Gole del Verdon, Francia: 12 consigli + come visitarle nel 2026

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Immagina di guidare attraverso le colline provenzali riarse dal sole, profumate di timo selvatico e di pini. All’improvviso la terra si apre davanti a te e rivela una gigantesca spaccatura attraversata da un fiume color smeraldo. Le Gole del Verdon, in Francia, non hanno proprio alcun riguardo per la tua eventuale paura delle altezze.

In questo articolo trovi 12 consigli per goderti al massimo il canyon più grande d’Europa senza la follia turistica. Scoprirai dove conviene alloggiare in modo strategico e come accaparrarti in tempo una barchetta per fare un giro sull’acqua. Preparati anche al fatto che, su queste strade, metterai a dura prova i limiti delle tue capacità di guida.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Sveglia presto: in alta stagione devi essere all’acqua o ai punti panoramici idealmente verso le otto del mattino, altrimenti non troverai proprio parcheggio.
  • Colore dell’acqua: il lago di Sainte-Croix e il fiume Verdon hanno un colore turchese-smeraldo grazie ai minerali disciolti e al fluoro contenuto nel calcare.
  • Due percorsi: puoi girare il canyon lungo il versante nord (Route des Crêtes) o lungo il versante sud (Corniche Sublime). Entrambi richiedono circa mezza giornata effettiva.
  • Barche e kayak: si noleggiano al ponte Pont de Galetas e puoi spingerti nel cuore del canyon per massimo due chilometri, prima di essere fermato dalle boe che proteggono la riserva.
  • Prenotazione in anticipo: se vuoi provare il canyoning o le vie ferrate, prenota le date tramite portali come GetYourGuide almeno due mesi prima.
  • Basi di partenza: il borgo più bello dove alloggiare è Moustiers-Sainte-Marie, ma Aiguines o La Palud-sur-Verdon possono essere più strategici e tranquilli.

Quando visitare le Gole del Verdon

Le Gole del Verdon sono una delle località naturali più ambite di tutta la Francia, il che significa che richiedono una buona strategia di pianificazione. Se ci vai a luglio o agosto, preparati a un caldo assolutamente soffocante e a strade intasate fino allo scoppio. Dimentica l’idea ingenua di arrivare al lago a mezzogiorno, parcheggiare con calma e andare a fare il bagno. Nei mesi estivi i parcheggi vicino alle principali attrazioni sono disperatamente pieni già prima delle nove del mattino, e chi arriva più tardi può solo girare in cerca di un posto e ripartire a mani vuote.

Le finestre migliori per la visita si aprono in primavera e poi in autunno. Se puoi, pianifica il viaggio per maggio o giugno, quando la natura è splendidamente rigogliosa e il fiume Verdon, grazie alla neve che si scioglie nelle vicine Alpi, ha molta più acqua. È il periodo perfetto per gli amanti del rafting e delle acque vive. Un’altra ottima scelta è settembre e l’inizio di ottobre, quando le folle di turisti con i camper sono tornate a casa. A settembre l’acqua del lago di Sainte-Croix è ancora piacevolmente calda dopo l’estate, quindi puoi fare il bagno in tranquillità evitando lo stress di trovare un tavolo libero al ristorante.

Quanto alla durata del soggiorno, riserva alla zona idealmente tre o quattro giorni, così da non dover correre. In un solo giorno riesci appena a fare il giro del canyon in auto e a scattare qualche foto dai punti panoramici, ma non basta per assorbirne la vera atmosfera. Due giorni ti permettono di aggiungere il giro in barca e la visita a un borgo. Solo con tre o quattro giorni nel programma puoi affrontare un’escursione a piedi di un’intera giornata, provare qualche sport adrenalinico e la sera goderti con calma un bicchiere di vino provenzale con vista sul tramonto.

Dove alloggiare alle Gole del Verdon

💡 Consiglio per alloggio ed esperienze: l’alloggio preferiamo cercarlo su Booking.com, dove di solito si trovano le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, gite e attività conviene poi confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

In questa zona la logistica dell’alloggio è assolutamente cruciale, perché i trasporti pubblici attorno al canyon di fatto non esistono e ovunque devi spostarti con l’auto, tua o a noleggio. Come base scegli idealmente uno dei borghi vicino al lago di Sainte-Croix, da dove avrai l’acqua e l’inizio delle strade panoramiche a portata di mano. Cerca e prenota l’alloggio con largo anticipo tramite portali come Booking, perché la disponibilità nei piccoli borghi è molto limitata e per il 2026 si prevede un ulteriore aumento dei prezzi.

