Jökulsárlón e i ghiacciai del sud-est dell’Islanda: 12 cose da vedere e fare

TL;DRLa laguna glaciale Jökulsárlón e la spiaggia di fronte, Diamond Beach, con i suoi enormi blocchi di ghiaccio sulla sabbia nera, sono l’attrazione principale del sud-est dell’Islanda, insieme alla più tranquilla laguna di Fjallsárlón e alle vasche termali di Hoffell. L’articolo propone 13 consigli per questa zona, tra cui una camminata sul ghiacciaio Vatnajökull con una guida certificata e escursioni invernali alle grotte di ghiaccio blu. Da Reykjavík la laguna dista poco meno di 380 chilometri, circa cinque ore di guida: conviene spezzare il viaggio con una sosta, ad esempio a Vík o nel villaggio di Hof. Un giro in anfibio verso il ghiacciaio costa 7100 ISK, il gommone Zodiac 16600 ISK, mentre l’ingresso alla laguna è gratuito e si paga solo il parcheggio, 1000 ISK. Il periodo migliore per visitare la zona va da giugno ad agosto, grazie alle lunghe giornate estive, oppure da novembre a marzo, quando sono accessibili le grotte di ghiaccio e si può ammirare l’aurora boreale.

Una mattina ci siamo svegliati, abbiamo raccolto le nostre cose nella piccola guesthouse e siamo partiti verso sud-est, dove ci attendeva un paesaggio che sembrava appartenere a un altro pianeta. Quando in lontananza è apparso per la prima volta il gigantesco fantasma bianco del ghiacciaio Vatnajökull, io e Lukáš siamo rimasti senza parole. Se ti stai chiedendo cosa vedere in Islanda, questo angolo del sud-est è davvero imperdibile.

Proprio qui, dove enormi masse di ghiaccio antico incontrano l’Atlantico selvaggio, si trova la celebre laguna glaciale Jökulsárlón, quella che attendevamo più di ogni altra cosa. Da un lato è stata una romantica meraviglia osservare i blocchi di ghiaccio azzurrini galleggiare pigramente sulla superficie, dall’altro ci ha colti anche una strana malinconia. Qui infatti si vede con i propri occhi quanto rapidamente quel maestoso ghiacciaio si ritiri e si sciolga davanti a noi.

In questo articolo trovi 13 consigli su cosa vedere e fare nella zona attorno alla laguna glaciale Jökulsárlón, come pianificare il viaggio e a cosa fare attenzione. Ti dirò dove conviene alloggiare strategicamente, com’è la situazione per i vegetariani e quanto ti costeranno alla fine queste esperienze tra i ghiacci.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • La star principale: la laguna glaciale Jökulsárlón e la spiaggia Diamond Beach di fronte, con enormi blocchi di ghiaccio, sono assolutamente imperdibili.
  • Esperienze attive: cammina sul ghiacciaio con i ramponi (solo con guida) oppure, in inverno, parti all’esplorazione delle spettacolari grotte di ghiaccio blu.
  • Meno folla: fermati alla più piccola laguna Fjallsárlón, decisamente più tranquilla, oppure fai un bagno nelle vasche termali Hoffell hot tubs con vista sulle montagne.
  • La sicurezza prima di tutto: non dare mai le spalle all’oceano sulla Diamond Beach per via delle onde improvvise e non avventurarti sul ghiacciaio senza una guida certificata.
  • Logistica: da Reykjavík sono cinque ore di guida effettiva, quindi non conviene venire qui in giornata: l’ideale è pernottare nei dintorni e godersi la zona con calma.

Quando andare e come arrivare

Da Reykjavík alla laguna glaciale ci sono poco meno di 380 chilometri, ovvero circa cinque ore effettive al volante. Noi abbiamo diviso il viaggio con intelligenza, perché farlo tutto in un giorno andata e ritorno sarebbe stata pura follia, durante la quale non ti godresti affatto questa bellezza.

In realtà lungo la strada ti fermerai a ogni secondo cascata, quindi l’ideale è pernottare circa a metà percorso, da qualche parte vicino al paesino di Vík, e arrivare ai ghiacciai il giorno dopo belli riposati. La strada numero 1 qui è completamente asfaltata e ben tenuta, ma preparati a oltre 150 stretti ponti a corsia unica (i cosiddetti Einbreið brú), dove vale sempre la regola che l’auto più vicina al ponte ha la precedenza, e il contatto visivo con il guidatore che viene dall’altra parte è assolutamente indispensabile.

Se stai pensando al periodo ideale per la visita, tutta la zona di Jökulsárlón è incantevole tutto l’anno, solo che con la stagione cambia un po’ l’offerta di attività. L’estate (da giugno ad agosto) regala giornate infinite e il sole di mezzanotte: intorno al 21 giugno c’è luce per incredibili 21 ore al giorno. Mettiti però in conto folle enormi di turisti e prezzi alti per gli alloggi.

Un avviso particolare riguarda l’agosto 2026: il 12 agosto in Islanda ci sarà un’eclissi totale di sole e, anche se il sud-est non sarà esattamente nella fascia di totalità, tutta l’isola sarà prevedibilmente sold out. L’inverno (da novembre a marzo) è invece magico perché puoi visitare le grotte di ghiaccio e, con un po’ di fortuna, vedere l’aurora boreale; devi però controllare ogni mattina con attenzione il portale ufficiale sulla percorribilità delle strade, perché le tempeste di neve a volte chiudono completamente la via principale.

Quando noleggi l’auto, non risparmiare sull’assicurazione e paga sempre il supplemento per la protezione contro sabbia e cenere (SAAP). Soprattutto nelle vaste pianure sotto il Vatnajökull spesso soffia un vento così forte da sollevare la fine polvere vulcanica, capace di rovinare la vernice dell’auto in poche decine di minuti; i danni possono poi arrivare a cifre astronomiche, oltre i 10.000 euro, e la normale Kasko non li copre.

Un’altra particolarità islandese riguarda l’apertura delle portiere: le raffiche locali possono letteralmente strappartele dai cardini, perciò io e Lukáš abbiamo imparato in fretta a tenere lo sportello saldamente con entrambe le mani. Tieni anche presente che dal 2026 in Islanda è in vigore una nuova tassa chilometrica per le auto, pari a poco meno di 7 ISK al chilometro (circa 0,05 €), che gli autonoleggi spesso gestiscono con un canone fisso giornaliero di circa 1500 ISK: mettilo subito a bilancio secondo le informazioni del portale ufficiale del governo.

Dove alloggiare e quanto costa

Trovare un alloggio a prezzi accessibili nel sud-est può essere una bella sfida, perché di grandi complessi alberghieri qui non ce ne sono molti e le migliori guesthouse vanno esaurite anche con mesi di anticipo. Su tutto il tratto dominano piuttosto piccole guesthouse e fattorie, dove i prezzi per una normale camera doppia vanno da circa 110 a 200 € a notte.

Io e Lukáš abbiamo subito scartato l’idea del campeggio in tenda, perché già a cavallo tra settembre e ottobre faceva un bel freddo, e abbiamo preferito cercare appartamentini accoglienti con cucina condivisa. Ricorda inoltre che a ogni alloggio si aggiunge una tassa di soggiorno di circa 800 ISK (circa 5,50 €) a notte per camera, mentre per i campeggi è di 400 ISK, come spiega in dettaglio l’agenzia delle entrate islandese.

💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking, prenota per tempo — in alta stagione e attorno all’eclissi 2026 spariscono con mesi di anticipo):

Se vuoi essere il più vicino possibile a tutte le attrazioni principali e ridurre al minimo gli spostamenti mattutini, cerca un alloggio nei villaggi di Hof o Freysnes, a due passi dal parco nazionale di Skaftafell. Qui trovi il piacevolissimo Adventure Hotel Hof a tre stelle, ma se cerchi qualcosa di davvero lussuoso proprio accanto alla laguna puoi provare il magnifico Fosshotel Glacier Lagoon, che ha persino una spa.

I prezzi a notte in alta stagione possono arrivare anche a 320 €, ma per gli amanti del comfort dopo una giornata gelida e impegnativa è un’esperienza fantastica.

Un’alternativa decisamente più economica e una base logica per esplorare la parte orientale è arrivare fino al paesino di Höfn, dove trovi il maggior numero di opzioni, inclusi ostelli e negozi. Dalla laguna è ancora circa un’ora di guida verso est, ma se hai in programma di proseguire verso i Fiordi Orientali è un punto strategico perfetto.

Per chi viaggia con un budget davvero stretto (intorno ai 2.600–3.600 € a coppia per l’intera settimana), la scelta più sensata è noleggiare un campervan riscaldato e dormire nei campeggi: uno enorme e attrezzatissimo lo trovi proprio a Skaftafell e un altro a Höfn, perché il campeggio libero in Islanda è severamente vietato.

Jökulsárlón e dintorni: 4 consigli per una meraviglia di ghiaccio

Andiamo subito a vedere le attrazioni principali per cui la maggior parte dei viaggiatori da tutto il mondo arriva fin qui. Questa zona è così fotogenica che non saprai dove puntare prima la macchina fotografica, e ti garantisco che riempirai facilmente la scheda di memoria già nelle prime ore.

1. La laguna glaciale Jökulsárlón

Questo è il luogo dove devi fermarti, anche se in Islanda avessi tempo di vedere una sola cosa. Qui sfocia l’enorme lingua glaciale Breiðamerkurjökull e nel lago più profondo dell’intera isola si staccano di continuo blocchi massicci di ghiaccio vecchio di secoli. Noi abbiamo passato circa due ore solo a stare sulla riva, affascinati, osservando quell’incredibile gioco di colori: dal bianco brillante al turchese intenso, fino alle striature di nera cenere vulcanica.

Un grande bonus è che nella laguna vivono spesso le foche, che amano pescare qui o semplicemente riposare pigramente sui blocchi di ghiaccio. Proprio mentre passeggiavamo lungo la riva, più volte è spuntata vicino a noi una testolina curiosa: la foca ci osservava per un attimo e poi spariva di nuovo sotto la superficie con assoluta eleganza.

L’accesso alla laguna è gratuito e si paga solo il parcheggio di 1000 ISK (circa 7 €); proprio accanto al parcheggio trovi un bar aperto tutto l’anno per scaldarti. Se vuoi controllare la situazione e la nuvolosità già da casa, puoi usare il sito ufficiale sul meteo, che offre previsioni precise per tutta la zona.

💡 Consiglio: i biglietti e le escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene comprarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

2. Navigazione sulla laguna: anfibio vs. Zodiac

Una volta arrivato alla laguna, sarebbe un vero peccato non vedere quei giganti di ghiaccio da vicino, direttamente dall’acqua. In alta stagione, che dura grosso modo dal 1° maggio a fine ottobre, puoi scegliere tra due tipi principali di imbarcazione, ed è un piccolo dilemma che dipende soprattutto dal tuo budget e da chi viaggia con te. In estate qui è davvero affollatissimo, quindi prenota la gita con largo anticipo, altrimenti dovrai accontentarti di guardare tristemente dalla riva.

La prima opzione, la più accessibile, è il grande mezzo anfibio, che dalla terraferma entra direttamente in acqua sulle sue enormi ruote. È una gita più lenta e tranquilla, di circa 40 minuti, e il biglietto per un adulto costa 7100 ISK (circa 48 €).

I bambini dai 6 ai 12 anni pagano 3500 ISK e i più piccoli fino a cinque anni viaggiano gratis, quindi per le famiglie è senza dubbio la scelta migliore; durante il tragitto la guida ti farà persino assaggiare un pezzetto di ghiaccio vecchio mille anni.

Se invece desideri più avventura e vuoi sentire il vento tra i capelli, paga il supplemento per il piccolo gommone a chiglia rigida Zodiac. La gita costa 16600 ISK (circa 112 €) e i bambini dai 10 ai 12 anni pagano 8300 ISK, ma l’esperienza è incomparabile. Il gommone è molto più veloce e in circa 75 minuti arrivi fino a otto chilometri di distanza, fin sotto la parete del ghiacciaio, dove i lenti anfibi non possono arrivare, e in più puoi infilarti negli stretti canali a stretto contatto con gli enormi blocchi di ghiaccio.

3. Diamond Beach e i gioielli di ghiaccio

Basta attraversare la strada principale dalla laguna in direzione dell’oceano e ti ritrovi in un mondo completamente diverso, sulla spiaggia di Breiðamerkursandur. Un breve fiume trasporta qui in mare tutti i pezzi di ghiaccio che si sciolgono; le onde poi li levigano fino a renderli lisci e li restituiscono sulla spiaggia vulcanica nerissima.

Noi qui correvamo da una parte all’altra entusiasti, perché il contrasto tra il ghiaccio cristallino e lo sfondo nero carbone è un vero paradiso per i fotografi, soprattutto all’alba, quando la luce calda del mattino illumina i blocchi di ghiaccio dando loro un tocco quasi magico.

Devo però metterti in guardia con estrema fermezza riguardo all’Atlantico selvaggio: si tratta di uno dei luoghi più pericolosi dell’Islanda. La spiaggia è tristemente nota per le sue insidiose onde anomale (sneaker waves), che possono colpire all’improvviso molto più lontano e con più forza di quanto sembri da una superficie tranquilla.

Per questo non dare mai le spalle all’oceano mentre fai un selfie accanto al ghiaccio, e non avvicinarti ai blocchi proprio quando arriva anche solo un’onda piccola: il ghiaccio pesante può facilmente schiacciarti. Gli avvisi aggiornati li trovi sempre sul portale sulla sicurezza Safetravel.

4. Fjallsárlón, l’alternativa più tranquilla

Se alla laguna principale ti danno fastidio le folle enormi, i parcheggi pieni e il rumore onnipresente, fai circa dieci minuti di auto verso ovest fino al “fratellino” di Jökulsárlón. La laguna Fjallsárlón non è altrettanto grande e la sua acqua non ha un azzurro così intenso, ma ha un enorme vantaggio: la lingua glaciale stessa si erge molto più vicino alla riva e risulta perciò ancora più maestosa e drammatica.

Qui ci siamo goduti una pace assoluta, perché i turisti che vengono sono nettamente meno e regna un’atmosfera molto intima. Puoi semplicemente sederti sulla riva nel silenzio totale e ascoltare il cupo scricchiolio del ghiaccio antichissimo quando, da qualche parte in lontananza, si stacca un altro blocco.

Anche qui operano piccoli gommoni Zodiac, nel caso volessi concederti un’avventura sull’acqua in gruppi più piccoli e lontano dal grande affollamento della laguna principale.

Parco nazionale Vatnajökull e Skaftafell: 4 consigli per i viaggiatori attivi

La parte occidentale della punta sud-est appartiene all’enorme parco nazionale Vatnajökull, che copre l’incredibile otto percento della superficie dell’intera Islanda e offre alcuni dei migliori sentieri dell’isola. Qui puoi sudare durante le camminate verso splendide cascate oppure infilarti dei buoni ramponi e partire a esplorare i profondi crepacci direttamente sulla superficie del ghiacciaio.

5. Glacier hike, ovvero camminare sul ghiacciaio

Questa è un’esperienza che, a cuor leggero, consiglio caldamente a chiunque abbia una condizione fisica anche solo nella media. Camminare sulla superficie dell’enorme ghiacciaio Vatnajökull, sulle lingue Falljökull o Skaftafellsjökull, sbirciare con cautela nei profondi crepacci blu e saltare i piccoli ruscelli di acqua glaciale pura è qualcosa di assolutamente straordinario. Proprio il centro visitatori di Skaftafell è la base principale da cui partono regolarmente tutte queste escursioni.

La regola più importante di tutta l’Islanda è però che sul ghiacciaio non devi assolutamente avventurarti da solo. È infatti disseminato di crepacci insidiosi, abilmente nascosti sotto un sottile strato di neve o polvere vulcanica, e una caduta sarebbe fatale. Prenota sempre l’escursione presso aziende certificate come Arctic Adventures o Glacier Guides.

Una normale escursione di tre ore per principianti costa circa 120 euro e la guida professionale ti presta tutta l’attrezzatura di sicurezza, dal casco all’imbrago fino alla piccozza e ai ramponi; non dimenticarti solo di portare le tue scarpe robuste e impermeabili sopra la caviglia, perché ai semplici sneaker i ramponi non si agganciano.

💡 Consiglio: i biglietti e le escursioni organizzate (in Islanda e dintorni) conviene comprarli in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.

6. Le grotte di ghiaccio blu in inverno

Se hai la fortuna di programmare il viaggio nei freddi mesi invernali da novembre a marzo, ti si apre la possibilità del tutto unica di esplorare le cosiddette Crystal Caves o Blue Caves, proprio nel cuore del ghiacciaio. Queste grotte si formano ogni estate per lo scioglimento di enormi quantità d’acqua sotto il ghiacciaio e in inverno gelano di nuovo in incredibili forme organiche; la luce del sole filtra poi attraverso la vecchia massa di ghiaccio compresso e privo di bolle, creando il blu zaffiro più intenso.

Come per la camminata sul ghiacciaio, anche qui puoi entrare solo accompagnato da una guida, perché il ghiacciaio si muove di continuo e i soffitti delle grotte possono crollare a causa del clima più caldo. Le escursioni di solito partono da uno speciale parcheggio vicino a Jökulsárlón a bordo di super jeep rialzate con pneumatici enormi, perché la strada verso le grotte è del tutto impraticabile per le auto normali.

I prezzi per un’escursione di tre ore vanno grosso modo dai 19.900 ai 28.900 ISK (circa 135–195 €), e per le speciali escursioni fotografiche anche molto di più, ma è un’esperienza che non dimenticherai mai più in vita tua.

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7. La cascata nera Svartifoss

Una volta a Skaftafell, ritagliati senz’altro il tempo per una passeggiata dal centro visitatori, in leggera salita, fino a questa splendida e unica cascata. L’intero anello è di circa due chilometri e mezzo, ti porta via poco più di un’ora e, anche se la cascata non è chissà quanto alta né ha una portata d’acqua vertiginosa, ciò che la rende eccezionale è il suo drammatico scenario geologico.

