Per raggiungere le Svalbard in Norvegia, l’arcipelago con la rotta di linea più a nord del mondo, non ti serve alcun visto. Grazie a un trattato unico del 1920, l’arcipelago è formalmente aperto a tutti, ma senza un passaporto valido e un’assicurazione speciale l’aspra Artide ti lascerà entrare molto malvolentieri. Eppure raggiungi questo regno di ghiaccio da Roma, con scalo a Oslo, comodamente in un solo giorno.
Se stai pianificando un viaggio in un luogo dove vivono più orsi polari che persone, devi prepararti a regole del tutto particolari. Le Svalbard (in norvegese Svalbard) funzionano in modo completamente diverso dal resto della Norvegia. Qui non vale la normale assicurazione sanitaria europea, oltre i confini della città non puoi avventurarti senza un fucile e al supermercato locale non ti venderanno una birra se non mostri la carta d’imbarco.
Dai voli ai documenti e all’assicurazione, fino alle quote di alcol: ecco le cose che fanno davvero la differenza quando pianifichi un viaggio alla fine del mondo. Comprese le nuove regole severe in vigore dal 2025 e dal 2026, il motivo per cui aprile è il vincitore assoluto e perché novembre è meglio evitarlo.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
- Collegamenti aerei: all’aeroporto di Longyearbyen (LYR) volano solo le compagnie SAS e Norwegian, da Oslo o via Tromsø. Il volo dura poco meno di 3 ore.
- Prezzo dei voli: un biglietto andata e ritorno da Oslo di solito si aggira intorno ai 250-290 €; in estate e in primavera è meglio prenotare con largo anticipo.
- Documenti: le Svalbard sono fuori dallo spazio Schengen. Anche se formalmente basta la carta d’identità, sia le compagnie aeree sia il governatore raccomandano vivamente il passaporto.
- Assicurazione: la tessera europea (TEAM/EHIC) qui non vale. Ti serve un’assicurazione privata che copra anche le operazioni di ricerca e soccorso (SAR).
- Periodo migliore per la neve: marzo e aprile sono ideali per le escursioni in motoslitta e le visite alle grotte di ghiaccio.
- Periodo migliore per le crociere: luglio e agosto offrono il sole di mezzanotte, i fiordi aperti e le maggiori possibilità di avvistare balene e trichechi.
- Regola di sicurezza: oltre i confini della città di Longyearbyen non si può andare senza un’arma o senza una guida armata.
- Acquisto di alcol: l’arcipelago è una zona duty-free con un sistema di razionamento. I turisti devono mostrare la carta d’imbarco per acquistare alcolici.

10 cose da sapere prima di partire per le Svalbard in Norvegia
Pianificare un viaggio oltre il circolo polare artico richiede un approccio un po’ diverso da una normale vacanza in Europa. Vediamo nel dettaglio i dieci punti più importanti che decideranno il successo della tua spedizione artica.

1. Voli e collegamenti di linea da Oslo
All’aeroporto Svalbard lufthavn (codice LYR) arrivi esclusivamente con due compagnie aeree. Si tratta delle norvegesi SAS e Norwegian, che mantengono un servizio affidabile tutto l’anno verso l’arcipelago. In piena stagione estiva e durante i mesi primaverili entrambe le compagnie aumentano notevolmente la frequenza dei voli, tanto che da Oslo partono anche sette voli a settimana. I primi aerei del mattino decollano dalla terraferma norvegese già prima delle sette, mentre quelli serali atterrano in Artide dopo le otto di sera.
Il punto di partenza più comune è proprio la capitale norvegese. Il volo diretto da Oslo dura poco meno di tre ore e i biglietti andata e ritorno costano intorno ai 270-310 €, se li acquisti in tempo. SAS opera anche voli molto popolari con scalo a Tromsø, nel nord della Norvegia. Da questa città oltre il circolo polare artico il salto vero e proprio verso le Svalbard richiede solo una piacevole ora e mezza.
Se voli da Roma o da Milano, dovrai sempre fare almeno uno scalo. Ti consiglio di prenotare i voli con enorme anticipo, anche 330 giorni prima, quando aprono i sistemi di prenotazione. Le capacità degli aerei per Longyearbyen sono infatti rigidamente limitate e nei mesi primaverili, quando la stagione delle motoslitte è al culmine, le date migliori sono spesso irrimediabilmente esaurite.

