ottimo caffè caldo osservando le barche da pesca dondolare sulle onde.

💡 Consiglio: biglietti ed escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene prenotarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

Meraviglie naturali, cascate e canyon mozzafiato

Naturalmente l’est non è fatto solo di città, anzi: nasconde alcuni degli scenari naturali più belli che abbiamo visto sull’isola. Rispetto al famoso Circolo d’Oro o alla costa sud, qui regna un’atmosfera molto più selvaggia e solitaria, che rende questi luoghi davvero eccezionali. Che tu cerchi fiumi turchesi o cascate fragorose, i fiordi orientali con le loro meraviglie non ti deluderanno di certo.

5. Il canyon di basalto Stuðlagil

Questo è, senza esagerare, uno dei luoghi più fotogenici di tutta l’isola e, per pura coincidenza, è stato scoperto solo in tempi relativamente recenti. Per decenni questo imponente canyon di basalto è rimasto nascosto sotto un impetuoso fiume glaciale, ma quando nel 2009 fu completata una centrale idroelettrica nei dintorni, il livello dell’acqua si abbassò svelando un’incredibile parete di colonne di basalto esagonali, geometricamente perfette, tra le quali oggi scorre un’acqua di un turchese brillante.

Durante la visita devi fare enorme attenzione a quale sponda del fiume scegliere per la tua escursione. La sponda occidentale offre sì un accesso rapido e una scalinata di nuova costruzione fino a una piattaforma panoramica, dove trovi anche i bagni e un piccolo food truck, ma da qui non si può scendere fino al fiume.

Noi consigliamo sempre di parcheggiare sulla sponda orientale: da qui devi camminare circa 40 minuti lungo un sentiero pietroso, ma solo così puoi scendere fin dentro al cuore del canyon e toccare l’acqua gelida. In entrambi i casi pagherai 1.000 ISK di parcheggio (circa 7 €), facilmente gestibili tramite la popolare app Parka.

6. L’imponente cascata Hengifoss

Mentre il sud dell’Islanda si vanta delle cascate Skógafoss e Seljalandsfoss, l’est ha il suo fiore all’occhiello: la cascata Hengifoss. Con i suoi 128 metri d’altezza è la terza cascata più alta dell’isola, ma ciò che la rende davvero unica non è solo l’altezza, bensì soprattutto la parete su cui l’acqua precipita. Il basalto nero è infatti attraversato da strati di argilla di un rosso vivido, e l’insieme con l’acqua scrosciante ha un effetto letteralmente magico.

Noi ci siamo arrivati il settimo giorno del road trip e il percorso dal parcheggio verso l’alto ci ha richiesto circa mezz’ora a un ritmo piuttosto sostenuto in salita, anche se la maggior parte delle guide indica un tempo tra i 45 e i 90 minuti a tratta.

Dipende molto dalla tua forma fisica e da quanto ti fermerai ad ammirare il panorama, perché circa a metà salita superi una cascata più piccola ma altrettanto interessante, la Litlanesfoss, splendidamente racchiusa tra perfette colonne di basalto. Mettiti senz’altro scarpe robuste, perché dopo la pioggia il sentiero diventa parecchio scivoloso.

lukas a lucka
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7. Il lago Lagarfljót e il mostro islandese

Quando ti sistemerai a Egilsstaðir, noterai senz’altro un enorme lago dalle acque torbide che si estende lungo tutta la città. Si chiama lago Lagarfljót e per gli islandesi ha un significato simile a quello del Loch Ness scozzese. La gente del posto, infatti, ti racconterà con espressione mortalmente seria la leggenda di un gigantesco verme lacustre di nome Lagarfljótsormurinn, il cui primo avvistamento è documentato già nel 1345.

Non posso garantirti che vedrai davvero il mostro, ma il giro lungo le sponde del lago è comunque molto piacevole. Inoltre, sulla sua sponda orientale trovi la foresta di Hallormsstaður, che per gli standard islandesi è una rarità enorme, dato che l’isola è altrimenti quasi completamente spoglia a causa dell’antico disboscamento. Gli alberi qui profumano splendidamente ed è un ottimo posto per una breve sosta o uno spuntino con le proprie scorte.

8. La maestosa montagna Snæfell

Durante i nostri vagabondaggi all’est ammiravamo di continuo un’enorme montagna solitaria che da lontano vegliava su tutto il paesaggio. La montagna Snæfell, che tradotto significa appropriatamente “Montagna di neve”, con i suoi 1.833 metri d’altezza è la montagna più alta dell’Islanda al di fuori dei ghiacciai, anche se la sua vetta è coperta da una coltre bianca praticamente tutto l’anno.

Non avevamo intenzione di scalarla davvero (per farlo servono esperienza solida, ottima attrezzatura e idealmente i mesi estivi), ma già solo la sua vista dall’auto o dalle pianure circostanti è davvero affascinante. La montagna sembra un gigantesco guardiano degli altipiani orientali e al tramonto, quando la sua cima innevata si colora di rosa, non saprai dove puntare per prima l’obiettivo della macchina fotografica.

Animali e sorgenti calde: cos’altro vivere qui

Oltre alla natura inanimata, l’est offre anche fantastici incontri con la fauna e alcune delle migliori piscine termali del paese. Dato che ci sono meno turisti, gli animali sono più tranquilli e le terme non sono disperatamente affollate come la famosa Laguna Blu vicino all’aeroporto.

9. Borgarfjörður eystri e le pulcinelle di mare poco timorose

Se viaggi in Islanda tra fine aprile e metà agosto, non devi assolutamente perderti il piccolo villaggio di Borgarfjörður eystri. Proprio qui, nel porto di Hafnarhólmi, trovi probabilmente il luogo migliore e più accessibile in assoluto per osservare le adorabili pulcinelle di mare su tutta l’isola. Ne nidificano circa 10.000 coppie e la gente del posto ha costruito per i visitatori piattaforme di legno da cui puoi osservare queste piccole creature letteralmente a un metro di distanza.

Noi ci siamo venuti in esplorazione il settimo giorno del nostro viaggio (il tragitto da Egilsstaðir ci ha richiesto circa un’ora), ma dato che era già inizio ottobre, delle pulcinelle non c’era più traccia. Gli uccellini erano semplicemente volati via per l’inverno verso il mare aperto e nel villaggio non succedeva proprio nulla: c’erano silenzio e vuoto assoluti.

Fuori dalla stagione degli uccelli, questa deviazione la consiglio quindi solo ai veri grandi amanti delle strade isolate; al contrario, a giugno e luglio è una tappa imperdibile.

10. Renne selvatiche lungo la strada

Forse ti sorprenderà, ma la parte orientale dell’Islanda è l’unica zona di tutta l’isola dove puoi avvistare renne selvatiche allo stato brado. Furono portate qui nel XVIII secolo dalla Norvegia per scopi agricoli, ma quel tentativo non andò esattamente come previsto: gli animali sono diventati selvatici e oggi ne vagano liberamente diverse migliaia.

Hai le maggiori probabilità di incontrarle lungo la strada numero uno, nel tratto tra le città di Egilsstaðir e Höfn, soprattutto dall’autunno alla primavera, quando a causa della neve scendono dalle montagne verso la costa e talvolta leccano persino il sale direttamente dalle strade.

Noi abbiamo avvistato un branco di renne proprio dal finestrino dell’auto ed è stata un’esperienza fantastica, ma allo stesso tempo è un motivo di enorme prudenza. Soprattutto al crepuscolo tieni gli occhi ben aperti mentre guidi, perché uno scontro con una renna non è proprio una cosa che vuoi dover gestire con l’autonoleggio.

11. Le lussuose pozze termali di Laugarfell

Dopo lunghe passeggiate nel gelido vento islandese non c’è niente di meglio che immergersi nell’acqua calda. Il settimo giorno ci siamo quindi diretti verso le sorgenti termali di Laugarfell, che si trovano su un altopiano a est della montagna Snæfell. È un po’ lontano dalla civiltà e la strada per arrivarci può essere a tratti sconnessa, ma vale ogni singolo minuto di viaggio.

Qui trovi due splendide pozze all’aperto costruite con pietre naturali, in cui l’acqua ha la temperatura ideale per crogiolarsi a lungo. Mentre ti si gela il naso, il corpo si scalda nell’acqua calda e tu puoi semplicemente ammirare l’infinita tundra tutt’intorno. È stato davvero un bagno di lusso, che ricordiamo ancora oggi con affetto, perché quella volta eravamo quasi soli.

12. Le piscine galleggianti Vök Baths

Se non hai voglia di spingerti nella natura selvaggia e preferisci una struttura termale più moderna, vai alle Vök Baths, che si trovano letteralmente a cinque minuti di guida da Egilsstaðir, sul lago Urriðavatn. Questo posto è architettonicamente sbalorditivo, perché le piscine termali galleggiano direttamente sulla superficie del lago. L’acqua, tra l’altro così pura da poter essere bevuta, nelle vasche oscilla tra i 37 e i 41 gradi Celsius.

L’ingresso per un adulto costa 7.690 ISK (circa 52 €) e i biglietti, specialmente durante la stagione estiva, ricordati di prenotarli con sufficiente anticipo sul loro sito ufficiale, perché la capacità è per ovvi motivi limitata. Noi qui non ci siamo stati, perché abbiamo dato la precedenza alla più selvaggia Laugarfell, ma da molte persone abbiamo sentito grandi lodi su queste terme galleggianti.

Dove mangiare

Come ho già accennato, io e Lukáš per tutta la durata del soggiorno in Islanda abbiamo praticamente sempre cucinato nelle cucine dei nostri alloggi. L’Islanda è incredibilmente cara e le visite quotidiane ai ristoranti avrebbero rovinato senza ombra di dubbio il nostro budget. Dato che siamo entrambi vegetariani, la nostra alimentazione si basava soprattutto su pasta, verdure e gli ottimi yogurt locali skyr, che compravamo da Bónus. Eppure, ogni tanto, si ha bisogno di un cambiamento e del tepore di un caffè riscaldato.