Qui l’acqua precipita con fragore su colonne esagonali di basalto nero intenso, perfette e geometricamente regolari, che visivamente ricordano le imponenti canne di un organo gigante. Proprio questo fenomeno naturale ispirò un tempo il famoso architetto islandese Guðjón Samúelsson nella progettazione dell’iconica chiesa Hallgrímskirkja a Reykjavík, e se ti fermi qui un attimo affascinato, riconoscerai subito quell’evidente somiglianza architettonica.

8. Facile passeggiata al ghiacciaio Skaftafellsjökull

Se non te la senti di infilare i ramponi e pagare un’escursione direttamente sulla superficie del ghiacciaio, il parco nazionale offre anche un’alternativa gratuita molto piacevole. Dal centro informazioni parte infatti un sentiero facile e ben curato che porta direttamente ai piedi della possente lingua glaciale Skaftafellsjökull.

È quasi tutto in piano, una passeggiata che fai tranquillamente anche con i bambini, e alla fine ti si apre davanti una vista fantastica sull’enorme massa di ghiaccio, che sembra voler addentare direttamente il fondo ghiaioso. Anche qui vedrai una piccola laguna piena di acqua glaciale torbida e di piccoli blocchi staccatisi: è un ottimo posto per qualche momento di tranquilla contemplazione e per scattare foto bellissime senza dover pagare una guida.

Verso est: 5 consigli su luoghi meno noti e relax

Dopo aver esplorato a fondo le famose lagune, la maggior parte dei turisti fa subito dietrofront verso Reykjavík, ma io ti consiglio caldamente di non avere fretta e di proseguire lungo la strada circolare numero 1 in direzione del paesino di Höfn. Il paesaggio qui inizia a cambiare, le auto di passaggio diminuiscono rapidamente e troverai angoli tranquilli dove riposare alla grande.

9. Il misterioso ghiacciaio Hoffellsjökull

Mentre in auto ci avvicinavamo lentamente a Höfn, non abbiamo resistito e abbiamo deviato dall’asfalto principale lungo una stradina sterrata un po’ dissestata in direzione del ghiacciaio Hoffellsjökull. È una zona molto meno visitata e offre uno sguardo su un volto più grezzo, fangoso e selvaggio della natura islandese, non addolcito per le folle di turisti con la macchina fotografica.

Quando lo abbiamo raggiunto, io e Lukáš siamo stati colti da una malinconia un po’ opprimente. Questa lingua glaciale si sta infatti ritirando in modo estremamente rapido e si scioglie drammaticamente, tanto che oggi sotto di essa si forma ormai solo una laguna torbida piena di fango, ed è del tutto possibile che tra qualche decennio non ne rimanga quasi nulla.

Eppure è stata una tappa molto intensa e piuttosto tranquilla, durante la quale ci si rende pienamente conto dell’enorme forza dei cambiamenti climatici in atto.

10. Un bagno con vista alle Hoffell hot tubs

Dopo una lunga giornata passata nel vento gelido in mezzo alle pianure ghiacciate, non c’è niente di meglio che immergersi nell’acqua termale calda. A circa quindici minuti di auto da Höfn, proprio alla deviazione per il ghiacciaio di cui sopra, trovi le incantevoli Hoffell hot tubs, un gruppo di cinque vasche rotonde incassate direttamente nella roccia, con una vista incredibile sulle cime montuose circostanti.

Noi qui abbiamo passato due belle ore solo a scaldare i muscoli doloranti dopo le infinite camminate. L’ingresso costa una cifra molto ragionevole, 2000 ISK (circa 14 €) e la struttura è di solito aperta tutti i giorni dalle dieci del mattino alle nove di sera, anche se a novembre spesso chiude già per l’inverno.

Sul posto ci sono solo le docce esterne più essenziali e un piccolo spogliatoio di legno, quindi non aspettarti di certo una spa d’hotel di lusso, ma qui vivrai la vera e autentica atmosfera romantica islandese, immerso nella natura incontaminata.

11. La fotogenica montagna Vestrahorn e le dune di Stokksnes

Poco dopo la città di Höfn si protende nel mare la drammatica penisola di Stokksnes, dominata dall’iconica e appuntita montagna Vestrahorn di gabbro nero, spesso chiamata anche Batman Mountain per la sua forma particolare. Le spiagge qui sono costeggiate da splendide dune erbose di sabbia vulcanica nera, in cui a volte oziano pigramente le foche, e i fotografi di tutto il mondo vengono qui a caccia delle migliori composizioni.

La penisola si trova su un terreno privato, quindi qui si paga un ingresso di 1100 ISK (circa 7,50 €) presso il locale Viking Café; i bambini fino a sedici anni entrano fortunatamente gratis. Il caffè è aperto dalle nove alle sei di sera, ma fuori da questo orario funziona un cancello automatico, così puoi entrare tranquillamente anche all’alba.

Nel prezzo del biglietto è inclusa anche una passeggiata attorno a un vecchio villaggio vichingo, che in realtà è solo un set cinematografico abbandonato creato per delle riprese di tanti anni fa, ma sembra sorprendentemente autentico e dona al luogo un’atmosfera leggermente misteriosa.

12. Ammirare il massiccio Eystrahorn

Se per caso non hai tempo di deviare verso Stokksnes e pagare l’ingresso, un altro spettacolo bellissimo te lo garantisce l’imponente montagna Eystrahorn, accanto alla quale passi direttamente lungo la strada circolare mentre punti ancora più lontano, verso i remoti Fiordi Orientali. È un massiccio roccioso altrettanto ripido e scuro che precipita dritto nelle onde dell’oceano, e noi lo abbiamo ammirato con stupore direttamente dal finestrino della nostra auto.

Quando hai la fortuna di trovare condizioni meteo ideali e l’oceano è insolitamente calmo, l’enorme montagna si riflette nelle acque basse dell’ampia baia, offrendo una vista da cartolina. Basta fermarsi in una delle piccole piazzole sicure lungo la strada principale, scendere dall’auto riscaldata e respirare per un attimo quell’incredibile selvaticità dell’est islandese incontaminato.

13. La chiesetta di torba Hofskirkja

Come ultimissimo piccolo consiglio per viaggiare in questa zona devo citare il villaggio di Hof, che trovi a due passi dal parco nazionale di Skaftafell. Nel mezzo di questo piccolo borgo, dove tra l’altro trovi anche alloggi molto piacevoli nelle fattorie, sorge infatti la splendida e storica chiesetta Hofskirkja del diciannovesimo secolo, che vanta il tradizionale tetto di torba ricoperto di erba verde intenso, un tempo usato come geniale isolamento naturale contro il freddo.

Qui sembra proprio di stare nella Contea del Signore degli Anelli, perché la chiesetta è circondata da un bel vecchio cimitero in cui le singole tombe sono solo collinette erbose che si fondono con il paesaggio.

Hofskirkja è una delle sole sei ultime chiese di torba conservate in tutta l’Islanda ed è curata dal museo nazionale; quindi, anche se non è certo un’attrazione da mezza giornata, per una sosta foto di dieci minuti mentre attraversi il villaggio è una deviazione assolutamente perfetta.

Dove mangiare nella terra delle aragoste, se sei vegetariano

Il paesino di Höfn, che funziona da base assolutamente logica per la punta orientale della zona e per rifornirsi nell’economico supermercato Bónus (quello con il simpatico maialino rosa nel logo), è noto in tutta l’Islanda come la capitale dell’aragosta. Qui infatti i pescatori locali tirano fuori dal mare enormi quantità di scampi (in islandese humar), creaturine marine più piccole e, a quanto pare, incredibilmente dolci.

Se mangi frutti di mare, assolutamente tutte le guide carnivore consigliano il leggendario ristorante Pakkhús, che si trova in un vecchio magazzino rosso proprio accanto al porto e i cui scampi al forno con burro all’aglio sono rinomati; il prezzo per un piatto principale si aggira intorno ai 6000–8000 ISK (circa 40–54 €).

Dato che però io e Lukáš siamo vegetariani, tutta questa fama dell’aragosta rappresentava per noi più che altro un rompicapo logistico e temevamo di doverci di nuovo cucinare la pasta in camera. Siamo quindi andati in centro sperando di trovare qualcosa, e devo ammettere con grande gioia che proprio il temuto Pakkhús ci ha sorpreso piacevolmente!

Anche se è soprattutto un paradiso per chi ama il pesce, qui abbiamo ordinato un fantastico piatto vegetariano a base di patate dorate al forno, patate dolci, una bella porzione di ceci e succosi pomodori secchi. Era una porzione davvero abbondante e sostanziosa, che dopo una giornata gelida passata fuori sul ghiacciaio ci ha rimesso in sesto alla grande e ha dimostrato che anche senza carne, in Islanda non si soffre la fame.

Come seconda ottima scelta in paese ti consiglio caldamente l’accogliente locale Otto Matur & Drykkur, dove sanno preparare ottime zuppe calde, caffè e deliziosi prodotti da forno freschi; controlla solo sempre in anticipo il menù del giorno per vedere se hanno qualcosa di completamente vegetariano.

E a proposito, non comprare mai acqua in bottiglia nei ristoranti islandesi, perché quella del rubinetto (che ti versano gratis dappertutto) è letteralmente acqua glaciale cristallina della massima qualità.

Dove andare poi

Se hai già visto tutto nel sud-est e stai pensando dove proseguire su quest’isola di fuoco e ghiaccio, non perderti i nostri altri itinerari e consigli, perché l’alloggio vicino a Jökulsárlón puoi anche averlo già prenotato, ma l’Islanda è enorme. Ho scritto per te altri articoli pieni delle nostre ispirazioni ed esperienze pratiche.

Se viaggi lungo il percorso che parte dall’aeroporto, esplora senz’altro cosa vedere sulla costa meridionale dell’Islanda, dove ti aspettano le cascate e le scogliere più belle. Per consigli generali su voli e budget ti tornerà utile la nostra grande guida all’Islanda, dove trovi tutto il necessario per un viaggio senza intoppi.

Se viaggi nei mesi più freddi, abbiamo scritto anche una panoramica su com’è l’Islanda a ottobre e quanto costa il tutto, e per non congelare durante il viaggio apprezzerai senza dubbio il nostro articolo su dove trovare le 16 migliori sorgenti termali dell’Islanda. I voli economici li cerchiamo come sempre sui comparatori online, e l’auto la noleggiamo tramite un affidabile comparatore con cui abbiamo da tempo le migliori esperienze.

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Domande frequenti

Quanto dista da Reykjavík e si riesce a fare in giornata?

Dal Reykjavík alla laguna di Jökulsárlón ci sono circa 375 chilometri, che richiedono almeno u003cstrongu003ecinque ore di guida purau003c/strongu003e in una direzione senza alcuna sosta. Per un’u003cstrongu003eescursione di un solo giorno andata e ritornou003c/strongu003e è tremendamente faticoso fino a diventare estenuante, quindi non lo consiglio affatto, è molto più sensato dividere il viaggio e pernottare ad esempio a Vík o nell’insediamento di Skaftafell.

Vale la pena fare la crociera con l’anfibio o è meglio scegliere il gommone Zodiac?

Dipende dal vostro budget e dal gruppo. u003cstrongu003eL’anfibio è più economicou003c/strongu003e (7100 ISK per adulto), più lento e molto più adatto se avete con voi bambini piccoli. u003cstrongu003eLo Zodiac costa decisamente di piùu003c/strongu003e (circa 16600 ISK), ma il piccolo gommone vi porta otto chilometri più lontano nel cuore della laguna e vi fa zigzagare in prossimità immediata della parete del ghiacciaio, quindi è un’esperienza più emozionante.

In quale periodo funzionano effettivamente queste gite in barca sulla laguna?

La stagione principale delle imbarcazioni sulla laguna va all’incirca dal u003cstrongu003e1° maggio al 31 ottobreu003c/strongu003e. In inverno le barche non partono a causa dell’eccessiva quantità di ghiaccio sulla superficie e delle peggiori condizioni meteorologiche, ma al posto delle navigazioni inizia l’emozionante stagione dell’esplorazione delle grotte di ghiaccio.

Quando esattamente si possono visitare le grotte di ghiaccio blu sotto il ghiacciaio?

Le grotte (chiamate Crystal o Blue Caves) sono stabili e sicure solo nei mesi invernali, quando gela, ovvero all’incirca da u003cstrongu003emetà novembre a marzou003c/strongu003e. La visita è possibile u003cstrongu003eesclusivamente con una guida certificatau003c/strongu003e, si parte con speciali super jeep e i prezzi variano da 145 a 210 EUR.

Posso andare a fare una passeggiata sul ghiacciaio da solo senza una guida pagata?

Assolutamente no, è u003cstrongu003eseveramente vietatou003c/strongu003e e soprattutto sarebbe un enorme azzardo con la propria vita. Sotto un sottile strato di neve o sabbia si nascondono spesso crepacci molto profondi nei quali si può cadere, quindi le escursioni sui ghiacciai (glacier hikes) e le visite alle grotte vanno fatte sempre e u003cstrongu003esolo con professionisti certificatiu003c/strongu003e.

Dovrei visitare Jökulsárlón o piuttosto la vicina Fjallsárlón?

Idealmente entrambe! Jökulsárlón è la u003cstrongu003elaguna principale e più profondau003c/strongu003e con un intenso colore blu e il bonus della Diamond Beach dall’altro lato della strada, ma in alta stagione può essere davvero affollata. Fjallsárlón è una u003cstrongu003elaguna più piccola e tranquillau003c/strongu003e con acqua più scura, dove la parete del ghiacciaio stesso è otticamente molto più vicina e si evitano le folle più grandi.

È possibile mangiare vegetariano a Höfn, che è pieno di aragoste e pesce?

Sì, è assolutamente possibile e non c’è nulla da temere. Nonostante la cittadina di Höfn sia famosa per la pesca delle aragoste, qui si può mangiare benissimo u003cstrongu003eanche senza carneu003c/strongu003e. Persino il celeberrimo ristorante di pesce Pakkhús offre, oltre al pesce, ottimi e molto sostanziosi piatti vegetariani a base di u003cstrongu003epatate al forno, ceci e patate dolciu003c/strongu003e, ma è sempre meglio verificare in anticipo il menù attuale.

Vacanza in Sardegna: 25 cose da vedere e fare nel 2026

TL;DRLa Sardegna offre 25 idee per le zone più belle, dalle spiagge di La Pelosa e Cala Goloritzé alle città storiche di Alghero e Cagliari con il suo quartiere Castello. I mesi migliori per andarci sono giugno e settembre, quando il mare è caldo (22–24 °C) e la folla è minore rispetto a luglio e agosto. L’isola si raggiunge con voli diretti per Olbia, Cagliari o Alghero, oppure con il traghetto da Livorno a Olbia in 7-10 ore. Il budget giornaliero va dai 100 ai 250 euro a persona, l’auto è quasi indispensabile, ma attenzione alle multe da 80 a 200 euro per chi entra nelle zone ZTL. Sull’isola sono conservate più di 7.000 misteriose costruzioni nuragiche, tra cui il sito UNESCO di Su Nuraxi a Barumini.

Conosci quella sensazione di cercare un’esotismo da Caraibi senza dover passare dodici ore in aereo? Se esiste un luogo nel Mediterraneo capace di competere davvero con le spiagge caraibiche, è senza dubbio la Sardegna. Questa enorme isola italiana offre un mosaico di esperienze assolutamente incredibile, dalle spiagge di sabbia bianca finissima e dall’acqua turchese fino all’entroterra selvaggio con i suoi canyon profondi.

Una vacanza in Sardegna può assumere forme quasi infinite. C’è chi viene qui per il lusso della celebre Costa Smeralda, chi cerca calette remote raggiungibili solo dopo un trekking impegnativo e chi vuole semplicemente vagare per le romantiche viuzze delle città storiche. L’isola è inoltre famosa per la sua longevità e per la gastronomia autentica, un po’ diversa da quella della penisola.

In questa guida ti porto una panoramica completa del meglio che la seconda isola più grande d’Italia ha da offrire. Insieme passeremo in rassegna 25 idee per luoghi affascinanti, ti darò qualche consiglio sulla logistica, sui traghetti e sul noleggio auto e ti metterò in guardia sulle regole severe in vigore sulle spiagge più belle.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Le spiagge più belle hanno limiti di accesso: alle calette più famose come La Pelosa o Cala Goloritzé non si entra senza prenotazione anticipata. Le autorità le gestiscono tramite app, riscuotono tasse e applicano regole rigide (ad esempio le stuoie obbligatorie sotto l’asciugamano per non rovinare la sabbia).
  • L’auto è indispensabile: i mezzi pubblici sull’isola funzionano in modo piuttosto limitato. Se vuoi scoprire i luoghi nascosti, difficilmente potrai fare a meno di un’auto a noleggio, ma fai molta attenzione alle multe per l’accesso ai centri storici (zone ZTL).
  • Varietà di regioni: il nord-est attira con la lussuosa Costa Smeralda e l’arcipelago di La Maddalena, il nord-ovest offre la storica Alghero, l’est ti stupirà con le falesie del Golfo di Orosei e il sud regala un’atmosfera più tranquilla attorno a Cagliari.
  • Storia ricchissima: in tutta l’isola sono sparsi oltre 7.000 cosiddetti nuraghi. Sono misteriose costruzioni in pietra dell’età del bronzo che davvero non troverai in nessun altro posto al mondo.
  • Quando partire: il clima migliore in Sardegna lo si trova a giugno e a settembre. Il mare è già piacevolmente caldo, ma eviti la follia delle folle di agosto e i prezzi alle stelle.

Quando partire per la Sardegna

Pianificare il momento giusto è fondamentale per la riuscita del viaggio, perché l’isola cambia parecchio nel corso dell’anno. Vediamo allora quando andare in Sardegna per sfruttare al massimo il soggiorno ed evitare spiacevoli sorprese.