2. Perché tenere sempre un giorno “cuscinetto”
Il tempo nell’Artide è imprevedibile e può mandare all’aria senza pietà anche gli itinerari pianificati meglio. I voli per le Svalbard dipendono fortemente dalla visibilità e dalla forza del vento. Non è affatto raro che l’aereo da Oslo arrivi fin sopra Longyearbyen ma non possa atterrare in sicurezza a causa della fitta nebbia. Dopo un’ora di giri sopra il fiordo, il pilota semplicemente si scusa e torna con i passeggeri sulla terraferma.
Se alle Svalbard devi collegarti a una costosa crociera-spedizione o hai prenotato un’escursione di più giorni con la slitta trainata dai cani, non volare mai all’ultimo minuto. I forum di viaggio sono pieni di storie tristi di chi, a causa di un volo in ritardo, ha perso la partenza della propria nave e quindi migliaia di euro. La strategia ideale è arrivare a Longyearbyen con uno o due giorni di anticipo.
Questo cosiddetto giorno cuscinetto puoi usarlo benissimo per acclimatarti alle temperature glaciali. Fai un salto allo Svalbard Museum, dove con un biglietto da 160 NOK ripercorri tutta la storia dell’arcipelago, dai balenieri ai minatori. Il tempo si può ingannare anche al North Pole Expedition Museum, che racconta la corsa dei dirigibili verso il polo nord. Se poi durante lo scalo i bagagli ti arrivano in ritardo, avrai almeno il tempo di aspettare il volo successivo o di comprare abbigliamento caldo nei negozi locali.

3. Documenti e le insidie del Trattato delle Svalbard
Le Svalbard hanno uno status giuridico del tutto unico al mondo, che deriva da un vecchio accordo internazionale. Secondo il cosiddetto Trattato delle Svalbard del 1920, la Norvegia non richiede alcun visto per l’ingresso nell’arcipelago, indipendentemente dalla tua nazionalità. Puoi persino vivere e lavorare qui per un tempo illimitato, purché tu sia in grado di mantenerti e trovare un alloggio. Curiosamente, anche l’Italia è tra i tanti Paesi che hanno aderito al trattato.
C’è però un dettaglio fondamentale che i turisti dimenticano spesso quando pianificano il viaggio. Le Svalbard non fanno parte dello spazio Schengen né dello Spazio economico europeo. Per arrivarci devi passare un normale controllo passaporti alla partenza da Oslo o Tromsø, uscendo così formalmente dai confini Schengen. La stessa cosa ti aspetta ovviamente anche al ritorno.
Anche se in teoria le autorità norvegesi riconoscono le carte d’identità nazionali dei Paesi UE, in pratica ovunque si raccomanda vivamente il classico passaporto. Le compagnie SAS e Norwegian spesso lo richiedono direttamente e il governatore locale mette in guardia contro i viaggi con la sola carta d’identità. Con la carta d’identità potresti avere problemi del tutto inutili nella gestione di situazioni di emergenza, quindi non lasciare assolutamente il passaporto a casa nel cassetto.

4. Assicurazione e le nuove regole severe per il 2026
La consueta tessera sanitaria europea (TEAM/EHIC) qui, detto in parole povere, non ti servirà a nulla. Le regole dell’Unione europea non si applicano affatto all’arcipelago e il piccolo ospedale locale di Longyearbyen tratta solo i casi urgenti. Non c’è alcun reparto maternità, nessuna chirurgia complessa né cure a lungo termine. Qualsiasi problema di salute più serio richiede il trasporto aereo immediato sulla terraferma norvegese, a Tromsø, il che senza una buona assicurazione diventa incredibilmente costoso.
La tua assicurazione di viaggio deve inoltre coprire anche le operazioni di ricerca e soccorso, note con la sigla SAR. La natura artica non perdona gli errori e l’intervento di un elicottero di soccorso in un fiordo remoto costa cifre astronomiche. Se parti per un’escursione organizzata con un’agenzia locale certificata, di solito sono loro a occuparsi di questa assicurazione speciale nel prezzo dell’escursione.
Per i viaggiatori indipendenti valgono però dal gennaio 2026 nuove regole severe. Se vuoi avventurarti fuori dalla zona segnalata intorno alla città in autonomia, devi comunicare il tuo piano al governatore almeno 4 settimane prima. La richiesta deve includere anche la prova di un’enorme garanzia finanziaria per un’eventuale operazione di soccorso. Per esempio, per la zona A, la più comune, devi dimostrare una copertura di 120.000 corone norvegesi.

