Conosci quella sensazione di cercare un’esotismo da Caraibi senza dover passare dodici ore in aereo? Se esiste un luogo nel Mediterraneo capace di competere davvero con le spiagge caraibiche, è senza dubbio la Sardegna. Questa enorme isola italiana offre un mosaico di esperienze assolutamente incredibile, dalle spiagge di sabbia bianca finissima e dall’acqua turchese fino all’entroterra selvaggio con i suoi canyon profondi.
Una vacanza in Sardegna può assumere forme quasi infinite. C’è chi viene qui per il lusso della celebre Costa Smeralda, chi cerca calette remote raggiungibili solo dopo un trekking impegnativo e chi vuole semplicemente vagare per le romantiche viuzze delle città storiche. L’isola è inoltre famosa per la sua longevità e per la gastronomia autentica, un po’ diversa da quella della penisola.
In questa guida ti porto una panoramica completa del meglio che la seconda isola più grande d’Italia ha da offrire. Insieme passeremo in rassegna 25 idee per luoghi affascinanti, ti darò qualche consiglio sulla logistica, sui traghetti e sul noleggio auto e ti metterò in guardia sulle regole severe in vigore sulle spiagge più belle.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
- Le spiagge più belle hanno limiti di accesso: alle calette più famose come La Pelosa o Cala Goloritzé non si entra senza prenotazione anticipata. Le autorità le gestiscono tramite app, riscuotono tasse e applicano regole rigide (ad esempio le stuoie obbligatorie sotto l’asciugamano per non rovinare la sabbia).
- L’auto è indispensabile: i mezzi pubblici sull’isola funzionano in modo piuttosto limitato. Se vuoi scoprire i luoghi nascosti, difficilmente potrai fare a meno di un’auto a noleggio, ma fai molta attenzione alle multe per l’accesso ai centri storici (zone ZTL).
- Varietà di regioni: il nord-est attira con la lussuosa Costa Smeralda e l’arcipelago di La Maddalena, il nord-ovest offre la storica Alghero, l’est ti stupirà con le falesie del Golfo di Orosei e il sud regala un’atmosfera più tranquilla attorno a Cagliari.
- Storia ricchissima: in tutta l’isola sono sparsi oltre 7.000 cosiddetti nuraghi. Sono misteriose costruzioni in pietra dell’età del bronzo che davvero non troverai in nessun altro posto al mondo.
- Quando partire: il clima migliore in Sardegna lo si trova a giugno e a settembre. Il mare è già piacevolmente caldo, ma eviti la follia delle folle di agosto e i prezzi alle stelle.
Quando partire per la Sardegna
Pianificare il momento giusto è fondamentale per la riuscita del viaggio, perché l’isola cambia parecchio nel corso dell’anno. Vediamo allora quando andare in Sardegna per sfruttare al massimo il soggiorno ed evitare spiacevoli sorprese.
I mesi primaverili come aprile e maggio portano temperature dell’aria molto piacevoli, attorno ai 18-23 gradi, condizioni ideali per il trekking e per girare tra i monumenti. Il mare in questo periodo è però ancora piuttosto freddo, di solito tra i 15 e i 19 gradi, quindi il bagno è roba da veri temerari. La natura, in compenso, è splendidamente verde e piena di fiori in fiore.
La vera stagione balneare inizia a giugno, quando le temperature salgono verso i 28 gradi e il mare si scalda a un piacevolissimo 22. Giugno è considerato da molti viaggiatori uno dei mesi migliori per la visita, perché l’isola non è ancora presa d’assalto ma l’atmosfera estiva è già nel pieno. Luglio e agosto rappresentano invece l’apice assoluto della stagione, con temperature che superano facilmente i 30 gradi e acqua calda come un brodo. Bisogna però mettere in conto un enorme afflusso di turisti, spiagge affollate e alloggi che costano tranquillamente anche il cento per cento in più.
Una data assolutamente critica è il 15 agosto, il Ferragosto. In quel periodo è in vacanza praticamente tutta l’Italia e sull’isola è quasi impossibile parcheggiare o trovare un tavolo libero al ristorante. Settembre è invece la dritta segreta di molti viaggiatori. Dopo l’estate calda il mare resta a una fantastica temperatura di 24 gradi, le folle si diradano pian piano e l’aria si mantiene su valori molto più sopportabili, attorno ai 27 gradi.
Come arrivare in Sardegna
Raggiungere l’isola richiede un minimo di pianificazione, ma grazie alla crescente concorrenza tra i vettori oggi è piuttosto semplice ed economico. Sta solo a te decidere se preferisci arrivare in fretta in aereo oppure fare un viaggio più lungo perché ti serve portare la tua auto.
