La maggior parte delle persone vola su questa isola italiana con un unico sogno: crollare su un lettino in una spiaggia di sabbia bianca e perdersi a fissare un mare turchese infinito. E non posso davvero dargli torto, perché si dice che le coste locali siano assolutamente impareggiabili e nulla abbiano da invidiare alle mete esotiche. Eppure pochi sanno che a poche decine di chilometri dagli yacht scintillanti e dai resort di lusso si nasconde un mondo completamente diverso, ruvido e incredibilmente affascinante. L’entroterra della Sardegna è infatti un luogo dove il tempo si è fermato e dove ti aspettano le misteriose torri di pietra chiamate nuraghi, insieme alle tracce di una civiltà di cui i libri di storia parlano a malapena.
Vieni con me a sbirciare sotto la patina da cartolina e a scoprire il vero volto autentico dell’isola. Parleremo di costruzioni sorprendenti dell’età del bronzo, di paesini con le case dipinte e di montagne dove ancora oggi regnano antiche tradizioni pastorali. La cultura locale è così diversa da quella dell’Italia continentale che a tratti ti sembrerà di trovarti su un altro continente. In questa guida troverai 10 consigli su cosa vedere e fare nell’entroterra della Sardegna, comprese alcune dritte pratiche per il viaggio.

Riassunto
- Misteriosi nuraghi: l’isola è disseminata di oltre 7.000 torri di pietra dell’età del bronzo; il complesso più famoso è Su Nuraxi di Barumini, iscritto nella lista dell’UNESCO.
- Civiltà nuragica: si tratta di una cultura misteriosa senza scrittura conservata, che ci ha lasciato gigantesche statue di pietra, i cosiddetti giganti di Mont’e Prama.
- L’aspra Barbagia: il cuore della Sardegna autentica si trova nella provincia di Nuoro, dove si nascondono paesi come Orgosolo con i suoi murales politici o Mamoiada con le inquietanti maschere del carnevale.
- Vacanza attiva: l’entroterra è un paradiso per gli escursionisti: puoi raggiungere il villaggio rupestre di Tiscali o esplorare la catena più alta dell’isola, il Gennargentu.
- Quando andare: per visitare monumenti e paesini di montagna l’ideale è la primavera o l’autunno, soprattutto per le feste autunnali dell’Autunno in Barbagia.
- Spostamenti: senza auto a noleggio è praticamente impossibile raggiungere le zone più remote, quindi preparati a strade di montagna tortuose e spostamenti lenti.
Quando andare nell’entroterra della Sardegna e come scoprirlo
Se hai in programma di esplorare i paesini di montagna e i siti archeologici, cancella subito l’estate dai tuoi piani. A luglio e agosto le temperature salgono regolarmente verso i 35 °C e camminare con quel caldo sulle pietre roventi dei monumenti è probabilmente l’ultima cosa che vorresti fare in vacanza. Il periodo migliore per visitare l’entroterra è senza dubbio la primavera o l’autunno, quando le temperature si mantengono su piacevoli 20-25 gradi e la natura è o splendidamente fiorita o tinta dei colori autunnali.
Un vero colpo di fortuna per gli amanti della cultura è poi il periodo da settembre a dicembre, quando nei paesi di montagna si svolge il tradizionale festival Autunno in Barbagia. Durante questi weekend gli abitanti aprono le loro case e i loro cortili, mostrano antichi mestieri e offrono i migliori formaggi e vini locali, un’esperienza che, a quanto pare, non si dimentica. Devi però mettere in conto che alle montagne bisogna comunque arrivarci, e senza un’auto a noleggio sarà praticamente impossibile. I trasporti pubblici funzionano tra le città più grandi, ma agli scavi più isolati e ai passi di montagna gli autobus non arrivano.
Quando pianifichi l’itinerario fai molta attenzione alle stime delle distanze, perché sull’isola non esistono vere autostrade e verso le montagne portano solo stradine strette e molto tortuose. Può facilmente capitarti di impiegare un’ora e mezza per un tratto di 60 chilometri, quindi non programmare più di 150-200 chilometri di guida al giorno. Noleggiare un’auto piccola e maneggevole fuori dall’alta stagione estiva costa circa 30-45 euro al giorno, ma i viaggiatori avvertono spesso delle pratiche aggressive di alcuni autonoleggi low-cost, perciò insisti sempre per fotografare a fondo il veicolo prima del ritiro.
Dove dormire nell’entroterra della Sardegna
