Longyearbyen: 12 cose da vedere nella città più a nord del mondo

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Benvenuto a Longyearbyen, un luogo dove le motoslitte sono più numerose degli abitanti stabili. Una città in cui, prima di entrare al supermercato, devi riporre il fucile in un apposito armadietto, al ristorante ti chiedono di toglierti le scarpe e morire è ufficialmente sconsigliato, perché il cimitero locale da decenni non accetta nuove sepolture. È esattamente così questa città completamente funzionante più a nord del mondo.

Anche se suona come la trama di un cupo thriller nordico, la realtà è incredibilmente calorosa e cosmopolita. Longyearbyen, sulle isole Svalbard (Spitsbergen) in Norvegia, è casa di circa 2.400 persone provenienti da oltre 60 Paesi, che qui affrontano insieme la notte polare e il capriccioso clima artico. Troverai gastronomia di alto livello, caffè accoglienti, un campus universitario e persino il birrificio più a nord del pianeta.

Questa guida ti accompagnerà attraverso il meglio che la città ha da offrire — dai caffè accoglienti alle buie gallerie minerarie, fino al posto dove bere una birra prodotta con acqua di ghiacciaio. Ti spiegherò anche in quale periodo dell’anno conviene venire per non ritrovarti nel buio totale, e dove alloggiare, perché muoversi sull’isola segue regole di sicurezza molto rigide.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Periodo migliore per la visita: Tra fine febbraio e inizio marzo si gode di una magica luce blu, aprile è ideale per le motoslitte e l’estate per le escursioni in barca alla ricerca di animali.
  • Sicurezza prima di tutto: Fuori dai confini della città non si può andare senza un’arma o una guida armata, per questo la maggior parte delle attività è legata a escursioni organizzate.
  • Trasporto dall’aeroporto: In centro ti porta il bus dell’aeroporto flybuss a 100 NOK, che ferma davanti a tutti i principali hotel.
  • Regole curiose: Negli hotel e nei musei ci si toglie le scarpe e l’alcol al negozio lo compri solo mostrando la carta d’imbarco.
  • Da non perdere: Visita assolutamente lo Svalbard Museum, ammira il portale della banca globale dei semi e assaggia la birra prodotta con acqua di ghiacciaio.
  • Budget: Le Svalbard sono care, metti in conto che solo per le escursioni organizzate spenderai centinaia di euro al giorno.

Quando andare a Longyearbyen

Scegliere la stagione giusta alle Svalbard è assolutamente fondamentale, perché qui è la natura a dettare senza compromessi cosa puoi fare. Da fine ottobre a metà febbraio regna la notte polare e dall’11 novembre al 30 gennaio il sole non sorge affatto sopra l’orizzonte. Novembre e dicembre possono essere molto duri, ventosi e bui, quindi le attività all’aperto sono ridotte al minimo. D’altra parte, è l’unico momento in cui teoricamente si può osservare l’aurora boreale anche a mezzogiorno, un vero unicum a livello mondiale. I viaggiatori però avvertono spesso che le Svalbard, paradossalmente, si trovano troppo a nord, quindi l’aurora qui tende a essere più debole rispetto, ad esempio, a Tromsø in Norvegia.

Il compromesso migliore e il periodo fotograficamente più bello è considerato a cavallo tra febbraio e marzo, quando il paesaggio innevato si avvolge di un’affascinante luce blu. L’8 marzo, inoltre, gli abitanti festeggiano allegramente il cosiddetto Solfest, ovvero il giorno in cui i raggi del sole toccano per la prima volta i gradini del vecchio ospedale. Aprile è poi il culmine assoluto della stagione invernale. Le giornate si allungano incredibilmente in fretta, la neve offre condizioni ideali per le motoslitte e il sole splende già alto nel cielo. Devi però mettere in conto che gli hotel sono spesso esauriti con largo anticipo e le temperature scendono ancora comunemente sui -20 °C.