Collegamenti aerei
Il modo più rapido per arrivare è ovviamente l’aereo. L’isola è servita da tre principali aeroporti internazionali: Cagliari a sud, Olbia a nord-est e la pittoresca Alghero a nord-ovest. Dalla penisola i collegamenti sono numerosissimi, con voli frequenti da Roma, Milano, Bologna e altre grandi città gestiti da ITA Airways, Ryanair e easyJet. Alghero, in particolare, è una porta d’ingresso eccezionale per esplorare la costa nord-occidentale, mentre Olbia è ideale per chi punta alla Costa Smeralda.
Il viaggio in traghetto
Per chi vuole girare l’isola con la propria auto o il camper, la scelta ideale è il traghetto per la Sardegna. Le navi partono da diversi porti della penisola, e le rotte più utilizzate partono da Livorno, Genova o Civitavecchia. La tratta da Livorno a Olbia è di solito la più economica e dura circa 7-10 ore, perciò molti scelgono furbamente le traversate notturne con la possibilità di prenotare una cabina. Se invece vuoi unire la visita a più isole, c’è anche un ottimo e rapido collegamento dalla vicina Corsica: dal porto francese di Bonifacio a Santa Teresa Gallura bastano appena 50 minuti.
Noleggio auto e le insidiose zone ZTL
Una vacanza in Sardegna è praticamente impensabile senza un’automobile: gli autobus collegano in modo abbastanza affidabile le città principali, ma alle spiagge nascoste più belle purtroppo non ti portano. L’auto la puoi noleggiare comodamente direttamente in aeroporto, ma è bene fare attenzione a un paio di insidie. I forum mettono da tempo in guardia su certe società low cost che esercitano una pressione piuttosto aggressiva per farti acquistare assicurazioni costose se non possiedi una classica carta di credito. Le compagnie locali sono spesso molto più tolleranti con le carte di debito, e in ogni caso fotografa sempre l’auto nel dettaglio al ritiro.
Presta grande attenzione alle limitazioni del traffico nelle città. La sigla ZTL (Zona a Traffico Limitato) indica le aree ad accesso limitato dei centri storici. Queste zone sono sorvegliate senza pietà dalle telecamere e l’accesso non autorizzato, anche solo per pochi secondi durante un’innocente manovra, significa multa automatica da 80 a 200 euro. Se vedi un pannello luminoso con la scritta “Varco Attivo”, significa che la zona è attiva e l’accesso è vietato. Credimi: la strategia migliore è sempre parcheggiare comodamente in periferia e raggiungere il centro a piedi.
Dove alloggiare in Sardegna
Scegliere la base giusta è assolutamente essenziale per la riuscita del viaggio, perché l’isola è molto più grande di quanto sembri guardando la cartina. Spostarsi da un capo all’altro può richiedere ore, quindi per un soggiorno breve è sempre meglio scegliere una sola regione e godersela per bene.
Il nord-est, attorno alle zone della Costa Smeralda e della Gallura, è la parte più lussuosa e, onestamente, anche più cara dell’isola. Qui trovi i resort più esclusivi e un ottimo punto di partenza per le escursioni in barca verso l’arcipelago di La Maddalena, ma metti in conto di mettere mano al portafoglio. Il nord-ovest con l’aeroporto di Alghero offre invece un eccellente rapporto qualità-prezzo e splendide città storiche. La costa orientale attorno a Cala Gonone è un paradiso per gli amanti della natura incontaminata, delle falesie spettacolari e dei trekking più impegnativi.
Il sud dell’isola, nei dintorni del capoluogo Cagliari, viene spesso ingiustamente trascurato dai turisti, eppure nasconde alcune delle spiagge più belle in assoluto nelle zone di Chia e Villasimius. Chi poi cerca pace assoluta e un tocco autentico di cultura sarda dovrebbe puntare verso l’entroterra montuoso. Lì incontrerai tradizionali paesini in pietra e i cosiddetti agriturismi, romantiche fattorie che offrono alloggio e fantastica cucina casalinga a prezzi davvero ragionevoli.
💡 Consigli concreti sugli alloggi nelle varie regioni (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking.com, in alta stagione prenota per tempo):
- Hotel Villa Las Tronas (Alghero)
- Su Gologone Experience Hotel (Oliena)
- Hotel Nuraghe Arvu (Cala Gonone)
- Cala Cuncheddi (Olbia)
- Hotel Nautilus (Villasimius)
Sud della Sardegna: 5 cose da vedere a Cagliari e dintorni
La parte meridionale dell’isola offre un affascinante mix di storia antica, vivace vita cittadina e spiagge sterminate che, a giudicare dalle foto, non hanno nulla da invidiare alle baie più celebri del nord. Vediamo le cose più interessanti.