Cercare un alloggio nelle zone di montagna è tutta un’altra storia rispetto a prenotare un hotel sulla spiaggia, perché qui troverai soprattutto strutture tradizionali a conduzione familiare. Un grande classico è il cosiddetto agriturismo, ovvero fattorie attive e case di campagna dove spesso ti offrono non solo una bella stanza, ma anche una fantastica cena casalinga con prodotti propri. Soggiornare nel cuore della provincia di Nuoro o nei dintorni del paese di Oliena è una scelta sicura, perché da lì hai i siti archeologici più importanti e i trekking di montagna a due passi dalla porta.
Nell’entroterra della Sardegna, a differenza della costa, non si paga per la vista mare, ma per la pace, l’autenticità e il paesaggio montano. Qui trovi i celebri hotel d’arte e gli agriturismi familiari, dove ti servono ciò che coltivano poco oltre la casa. La maggior parte degli indirizzi più belli si nasconde intorno a Oliena e Nuoro, da dove è facile partire alla scoperta dei nuraghi e della Barbagia. Scegli in base allo stile della tua vacanza:
✨ Per un’esperienza artistica unica: Su Gologone Experience Hotel (Oliena) — celebre hotel d’arte ai piedi del Supramonte, pieno di artigianato sardo; la Sardegna autentica come in cartolina.
🏡 Per un autentico agriturismo: Agriturismo Guthiddai (Oliena) — tenuta familiare tra vigne e ulivi vicino alla sorgente Su Gologone, dove mangi ciò che coltivano qui.
⛰️ Per la pace nel bosco sotto il Supramonte: Hotel Monte Maccione (Oliena) — piccolo hotel di montagna nascosto nel bosco sopra Oliena, un paradiso per gli escursionisti e punto di partenza dei trekking sul Supramonte.
🏙️ Per una base pratica in città: Euro Hotel (Nuoro) — comoda sistemazione proprio a Nuoro, ideale per le gite ai nuraghi e ai paesi di montagna della Barbagia.
💡 Un piccolo consiglio finale: la maggior parte degli hotel si prenota su Booking.com con cancellazione gratuita, così puoi bloccare subito il tuo posto preferito e decidere con calma in seguito. Solo non aspettare troppo: gli indirizzi più richiesti sul mare per luglio e agosto vanno esauriti anche con sei mesi di anticipo e i prezzi in alta stagione salgono di diverse decine percentuali.
Nuraghi e monumenti misteriosi
Prima di lanciarci sui luoghi specifici, spieghiamo di cosa si tratta, perché la civiltà nuragica è un unicum assoluto a livello mondiale. I nuraghi sono torri megalitiche a forma di cono, che sull’isola venivano costruite nell’età del bronzo, all’incirca tra il 1800 e il 500 a.C. I costruttori non usavano alcuna malta, ma impilavano con precisione enormi massi uno sull’altro; e anche se questa civiltà non ha lasciato un solo documento scritto, ci ha tramandato oltre 7.000 di queste straordinarie costruzioni.
1. Su Nuraxi di Barumini
Questo enorme complesso è il re indiscusso di tutti i nuraghi ed è l’unico sull’isola ad essersi guadagnato l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Si trova a circa un’ora di auto a nord di Cagliari ed è, a quanto pare, l’esempio meglio conservato di come funzionasse l’intera società nuragica. La torre centrale misurava in origine ben 18 metri e attorno ad essa è cresciuto via via un intero villaggio fortificato con decine di capanne circolari di pietra.

Immaginalo come un enorme labirinto antico fatto di massi possenti, in cui puoi muoverti liberamente ammirando l’ingegnosità degli antichi costruttori. La visita del complesso è possibile solo con guida, il che però è un grande vantaggio, perché scoprirai un sacco di dettagli affascinanti sulla vita quotidiana di questa cultura misteriosa. Se hai intenzione di venire qui, ti consiglio di verificare gli orari di apertura aggiornati sul sito ufficiale della fondazione Barumini, dove trovi anche il listino dei biglietti per la stagione in corso.
💡 Consiglio: in alta stagione i biglietti, le escursioni in barca e i tour organizzati si riempiono in fretta, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.
2. I giganti di Mont’e Prama
Mentre i nuraghi sono conosciuti almeno da una parte dei turisti, dell’esistenza delle gigantesche statue di arenaria la maggior parte delle persone non ha la minima idea. I Giganti di Mont’e Prama sono tra le più antiche sculture monumentali di tutto il Mediterraneo e molti storici li paragonano a una versione italiana dell’esercito di terracotta cinese. Queste figure alte oltre due metri, che raffigurano guerrieri, arcieri e pugili con affascinanti occhi a doppio cerchio concentrico, furono scoperte del tutto per caso in un campo negli anni ’70 del secolo scorso.