5. Aeroporto di Longyearbyen e transfer in città
La pista dell’aeroporto Svalbard lufthavn è costruita sul permafrost proprio sulla riva del fiordo ghiacciato, e già la discesa sopra le cime innevate vale il posto al finestrino. L’aeroporto è davvero piccolo, efficiente e si trova a pochi chilometri dal centro della città. Subito al ritiro bagagli ti accoglie l’iconico orso polare impagliato, senza dubbio il luogo più amato per le prime foto della vacanza.
Il modo più semplice per arrivare in hotel con le valigie è usare l’autobus ufficiale dell’aeroporto, chiamato flybuss. Circola in affidabile coincidenza con ogni arrivo e partenza e passa scrupolosamente per tutti i principali hotel e pensioni del paese. Un biglietto di sola andata costa circa 100 NOK (circa 9 €), mentre il più conveniente andata e ritorno viene 170 NOK (circa 15 €). Ricorda che sull’autobus si paga solo con carta.
Se hai molta fretta o viaggi in un gruppo numeroso di amici, puoi usare senza problemi il servizio taxi locale. La corsa fino al centro dura solo cinque-dieci minuti e costa all’incirca 150-250 NOK (circa 13-22 €). Gli autonoleggi qui esistono, ma noleggiare un’auto non ha assolutamente senso. L’intera rete stradale misura poco più di 40 chilometri e con essa comunque non arrivi da nessuna parte oltre i confini della città.

6. Stagione primaverile: marzo e aprile come vincitori assoluti
Ma quand’è davvero il momento migliore per partire verso il lontano nord? Secondo l’esperienza delle guide locali, il culmine assoluto della stagione turistica è senza dubbio aprile. In questo mese c’è già abbastanza luce diurna ovunque, ma il paesaggio è ancora profondamente gelato e coperto da uno spesso strato di neve. È il momento assolutamente ideale per lunghe escursioni in motoslitta al Tempelfjorden e per fantastiche corse con la slitta trainata dai cani.
Un periodo molto magico è anche il passaggio tra febbraio e marzo, quando dopo la lunga notte polare torna il sole. Proprio a Longyearbyen ogni anno l’8 marzo si celebra il tradizionale Festival del Sole (Solfest), quando i raggi solari colpiscono per la prima volta gli scalini del vecchio ospedale. In questo periodo il cielo si tinge di sfumature azzurro pastello e rosa, per le quali i fotografi vengono qui apposta.
Tieni però presente che marzo è statisticamente il mese più freddo di tutto l’anno. Le temperature diurne scendono comunemente a -20/-30 °C glaciali e il vento gelido abbassa ancora di più la temperatura percepita. Proprio all’inizio della primavera ci sono anche le condizioni migliori per visitare le splendide grotte di ghiaccio, che raggiungi a piedi oppure con uno speciale gatto delle nevi.

7. La trappola di maggio e la stagione estiva delle crociere
Maggio alle Svalbard è un periodo di transizione molto particolare, contro il quale i forum di viaggio mettono spesso in guardia con decisione. La neve intorno alla città inizia a sciogliersi lentamente e si trasforma in fango profondo, ma i fiordi marini sono ancora saldamente ghiacciati. Le navi da crociera non riescono quindi ad avvicinarsi ai fronti glaciali e la stagione delle motoslitte, a causa del ghiaccio che si scioglie, sta invece lentamente finendo. Se parti a inizio maggio, rischi di non poter praticare a pieno né le attività estive né quelle invernali.
La vera estate polare esplode in pieno a giugno e dura fino alla fine di agosto. Da circa il 20 aprile al 23 agosto qui regna il fenomeno del sole di mezzanotte, il che significa che il sole non tramonta mai sotto l’orizzonte. In estate le temperature si aggirano più spesso tra i piacevoli 3 e 7 °C, eccezionalmente possono salire fino ai dieci gradi. Per dormire tranquillo metti assolutamente in valigia una buona mascherina per gli occhi, altrimenti non riuscirai a prendere sonno.
L’estate è la stagione principale per escursioni in barca, trekking e osservazione degli animali selvatici. Puoi partire per una crociera verso la città russa abbandonata di Pyramiden o cercare i beluga presso le pareti glaciali. Dal 2025, però, vigono qui regole molto severe di tutela della natura. Le navi da crociera possono avere a bordo un massimo di 200 passeggeri, devono mantenere una distanza di 300-500 metri dagli orsi polari e il volo dei droni è completamente vietato nei parchi nazionali.