Il gioiello visivo per eccellenza è il borgo di Moustiers-Sainte-Marie, letteralmente incastonato in una fenditura rocciosa e annoverato tra i borghi più belli di Francia. È un luogo splendido, pieno di vicoli stretti e piccole botteghe di ceramica, ma devi mettere in conto che la sera è piuttosto affollato e i prezzi degli alloggi sono i più alti di tutta la zona. Dai un’occhiata per esempio all’Hôtel Le Relais, che offre un’atmosfera autentica e una posizione perfetta nel cuore del paese. Considera che per una notte in camera doppia in alta stagione spenderai più o meno dai 150 ai 200 euro.

Se preferisci più tranquillità e panorami mozzafiato, alloggia nel borgo di Aiguines, che sorge in alto sopra il lago e regala scenari assolutamente fantastici al tramonto. Qui si trova per esempio l’Hôtel Grand Canyon du Verdon, un ottimo punto di partenza per esplorare il versante sud del canyon. Per gli amanti dell’arrampicata e della natura più selvaggia la scelta ideale è invece il borgo di La Palud-sur-Verdon, da dove parte la celebre strada panoramica Route des Crêtes e dove si ritrova tutta la comunità outdoor locale.

12 cose da vedere e fare alle Gole del Verdon

Ora che sai quando andare e dove dormire, vediamo nel dettaglio cosa ti aspetta in questa zona spettacolare. I consigli che seguono ti accompagneranno dai luoghi più iconici fino ai punti panoramici nascosti dove ti si mozzerà letteralmente il fiato. Preparati al fatto che le Gole del Verdon richiedono di mettere in gioco tutti i sensi e, ogni tanto, anche un po’ di forma fisica.

1. Pont de Galetas e la navigazione nel cuore del canyon

Questo è il fulcro assoluto di tutta l’esperienza e un luogo che proprio non puoi saltare. Il ponte Pont de Galetas collega le rive del lago esattamente nel punto in cui il fiume Verdon esce dalla stretta morsa delle pareti rocciose verticali e si riversa nell’ampia distesa d’acqua. È proprio da qui che si scattano le foto più famose, con le barchette che scivolano sotto il ponte verso l’ombra delle enormi pareti calcaree. È una scena talmente impressionante che per un attimo ti sembrerà di trovarti in qualche parco nazionale del Nord America, e non nel sud della Francia.

L’attività più popolare è il noleggio di kayak, canoa o pedalò, con cui risalire controcorrente il fiume fin dentro la gola. I noleggi si trovano sulle piccole spiagge di ciottoli subito sotto il ponte e il prezzo per un’ora si aggira tra i 20 e i 25 euro a imbarcazione. Sembra idilliaco, e scivolare in silenzio sull’acqua color smeraldo lo è davvero, ma c’è un grosso “ma”. Puoi addentrarti nel canyon solo per circa due chilometri, poi vieni fermato senza appello dalle boe che proteggono la severa riserva naturale dall’intervento umano.

I motori a scoppio qui sono per fortuna severamente vietati, il che salva non solo la pulizia dell’acqua, ma soprattutto l’acustica assolutamente fantastica di tutto l’ambiente. Il problema è che l’eco porta lontano ogni voce umana, quindi a mezzogiorno sembra più di stare in un mercato affollato. Se vuoi goderti il silenzio, l’acqua che gocciola dalle rocce e il canto occasionale degli uccelli, devi semplicemente alzarti presto e sacrificare un po’ di sonno.

💡 Consiglio: imposta la sveglia in modo da essere ai noleggi alle 8:30 del mattino. Avrai la certezza di parcheggiare, la superficie dell’acqua sarà avvolta in una mistica foschia mattutina e entrerai nella gola tra i primi, prima che si trasformi in un’autostrada di barchette di plastica colorata.

