Dietro la tonalità del brand, ovvero il Tono di Voce (o Brand Voice), si nasconde semplicemente il modo in cui il tuo brand parla. Anche se può sembrare una cosa banale, spesso trascurata dai brand più piccoli (ma in realtà anche da quelli grandi), si tratta di una parte integrante del branding e di uno strumento estremamente pratico per dare coerenza alla comunicazione della tua azienda.
Il tono di voce è di fatto il carattere del tuo brand. Non riguarda ciò che il tuo brand dice, ma il modo in cui lo dice e l’impressione che lascia sul pubblico.

Perché un Tono di Voce ben definito è importante?
Ogni persona che conosci parla in un modo tutto suo. Siamo tutti unici e abbiamo modi diversi di esprimerci. Che siamo iper-formali, che usiamo tanti diminutivi o un mucchio di emoji nei messaggi, lasciamo sempre una certa impressione sugli altri.
Ed è proprio una certa impressione che ogni brand desidera lasciare sul proprio pubblico. Il modo in cui il tuo brand parla è parte di come le persone ti percepiranno. Con un modo di comunicare unico ti distingui dalla concorrenza e diventi più memorabile.

Com’è fatto un Tono di Voce?
Il tono di voce è parte del brand book (brand manual) e si crea come parte della strategia di contenuto e costituisce quindi un documento strategico a sé stante, che ogni dipendente dovrebbe conoscere. Questo documento è una guida su come comunicare sia con i clienti che con i fornitori.
Si affrontano questioni come l’uso del “tu” o del “Lei”, il modo di rivolgersi ai clienti, l’utilizzo delle emoji, della punteggiatura, dello slang e del gergo, oltre ad altre caratteristiche specifiche della comunicazione.
I documenti più elaborati contengono esempi di comunicazione con il servizio clienti, con i fornitori, sui social network, durante le presentazioni e così via. Spesso ne fa parte anche il modo corretto di scrivere e declinare il nome del tuo brand.
Come si definisce il Tono di Voce?
- Per prima cosa uno specialista di marketing prepara un audit dei tuoi canali di comunicazione e valuta lo stato attuale della tua comunicazione. (Con lo specialista compilerai anche un questionario dettagliato.)
- Metti per iscritto come vuoi che il tuo brand venga percepito. Forse lo hai già elaborato nel brand manual.
- Aggiungi chi sono i tuoi clienti più frequenti (se vendi soprattutto a persone over 45, probabilmente non userai un tono troppo informale).
- Lo specialista di marketing, sulla base dei punti precedenti, definisce il Tono di Voce.
Come definire il Tono di Voce senza uno specialista di marketing?
Svolgi i primi tre punti e, in base ai tuoi clienti e a come vuoi che il tuo brand venga percepito, stabilisci:
Userai un tono formale o informale?
Solo pochi brand in Italia danno del “tu”: è audace, rischioso, ma facile da ricordare. È adatto insomma ai brand che vogliono rivolgersi soprattutto a un pubblico più giovane e che desiderano apparire sfrontati e originali.
Come comunicherai?
Formalmente o informalmente? Cercherai di essere spiritoso oppure sarai sempre corretto e professionale?
Esempio tratto da una parte del Tono di Voce dell’azienda nanoSPACE:
Come comunichiamo?
- In modo semplice e comprensibile.
Rispettiamo il tempo dei nostri clienti, perciò parliamo in modo concreto, chiaro e comprensibile, senza parole o frasi superflue di riempimento.
- Siamo dei traduttori.
Sappiamo spiegare tecnologie complesse in modo semplice, così che chiunque possa capirle. Usiamo paragoni comprensibili e semplifichiamo le informazioni, senza però distorcerle.
- Siamo autentici.
Siamo cresciuti da un’azienda molto piccola e, anche se oggi abbiamo centinaia di migliaia di clienti, ricordiamo ancora i tempi in cui spedivamo solo qualche pacco al giorno. Rispettiamo i nostri clienti, ascoltiamo i loro problemi e cerchiamo di aiutarli.
- Siamo gentili e cortesi.
Siamo orientati al cliente, ci piace comunicare con i nostri clienti, cerchiamo di comprendere i loro problemi e di aiutarli al meglio. Per questo comunichiamo sempre con cortesia e con il sorriso.
Fine dell’esempio.
Che linguaggio userai nella comunicazione?
Decidi se nella comunicazione userai un italiano formale e corretto, oppure se concederai spazio anche allo slang. Se il tuo brand deve suscitare emozioni forti nelle persone, probabilmente saranno ammesse anche parole più espressive e un tono colloquiale.
In questa parte si parla anche dell’uso dei termini tecnici. Per esempio l’azienda nanoSPACE, nel proprio manuale, consiglia ai dipendenti di evitare per quanto possibile i termini tecnici e di cercare sempre di comunicare tutto in modo che chiunque possa capirlo.
L’uso delle emoji (faccine)
Anche se a qualcuno può far sorridere, oggi l’uso delle emoji nelle aziende viene regolamentato di norma. Le emoji esprimono emozioni, perciò si definiscono quali sono ammesse e in che quantità nei vari tipi di comunicazione.
Ci sono aziende che vietano del tutto le emoji nella comunicazione, oppure che ne hanno solo alcune selezionate utilizzabili.

L’uso di colori, segni di punteggiatura e maiuscole
Così come le emoji, anche la punteggiatura viene regolamentata nella comunicazione. La maggior parte delle aziende stabilisce chiaramente che non si possono usare più segni di punteggiatura di fila (per esempio tre punti di sospensione).
Di norma viene regolamentata anche la scrittura in maiuscolo (TUTTO MAIUSCOLE), a meno che non si tratti di nomi di prodotti o aziende. Scrivere tutto in maiuscolo, infatti, può dare al cliente l’impressione che gli si stia urlando contro.
Alcune aziende vietano anche, nella comunicazione via e-mail, di scrivere con un colore diverso dal nero, oppure stabiliscono in che modo si può evidenziare una parte importante del testo per il cliente.
Se avessi bisogno di aiuto per definire il tuo Tono di Voce, non esitare a contattarci (info@lkmedia.cz).
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