I mesi primaverili come aprile e maggio portano temperature dell’aria molto piacevoli, attorno ai 18-23 gradi, condizioni ideali per il trekking e per girare tra i monumenti. Il mare in questo periodo è però ancora piuttosto freddo, di solito tra i 15 e i 19 gradi, quindi il bagno è roba da veri temerari. La natura, in compenso, è splendidamente verde e piena di fiori in fiore.

La vera stagione balneare inizia a giugno, quando le temperature salgono verso i 28 gradi e il mare si scalda a un piacevolissimo 22. Giugno è considerato da molti viaggiatori uno dei mesi migliori per la visita, perché l’isola non è ancora presa d’assalto ma l’atmosfera estiva è già nel pieno. Luglio e agosto rappresentano invece l’apice assoluto della stagione, con temperature che superano facilmente i 30 gradi e acqua calda come un brodo. Bisogna però mettere in conto un enorme afflusso di turisti, spiagge affollate e alloggi che costano tranquillamente anche il cento per cento in più.

Una data assolutamente critica è il 15 agosto, il Ferragosto. In quel periodo è in vacanza praticamente tutta l’Italia e sull’isola è quasi impossibile parcheggiare o trovare un tavolo libero al ristorante. Settembre è invece la dritta segreta di molti viaggiatori. Dopo l’estate calda il mare resta a una fantastica temperatura di 24 gradi, le folle si diradano pian piano e l’aria si mantiene su valori molto più sopportabili, attorno ai 27 gradi.

Come arrivare in Sardegna

Raggiungere l’isola richiede un minimo di pianificazione, ma grazie alla crescente concorrenza tra i vettori oggi è piuttosto semplice ed economico. Sta solo a te decidere se preferisci arrivare in fretta in aereo oppure fare un viaggio più lungo perché ti serve portare la tua auto.

Collegamenti aerei

Il modo più rapido per arrivare è ovviamente l’aereo. L’isola è servita da tre principali aeroporti internazionali: Cagliari a sud, Olbia a nord-est e la pittoresca Alghero a nord-ovest. Dalla penisola i collegamenti sono numerosissimi, con voli frequenti da Roma, Milano, Bologna e altre grandi città gestiti da ITA Airways, Ryanair e easyJet. Alghero, in particolare, è una porta d’ingresso eccezionale per esplorare la costa nord-occidentale, mentre Olbia è ideale per chi punta alla Costa Smeralda.

Il viaggio in traghetto

Per chi vuole girare l’isola con la propria auto o il camper, la scelta ideale è il traghetto per la Sardegna. Le navi partono da diversi porti della penisola, e le rotte più utilizzate partono da Livorno, Genova o Civitavecchia. La tratta da Livorno a Olbia è di solito la più economica e dura circa 7-10 ore, perciò molti scelgono furbamente le traversate notturne con la possibilità di prenotare una cabina. Se invece vuoi unire la visita a più isole, c’è anche un ottimo e rapido collegamento dalla vicina Corsica: dal porto francese di Bonifacio a Santa Teresa Gallura bastano appena 50 minuti.

Noleggio auto e le insidiose zone ZTL

Una vacanza in Sardegna è praticamente impensabile senza un’automobile: gli autobus collegano in modo abbastanza affidabile le città principali, ma alle spiagge nascoste più belle purtroppo non ti portano. L’auto la puoi noleggiare comodamente direttamente in aeroporto, ma è bene fare attenzione a un paio di insidie. I forum mettono da tempo in guardia su certe società low cost che esercitano una pressione piuttosto aggressiva per farti acquistare assicurazioni costose se non possiedi una classica carta di credito. Le compagnie locali sono spesso molto più tolleranti con le carte di debito, e in ogni caso fotografa sempre l’auto nel dettaglio al ritiro.

Presta grande attenzione alle limitazioni del traffico nelle città. La sigla ZTL (Zona a Traffico Limitato) indica le aree ad accesso limitato dei centri storici. Queste zone sono sorvegliate senza pietà dalle telecamere e l’accesso non autorizzato, anche solo per pochi secondi durante un’innocente manovra, significa multa automatica da 80 a 200 euro. Se vedi un pannello luminoso con la scritta “Varco Attivo”, significa che la zona è attiva e l’accesso è vietato. Credimi: la strategia migliore è sempre parcheggiare comodamente in periferia e raggiungere il centro a piedi.

Dove alloggiare in Sardegna

Scegliere la base giusta è assolutamente essenziale per la riuscita del viaggio, perché l’isola è molto più grande di quanto sembri guardando la cartina. Spostarsi da un capo all’altro può richiedere ore, quindi per un soggiorno breve è sempre meglio scegliere una sola regione e godersela per bene.

Il nord-est, attorno alle zone della Costa Smeralda e della Gallura, è la parte più lussuosa e, onestamente, anche più cara dell’isola. Qui trovi i resort più esclusivi e un ottimo punto di partenza per le escursioni in barca verso l’arcipelago di La Maddalena, ma metti in conto di mettere mano al portafoglio. Il nord-ovest con l’aeroporto di Alghero offre invece un eccellente rapporto qualità-prezzo e splendide città storiche. La costa orientale attorno a Cala Gonone è un paradiso per gli amanti della natura incontaminata, delle falesie spettacolari e dei trekking più impegnativi.

Il sud dell’isola, nei dintorni del capoluogo Cagliari, viene spesso ingiustamente trascurato dai turisti, eppure nasconde alcune delle spiagge più belle in assoluto nelle zone di Chia e Villasimius. Chi poi cerca pace assoluta e un tocco autentico di cultura sarda dovrebbe puntare verso l’entroterra montuoso. Lì incontrerai tradizionali paesini in pietra e i cosiddetti agriturismi, romantiche fattorie che offrono alloggio e fantastica cucina casalinga a prezzi davvero ragionevoli.

💡 Consigli concreti sugli alloggi nelle varie regioni (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking.com, in alta stagione prenota per tempo):

Sud della Sardegna: 5 cose da vedere a Cagliari e dintorni

La parte meridionale dell’isola offre un affascinante mix di storia antica, vivace vita cittadina e spiagge sterminate che, a giudicare dalle foto, non hanno nulla da invidiare alle baie più celebri del nord. Vediamo le cose più interessanti.

1. Cagliari e lo storico quartiere Castello

Il capoluogo dell’isola è adagiato in modo romantico su diversi colli e il suo cuore storico è il maestoso quartiere Castello. Questa antica zona fortificata è circondata da massicce mura e formata da un intrico di viuzze strette, sopra le quali si ergono le torri pisane Torre dell’Elefante e Torre di San Pancrazio del XIV secolo. Una passeggiata tra questi vicoli ripidi ti regalerà continui scorci sull’azzurro Golfo degli Angeli.

Un punto di riferimento impossibile da non notare è il Bastione di Saint Remy, un’enorme terrazza panoramica neoclassica in calcare bianco. Si dice che da qui si goda della vista più bella sull’intera città, soprattutto al tramonto. Ti conquisteranno di sicuro anche l’anfiteatro romano scavato direttamente nella roccia e il Museo Archeologico Nazionale, che custodisce una preziosa collezione di misteriose statuine nuragiche.

2. La spiaggia del Poetto e i fenicotteri rosa

Subito a ridosso della città si estende la spiaggia del Poetto, lunga otto chilometri, principale centro del relax estivo per gli abitanti del posto. È ricoperta di sabbia finissima, costeggiata da centinaia di chioschi e bar, e alla sua estremità si erge maestoso l’iconico promontorio roccioso della Sella del Diavolo.

Subito dietro la spiaggia si estende un vasto sistema di lagune e saline poco profonde nel parco di Molentargius, che ospita enormi colonie di fenicotteri selvatici. Pensa che questi splendidi uccelli rosa vivono qui tutto l’anno e si possono osservare molto bene direttamente dalle piste ciclabili che attraversano il parco.

💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.

3. L’antica città di Nora

A poca distanza dalla località di Pula, su una stretta penisola, si estende uno dei più importanti siti archeologici dell’isola. Nora fu fondata dai Fenici, poi conquistata dai Cartaginesi e infine dai Romani, e ciascuna di queste culture vi ha lasciato un’impronta indelebile.

Oggi puoi passeggiare lungo le antiche strade lastricate, ammirare i mosaici conservati tra le rovine delle vecchie case ed esplorare i resti delle terme romane. Nel teatro parzialmente conservato fa da quinta il mare stesso che sciaborda. Inoltre parte della città antica è sprofondata sotto il livello del mare nel corso dei secoli, così i sub possono divertirsi a esplorare le rovine anche sott’acqua.

4. Le spiagge della zona di Chia e Tuerredda

A circa un’ora di auto a ovest di Cagliari si trova un tratto di costa che, a quanto pare, vanta le spiagge più belle della Sardegna. La zona di Chia è caratterizzata dalle sue enormi dune di sabbia, ricoperte di antichi ginepri e fortunatamente protette dall’edilizia. L’acqua qui gioca con sfumature di blu e verde incredibilmente brillanti.

Il fiore all’occhiello della zona è la spiaggia di Tuerredda, con vista sul piccolo omonimo isolotto, che a quanto si dice è facilmente raggiungibile a nuoto. Poiché la sua bellezza attirava un numero insostenibile di persone, è stato introdotto un severo limite giornaliero di massimo 1.100 visitatori. Per la stagione in corso tieni d’occhio le informazioni ufficiali, perché dall’estate 2025 dovrebbe funzionare un sistema di prenotazione elettronica tramite app per smartphone.

5. L’area marina protetta di Villasimius

Dalla parte opposta rispetto a Cagliari si trovano la cittadina di Villasimius e lo splendido e protetto promontorio di Capo Carbonara. Se cerchi lagune perfettamente protette e spiagge che ricordano mete esotiche, qui rimarrai senza dubbio entusiasta.

Un vero fenomeno è la spiaggia di Porto Giunco, lambita da un lato dal mare e dall’altro delimitata dalla laguna di Notteri, dove di nuovo razzolano stormi di fenicotteri. Altrettanto famosa è la caletta di Punta Molentis, con sabbia bianca finissima e massi di granito. Devo però avvertirti che l’accesso in auto a Punta Molentis è a pagamento con una cifra piuttosto alta e in piena estate il parcheggio si riempie già di prima mattina, perciò conviene alzarsi presto.

Costa orientale: 4 idee per falesie e montagne mozzafiato

L’est dell’isola, nelle zone dell’Ogliastra e del Golfo di Orosei, mostra forse il volto più drammatico della Sardegna. Le montagne calcaree precipitano qui con falesie a strapiombo direttamente nel mare, creando calette perfettamente nascoste, raggiungibili via terra solo dai più allenati.

6. La bellezza irraggiungibile di Cala Goloritzé

Questa spiaggia vince regolarmente i sondaggi sulla spiaggia più bella del mondo. Il suo simbolo è la guglia calcarea Punta Caroddi, alta oltre cento metri, che si erge maestosa proprio sopra i piccoli ciottoli bianchi. Fare il bagno sotto l’arco naturale di pietra, nell’acqua cristallina, lascia a quanto pare un ricordo per tutta la vita.

L’accesso alla spiaggia è però un piccolo purgatorio. Per motivi ecologici le barche non possono avvicinarsi alla riva e ancorano lontano in mare. Via terra si arriva solo con un trekking a piedi dall’altopiano del Golgo, che dura circa un’ora e mezza in discesa e parecchio di più nella risalita di ritorno. L’accesso al sentiero è inoltre a pagamento (circa 7 euro) e vige un limite rigido di 250 persone in contemporanea. La prenotazione va fatta in anticipo tramite l’app “Heart of Sardinia” e il cancello del sentiero chiude inflessibilmente nel pomeriggio. Verifica sempre le regole sul sito ufficiale della zona di Baunei.

7. Escursione in barca da Cala Gonone e la baia di Cala Mariolu

Data l’inaccessibilità di gran parte della costa orientale, è praticamente d’obbligo noleggiare un gommone oppure pagare un’escursione in barca organizzata. La maggior parte delle imbarcazioni parte dal pittoresco porto di Cala Gonone o, un po’ più a sud, da Arbatax.

Il gioiello più prezioso di queste navigazioni è la baia di Cala Mariolu, famosa per i suoi ciottoli rosa e bianchi e per un’acqua così limpida che le barche sembrano sospese a mezz’aria. Anche qui le autorità sono intervenute contro il sovraffollamento introducendo un limite di 700 visitatori al giorno. Ogni visitatore deve avere un codice QR generato e pagare una piccola tassa ecologica, anche se ci arriva con il proprio gommone a noleggio.

💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.

8. Il trekking più impegnativo d’Europa e il canyon di Gorropu

Le montagne del Supramonte, che si innalzano proprio sopra il golfo, nascondono un sentiero chiamato Selvaggio Blu. Questo trekking di più giorni è comunemente considerato dai viaggiatori uno dei percorsi più difficili di tutta Europa. Richiede un perfetto senso dell’orientamento, calate in corda doppia e spesso l’accompagnamento di una guida alpina professionista.

Per noi comuni mortali è però molto più accessibile l’escursione al canyon di Gola Su Gorropu, che con le sue pareti verticali alte fino a 500 metri è una delle gole più profonde d’Europa. La discesa sul fondo del canyon, facendosi strada tra giganteschi massi calcarei, è una bellissima avventura di mezza giornata.

9. La baia di Cala Luna e la grotta del Bue Marino

Cala Luna è una spiaggia molto iconica a forma di mezzaluna, costeggiata sul retro da grotte profonde e da una laguna d’acqua dolce piena di oleandri rosa. A differenza di altre calette, qui si arriva con un sentiero a piedi piuttosto agevole di circa due ore, direttamente dalla località di Cala Gonone.

Vicino alla spiaggia si trova inoltre la grotta marina del Bue Marino, nella quale si può entrare solo in barca. Deve il suo nome alla rara foca monaca, che un tempo prendeva il sole qui. Visitare le enormi sale sotterranee piene di stalattiti illuminate è un’ottima fuga dal sole di mezzogiorno in estate.

Nord-est: 5 luoghi tra lusso e bellezze naturali

Questa zona combina in modo davvero incredibile la natura incontaminata dei parchi nazionali con l’enorme ricchezza del jet set internazionale, che si è innamorato della costa nord-orientale già negli anni Sessanta del secolo scorso.

10. Il parco nazionale e l’arcipelago di La Maddalena

L’arcipelago, composto da sette isole principali e da decine di isolotti minori, è uno dei vertici assoluti tra le cose da vedere in Sardegna. Tutta l’area è un parco nazionale protetto, che vanta una costa splendidamente frastagliata e decine di calette nascoste dall’acqua cristallina.

L’esperienza dice che il modo migliore per esplorare l’arcipelago è una gita in barca di un’intera giornata, che di solito parte dal porto di Palau. Chi preferisce i propri ritmi può usare il traghetto regolare, che trasporta l’auto da Palau all’isola principale in meno di venti minuti. Da lì si può raggiungere su strada anche la vicina isola di Caprera, collegata a quella principale solo da uno stretto ponte.

💡 Consiglio: biglietti, escursioni in barca e tour organizzati si esauriscono in fretta in stagione, conviene acquistarli in anticipo online su GetYourGuide.

11. La Costa Smeralda e Porto Cervo

La celebre Costa Smeralda nacque negli anni Sessanta come visione del principe Aga Khan. Lui trasformò una costa inospitale e coperta di macchia in un autentico parco giochi per miliardari e celebrità di tutto il mondo. L’intera area è architettonicamente armonizzata in un bellissimo stile mediterraneo, in perfetta sintonia con il paesaggio circostante.

Il centro di tutto questo lusso è la cittadina di Porto Cervo con la sua enorme marina, dove di solito ancorano i più grandi megayacht del mondo. Ma anche il viaggiatore comune può passeggiare lungo le promenade piene di boutique dei marchi di moda più cari. Le spiagge locali, come ad esempio Spiaggia del Principe o Liscia Ruja, sono sì pubbliche, ma non ti mentirò: il parcheggio nei dintorni darà una bella sferzata al tuo portafoglio.

12. L’isola di Caprera e il memoriale dell’eroe

L’isola di Caprera è amata non solo per le sue spiagge incontaminate e per i profumati boschi di pini, ma anche grazie a un eroe nazionale italiano. Giuseppe Garibaldi scelse proprio quest’isola per trascorrere gli ultimi anni della sua vita, e la sua casa è oggi diventata un affascinante museo.

Dal punto di vista naturalistico, la maggiore attrazione di Caprera è la cosiddetta Tahiti sarda, la spiaggia di Cala Coticcio. Vista la sua enorme popolarità e le ridotte dimensioni, le autorità hanno introdotto un rigido limite di sole 60 persone al giorno. Inoltre l’accesso è possibile solo con guida certificata, previa prenotazione e pagamento di una tassa, quindi devi pianificare bene la visita.

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13. Il paesaggio lunare di Capo Testa

Sull’estremità più settentrionale dell’isola, a poca distanza dalla cittadina di Santa Teresa Gallura, si protende verso il mare il promontorio di Capo Testa. Questo luogo è un autentico prodigio geologico, perché l’azione costante del forte vento e delle onde del mare ha scolpito negli enormi massi di granito forme assolutamente fantastiche.

Una passeggiata tra queste rocce levigate ricorda un viaggio sulla superficie di un altro pianeta. Tra i massi si nascondono piccole calette dall’acqua cristallina e l’intera area è assolutamente magica al tramonto, quando il granito assume un colore dorato intenso e all’orizzonte si stagliano le bianche falesie della vicina Corsica.

14. La Spiaggia Rosa proibita sull’isola di Budelli

La Spiaggia Rosa è un fenomeno che purtroppo ha pagato la propria popolarità. La sabbia qui ha assunto una caratteristica tonalità rosata grazie ai gusci microscopici di organismi marini. In passato i turisti si portavano via questa sabbia rosa a chili, in bottiglia, causando un danno irreversibile all’intero ecosistema.

Per questo, dal 1998, l’accesso alla spiaggia è severamente vietato e vige anche il divieto assoluto di balneazione o di ancoraggio delle barche entro 70 metri dalla riva. Se violassi il divieto o volessi portare via un po’ di sabbia, rischi una multa draconiana che va da 500 a incredibili 3.500 euro. Oggi la spiaggia si può ammirare solo dal ponte di una barca e a distanza di sicurezza.