1. Cagliari e lo storico quartiere Castello
Il capoluogo dell’isola è adagiato in modo romantico su diversi colli e il suo cuore storico è il maestoso quartiere Castello. Questa antica zona fortificata è circondata da massicce mura e formata da un intrico di viuzze strette, sopra le quali si ergono le torri pisane Torre dell’Elefante e Torre di San Pancrazio del XIV secolo. Una passeggiata tra questi vicoli ripidi ti regalerà continui scorci sull’azzurro Golfo degli Angeli.

Un punto di riferimento impossibile da non notare è il Bastione di Saint Remy, un’enorme terrazza panoramica neoclassica in calcare bianco. Si dice che da qui si goda della vista più bella sull’intera città, soprattutto al tramonto. Ti conquisteranno di sicuro anche l’anfiteatro romano scavato direttamente nella roccia e il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce una preziosa collezione di misteriose statuine nuragiche.
2. La spiaggia del Poetto e i fenicotteri rosa
Subito a ridosso della città si estende la spiaggia del Poetto, lunga otto chilometri, principale centro del relax estivo per gli abitanti del posto. È ricoperta di sabbia finissima, costeggiata da centinaia di chioschi e bar, e alla sua estremità si erge maestoso l’iconico promontorio roccioso della Sella del Diavolo.

Subito dietro la spiaggia si estende un vasto sistema di lagune e saline poco profonde nel parco di Molentargius, che ospita enormi colonie di fenicotteri selvatici. Pensa che questi splendidi uccelli rosa vivono qui tutto l’anno e si possono osservare molto bene direttamente dalle piste ciclabili che attraversano il parco.
💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.
3. L’antica città di Nora
A poca distanza dalla località di Pula, su una stretta penisola, si estende uno dei più importanti siti archeologici dell’isola. Nora fu fondata dai Fenici, poi conquistata dai Cartaginesi e infine dai Romani, e ciascuna di queste culture vi ha lasciato un’impronta indelebile.

Oggi puoi passeggiare lungo le antiche strade lastricate, ammirare i mosaici conservati tra le rovine delle vecchie case ed esplorare i resti delle terme romane. Nel teatro parzialmente conservato fa da quinta il mare stesso che sciaborda. Inoltre parte della città antica è sprofondata sotto il livello del mare nel corso dei secoli, così i sub possono divertirsi a esplorare le rovine anche sott’acqua.
4. Le spiagge della zona di Chia e Tuerredda
A circa un’ora di auto a ovest di Cagliari si trova un tratto di costa che, a quanto pare, vanta le spiagge più belle della Sardegna. La zona di Chia è caratterizzata dalle sue enormi dune di sabbia, ricoperte di antichi ginepri e fortunatamente protette dall’edilizia. L’acqua qui gioca con sfumature di blu e verde incredibilmente brillanti.

Il fiore all’occhiello della zona è la spiaggia di Tuerredda, con vista sul piccolo omonimo isolotto, che a quanto si dice è facilmente raggiungibile a nuoto. Poiché la sua bellezza attirava un numero insostenibile di persone, è stato introdotto un severo limite giornaliero di massimo 1.100 visitatori. Per la stagione in corso tieni d’occhio le informazioni ufficiali, perché dall’estate 2025 dovrebbe funzionare un sistema di prenotazione elettronica tramite app per smartphone.
5. L’area marina protetta di Villasimius
Dalla parte opposta rispetto a Cagliari si trovano la cittadina di Villasimius e lo splendido e protetto promontorio di Capo Carbonara. Se cerchi lagune perfettamente protette e spiagge che ricordano mete esotiche, qui rimarrai senza dubbio entusiasta.

Un vero fenomeno è la spiaggia di Porto Giunco, lambita da un lato dal mare e dall’altro delimitata dalla laguna di Notteri, dove di nuovo razzolano stormi di fenicotteri. Altrettanto famosa è la caletta di Punta Molentis, con sabbia bianca finissima e massi di granito. Devo però avvertirti che l’accesso in auto a Punta Molentis è a pagamento con una cifra piuttosto alta e in piena estate il parcheggio si riempie già di prima mattina, perciò conviene alzarsi presto.
Costa orientale: 4 idee per falesie e montagne mozzafiato
L’est dell’isola, nelle zone dell’Ogliastra e del Golfo di Orosei, mostra forse il volto più drammatico della Sardegna. Le montagne calcaree precipitano qui con falesie a strapiombo direttamente nel mare, creando calette perfettamente nascoste, raggiungibili via terra solo dai più allenati.
6. La bellezza irraggiungibile di Cala Goloritzé
Questa spiaggia vince regolarmente i sondaggi sulla spiaggia più bella del mondo. Il suo simbolo è la guglia calcarea Punta Caroddi, alta oltre cento metri, che si erge maestosa proprio sopra i piccoli ciottoli bianchi. Fare il bagno sotto l’arco naturale di pietra, nell’acqua cristallina, lascia a quanto pare un ricordo per tutta la vita.