Resta un mistero il motivo per cui queste enormi statue siano state intenzionalmente frantumate in migliaia di piccoli pezzi nell’antichità, pezzi che gli archeologi hanno dovuto incollare insieme con un lavoro durato decenni. L’esposizione più grande di queste statue si può ammirare nella piccola cittadina di Cabras, nel museo Civico Giovanni Marongiu, ma alcuni esemplari molto ben conservati si trovano anche al Museo Archeologico Nazionale del capoluogo Cagliari.
3. Nuraghe Santu Antine e Losa
Se le torri di pietra ti affascinano, dovresti assolutamente inserire nel tuo itinerario anche questi due straordinari complessi nel nord-ovest dell’isola. Il Nuraghe Santu Antine, vicino al paese di Torralba, si è guadagnato dagli abitanti il soprannome di Sa Domo de su Re, che tradotto significa Casa del Re, e quando ci stai davanti capisci subito perché. La sua possente torre centrale e l’incredibilmente sofisticato sistema di corridoi e scale interne fanno pensare più a un castello medievale che a una costruzione dell’età del bronzo.

Poco lontano, vicino al paese di Abbasanta, si trova poi il maestoso Nuraghe Losa, che spicca per la sua massiccia pianta triangolare. I viaggiatori apprezzano il fatto che, a differenza del più celebre Barumini, qui ci siano nettamente meno turisti, così puoi goderti l’atmosfera misteriosa dei freddi corridoi di pietra spesso anche in completa solitudine. In entrambi i monumenti si paga un piccolo biglietto e la visita richiede circa un’ora.
4. Il villaggio nuragico di Tiscali
Questa è una chicca per tutti quelli che amano unire un po’ di storia a una bella camminata di montagna nella natura selvaggia. Tiscali è un villaggio preistorico unico, che non sorge su una collina né in una valle, ma è letteralmente nascosto all’interno di un’enorme grotta, la cui volta è crollata in un lontano passato. Si trova nell’aspra catena calcarea del Supramonte e per arrivarci serve un trekking piuttosto impegnativo, che ti porterà via almeno due ore di ripida salita.

I resti delle capanne circolari sono ormai piuttosto rovinati a causa del tempo e degli antichi tombaroli, ma la località è assolutamente mozzafiato. Si dice che le persone abbiano vissuto in questa fortezza naturale isolata per lunghi secoli, riuscendo a nascondersi qui anche dalle incursioni dei potenti Romani. Il percorso non è per principianti assoluti, quindi porta scarpe robuste e acqua a sufficienza, perché lungo il cammino non incontrerai assolutamente alcun servizio.
5. Tombe dei giganti e domus de janas
La cultura nuragica e prenuragica non ha lasciato solo torri difensive, ma anche sepolcri incredibilmente mistici, ai quali la gente del posto ha dato nomi molto poetici. Le Tombe dei giganti sono monumentali sepolture in pietra con un’enorme stele frontale, di cui gli abitanti dei villaggi a lungo credettero che dovessero esserci stati sepolti veri giganti. In realtà si trattava di tombe collettive dell’élite dell’epoca, e le più belle si trovano sparse nei pressi del paese di Arzachena.

Ancora più antiche e singolari sono poi le cosiddette domus de janas, che in lingua sarda significa case delle fate. Si tratta di tombe rupestri preistoriche scavate con cura nell’arenaria o nel calcare, che spesso ricordano piccole stanze con porte intagliate e simboli rituali. In tutta l’isola ce ne sono migliaia, quindi durante le tue passeggiate nell’entroterra ne incontrerai sicuramente qualcuna e sarebbe un peccato non esplorarla almeno per un momento.
Barbagia: il cuore della Sardegna autentica
Se c’è una regione che si può definire la vera anima dell’intera isola, allora è senza dubbio la provincia di Nuoro e la sua storica area della Barbagia. Questa remota terra di montagna è rimasta per secoli completamente isolata e grazie a ciò ha conservato il suo dialetto ruvido, le usanze pastorali e una profondamente radicata indipendenza. Persino gli antichi Romani non riuscirono mai a dominare del tutto questa zona e la chiamavano terra dei barbari, da cui peraltro deriva il nome attuale.
6. Orgosolo e i murales
Quando arrivi a Orgosolo, ti avvolge subito un’atmosfera molto particolare, persino leggermente ribelle, che non ha eguali nel Mediterraneo. Questo paese di montagna è famoso per i suoi murales, enormi dipinti murali che dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso ricoprono le pareti della maggior parte delle case. Non si tratta però di semplice street art: è un grido visivo degli abitanti, che in questo modo esprimono la loro posizione su politica, povertà e ingiustizia sociale.