Durante la nostra visita a Seyðisfjörður siamo entrati in un fantastico centro artistico, di cui fa parte lo Skaftfell Bistro. Hanno un’atmosfera meravigliosa e fanno un’ottima pizza vegetariana, che dopo un’intera giornata all’aperto ci siamo gustati tantissimo.

Un altro posto fantastico che abbiamo scoperto vicino a Egilsstaðir è Móðir Jörð. Si tratta di una fattoria biologica con caffetteria, che propone una solida offerta vegetariana con ingredienti propri; noi ci abbiamo assaggiato una fantastica zuppa cremosa.

Devo menzionare anche il piccolo food truck sulla sponda occidentale del canyon Stuðlagil, dove certo non farai un pranzo completo, ma la loro zuppa vegetariana e un caffè caldo da tenere in mano ti scalderanno incredibilmente dopo la passeggiata.

Se cerchi gastronomia rinomata e non ti dispiace che non sia un consiglio vegetariano, molti viaggiatori vanno in estasi per il locale Norð Austur a Seyðisfjörður. È un ristorante molto apprezzato, specializzato in sushi fresco di pesce e frutti di mare locali. Aprono solo nella stagione estiva e qui la prenotazione è assolutamente indispensabile, perché i tavoli vanno disperatamente esauriti con largo anticipo. Noi naturalmente l’abbiamo saltato visto il nostro regime alimentare, ma le recensioni sono fenomenali.

Dove andare poi

Se la nostra guida ai fiordi orientali ti ha messo voglia di continuare a esplorare questa isola incantevole, dai senz’altro un’occhiata anche ai nostri altri articoli. Ci abbiamo raccolto tutte le nostre esperienze, gli itinerari e i consigli per sfruttare al massimo il viaggio:

Per concludere, ripeto soltanto i nostri consigli pratici preferiti. Io e Lukáš abbiamo da tempo un’ottima esperienza con Booking.com, che usiamo per prenotare tutti i nostri alloggi in giro per il mondo. Per il noleggio dell’auto in Islanda usiamo normalmente il comparatore RentalCars, dove puoi filtrare comodamente i modelli con trazione 4×4. E i voli economici li cerchiamo come sempre su Kiwi, il nostro portale preferito per combinare diversi collegamenti.

Domande frequenti

Quanti giorni mi servono per esplorare i fiordi orientali?

Assicuratevi di riservare u003cstrongu003ealmeno due o tre giorniu003c/strongu003e. Spesso le persone cercano di attraversare questa regione in un solo giorno durante un tour lungo la Route 1, ma questo significa che perderete tempo nelle deviazioni verso le singole baie e non riuscirete ad assaporare nulla di quella meravigliosa atmosfera solitaria.

Quale lato del fiume dovrei scegliere quando visito il canyon di Stuðlagil?

Il lato occidentale è veloce e facilmente accessibile, ha una piattaforma panoramica e nuove scale, ma non permette di raggiungere l’acqua. Il lato orientale richiede un’escursione da 4 a 8 chilometri (a seconda di dove parcheggiate), ma u003cstrongu003esolo da lì potete scendereu003c/strongu003e direttamente tra le colonne di basalto fino al fiume. Su entrambi i lati si paga un parcheggio di 1.000 ISK tramite l’app Parka.

Quando e dove posso vedere i pulcinella di mare e le renne selvatiche in Islanda?

I papagalli di mare si possono osservare a Borgarfjörður eystri da fine aprile a metà agosto, con il periodo migliore tra u003cstrongu003egiugno e lugliou003c/strongu003e, idealmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio. Le renne selvatiche vivono solo nell’est lungo la Route 1 e le si incontrano più frequentemente u003cstrongu003eda ottobre ad aprileu003c/strongu003e, quando scendono dalle montagne verso le strade.

Qual è il fuso orario in Islanda?

L’Islanda u003cstrongu003enon utilizza l’ora legaleu003c/strongu003e e durante tutto l’anno segue il tempo medio di Greenwich (GMT). Per noi dalla Repubblica Ceca questo significa che in inverno in Islanda c’è 1 ora in meno rispetto a noi, e in estate (quando noi passiamo all’ora legale) ci sono addirittura u003cstrongu003e2 ore in menou003c/strongu003e.

Perché l’Islanda è in realtà un paese così ricco?

L’economia dell’Islanda si basa principalmente su tre pilastri fondamentali: la u003cstrongu003ericca pescau003c/strongu003e nei mari circostanti, l’enorme boom del turismo negli ultimi dieci anni e l’utilizzo dell’economica u003cstrongu003eenergia geotermica e idroelettricau003c/strongu003e. Grazie all’energia proveniente dalla natura, possono inoltre trasformare a basso costo l’alluminio importato.

Quando è il momento migliore per volare in Islanda?

Dipende da cosa vuoi vedere. u003cstrongu003eL’estate è idealeu003c/strongu003e per i pulcinella di mare, le lunghe giornate e le escursioni nell’entroterra. L’autunno (settembre e ottobre) regala splendidi colori e meno affollamento, u003cstrongu003el’inverno è perfetto per l’aurora borealeu003c/strongu003e e le grotte di ghiaccio, anche se le giornate sono estremamente corte e le strade spesso chiuse per la neve.

È difficile arrivare in macchina al paesino di Seyðisfjörður?

Da Egilsstaðir si raggiunge la cittadina attraverso la strada 93 e il passo di montagna Fjarðarheiði, impiegando u003cstrongu003ecirca 30-45 minutiu003c/strongu003e. In estate è un percorso bellissimo e sicuro, ma u003cstrongu003ein inverno viene spesso chiusou003c/strongu003e questo tratto pieno di tornanti stretti a causa delle bufere di neve e del forte vento, quindi controllate sempre prima di partire le u003ca href=u0022https://umferdin.is/enu0022 target=u0022_blanku0022 rel=u0022nofollow noopeneru0022u003econdizioni stradali aggiornateu003c/au003e.

Isola di Krk, Croazia: 12 cose da vedere e fare nel 2026

TL;DRL’isola di Krk in Croazia unisce storia, spiagge selvagge e un accesso facilissimo dalla terraferma grazie a un ponte lungo 1430 metri, gratuito per tutti i veicoli dal 2020. Tra i 12 spunti principali c’è la storica città di Krk, con le terze mura più estese della Croazia e il Castello Frankopan, la località balneare di Baška con Vela plaža, una spiaggia di ciottoli e fondale sabbioso lunga quasi due chilometri, il borgo vinicolo di Vrbnik, famoso per il vino bianco Žlahtina e per Klančić, la via più stretta del mondo (43 cm), oppure l’isolotto di Košljun con il suo monastero franciscano, raggiungibile in barca da Punat. I mesi migliori per andarci sono giugno e agosto, quando il mare è caldo (23-27°C), mentre maggio, settembre e ottobre offrono un’atmosfera più tranquilla e prezzi degli alloggi più convenienti.

Se stai pensando a una vacanza sul mare Adriatico, probabilmente ti è già venuta in mente una delle isole più accessibili della Croazia, soprannominata storicamente e a ragione l’Isola d’Oro. Krk, in Croazia, offre una combinazione davvero unica di storia profonda, splendide spiagge selvagge e un’infrastruttura perfetta che ti permette di arrivarci con incredibile facilità.

Un enorme vantaggio è il grande ponte che collega l’isola alla terraferma, così non devi aspettare il traghetto né pagarne il biglietto. Tanto per darti un’idea, dal 2020 questo imponente ponte è completamente esente da pedaggio, il che rende Krk una destinazione ideale anche per i road trip più spontanei.

In questa guida ti mostro 12 idee concrete su cosa vedere e fare per goderti l’isola al massimo. Esploreremo i vicoli antichi del capoluogo, scopriremo il celebre paesino vinicolo arroccato sulla scogliera e ti dirò dove trovare le spiagge più belle o dove conviene alloggiare strategicamente.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Come arrivare: Un ponte di 1430 metri collega l’isola alla terraferma ed è completamente gratuito per tutti i veicoli dal 2020.
  • Storia: Il capoluogo Krk vanta le terze mura più estese della Croazia e uno splendido castello dei Frangipane.
  • Balneazione: A sud trovi la località di Baška con la famosa spiaggia di ciottoli lunga quasi due chilometri, con fondale sabbioso.
  • Vino e romanticismo: Vrbnik è un pittoresco borgo collinare sulla scogliera, dove nasce l’esclusivo vino bianco Žlahtina.
  • Curiosità: Puoi provare a infilarti nel vicolo Klančić, che misura in larghezza appena 43 centimetri.
  • Escursioni: Dal paesino di Punat raggiungi facilmente con un taxi-barca la piccola isoletta verde di Košljun con il suo monastero francescano.
  • Traghetti: Dal porto di Valbiska attraversi comodamente in traghetto verso le isole vicine di Cres o Rab.

Quando andare sull’isola di Krk

L’isola di Krk è tra i luoghi più soleggiati di tutta Europa: ogni anno si contano qui ben 2500 ore di sole. Se ami il vero caldo e la balneazione, l’alta stagione va da giugno ad agosto, quando le temperature dell’aria si mantengono stabilmente tra i 25 e i 30 gradi e il mare si riscalda fino a splendidi 23-27 gradi.

Devi però tenere presente che luglio e agosto rappresentano il picco assoluto della stagione, il che comporta spiagge affollate, ristoranti pieni e prezzi degli alloggi decisamente più alti. Per questo ti consiglio caldamente di valutare i mesi di spalla, come maggio, giugno o settembre, quando il tempo è ancora molto piacevole per il bagno, ma i vicoli stretti dei centri storici e le baie più remote sono molto più tranquilli. I mesi primaverili portano inoltre una natura splendidamente in fiore, che apprezzerai soprattutto durante le escursioni nel verde entroterra.

Se il tuo obiettivo principale è scoprire i monumenti, andare in bici e assaggiare la gastronomia locale, ottobre offre i prezzi degli alloggi più convenienti in assoluto e temperature ancora accettabili per il movimento all’aria aperta. I mesi autunnali sono anche perfetti per lunghe escursioni a piedi attraverso l’affascinante paesaggio lunare del sud dell’isola, dove sotto la calura estiva e al sole diretto soffriresti inutilmente. In sostanza, fuori dai mesi clou apprezzerai il fatto di non dover farti largo tra le folle di turisti e potrai goderti molto meglio l’autentica atmosfera isolana.