Nord-ovest: 5 idee tra città storiche e spiagge caraibiche

La costa nord-occidentale ha un’atmosfera ancora del tutto diversa. Lo deve alla lunga dominazione spagnola e alle condizioni meteo un po’ più aspre, che per secoli hanno modellato le maestose falesie del posto.

15. La città catalana di Alghero

Alghero viene spesso chiamata la piccola Barcellona, perché ha conservato fino a oggi un fortissimo carattere catalano, persino con il dialetto locale e i nomi delle vie bilingui. Il centro storico è ben racchiuso da imponenti mura difensive, lungo le quali corre una splendida passeggiata costeggiata da vecchi cannoni e da ristoranti con vista sul mare.

Dentro le mura ti aspetta un intrico di vicoli lastricati pieni di botteghe con il tipico corallo rosso sardo. Tutto il centro storico è una rigida zona ZTL, quindi è indispensabile lasciare l’auto nei grandi parcheggi di scambio lungo il porto e raggiungere il centro a piedi.

16. Il regno delle stalattiti: la Grotta di Nettuno

Vicino ad Alghero, dal mare svettano le ripide falesie calcaree di Capo Caccia, nelle cui viscere si trova l’affascinante Grotta di Nettuno. Questo enorme sistema sotterraneo, pieno di possenti stalattiti e stalagmiti, si estende per quasi due chilometri e mezzo e nasconde anche un grande lago salato sotterraneo.

Alla grotta si può arrivare in due modi. Il più comodo è la barca turistica direttamente dal porto di Alghero. La seconda via, decisamente più avventurosa, va via terra e prevede la discesa lungo la cosiddetta Escala del Cabirol, di cui sono scavati nella parete a strapiombo esattamente 654 gradini. Bisogna però seguire le previsioni del tempo, perché con vento forte e mare mosso la grotta viene logicamente chiusa. Gli orari di apertura li trovi sul portale informativo ufficiale di Alghero.

17. La spiaggia caraibica La Pelosa a Stintino

All’estremità nord-occidentale dell’isola si trova una spiaggia che spesso viene definita forse la più bella d’Europa. L’acqua bassa gioca qui con tutte le sfumature di turchese immaginabili e la sabbia bianca finissima contrasta splendidamente con la vecchia torre di avvistamento su un piccolo isolotto.

Ma, come ormai sai, una vacanza in Sardegna non sarebbe completa senza l’accenno alle regole severe. Per proteggere la sabbia che scompare, le autorità hanno introdotto l’obbligo di poggiare gli asciugamani su un’apposita stuoia rigida, che si compra facilmente nei dintorni. Chi appoggia l’asciugamano direttamente sulla sabbia rischia una multa fino a 100 euro. Inoltre si paga una tassa d’ingresso, circa 3,50 euro, e c’è l’obbligo di sciacquarsi i piedi prima di lasciare la spiaggia. Vige qui un rigido limite di 1.500 visitatori al giorno, perciò conviene prenotare con largo anticipo tramite il sistema di prenotazione ufficiale di Spiaggia La Pelosa.

18. Il parco nazionale dell’Asinara e gli asinelli bianchi

Proprio di fronte alla spiaggia La Pelosa si staglia in mare l’allungata isola dell’Asinara. Fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso quest’isola fungeva da una sorta di Alcatraz italiana. Vi si trovava infatti un carcere di massima sicurezza per i temuti boss mafiosi.

Proprio grazie a questo isolamento totale, però, la natura locale è rimasta incredibilmente incontaminata e l’isola è stata dichiarata parco nazionale. Oggi vi si organizzano escursioni durante le quali i visitatori ammirano la natura selvaggia e soprattutto il simbolo dell’intera isola: l’unica specie di piccoli asinelli albini dagli affascinanti occhi azzurri.

19. La cittadina pastello di Bosa

Il tragitto da Alghero verso sud lungo la strada costiera SP105 è considerato una delle strade panoramiche più belle dell’isola. La meta di questa gita è di solito la pittoresca cittadina di Bosa, che si estende lungo l’unico fiume navigabile sardo, il Temo.

Bosa ti conquisterà con le sue casette dai mille colori, che salgono a terrazze lungo il pendio dominate dal castello medievale Castello Malaspina. La cittadina è famosa per la tradizionale lavorazione della pelle, la produzione di pizzi e la produzione dell’ottimo vino da dessert Malvasia, che sarebbe quasi un peccato non assaggiare.

Entroterra e ovest: 6 esperienze della Sardegna autentica

Chi si ferma solo al mare conosce in fondo solo metà dell’isola. L’entroterra e il versante occidentale offrono straordinari misteri archeologici, montagne aspre e tradizioni che qui sono sopravvissute senza problemi per millenni.

20. Le costruzioni megalitiche dei nuraghi e il complesso di Su Nuraxi

Viaggiando per l’isola noterai di sicuro strane torri di pietra a forma di tronco di cono, che la gente del posto chiama nuraghi. Queste gigantesche costruzioni, fatte di enormi massi accatastati senza una goccia di malta, risalgono già all’età del bronzo e sull’isola se ne sono conservati ben 7.000. Gli storici discutono ancora oggi se servissero come fortezze, templi o dimore di antichi capitribù.

Il complesso più conservato e grandioso è Su Nuraxi, vicino al paese di Barumini. La sua torre centrale raggiunge l’altezza ragguardevole di oltre diciotto metri ed è circondata da un intero villaggio di piccole abitazioni in pietra. L’eccezionalità di questo luogo è confermata anche dall’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. La visita si fa solo con guida, che ti spiegherà nel dettaglio il complesso sistema difensivo della struttura.

21. La street art nel paese di Orgosolo

Nel cuore delle aspre montagne della regione della Barbagia si trova il paese di Orgosolo, in passato noto soprattutto come rifugio di banditi e fuorilegge. Oggi è invece famoso in tutto il mondo per qualcosa di completamente diverso, ovvero i dipinti murali, i cosiddetti murales.

Le pareti delle case del posto sono decorate da oltre 150 dipinti di grande formato, i primi dei quali iniziarono a comparire alla fine degli anni Sessanta. Questi murales portano spesso forti messaggi politici e sociali, criticano le guerre o semplicemente illustrano la dura vita dei pastori locali. Passeggiare per i vicoli di Orgosolo è come visitare una bellissima galleria a cielo aperto.

22. La spiaggia di riso Is Arutas sulla penisola del Sinis

La costa occidentale nella provincia di Oristano nasconde un prodigio geologico assolutamente unico. La spiaggia di Is Arutas non è infatti formata da comune sabbia, ma da minuscoli e perfettamente levigati granellini di quarzo colorato, che per dimensioni e forma ricordano davvero chicchi di riso.

Questi granelli giocano con tonalità bianche, rosa e verdognole, creando uno spettacolo incredibile. Purtroppo anche qui in passato la sabbia veniva rubata in massa, e per questo qualsiasi raccolta dei sassolini di quarzo è assolutamente vietata e duramente multata sotto la sorveglianza di guardie e telecamere. L’acqua presso questa spiaggia diventa profonda molto presto ed è amata dai surfisti, perché qui soffia spesso un forte maestrale.

23. L’antica città di Tharros

All’estremità della penisola del Sinis, con vista sul mare infinito, si estendono le ampie rovine dell’antica città di Tharros. Come Nora a sud, anche questa magnifica città conobbe la dominazione fenicia, punica e infine naturalmente romana.

Qui puoi ammirare i resti delle antiche strade romane, le fondamenta dei templi e le maestose colonne che si ergono proprio sopra la superficie del mare. La visita alla città antica è affascinante, ma nei mesi estivi devi mettere in conto la totale mancanza di ombra. Per questo si consiglia caldamente di pianificare la visita la mattina presto o nel tardo pomeriggio.

24. I giganti di pietra di Mont’e Prama

A poca distanza da Tharros e dalla città di Cabras, negli anni Settanta avvenne una delle più importanti scoperte archeologiche del Mediterraneo. Durante una comune aratura di un campo, dei contadini trovarono migliaia di frammenti, dai quali gli archeologi hanno ricomposto pian piano gigantesche statue di pietra alte fino a due metri e mezzo.

Questi giganti di pietra, che raffigurano vari guerrieri o arcieri dai tipici occhi tondi, sono tra le più antiche sculture monumentali d’Europa e risalgono al periodo nuragico. La maggior parte di questi giganti unici si può oggi ammirare senza problemi nel bel museo moderno proprio nella cittadina di Cabras.

25. La regione montuosa della Barbagia e l’agriturismo

La regione della Barbagia è l’anima stessa dell’isola. Il nome gliel’avrebbero dato gli antichi Romani, che non riuscirono mai a sottomettere del tutto quest’area fitta di boschi e ripide montagne e perciò definivano barbari i suoi abitanti. Il paesaggio è dominato dal massiccio del Gennargentu, con la montagna più alta della Sardegna, Punta La Marmora.

I viaggiatori apprezzano molto il fatto che il modo migliore per conoscere quest’area sia alloggiare in un agriturismo tradizionale. Queste fattorie a conduzione familiare offrono non solo un soggiorno tranquillo nella natura, ma soprattutto indimenticabili banchetti serali a base di prodotti locali. Preparati però al fatto che le cene qui vengono servite con un menù fisso di molte portate e di solito iniziano solo verso le otto e mezza di sera.

Cosa assaggiare in Sardegna

La cucina sarda è piuttosto diversa da quella italiana classica, perché nasce dalle tradizioni pastorali dell’aspro entroterra, e non solo dalla pesca, come forse ci si aspetterebbe da un’isola. La gastronomia qui è molto sostanziosa, basata su ingredienti locali di qualità ed erbe aromatiche.

Specialità vegetariane

Se, come noi, prediligi i piatti senza carne, sull’isola sarai di sicuro entusiasta. Il vertice assoluto sono i tipici ravioli chiamati culurgiones. Sono splendidi fagottini chiusi a spiga, ripieni di un impasto di patate, menta fresca e pecorino, che ti vengono serviti il più delle volte con un semplice sugo di pomodoro. Accompagnamento immancabile di ogni pasto è il pane carasau, sottile e croccante, soprannominato affettuosamente “carta da musica”. I pastori lo portavano in montagna perché si conservava per lunghi mesi e, bagnato nel sugo, diventa un ottimo piatto: il pane frattau.

Come dolce sarebbe un peccato saltare le seadas. Sono grandi fagottini fritti di pasta ripieni di formaggio fresco filante, che si ricoprono ben caldi di miele sardo agrodolce, spesso quello di fiori di corbezzolo. Un ottimo contorno per molti piatti è poi la rinfrescante insalata di sottili fettine di carciofi crudi, l’insalata di carciofi.

Piatti tradizionali di carne e pesce

Per completare il quadro della gastronomia sarda è giusto ricordare che un grande simbolo della cucina isolana è il porceddu, ovvero il maialino arrostito per diverse ore sul fuoco di profumato legno di mirto e ginepro. Tra i frutti di mare è famosa poi la bottarga, ovvero le uova essiccate e grattugiate di muggine, dette “caviale sardo”. La gente del posto ama aggiungerla alla pasta tipo cuscus chiamata fregola.

Vini e liquori sardi

I vini locali sono piuttosto robusti e corposi. Il re dei rossi è il vitigno Cannonau, che pare contenga una quantità insolitamente alta di antiossidanti e al quale si attribuisce spesso parte di quella celebre longevità sarda. Tra i bianchi domina il magnificamente fresco Vermentino, soprattutto quello della zona della Gallura. A chiusura di ogni cena arriva automaticamente in tavola un bicchierino ghiacciato di mirto, un liquore alle erbe molto forte ricavato dalle bacche dell’onnipresente mirto.

Consigli pratici per finire

Per evitare brutte sorprese durante il soggiorno dei tuoi sogni, conviene conoscere qualche consiglio pratico di base, che riguardi il portafoglio, la sicurezza o gli errori che noi turisti ripetiamo spesso.

Budget e prezzi

Non ti mentirò: la Sardegna non è proprio tra le mete più economiche, ma con un po’ di pianificazione si riesce a stare su una spesa ragionevole. Il budget giornaliero si aggira di solito tra i 100 e i 250 euro a persona, a seconda del tuo stile di viaggio. Di gran lunga il più caro è il soggiorno nel nord-est in Costa Smeralda, a luglio e agosto, quando i prezzi degli alloggi schizzano in alto anche del 100 per cento. Risparmi parecchio viaggiando a giugno o settembre, alloggiando nell’entroterra e mangiando nelle pizzerie locali a conduzione familiare. Nel budget non dimenticare di aggiungere anche le tasse di parcheggio presso le spiagge, che arrivano tranquillamente a 2 euro l’ora.

Sicurezza e salute

L’isola è considerata una meta davvero molto sicura, con criminalità minima, e qui funziona il numero unico di emergenza europeo 112. Più attenzione la devi dedicare piuttosto agli elementi naturali. Il sole estivo è qui estremamente forte, quindi una buona crema solare e un riparo dalla calura di mezzogiorno sono assolutamente indispensabili. In mare possono comparire ogni tanto fastidiose meduse: se ti pungono, si consiglia di non sciacquare la zona con acqua dolce, ma di lavarla bene con acqua salata di mare e di rimuovere i residui dei tentacoli con una tessera rigida. Grande rispetto anche per il forte maestrale, che può sollevare onde pericolosamente grandi, quindi tieni sempre d’occhio le bandiere di segnalazione sulle spiagge.

Gli errori più comuni dei visitatori

Uno dei più grandi errori in assoluto è sottovalutare le distanze. Sull’isola non ci sono proprio autostrade da manuale, molte strade sono piene di curve e percorrere sessanta chilometri in montagna può richiedere tranquillamente un’ora e mezza. Un altro errore è il tentativo di girare tutta questa enorme isola in una sola settimana: è molto meglio scegliere una sola base ed esplorarne per bene i dintorni. In estate è poi una sciocchezza arrivare alle spiagge più popolari verso mezzogiorno, perché i parcheggi scoppiano già prima delle dodici. E naturalmente verifica sempre se la spiaggia dei tuoi sogni non richieda quella prenotazione online, per non fare il viaggio inutilmente.

Dove andare poi

Se ti attira la vita insulare nel Mediterraneo e ti stai chiedendo dove partire per la prossima avventura, abbiamo per te diverse altre idee:

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per una vacanza in Sardegna?

u003cstrongu003ei mesi di giugno e settembreu003c/strongu003e offrono la migliore combinazione di mare caldo, temperature dell’aria sopportabili e soprattutto meno folle di turisti. A luglio e agosto il mare è sì caldo come il caffè, ma l’isola affronta un’enorme ondata di visitatori e prezzi piuttosto esagerati.

Come arrivare in Sardegna dalla Repubblica Ceca?

Il modo decisamente più veloce sono i u003cstrongu003evoli direttiu003c/strongu003e, ad esempio con Smartwings da Praga a Olbia o Cagliari, oppure con Ryanair fino alla bellissima Alghero. Chi vuole viaggiare con la propria auto deve raggiungere i porti italiani (ad esempio Livorno o Genova) e usufruire dei traghetti notturni o diurni.

La Sardegna è cara?

Onestamente, u003cstrongu003eè piuttosto tra le destinazioni europee più costoseu003c/strongu003e, soprattutto ad agosto e nelle regioni nord-orientali come la Costa Smeralda. Si può comunque visitare tranquillamente anche con un budget ridotto, se si sceglie un alloggio un po’ più nell’entroterra, si viaggia fuori dall’alta stagione e si fa la spesa nei supermercati.

Ho bisogno di un’auto in Sardegna?

Assolutamente sì, u003cstrongu003el’auto è praticamente indispensabile per scoprire a fondo l’isolau003c/strongu003e. I trasporti pubblici funzionano bene solo tra le città principali, ma purtroppo non è possibile raggiungere in autobus le spiagge più belle e i parchi nazionali.

Quali sono le spiagge più belle della Sardegna?

Tra le spiagge di assoluta eccellenza spiccano la famosa u003cstrongu003eLa Pelosa a nord-ovest, Cala Goloritzé e Cala Marioluu003c/strongu003e sulla costa rocciosa orientale o le meravigliose dune di sabbia della spiaggia di Chia a sud. Dipende solo se preferite sabbia o scogliere.

Devo prenotare l’accesso alle spiagge in anticipo?

U delle spiagge più famose è davvero una necessità al giorno d’oggi. Ad esempio, per le baie di La Pelosa, Cala Goloritzé o Cala Brandinchi è u003cstrongu003estabilito un limite molto rigoroso di visitatoriu003c/strongu003e e la prenotazione deve essere effettuata con anticipo, anche con diversi giorni di preavviso, attraverso le applicazioni ufficiali per sicurezza.

Cos’è un nuraghe e dove vederlo?

Nuraghe è una u003cstrongu003emisteriosa torre megalitica dell’età del bronzou003c/strongu003e davvero unica al mondo. Sull’isola ne troverete oltre 7.000 e il complesso più grande in assoluto è Su Nuraxi, vicino al villaggio di Barumini, inserito anche nella lista UNESCO.

Calcidica, Grecia: 15 cose da vedere e fare nel 2026

TL;DRLa Calcidica è la penisola greca divisa in tre “dita” – Kassandra (resort e vita notturna), Sithonia (la più bella e selvaggia, con la spiaggia di Kavourotrypes e la laguna di Vourvourou) e Athos (la repubblica monastica, vietata alle donne e accessibile agli uomini solo con un permesso speciale). La regione ha più Bandiere Blu di qualsiasi altra zona della Grecia e offre 15 idee per escursioni, tra cui Salonicco, la scalata dell’Olimpo e la tomba reale di Vergina. Il periodo migliore per andarci va da maggio a settembre-ottobre, quando il mare è caldo e la folla è sparita. Si arriva in aereo a Salonicco, che dista circa un’ora dalla penisola.