Qui trovi oltre 200 dipinti che criticano di tutto, dalle guerre nel mondo all’esproprio dei terreni pastorali, e passeggiare per le viuzze del paese è come visitare una galleria a cielo aperto e gratuita. Orgosolo aveva in passato una fama molto cupa, legata alla vendetta di sangue e ai banditi, ma oggi è un luogo accogliente, dove puoi tranquillamente fermarti per un ottimo caffè e assorbire questa energia locale incredibilmente forte.
7. Mamoiada e le maschere Mamuthones
A pochi chilometri di distanza sorge il discreto paese di Mamoiada, che custodisce una delle tradizioni più bizzarre e misteriose di tutta Europa. Il simbolo principale del paese sono le inquietanti maschere Mamuthones, che gli uomini del posto indossano durante il tradizionale carnevale invernale. Immagina figure vestite di pesanti pelli di pecora scure, con una maschera di legno nera e inespressiva sul volto e un enorme fascio di pesanti campanacci da bestiame sulla schiena, che a ogni passo risuonano in modo assordante.

Questo rituale pagano simboleggerebbe la vittoria dei pastori sugli spiriti maligni e le sue radici risalgono forse fino all’antica epoca nuragica. Non perderti assolutamente la visita allo splendido museo Museo delle Maschere Mediterranee, dove puoi osservare da vicino questi spaventosi costumi e capire quanto a fondo i rituali magici siano incisi nei cuori della gente del posto.
8. Oliena e la sorgente Su Gologone
Ai piedi delle ripide montagne calcaree del Supramonte sorge il bianco paese di Oliena, famoso soprattutto per la coltivazione di un fantastico e corposo vino rosso del vitigno Cannonau. Poco fuori dal paese si trova inoltre la sorgente carsica Su Gologone, un autentico fenomeno naturale e uno dei luoghi più belli della regione. Qui un’acqua gelida e cristallina sgorga sotto enorme pressione da una scura fessura nella roccia, creando un laghetto dai meravigliosi toni blu-verdi.

I dintorni della sorgente sono splendidamente curati, circondati da una vegetazione rigogliosa e da alberi secolari, quindi è il luogo perfetto per una tranquilla passeggiata pomeridiana. La cosa curiosa è che il sistema di grotte sotto la sorgente è così vasto che ancora oggi nemmeno i sommozzatori speleologi più esperti sono riusciti a esplorarlo, e i biglietti per visitare questo luogo magico si possono acquistare tramite il portale turistico della regione.
Montagne e tradizioni vive
Quando avrai abbastanza di pietre roventi e passeggiate per i paesi, ti consiglio di calzare degli scarponi robusti e di partire verso le zone più alte dell’isola. L’entroterra della Sardegna offre infatti condizioni fantastiche per l’escursionismo d’alta quota, dove al posto delle folle di turisti incontrerai piuttosto greggi di pecore al pascolo e cavalli semiselvatici. La natura qui è selvaggia e in molti punti appare ancora oggi identica a com’era migliaia di anni fa.
9. La catena del Gennargentu e Fonni
Il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu copre un’enorme area dell’entroterra orientale e custodisce le vette più alte in assoluto. Il punto più alto dell’isola è la montagna Punta La Marmora, che si erge fino a 1.834 metri e dalla quale, con buona visibilità, si dice si arrivi a vedere fino alla costa, dove il mare blu si fonde con il cielo. Il trekking fino alla vetta è lungo, ma tecnicamente piuttosto semplice, quindi alla portata di qualsiasi escursionista mediamente allenato.

La tua base per le gite in montagna può diventare il pittoresco paesino di Fonni, il comune in assoluto più in alto di tutta la Sardegna. Si trova a esatti mille metri di altitudine e, mentre al mare la gente fa il bagno in costume, qui d’inverno cade del tutto regolarmente la neve e in passato funzionava perfino un piccolo skilift. Oggi Fonni è conosciuta soprattutto per i suoi murales colorati e per la produzione di croccanti biscotti locali.
10. Le feste dell’Autunno in Barbagia
Questo è forse il consiglio migliore per tutti quelli che vogliono vivere l’ospitalità locale più autentica e genuina. Il festival Autunno in Barbagia è una festa autunnale itinerante, che si svolge ogni weekend da settembre fino a dicembre, ogni volta in uno dei circa trenta paesi coinvolti. Durante queste giornate valgono le cosiddette Cortes Apertas, i cortili aperti, quando le famiglie del posto ti fanno entrare direttamente nelle loro case e negli antichi cortili di pietra.