2. Fare il bagno nel lago smeraldo di Sainte-Croix

Anche se il lago di Sainte-Croix appare del tutto naturale e si inserisce alla perfezione nel paesaggio, in realtà si tratta di un’enorme diga del 1973. Per la sua costruzione fu addirittura completamente sommerso l’antico villaggio di Les Salles-sur-Verdon, la cui nuova versione oggi sorge al sicuro sulla riva. L’acqua del lago è incredibilmente limpida e nei mesi estivi raggiunge piacevoli temperature attorno ai 24 gradi, perciò dopo una giornata di gite è la salvezza assoluta contro il caldo.

Il colore dell’acqua è un capitolo a parte, perché cambia dal blu intenso al turchese fino al verde smeraldo opaco. Questa tonalità unica è dovuta ai minerali disciolti e alle minuscole particelle di calcare e fluoro che il fiume Verdon trasporta dalle rocce. Quando entri in acqua scopri che sulla pelle lascia una pellicola minerale molto sottile, quasi impercettibile. Tutt’attorno al lago trovi numerose spiagge più o meno grandi, da quelle erbose a quelle di soli ciottoli, così ognuno trova il suo angolo di riva preferito.

Se cerchi posti un po’ più tranquilli per fare il bagno, evita la spiaggia principale presso il ponte di Galetas e spostati in auto un po’ più in là verso il villaggio di Bauduen. Qui trovi piccole insenature circondate da pini, che offrono un’ombra provvidenziale nel calore pomeridiano. Non dimenticare di portare le scarpette da scoglio, perché il fondo è spesso sassoso e camminare scalzi sui ciottoli roventi non è proprio un’esperienza piacevole.

💡 Consiglio: la maggior parte delle spiagge attorno al lago non dispone di alcun chiosco né di docce. Compra una baguette fresca, formaggi e verdura già al mattino in panetteria e organizza un classico picnic francese in riva all’acqua.

3. Il versante nord in auto: Route des Crêtes (D23)

Vedere il canyon dal pelo dell’acqua è meraviglioso, ma solo dal ciglio del precipizio ne comprendi appieno le dimensioni gigantesche. Il versante nord è costeggiato dalla celebre strada panoramica Route des Crêtes, un anello di circa ventitré chilometri che inizia e finisce nel villaggio di La Palud-sur-Verdon. Questa non è di certo una strada per i deboli di cuore o per chi soffre di vertigini. Il nastro d’asfalto serpeggia spesso a pochi decimetri dal baratro profondo e i bassi muretti di pietra lungo il percorso hanno un effetto più simbolico ed estetico che di reale barriera di sicurezza.

Lungo tutto il tragitto ti aspettano quattordici belvedere ufficiali, ciascuno dei quali offre un punto di vista leggermente diverso sull’abisso di settecento metri. Vale la pena fermarsi proprio a ognuno, perché il paesaggio cambia continuamente e svela nuove torri rocciose e i meandri del fiume laggiù in fondo. Ti sentirai minuscolo e la maestosità delle pareti calcaree ti lascerà a bocca aperta.

La logistica di questo percorso ha una regola ferrea che non puoi infrangere. Gran parte dell’anello è infatti a senso unico e va percorsa esclusivamente in senso orario. Se per caso superi un punto panoramico interessante, non potrai più tornarci indietro con l’auto. La strada è estremamente stretta e d’estate è piena di camper e roulotte ingombranti, i cui conducenti a volte, per il terrore dell’abisso, dimenticano persino di respirare.

💡 Consiglio: riserva alla percorrenza di questo breve tratto almeno due o tre ore. Le soste, le foto e gli incroci prudenti con i ciclisti in senso opposto portano via molto più tempo di quanto sembri guardando la mappa.

4. Il belvedere Point Sublime e l’osservazione dei grifoni

Tra quei quattordici belvedere della Route des Crêtes uno è assolutamente eccezionale e fa onore al proprio nome. Point Sublime è un luogo iconico dove stai su uno sperone roccioso e sotto di te si apre l’inferno in persona, sotto forma del punto più stretto e profondo dell’intero canyon. È proprio qui che percepisci di più la forza dell’acqua, capace di scavarsi un varco attraverso la roccia massiccia e di creare questo miracolo geologico.