L’accesso alla spiaggia è però un piccolo purgatorio. Per motivi ecologici le barche non possono avvicinarsi alla riva e ancorano lontano in mare. Via terra si arriva solo con un trekking a piedi dall’altopiano del Golgo, che dura circa un’ora e mezza in discesa e parecchio di più nella risalita di ritorno. L’accesso al sentiero è inoltre a pagamento (circa 7 euro) e vige un limite rigido di 250 persone in contemporanea. La prenotazione va fatta in anticipo tramite l’app “Heart of Sardinia” e il cancello del sentiero chiude inflessibilmente nel pomeriggio. Verifica sempre le regole sul sito ufficiale della zona di Baunei.
7. Escursione in barca da Cala Gonone e la baia di Cala Mariolu
Data l’inaccessibilità di gran parte della costa orientale, è praticamente d’obbligo noleggiare un gommone oppure pagare un’escursione in barca organizzata. La maggior parte delle imbarcazioni parte dal pittoresco porto di Cala Gonone o, un po’ più a sud, da Arbatax.

Il gioiello più prezioso di queste navigazioni è la baia di Cala Mariolu, famosa per i suoi ciottoli rosa e bianchi e per un’acqua così limpida che le barche sembrano sospese a mezz’aria. Anche qui le autorità sono intervenute contro il sovraffollamento introducendo un limite di 700 visitatori al giorno. Ogni visitatore deve avere un codice QR generato e pagare una piccola tassa ecologica, anche se ci arriva con il proprio gommone a noleggio.
💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.
8. Il trekking più impegnativo d’Europa e il canyon di Gorropu
Le montagne del Supramonte, che si innalzano proprio sopra il golfo, nascondono un sentiero chiamato Selvaggio Blu. Questo trekking di più giorni è comunemente considerato dai viaggiatori uno dei percorsi più difficili di tutta Europa. Richiede un perfetto senso dell’orientamento, calate in corda doppia e spesso l’accompagnamento di una guida alpina professionista.

Per noi comuni mortali è però molto più accessibile l’escursione al canyon di Gola Su Gorropu, che con le sue pareti verticali alte fino a 500 metri è una delle gole più profonde d’Europa. La discesa sul fondo del canyon, facendosi strada tra giganteschi massi calcarei, è una bellissima avventura di mezza giornata.
9. La baia di Cala Luna e la grotta del Bue Marino
Cala Luna è una spiaggia molto iconica a forma di mezzaluna, costeggiata sul retro da grotte profonde e da una laguna d’acqua dolce piena di oleandri rosa. A differenza di altre calette, qui si arriva con un sentiero a piedi piuttosto agevole di circa due ore, direttamente dalla località di Cala Gonone.

Vicino alla spiaggia si trova inoltre la grotta marina del Bue Marino, nella quale si può entrare solo in barca. Deve il suo nome alla rara foca monaca, che un tempo prendeva il sole qui. Visitare le enormi sale sotterranee piene di stalattiti illuminate è un’ottima fuga dal sole di mezzogiorno in estate.
Nord-est: 5 luoghi tra lusso e bellezze naturali
Questa zona combina in modo davvero incredibile la natura incontaminata dei parchi nazionali con l’enorme ricchezza del jet set internazionale, che si è innamorato della costa nord-orientale già negli anni Sessanta del secolo scorso.

10. Il parco nazionale e l’arcipelago di La Maddalena
L’arcipelago, composto da sette isole principali e da decine di isolotti minori, è uno dei vertici assoluti tra le cose da vedere in Sardegna. Tutta l’area è un parco nazionale protetto, che vanta una costa splendidamente frastagliata e decine di calette nascoste dall’acqua cristallina.

L’esperienza dice che il modo migliore per esplorare l’arcipelago è una gita in barca di un’intera giornata, che di solito parte dal porto di Palau. Chi preferisce i propri ritmi può usare il traghetto regolare, che trasporta l’auto da Palau all’isola principale in meno di venti minuti. Da lì si può raggiungere su strada anche la vicina isola di Caprera, collegata a quella principale solo da uno stretto ponte.
💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.
11. La Costa Smeralda e Porto Cervo
La celebre Costa Smeralda nacque negli anni Sessanta come visione del principe Aga Khan. Lui trasformò una costa inospitale e coperta di macchia in un autentico parco giochi per miliardari e celebrità di tutto il mondo. L’intera area è architettonicamente armonizzata in un bellissimo stile mediterraneo, in perfetta sintonia con il paesaggio circostante.

Il centro di tutto questo lusso è la cittadina di Porto Cervo con la sua enorme marina, dove di solito ancorano i più grandi megayacht del mondo. Ma anche il viaggiatore comune può passeggiare lungo le promenade piene di boutique dei marchi di moda più cari. Le spiagge locali, come ad esempio Spiaggia del Principe o Liscia Ruja, sono sì pubbliche, ma non ti mentirò: il parcheggio nei dintorni darà una bella sferzata al tuo portafoglio.
12. L’isola di Caprera e il memoriale dell’eroe
L’isola di Caprera è amata non solo per le sue spiagge incontaminate e per i profumati boschi di pini, ma anche grazie a un eroe nazionale italiano. Giuseppe Garibaldi scelse proprio quest’isola per trascorrere gli ultimi anni della sua vita, e la sua casa è oggi diventata un affascinante museo.