La stagione estiva parte a maggio e da fine giugno ad agosto porta l’infinito sole di mezzanotte e lo scioglimento dei ghiacci. In questo periodo da Longyearbyen salpano tutte le escursioni in barca alla ricerca di trichechi, balene e delle vaste scogliere di uccelli. Gli abitanti a volte chiamano l’estate “il periodo fangoso”, perché la neve si scioglie e per le escursioni ti servono scarponi impermeabili davvero di qualità, ma la tundra in fiore ne vale sicuramente la pena. La durata ideale del soggiorno in città è di circa 4-5 giorni, con un giorno di riserva. I voli da Oslo, infatti, a causa del forte vento vengono a volte cancellati.

Dove alloggiare a Longyearbyen

💡 Consiglio per alloggio ed esperienze: Preferiamo cercare l’alloggio su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.

Dato che la cittadina è molto piccola e i classici appartamenti su Airbnb qui praticamente non esistono, sceglierai solo tra pochi hotel e pensioni. Ti consiglio di prenotare l’alloggio con enorme anticipo, anche tre quarti d’anno prima, perché i posti — specialmente ad aprile e in estate — si esauriscono molto in fretta. Dall’aeroporto raggiungi senza problemi tutti i principali hotel con il bus dell’aeroporto flybuss, che costa circa 100 NOK a tratta.

Se cerchi il massimo comfort e un’ottima posizione, alloggia nel popolare Radisson Blu Polar Hotel Spitsbergen. Si trova proprio in centro, offre la vista sul fiordo dalle vasche idromassaggio esterne e i prezzi partono da 300 euro a notte. Per gli amanti dello stile boutique e del lusso è assolutamente ideale il Funken Lodge, che si erge su una collina sopra la città e vanta colazioni fantastiche. Bisogna solo tenere presente che, durante una bufera invernale, la salita dal centro è un po’ più impegnativa.

Una via di mezzo con autentica atmosfera storica sono le Coal Miners’ Cabins nel quartiere di Nybyen, dove un tempo dormivano i minatori. Molto popolare è anche il Basecamp Hotel, che ti conquisterà subito con il suo rustico design da trapper, pieno di legno e pellicce. Un’ottima scelta in centro è il moderno Svalbard Hotell Polfareren o la caratteristica pensione Mary-Ann’s Polarrigg, ospitata in un ex dormitorio di minatori e dotata anche di un ottimo ristorante.

Se viaggi con un budget limitato, l’ostello Gjestehuset 102 è probabilmente la scelta decente più economica in città, con un letto a partire da 70 euro a notte. Devi solo mettere in conto una passeggiata di trenta minuti fino al centro, il che nel gelo artico pungente può essere una sfida notevole. 😅

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12 cose da vedere e fare a Longyearbyen

Anche se la città è piccola, c’è sorprendentemente molto da vedere e alcune cose davvero non le trovi da nessun’altra parte al mondo. Ecco dodici consigli con cui te la caverai senza girare a vuoto.

1. Casette colorate e la via principale

Alla prima passeggiata per la città ti colpiranno subito le facciate variopinte delle casette locali, che contrastano con l’aspra natura circostante. Questi colori vivaci non sono affatto casuali, ma hanno lo scopo psicologico di aiutare gli abitanti a superare gli interminabili mesi bui della notte polare. La zona pedonale principale è costeggiata da caffè accoglienti, negozi di attrezzatura outdoor di lusso e da onnipresenti motoslitte parcheggiate. Di queste, addirittura, ne sono ufficialmente registrate più degli abitanti stessi.

Entrando in molti edifici noterai una grande particolarità. Nella maggior parte degli hotel, nei musei e persino nell’ufficio informazioni turistiche devi toglierti le scarpe subito all’ingresso. Questa curiosa tradizione risale ai tempi della massiccia estrazione del carbone, quando la gente cercava di evitare che la polvere nera onnipresente si diffondesse negli interni puliti. Oggi è più che altro un rituale culturale, quindi non dimenticare di mettere in valigia dei bei calzini, soprattutto caldi.