Oltre al panorama, però, la gente viene qui anche per un altro affascinante spettacolo naturale. Il canyon ospita un’enorme colonia di grifoni, reintrodotti in passato nella zona e che oggi prosperano alla grande. Questi enormi uccelli, con un’apertura alare di quasi tre metri, sfruttano le correnti termiche calde che salgono dal fondo arroventato della gola e vi roteano sopra con eleganza.

La cosa curiosa è che dal belvedere Point Sublime spesso non li guardi dal basso verso l’alto, come di solito accade, ma li osservi letteralmente sul dorso, dall’alto in basso, perché volano molto al di sotto del livello del punto panoramico. È un’esperienza assolutamente ipnotica osservare questi necrofagi nel loro ambiente naturale mentre, senza un solo battito d’ali, salgono fluidi in spirale verso il cielo azzurro.

💡 Consiglio: non dimenticare di portare un binocolo o una macchina fotografica con un buon teleobiettivo. I grifoni sono grandi, ma il canyon è talmente immenso che ci si perdono facilmente, e lo zoom ti permetterà di osservare i dettagli del piumaggio.

5. Il versante sud: Corniche Sublime (D71)

Mentre il percorso nord è tutto verticalità grezza e vertigini, la riva sud del lago è servita dalla strada Corniche Sublime, che ti rivela il canyon da una prospettiva molto più ampia e d’insieme. Questo itinerario è decisamente più lungo, un po’ più scorrevole alla guida e offre viste sull’intero massiccio calcareo da lontano, così ti rendi conto più facilmente della sua imponenza complessiva. La strada D71 sale dal villaggio di Aiguines e arrampica gradualmente tra le colline, da dove si aprono panorami non solo sull’abisso, ma anche sulla scintillante superficie del lago di Sainte-Croix in lontananza.

Anche qui trovi una serie di soste mozzafiato, e tra le più amate c’è il belvedere Balcons de la Mescla. In questo punto la gola laterale del fiume Artuby si unisce al canyon principale, creando uno splendido incrocio di vie d’acqua nel profondo sotto di te. È il posto ideale per le foto panoramiche, perché nel pomeriggio il sole crea un meraviglioso gioco di ombre sulle rocce circostanti.

A differenza del percorso nord, qui incontri qualche autobus in meno, perché alcuni tratti sono troppo stretti, ma anche così devi stare sempre all’erta al volante. Le rocce spesso sporgono sopra la strada con bassi strapiombi, creando fastidiosi punti ciechi da cui non si vede affatto cosa c’è oltre la curva. Se hai i finestrini aperti, ascolta se dal senso opposto senti il clacson dei conducenti locali.

💡 Consiglio: percorri la Corniche Sublime nel tardo pomeriggio, quando il sole non è più così forte. Le rocce calcaree circostanti si tingono di incredibili sfumature di oro e arancione e la luce è assolutamente perfetta per le foto.

6. Pont de l’Artuby e la prova di coraggio

Percorrendo il versante sud della Corniche Sublime ti imbatti in una curiosità tecnica e architettonica che ti accelererà di sicuro il battito, anche solo attraversandola a piedi. È il ponte Pont de l’Artuby, la cui elegante arcata di cemento si slancia altissima sopra il canyon laterale dell’omonimo fiumiciattolo. Il ponte fu costruito negli anni Trenta del secolo scorso ed è già di per sé un bell’esempio di ingegno ingegneristico, ma la vera attrazione sta nella sua altezza.

Con i suoi incredibili 182 metri di altezza è uno dei luoghi in assoluto più alti d’Europa per il bungee jumping. Nei fine settimana di alta stagione qui si radunano gli amanti dell’adrenalina estrema, che si lanciano a testa in giù nel vuoto spaventoso sotto il ponte. Anche se non ti unisci tu stesso a questa follia, basta osservare i saltatori e guardare giù oltre il parapetto per farti chiudere lo stomaco e tremare le ginocchia.