Mentre mezza Europa compra biglietti aerei per Santorini e Mykonos, i viaggiatori più smaliziati riempiono il bagagliaio dell’auto e puntano verso la Grecia del nord in totale autonomia. E la Calcidica, in Grecia, è esattamente il motivo per cui lo fanno. Qui trovi le spiagge più belle della Grecia continentale, fitti boschi di pini che scendono dritti nel mare, misticismo bizantino e un mare così cristallino da non aver nulla da invidiare ai Caraibi.

Guardando la cartina, la penisola sembra il tridente di Poseidone conficcato nel Mar Egeo. Ognuna delle tre “dita” offre un’esperienza completamente diversa, e proprio la scelta di quella giusta determinerà il carattere di tutta la tua vacanza. In più la Calcidica ha un enorme vantaggio: non soffre l’invasione delle navi da crociera come le isole del sud e i prezzi qui sono decisamente più amichevoli.

In questa guida ti mostro 15 cose da vedere e fare in Calcidica, faremo insieme il giro di tutte e tre le dita, delle spiagge più belle, delle gite nei dintorni e capiremo anche quando andare e dove alloggiare. Cominciamo. ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Le tre dita della Calcidica: Kassandra (resort e vita notturna), Sithonia (la più bella e selvaggia) e Athos (la repubblica monastica).
  • Sithonia è il gioiello della Grecia continentale, con calette turchesi, la zona di Vourvourou e la famosa spiaggia di Kavourotrypes.
  • Athos si visita di persona solo se uomini e con un permesso speciale. Per tutti gli altri resta la gita in barca lungo i monasteri da Ouranoupoli.
  • Le spiagge migliori: Kavourotrypes (Orange Beach), la laguna di Vourvourou e le lunghe spiagge di sabbia della Kassandra per le famiglie.
  • Gite nei dintorni: la gastronomica Salonicco, la salita al mitico Olimpo e la tomba reale di Vergina.
  • Quando andare: l’ideale è maggio oppure settembre e ottobre, quando il mare è caldo e le folle sono sparite.
  • Ci si arriva in auto (circa 1.500 km dall’Italia settentrionale), l’aeroporto più vicino è a Salonicco.

Le tre dita della Calcidica: quale scegliere

La Calcidica è formata da tre penisole, chiamate familiarmente “dita”, e ognuna ha un carattere completamente diverso. Prima di prenotare l’alloggio, conviene sapere a cosa vai incontro, perché spostarsi da un dito all’altro richiede parecchio tempo e in una sola vacanza di solito riesci a conoscere bene soltanto uno.

Kassandra è la più occidentale e la più sviluppata, piena di resort e divertimento. Sithonia è quella centrale, verde e selvaggia, un paradiso per gli amanti della natura e delle spiagge bellissime. E Athos è la più orientale, misteriosa e in gran parte inaccessibile, casa della repubblica monastica. Vediamole una per una da vicino.

Kassandra: spiagge, resort e vita notturna

La punta più occidentale della penisola è la più sviluppata e la scelta migliore se cerchi comodità e divertimento. Qui trovi beach bar, lettini con servizio, sport acquatici e serate movimentate, con epicentro nella cittadina di Kallithea, che si anima soprattutto dopo il tramonto.

Le spiagge qui sono lunghe, sabbiose e il mare basso, il che rende Kassandra la scelta ideale per le famiglie con bambini piccoli. Il prezzo per un’infrastruttura perfetta è però la perdita di quel lato selvaggio. In alta stagione qui è testa contro testa e trovare una caletta deserta è quasi impossibile. Ma se vuoi una vacanza con tutto a portata di mano e un posto dove uscire la sera, Kassandra non ti deluderà.

Il villaggio di Afytos

Anche nella vivace Kassandra si nascondono delle perle. La più grande è il tradizionale villaggio di pietra di Afytos (a volte scritto Athytos), arroccato su una scogliera con vista sul mare e sulla sagoma dell’Olimpo all’orizzonte. I vicoli sono fiancheggiati da case in pietra locale, piccole gallerie e caffè, e l’intero villaggio è una zona monumentale protetta. Vieni qui nel tardo pomeriggio, passeggia fino alla piazza principale con la chiesa e fermati per il tramonto: è una delle esperienze più belle di tutto il primo dito.

Nea Fokea e Possidi

Lungo il percorso di Kassandra fermati nel villaggio di Nea Fokea, dominato da una torre di guardia bizantina sul mare e da una grotta sotterranea legata alla leggenda di San Paolo. All’estremità meridionale della penisola trovi poi Capo Possidi, una lunga lingua di sabbia che si protende nel mare con un faro alla fine. Qui l’acqua è bassa da entrambi i lati e sembra di camminare sulla superficie del mare. È uno dei posti più fotogenici di tutta la Calcidica.

Sithonia: il dito più bello e selvaggio

Il dito centrale è esattamente il motivo per cui la gente torna qui più e più volte. Sithonia è più montuosa, più verde e incomparabilmente più selvaggia di Kassandra. La strada si snoda tra le pinete e a ogni curva si apre la vista su una caletta turchese come in una pubblicità.

Vourvourou e l’isolotto di Diaporos

Non perderti assolutamente la zona di Vourvourou sulla costa orientale, dove il mare ricorda un’enorme laguna protetta da piccoli isolotti. Se hai un po’ di spirito d’esploratore, noleggia una piccola barca a motore (non serve la patente nautica) e punta verso l’isolotto di Diaporos. Scoprirai calette nascoste irraggiungibili via terra e ti sentirai come un naufrago in paradiso.

Kavourotrypes (Orange Beach)

Un’altra icona di Sithonia è la spiaggia di Kavourotrypes, nota anche come Orange Beach. Si tratta di un insieme di piccole calette sabbiose racchiuse tra lisce rocce bianche, dove l’acqua ha un colore incredibilmente brillante. Preparati però al fatto che ad agosto qui si combattono silenziose battaglie per un posto sull’asciugamano. Il meglio è arrivare la mattina presto, oppure rimandare la visita a giugno o settembre.

Porto Koufo e Sarti

Sulla punta meridionale di Sithonia si trova Porto Koufo, uno dei più grandi porti naturali di tutto il Mediterraneo. La baia è così perfettamente chiusa dalle rocce da non essere affatto visibile dal mare aperto, e durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi vi nascondevano i sommergibili. Oggi è un luogo tranquillo con taverne sull’acqua e una base perfetta per gite in barca. Sulla costa orientale non perderti poi la cittadina di Sarti, da cui con il cielo limpido si apre una vista da favola sul mare direttamente verso il monte Athos, soprattutto all’alba.

Il villaggio montano di Parthenonas

Sopra la località di Neos Marmaras, tra le colline, si nasconde Parthenonas, un villaggio di pietra a lungo abbandonato che alcuni appassionati stanno pian piano facendo rivivere. Vale la pena salire a piedi o in auto per l’atmosfera della vecchia Grecia e soprattutto per la vista dal caffè locale su tutta la costa di Sithonia. È il contrasto perfetto rispetto al pigro relax in spiaggia.

Campeggi in Sithonia

Sithonia funziona come la capitale non ufficiale del campeggio in Grecia. Campeggi come Armenistis o Thalatta sono tra i meglio valutati di tutto il Paese, e svegliarsi al mattino con la vista sul mare sotto i pini è già di per sé un’esperienza. Per chi come noi ama dormire sotto le stelle, è una base ideale.

Athos: la repubblica monastica e le gite in barca

La penisola più orientale è la casa della Repubblica monastica di Athos, ovvero il Monte Santo, uno dei luoghi più misteriosi d’Europa. Qui vige il cosiddetto avaton, la regola che vieta l’ingresso alle donne, rispettata da oltre mille anni. Il divieto si estende persino agli animali domestici di sesso femminile (con l’eccezione dei gatti, che cacciano i topi). 😅

Se sei un uomo e vuoi visitare i monasteri di persona, ti aspetta un vero martirio burocratico. Devi procurarti con largo anticipo un permesso speciale chiamato diamonitirion e il numero di visitatori è rigorosamente limitato a circa 100 uomini ortodossi e 10 non ortodossi al giorno.

Per la maggior parte dei comuni mortali (e per tutte le donne) l’unica possibilità resta la gita in barca. Le imbarcazioni salpano dalla cittadina di Ouranoupoli e navigano lungo la costa, ma secondo regole severissime non possono avvicinarsi a riva a meno di 500 metri. Anche da questa distanza, però, resta uno spettacolo assolutamente affascinante: monumentali monasteri incollati alle ripide scogliere.

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Le spiagge più belle della Calcidica

Le spiagge sono il motivo principale per andare in Calcidica, e la regione vanta il maggior numero di Bandiere Blu di tutta la Grecia. Oltre alle già citate Kavourotrypes e alla laguna di Vourvourou, meritano una menzione anche queste.

A Kassandra punta sulle lunghe spiagge attrezzate intorno a Kallithea e Pefkochori, ideali per le famiglie grazie all’entrata graduale e ai servizi completi. A Sithonia, oltre a Orange Beach, prova anche le calette nascoste nei dintorni, che qui sono innumerevoli: basta fermarsi lungo la strada e scendere. E se ami il lato selvaggio, avventurati verso le spiagge meno conosciute della punta meridionale di Sithonia, dove anche ad agosto trovi tranquillità.

💡 Consiglio: le scarpette da scoglio tornano utili anche qui, perché molte delle calette più belle hanno il fondo sassoso o ghiaioso. L’ombra invece non è un problema: la maggior parte delle spiagge è fiancheggiata da pini che offrono gratis un piacevole angolo naturale.

Gite nei dintorni: Salonicco, l’Olimpo e i tesori macedoni

Il grande vantaggio della Calcidica è che si trova a due passi da diversi tesori assoluti della Grecia settentrionale. Se hai l’auto, sarebbe un peccato restare solo in spiaggia.

A un’ora di strada dalla penisola c’è Salonicco, la seconda città più grande e, secondo molti, la migliore città gastronomica della Grecia, piena di chiese bizantine patrimonio UNESCO e di ottimo street food. Trovi più consigli nella guida di Salonicco. Dalla Calcidica puoi puntare anche verso il mitico Olimpo, la montagna più alta della Grecia e dimora degli dèi antichi, la cui salita dalla cittadina di Litochoro è uno dei trekking più belli del Paese.

E gli amanti della storia non possono perdersi Vergina, dove si nasconde la tomba mai depredata di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno. Il museo è costruito direttamente all’interno del tumulo funerario sotterraneo e l’atmosfera del buio con gli artefatti d’oro illuminati ti farà venire la pelle d’oca. Poco più in là c’è Pella, città natale di Alessandro Magno, celebre per i dettagliati mosaici di ciottoli.

Proprio in Calcidica, a due passi dalla costa, si trova inoltre la grotta preistorica di Petralona con stalattiti e laghetti calcarei, dove negli anni ’60 fu ritrovato uno dei crani umani preistorici più antichi d’Europa. È un’ottima idea per un programma più fresco nei giorni in cui in spiaggia fa troppo caldo.

Quando andare in Calcidica

Come nel resto della Grecia, anche qui vale la regola che la piena estate (luglio e agosto) porta temperature estreme e le folle più grandi, con ondate di calore che sfiorano i 40 °C tutt’altro che rare. Il vantaggio del nord, però, è che qui non imperversa così tanto il meltemi, il vento che da metà maggio a settembre flagella le isole del sud e cancella i traghetti.

Il periodo migliore è maggio (ideale per visite ed escursioni, anche se il mare è ancora rinfrescante) e poi da settembre a ottobre. I mesi autunnali sono lo sweet spot assoluto: le folle spariscono, i prezzi calano e il mare, dopo l’estate, è caldo come una vasca. Se vuoi combinare le spiagge con le gite a Salonicco e sull’Olimpo, l’autunno è la scelta più ovvia.

Dove alloggiare in Calcidica

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: l’alloggio preferiamo cercarlo su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel che ti consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali e in diverse fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti confrontali invece su GetYourGuide.

A Kassandra c’è la più ampia offerta di hotel e i collegamenti più facili. Un’esperienza premium con marina privata la offre l’esteso Sani Beach, mentre un’ottima fascia media intorno a Pefkochori è l’Anna Island, dove gli ospiti lodano la migliore colazione mai avuta. Un’opzione economica a pochi passi dalla spiaggia è l’Agnes Deluxe Hotel.

Più tranquillo e naturalmente più bello è il dito centrale, Sithonia. Un elegante design resort con spiaggia quasi privata in una pineta lo trovi all’EKIES All Senses Resort, mentre alle famiglie con tutti i servizi si adatta l’ampio Acrotel Athena Pallas Village. Sithonia è inoltre un paradiso per il campeggio, quindi con la tenda o il camper dormirai nei posti più belli direttamente sul mare.

Chi vuole conoscere Athos alloggerà a Ouranoupoli, da cui salpano le gite in barca lungo il monte sacro. Un soggiorno di lusso te lo garantisce il cinque stelle Eagles Palace con spiaggia sabbiosa privata, mentre un’opzione più accessibile è l’Hotel Akti Ouranoupoli Beach Resort a pochi passi dal porto. I prezzi al nord sono sensibilmente più amichevoli che sulle isole, così ti godrai la vacanza anche con un budget ragionevole.

Dove andare dopo

Prima di partire, dai un’occhiata anche ai nostri altri articoli sulla Grecia:

Domande frequenti

Cosa vedere a Chalkidiki?

Le principali attrazioni sono le spiagge, in particolare Kavourotrypes (Orange Beach) e la laguna di Vourvourou con l’isolotto di Diaporos a Sithonia. Vale la pena fare anche una gita in barca attorno ai monasteri della repubblica monastica di Athos partendo da Ouranoupoli. Da Chalkidiki è facile organizzare escursioni alla gastronomica Salonicco, salire sull’Olimpo o visitare l’antica tomba di Filippo II a Vergina.

Come si chiamano le tre penisole di Chalkidiki?

Le tre penisole o u0022ditau0022 si chiamano Kassandra, Sithonia e Athos. Kassandra è la più sviluppata con resort e vita notturna, Sithonia è la più bella e selvaggia con baie turchesi e Athos è la sede della repubblica monastica, dove l’accesso è consentito solo a un numero limitato di uomini con permesso speciale.

Quale dito di Chalkidiki è il più bello?

Generalmente si considera Sithonia, il dito centrale, come il più bello. È montuosa, verde e selvaggia, con innumerevoli baie turchesi, la zona di Vourvourou e la famosa spiaggia di Kavourotrypes. Kassandra è più sviluppata e adatta a chi cerca resort e divertimento, mentre Sithonia è un paradiso per gli amanti della natura e del campeggio.

Quando andare a Chalkidiki?

I periodi migliori sono maggio e da settembre a ottobre. A maggio è perfetto per escursioni e visite, anche se il mare è ancora un po’ fresco, mentre settembre e ottobre sono il periodo ideale con mare caldo, temperature piacevoli e senza folle. Luglio e agosto portano il caldo più intenso, le folle e i prezzi più alti.

Le donne possono andare ad Athos?

No, alle donne l’accesso alla penisola di Athos è vietato da più di mille anni a causa di una regola chiamata avaton. Il divieto si estende anche agli animali femmina (eccetto i gatti). Personalmente i monasteri possono essere visitati solo da uomini con un permesso speciale chiamato diamonitirion, di cui ne vengono concessi solo circa 110 al giorno. Gli altri possono ammirare Athos da una gita in barca partendo da Ouranoupoli.

Come arrivare a Chalkidiki dall’Italia?

Il modo più comune per raggiungere Chalkidiki è in aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Salonicco (circa un’ora di auto), dove si può volare con compagnie come Ryanair, easyJet o ITA Airways da Roma, Milano e altre città italiane, e noleggiare un’auto in loco. In alternativa, si può viaggiare in auto dall’Italia percorrendo circa 1.500 km attraverso Slovenia/Croazia, Serbia e Macedonia del Nord. Calcolate pedaggi per diverse decine di euro per il viaggio.

Com’è il mare a Chalkidiki?

Il mare a Chalkidiki è eccezionalmente pulito e cristallino, la regione vanta il maggior numero di Bandiere Blu di tutta la Grecia. A Sithonia l’acqua nelle baie ha un colore turchese brillante fino allo smeraldo, mentre a Kassandra le spiagge sono più lunghe, sabbiose e poco profonde, ideali per le famiglie. Il fondo può essere roccioso in alcuni punti, quindi è consigliabile portare scarpette da scoglio.

Peloponneso Grecia: 15 cose da vedere nella Grecia continentale nel 2026

TL;DRIl Peloponneso è un’enorme penisola nel sud della Grecia continentale, con oltre 21mila chilometri quadrati: perfetto per un roadtrip di 7-14 giorni. Tra le 15 tappe imperdibili ci sono la romantica Nafplio con la fortezza veneziana di Palamidi, l’antica Micene con la Porta dei Leoni, il teatro di Epidauro, la città rocciosa di Monemvasia, la bizantina Mistrà, Olimpia e la spiaggia di Simos sull’isola di Elafonissos, raggiungibile in traghetto in circa dieci minuti. Puoi aggiungere anche Delfi, più a nord. Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando non c’è il rischio del caldo estremo dell’estate.

Mentre le folle si accalcano nei vicoli stretti di Santorini e si fanno largo tra i lettini di Mykonos, la Grecia continentale vive al suo ritmo, splendidamente lento. E il suo cuore è il Peloponneso, in Grecia, una penisola enorme, grande quasi come la Slovenia, dove trovi davvero di tutto. Cime innevate, agrumeti, siti antichi di fama mondiale, città-fortezza medievali e spiagge deserte che non hanno nulla da invidiare ai Caraibi.

Questa è la Grecia per gli amanti dei road trip, per gli appassionati di storia e per tutti quelli che hanno già fatto il primo assaggio delle isole e vogliono conoscere il paese da un lato diverso e più autentico. Qui i prezzi non sono pensati per i passeggeri delle navi da crociera e nelle taverne ti accolgono con un sorriso e del vino della casa.