Ai margini della città ti imbatterai sicuramente nel cartello stradale più fotografato al mondo. Raffigura un orso polare nero in un triangolo rosso con la scritta di avvertimento “Gjelder hele Svalbard”, ovvero “Valido per tutte le Svalbard”. Proprio questo cartello segna chiaramente il confine della zona di sicurezza, la cosiddetta Management Area 10, oltre la quale non puoi fare nemmeno un passo senza un fucile carico o una scorta armata.

💡 Consiglio: Nel supermercato Svalbardbutikken e negli altri edifici pubblici è severamente vietato portare armi. Davanti al negozio troverai quindi appositi armadietti chiudibili per i fucili, dove cacciatori e guide devono riporli.

2. Svalbard Museum

Se vuoi capire davvero a fondo come funziona questo luogo inospitale, i tuoi primi passi dovrebbero dirigersi senza dubbio verso lo Svalbard Museum. Questa esposizione premiata e straordinariamente moderna offre la migliore introduzione possibile alla storia e alla natura dell’intero arcipelago. Scoprirai proprio di tutto, dalle brutali prime spedizioni di caccia alle balene, passando per la dura vita dei cacciatori pomori russi e dei trapper norvegesi, fino alla moderna ricerca geologica e all’estrazione del carbone.

Gran parte del museo, splendidamente allestito, è dedicata alla fauna e flora artica unica. Qui potrai osservare da vicino un maestoso orso polare impagliato, un enorme tricheco e la renna endemica delle Svalbard. Quest’ultima, con le sue zampe sproporzionatamente corte e il corpo tozzo, ricorda più un tenero peluche che un rude animale nordico. Troverai anche informazioni affascinanti e dettagliate su come gli animali locali siano riusciti ad adattarsi biologicamente ai geli estremi e al buio infinito.

Il biglietto per un adulto costa 160 NOK, ovvero circa 14 €, e i bambini fino a 18 anni entrano gratuitamente. Il museo è aperto tutti i giorni, di solito dalle 10 alle 17, e per visitarlo davvero con cura riservati almeno due ore. Non dimenticare che anche qui vale la rigida regola di togliersi le scarpe subito all’ingresso, vicino alle casse.

💡 Consiglio: Nel museo c’è un negozio molto ben fornito con splendidi libri sulle spedizioni polari, mappe e letteratura artica che altrove non trovi.

3. North Pole Expedition Museum

Poco più avanti, in direzione del porto, si trova un’altra istituzione affascinante, che entusiasmerà tutti gli amanti della storia e dell’avventura. Il North Pole Expedition Museum si concentra esclusivamente sui tentativi eroici e molto tragici di conquistare il Polo Nord con enormi dirigibili. Proprio da Longyearbyen e dalla vicina cittadina scientifica di Ny-Ålesund, infatti, in passato partirono le più celebri e audaci spedizioni polari.

La protagonista assoluta dell’accattivante esposizione è la storia del dirigibile Norge del 1926, con cui il leggendario Roald Amundsen, Umberto Nobile e Lincoln Ellsworth sorvolarono con successo il Polo Nord. La mostra ripercorre però nei minimi dettagli anche la successiva catastrofica spedizione del dirigibile Italia, che nel 1928 precipitò tragicamente su una banchisa di ghiaccio, scatenando la più grande operazione di soccorso internazionale nella storia dell’intero Artico.

Nel museo a due piani troverai una miriade di splendide fotografie d’epoca, filmati originali, vecchi ritagli di giornale e oggetti personali conservati degli esploratori polari. È aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17. Tre volte a settimana, precisamente lunedì, mercoledì e venerdì, si tengono anche visite guidate mattutine con un’ottima guida, che donano alle drammatiche storie una profondità incredibile.

💡 Consiglio: L’esposizione è davvero molto specifica e ricca di testi, quindi se ti appassiona anche solo un po’ la storia dell’aviazione e della conquista delle regioni polari, ne rimarrai assolutamente entusiasta e ci passerai tranquillamente un intero pomeriggio.