Ci si può fermare in un piccolo parcheggio proprio all’ingresso del ponte, da cui poi puoi fare avanti e indietro a piedi. Dal ponte, inoltre, si gode una bella vista sulla stretta gola, ricca di verde e dall’aspetto molto più selvaggio rispetto al corso principale del Verdon. È una sosta amata dai motociclisti, quindi nei weekend è piuttosto vivace e rumorosa.

💡 Consiglio: se te la senti per il bungee jumping, metti in conto un prezzo attorno ai 140 euro a salto nel 2026. Si salta però solo in giorni selezionati e la prenotazione anticipata tramite siti specializzati è assolutamente indispensabile, altrimenti non hai alcuna possibilità.

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7. La stella dorata sopra Moustiers-Sainte-Marie

La visita alle Gole del Verdon non sarebbe completa senza un giro a Moustiers-Sainte-Marie, il borgo che si piazza regolarmente ai primi posti nelle classifiche dei comuni più belli di Francia. La sua posizione è assolutamente drammatica, perché le case in pietra giallastra sono letteralmente schiacciate dentro una stretta fenditura rocciosa attraversata da un gorgogliante torrente di montagna. Da lontano sembra quasi che il borgo voglia scivolare giù da un momento all’altro lungo il pendio verso la valle.

Ciò che però ti colpisce di più a prima vista è la stella dorata che pende altissima sopra il borgo, appesa a un’enorme catena di ferro tesa tra due picchi rocciosi. L’origine di questa stella è avvolta da molte leggende, e la più nota racconta che la fece appendere il cavaliere Blacas dopo il suo ritorno dalle crociate, in segno di ringraziamento per essere sopravvissuto alla prigionia saracena. La stella è stata sostituita più volte nel corso dei secoli e oggi misura ben 125 centimetri.

Il borgo stesso è un labirinto di ripidi vicoli lastricati, scalinate e piccole piazzette, dove respiri la vera atmosfera provenzale. Moustiers è famosa per la produzione della tradizionale faïence, una ceramica smaltata e finissima decorata con i tipici motivi blu e gialli. Affacciati nelle botteghe locali anche se non hai intenzione di comprare nulla, perché quei piatti e quei vasi dipinti a mano sono piccole opere d’arte.

💡 Consiglio: non spaventarti per la fatica fisica e sali i 262 gradini di pietra fino alla cappella di Notre-Dame de Beauvoir, che svetta in alto sopra il borgo. La vista dalla terrazza davanti alla cappella sui tetti delle case e sui campi di lavanda in lontananza vale al cento per cento la fatica.

8. Il villaggio di Aiguines e il miglior tramonto

Se cerchi il posto con la vista migliore sull’intero lago di Sainte-Croix, devi salire fino al villaggio di Aiguines. Mentre Moustiers giace incastonata tra le rocce, Aiguines troneggia su un’alta collina sopra l’acqua e funge da ideale porta d’ingresso al versante sud, la Corniche Sublime. È un luogo molto più tranquillo della più celebre Moustiers e trasmette un’atmosfera più rilassata e paesana, che nemmeno le folle di turisti sono riuscite a rovinare.

Il simbolo del villaggio è uno splendido castello rinascimentale (Château d’Aiguines) con le sue caratteristiche torrette ricoperte di tegole smaltate colorate. Purtroppo il castello è di proprietà privata e non è accessibile al pubblico, ma il suo esterno offre uno sfondo fantastico per le tue foto. Proprio accanto al castello si trova la piccola chiesa di Saint-Jean, da cui si gode il panorama in assoluto più ampio sui dintorni.

Aiguines è anche un centro dell’artigianato tradizionale, in particolare della tornitura del legno e della produzione delle bocce per la pétanque, che in origine si fabbricavano in legno di bosso ricoperto di chiodi. Oggi puoi leggere questa interessante storia e ammirarne i reperti nel piccolo museo locale (Musée des Tourneurs sur Bois). È un’ottima attività per un’oretta, se vuoi ripararti dal caldo più intenso del mezzogiorno.

💡 Consiglio: prenota un tavolo sulla terrazza esterna di uno dei ristoranti della piazza principale proprio all’ora del tramonto. Guardare il sole calare oltre l’orizzonte e tingere di rosso il lago in basso, mentre ti gusti un’ottima pizza vegetariana o un tagliere di formaggi, non ha prezzo.