Dove alloggiare sull’isola di Krk

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: l’alloggio lo cerchiamo più volentieri su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, tour e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

La scelta della zona ideale dipende soprattutto dal tipo di vacanza che preferisci, perché ogni parte dell’isola ha un’atmosfera leggermente diversa e del tutto specifica. La città di Krk in sé è un compromesso assolutamente ottimo se vuoi avere a portata di mano monumenti storici, ottimi ristoranti e al contempo raggiungere molto facilmente le spiagge curate nei dintorni.

Proprio nel centro della città posso consigliarti il bellissimo Boutique Hotel Marina, che si trova proprio in riva al mare e offre un servizio impeccabile e splendide viste direttamente sul porto con le barche all’ancora. Se viaggi in famiglia e il tuo obiettivo principale è piuttosto una balneazione tranquilla in acque basse, valuta sicuramente la località di Baška, all’estremo sud dell’isola.

Baška è famosa per la sua iconica spiaggia lunga e qui trovi ad esempio l’attrezzatissimo Corinthia Baška Sunny Hotel, che offre ampie piscine e si trova a pochi passi dal mare. Per chi ama la quiete assoluta, le viste mozzafiato e il romanticismo, la scelta imbattibile è invece lo storico Vrbnik, sulla aspra costa orientale.

Qui puoi soggiornare nel lussuoso Hotel Vinotel Gospoja, che unisce con eleganza il design moderno alla lunga tradizione vinicola e offre alcune delle migliori viste sulla terraferma. Un’altra zona molto amata e tranquilla per le famiglie sono le piccole località di Malinska e Njivice, nel nord-ovest, da cui sei vicino sia al ponte per la terraferma sia all’aeroporto dell’isola. I lungomare locali sono piacevolmente ombreggiati da alti pini, cosa che apprezzerai molto soprattutto nelle calde giornate estive.

12 cose da vedere e fare sull’isola di Krk

L’isola è sì piuttosto compatta, ma offre un’enorme quantità di esperienze, dalla scoperta di fortezze medievali ai bagni in baie selvagge fino agli assaggi di ottimo cibo locale. Ecco dodici luoghi concreti che non dovresti tralasciare.

1. La città di Krk e le sue mura storiche

Il capoluogo dell’isola appartiene senza dubbio agli insediamenti più antichi di tutto l’Adriatico, con una storia affascinante che risale a oltre duemila anni fa. Già al primo sguardo ti incanteranno le sue maestose mura che, tra l’altro, dopo Ston e Dubrovnik sono la terza fortificazione più estesa di tutta la Croazia.

Una passeggiata nel centro storico è come un vero viaggio nel tempo, perché gli stretti vicoli in pietra sono fiancheggiati da antiche case, piccoli caffè a conduzione familiare e botteghe locali piene di prodotti artigianali tradizionali. L’atmosfera qui è assolutamente inconfondibile e avvolgente, soprattutto al tramonto, quando la luce calda del sole che cala colora le vecchie pietre con splendide sfumature dorate. Prova a fermarti un attimo nella piazza principale Vela placa che, da secoli, fa da cuore di tutta la vita cittadina e dove puoi osservare con calma il pulsare della vita isolana.

💡 Consiglio: nel centro storico si entra meglio attraverso le antiche porte cittadine, che ancora oggi sorvegliano saldamente il cuore storico. Riservati sicuramente abbastanza tempo per perderti senza meta nel labirinto dei vicoli, perché è proprio così che ti imbatterai nelle gallerie più interessanti e nelle romantiche piazzette nascoste.

2. Il castello dei Frangipane e la piazza Kamplin

Proprio sul mare, nella pittoresca e tranquilla piazza Kamplin, si erge fiero l’imponente castello dei Frangipane, che la celebre casata nobiliare costruì gradualmente dal dodicesimo al quindicesimo secolo. Lo riconosci al primo sguardo dalle caratteristiche torri: la torre quadrata più antica conservata risale già al 1191, mentre la massiccia torre rotonda fu aggiunta un po’ più tardi, intorno al 1476.

Quando entri per la prima volta nell’ampio cortile in pietra, percepisci subito la maestosità di questo luogo storico che in passato proteggeva coraggiosamente la città dagli attacchi dei pirati dal mare. Nel sedicesimo secolo, inoltre, l’intera costruzione fu modificata dai veneziani, il che diede al castello il suo aspetto attuale. Oggi l’intero complesso è pienamente accessibile al pubblico e, salendo sulle vecchie mura, offre viste panoramiche assolutamente fantastiche su tutto il centro storico e sul mare aperto e infinito.

💡 Consiglio: ti suggerisco di pianificare la visita a questo castello medievale di primo mattino o, al contrario, nel tardo pomeriggio, per evitare il caldo estivo più forte e goderti le migliori condizioni di luce per fotografare i monumenti. L’ingresso ha prezzi molto accessibili e quella vista mozzafiato dalla torre più alta ne vale assolutamente la pena.

3. La cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria

Proprio accanto al castello medievale trovi un altro gioiello architettonico imperdibile: l’imponente cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria. Questa splendida costruzione romanica del dodicesimo secolo cela una storia incredibilmente ricca, perché fu originariamente costruita sulle antiche fondamenta di terme romane e successivamente sulle rovine di una basilica paleocristiana del quinto secolo.

All’interno della cattedrale ti sorprenderanno al primo sguardo le decorazioni molto sontuose e l’atmosfera sacra e serena, che contrasta nettamente con il vivace andirivieni della piazza assolata all’esterno. Particolare attenzione meritano qui i capitelli delle colonne, lavorati nei dettagli, e i bellissimi altari decorati, che riflettono perfettamente l’incredibile abilità dei maestri scalpellini dell’epoca.

💡 Consiglio: durante la visita alla cattedrale principale non dimenticare di dare un’occhiata anche all’adiacente chiesa di San Quirino, ingegnosamente collegata alla cattedrale stessa. Questa particolare chiesa si distingue per la sua del tutto insolita architettura romanica a due piani, una vera rarità storica in tutta l’area adriatica, che non dovresti assolutamente trascurare.

4. Baška e la famosa spiaggia di ciottoli Vela plaža

Se ti spingi nell’estremo, caldo sud dell’isola, arrivi alla rinomata località di Baška, che è la fiera dimora di una delle spiagge più famose e belle di tutta la Croazia. L’iconica Vela plaža è una spiaggia di ciottoli lunga ben 1,8-2 chilometri che, grazie alla sua assoluta pulizia, può vantare da tempo il prestigioso riconoscimento ecologico Bandiera Blu.

Ciò che però rende questa spiaggia così eccezionale e tanto amata soprattutto dalle famiglie con bambini piccoli è il fondale sabbioso inaspettatamente morbido e l’ingresso in acqua molto graduale e sicuro. Il mare qui gioca inoltre con splendidi colori turchesi e a fare da scenografia drammatica all’intera profonda baia ci sono colline ripide e arse dal sole, che appaiono quasi maestose e creano un perfetto contrasto fotogenico con la superficie azzurra dell’acqua.

💡 Consiglio: poiché Vela plaža è davvero estremamente popolare in tutta Europa, nei mesi clou dell’estate tende a riempirsi fino all’ultimo posto piuttosto presto. Se in vacanza cerchi più tranquillità, ti consiglio caldamente di andare in spiaggia molto presto la mattina, oppure di passeggiare lungo i sentieri costieri segnalati fino alle baie romantiche più piccole e decisamente più appartate nelle immediate vicinanze.

5. Il mistero della Tavola di Baška a Jurandvor

A poca distanza dalla vivace Baška si trova il villaggio apparentemente anonimo di Jurandvor, che però cela uno dei tesori storici più grandi e preziosi di tutta la nazione croata. Proprio in questo luogo tranquillo, nella piccola e modesta chiesetta di Santa Lucia, fu in passato scoperta la famosa cosiddetta Tavola di Baška, che secondo gli storici risale al periodo intorno all’anno 1100.

Questo massiccio monumento in pietra rappresenta uno dei più antichi documenti scritti in alfabeto glagolitico paleoslavo e ha per tutti gli abitanti del luogo un enorme significato culturale e simbolico. Sebbene il prezioso originale della tavola sia stato trasportato per ragioni di sicurezza all’accademia delle scienze nella capitale Zagabria, proprio nell’antica chiesa di Santa Lucia puoi osservare da vicino la sua copia assolutamente fedele e perfetta e respirare l’atmosfera misteriosa di questo luogo magico.

💡 Consiglio: durante la visita alla vecchia chiesetta fatti raccontare dalle guide l’avvincente storia di come questa pesante tavola di pietra fu scoperta del tutto per caso proprio nel pavimento originale della chiesa. Attorno all’edificio si trovano inoltre i resti parzialmente portati alla luce di una vecchia abbazia benedettina, che puoi visitare con calma e senza fretta.

6. Vrbnik: il borgo sulla scogliera e il vino Žlahtina

Sull’aspra costa orientale dell’isola non potrai certo non notare lo splendido borgo collinare di Vrbnik, che si erge drammaticamente su una ripida scogliera calcarea a circa cinquanta metri sopra il livello del mare. Questo romantico insediamento storico, con una ricca tradizione di oltre novecento anni, in passato era un centro di enorme importanza per la nobiltà dei Frangipane e anche la culla dell’antica letteratura glagolitica.

Oggi però Vrbnik è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per la sua gastronomia locale, perché esclusivamente nel locale campo di Vrbnik, di una superficie di circa 211 ettari, nasce l’esclusivo vino bianco autoctono chiamato Žlahtina. Il risultato del lavoro accurato dei viticoltori locali è un vino molto secco, incredibilmente fresco e gustoso, che con il suo sapore delicato si abbina alla perfezione con la tradizionale cucina adriatica e con le calde serate estive.