4. Svalbard kirke

Anche se non sei affatto credente, durante la passeggiata in città non dovresti assolutamente perderti la visita alla simpatica chiesa locale. La Svalbard kirke è infatti la chiesa cristiana più a nord del mondo e costituisce il vero cuore sociale della comunità locale. L’edificio in legno con la tipica facciata rosso acceso sorge in una posizione leggermente rialzata sopra la città e dalle sue grandi finestre si gode di una bellissima vista sull’intera valle e sul fiordo ghiacciato.

La cosa più interessante di questo santuario è il fatto che è aperto ininterrottamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non funziona affatto solo come luogo di preghiera silenziosa, ma soprattutto come rifugio sicuro e accogliente spazio sociale per tutti gli abitanti stabili e i visitatori infreddoliti. All’interno puoi sederti su comode poltrone nell’annesso salotto, scaldarti accanto al camino e leggere un libro.

La parrocchia offre inoltre gratuitamente ai turisti stanchi caffè caldo, tè e biscotti, e soprattutto durante la notte polare la gente viene volentieri a ripararsi qui dal buio e dal vento gelido, così la chiesa funge da salotto comune di tutta la città. Nelle situazioni di crisi ha inoltre un enorme valore simbolico: ad esempio, durante le devastanti valanghe degli anni scorsi, ha fatto da principale centro di crisi per gli abitanti evacuati.

💡 Consiglio: Del tutto prevedibilmente, anche in questa chiesa devi toglierti le scarpe subito sulla soglia, quindi non dimenticare di portare calzini puliti e preferibilmente di lana, così da non prendere freddo dal pavimento.

5. Svalbard Bryggeri

Bere davvero una birra locale alle Svalbard è stato per decenni praticamente impossibile. Secondo una vecchissima legge norvegese del 1928, pensata originariamente per prevenire l’alcolismo tra i minatori che lavoravano duramente, la produzione commerciale di alcol era severamente vietata su tutto l’arcipelago. L’ex minatore e pilota Robert Johansen, però, trascorse ben cinque anni combattendo estenuantemente con le autorità e nel 2014 ottenne finalmente una modifica costituzionale senza precedenti.

Grazie alla sua incredibile tenacia poté aprire lo Svalbard Bryggeri, il birrificio più a nord del mondo, situato al 78° parallelo in mezzo al deserto artico. La prima infornata sperimentale di birra fu prodotta qui nell’estate del 2015 e da allora è diventata un enorme successo su tutta l’isola. L’unicità di questa birra sta, tra l’altro, nel fatto che viene prodotta con l’incredibilmente puro ghiaccio d’acqua dolce del vicino ghiacciaio Bogerbreen, vecchio circa duemila anni.

Il birrificio offre fantastiche e molto divertenti visite guidate abbinate a una ricca degustazione. Durante le visite scoprirai proprio tutto sugli assurdi ostacoli burocratici che hanno preceduto la sua nascita e assaggerai ben cinque diversi tipi di birra locale. Le visite si tengono di solito lunedì, mercoledì e sabato in prima serata, durano circa un’ora e mezza e costano all’incirca 45 euro.

💡 Consiglio: Il venerdì sera gli spazi del birrificio si trasformano in un bar molto amato dagli abitanti del luogo. In genere è piuttosto affollato, ma è un’ottima occasione per assaporare l’autentica atmosfera nordica.

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6. Visita alla miniera di carbone Gruve 3

L’intera esistenza moderna di Longyearbyen è assolutamente inseparabile dall’estrazione del carbone, iniziata qui a pieno regime nel 1906 grazie all’imprenditore americano John Munro Longyear. Per capire davvero quanto fosse un lavoro estremamente duro e pericoloso in condizioni artiche, fai un’escursione nella storica miniera Gruve 3. Questa miniera fu chiusa definitivamente nel 1996 e oggi funziona come un’assolutamente affascinante capsula del tempo, dove sembra che il tempo si sia fermato.