9. La Palud-sur-Verdon: il paradiso degli scalatori

Questo discreto villaggio, situato a oltre 900 metri di altitudine, è il cuore assoluto della parte nord del canyon e funge da capitale non ufficiale di tutti gli scalatori e gli appassionati di outdoor. Se cerchi un posto che vibra di energia sportiva e dove incontri gente carica di moschettoni e corde, sei nel posto giusto. La Palud non ha la grazia pittoresca di Moustiers, è piuttosto una base funzionale con qualche panetteria, dei bar e negozi specializzati in attrezzatura.

Da questo villaggio parte la celebre Route des Crêtes a senso unico, perciò la mattina si ammassano qui auto e moto pronte per l’anello panoramico. È anche il punto di partenza di tanti sentieri più brevi, che corrono tra le colline circostanti e offrono ottime viste sulle pareti calcaree senza doverti farti largo tra la folla. I caffè locali sono pieni di discussioni su chi ha scalato quale via e su che tempo farà domani.

Nel villaggio incontri anche un piccolo ma grazioso castelletto del XVIII secolo (Château de La Palud), che oggi ospita il centro informazioni del parco naturale (Maison des Gorges du Verdon). Fermati assolutamente. Qui trovi ottime mappe, informazioni sulle chiusure dei sentieri e un’esposizione dedicata alla fauna, alla flora e alla geologia locali, che ti aiuterà a capire meglio come sia nata questa meraviglia naturale.

💡 Consiglio: se ti manca qualche attrezzatura per l’escursione, che siano scarponi robusti, uno zaino o anche solo una borraccia di qualità, i negozi outdoor locali sono incredibilmente ben forniti e i commessi sapranno consigliarti con grande competenza nella scelta del percorso adatto.

10. Adrenalina sull’acqua: canyoning e rafting

Le Gole del Verdon non sono solo guardare il panorama dall’auto: sono un immenso parco giochi per gli amanti della vacanza attiva. Qui è estremamente popolare il canyoning, durante il quale, vestito di neoprene e con il casco in testa, percorri, attraversi a nuoto e ti cali in corda doppia lungo strette gole laterali dove il turista comune non metterà mai piede. È un’esperienza fisica intensa, in cui ti tuffi in pozze profonde di acqua gelida e scivoli lungo scivoli naturali di pietra scavati dal fiume.

Un’altra grande attrazione è il rafting e la cosiddetta aqua-randa (escursione acquatica). Mentre il raft è adatto ai mesi primaverili, quando la portata dell’acqua è più forte, l’aqua-randa si pratica in estate, quando l’acqua è meno. Ti lasci trasportare dalla corrente con il giubbotto di salvataggio e ammiri le ripide pareti dalla prospettiva più bassa possibile. Tutte queste attività devono svolgersi sotto la supervisione di guide locali certificate, perché il fiume può essere insidioso e in molti punti si formano pericolosi gorghi.

Una cosa fondamentale di cui devi tenere conto è la domanda altissima. In alta stagione le attività adrenaliniche non puoi inventartele da un giorno all’altro. La prenotazione tramite portali come GetYourGuide o direttamente presso le agenzie locali va affrontata con largo anticipo, spesso due o tre mesi prima della partenza. Gli istruttori hanno i calendari pieni già da primavera e sul posto non trovi nemmeno un singolo posto libero.

💡 Consiglio: se viaggi in famiglia, chiedi alle agenzie i percorsi di canyoning indicati come “découverte” (di scoperta). Sono pensati appositamente perché li affrontino anche i bambini dagli otto anni circa, non prevedono salti estremamente alti e l’acqua negli affluenti laterali è un po’ più calda.

11. I campi di lavanda dell’altopiano di Valensole

Anche se non si trova proprio dentro il canyon, l’altopiano di Valensole è così vicino che la sua visita è assolutamente d’obbligo. Quando dal lago di Sainte-Croix ti dirigi verso nord-ovest, il paesaggio si apre all’improvviso e le strade iniziano a essere costeggiate da infinite distese viola. Il Plateau de Valensole è la zona più grande e famosa per la coltivazione della lavanda in tutta la Provenza e durante l’estate si trasforma in un paradiso per gli occhi e per l’olfatto.