💡 Consiglio: nelle taverne locali consiglio assolutamente di assaggiare la rinomata specialità chiamata šurlice, ossia un’eccellente pasta fatta a mano tipica dell’isola. Se preferisci i piatti senza carne, le šurlice sono buonissime servite con pomodori freschi e profumati, funghi locali e formaggio di pecora dell’isola grattugiato, abbondantemente condite con olio d’oliva fatto in casa. I ristoranti locali spesso preparano anche specialità di carne come il celebre agnello di Krk o vari pesci del Quarnero, ma le versioni vegetariane della pasta con un bicchiere fresco di Žlahtina sono una vera esperienza gourmet.

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7. Klančić: attraverso il vicolo più stretto del mondo

Durante le romantiche passeggiate per gli ombrosi vicoli in pietra dell’antica Vrbnik ti imbatterai senz’altro in un’attrazione turistica molto insolita e, per molti, piuttosto divertente. Qui si trova infatti un vicolo poco appariscente chiamato Klančić, che nelle guide vanta molto spesso e a ragione il titolo ufficioso di via più stretta del mondo.

Nel suo punto più stretto in assoluto, tra le vecchie case in pietra, misura in larghezza appena quarantatré centimetri, quindi attraversarlo con successo richiede un po’ di destrezza fisica e, negli adulti, talvolta anche una bella pancia in dentro. Non c’è da stupirsi che sia un luogo amatissimo per le foto vacanziere divertenti e che molti visitatori curiosi provino sorridendo a vedere se riescono a infilarsi fino all’altro lato senza incastrarsi.

💡 Consiglio: questo grazioso vicolo è abbastanza nascosto nell’intricato labirinto del centro storico, quindi potrebbe volerci un po’ prima che tu lo scopra tra quelle viuzze tortuose. Non aver paura di chiedere agli abitanti del luogo, che sono abituati ai turisti e ti indicheranno volentieri e con il sorriso la direzione giusta, magari aggiungendo anche qualche storiella divertente sui viaggiatori rimasti incastrati.

8. Punat e la traversata verso l’isoletta di Košljun

Nel protetto sud-ovest dell’isola si estende il tranquillo paesino di Punat, ben noto tra i velisti soprattutto per la sua ampia baia Puntarska draga e per una delle marine per yacht più grandi e meglio attrezzate di tutta l’area adriatica. Il vero gioiello, del tutto unico, di questa baia chiusa è però la piccola isoletta verde di Košljun, che ha una superficie di appena sei ettari e si trova suggestivamente proprio in mezzo alla tranquilla superficie dell’acqua.

Tutta questa isoletta circolare funziona come una riserva naturale rigorosamente protetta con oltre cinquecento specie di piante rare, e la sua inconfondibile dominante è uno storico monastero francescano risalente già al 1447. I monaci locali vivono qui ancora oggi in pace e gestiscono con cura affascinanti musei, dove puoi ammirare ampie collezioni etnografiche e una rara copia storica del celebre atlante di Tolomeo.

💡 Consiglio: l’isoletta di Košljun la raggiungi davvero molto facilmente, perché dal lungomare del porto di Punat partono regolarmente piccoli taxi-barca turistici. La traversata sulla tranquilla superficie della baia dura solo otto-dieci minuti circa e il biglietto andata e ritorno ti costa intorno ai cinque-dieci euro a persona.

9. Malinska e Njivice per una vacanza rilassante

Se nella tua vacanza cerchi un’atmosfera un po’ più tranquilla e decisamente rilassante, la costa nord-occidentale con le amate località familiari di Malinska e Njivice è per te la scelta assolutamente ideale. Questi piacevoli paesini vacanzieri hanno bellissimi e lunghi lungomare lastricati che si snodano lungo il mare, e che invitano a lunghe passeggiate serali al tramonto e a infinite soste nei caffè accoglienti del posto.

A Malinska stessa trovi spiagge ben curate e pulite come Rova o Rupa, che vantano a ragione il prestigioso riconoscimento Bandiera Blu per l’eccellente qualità dell’acqua. Molto amata tra turisti e ciclisti è anche la cosiddetta Strada del Paradiso, un magnifico sentiero costiero di sei chilometri riccamente ombreggiato da pini, che collega in modo continuo Malinska proprio alla vicina e tranquilla Njivice.

💡 Consiglio: queste amate località sono strategicamente molto vicine all’aeroporto internazionale di Rijeka che – come forse già sai – tra l’altro non si trova sulla terraferma, ma sorprendentemente proprio sull’isola di Krk presso l’antico paesino di Omišalj, che si erge su una scogliera alta ottantacinque metri. Dall’aerostazione raggiungi quindi il mare e il tuo alloggio in pochi minuti di viaggio, cosa impagabile dopo un volo.

10. La grotta di Biserujka e la bellezza carsica sotterranea

L’isola baciata dal sole non offre solo balneazione perfetta e monumenti antichi, ma anche spazi sotterranei molto interessanti e bui per i cercatori di avventura. Poco lontano dal pittoresco villaggio di Rudine, che rientra nel comune di Dobrinj e si trova proprio sopra la baia di Soline, si nasconde l’affascinante grotta carsica di Biserujka, le cui prime testimonianze scritte conservate risalgono già al 1834.

Tutta questa misteriosa grotta è lunga circa centodieci metri ed è formata da ben sette sale sotterranee più piccole, incredibilmente ricche di concrezioni, di splendide stalattiti e di possenti stalagmiti. Tutto questo intricato spazio sotterraneo oggi è illuminato in modo molto bello e delicato ed è attraversato da un sentiero sicuro e curato, così la visita è davvero molto comoda e per niente impegnativa anche per le famiglie con bambini piccoli.

💡 Consiglio: nel sottosuolo si mantiene tutto l’anno una temperatura stabile e piuttosto rinfrescante intorno ai quindici gradi, il che rende la grotta un perfetto rifugio naturale dalla calura estiva rovente. Non dimenticare però di mettere nello zaino almeno una felpa leggera, per non rischiare di prendere freddo nell’umido ambiente della grotta dopo il brusco passaggio dai trenta gradi esterni e rovinarti il resto della vacanza.

11. Spiagge e baie selvagge intorno a Stara Baška

Per quelli tra voi che in vacanza non cercano di proposito spiagge cittadine affollate e sovraffollate, c’è il pittoresco villaggio di Stara Baška, sulla più aspra costa sud-occidentale. Questo luogo più solitario è la celebre e ricercata porta d’accesso a baie selvagge e del tutto incontaminate, che fino ai giorni nostri hanno conservato il loro carattere naturale e ruvido.

Una delle spiagge più belle e fotogeniche di tutta l’isola, secondo locali e viaggiatori, è spesso l’incantevole spiaggia di Oprna. Ad essa però non porta nessuna comoda strada asfaltata, ma un sentiero piuttosto ripido e polveroso che si snoda direttamente dalla strada principale giù verso le scogliere. Come ricompensa per una discesa un po’ faticosa e sudata avrai però un’acqua assolutamente cristallina e splendide viste panoramiche indisturbate sulle isole vicine di fronte.

💡 Consiglio: su queste spiagge selvagge e remote di norma non troverai assolutamente alcuna ombra naturale, non incontrerai noleggi di lettini né chioschi con bibite fresche. Metti quindi nello zaino abbastanza acqua potabile per tutta la giornata, un tuo ombrellone e soprattutto scarpe robuste da scoglio, perché l’ingresso in mare tra sassi e rocce affilate può essere piuttosto sgradevole a piedi nudi.

12. Ciclismo e scoperta dell’isola su due ruote

L’isola di Krk è un vero e autentico paradiso per gli amanti delle vacanze attive, perché si snodano qui circa trecento chilometri di piste ciclabili molto ben segnalate e mantenute. Questi percorsi vari ti guidano in sicurezza attraverso secolari uliveti ombrosi, fitti boschi profumati e il paesaggio lunare del tutto desolato e affascinante, che ricorda la superficie di un altro pianeta.

Il fiore all’occhiello per i ciclisti più esigenti ed esperti è il percorso di punta locale, lungo circa quaranta chilometri. Di solito parte a sud da Baška, sale senza compromessi attraverso il già citato altopiano lunare riarso, sfiora suggestivamente i fertili vigneti verdi con la rinomata varietà Žlahtina e termina in grande stile nella storica Vrbnik. Devi però mettere in conto un dislivello totale di circa mille metri, quindi affrontarlo richiede una forma fisica davvero discreta o almeno una buona e-bike di qualità ben carica.

💡 Consiglio: in primavera sull’isola si tiene regolarmente un evento molto popolare chiamato Krk Bike Story, che unisce geniamente il ciclismo sportivo alla rilassata scoperta della gastronomia isolana locale. Se arrivi sull’isola senza la tua bici, niente paura: la noleggi molto facilmente in ogni località più grande, perché i moderni noleggi locali sono davvero ben e generosamente attrezzati per i turisti.

Dove andare dopo l’isola di Krk

Grazie alla sua posizione strategica, Krk è un punto di partenza assolutamente ideale per scoprire i dintorni. Poiché il ponte verso la terraferma è completamente gratuito, puoi facilmente pianificare gite nella vicina e vivace Rijeka o esplorare in dettaglio tutta la splendida area del Quarnero, di cui abbiamo scritto nel nostro articolo sul viaggio attraverso le Alpi Giulie fino a Zara.

Se ti attira scoprire altre isole e vivere la vera Croazia in barca, dirigiti verso il vivace porto di Valbiska, sulla costa occidentale di Krk. Da qui partono regolarmente affidabili traghetti della compagnia nazionale Jadrolinija verso due interessanti isole vicine.

La traversata verso la grande isola di Cres fino al porto di Merag dura circa venticinque minuti e per un’auto paghi indicativamente 29,50 euro. Se ti dirigi verso la popolare isola sabbiosa di Rab fino al porto di Lopar, il viaggio richiede circa ottanta minuti e il prezzo per l’auto si aggira sui 45,70 euro, mentre in bassa stagione i prezzi sono circa il venti percento più bassi. Controlla però sempre in anticipo con attenzione gli orari aggiornati sul sito ufficiale. Se cerchi ancora ispirazione per tutto il viaggio, dai un’occhiata al nostro articolo generale su dove andare in vacanza in Croazia oppure scorri in dettaglio i nostri consigli sugli alloggi in Croazia.