Durante la visita al buio ti verranno consegnati un classico casco da minatore, una potente lampada frontale e una speciale tuta pesante. Una guida esperta ti condurrà prima attraverso l’ampia zona esterna, ti mostrerà le officine sporche e infine ti porterà direttamente nelle buie e gelide gallerie della miniera. Vedrai le attrezzature originali conservate e ascolterai storie crude su come i minatori dovessero lavorare sdraiati per giornate intere in filoni alti appena 60 centimetri.

E proprio ora questa visita è ancora più intensa di prima: a fine giugno 2025 è stata chiusa l’ultima miniera norvegese attiva, Gruve 7, chiudendo così definitivamente, dopo quasi 120 anni, l’intero capitolo del carbone alle Svalbard. La città norvegese sta ora attraversando una complessa e costosa transizione verso fonti di energia più pulite e punta principalmente sul turismo e sulla ricerca.

💡 Consiglio: I biglietti per la visita di tre ore alla miniera puoi prenotarli senza problemi online. All’interno delle gallerie c’è una temperatura costante vicina allo zero e una forte corrente d’aria, quindi vestiti davvero molto pesante.

7. Camp Barentz

Se vuoi vivere la vera e autentica natura selvaggia artica senza dover affrontare spedizioni fisicamente impegnative, prenota una serata indimenticabile a Camp Barentz. Questo accogliente campo si trova a circa dieci chilometri fuori città, nell’ampia valle Adventdalen. È situato lontano da qualsiasi inquinamento luminoso, il che nei mesi invernali da ottobre a marzo lo rende un posto assolutamente eccezionale per osservare la magica aurora boreale.

L’edificio principale del campo è una replica in legno perfettamente fedele della storica capanna in cui, nel 1596, svernò duramente lo scopritore delle Svalbard Willem Barents a Novaja Zemlja. All’interno colpisce subito lo sguardo un enorme fuoco crepitante, accanto al quale ti accolgono con un sorriso guide armate (sì, armate, perché gli orsi non si annunciano per il caffè del mattino). Tutta la serata è poi all’insegna del racconto di storie sulla vita dei trapper nel profondo nord.

Durante la serata viene servito un tradizionale piatto caldo, spesso un abbondante gulasch di renna a volontà. I vegetariani però non devono preoccuparsi: basta segnalarlo in anticipo e ti prepareranno un’ottima alternativa senza carne. Non può mancare il caffè preparato direttamente sul fuoco e i dolci dessert artici. Il momento clou del programma è un’affascinante conferenza divulgativa sul re dell’Artico, il possente orso polare, dove scoprirai proprio tutto sulle sue abitudini e sulle sorprendenti rotte migratorie.

💡 Consiglio: Questa escursione estremamente popolare dura circa tre ore e costa intorno alle 1.545 NOK, ovvero circa 135 €. Il comodo trasferimento in bus dal tuo hotel e ritorno è naturalmente incluso nel prezzo.

8. Il portale della banca globale dei semi

In alto sopra l’aeroporto di Longyearbyen, incastonato in profondità nel pendio ghiacciato della montagna Platåberget, si trova il celebre Svalbard Global Seed Vault, che nei media viene spesso soprannominato il caveau del giorno del giudizio. Questo cruciale sistema di riserva globale fu aperto nel febbraio del 2008 e serve a conservare in sicurezza i semi delle colture agricole mondiali in caso di enormi catastrofi globali, guerre o cambiamenti climatici irreversibili.

Attualmente, in profondità nel permafrost, a una temperatura costante e attentamente sorvegliata di -18 °C, sono conservati in sicurezza oltre 1,4 milioni di campioni di semi provenienti da tutto il mondo. Anche se questo luogo è estremamente importante per la futura sopravvivenza dell’umanità, come normale turista non riuscirai in nessun caso a entrare all’interno. L’ingresso è severamente vietato agli estranei e il massiccio caveau si apre solo un paio di volte all’anno per ricevere nuove preziose spedizioni.