Dal punto di vista naturalistico, la maggiore attrazione di Caprera è la cosiddetta Tahiti sarda, la spiaggia di Cala Coticcio. Vista la sua enorme popolarità e le ridotte dimensioni, le autorità hanno introdotto un rigido limite di sole 60 persone al giorno. Inoltre l’accesso è possibile solo con guida certificata, previa prenotazione e pagamento di una tassa, quindi devi pianificare bene la visita.
13. Il paesaggio lunare di Capo Testa
Sull’estremità più settentrionale dell’isola, a poca distanza dalla cittadina di Santa Teresa Gallura, si protende verso il mare il promontorio di Capo Testa. Questo luogo è un autentico prodigio geologico, perché l’azione costante del forte vento e delle onde del mare ha scolpito negli enormi massi di granito forme assolutamente fantastiche.

Una passeggiata tra queste rocce levigate ricorda un viaggio sulla superficie di un altro pianeta. Tra i massi si nascondono piccole calette dall’acqua cristallina e l’intera area è assolutamente magica al tramonto, quando il granito assume un colore dorato intenso e all’orizzonte si stagliano le bianche falesie della vicina Corsica.
14. La Spiaggia Rosa proibita sull’isola di Budelli
La Spiaggia Rosa è un fenomeno che purtroppo ha pagato la propria popolarità. La sabbia qui ha assunto una caratteristica tonalità rosata grazie ai gusci microscopici di organismi marini. In passato i turisti si portavano via questa sabbia rosa a chili, in bottiglia, causando un danno irreversibile all’intero ecosistema.

Per questo, dal 1998, l’accesso alla spiaggia è severamente vietato e vige anche il divieto assoluto di balneazione o di ancoraggio delle barche entro 70 metri dalla riva. Se violassi il divieto o volessi portare via un po’ di sabbia, rischi una multa draconiana che va da 500 a incredibili 3.500 euro. Oggi la spiaggia si può ammirare solo dal ponte di una barca e a distanza di sicurezza.
Nord-ovest: 5 idee tra città storiche e spiagge caraibiche
La costa nord-occidentale ha un’atmosfera ancora del tutto diversa. Lo deve alla lunga dominazione spagnola e alle condizioni meteo un po’ più aspre, che per secoli hanno modellato le maestose falesie del posto.
15. La città catalana di Alghero
Alghero viene spesso chiamata la piccola Barcellona, perché ha conservato fino a oggi un fortissimo carattere catalano, persino con il dialetto locale e i nomi delle vie bilingui. Il centro storico è ben racchiuso da imponenti mura difensive, lungo le quali corre una splendida passeggiata costeggiata da vecchi cannoni e da ristoranti con vista sul mare.

Dentro le mura ti aspetta un intrico di vicoli lastricati pieni di botteghe con il tipico corallo rosso sardo. Tutto il centro storico è una rigida zona ZTL, quindi è indispensabile lasciare l’auto nei grandi parcheggi di scambio lungo il porto e raggiungere il centro a piedi.
16. Il regno delle stalattiti: la Grotta di Nettuno
Vicino ad Alghero, dal mare svettano le ripide falesie calcaree di Capo Caccia, nelle cui viscere si trova l’affascinante Grotta di Nettuno. Questo enorme sistema sotterraneo, pieno di possenti stalattiti e stalagmiti, si estende per quasi due chilometri e mezzo e nasconde anche un grande lago salato sotterraneo.

Alla grotta si può arrivare in due modi. Il più comodo è la barca turistica direttamente dal porto di Alghero. La seconda via, decisamente più avventurosa, va via terra e prevede la discesa lungo la cosiddetta Escala del Cabirol, di cui sono scavati nella parete a strapiombo esattamente 654 gradini. Bisogna però seguire le previsioni del tempo, perché con vento forte e mare mosso la grotta viene logicamente chiusa. Gli orari di apertura li trovi sul portale informativo ufficiale di Alghero.
17. La spiaggia caraibica La Pelosa a Stintino
All’estremità nord-occidentale dell’isola si trova una spiaggia che spesso viene definita forse la più bella d’Europa. L’acqua bassa gioca qui con tutte le sfumature di turchese immaginabili e la sabbia bianca finissima contrasta splendidamente con la vecchia torre di avvistamento su un piccolo isolotto.

Ma, come ormai sai, una vacanza in Sardegna non sarebbe completa senza l’accenno alle regole severe. Per proteggere la sabbia che scompare, le autorità hanno introdotto l’obbligo di poggiare gli asciugamani su un’apposita stuoia rigida, che si compra facilmente nei dintorni. Chi appoggia l’asciugamano direttamente sulla sabbia rischia una multa fino a 100 euro. Inoltre si paga una tassa d’ingresso, circa 3,50 euro, e c’è l’obbligo di sciacquarsi i piedi prima di lasciare la spiaggia. Vige qui un rigido limite di 1.500 visitatori al giorno, perciò conviene prenotare con largo anticipo tramite il sistema di prenotazione ufficiale di Spiaggia La Pelosa.
18. Il parco nazionale dell’Asinara e gli asinelli bianchi
Proprio di fronte alla spiaggia La Pelosa si staglia in mare l’allungata isola dell’Asinara. Fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso quest’isola fungeva da una sorta di Alcatraz italiana. Vi si trovava infatti un carcere di massima sicurezza per i temuti boss mafiosi.