Il periodo di fioritura è piuttosto breve e dipende molto dalle condizioni meteo del momento, ma in generale i colori migliori si vedono da metà giugno a metà luglio. Dopodiché inizia la raccolta e i campi spariscono in fretta sotto le ruote dei trattori. Passeggiare tra le ordinate file di lavanda in fiore, ascoltare il ronzio di migliaia di api e sentire quel profumo intenso e rilassante è un’esperienza che ricorderai per sempre. Molti campi sono integrati da appezzamenti di girasoli giallo brillante, che creano un contrasto cromatico assolutamente perfetto per le foto.

Non dimenticare di fermarti in una delle fattorie locali o nelle distillerie disseminate lungo la strada. Qui puoi acquistare oli essenziali, saponi alla lavanda o assaggiare il miele di lavanda. I contadini sono abituati ai turisti e spesso offrono anche brevi visite gratuite, in cui ti mostrano come avviene oggi la distillazione e come si faceva cent’anni fa.

💡 Consiglio: i campi proprio lungo le strade principali (per esempio la D8) sono solitamente presi d’assalto dagli autobus di turisti. Imbocca le stradine laterali più piccole e troverai di sicuro campi di lavanda completamente deserti, dove avrai tutta quella meraviglia viola tutta per te.

12. Trekking e il celebre sentiero Blanc-Martel

Se vuoi conoscere il canyon davvero a fondo e non ti spaventano il sudore e le vesciche, devi affrontare un’escursione a piedi. Nella zona ci sono decine di chilometri di sentieri segnalati, ma il re assoluto di tutti i trekking è il Sentier Blanc-Martel. Questo percorso di circa quattordici chilometri corre proprio sul fondo del canyon, a ridosso del fiume selvaggio, e offre viste che dall’auto o dai punti panoramici in alto non vedrai mai. Il sentiero inizia presso il rifugio Chalet de la Maline e termina al belvedere Point Sublime.

Il sentiero prende il nome da due esploratori (Édouard Alfred Martel e Isidore Blanc), che furono i primi a percorrere completamente il canyon all’inizio del XX secolo. Il percorso ti porta via circa sei o sette ore effettive e non si tratta di certo di una passeggiata domenicale al parco. Dovrai arrampicarti su scale di metallo, farti largo tra campi di pietre e attraversare bui tunnel rimasti da un’opera idraulica mai completata del secolo scorso. Uno dei tunnel (Tunnel du Baou) è lungo quasi 700 metri ed è completamente al buio.

La cosa più complicata di tutta l’escursione è però la logistica, perché il percorso non è ad anello. Non puoi lasciare l’auto all’inizio e tornarci a piedi. In alta stagione, per fortuna, funziona uno speciale bus navetta (navette) che collega La Palud all’inizio e alla fine del percorso. Il posto sul bus va però prenotato online in anticipo, perché la capienza è limitata e i taxi in questa terra selvaggia praticamente non esistono.

💡 Consiglio: per i tunnel alla fine del percorso ti serve assolutamente una buona frontale o una torcia, illuminare con il cellulare davvero non basta, oltretutto a terra c’è spesso acqua e fango. E non dimenticare di portare almeno tre litri d’acqua a testa: giù nel canyon l’aria non si muove e il caldo è soffocante.

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Dove andare dopo le Gole del Verdon

Una volta esplorati tutti i belvedere e testata la temperatura del lago di Sainte-Croix, sorge la domanda su dove dirigersi dopo. Il sud della Francia è incredibilmente variegato e le Gole del Verdon si trovano strategicamente proprio al confine tra diversi mondi completamente diversi.

Se vuoi continuare a scoprire borghi storici, profumi di erbe aromatiche e buon vino, dirigiti a ovest, più in profondità nella Provenza. Puoi visitare la papale Avignone, le cave di ocra di Roussillon o perderti tra i vicoli di Aix-en-Provence. La Provenza è più tranquilla e, dopo l’adrenalinico Verdon, ti rilasserà alla grande.