Domande frequenti

Si paga il pedaggio per il ponte per l’isola di Krk?

No, il transito sul maestoso ponte che collega l’isola alla terraferma è completamente gratuito per tutti i veicoli dal 15 giugno 2020. In passato veniva applicato un pedaggio piuttosto elevato, ma è stato abolito definitivamente dal governo croato, il che oggi facilita notevolmente e soprattutto rende più economico l’accesso all’isola per tutti i viaggiatori.

Krk è l’isola croata più grande?

Per molti anni è stato riportato con certezza in tutte le guide, ma recenti misurazioni molto più precise hanno dimostrato che l’isola di Krk ha una superficie totale quasi identica alla vicina isola di Cres (entrambe hanno circa 405 chilometri quadrati). Tuttavia, Krk è sicuramente l’isola croata più popolata e, grazie al ponte, anche la più accessibile.

Dove si trova l’aeroporto di Rijeka?

Sebbene questo aeroporto internazionale porti nel suo nome quello della grande città portuale di Rijeka situata sulla terraferma, in realtà si trova sorprendentemente proprio sull’isola di Krk. Lo troverete a circa sette chilometri dalla pittoresca cittadina storica di Omišalj. Durante la stagione estiva vengono accolti principalmente voli di linea di varie compagnie aeree low-cost europee.

Ci sono spiagge di sabbia sull’isola?

L’isola croata di Krk è prevalentemente un’isola tipica di spiagge di ciottoli e ghiaia, oppure nasconde romantiche baie rocciose. La famosa lunga Vela plaža nella località balneare di Baška ha una riva di ciottoli, ma sotto la superficie dell’acqua ha un fondale sabbioso molto piacevole e morbido, cosa che durante i divertimenti estivi è particolarmente apprezzata dalle famiglie con bambini piccoli.

Quanto costa il traghetto per le isole vicine?

Dal porto isolano di Valbiska potete raggiungere comodamente in traghetto con la compagnia Jadrolinija l’isola di Cres (al porto di Merag) per circa 29,50 euro per un’auto. Il viaggio per l’isola sabbiosa di Rab (al porto di Lopar) costa invece circa 45,70 euro per auto. Questi prezzi sono indicativi per l’alta stagione estiva, fuori stagione i biglietti sono solitamente più economici.

Qual è il periodo migliore per visitare l’isola?

Per gli amanti incalliti dell’estate davvero calda e dei bagni in mare tutto il giorno, i mesi assolutamente più ideali sono luglio e agosto. Se però in vacanza preferite un riposo più attivo, il ciclismo, le escursioni a piedi e apprezzate meno turisti per le strade, vi consiglio caldamente di partire piuttosto a maggio, giugno o durante il soleggiato settembre.

Quale piatto locale devo assaggiare?

Durante la vostra visita non dovete assolutamente perdere l’assaggio dell’eccellente vino bianco locale Žlahtina, che viene prodotto esclusivamente nei dintorni di Vrbnik. Accompagnatelo al ristorante con l’ottima pasta tradizionale dell’isola chiamata šurlice. Questa è assolutamente fantastica ad esempio con formaggio pecorino grattugiato locale, pomodori freschi o asparagi primaverili.

È possibile prenotare escursioni sull’isola tramite GetYourGuide?

Sì, tantissime fantastiche attività sull’isola e popolari gite in barca da Krk possono essere prenotate online senza problemi e con largo anticipo. Molto spesso troverete le offerte più interessanti e vantaggiose proprio su piattaforme affidabili come GetYourGuide, il che alla fine vi farà risparmiare molto tempo prezioso nella ricerca direttamente sul posto.

Istria, Croazia: 15 cose da vedere e fare nel 2026

TL;DRL’Istria, la penisola più grande della Croazia, soprannominata la “Toscana croata”, offre 15 idee per escursioni: dall’architettura veneziana di Rovigno con la chiesa di Sant’Eufemia all’arena antica di Pola, passando per la basilica bizantina di Eufrasio a Parenzo. Nell’entroterra meritano una tappa i borghi collinari di Montona, Grisignana e Hum, famosi per i tartufi e per l’arte, mentre a sud trovi la costa selvaggia del parco naturale di Capo Promontore con le sue 23 spiagge e il Parco nazionale delle isole Brioni. Conviene mettere in conto dai 5 ai 7 giorni per visitare la zona con calma; il periodo migliore per andarci tra cultura e gastronomia è la primavera o l’autunno (i tartufi sono al top in ottobre), mentre l’estate è ideale per il mare, con temperature che arrivano tra i 27 e i 30 gradi.

Se stai pensando a una vacanza estiva al mare o a un road trip primaverile all’insegna del buon cibo, l’Istria in Croazia è una scelta sicura. La penisola più grande della Croazia, situata tra il Golfo di Trieste e il Golfo del Quarnaro, offre un mix di culture davvero unico che ti conquisterà fin dal primo istante. Lungo la costa trovi città storiche dall’architettura veneziana, mentre nell’entroterra ti aspetta un paesaggio ondulato fatto di vigneti, uliveti e borghi medievali arroccati sulle colline.

Proprio grazie a questo entroterra l’Istria viene spesso soprannominata la “Toscana croata”, e bisogna ammettere che il soprannome è più che meritato. L’atmosfera locale è fortemente influenzata dalla cultura italiana, cosa che noterai non solo nella gastronomia eccellente, ma anche nel bilinguismo ufficiale delle città costiere. Sui cartelli i nomi compaiono spesso sia in croato che in italiano, quindi non stupirti se le indicazioni ti porteranno a Rovigno invece che a Rovinj.

In questo articolo trovi 15 consigli su cosa vedere e fare in Istria per goderti la vacanza al massimo. Ti dirò quali città non puoi assolutamente perderti, dove assaggiare i migliori tartufi e quali angoli di natura vale la pena esplorare. Non mancheranno nemmeno le informazioni pratiche sui trasporti, sulla scelta dell’alloggio e qualche dritta sulle spiagge più belle.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • La città più bella: Rovigno è la perla assoluta della penisola, con il suo centro storico fatto di vicoli stretti e la chiesa di Sant’Eufemia che domina dall’alto: imperdibile.
  • Storia e antichità: Per i monumenti romani vai a Pola, dove troverai una gigantesca arena antica; gli amanti dell’arte bizantina apprezzeranno la Basilica Eufrasiana di Parenzo.
  • Il fascino dell’entroterra: Visita i borghi collinari di Montona, Grisignana e Hum, che regalano panorami spettacolari, tranquillità e un’atmosfera artistica.
  • Paradiso gastronomico: L’Istria è famosa in tutto il mondo per i suoi tartufi e l’ottimo olio d’oliva; prova assolutamente la pasta locale fuži e il vino Malvasia.
  • Meraviglie naturali: Nel sud della penisola esplora la costa selvaggia del parco naturale di Capo Kamenjak; merita una gita in barca anche il Parco Nazionale delle isole Brioni.
  • Come arrivare: Dal Nord Italia l’Istria è comodissima da raggiungere in auto: da Trieste sei al confine in meno di un’ora, e una volta in penisola usi l’autostrada a forma di “Y”.
  • Periodo ideale per la visita: Per scoprire la zona e per la gastronomia sono perfette la primavera e l’autunno, per fare il bagno ovviamente l’estate, periodo in cui però bisogna mettere in conto le folle di turisti.

Quando andare in Istria

La scelta del periodo ideale dipende soprattutto da cosa ti aspetti dalla tua vacanza. Se il tuo obiettivo principale è fare il bagno e prendere il sole, parti a luglio o agosto. In questo periodo le temperature dell’aria oscillano normalmente tra i 27 e i 30 gradi, il mare è bello caldo, ma devi preparati al fatto che spiagge e città storiche saranno piene di turisti.

Per una vacanza attiva fatta di escursioni la scelta migliore è maggio, giugno o settembre. Le temperature sono molto piacevoli, di solito tra i 19 e i 24 gradi, ideali per passeggiate tra i monumenti e per la bicicletta. A giugno e settembre di solito si può già fare il bagno senza problemi, ma eviti la grande ressa estiva e i prezzi degli alloggi sono un po’ più convenienti.

Se invece a tentarti è soprattutto la gastronomia locale, valuta una visita in autunno, a ottobre. Proprio in questo periodo, infatti, è al culmine la stagione dei preziosissimi tartufi bianchi e in molte località dell’entroterra si tengono numerosi festival culinari. Inoltre la natura autunnale si colora di splendide tonalità calde, che regalano alla Toscana croata un’atmosfera incredibilmente romantica.

Dove alloggiare in Istria

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: gli alloggi preferiamo cercarli su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

L’Istria offre una gamma enorme di possibilità, quindi ogni tipo di viaggiatore trova davvero ciò che cerca. Se cerchi romanticismo e non ti dispiace pagare qualcosa in più per una posizione esclusiva, alloggia direttamente a Rovigno o nelle immediate vicinanze. Le famiglie con bambini invece si dirigono spesso nei dintorni di Parenzo o nei resort di Zelena Laguna, dove ci sono infrastrutture perfette, spiagge con ingresso in acqua graduale e tanti programmi di animazione per i più piccoli.

Per chi vuole combinare il mare con la scoperta della storia antica e della natura selvaggia, un’ottima base è Pola o, più a sud, Medolino e Premantura. Da lì sarai a un passo dallo splendido Capo Kamenjak. Gli amanti della tranquillità, del vino e del buon cibo dovrebbero invece valutare un alloggio nell’entroterra, dove trovi splendide ville in pietra con piscina e autentici agriturismi circondati dagli uliveti.