Vedrai le nonne tirare a mano la pasta, gli intagliatori realizzare maschere di legno e assaggerai prodotti che in nessun supermercato normale riusciresti a trovare. Assaggerai formaggi che non comprerai in un negozio qualunque, ascolterai il tradizionale canto polifonico e te ne andrai con la sensazione di aver sbirciato dietro un sipario che il turista comune non solleva mai. Non dimenticare di verificare il calendario preciso delle feste per l’anno in corso sul sito ufficiale dell’Autunno in Barbagia.
Cosa assaggiare nell’entroterra della Sardegna
La cucina sarda di montagna è completamente diversa da quella che ti servono nei resort sul mare, ed è un vero tesoro culinario. Non lasciarti sfuggire i culurgiones, splendidi ravioli di pasta chiusi a mano e ripieni di patate schiacciate, intenso pecorino e foglie di menta fresca. I viaggiatori concordano: in abbinamento a un semplice sugo di pomodoro sono una grandissima prelibatezza, che ha origine proprio dalle zone della Barbagia e dell’Ogliastra.
Con ogni piatto, inoltre, qui ti danno il pane carasau, un pane pastorale estremamente sottile e croccante, che restava fresco per lunghi mesi quando gli uomini partivano per le montagne con le greggi. La gente del posto lo ama anche nella versione del cosiddetto pane frattau, in cui le sfoglie vengono alternate a sugo e formaggio; ma se non mangi carne, chiedi sempre se il cuoco abbia usato un brodo di carne. Come dolce finale devi infine provare i seadas, peccaminosamente buoni ravioli fritti ripieni di formaggio fresco e generosamente bagnati con miele amarognolo di castagno.
Quanto alle specialità locali per gli amanti della carne, nell’entroterra il piatto su cui non si transige è la tradizionale porceddu, ovvero il maialetto cotto lentamente allo spiedo e insaporito con mirto selvatico, che si prepara su fuoco aperto anche per diverse ore. Tutto questo ottimo cibo viene poi accompagnato volentieri con un corposo vino rosso del vitigno Cannonau, che sarebbe il segreto della longevità degli abitanti del posto, oppure con un bicchierino del forte liquore alle erbe mirto.
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Cosa sono i nuraghi?
Sono torri megalitiche coniche dell’età del bronzo, costruite con enormi massi di pietra senza l’uso di malta. Sull’intera isola se ne trovano più di 7.000 e si trattava probabilmente di strutture difensive, abitative o religiose dell’antichissima civiltà nuragica.
Quale nuraghe visitare in Sardegna?
Se avete tempo solo per uno, scegliete sicuramente il grandioso complesso di Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO. Molto apprezzati e imponenti sono anche il Nuraghe Santu Antine e il Nuraghe Losa nel nord-ovest dell’isola.
Cos’è Su Nuraxi di Barumini?
Sì tratta del sito archeologico più famoso e meglio conservato della civiltà nuragica sull’isola. È composto da una massiccia torre centrale in pietra circondata da un’ampia fortificazione e dai resti di un antico villaggio circolare, e la visita è possibile solo con guida.
Chi sono i giganti di pietra di Mont’e Prama?
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Si tratta di uniche sculture antiche in arenaria raffiguranti guerrieri, arcieri e pugili, che misurano oltre due metri. Queste affascinanti statue del periodo della civiltà nuragica possono essere ammirate nel museo della cittadina di Cabras o nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
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Cosa vedere in Barbagia?
Certamente non perdetevi il villaggio montano di Orgosolo pieno di murales politici, la misteriosa Mamoiada con le tradizionali maschere dei Mamuthones e il bellissimo paesino di Oliena. Meritano una visita anche la magica sorgente carsica di Su Gologone e il paese di alta montagna Fonni.
Perché a Orgosolo ci sono i murales sulle case?
I cosiddetti murales hanno iniziato a comparire a Orgosolo alla fine degli anni ’60 del XX secolo come forma di protesta politica e sociale. Attraverso enormi dipinti murali, gli abitanti del luogo esprimono ancora oggi il loro dissenso verso la povertà, l’esproprio delle terre o i conflitti mondiali.
Dove alloggiare nell’entroterra della Sardegna?
L’esperienza di gran lunga migliore è scegliere il cosiddetto agriturismo, ovvero case di campagna e fattorie attive, dove si prendono cura di te come se fossi uno di famiglia. Una posizione strategica ideale per le escursioni la offrono gli alloggi nei dintorni delle città di Nuoro o Oliena, proprio nel cuore della provincia della Barbagia.