In questa guida ti mostro 15 cose da vedere nel Peloponneso e nella Grecia continentale, dalla romantica Nafplio ai siti antichi di Micene e Olimpia, fino all’oracolo di Delfi. Partiamo. ☺️

Riassunto

  • Il Peloponneso è un paradiso per il road trip. Una penisola enorme con siti antichi, montagne, città medievali e spiagge turchesi.
  • Nafplio è la città più romantica della terraferma, base ideale con la fortezza veneziana Palamidi che la domina dall’alto.
  • Le stelle dell’antichità: Micene con la Porta dei Leoni, il teatro di Epidauro dall’acustica perfetta e l’olimpica Olimpia.
  • Monemvasia è la “Gibilterra greca”, una città medievale nascosta dietro un’enorme rupe.
  • Per fare il bagno dirigiti a sud verso la spiaggia di Simos sull’isolotto di Elafonisos, sabbia bianca come ai Caraibi.
  • Delfi era l’ombelico del mondo per gli antichi Greci, un sito archeologico spettacolare tra le montagne.
  • Si gira in auto. La terraferma la scopri al meglio in autonomia, idealmente con un itinerario di 10-14 giorni.

Il Canale di Corinto: la porta del Peloponneso

La porta d’ingresso al Peloponneso è il Canale di Corinto e vale la pena fermarsi qui, anche solo per venti minuti. Lo sguardo che si tuffa in questa gola profonda 80 metri e larga appena 24, scavata nella roccia alla fine del XIX secolo, ti farà salire l’adrenalina di sicuro. Dal ponte in alto le navi che attraversano lo stretto canale sembrano giocattoli ed è il momento giusto per rendersi conto che stai entrando in una penisola dalla storia millenaria.

Nafplio: la città più romantica della terraferma

Poco oltre Corinto si trova Nafplio, la prima capitale della Grecia moderna e senza dubbio la città più romantica di tutta la terraferma. Ti aspettano vicoli stretti pieni di architettura veneziana, balconi ricoperti di bouganville e caffè sul lungomare con vista sul pittoresco isolotto di Bourtzi.

Sopra la città si erge l’imponente fortezza veneziana Palamidi, alla quale secondo la leggenda conducono 999 gradini. In realtà sono un po’ meno, ma anche così durante la salita sotto il sole estivo suderai parecchio, e la ricompensa sarà una vista mozzafiato su tutta la città e sul golfo. Nafplio è la base ideale per i primi giorni nel Peloponneso: la sera si sta benissimo in riva al mare e l’atmosfera è calda e rilassata.

Micene ed Epidauro: le stelle antiche del nord

Nafplio funziona come base perfetta per esplorare due giganti dell’antichità che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro.

Micene era la sede del re Agamennone e vi si accede attraverso la celebre Porta dei Leoni, che risale al XIII secolo a.C. Proprio qui l’archeologo Heinrich Schliemann scoprì la leggendaria maschera d’oro, e la vista sulle imponenti mura ciclopiche ti riporta indietro di migliaia di anni.

Il secondo gioiello è Epidauro, il teatro antico meglio conservato di tutta la Grecia. La sua acustica è così perfetta che se qualcuno accende un fiammifero al centro dell’orchestra, lo senti fino all’ultima fila in cima. In estate qui si tiene un festival teatrale e assistere a una tragedia antica sotto le stelle è un’esperienza che ricordi per tutta la vita.

Monemvasia: la Gibilterra greca

Più a sud vai nel Peloponneso, più selvaggio diventa il paesaggio. Sul dito orientale della penisola si trova Monemvasia, soprannominata la “Gibilterra greca”. È una città-fortezza medievale nascosta dietro un’enorme rupe che un tempo si staccò dalla terraferma durante un terremoto.

La cosa più straordinaria è che dalla terraferma la città non si vede affatto. In auto arrivi solo fino alla porta principale e da lì devi proseguire a piedi, dritto in un labirinto di vicoli di pietra, hotel boutique e taverne a conduzione familiare nascoste nella roccia. È come entrare in un altro secolo e resta una delle esperienze più intense di tutta la Grecia.

La selvaggia Mani e la bizantina Mistrà

Il dito centrale del Peloponneso, la penisola del Mani, è aspro, arido e affascinante. Gli abitanti locali, i Manioti, sostengono con orgoglio di essere i discendenti diretti degli Spartani. Il paesaggio è dominato da alte torri di pietra di famiglia, dalle quali in passato i clan rivali si sparavano a vicenda e che oggi sono diventate pensioni uniche. È una terra dove le strade sono costeggiate da fichi d’India e il mare si infrange contro scogliere a picco.

Sulla via del ritorno verso nord-ovest non puoi perderti Mistrà, la città fantasma bizantina patrimonio UNESCO, arroccata su un ripido pendio vicino a Sparta. Girovagare tra le rovine di palazzi, monasteri e chiese con affreschi ancora ben conservati ti porterà via tranquillamente mezza giornata ed è uno dei luoghi più suggestivi del paese.

Olimpia e le spiagge caraibiche

Sul versante occidentale del Peloponneso si trova Olimpia, la culla dei giochi olimpici. Quando cammini sull’antico stadio originale e ti fermi sulla linea di partenza dove gli atleti gareggiavano già nel 776 a.C., ti travolge l’atmosfera incredibile di epoche lontane.

E se cerchi un bagno perfetto, fai un salto all’estremo sud sull’isolotto di Elafonisos, dove il traghetto dalla terraferma impiega appena una decina di minuti. La spiaggia locale Simos, con sabbia bianca e acqua turchese, non ha davvero nulla da invidiare ai Caraibi, e a rilassarsi qui vengono soprattutto gli stessi greci. Gli appassionati di treni apprezzeranno invece la storica ferrovia a cremagliera di Diakoftò, che si fa strada attraverso la spettacolare gola del Vouraikos fino alla montana Kalavryta.

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Delfi: l’ombelico del mondo antico

Quando lasci il Peloponneso e ti dirigi a nord di Atene, la strada ti porta sul monte Parnaso. Qui, su un pendio drammatico affacciato su una valle infinita di ulivi, si trova Delfi, che per gli antichi Greci rappresentava il centro dell’universo.

Secondo la leggenda, Zeus liberò da qui due aquile dai due capi opposti del mondo, e queste si incontrarono proprio qui, nel punto segnato da una pietra chiamata omphalos, ovvero l’ombelico del mondo. Da tutto il Mediterraneo la gente veniva in pellegrinaggio dalla sacerdotessa Pizia, che in trance pronunciava profezie a doppio senso. Oggi qui puoi percorrere la Via Sacra, vedere i resti del tempio di Apollo, il teatro antico e lo stadio ben conservato in alto sul pendio, e nel museo ammirare la celebre statua di bronzo dell’Auriga di Delfi.

Lungo la strada per Delfi attraverserai inoltre il paesino di montagna di Arachova, pieno di case in pietra, che in inverno funziona come una stazione sciistica di lusso. Fermati qui per un caffè e assaggia il formaggio locale formaela, che si griglia in modo simile all’halloumi ed è una delizia vegetariana.

Quando andare nel Peloponneso e sulla terraferma

Un grande vantaggio della Grecia continentale è la lunga stagione e un caldo più sopportabile rispetto alle isole arse dal sole. I periodi migliori sono la primavera e l’autunno, cioè da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando il clima è ideale per esplorare i siti antichi e fare trekking senza cuocere sotto il sole di mezzogiorno.

L’estate (luglio e agosto) porta un caldo estremo nei siti archeologici, quindi se vai in questo periodo parti per le rovine di primo mattino e lascia il pomeriggio per il bagno. A differenza delle Cicladi, inoltre, qui il vento meltemi non infuria così tanto, perciò il mare lungo le spiagge del sud tende a essere calmo.

Dove alloggiare nel Peloponneso

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: preferiamo cercare l’alloggio su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel che ti consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali, in diverse fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti li confronti invece su GetYourGuide.

La base ideale per le stelle antiche del nord è Nafplio, una delle città più belle della Grecia. Un soggiorno in una dimora in pietra del XVIII secolo lo offre l’ottimo Aetoma Hotel proprio nel centro storico; più accessibile e altrettanto affascinante è la Pension Dafni nei vicoli lastricati sotto la fortezza di Palamidi.

Per il sud selvaggio una tappa indimenticabile è la città rocciosa di Monemvasia. Proprio all’interno delle mura medievali ti sistemi nella Guesthouse Kellia in pietra, con giardino e vista sul mare, oppure nel boutique Bastione Malvasia Hotel, ricavato da edifici bizantino-veneziani. Una base tranquilla per la Mani di pietra è il Kalamitsi Hotel in riva al mare a Kardamyli.

A ovest, vicino all’antica Olimpia, apprezzerai il familiare Hotel Europa Olympia con piscina e vista, oppure l’economico Hotel Pelops a due passi dagli scavi. Se ti dirigi verso Delfi, alloggia all’Amalia Hotel Delphi con vista panoramica sulla valle fino al mare. I prezzi sulla terraferma sono decisamente più convenienti rispetto alle isole più famose e la prenotazione flessibile è utile quando i piani cambiano durante il road trip.

Dove andare dopo

Prima di partire, dai un’occhiata anche ai nostri altri articoli sulla Grecia:

Domande frequenti

Cosa vedere nel Peloponneso?

Nel Peloponneso non potete perdervi la romantica città di Nafplio con la fortezza di Palamidi, l’antica Micene con la Porta dei Leoni e il teatro di Epidauro con la sua acustica perfetta. Meritano una visita anche la medievale Monemvasia nascosta dietro una roccia, la bizantina Mystras, l’olimpica Olimpia e la selvaggia penisola di Mani con le sue torri di pietra. Per fare il bagno dirigetevi a sud verso la spiaggia di Simos sull’isola di Elafonisos.

Cos’è il Peloponneso e dove si trova?

Il Peloponneso è una grande penisola nel sud della Grecia continentale, collegata al resto del paese solo da uno stretto istmo attraversato dal canale di Corinto. Con una superficie di oltre 21 mila chilometri quadrati è grande quasi come la Slovenia. Non è un’isola, anche se a volte viene erroneamente chiamata così. Qui troverete montagne, monumenti antichi, città medievali e spiagge meravigliose.

Quando andare nel Peloponneso?

I periodi migliori sono la primavera (aprile-giugno) e l’autunno (settembre-ottobre), quando il clima è ideale per esplorare i siti antichi e fare il bagno, senza il caldo estremo. L’estate porta temperature elevate nei siti archeologici, quindi visitate le rovine al mattino presto. A differenza delle Cicladi, qui non soffia il forte vento meltemi, quindi il mare presso le spiagge meridionali rimane calmo.

Come arrivare nel Peloponneso?

Il modo più comune per raggiungere il Peloponneso è in auto da Atene, da dove attraverso il canale di Corinto ci vogliono meno di due ore per arrivare a Nafplio. L’aeroporto di Atene è la principale porta d’ingresso; da lì conviene noleggiare un’auto, perché il modo migliore per esplorare la penisola è in autonomia. I trasporti pubblici funzionano, ma con l’auto sarete molto più liberi durante il vostro road trip.

Quanto tempo serve per il Peloponneso?

Per conoscere bene il Peloponneso calcolate idealmente da 7 a 10 giorni, per un grande giro di tutta la penisola inclusa Delfi tranquillamente 14 giorni. La penisola è enorme e le distanze tra i monumenti sono grandi, quindi non riuscirete assolutamente a vederla in un weekend. Se avete poco tempo, concentratevi sul nord intorno a Nafplio con Micene ed Epidauro.

Conviene il Peloponneso invece delle isole greche?

Per gli amanti della storia, dei road trip e della Grecia autentica assolutamente sì. Il Peloponneso offre monumenti antichi di livello mondiale, città medievali, montagne e bellissime spiagge deserte, senza folle e a prezzi notevolmente più bassi rispetto alle famose isole. L’ideale è combinarlo con le isole o con Delfi e Meteora sulla terraferma in un grande road trip greco.

Meteora in Grecia: guida completa 2026 (ingressi, orari e consigli)

TL;DRMeteora è un complesso di sei monasteri attivi del XIV secolo, costruiti sulla cima di torri di arenaria vicino alla città di Kalambaka, nella Grecia centrale, ed è patrimonio UNESCO — tra i più visitati ci sono Grande Meteora, Varlaam e Roussanou. L’ingresso a ciascun monastero costa circa 3 euro, gli orari di apertura e il giorno di chiusura variano da monastero a monastero, e c’è un dress code rigido da rispettare: spalle coperte e pantaloni lunghi o gonna. Da Atene ci vogliono circa 4 ore in auto, 4-5 ore in treno. Conviene fermarsi almeno due notti a Kalambaka o Kastraki, così puoi goderti sia l’alba che il tramonto sulle rocce.

Esistono luoghi in cui hai la sensazione che le leggi della fisica abbiano smesso di funzionare. La Meteora in Grecia è esattamente uno di questi. Dalla piatta pianura della Tessaglia spuntano all’improvviso enormi torri di arenaria alte centinaia di metri e, sulle loro cime, come se fluttuassero tra cielo e terra, sono in equilibrio antichi monasteri ortodossi. Non a caso il nome Meteora significa letteralmente “sospeso nell’aria”.

È uno dei paesaggi più grandiosi e allo stesso tempo ancora un po’ sottovalutati d’Europa, patrimonio UNESCO e, dopo il Monte Athos, il più importante centro monastico della Grecia. Che tu venga qui per la spiritualità, per foto da un altro mondo o per fare trekking tra le torri di roccia, la Meteora ti conquisterà.

In questa guida trovi tutto ciò che ti serve per visitare i monasteri della Meteora: quali sei monasteri puoi visitare, quanto costa l’ingresso e quali sono gli orari, come funziona il dress code, come arrivare e dove alloggiare. Iniziamo. ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • La Meteora è un complesso di sei monasteri attivi costruiti sulle cime di torri di arenaria nella Grecia centrale, patrimonio UNESCO.
  • L’ingresso costa circa 3 euro per ogni monastero, tieni con te degli spiccioli.
  • Vige un dress code rigido: spalle coperte, uomini con pantaloni lunghi, donne con gonna lunga (all’ingresso te la prestano gratis).
  • Ogni monastero ha un giorno di chiusura diverso, quindi verifica gli orari in anticipo per non trovare la porta chiusa.
  • L’ideale è fermarsi due notti a Kalambaka o Kastraki e vivere sia l’alba sia il tramonto, quando le rocce cambiano colore.
  • Da Atene arrivi in auto in circa 4 ore, c’è anche il treno.

Cos’è la Meteora e perché venirci

La storia della Meteora è drammatica quanto il suo paesaggio. Già nel XIV secolo qui si rifugiavano i monaci in fuga dalle incursioni, in cerca di sicurezza e solitudine sulle inaccessibili cime rocciose. Ai monasteri si accedeva in origine solo con lunghe scale a pioli o dentro reti issate con una fune, cosa che in alcuni di essi puoi vedere ancora oggi.

Oggi ai monasteri conducono scalinate scavate direttamente nella roccia, quindi la visita è sì un po’ faticosa, ma alla portata di tutti. Nel periodo di massimo splendore qui sorgevano più di venti monasteri, oggi ne restano sei abitati e tutti figurano nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Camminare tra di essi, guardare la pianura dall’alto e osservare le torri di pietra immerse nella luce del mattino o della sera è un’esperienza che ti resta dentro a lungo.

I sei monasteri della Meteora: quale scegliere

Visitare tutti e sei in un solo giorno è teoricamente possibile, ma sfiancante. Se non hai tempo da vendere, scegline due o tre in base a ciò che ti attira di più. Ecco una rapida panoramica.

Gran Meteora e Varlaam

Il Gran Meteora (monastero della Trasfigurazione) è il più antico, il più grande e il più alto dei sei. Qui trovi un museo affascinante, una vecchia cucina e un ossario, e i panorami sono assolutamente mozzafiato. Proprio di fronte, dall’altra parte della gola, sorge Varlaam, il secondo monastero più grande, con splendidi affreschi e la vecchia rete con cui un tempo si issavano provviste e persone. Questa coppia è tra le più visitate e logicamente si visita insieme.

Roussanou e San Nicola Anapafsas

Roussanou, grazie alla posizione più bassa e all’accesso tramite un ponticello, è uno dei monasteri più accessibili e fotogenici, oggi abitato da monache. Sembra crescere direttamente dalla roccia. Il piccolo San Nicola Anapafsas custodisce invece meravigliosi affreschi del maestro cretese Teofane e di solito è il meno affollato, quindi lo godi in tutta tranquillità.

Santa Trinità e Santo Stefano

La Santa Trinità (Agia Triada) è il monastero dalla posizione più spettacolare, raggiungibile con la salita più impegnativa lungo scalini scavati nella roccia. Forse ti sembrerà familiare: qui è stato girato il film di James Bond *Solo per i tuoi occhi*. E infine Santo Stefano, monastero femminile ai margini del complesso, il più accessibile di tutti, perché lo raggiungi tramite un ponticello senza salite faticose. È quindi ideale per chi ha difficoltà con le scale.

Info pratiche: ingresso, orari e dress code

La visita alla Meteora ha le sue regole e conviene conoscerle in anticipo, così eviti delusioni al cancello.

L’ingresso a ogni monastero costa circa 3 euro e si paga separatamente, quindi porta con te abbastanza spiccioli. Gli orari di apertura variano da monastero a monastero e soprattutto ognuno ha un giorno di chiusura diverso durante la settimana (che spesso cambia tra la stagione estiva e quella invernale). Prima di partire, verifica gli orari aggiornati sul sito turistico ufficiale, così il monastero che vuoi vedere non ti chiude proprio in faccia.

Fondamentale è il dress code, che qui viene rispettato davvero con rigore. Gli uomini devono indossare pantaloni lunghi e avere le spalle coperte, le donne una gonna lunga e le spalle coperte (e attenzione, per le donne i pantaloni non bastano). Se non hai una gonna, all’ingresso te ne prestano gratuitamente una a portafoglio, ma è meglio arrivare preparata e portare i propri vestiti.