Ecco alcuni consigli concreti di alloggio che puoi prenotare facilmente, ad esempio tramite Booking:

  • Hotel Lone a Rovigno è un hotel di design a cinque stelle situato proprio accanto al parco boschivo di Zlatni rt. Offre una spa di altissimo livello e splendide piscine, il che lo rende la scelta ideale per una vacanza di coppia di lusso.
  • Boutique Hotel Kaštel si trova proprio sulla cima della collina, nello storico borgo di Montona. Se vuoi vivere l’autentica atmosfera dell’entroterra, ammirare i panorami sulla valle del fiume Quieto e assaggiare i tartufi, qui ne sarai entusiasta.
  • Maistra Select Amarin Resort a pochi passi da Rovigno è semplicemente fantastico per le famiglie con bambini. Trovi appartamenti spaziosi, diverse piscine e una spiaggia di ciottoli, e in più verso il centro di Rovigno parte un comodo taxi-boat regolare.

15 cose da vedere e fare in Istria, Croazia

Scopriamo insieme il meglio che questa penisola così variegata ha da offrire. Che tu adori vagare tra i vicoli stretti, cerchi le spiagge più belle o non veda l’ora di vivere esperienze culinarie indimenticabili, i seguenti luoghi non dovrebbero mancare nel tuo itinerario.

1. Rovigno e la chiesa di Sant’Eufemia

Rovigno è senza dubbio la città più fotogenica e romantica di tutta l’Istria. Il suo centro storico si estende su una penisola che in origine era un’isola, collegata alla terraferma solo nel XVIII secolo. Qui le case crescono letteralmente direttamente dal mare e gli stretti vicoli lastricati ti catapultano subito indietro nel tempo, tanto che ti sembrerà di trovarti in una piccola Venezia più che in Croazia.

Il monumento simbolo della città è la chiesa barocca di Sant’Eufemia, che sorge proprio sulla cima della collina. Questo edificio del XVIII secolo custodisce il sarcofago con le spoglie della patrona della città, che secondo la leggenda arrivò via mare intorno all’anno 800. L’ingresso alla chiesa è gratuito, ma per circa 4 euro puoi salire sul campanile alto 60 metri, fedele copia di quello di San Marco a Venezia, e goderti da lassù una vista mozzafiato sull’arcipelago.

Salendo verso la chiesa percorri assolutamente la famosa via Grisia, piena di piccole gallerie, atelier e botteghe di ceramica. Ogni seconda domenica di agosto questa via si trasforma in una grande mostra all’aperto, a cui accorrono artisti da tutta la zona. Non dimenticare anche di ammirare l’Arco dei Balbi del XVII secolo e di respirare l’atmosfera del pittoresco porto di pescatori, pieno delle tradizionali barchette chiamate batana.

💡 Consiglio: nel centro storico è vietato l’ingresso alle auto, quindi parcheggia in uno dei parcheggi all’ingresso del centro. In alta stagione consiglio di arrivare davvero presto al mattino, per evitare le code e trovare posto.

2. Il parco boschivo di Zlatni rt (Punta Corrente)

A circa 15 minuti a piedi a sud dal centro di Rovigno si estende lo splendido parco boschivo di Zlatni rt, conosciuto anche come Punta Corrente. Questo parco naturale protetto di 52 ettari fu fondato già alla fine del XIX secolo e offre la fuga perfetta dalla calura estiva. Qui trovi fitti boschi di pini, cipressi, ma anche alberi esotici come cedri o ginkgo biloba.

Il parco è costeggiato da splendide insenature con spiagge di ciottoli e scogliere, tra cui le più note sono le baie di Lone e Škaraba. L’acqua qui è incredibilmente limpida e turchese, il che rende il parco il luogo ideale per una giornata intera di mare e snorkeling. Grazie agli alberi alti trovi sempre facilmente un po’ d’ombra, così puoi fare a meno anche dell’ombrellone.

Oltre al mare, Zlatni rt è un paradiso per il riposo attivo. Tutto il parco è attraversato da ampi sentieri di ghiaino, perfetti per andare in bici, correre o fare lunghe passeggiate col passeggino. Se ami l’adrenalina, qui trovi anche un’ex cava di pietra, oggi popolare meta per l’arrampicata libera, con vie di varia difficoltà proprio sopra il mare.

💡 Consiglio: noleggia una bici a Rovigno e percorri tutta la costa del parco fino al capo: è un ottimo modo per scoprire baie più piccole e isolate, dove avrai più privacy quando fai il bagno.

3. Parenzo e la Basilica Eufrasiana

La città di Parenzo ha conservato fino a oggi l’originario impianto urbanistico romano, così passeggerai lungo le vie principali Decumanus e Cardo, proprio come gli antichi romani. Alla fine del centro storico puoi ammirare i resti dell’antico foro Marafor e le rovine dei templi di Nettuno e Marte. Ma Parenzo è famosa in tutto il mondo soprattutto per un monumento davvero eccezionale.

Si tratta della Basilica Eufrasiana paleobizantina del VI secolo, iscritta nel 1997 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Questo complesso fu fatto costruire dal vescovo Eufrasio e il suo tesoro più grande sono i mozzafiato mosaici dorati dell’abside principale. Questi mosaici raffigurano la Madonna con gli angeli e lo stesso vescovo che le porge un modello della chiesa, e sono tra i più preziosi esempi di arte bizantina in Europa.

Il biglietto per l’intero complesso costa circa 10 euro (per gli studenti di solito c’è uno sconto) e comprende non solo la visita della basilica, ma anche dell’adiacente palazzo vescovile, del museo e la salita al campanile. Dalla sua cima si apre una bella vista sui tetti rossi del centro storico e sul mare blu. In alta stagione è aperto fino a sera, ma ricorda che la domenica e nei giorni festivi il complesso è chiuso ai turisti.

💡 Consiglio: a Parenzo e dintorni trovi anche un grandissimo numero di popolari resort vacanze, come Lanterna o Zelena Laguna, che vantano belle spiagge premiate con la Bandiera Blu per la pulizia e la qualità dei servizi.

4. Pola e la sua imponente arena

Pola è in assoluto la città più grande di tutta la penisola istriana e la sua atmosfera è nettamente diversa dai graziosi vicoli di Rovigno. Questa città respira una profonda storia antica e il suo simbolo assoluto è lo straordinario anfiteatro romano, chiamato semplicemente Arena. Questa costruzione del I secolo d.C. è tra i sei più grandi anfiteatri romani conservati al mondo ed è incredibilmente ben preservata.

Il biglietto per l’anfiteatro si aggira sui 10 euro e puoi visitare non solo l’arena dove un tempo combattevano i gladiatori, ma anche gli ampi spazi sotterranei. Oggi l’arena rivive grazie alla cultura e vi si tengono grandiosi concerti estivi e il celebre festival del cinema. Gli orari variano a seconda del mese, ma a luglio e agosto puoi venire dalle 8 del mattino fino alle 23 di sera.

Oltre all’arena, Pola offre anche altri importanti monumenti antichi. Passeggiando per il centro non puoi mancare l’elegante Tempio di Augusto sulla piazza principale, il riccamente decorato Arco dei Sergi o l’antica Porta Ercole. La città dà un’impressione vivace e un po’ più industriale, ma per gli amanti della storia la sua visita è d’obbligo.

💡 Consiglio: se questa città antica ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo dedicato esclusivamente a cosa vedere a Pola.

5. Montona e i boschi dei tartufi

Quando dalla costa ti dirigi verso l’entroterra, il paesaggio cambia drasticamente in colline verdi e vigneti. Su una delle colline più alte, che si erge ripida sopra la valle del fiume Quieto, sorge lo splendido borgo fortificato di Montona. Tutto il borgo è circondato da mura in pietra ben conservate, lungo le quali puoi passeggiare a pagamento e goderti panorami a 360 gradi su tutti i punti cardinali.

Ma Montona è famosa soprattutto per qualcosa che si nasconde nelle profondità dei boschi ai suoi piedi. La fitta foresta di Montona è infatti uno dei migliori giacimenti di tartufi al mondo. Questo habitat umido forma il cosiddetto triangolo dei tartufi tra le città di Pisino, Buie e Pinguente, dove ogni anno accorrono buongustai da tutta Europa. Nei ristoranti locali puoi quindi gustare tartufi freschi in molte varianti, a prezzi un po’ più abbordabili che in Italia o in Francia.

Il borgo vive anche di cultura: per molti anni vi si è tenuto il prestigioso Motovun Film Festival. È però importante sottolineare che dal 2023 questo festival si è trasferito nella zona del Gorski kotar e ha cambiato nome, quindi se ti dirigi a Montona principalmente per i film, verifica prima le informazioni aggiornate e la location. Ma anche senza festival questo luogo ha un fascino incredibile.

💡 Consiglio: in auto non si arriva fino al centro storico. Devi parcheggiare nel parcheggio ai piedi della collina e salire a piedi lungo la salita piuttosto ripida, oppure usare la navetta bus locale.

6. Grisignana, la città degli artisti

Non lontano da Montona si trova un altro incantevole borgo collinare di nome Grisignana. Mentre Montona profuma di tartufi, Grisignana profuma di colori, tele e respira un’incredibile energia artistica. Questo borgo a metà del XX secolo era quasi abbandonato, ma negli anni ’60 fu scoperto da un gruppo di artisti che iniziarono a restaurare le vecchie case in rovina trasformandole nei propri atelier.

Oggi Grisignana viene giustamente chiamata “la città degli artisti” e nei suoi stretti vicoli in pietra trovi decine di piccole gallerie, botteghe artigiane e boutique indipendenti. Puoi vagare qui per ore, sbirciare i maestri all’opera e comprare souvenir davvero originali e di qualità — dai gioielli fatti a mano alle splendide ceramiche.

D’estate il borgo si anima anche grazie a workshop musicali e festival. Dalle finestre aperte delle vecchie case si diffonde nelle strade il suono del pianoforte, dei violini e delle band jazz, creando uno scenario assolutamente magico. Sederti in un piccolo caffè con vista sui vigneti circostanti e ascoltare musica dal vivo è un’esperienza che, semplicemente, non si dimentica.

💡 Consiglio: Grisignana è molto piccola, per visitarla ti bastano abbondantemente due ore, quindi è perfetta da abbinare a una gita nella vicina Montona o a Pinguente nell’arco dello stesso pomeriggio.