Proprio grazie a questo isolamento totale, però, la natura locale è rimasta incredibilmente incontaminata e l’isola è stata dichiarata parco nazionale. Oggi vi si organizzano escursioni durante le quali i visitatori ammirano la natura selvaggia e soprattutto il simbolo dell’intera isola: l’unica specie di piccoli asinelli albini dagli affascinanti occhi azzurri.
19. La cittadina pastello di Bosa
Il tragitto da Alghero verso sud lungo la strada costiera SP105 è considerato una delle strade panoramiche più belle dell’isola. La meta di questa gita è di solito la pittoresca cittadina di Bosa, che si estende lungo l’unico fiume navigabile sardo, il Temo.

Bosa ti conquisterà con le sue casette dai mille colori, che salgono a terrazze lungo il pendio dominate dal castello medievale Castello Malaspina. La cittadina è famosa per la tradizionale lavorazione della pelle, la produzione di pizzi e la produzione dell’ottimo vino da dessert Malvasia, che sarebbe quasi un peccato non assaggiare.
Entroterra e ovest: 6 esperienze della Sardegna autentica
Chi si ferma solo al mare conosce in fondo solo metà dell’isola. L’entroterra e il versante occidentale offrono straordinari misteri archeologici, montagne aspre e tradizioni che qui sono sopravvissute senza problemi per millenni.
20. Le costruzioni megalitiche dei nuraghi e il complesso di Su Nuraxi
Viaggiando per l’isola noterai di sicuro strane torri di pietra a forma di tronco di cono, che la gente del posto chiama nuraghi. Queste gigantesche costruzioni, fatte di enormi massi accatastati senza una goccia di malta, risalgono già all’età del bronzo e sull’isola se ne sono conservati ben 7.000. Gli storici discutono ancora oggi se servissero come fortezze, templi o dimore di antichi capitribù.

Il complesso più conservato e grandioso è Su Nuraxi, vicino al paese di Barumini. La sua torre centrale raggiunge l’altezza ragguardevole di oltre diciotto metri ed è circondata da un intero villaggio di piccole abitazioni in pietra. L’eccezionalità di questo luogo è confermata anche dall’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. La visita si fa solo con guida, che ti spiegherà nel dettaglio il complesso sistema difensivo della struttura.
21. La street art nel paese di Orgosolo
Nel cuore delle aspre montagne della regione della Barbagia si trova il paese di Orgosolo, in passato noto soprattutto come rifugio di banditi e fuorilegge. Oggi è invece famoso in tutto il mondo per qualcosa di completamente diverso, ovvero i dipinti murali, i cosiddetti murales.

Le pareti delle case del posto sono decorate da oltre 150 dipinti di grande formato, i primi dei quali iniziarono a comparire alla fine degli anni Sessanta. Questi murales portano spesso forti messaggi politici e sociali, criticano le guerre o semplicemente illustrano la dura vita dei pastori locali. Passeggiare per i vicoli di Orgosolo è come visitare una bellissima galleria a cielo aperto.
22. La spiaggia di riso Is Arutas sulla penisola del Sinis
La costa occidentale nella provincia di Oristano nasconde un prodigio geologico assolutamente unico. La spiaggia di Is Arutas non è infatti formata da comune sabbia, ma da minuscoli e perfettamente levigati granellini di quarzo colorato, che per dimensioni e forma ricordano davvero chicchi di riso.

Questi granelli giocano con tonalità bianche, rosa e verdognole, creando uno spettacolo incredibile. Purtroppo anche qui in passato la sabbia veniva rubata in massa, e per questo qualsiasi raccolta dei sassolini di quarzo è assolutamente vietata e duramente multata sotto la sorveglianza di guardie e telecamere. L’acqua presso questa spiaggia diventa profonda molto presto ed è amata dai surfisti, perché qui soffia spesso un forte maestrale.
23. L’antica città di Tharros
All’estremità della penisola del Sinis, con vista sul mare infinito, si estendono le ampie rovine dell’antica città di Tharros. Come Nora a sud, anche questa magnifica città conobbe la dominazione fenicia, punica e infine naturalmente romana.