8. La notte polare e il mito dell’aurora boreale
Da metà novembre a fine gennaio sull’arcipelago regna la buia notte polare. Il sole non compare affatto sopra l’orizzonte e anche a mezzogiorno fuori è buio pesto. L’esperienza dei viaggiatori parla chiaro: novembre è probabilmente il mese più difficile e meno accogliente dell’anno per una visita, perché tira molto vento e manca la neve per le attività invernali. Se proprio devi andare in inverno, fai almeno una visita alla miniera di carbone numero 3.
Molti turisti volano qui in inverno con la speranza di una perfetta aurora boreale, ma li aspetta una delusione. La verità è infatti che le Svalbard si trovano troppo a nord per l’osservazione dell’aurora borealis. La fascia principale dell’aurora boreale si trova spesso molto più a sud, sopra la Scandinavia settentrionale. Se il tuo obiettivo principale è il cielo verde danzante, ti consiglio di andare piuttosto a Tromsø, in Norvegia, dove avrai molte più possibilità di successo.
L’inverno alle Svalbard ha però un’eccezione assolutamente affascinante. Durante la profonda notte polare qui c’è talmente buio che puoi osservare l’aurora boreale anche a mezzogiorno. Longyearbyen è infatti l’unico luogo abitato del pianeta dove puoi vivere davvero questo fenomeno della cosiddetta aurora diurna. È più una curiosità per appassionati, ma se avrai la fortuna di un cielo limpido, vedrai qualcosa di del tutto unico.

9. Cosa mettere in valigia per una spedizione artica
La base della sopravvivenza nell’aspra Artide è un sistema ben studiato di vestizione a strati. Che tu vada in inverno o in estate, dimentica l’idea di un unico giaccone gigante e informe. Punta piuttosto su una buona intimo termico in lana merino, uno strato isolante in pile e un guscio esterno assolutamente antivento. Il vento è infatti qui il tuo peggior nemico e trasforma facilmente i normali -10 °C in -25 °C percepiti nel giro di pochi minuti.
Nei mesi estivi preparati al fatto che la tundra artica può essere incredibilmente bagnata e piena di fango infido. Buoni scarponi da trekking impermeabili sono un assoluto must, perché durante le escursioni guaderai spesso ruscelli poco profondi e neve fradicia. Le normali sneaker da città qui si inzupperanno completamente già nei primi dieci minuti di passeggiata.
Una curiosità locale a cui i turisti spesso non sono preparati è la rigida regola di togliersi le scarpe negli ambienti interni. A Longyearbyen le scarpe si tolgono obbligatoriamente negli hotel, nei musei, in biblioteca e nell’ufficio turistico. È una vecchia tradizione dai tempi dell’estrazione mineraria, per non portare dentro la polvere nera di carbone. Porta quindi con te abbastanza calzini caldi e puliti, con cui trascorrerai un sacco di tempo.