Ne vale comunque sicuramente la pena arrivare almeno per un momento fino al caveau. L’imponente portale d’ingresso in cemento, che sporge nettamente dal pendio innevato, è infatti decorato da una splendida installazione artistica luminosa. Soprattutto nelle notti invernali, il tetto che brilla di verde-blu in mezzo al deserto assoluto crea un’impressione quasi magica e mistica. È una tappa breve molto amata durante i giri panoramici in bus.

💡 Consiglio: Al portale illuminato si può teoricamente arrivare anche a piedi direttamente dall’aeroporto, ma non dimenticare che si trova proprio al margine della zona di sicurezza, quindi conviene tenere gli occhi bene aperti o affidarsi piuttosto a un giro organizzato con guida.

9. Brevi trekking con guida (Platåberget e Sarkofagen)

Il paesaggio intorno a Longyearbyen invita alle escursioni a piedi, ma come già detto, da solo, oltre il cartello con l’orso polare, semplicemente non puoi andare. Le autorità locali richiedono che chiunque lasci la zona di sicurezza segnata in rosso abbia con sé un fucile carico, una pistola di segnalazione e sappia ovviamente come usarli in situazioni di emergenza.

Per il turista comune oggi è praticamente impossibile prendere in prestito un’arma così facilmente, perché il processo di autorizzazione dura anche due mesi e richiede un sacco di complicata burocrazia. Per questo la soluzione di gran lunga migliore è unirsi a un trekking organizzato con una guida certificata. Molto popolare è ad esempio la salita al monte-altopiano Platåberget, che si erge a 450 metri di altezza e offre una vista mozzafiato sull’intera città e sull’Isfjord ghiacciato. Un’ottima alternativa è l’escursione fino alla cima del Sarkofagen, che passa proprio lungo il margine del ghiacciaio.

Le guide durante questi trekking non fungono solo da tua scorta personale contro gli orsi, ma sono anche ottime fonti di informazioni sulla fauna locale, sul permafrost che si scioglie e sulla geologia. Durante la breve estate artica devi mettere in conto che il terreno tende a essere molto fangoso e melmoso, quindi non puoi assolutamente fare a meno di scarponi impermeabili di qualità.

💡 Consiglio: Dal 2026, inoltre, valgono nuove rigide regole per l’assicurazione delle operazioni di soccorso. Se vai con un’agenzia di viaggi ufficiale, tutta la complessa burocrazia e le corpose garanzie assicurative le gestiscono loro per te. Un trekking di mezza giornata ti costa circa 800-1.000 NOK.

10. Shopping, Nordpolet e l’alcol da comprare con il biglietto aereo

Le Svalbard sono una zona di libero scambio, il che in pratica significa che qui non si applicano né l’IVA norvegese né le elevate accise. Grazie a questo, nei negozi locali l’attrezzatura sportiva e outdoor è sorprendentemente più economica che sulla terraferma norvegese. Se ti serve una nuova giacca invernale o della lana merino di qualità, conviene fare acquisti proprio qui in centro.

Un discorso completamente diverso e molto più complicato vale invece per l’alcol, che è soggetto a un rigido sistema di razionamento. È un retaggio dei tempi dell’estrazione del carbone, quando le autorità cercavano di limitare il bere tra i minatori. L’alcol si vende esclusivamente nell’apposita sezione Nordpolet all’interno del supermercato principale Svalbardbutikken. Gli abitanti locali hanno qui rigide quote mensili che permettono loro di comprare, ad esempio, solo 24 lattine di birra e due bottiglie di superalcolici.

Come turista puoi ovviamente comprare l’alcol, ma alla cassa devi obbligatoriamente mostrare una carta d’imbarco valida o un biglietto aereo di ritorno. Senza il biglietto aereo il commesso non ti venderà nemmeno una lattina di birra locale. Mentre l’alcol qui costa meno, i cibi freschi sono al contrario notevolmente più cari a causa del costoso trasporto aereo.