7. Hum e Pinguente: la città più piccola del mondo e la capitale dei tartufi

Se ami le curiosità, durante il tuo road trip non puoi perderti Hum. Questo pittoresco luogo vanta il titolo di città più piccola del mondo, vi abitano infatti solo circa 20 residenti stabili. Nonostante le sue dimensioni minuscole, qui trovi tutto ciò che una vera città deve avere – mura cittadine, una porta, una piccola chiesa e persino una tradizionale osteria chiamata konoba, dove puoi assaggiare le specialità locali.

Hum è anche fortemente legata al glagolitico, l’antica scrittura slava. Vi conduce il famoso Viale Glagolitico, un sentiero lungo 7 chilometri che parte dal villaggio di Roč, lungo il quale sono disposti undici grandi monumenti in pietra dedicati proprio a questa scrittura. A Hum poi non dimenticare di assaggiare la specialità locale chiamata biska, un tradizionale liquore alle erbe a base di vischio preparato secondo un’antica ricetta.

A circa 14 chilometri da Hum si trova la decisamente più grande Pinguente, che si fregia orgogliosamente del titolo di “città dei tartufi”. Se arrivi qui a settembre, puoi vivere il grandioso festival Subotina, il cui momento clou è la preparazione di una gigantesca frittata fatta con migliaia di uova e abbondanti dosi di tartufi freschi proprio sulla piazza principale. È un’ottima occasione per assaggiare questa costosa prelibatezza in un’atmosfera rilassata e festosa.

💡 Consiglio: nei dintorni di Pinguente trovi numerose aziende agricole familiari e società che organizzano cacce al tartufo. Puoi così addentrarti nel bosco con cani appositamente addestrati e vivere in prima persona l’affascinante processo di ricerca di questi funghi sotterranei.

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8. Gastronomia istriana: tartufi, olio d’oliva e vino

L’Istria è un vero paradiso per tutti gli amanti del buon cibo e del buon bere. Come ormai sai, il tesoro locale sono i tartufi. I più pregiati tartufi bianchi (tuber magnatum) hanno la stagione da settembre a gennaio, con il culmine a ottobre, mentre i meno aromatici tartufi neri crescono da maggio a settembre. Più spesso vengono serviti grattugiati sulla tradizionale pasta fatta a mano, chiamata fuži o pljukanci — in combinazione con l’uovo o i funghi è un piatto vegetariano assolutamente perfetto.

Un’altra enorme attrattiva è l’olio d’oliva locale. L’Istria è stata ripetutamente eletta dalla guida mondiale Flos Olei come la migliore regione olivicola del mondo, lasciandosi alle spalle persino le famose regioni italiane o spagnole. Qui ci sono decine di produttori premiati a livello mondiale e consiglio assolutamente di fermarti da uno degli oleifici familiari per una degustazione, dove scoprirai quanto sia enorme la differenza tra un olio fresco di qualità e quello del supermercato.

Al buon cibo dell’Istria appartiene immancabilmente anche l’ottimo vino locale. La varietà bianca più nota è la Malvasia Istriana, secca, piacevolmente agrumata e minerale — ideale per le calde giornate estive. Tra i vini rossi domina invece il robusto e corposo Terrano. Vale la pena menzionare anche la densa zuppa di verdure maneštra o i piatti tradizionali a base di carne del bovino locale dalle lunghe corna chiamato boškarin, di pesce e del prosciutto crudo pršut, che vedrai sui menu praticamente in ogni konoba.

💡 Consiglio: se vuoi acquistare del buon vino direttamente dalla fonte, visita cantine famose come Kozlović a Momiano o Kabola, dove il vino matura in anfore interrate, cosa che dà alla visita e alla degustazione una dimensione molto particolare.

9. Parco Nazionale delle isole Brioni

L’arcipelago delle Brioni, situato non lontano dalla costa presso la città di Fasana, è un luogo affascinante dalla storia molto insolita. È composto in tutto da 14 isole, di cui la più grande, Veliki Brijun, è accessibile al pubblico. Quest’isola è stata per decenni la residenza estiva del presidente jugoslavo Tito, che vi accoglieva statisti e celebrità da tutto il mondo, come ricordano ancora oggi le esposizioni locali.

Sull’isola trovi un mix di attrazioni davvero inaspettato. Vi si estende un ampio safari park, nato grazie agli animali donati dalle delegazioni straniere — qui puoi incontrare ad esempio elefanti, zebre o lama che pascolano liberamente nella natura croata. Inoltre puoi ammirare i resti di una lussuosa villa romana del I secolo, fortificazioni bizantine e persino un campo da golf perfettamente curato.

Alle Brioni si arriva solo con una gita organizzata in barca dal porto di Fasana. Il pacchetto base, che comprende il biglietto di andata e ritorno in barca, un giro di circa un’ora sul trenino turistico per l’isola, la visita al safari e ai musei locali, costa in stagione circa 35 euro. Tutta questa gita ti porta via circa 4 ore e offre uno sguardo completamente diverso sulla storia croata.

💡 Consiglio: nei mesi estivi i posti sulle barche da Fasana sono spesso esauriti, perciò prenota i biglietti e l’orario della traversata con largo anticipo online direttamente sul sito ufficiale del parco nazionale. Le varie gite in barca si possono prenotare facilmente anche tramite portali come GetYourGuide.

10. Il Canale di Leme (Lim fjord)

Anche se viene spesso chiamato fiordo di Leme, geologicamente si tratta di una valle fluviale sommersa, ovvero un canyon. Questa insenatura, lunga circa 10 chilometri e molto stretta, si incunea in profondità nell’entroterra tra le città di Rovigno e Orsera. Le sue sponde ripide sono fittamente boscose e tutta la zona dà un’impressione incredibilmente tranquilla e quasi nordica, che contrasta nettamente con la costa affollata.

L’acqua del canale ha una composizione particolare, perché qui si mescolano l’acqua salata del mare con le sorgenti dolci, cosa che crea condizioni ideali per l’allevamento di ostriche e cozze. Vedrai questi allevamenti direttamente sulla superficie dell’acqua e sulla riva trovi diversi rinomati ristoranti di pesce, dove accorrono i buongustai per i frutti di mare più freschi. Il canale nasconde anche una famosa grotta dei pirati, che invita a essere esplorata.

La vista più bella sul Canale di Leme si apre dal ponte di una barca. Dai porti di Rovigno o Orsera salpa ogni giorno una serie di barche turistiche, che ti portano in una crociera di circa quattro ore lungo tutto il canyon, con diverse soste per il bagno. Se viaggi in auto, puoi fermarti in alcuni belvedere attrezzati lungo la strada, da cui scatterai le migliori foto panoramiche.

💡 Consiglio: tutta la zona del Canale di Leme è una riserva naturale rigorosamente protetta, quindi è vietato il bagno libero al di fuori delle aree designate, e allo stesso modo è vietato l’ingresso ai motoscafi e alle moto d’acqua, il che garantisce una pace meravigliosa.

11. Il parco naturale di Capo Kamenjak

All’estremo sud della penisola istriana, non lontano dal villaggio di Premantura, si trova una delle più belle meraviglie naturali della Croazia — Capo Kamenjak. Questo parco naturale protetto di circa 14 chilometri quadrati offre oltre 30 chilometri di costa spettacolare, selvaggia e frastagliata. Qui trovi in tutto 23 spiagge e baie, dove i ciottoli si alternano a drammatiche scogliere rocciose e all’acqua turchese.

Kamenjak è un vero paradiso per gli amanti del riposo attivo e dell’adrenalina. Qui si trovano a loro agio gli appassionati di snorkeling, perché l’acqua è cristallina, e anche chi ama tuffarsi dalle scogliere nell’acqua profonda. Il parco è attraversato da una fitta rete di strade sterrate, quindi è il posto assolutamente ideale per una gita di un’intera giornata in mountain bike, con molte soste per il bagno. Qui crescono anche oltre 600 specie di piante e, con un po’ di fortuna, puoi imbatterti persino nella protetta foca monaca mediterranea.

L’ingresso al parco è a pagamento, ma si paga solo per l’ingresso con un veicolo a motore. In alta stagione metti in conto un costo di circa 10-15 euro per auto al giorno. Se decidi di esplorare il parco a piedi o in bici, l’ingresso è completamente gratuito. Non dimenticare di visitare l’iconico Safari Bar, costruito proprio in mezzo al fitto canneto, che offre un fantastico punto di ristoro in un ambiente insolito.

💡 Consiglio: d’estate ai caselli d’ingresso si formano lunghe code, perciò compra il biglietto per l’ingresso dell’auto in anticipo online, risparmierai così molto tempo e nervosismo nell’attesa sotto il sole. Più dettagli sulla visita li trovi nel nostro articolo sul Parco Kamenjak.

12. La grotta di Baredine (Jama Baredine)

Se vuoi prenderti una pausa dal sole rovente della Croazia, scendi nel sottosuolo della grotta carsica di Baredine. Questa unicità geomorfologica si trova non lontano dal villaggio di Nova Vas, a pochi chilometri da Parenzo. Durante la visita guidata di circa 40 minuti scendi lungo scale sicure fino a 60 metri di profondità, dove ti aspettano piacevoli 14 gradi.

Il percorso di visita ti accompagna attraverso cinque sale riccamente decorate, piene di stalattiti di ogni forma e dimensione. Qui vedrai splendide stalattiti, stalagmiti e imponenti colonne di concrezioni, alcune delle quali ricordano per forma la statua della Madonna o la torre pendente di Pisa. La grotta è splendidamente illuminata e le guide spiegano in diverse lingue, quindi scoprirai un sacco di curiosità sulla formazione di questo labirinto sotterraneo.

Proprio sul fondo della grotta, presso un piccolo laghetto sotterraneo, ti aspetta la sorpresa più grande. Qui vive il raro anfibio endemico proteo, spesso soprannominato “pesce umano” per la sua pelle rosata. L’ingresso alla grotta, aperta da aprile a ottobre, costa 12 euro per un adulto, gli studenti pagano 10 euro e i bambini dai 5 ai 15 anni entrano a 8,50 euro.