Qui puoi ammirare i resti delle antiche strade romane, le fondamenta dei templi e le maestose colonne che si ergono proprio sopra la superficie del mare. La visita alla città antica è affascinante, ma nei mesi estivi devi mettere in conto la totale mancanza di ombra. Per questo si consiglia caldamente di pianificare la visita la mattina presto o nel tardo pomeriggio.
24. I giganti di pietra di Mont’e Prama
A poca distanza da Tharros e dalla città di Cabras, negli anni Settanta avvenne una delle più importanti scoperte archeologiche del Mediterraneo. Durante una comune aratura di un campo, dei contadini trovarono migliaia di frammenti, dai quali gli archeologi hanno ricomposto pian piano gigantesche statue di pietra alte fino a due metri e mezzo.

Questi giganti di pietra, che raffigurano vari guerrieri o arcieri dai tipici occhi tondi, sono tra le più antiche sculture monumentali d’Europa e risalgono al periodo nuragico. La maggior parte di questi giganti unici si può oggi ammirare senza problemi nel bel museo moderno proprio nella cittadina di Cabras.
25. La regione montuosa della Barbagia e l’agriturismo
La regione della Barbagia è l’anima stessa dell’isola. Il nome gliel’avrebbero dato gli antichi Romani, che non riuscirono mai a sottomettere del tutto quest’area fitta di boschi e ripide montagne e perciò definivano barbari i suoi abitanti. Il paesaggio è dominato dal massiccio del Gennargentu, con la montagna più alta della Sardegna, Punta La Marmora.