💡 Consiglio: la luce più bella è al mattino presto e al tramonto, quando le rocce di arenaria cambiano colore dall’ocra all’arancio intenso. I punti panoramici lungo la strada tra i monasteri sono gratuiti al tramonto e lì vivrai una delle scene più belle di tutta la Grecia.

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Come arrivare alla Meteora

La Meteora si trova nella Grecia centrale, vicino alla città di Kalambaka, lontano dalla costa, quindi ci si arriva più spesso durante un road trip sulla terraferma. Da Atene arrivi in auto in autostrada in circa 4 ore, da Salonicco è un po’ meno.

Ma senza auto non rinunciare: a Kalambaka arriva anche il treno sia da Atene sia da Salonicco (il viaggio dura circa 4-5 ore). Le ferrovie greche stanno attraversando una ristrutturazione dopo gli incidenti degli anni scorsi, quindi verifica sempre in anticipo gli orari aggiornati. Da Kalambaka poi raggiungi i monasteri con il bus locale, il taxi, un’escursione organizzata, oppure in bici o a piedi se hai una buona forma fisica. L’auto resta però nettamente la soluzione più comoda: tra i monasteri corre una comoda strada asfaltata.

Dove alloggiare vicino alla Meteora

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: gli alloggi preferiamo cercarli su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel specifici che consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali in varie fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti confrontali invece su GetYourGuide.

La più piccola e pittoresca Kastraki si trova proprio sotto le torri di roccia e ha un’atmosfera più tranquilla, da villaggio. Per la vista sulle rocce già dalla colazione ti consiglio il boutique Tsikeli Boutique Hotel Meteora con caffetteria nel giardino, il familiare Hotel Doupiani House nel punto più alto del villaggio, oppure il Dellas Boutique Hotel proprio accanto al monastero di Agios Nikolaos. Economica e piena di atmosfera è la Guesthouse Sotiriou in pietra del 1845.

La più grande Kalambaka offre servizi completi, ristoranti e la più ampia scelta di alloggi. Un’ottima opzione di fascia media, con balconi orientati verso le rocce, è l’Hotel Kosta Famissi, mentre spazi più ampi li offre il Grand Meteora Hotel a due passi dai monasteri. Qualunque posto tu scelga, vale la pena prendere una camera con vista sulle rocce: svegliarsi guardando i monasteri nel sole che sorge è indimenticabile.

L’ideale è fermarsi due notti. Avrai abbastanza tempo per vivere la magica alba e il tramonto e per girare con calma diversi monasteri, senza dover correre. Gli alloggi con vista si riempiono in fretta, quindi prenota con anticipo.

Dove andare ancora

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Domande frequenti

Cosa significa Meteora?

La parola Meteora deriva dal greco e significa letteralmente u0022sospeso nell’ariau0022 o u0022che fluttua in altou0022. Il nome descrive perfettamente i monasteri del luogo, che si ergono sulle cime di ripide rocce di arenaria, come se fluttuassero tra cielo e terra. La stessa radice greca si trova anche nella parola meteora.

Quanti monasteri ci sono a Meteora e quanti se ne possono visitare?

Oggi a Meteora ci sono sei monasteri funzionanti che si possono visitare: Gran Meteora, Varlaam, Roussanou, San Nicola Anapafsas, Santa Trinità e Santo Stefano. In passato ce n’erano più di venti. Tutti e sei sono inseriti nella lista UNESCO. In un giorno si possono visitare da due a quattro monasteri, ma l’ideale è distribuire la visita su due giorni.

Come arrivare a Meteora?

Meteora si trova vicino alla città di Kalambaka, nella Grecia centrale. Da Atene si arriva in auto percorrendo l’autostrada in circa 4 ore, ci sono anche treni (4-5 ore) da Atene e Salonicco. Da Kalambaka si raggiungono i monasteri in auto, con l’autobus locale, in taxi o con un’escursione organizzata. In auto la visita è più comoda, tra i monasteri c’è una strada asfaltata.

Qual è il prezzo d’ingresso e l’orario di apertura a Meteora?

L’ingresso a ciascun monastero costa circa 3 euro e si paga separatamente, quindi portate con voi degli spiccioli. Gli orari di apertura variano da monastero a monastero e ognuno ha un giorno di chiusura diverso durante la settimana, spesso differente in estate e in inverno. Prima della visita verificate sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale, per evitare che il monastero scelto sia chiuso.

Qual è il dress code nei monasteri di Meteora?

Il dress code viene applicato rigorosamente. Gli uomini devono indossare pantaloni lunghi e avere le spalle coperte, le donne gonna lunga e spalle coperte (i pantaloni per le donne non sono sufficienti). Se non avete l’abbigliamento adeguato, all’ingresso vi presteranno gratuitamente uno scialle o una gonna avvolgibile. Coprite le spalle anche con il caldo, altrimenti non vi faranno entrare.

Quanto tempo conviene fermarsi a Meteora?

L’ideale è rimanere due notti a Kalambaka o Kastraki. Così avrete il tempo di visitare diversi monasteri con calma e soprattutto di vivere l’alba e il tramonto, quando le rocce si tingono di arancione, che è il momento culminante dell’intera esperienza. Se avete solo un giorno, riuscirete a visitare due o tre monasteri e almeno un tramonto da un punto panoramico.

Skopelos, Grecia: 15 idee su cosa vedere sull’isola di Mamma Mia nel 2026

TL;DRSkopelos merita almeno 15 tappe: dalle location di Mamma Mia! alle spiagge più belle, con tutte le informazioni pratiche per organizzare il viaggio. Tra le soste imperdibili c’è Skopelos Town (Chora), il capoluogo con le case bianche e i tetti grigi in ardesia, la cappella di Agios Ioannis sto Kastri, raggiungibile con una salita di circa 200 scalini, e la spiaggia di Kastani, resa famosa dal film. Da non perdere anche le spiagge di Milia e Panormos, il monastero di Evangelistria e una gita all’isola di Alonissos, dove si trova il Parco Marino Nazionale. Skopelos non ha un aeroporto: per arrivare si prende il traghetto da Skiathos (meno di un’ora di navigazione) oppure dai porti sulla terraferma di Volos e Mantoudi. Il periodo migliore per visitarla va da maggio a giugno, oppure a settembre.

Se hai sempre sognato di passeggiare sull’isola del film Mamma Mia!, la tua meta è chiara. Skopelos, in Grecia, è quel paradiso verde con il mare color smeraldo dove Meryl Streep cantava le canzoni degli ABBA, eppure resta ancora una delle isole più tranquille e autentiche di tutta la Grecia. Si trova nell’arcipelago delle Sporadi e il suo più grande punto di forza è un dettaglio apparentemente banale: non ha aeroporto. Ed è proprio questo a funzionare come filtro perfetto contro la folla.

Skopelos è montuosa, incredibilmente verde e profuma di pini e di prugne. La città principale, con le case bianche e i tetti in ardesia grigia, è una delle più belle di tutto il Mar Egeo, le spiagge hanno colori da cartolina e l’atmosfera è rilassata e accogliente. Non c’è da stupirsi che qui la gente torni volentieri.

In questa guida ti mostro 15 idee su cosa vedere e fare a Skopelos, dai luoghi del film alle spiagge più belle, fino alle info pratiche su come arrivare e quando andare. Cominciamo. ☺️

Riassunto

  • Skopelos è verde, tranquilla e autentica. Senza aeroporto, quindi niente folla, solo mare color smeraldo e boschi di pini.
  • La città principale (Chora) è un gioiello architettonico con case bianche, tetti in ardesia grigia e ben 360 chiesette.
  • La mecca di Mamma Mia!: la cappella di Agios Ioannis sto Kastri arroccata sulla roccia (200 gradini) e la spiaggia di Kastani del film.
  • Le spiagge più belle: Milia, Panormos e Kastani, tutte con acqua dal turchese allo smeraldo.
  • L’isola profuma di prugne, la specialità locale sono le prugne secche Avgato e i dolci ricavati da esse.
  • Come arrivare: in traghetto da Skiathos o dai porti della terraferma, l’isola non ha aeroporto.
  • Quando andare: idealmente maggio, giugno e settembre.

Skopelos Town: la chora più bella delle Sporadi

La città principale, Skopelos Town, chiamata dagli abitanti Chora, è un autentico gioiello architettonico e appena arrivi capisci perché la gente se ne innamora. Qui però non cercare le classiche cupole azzurre delle Cicladi: sulle Sporadi si costruisce in modo diverso.

Le case brillano di intonaco bianco, ma i loro tetti sono ricoperti dalla tradizionale ardesia grigia e i balconi sono di legno. Le stradine strette si arrampicano ripide fino alle rovine dell’antica fortezza veneziana e tutta la città è punteggiata da decine di piccole chiese bizantine: sull’isola ne sorgono ben 360, un numero incredibile. Una passeggiata serale lungo il porto, quando si accendono le lanterne e nell’aria si diffonde il profumo delle taverne, ha un’atmosfera assolutamente unica.

Sulle orme di Mamma Mia!

La storia della Skopelos moderna si divide in prima e dopo il 2008. Fu allora che qui arrivò la produzione hollywoodiana con Meryl Streep e Pierce Brosnan per girare il musical Mamma Mia!, e l’isola divenne dall’oggi al domani una sensazione globale. Il turismo cinematografico è vivo ancora oggi e per i fan è un vero e proprio sacro Graal.

La cappella di Agios Ioannis sto Kastri

L’attrazione principale è la chiesetta di Agios Ioannis sto Kastri, che si erge su una roccia drammatica che spunta direttamente dal mare nel nord-est dell’isola. Ti aspetta una salita di circa 200 ripidi gradini scolpiti nella pietra, ma in cima verrai ricompensato da una piccola cappella, dove si è svolto il famoso matrimonio del film, e da una vista mozzafiato sul mare. Vieni qui la mattina presto o verso sera: di giorno il sole picchia senza pietà e la scala stretta si intasa rapidamente di turisti.

La spiaggia di Kastani

La seconda tappa obbligata per gli appassionati del film è la spiaggia di Kastani, scenario della maggior parte delle scene di spiaggia e di ballo. Oggi qui c’è un moderno beach bar con lettini e il mare è cristallino. È però un luogo molto popolare, quindi se cerchi tranquillità meglio spostarti sulle spiagge vicine.

Le spiagge più belle di Skopelos

Grazie alla fitta vegetazione, Skopelos è una delle poche isole dove i pini crescono letteralmente fino all’acqua, offrendo ombra naturale. Ecco le spiagge da non perdere.

Milia è considerata la spiaggia più bella dell’isola. È lunga, circondata da pini alti e offre una vista fantastica sull’isolotto di Dassia di fronte. La profonda baia di Panormos, invece, grazie al riflesso degli alberi circostanti, assume un intenso colore smeraldo dell’acqua ed è perfetta per lo snorkeling. E se ami la nostalgia cinematografica, la già citata Kastani è tra le più belle anche senza telecamere.

💡 Consiglio: le spiagge di Skopelos sono per lo più di ciottoli, quindi porta con te delle scarpette da scoglio. In compenso sarai ricompensato dall’acqua cristallina e dall’ombra dei pini, che altrove in Grecia si trova difficilmente. L’ideale è girare le spiagge in auto o in scooter lungo la costa occidentale.

Il monastero di Evangelistria e il sapore delle prugne

In alto sopra la città principale, sul pendio del monte Palouki, sorge il monastero Moni Evangelistria, dedicato alla Vergine Maria. Ti ricompenserà con una vista panoramica su tutta la Chora e sull’isola di Alonissos di fronte: è un luogo tranquillo e spirituale, lontano dal trambusto delle spiagge.

E poi c’è un sapore che assocerai per sempre a Skopelos. Mentre il resto della Grecia profuma di olive e limoni, Skopelos profuma di prugne. Qui si coltivano diverse varietà uniche, tra cui la più celebre, chiamata Avgato, e le prugne secche locali si trovano davvero ovunque. Nelle taverne assaggia assolutamente il tradizionale dolce avgato in sciroppo o le torte alle prugne; da vegetariano, poi, ti godrai alla grande verdure fresche, formaggi e insalate provenienti dagli orti locali.

Gita ad Alonissos e nel parco marino

Essere sulle Sporadi e saltare il terzo fratello, l’isola di Alonissos, sarebbe un errore. Si trova poco più a est ed è sinonimo di natura incontaminata. Intorno si estende il Parco Nazionale Marino, la più grande area marina protetta di tutta Europa e l’ultimo rifugio della foca monaca del Mediterraneo, gravemente a rischio di estinzione.

Per i subacquei c’è inoltre una vera chicca. Vicino all’isolotto di Peristera, a una profondità di circa 25 metri, giace un enorme relitto di nave antica del V secolo a.C., pieno di anfore, soprannominato “il Partenone dei relitti”. Nel 2020 è stato aperto come primo museo subacqueo greco. Anche se non fai immersioni, una gita in barca in questa natura selvaggia vale la pena.

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Come arrivare a Skopelos

Skopelos non ha aeroporto, ed è un po’ il suo segreto, grazie al quale rimane tranquilla. Il modo più comune per arrivarci è passare per l’isola vicina di Skiathos, che l’aeroporto ce l’ha, e da lì proseguire in traghetto o in aliscafo (la traversata dura poco meno di un’ora).

La seconda opzione è il traghetto dai porti della terraferma di Volos o Mantudi, sull’isola di Eubea. Sull’isola stessa ci si muove meglio in auto o in scooter, con cui puoi girare tutte le spiagge e i paesini di montagna al tuo ritmo. I trasporti pubblici funzionano, ma con l’auto sarai molto più libero.

Quando andare a Skopelos

Il periodo migliore è tra maggio, giugno e settembre. In primavera l’isola è splendidamente verde, in fiore, e il mare è già balneabile, mentre settembre offre acqua calda riscaldata da tutta l’estate e un’atmosfera rilassata. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati, ma anche così qui è decisamente più tranquillo che sulle isole con aeroporto.

Inoltre Skopelos, grazie alla fitta vegetazione e ai boschi di pini, sopporta la calura estiva un po’ meglio delle aride Cicladi, perché qui l’ombra è davvero ovunque.

Dove alloggiare a Skopelos

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: preferiamo cercare l’alloggio su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel specifici che consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali, in tutte le fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti confrontali invece su GetYourGuide.

L’atmosfera più bella la offre Skopelos Town (Chora), da dove tutto è vicino. Per una vista mozzafiato sul porto e sulla città vecchia dalla camera ti consiglio l’Aperanto Galazio (metti in conto le scale in salita), mentre un’opzione più tranquilla con piscina sopra la città è il Denise Hotel, amato soprattutto dalle coppie.

Le spiagge più belle si trovano sulla costa occidentale intorno alla baia di Panormos. Un soggiorno di lusso qui è garantito dal design dell’Adrina Resort & Spa, direttamente sulla propria spiaggia privata, mentre più accessibile e a misura di famiglia è il Panormos Beach Hotel, a pochi passi dal mare. Per la tranquillità tra i pini sopra la spiaggia scegli lo Stafylos Suites & Boutique Hotel con piscina stagionale.

Un’alternativa più tranquilla ed economica è il nord dell’isola, intorno a Glossa e Loutraki, vicino ai luoghi del film Mamma Mia. Un appartamento con ottime recensioni e vista sul porto lo trovi qui, per esempio, alla Casa di Levante. Alloggiare direttamente nella Chora con vista sul porto costa di più, ma per quell’atmosfera ne vale la pena: prenota quindi con anticipo.

Dove andare dopo

Prima di partire, dai un’occhiata anche ai nostri altri articoli sulla Grecia:

Skopelos è ovviamente soprattutto l’isola di Mamma Mia. Dove esattamente è stata girata ciascuna scena e perché il secondo film è stato girato in tutt’altro luogo lo spiego nell’articolo Dove è stata girata Mamma Mia.

Domande frequenti

Cosa vedere a Skopelos?

A Skopelos non potete perdervi l’incantevole capitale Chora con le sue case bianche e i tetti di ardesia grigia, la cappella cinematografica di Agios Ioannis sto Kastri di Mamma Mia! e le spiagge più belle: Milia, Panormos e Kastani. Vale la pena visitare il monastero di Evangelistria con vista panoramica e l’isola vicina di Alonissos con il suo parco marino. Dovete assolutamente assaggiare le prugne locali e i dolci preparati con esse.

Su quale isola è stato girato Mamma Mia?

La maggior parte del film Mamma Mia! del 2008 è stata girata proprio sull’isola greca di Skopelos nell’arcipelago delle Sporadi. La famosa scena del matrimonio si è svolta presso la cappella di Agios Ioannis sto Kastri su una roccia sopra il mare e le scene di spiaggia presso la spiaggia di Kastani. Parte delle riprese sono state realizzate anche sull’isola vicina di Skiathos e sulla terraferma a Damouchari.

Come arrivare a Skopelos?

Skopelos non ha un aeroporto, quindi si arriva in traghetto. Più comunemente passando per l’isola vicina di Skiathos, che ha un aeroporto, da dove parte un traghetto o un aliscafo in meno di un’ora. La seconda opzione sono i traghetti dai porti continentali di Volos o Mantudi sull’isola di Eubea. Sull’isola ci si sposta meglio in auto o in scooter.

Quando andare a Skopelos?

I periodi migliori sono maggio, giugno e settembre. In primavera l’isola è fresca e verde, fiorisce, il mare è già balneabile e le folle non sono ancora arrivate, mentre settembre offre acqua calda e tranquillità. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati, ma grazie alla fitta vegetazione e all’ombra dei pini, a Skopelos il caldo si sopporta meglio che nelle aride Cicladi.

Vale la pena visitare Skopelos anche per chi non ha visto Mamma Mia!?

Assolutamente sì. Skopelos è un’isola bella e tranquilla anche senza la fama cinematografica. Attrae con la sua fitta vegetazione, il mare color smeraldo, le spiagge di ciottoli ombreggiate da pini, la pittoresca Chora e l’atmosfera rilassata senza folle. I luoghi del film sono un piacevole bonus, ma l’isola offre molto di più, soprattutto per gli amanti della natura, della tranquillità e della Grecia autentica.