💡 Consiglio: Non dimenticare che al ritorno a Oslo o Tromsø ti trovi su un volo nazionale. Sull’alcol acquistato alle Svalbard non si applicano i classici limiti duty-free internazionali per l’importazione, quindi meglio consumare le scorte più abbondanti già prima della partenza.

11. Kunsthall Svalbard e le gallerie artiche

Chi si aspetterebbe di trovare, alla fine del mondo, gallerie funzionanti e una vivace scena culturale. Eppure ci sono! Per soli 2.400 abitanti, qui operano diverse istituzioni artistiche. Una delle più interessanti è la galleria Kunsthall Svalbard, che dipende dal museo d’arte della Norvegia settentrionale e porta l’arte visiva moderna nell’Artico remoto.

Le mostre locali si concentrano molto spesso su temi strettamente legati al nord, come il cambiamento climatico in corso, l’implacabile isolamento, lo scioglimento dei ghiacciai o l’intricata storia delle scoperte polari. Gli spazi espositivi in sé sono più piccoli, ma la selezione curatoriale è di solito assolutamente eccellente e offre uno splendido contrasto con la gelida realtà esterna.

Nel centro città ti imbatterai anche in piccole gallerie private e simpatici laboratori artigianali. Proprio lì puoi comprare gioielli originali o bellissime grafiche di artisti che si sono lasciati ispirare dal gioco di luce, dall’aurora boreale e dall’infinito deserto bianco.

💡 Consiglio: La vita culturale qui pulsa soprattutto durante i festival locali. Se arrivi in autunno, forse vivrai il popolare festival musicale Dark Season Blues, mentre in primavera si festeggia allegramente il Solfest, con cui si accoglie l’attesissimo ritorno del sole sopra l’orizzonte.

12. Dove mangiare e la cioccolateria più a nord del mondo

Considerato quanto la città sia estremamente isolata dal resto del mondo, la scena gastronomica locale è assolutamente fenomenale. Come prima cosa devo citare il rinomato caffè Fruene, che è ufficialmente la cioccolateria più a nord del mondo. Qui fanno favolosi cioccolatini a forma di orso polare e un ottimo caffè, assolutamente ideale per scaldarsi dopo una passeggiata gelida.

Per un ottimo pranzo o cena, dirigiti sicuramente verso l’amato ristorante Kroa. È tutto costruito con massiccio legname portato dalle acque e vi regna una splendida atmosfera rilassata. Fanno una pizza fantastica a prezzi piuttosto ragionevoli, cosa che tutti i vegetariani apprezzeranno di sicuro. Devo citare anche il moderno ristorante Stationen, che combina con gusto la classica norvegese con la cucina internazionale.

Se cerchi il vero lusso culinario, prenota un tavolo nel leggendario ristorante Huset. Questa istituzione si trova nella vecchia casa della cultura e nasconde sotto di sé una cantina con oltre 15.000 bottiglie. Anche se i locali nordici di solito attirano con tanto pesce e specialità di carne locali, la maggior parte dei ristoranti di qualità, compreso l’hotel Funken Lodge, offre anche menù vegetariani molto ben pensati e gustosi.

💡 Consiglio: Il cibo nei ristoranti è in generale molto caro. Un normale piatto principale costa circa 250-400 NOK, ovvero circa 22-35 €. Se vuoi risparmiare, il supermercato Svalbardbutikken è ben fornito e ha anche un banco con servizio di cibo caldo.

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Dove andare da Longyearbyen

La città in sé ti terrà occupato senza problemi per due giorni, ma la vera magia si trova oltre i suoi confini. Le escursioni di un’intera giornata sono care, è vero, ma costituiscono la vera essenza del viaggio alla fine del mondo.