10. Quota di alcol e prenotazioni con mesi di anticipo
Fare acquisti alle Svalbard ha le sue regole molto particolari e spesso divertenti. L’intero arcipelago è una zona duty-free, il che in pratica significa che l’attrezzatura outdoor e l’elettronica sono qui sensibilmente più economiche che nella Norvegia continentale. Gli alimenti freschi devono però essere importati faticosamente in aereo, quindi per una semplice mela o del latte fresco pagherai invece parecchio di più. Cucinare con la spesa del ben fornito supermercato locale conviene comunque.
La curiosità più grande è senza dubbio la vendita di alcolici. Nel supermercato locale Svalbardbutikken trovi il reparto Nordpolet, dove vige un rigido sistema di razionamento. Come turista devi mostrare alla cassa la tua carta d’imbarco dell’aereo, altrimenti superalcolici e birra semplicemente non te li vendono. Il vino è fortunatamente escluso da queste storiche quote, quindi puoi comprarlo senza limitazioni.
L’ultimo e forse più importante consiglio è la pianificazione tempestiva. Le escursioni più amate ai ghiacciai, le crociere alla ricerca dei trichechi o le corse con la slitta trainata dai cani in alta stagione sono spesso esaurite con mesi di anticipo. Le capacità delle guide certificate sono infatti rigidamente limitate e non si possono gonfiare in alcun modo. Dal 2027, inoltre, tutte le guide dovranno avere una certificazione statale ufficiale, il che ridurrà ancora di più i posti disponibili nelle escursioni.