💡 Consiglio: intorno alla grotta stessa è stata realizzata una piacevole area con un piccolo museo dei trattori, un ristorante e tavoli all’aperto, così puoi trascorrere qui tranquillamente un intero pomeriggio rilassato anche con bambini piccoli.

13. Le città costiere di Umago e Cittanova

Sulla costa nordoccidentale dell’Istria si trovano le città di Umago e Cittanova (Novigrad), che spesso fanno da prima tappa per chi arriva dall’Italia, perché sono le più vicine al confine sloveno. Umago è una moderna località di villeggiatura conosciuta soprattutto per lo sport, vi si tiene infatti ogni anno il prestigioso torneo di tennis ATP Croatia Open. La città vanta grandi marina pieni di yacht di lusso e ottime infrastrutture per una vacanza attiva.

Cittanova è invece un po’ più tranquilla e ha conservato il fascino di un piccolo borgo di pescatori. Il suo centro storico sorge su una piccola penisola ed è ancora oggi parzialmente circondato da mura medievali ben conservate, lungo le quali puoi passeggiare romanticamente. La città è rinomata per la sua eccellente gastronomia e qui trovi alcuni dei migliori ristoranti di pesce di tutta l’Istria.

Entrambe le città sono collegate da una bella passeggiata lungomare, ideale per le passeggiate serali o la corsa mattutina. Le spiagge di questa zona settentrionale sono prevalentemente piattaforme di cemento o curate insenature di ciottoli con ingresso graduale, cosa che apprezzeranno soprattutto le famiglie con bambini più piccoli che cercano un bagno sicuro senza grandi onde.

💡 Consiglio: se ti interessa la zona dell’Istria settentrionale e stai pensando di alloggiarci, dai un’occhiata alla nostra guida dettagliata, in cui riassumiamo tutto ciò che puoi fare a Umago.

14. Abbazia e la passeggiata Lungomare

Anche se Abbazia (Opatija) si trova esattamente al confine tra l’Istria e il Quarnaro, non dovrebbe assolutamente mancare nella tua lista di viaggio. Questa città viene soprannominata non a caso “la Vienna sul mare”, perché ti conquista immediatamente con la sua atmosfera nobile e le splendide ville asburgiche. Abbazia è infatti in assoluto la più antica località turistica della Croazia, dove già nel XIX secolo veniva a riposare l’alta società austro-ungarica.

Simbolo degli inizi del turismo locale è la splendida Villa Angiolina del 1844, circondata da un vasto parco botanico pieno di piante esotiche da tutto il mondo. Oggi in questa villa ha sede l’interessante Museo Croato del Turismo, che ripercorre lo sviluppo del viaggio sulla costa adriatica. Tutta la città dà un’impressione molto elegante, curata e lussuosa, piena di caffè e hotel di alto livello.

Ma la più grande attrattiva di Abbazia è la famosa passeggiata chiamata Lungomare. Questo sentiero pedonale lastricato si snoda proprio lungo il mare per l’incredibile lunghezza di 12 chilometri e collega il villaggio di pescatori di Volosko, Abbazia stessa e la vicina Laurana. Una passeggiata all’ombra di querce e allori secolari, con la vista costante sulla superficie del mare e sulle maestose scogliere, è un’esperienza assolutamente mozzafiato.

💡 Consiglio: lungo il Lungomare ti imbatterai in tanti angoli suggestivi, ma fotografa assolutamente la statua della Fanciulla con il gabbiano, che si erge su uno scoglio proprio tra le onde ed è diventata il simbolo più noto di tutta Abbazia.

15. Le spiagge più belle dell’Istria

L’Istria non è certo una destinazione tipica con lunghe spiagge di sabbia, ma questo non significa che non vi si trovino splendidi luoghi dove fare il bagno. La costa è formata prevalentemente da romantiche insenature di ciottoli, pittoresche scogliere e a volte anche moli di cemento, il che garantisce un’acqua incredibilmente pulita e cristallina. Un enorme vantaggio è anche il fatto che molte spiagge sono costeggiate da profumate pinete, che offrono la tanto necessaria ombra naturale.

Dove trovi quindi le spiagge davvero migliori? Il top assoluto sono le nascoste baie rocciose del parco naturale di Capo Kamenjak, dove ti sentirai come su un’isola deserta. Se preferisci spiagge più attrezzate, dirigiti verso la località di Rabac sulla costa orientale, che vanta ciottoli bianchissimi e diverse Bandiere Blu per la qualità dell’acqua. Un bel bagno all’ombra degli alberi lo offrono anche le baie di Lone e Mulini, proprio nel parco boschivo di Zlatni rt a Rovigno.

Per le famiglie con bambini l’ideale assoluto è la località di Medolino. La spiaggia di Bijeca è infatti sabbiosa e incredibilmente bassa, così i bambini possono camminare e giocare in sicurezza nell’acqua calda anche a decine di metri dalla riva. Spiagge molto popolari e ottimamente attrezzate, con ingresso graduale e tante attrazioni acquatiche le trovi anche nei dintorni di Parenzo, ad esempio le spiagge di Borik o Brulo.

💡 Consiglio: anche se le spiagge di ciottoli sono bellissime, senza scarpette da scoglio possono essere piuttosto scomode da camminare. Mettile quindi assolutamente in valigia, così come una maschera, perché le scogliere istriane sono ottime per lo snorkeling.

Dove andare dopo l’Istria

Se hai più tempo per scoprire la Croazia e non vuoi fermarti in un solo posto, l’Istria è un ottimo trampolino di lancio per ulteriori esplorazioni. Puoi spingerti più a sud ed esplorare altre bellezze della costa o delle isole. Per trovare un po’ di ispirazione ti consiglio di dare un’occhiata alle nostre altre guide dettagliate, che ti aiuteranno con la pianificazione.

  • Se sei ancora indeciso sulla destinazione, leggi il nostro articolo dove andare in vacanza in Croazia, dove analizziamo i vantaggi delle singole regioni.
  • Ti interessa come funziona il pernottamento? Abbiamo per te tanti consigli sugli alloggi in Croazia, dai campeggi agli hotel di lusso.
  • E se vuoi vivere il mare da una prospettiva completamente diversa, abbiamo scritto per te una guida su come goderti la Croazia in barca anche senza esperienza da capitano.

Domande frequenti

Come si arriva meglio in Istria dalla Repubblica Ceca?

Il viaggio in auto è molto comodo e veloce. u003cstrongu003eLa maggior parte del percorso passa attraverso Austria e Sloveniau003c/strongu003e, dove non dimenticate le vignette autostradali. Al confine croato attraverserete i valichi di Plovanija o Kaštel e u003cstrongu003evi immetterete sulla cosiddetta u0022Yu0022 istrianau003c/strongu003e, ovvero l’autostrada A9 che scende fino a Pola. In aereo si può raggiungere l’aeroporto stagionale di Pola, oppure utilizzare l’aeroporto di Trieste in Italia.

Si pagano pedaggi autostradali in Istria?

La Croazia non ha vignette autostradali, u003cstrongu003ei pedaggi si pagano sotto forma di pedaggio ai caselliu003c/strongu003e. Una particolarità delle autostrade istriane A9 e A8 è che u003cstrongu003egran parte dei tratti è senza pedaggiou003c/strongu003e. Si paga solo per l’attraversamento della galleria Učka e per il tratto Kanfanar–Rogovići, e il passaggio dell’intera A8 costa per un’auto circa 5 euro.

Ci sono spiagge di sabbia in Istria?

L’Istria è u003cstrongu003econosciuta principalmente per le sue spiagge di ciottoli e roccioseu003c/strongu003e, oppure per le piattaforme di cemento, che garantiscono un’acqua cristallina. Esistono però delle eccezioni, u003cstrongu003ela più famosa è la spiaggia sabbiosa Bijeca a Medolinou003c/strongu003e, che grazie al suo ingresso in acqua poco profondo è estremamente popolare tra le famiglie con bambini piccoli.

Quanti giorni servono per visitare l’Istria?

Per una vacanza rilassante, in cui riusciate a visitare le città più belle come Rovigno e Parenzo, esplorare l’entroterra con Montona e trascorrere una giornata nella natura a Kamenjak, u003cstrongu003econsiglio di dedicare dai 5 ai 7 giorniu003c/strongu003e. Considerando che u003cstrongu003ele distanze sulla penisola sono nell’ordine di decine di chilometriu003c/strongu003e, potete scegliere una base unica e da lì organizzare escursioni giornaliere.

Dove posso assaggiare i migliori tartufi in Istria?

Il cuore tartufigeno dell’Istria è u003cstrongu003ela valle del fiume Mirna e la foresta di Montonau003c/strongu003e, che si trova nel triangolo tra le città di Pisino, Buie e Pinguente. Se vi recate qui in autunno, u003cstrongu003evisitate assolutamente la città di Pinguente o il paesino di Livadeu003c/strongu003e, dove ha sede il famoso ristorante e negozio Zigante e dove in autunno si tengono celebri festival e degustazioni di tartufi.

L’Istria è adatta per il ciclismo?

Assolutamente sì! u003cstrongu003eL’Istria è attraversata da un’ottima rete di piste ciclabiliu003c/strongu003e, sia lungo la costa che nell’entroterra. Il percorso più famoso e u003cstrongu003epiù amato è la cosiddetta Parenzanau003c/strongu003e, una meravigliosa pista ciclabile costruita sul tracciato di una ferrovia a scartamento ridotto dismessa, che va da Trieste fino a Parenzo e misura oltre 120 chilometri.

Cos’è il boškarin che si trova spesso nel menu?

Leggendo i menu nei ristoranti istriani u003cstrongu003evi imbatterete spesso nella parola boškarinu003c/strongu003e. Si tratta di u003cstrongu003euna razza tradizionale di bovino istriano dalle lunghe cornau003c/strongu003e, che in passato veniva utilizzato per i lavori nei campi e oggi è considerato una specialità gastronomica locale.