Un’esperienza del tutto diversa ti attende se ti dirigi a sud-ovest verso il delta del fiume Rodano. La regione della Camargue è il Far West europeo: una pianura assoluta senza una sola collina, dove regnano il vento maestrale e le basse acque salate. Mentre il Verdon ti stupisce con la sua verticalità, la Camargue calma la mente con la sua infinita orizzontalità. Qui vedrai migliaia di fenicotteri rosa allo stato brado, mandrie di cavalli bianchi selvaggi che guadano le paludi e anche i coraggiosi gardians (i cowboy locali), che si prendono cura dei tori neri. Fermati alle saline di Aigues-Mortes, dove l’acqua, grazie alle alghe, ha un colore rosso sangue.

E se invece ti mancano il movimento della grande città, il lusso e le onde del mare, basta spostarti meno di due ore a sud-est e ti accoglierà l’abbagliante Costa Azzurra. Nizza, Cannes o Monaco offrono un contrasto perfetto rispetto all’aspra natura montana: ampie passeggiate, boutique di lusso e spiagge di ciottoli o di sabbia del Mediterraneo.

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Domande frequenti

Come arrivare al meglio alle Gole del Verdon dalla Repubblica Ceca?

Il modo più veloce è volare nel sud della Francia. Da Praga ci sono voli diretti per Nizza o Marsiglia (spesso a prezzi molto convenienti). Da entrambi gli aeroporti dovrete noleggiare un’auto, il viaggio fino al lago di Sainte-Croix dura poco più di due ore. L’auto qui è assolutamente indispensabile, senza non riuscirete a raggiungere i punti panoramici e i villaggi più remoti.

Il Canyon del Verdon è adatto alle famiglie con bambini?

Sì, ma con delle riserve. Fare il bagno nel lago di Sainte-Croix e andare in pedalò è fantastico per i bambini. Le strade panoramiche con bambini piccoli possono essere impegnative a causa delle frequenti soste e del caldo. I trekking impegnativi fino al fondo della gola (come il sentiero Blanc-Martel) non sono assolutamente consigliati per i bambini piccoli a causa della difficoltà del terreno e dell’assenza di vie di fuga.

Qual è la temperatura dell’acqua nel lago di Sainte-Croix?

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L’acqua del lago è sorprendentemente piacevole. A luglio e agosto le temperature si aggirano normalmente intorno ai 23-25 gradi Celsius, il che rappresenta un refrigerio ideale nella calura provenzale. Il fiume Verdon stesso, più in profondità nel canyon, è però molto più freddo, di solito ha una temperatura intorno ai 14-16 gradi.
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Posso portare il mio cane sulla barca a noleggio?

La maggior parte dei noleggi presso il ponte Pont de Galetas permette i cani su canoe e pedalò, ma dipende sempre dal singolo gestore. Il cane dovrebbe essere tranquillo e abituato all’acqua. Ricorda però che in estate sull’acqua fa un caldo tremendo e il sole picchia forte, quindi potrebbe non essere del tutto confortevole per l’animale.

Ho bisogno di una jeep o di un SUV per percorrere la Route des Crêtes?

Ne, la strada Route des Crêtes (D23) è completamente asfaltata e con un po’ di attenzione potete percorrerla con qualsiasi auto normale. Il problema non è la qualità del manto stradale, ma la larghezza della strada e le salite occasionalmente ripide. I camper più grandi hanno spesso grandi difficoltà a curvare nelle curve.

Dove posso parcheggiare il camper per la notte vicino alle Gole del Verdon?

Dormire “in libera” (wild camping) è severamente vietato in tutto il Parco Naturale Regionale del Verdon e le multe sono molto salate. Dovete utilizzare i campeggi ufficiali, che sono abbastanza numerosi nei dintorni del lago e a La Palud-sur-Verdon, oppure le aree di sosta attrezzate per camper (le cosiddette aires de camping-car). In estate è necessario prenotare il posto in anticipo.

Ci sono zanzare nella zona?

Attorno al lago di Sainte-Croix e nel canyon stesso le zanzare non rappresentano un grosso problema, perché l’acqua è più fredda e spesso scorre. La situazione cambia però drasticamente se vi spingete più a sud nella zona paludosa della Camargue – lì nei mesi estivi le zanzare sono una vera piaga e un buon repellente è una necessità.

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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