Dove alloggiare e prezzi indicativi (2026)
💡 Consiglio per alloggio ed esperienze: l’alloggio preferiamo cercarlo su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.
Il livello dei prezzi alle Svalbard è alto anche per i normali standard norvegesi e l’alloggio, insieme alle escursioni, rappresenta la voce più grande del budget. Qui non c’è nessun Airbnb sotto forma di casette economiche, dormirai perlopiù in classici hotel o pensioni. La scelta dell’alloggio influisce direttamente su quanto camminerai nel gelo e nel vento, perché la città è distribuita lungo una lunga valle. Vediamo alcuni consigli concreti in base al tuo budget.
Se cerchi un’opzione più economica e non ti dispiacciono le camminate più lunghe, dirigiti verso il quartiere di Nybyen, in cima alla valle. I letti più economici li trovi nella pensione Gjestehuset 102, dove una camera doppia costa all’incirca 150-180 € a notte. Il quartiere è sicuro, ma per raggiungere il centro pieno di ristoranti ci vogliono circa trenta minuti a piedi. Proprio accanto sorge il popolare hotel a tre stelle Coal Miners’ Cabins, che ha sede negli ex alloggi dei minatori splendidamente ristrutturati.
Per chi vuole alloggiare proprio nel cuore dell’azione, consiglio il Basecamp Hotel. Offre un’atmosfera da trapper assolutamente meravigliosa, piena di legname portato dal mare e pelli, tanto che ti sembrerà di essere in una vera spedizione polare. Proprio di fronte sorge il Radisson Blu Polar Hotel Spitsbergen, che vanta il titolo di hotel full-service più a nord del mondo e offre splendide vasche idromassaggio all’aperto con vista sulle montagne.
Se cerchi lusso e alta gastronomia, la scelta ovvia è il Funken Lodge. Questo hotel boutique si trova leggermente in collina sopra il centro città e offre servizi di prima classe. Col brutto tempo apprezzerai forse di non dover uscire affatto, perché il loro ristorante d’albergo cucina in modo assolutamente fantastico e offre anche ottimi menu vegetariani.
Una parte considerevole del budget se la mangeranno le escursioni organizzate obbligatorie, perché senza una guida con fucile a pagamento oltre i confini della città semplicemente non arrivi. Ecco una panoramica indicativa dei costi per farti un’idea (calcola un cambio di circa 0,09 € per 1 NOK):
- Volo andata e ritorno da Oslo (SAS/Norwegian): 2.800-3.500 NOK (circa 250-310 €)
- Una notte in hotel (categoria media per due): 1.500-2.500 NOK (circa 130-220 €)
- Autobus dell’aeroporto (andata e ritorno): 170 NOK (circa 15 €)
- Escursione di un giorno in motoslitta: 3.500-4.500 NOK (circa 310-400 €)
- Crociera in barca verso il ghiacciaio o Pyramiden: 2.300-2.900 NOK (circa 200-260 €)
- Visita a una grotta di ghiaccio: 1.300 NOK (circa 115 €)
- Piatto principale in un ristorante normale: 250-400 NOK (circa 22-35 €)
- Birra al ristorante / al negozio (tax-free): 130 NOK / da 17 NOK (circa 12 € / 1,50 €)
Per un breve soggiorno di quattro giorni consiglio di mettere in conto circa 1.700-2.100 € a persona (compresi voli, alloggio e almeno due escursioni come si deve). Se vuoi risparmiare, il ben fornito supermercato locale Svalbardbutikken ti permette di cucinare i tuoi pasti, e i soldi risparmiati potrai poi investirli in esperienze migliori sul campo.
Dove continuare
Se il nord artico ti attira, ho preparato per te altre guide che ti aiuteranno nella pianificazione. Leggi tutto quello che puoi vedere e vivere alle Svalbard, oppure immergiti nei dettagli della capitale stessa nell’articolo Longyearbyen: cosa vedere.
Per chi sta pensando a un viaggio via mare, consiglio la panoramica dettagliata Escursioni e crociere alle Svalbard. Se invece ti interessa di più l’aurora boreale, scopri perché è meglio andare sulla terraferma a Tromsø: la porta verso l’aurora boreale. E per una panoramica generale sul clima scandinavo, dai un’occhiata all’articolo Quando andare in Norvegia: il tempo norvegese.
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Ecco le risposte alle domande che quasi tutti si pongono prima di partire per le Svalbard.
Ho bisogno di un visto per viaggiare alle Svalbard?
No, non ne hai bisogno. Grazie al Trattato delle Svalbard del 1920, i cittadini di tutti gli stati firmatari possono viaggiare qui senza visto, e l’Italia ha firmato questo accordo già nel 1925. Devi però passare il controllo passaporti alla partenza dalla Norvegia continentale, perché le Svalbard non fanno parte dello spazio Schengen.
Mi basta la carta d’identità o devo avere il passaporto?
Formalmente i cittadini UE possono viaggiare anche con la carta d’identità, ma le compagnie aeree e il governatore delle Svalbard raccomandano vivamente di avere con sé un passaporto valido. Senza di esso potresti avere enormi problemi in caso di situazioni straordinarie, dato che le isole si trovano al di fuori dello Spazio economico europeo.
La tessera sanitaria europea (TEAM) è valida alle Svalbard?
No, non è valida. L’arcipelago non fa assolutamente parte dello Spazio economico europeo e l’ospedale locale tratta solo le emergenze più urgenti. Devi quindi stipulare un’assicurazione di viaggio commerciale di qualità che copra anche eventuali operazioni di ricerca e soccorso (Search and Rescue).
Quanto dura il volo e quanto costa un biglietto?
Il volo diretto da Oslo dura poco meno di 3 ore, da Tromsø sei sul posto addirittura in un’ora e mezza. Il biglietto andata e ritorno da Oslo si aggira solitamente tra i 240 e i 300 € (6 000–7 500 Kč), a seconda della stagione e del preavviso con cui prenoti. In estate i voli operano anche sette volte a settimana.
Quando c’è il buio e il freddo più intensi alle Svalbard?
Il buio più intenso regna da metà novembre a fine gennaio, quando il sole non sorge affatto sopra l’orizzonte (notte polare). Il mese più freddo è statisticamente, sorprendentemente, marzo, quando le temperature diurne scendono comunemente agli estremi di -20 o -30 °C.
Quando è il momento migliore per andare a caccia di aurora boreale?
Sebbene la notte polare alle Svalbard sia perfettamente buia, l’arcipelago si trova già troppo a nord per un’osservazione affidabile dell’aurora boreale. Avrai probabilità molto maggiori di assistere a uno spettacolo di luci meraviglioso nella Norvegia continentale, a Tromsø, che si trova proprio sotto l’ovale aurorale.
Quando è il momento migliore per avvistare gli orsi polari?
Hai le maggiori possibilità nei mesi estivi (luglio e agosto) durante le crociere di spedizione intorno all’arcipelago. Ricorda però che gli orsi sono animali selvatici, non devono essere cercati attivamente e dal 2025 le navi devono rispettare rigorosamente una distanza minima di 300-500 metri.
Con quanto anticipo devo prenotare hotel ed escursioni?
Idealmente con diversi mesi di anticipo. La stagione primaverile (marzo e aprile) e la piena estate (luglio) a Longyearbyen sono sold out con incredibile anticipo. Le disponibilità di guide per motoslitte o escursioni in barca sono molto limitate e non possono essere aumentate in alcun modo.