  • Escursioni e crociere alle Svalbard: In estate parti su una piccola nave da spedizione verso i misteriosi ghiacciai, in inverno ti consiglio invece un giro con la slitta trainata dai cani.
  • Pyramiden e Barentsburg: Scopri come appaiono le un tempo celebri città minerarie sovietiche, dove trovi anche la statua di Lenin più a nord del mondo.
  • Curiosità sulle Svalbard: Leggi altre curiosità affascinanti su un luogo dove è vietato tenere gatti.
  • Tromsø: la porta verso l’aurora boreale: La maggior parte dei voli per le Svalbard fa scalo proprio a Tromsø. Fermati qui qualche giorno, perché per la caccia all’aurora boreale questa città è molto migliore.
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Domande frequenti

Stai pianificando il viaggio e hai ancora tante domande senza risposta? Le Svalbard sono una destinazione così particolare che conviene non sottovalutare nulla. Ecco le risposte alle domande che i viaggiatori pongono più spesso.

Di quanti giorni ho bisogno per visitare Longyearbyen?

Per un soggiorno normale in città con alcune escursioni di un giorno nei dintorni u003cstrongu003esono assolutamente ideali 4-5 giorniu003c/strongu003e. Se arrivi solo per un weekend lungo, rischi che a causa di un volo in ritardo o del maltempo non riesca a fare assolutamente nulla. Un soggiorno più lungo oltre una settimana ha senso solo se segue una crociera esplorativa di più giorni intorno alle isole.

Posso muovermi per la città senza armi?

Sì, all’interno della zona sicura chiaramente segnalata, che copre tutto il centro città, il porto e la strada per l’aeroporto, u003cstrongu003epuoi muoverti liberamente senza fucileu003c/strongu003e. Non appena superi il cartello stradale con l’orso polare, però, entri nella natura selvaggia, dove un’arma o la presenza di una guida armata è assolutamente necessaria.

È difficile arrivare dall’aeroporto al centro?

Per niente, è molto facile. Per ogni arrivo e partenza c’è sempre u003cstrongu003el’autobus aeroportuale flybussu003c/strongu003e, che costa circa 100 NOK (circa 10 €) a tratta. Ferma presso tutti i principali hotel e pensioni in città, quindi ti porta con i bagagli direttamente davanti alla porta.

Quanto sono costosi i ristoranti?

Le Svalbard purtroppo sono tra le destinazioni più costose di tutta Europa. Per u003cstrongu003eun piatto principale normale in un ristorante pagherai tra 250 e 400 NOKu003c/strongu003e (25-40 €) e un semplice hamburger costa circa 220 NOK. Puoi risparmiare notevolmente acquistando generi alimentari nel supermercato locale ben fornito.

Funzionano normalmente i dati mobili alle Svalbard?

Sì e sorprendentemente bene. Longyearbyen è infatti collegata alla terraferma norvegese tramite enormi cavi ottici sottomarini, quindi u003cstrongu003einternet qui è estremamente veloce e stabileu003c/strongu003e. I tuoi dati europei in roaming dovrebbero funzionare senza alcun problema, ma per sicurezza verificalo in anticipo con il tuo operatore.

Ha senso andare alle Svalbard principalmente per l’aurora boreale?

Paradossalmente per niente. Longyearbyen si trova u003cstrongu003etroppo a nord, oltre la fascia principale dell’aurora borealeu003c/strongu003e. Anche se durante la notte polare puoi vederla, è spesso più debole che nel nord dell’Europa continentale. Se il tuo obiettivo principale è l’aurora borealis, meglio dirigersi verso Tromsø.

Dove devo togliermi le scarpe?

Questa curiosa regola di togliersi le scarpe vale u003cstrongu003ein quasi tutti gli hotel e pensioni, nel Svalbard Museum, in chiesa e in alcuni negoziu003c/strongu003e. All’ingresso troverai sempre grandi scarpiere e spesso anche pantofole messe a disposizione. Ti consiglio di portare con te calzini di lana caldi e soprattutto puliti.

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Lucie Konečná
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