I viaggiatori apprezzano molto il fatto che il modo migliore per conoscere quest’area sia alloggiare in un agriturismo tradizionale. Queste fattorie a conduzione familiare offrono non solo un soggiorno tranquillo nella natura, ma soprattutto indimenticabili banchetti serali a base di prodotti locali. Preparati però al fatto che le cene qui vengono servite con un menù fisso di molte portate e di solito iniziano solo verso le otto e mezza di sera.
Cosa assaggiare in Sardegna
La cucina sarda è piuttosto diversa da quella italiana classica, perché nasce dalle tradizioni pastorali dell’aspro entroterra, e non solo dalla pesca, come forse ci si aspetterebbe da un’isola. La gastronomia qui è molto sostanziosa, basata su ingredienti locali di qualità ed erbe aromatiche.
Specialità vegetariane
Se, come noi, prediligi i piatti senza carne, sull’isola sarai di sicuro entusiasta. Il vertice assoluto sono i tipici ravioli chiamati culurgiones. Sono splendidi fagottini chiusi a spiga, ripieni di un impasto di patate, menta fresca e pecorino, che ti vengono serviti il più delle volte con un semplice sugo di pomodoro. Accompagnamento immancabile di ogni pasto è il pane carasau, sottile e croccante, soprannominato affettuosamente “carta da musica”. I pastori lo portavano in montagna perché si conservava per lunghi mesi e, bagnato nel sugo, diventa un ottimo piatto: il pane frattau.
Come dolce sarebbe un peccato saltare le seadas. Sono grandi fagottini fritti di pasta ripieni di formaggio fresco filante, che si ricoprono ben caldi di miele sardo agrodolce, spesso quello di fiori di corbezzolo. Un ottimo contorno per molti piatti è poi la rinfrescante insalata di sottili fettine di carciofi crudi, l’insalata di carciofi.
Piatti tradizionali di carne e pesce
Per completare il quadro della gastronomia sarda è giusto ricordare che un grande simbolo della cucina isolana è il porceddu, ovvero il maialino arrostito per diverse ore sul fuoco di profumato legno di mirto e ginepro. Tra i frutti di mare è famosa poi la bottarga, ovvero le uova essiccate e grattugiate di muggine, dette “caviale sardo”. La gente del posto ama aggiungerla alla pasta tipo cuscus chiamata fregola.
Vini e liquori sardi
I vini locali sono piuttosto robusti e corposi. Il re dei rossi è il vitigno Cannonau, che pare contenga una quantità insolitamente alta di antiossidanti e al quale si attribuisce spesso parte di quella celebre longevità sarda. Tra i bianchi domina il magnificamente fresco Vermentino, soprattutto quello della zona della Gallura. A chiusura di ogni cena arriva automaticamente in tavola un bicchierino ghiacciato di mirto, un liquore alle erbe molto forte ricavato dalle bacche dell’onnipresente mirto.
Consigli pratici per finire
Per evitare brutte sorprese durante il soggiorno dei tuoi sogni, conviene conoscere qualche consiglio pratico di base, che riguardi il portafoglio, la sicurezza o gli errori che noi turisti ripetiamo spesso.
Budget e prezzi
Non ti mentirò: la Sardegna non è proprio tra le mete più economiche, ma con un po’ di pianificazione si riesce a stare su una spesa ragionevole. Il budget giornaliero si aggira di solito tra i 100 e i 250 euro a persona, a seconda del tuo stile di viaggio. Di gran lunga il più caro è il soggiorno nel nord-est in Costa Smeralda, a luglio e agosto, quando i prezzi degli alloggi schizzano in alto anche del 100 per cento. Risparmi parecchio viaggiando a giugno o settembre, alloggiando nell’entroterra e mangiando nelle pizzerie locali a conduzione familiare. Nel budget non dimenticare di aggiungere anche le tasse di parcheggio presso le spiagge, che arrivano tranquillamente a 2 euro l’ora.
Sicurezza e salute
L’isola è considerata una meta davvero molto sicura, con criminalità minima, e qui funziona il numero unico di emergenza europeo 112. Più attenzione la devi dedicare piuttosto agli elementi naturali. Il sole estivo è qui estremamente forte, quindi una buona crema solare e un riparo dalla calura di mezzogiorno sono assolutamente indispensabili. In mare possono comparire ogni tanto fastidiose meduse: se ti pungono, si consiglia di non sciacquare la zona con acqua dolce, ma di lavarla bene con acqua salata di mare e di rimuovere i residui dei tentacoli con una tessera rigida. Grande rispetto anche per il forte maestrale, che può sollevare onde pericolosamente grandi, quindi tieni sempre d’occhio le bandiere di segnalazione sulle spiagge.
Gli errori più comuni dei visitatori
Uno dei più grandi errori in assoluto è sottovalutare le distanze. Sull’isola non ci sono proprio autostrade da manuale, molte strade sono piene di curve e percorrere sessanta chilometri in montagna può richiedere tranquillamente un’ora e mezza. Un altro errore è il tentativo di girare tutta questa enorme isola in una sola settimana: è molto meglio scegliere una sola base ed esplorarne per bene i dintorni. In estate è poi una sciocchezza arrivare alle spiagge più popolari verso mezzogiorno, perché i parcheggi scoppiano già prima delle dodici. E naturalmente verifica sempre se la spiaggia dei tuoi sogni non richieda quella prenotazione online, per non fare il viaggio inutilmente.
Dove andare poi
Se ti attira la vita insulare nel Mediterraneo e ti stai chiedendo dove partire per la prossima avventura, abbiamo per te diverse altre idee:
- L’isola appena al di là dello stretto offre un’atmosfera completamente diversa: leggi la nostra guida dettagliata alla Corsica.
- Per gli amanti del trekking di montagna estremo abbiamo raccolto esperienze e consigli per il celebre trekking GR20 in Corsica.
- Se preferisci un clima più fresco e una storia drammatica, dai un’occhiata al nostro itinerario per un road trip in Normandia e Bretagna.
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Confronta i prezzi delle auto in Italia →Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per una vacanza in Sardegna?
i mesi di giugno e settembre offrono la migliore combinazione di mare caldo, temperature dell’aria sopportabili e soprattutto meno folle di turisti. A luglio e agosto il mare è sì caldo come il caffè, ma l’isola affronta un’enorme ondata di visitatori e prezzi piuttosto esagerati.
Come arrivare in Sardegna dalla Repubblica Ceca?
Il modo decisamente più veloce sono i voli diretti, ad esempio con Smartwings da Praga a Olbia o Cagliari, oppure con Ryanair fino alla bellissima Alghero. Chi vuole viaggiare con la propria auto deve raggiungere i porti italiani (ad esempio Livorno o Genova) e usufruire dei traghetti notturni o diurni.
La Sardegna è cara?
Onestamente, è piuttosto tra le destinazioni europee più costose, soprattutto ad agosto e nelle regioni nord-orientali come la Costa Smeralda. Si può comunque visitare tranquillamente anche con un budget ridotto, se si sceglie un alloggio un po’ più nell’entroterra, si viaggia fuori dall’alta stagione e si fa la spesa nei supermercati.
Ho bisogno di un’auto in Sardegna?
Assolutamente sì, l’auto è praticamente indispensabile per scoprire a fondo l’isola. I trasporti pubblici funzionano bene solo tra le città principali, ma purtroppo non è possibile raggiungere in autobus le spiagge più belle e i parchi nazionali.
Quali sono le spiagge più belle della Sardegna?
Tra le spiagge di assoluta eccellenza spiccano la famosa La Pelosa a nord-ovest, Cala Goloritzé e Cala Mariolu sulla costa rocciosa orientale o le meravigliose dune di sabbia della spiaggia di Chia a sud. Dipende solo se preferite sabbia o scogliere.
Devo prenotare l’accesso alle spiagge in anticipo?
U delle spiagge più famose è davvero una necessità al giorno d’oggi. Ad esempio, per le baie di La Pelosa, Cala Goloritzé o Cala Brandinchi è stabilito un limite molto rigoroso di visitatori e la prenotazione deve essere effettuata con anticipo, anche con diversi giorni di preavviso, attraverso le applicazioni ufficiali per sicurezza.
Cos’è un nuraghe e dove vederlo?
Nuraghe è una misteriosa torre megalitica dell’età del bronzo davvero unica al mondo. Sull’isola ne troverete oltre 7.000 e il complesso più grande in assoluto è Su Nuraxi, vicino al villaggio di Barumini, inserito anche nella lista UNESCO.