Come sono le spiagge di Skopelos?

Le spiagge di Skopelos sono per lo più di ciottoli con acqua cristallina color turchese e smeraldo, spesso circondate da pini che crescono fino al bordo dell’acqua e offrono ombra naturale. Tra le più belle ci sono Milia, Panormos e la cinematografica Kastani. A causa dei ciottoli sono consigliate le scarpette da scoglio, ma la ricompensa è un’acqua eccezionalmente pulita e un fresco che non troverete altrove.

Paros, Grecia: 15 cose da vedere e fare sull’isola nel 2026

TL;DRParos ti offre 15 idee su cosa vedere e fare: il porto animato di Parikia con la chiesa bizantina di Ekatontapiliani, il romantico villaggio di pescatori di Naoussa, la spiaggia granitica di Kolymbithres che ricorda le Seychelles, la spiaggia di Golden Beach per il windsurf e il villaggio di montagna di Lefkes nell’entroterra. Non può mancare una gita alla vicina e bohémien Antiparos, raggiungibile con il traghetto dal porto di Pounta in circa 10 minuti, dove in una grotta di stalattiti si scende per 411 scalini. Paros è un’alternativa più economica a Mykonos e Santorini, con la stessa elegante atmosfera cicladica. Il periodo migliore per andarci è maggio, giugno o settembre, quando ci sono meno turisti e il clima è piacevole, senza il forte meltemi tipico di luglio e agosto.

Stai cercando le vere Cicladi da cartolina, con casette di un bianco abbagliante e persiane blu, ma ti spaventa l’idea di pagare cento euro per un lettino e farti largo tra le folle delle navi da crociera nei vicoli? Allora Paros, in Grecia, è esattamente ciò che ti serve. Non a caso quest’isola viene soprannominata “la piccola Mykonos senza i prezzi di Mykonos” ed è una delle destinazioni più eleganti, ma ancora accessibili, di tutta la Grecia.

Paros funziona come una perfetta via di mezzo. Qui trovi vicoli stretti pieni di buganvillee in fiore, boutique e caffè di tendenza, porticcioli di pescatori da film e spiagge meravigliose, dove l’acqua ha lo stesso colore delle Seychelles. E tutto questo senza dover vendere un rene. L’isola attira soprattutto coppie, amanti della buona cucina e chiunque cerchi un equilibrio tra relax e stile.

In questa guida ti mostro 15 cose da vedere e fare a Paros, dalla magica Naoussa alle spiagge di granito fino alla gita sulla bohémien Antiparos. Iniziamo. ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Paros è elegante e accessibile. La bellezza delle Cicladi da cartolina, ma a una frazione dei prezzi di Mykonos e Santorini.
  • Le due anime dell’isola: la vivace Parikia con i suoi monumenti antichi e la magica Naoussa, il villaggio di pescatori a nord.
  • Le spiagge più belle: Kolymbithres, con le rocce di granito come alle Seychelles, e Golden Beach, la mecca del windsurf.
  • Non dimenticare l’entroterra, soprattutto il villaggio di montagna Lefkes, con i suoi caffè tradizionali e la sua tranquillità.
  • Una gita ad Antiparos è d’obbligo. Un’isoletta bohémien a 10 minuti di traghetto, con un’enorme grotta di stalattiti.
  • Quando andare: idealmente maggio, giugno o settembre. D’estate soffia il vento meltemi, che però rinfresca piacevolmente.

Parikia: la porta dell’isola dall’anima antica

Il porto principale e capoluogo dell’isola è Parikia, dove i traghetti riversano folle di visitatori. Non farti scoraggiare dalla prima impressione del porto, perché subito dietro si nasconde un incantevole centro storico fatto di vicoli tortuosi, case bianche e tantissime taverne.

Qui vale la pena visitare il castello franco costruito direttamente con colonne di marmo antiche e, soprattutto, la chiesa bizantina Ekatontapiliani, ovvero la Chiesa dalle cento porte, una delle più importanti e antiche di tutta la Grecia. Una passeggiata per Parikia la sera, quando si accendono le luci e le folle delle navi da crociera se ne sono andate, ha un fascino tutto suo.

Naoussa: il porto più incantevole delle Cicladi

Il vero gioiello dell’isola è però il porticciolo di pescatori di Naoussa, a nord. Da villaggio un tempo sonnolento è diventato a poco a poco l’epicentro del fascino delle Cicladi, senza però perdere la propria anima.

Il vecchio porto è costeggiato da taverne con i tavoli che ondeggiano letteralmente a pochi centimetri dal pelo dell’acqua, piccole cappelle bianche e vicoli pieni di fiori. La sera si viene qui per un cocktail, per mangiare piatti freschi e soprattutto per respirare un’atmosfera assolutamente magica. È uno di quei posti dove è facile perdere la cognizione del tempo e restare seduti fino a notte fonda.

Le spiagge più belle di Paros, in Grecia

Paros offre spiagge come difficilmente ne trovi altrove in Grecia, e ognuna è completamente diversa dall’altra. Ecco quelle da non perdere.

Kolymbithres

Questa spiaggia sembra più delle Seychelles che della Grecia. È incastonata tra lisce rocce di granito, levigate dal vento e dall’acqua in forme arrotondate, tra le quali si raccoglie l’acqua turchese in piccole piscine naturali. È un paradiso per le foto e per ripararsi dal sole all’ombra delle rocce, e si trova a due passi da Naoussa, quindi puoi arrivarci facilmente anche in barchetta attraverso la baia.

Golden Beach (Chrissi Akti)

Una lunga distesa di sabbia dorata nel sud-est dell’isola che, grazie al vento costante, è una mecca internazionale del windsurf e del kitesurf. Qui si svolgono anche gare di coppa del mondo, quindi se vuoi provare la tavola o semplicemente osservare le vele colorate sulle onde, sei nel posto giusto. Anche senza sport, è una spiaggia bella, spaziosa e con buoni servizi.

Marmo, vento e entroterra

Già nell’antichità Paros era famosa per il suo marmo, così puro e traslucido che i maestri vi scolpivano le opere più celebri. Da esso è nata anche la famosissima statua della Venere di Milo, oggi ammirata dai visitatori del Louvre di Parigi. Le tracce delle antiche cave si trovano ancora oggi nell’entroterra dell’isola.

E proprio l’entroterra sarebbe un errore saltarlo. Vi si nasconde il villaggio di Lefkes, ex capoluogo dell’isola, adagiato tra le montagne e circondato da pini e ulivi. Qui regna una calma assoluta, i vicoli bianchi si arrampicano lungo la collina e trovi i migliori caffè tradizionali (kafenia) della zona. Sedersi qui davanti a un caffè greco, lontano dalle spiagge, è un balsamo per l’anima.

Gita ad Antiparos

Essere a Paros e non fare un salto sulla vicina Antiparos sarebbe un peccato. Il traghetto dal porto di Pounta la raggiunge in circa dieci minuti e ti si apre davanti un mondo completamente diverso.

Antiparos è più piccola, più tranquilla ed emana un’atmosfera bohémien; non è un caso che qui abbia comprato casa anche l’attore Tom Hanks. L’attrazione principale dell’isola è l’enorme grotta di stalattiti nel suo centro, in cui si scende lungo 411 gradini e che è tra le grotte visitate più antiche del mondo. In più qui ti prendi un caffè nel villaggio del porto e avrai la sensazione che il tempo si sia fermato.

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Dove mangiare e cosa assaggiare

Paros è il paradiso degli amanti del cibo e le taverne qui non si contano, soprattutto a Naoussa e Parikia. Da vegetariani ti delizierai con fresche insalate delle Cicladi, formaggio fritto, la fava locale, le frittelle di pomodoro e i dolci.

L’isola è famosa anche per il suo vino e formaggio: il formaggio locale xinomyzithra e i vini di Paros sono tra le cose che dovresti assolutamente assaggiare. Sedersi in una taverna proprio in riva all’acqua a Naoussa, dove i tavoli ondeggiano sopra la superficie del mare, è un’esperienza gastronomica di per sé, anche se prendi solo un’insalata e una caraffa di vino.

Quando andare a Paros

Come nel resto delle Cicladi, anche a Paros vale la regola che luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati. In questi mesi, inoltre, soffia più forte il vento meltemi, che rinfresca piacevolmente col caldo ma alza le onde e può complicare i traghetti. I windsurfisti, al contrario, lo adorano.

I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre. In primavera l’isola è fresca e fiorita, il mare è già balneabile e le folle non sono ancora arrivate, mentre settembre offre acqua calda e un’atmosfera più rilassata. Se punti soprattutto al romanticismo e alla tranquillità, scommetti su settembre.

Dove alloggiare a Paros

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: preferiamo cercare l’alloggio su Booking.com, dove di solito trovi le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel specifici che consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali, in tutte le fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti puoi invece confrontarli su GetYourGuide.

Una base pratica è Parikia, vicino al porto, da cui partono traghetti e autobus. Un’ottima opzione economica nel cuore del centro storico è il Pelican Paros, dove apprezzerai la pulizia, il personale gentile e gli snack gratuiti. Punta un po’ più in alto lo stiloso KOKOON, con giardino, a pochi minuti dalla spiaggia di Livadia.

La più bella per atmosfera è la chic Naoussa, a nord. Per un soggiorno eccezionale in riva al mare c’è il cinque stelle Cosme, a Luxury Collection Resort proprio sulla spiaggia di Agii Anargyri, oppure il design hotel Cove Paros, con uno dei migliori ristoranti dell’isola. Una piacevole fascia media a due passi dal centro è il Senia Hotel, con camere vista mare.

Per tranquillità e spiagge scegli il sud dell’isola. Vicino alla famosa Golden Beach del windsurf opera dagli anni ’80 il familiare Golden Beach Hotel proprio sulla sabbia, mentre nel pittoresco villaggio di pescatori di Aliki c’è il tranquillo Angeliki Seaside Hotel, a pochi passi dal mare. Paros costa meno di Mykonos o Santorini, ma in stagione si riempie in fretta, quindi prenota per tempo.

Dove andare dopo

Prima di partire, dai un’occhiata anche ai nostri altri articoli sulla Grecia:

Domande frequenti

Cosa vedere a Paros?

A Paros non potete perdervi il magico porto di pescatori di Naoussa, il centro storico e la chiesa bizantina di Ekatontapiliani a Parikia, e le spiagge di Kolymbithres con le rocce di granito e Golden Beach per il windsurf. Meritano una visita il villaggio montano di Lefkes nell’entroterra e soprattutto l’isola vicina di Antiparos con la sua gigantesca grotta di stalattiti. L’isola è ideale per coppie e amanti del buon cibo.

Dove si trova l’isola di Paros?

Paros si trova nel cuore delle Cicladi nel Mar Egeo, proprio accanto all’isola di Naxos e non lontano da Mykonos e Santorini. È tra le isole cicladiche più accessibili, ottimamente collegata con traghetti ad Atene (porto del Pireo e Rafina) e alle isole circostanti, quindi si presta perfettamente come parte di un island hopping.

Paros è cara?

Paros è più costosa della vicina Naxos, ma decisamente più economica di Mykonos o Santorini, dove i prezzi sono solitamente del 40-60% più alti. Offre quindi un ottimo rapporto qualità-prezzo, la bellezza e l’eleganza delle Cicladi a prezzi ragionevoli. La zona più costosa è la mondana Naoussa, mentre alloggi più economici si trovano a Parikia o vicino alle spiagge del sud.

Quale isola è più bella, Paros o Naxos?

Dipende da cosa cercate. Naxos è più familiare, rustica e ha le migliori spiagge di sabbia per bambini, mentre Paros è più elegante, cosmopolita e raffinata, ideale per coppie. Le due isole sono vicine e si possono facilmente combinare durante una stessa vacanza con una breve traversata in traghetto.

Quando andare a Paros?

I periodi migliori sono maggio, giugno e settembre. A maggio e giugno l’isola è fresca, fiorita e il mare è già balneabile, mentre settembre offre acqua calda e un’atmosfera più tranquilla dopo l’alta stagione. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati, con il vento meltemi che soffia più forte e che i windsurfisti adorano.

Come arrivare a Paros?

A Paros si arriva più comunemente in traghetto dai porti ateniesi del Pireo o di Rafina, la traversata dura circa 3-4 ore (meno con i traghetti veloci). L’isola ha anche un piccolo aeroporto con voli domestici da Atene. Grazie alla posizione centrale nelle Cicladi, Paros è ottimamente collegata anche con le isole circostanti, quindi si integra facilmente in un itinerario di island hopping.

Thassos, Grecia: 15 consigli su cosa vedere e fare sull’isola smeraldo nel 2026

TL;DRTaso è l’isola greca più settentrionale, soprannominata “isola smeraldo” per i fitti boschi che arrivano fino al mare, con prezzi inferiori del 40-60% rispetto a Mykonos o Santorini. Tra i 15 consigli ci sono le spiagge di Golden Beach, quella di marmo Marble Beach e la piscina naturale di Giola, oltre ai villaggi di montagna Panagia e Theologos, il monastero di Archangelos e i resti antichi nel capoluogo Limenas. L’isola non ha un aeroporto per i voli charter: si arriva in traghetto da Keramoti (35-40 minuti) o da Cavalla (circa 75 minuti), e il giro costiero di circa 100 chilometri si percorre in auto in un solo giorno. I mesi migliori per andarci sono maggio, giugno e settembre, quando il mare è caldo e l’isola è tranquilla.

Esiste un’isola greca che Americani e Europei occidentali quasi non conoscono, ma che gli abitanti dell’Europa centrale e dei Balcani amano con tutto il cuore. Thassos, in Grecia, è l’isola greca più settentrionale, non ha un proprio aeroporto per i grandi charter e proprio per questo ha conservato la sua atmosfera rilassata e ancora autentica. Qui si arriva in auto, e la ricompensa sono fitte foreste di pini che scendono dritte fino al mare, spiagge di marmo e prezzi che nel sud della Grecia ormai non trovi più.

La chiamano “l’isola smeraldo”, perché dalla costa fino alle vette dei monti è ricoperta di verde. La strada costiera la circonda in un cerchio quasi perfetto lungo circa 100 chilometri, così puoi girare tutta l’isola comodamente in auto in un solo giorno, fermandoti a ogni istante in una baia diversa e meravigliosa.

In questa guida ti mostro 15 consigli su cosa vedere e fare a Thassos, dalle spiagge più belle ai villaggi di montagna, fino alle informazioni pratiche su come arrivarci e quando andare. Cominciamo. ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Thassos è verde, tranquilla ed economica. Senza un grande aeroporto, quindi niente folle dall’Europa occidentale e prezzi dal 40 al 60% più bassi che a Mykonos o Santorini.
  • Ci si arriva in auto e in traghetto. Più spesso dal porto di Keramoti (traversata di soli 35-40 minuti), oppure dalla città di Kavala.
  • Le spiagge migliori: Golden Beach per le famiglie, la fotogenica Marble Beach con ciottoli di marmo bianco e la piscina naturale Giola, chiamata la Lacrima di Afrodite.
  • Oltre alle spiagge vale la pena attraversare i villaggi di montagna Panagia e Theologos, visitare il monastero di Archangelos e i resti antichi di Limenas.
  • Tutta l’isola si gira in auto in un giorno, il giro costiero misura appena 100 km circa.
  • Quando andare: idealmente maggio, giugno o settembre, quando il mare è caldo e c’è tranquillità.

Come arrivare all’isola di Thassos, in Grecia

Thassos non ha un aeroporto per i grandi voli charter, quindi non ci si può arrivare direttamente in aereo. È un po’ questo il suo segreto, grazie al quale resta ancora poco battuta dal turismo di massa. La maggior parte dei viaggiatori arriva in auto, oppure atterra a Salonicco o Kavala e da lì prosegue via terra. Dall’Italia puoi volare con ITA Airways, Ryanair o easyJet da Roma o Milano verso Salonicco e poi noleggiare un’auto.

Sull’isola si arriva poi in traghetto da due punti. Il più frequente e veloce è il porto di Keramoti, da cui la traversata verso il capoluogo Limenas dura solo 35-40 minuti e in alta stagione i traghetti navigano praticamente senza sosta. La seconda opzione è la traversata dalla città più grande di Kavala fino al porto di Skala Prinos, che richiede circa 75 minuti. L’auto la porti a bordo senza problemi, ed è proprio con lei che ti godrai al meglio l’isola.

Le spiagge più belle di Thassos

Le spiagge sono il motivo principale per cui si va a Thassos, e ognuna ha il suo carattere. Ecco quelle che non puoi assolutamente perderti.

Golden Beach (Chrissi Ammoudia)

Una striscia lunga tre chilometri di fine sabbia dorata sulla costa orientale, incorniciata da verdi montagne. Qui l’acqua è bassa, calma e calda, quindi Golden Beach è la base perfetta per le famiglie con bambini. Trovi tutti i servizi che vuoi, con taverne e lettini, ma resta anche spazio per stendere il tuo asciugamano.

Marble Beach (Saliara)

Questa spiaggia sembra di un altro pianeta. Al posto della sabbia è ricoperta di piccoli ciottoli di marmo bianco come la neve, che a contatto con il mare creano un’acqua dal colore turchese quasi fluorescente. La strada per arrivarci passa per una via sterrata che parte da una cava di marmo, quindi mettiti in conto che a fine giornata la tua auto sarà coperta da uno strato di polvere bianca sottile. Ma il panorama vale sicuramente la pena.

Giola: la Lacrima di Afrodite

Giola è una piscina naturale scavata dal mare nella scogliera a sud dell’isola. Il tuffo in questa cosiddetta “Lacrima di Afrodite” è un obbligo per i più coraggiosi. Ci si arriva con una discesa a piedi breve ma ripida e in alta stagione probabilmente dovrai fare un po’ di fila per lo scatto perfetto. È però uno dei luoghi più fotogenici di tutta Thassos.

Paradise e Aliki

Nel sud-est dell’isola trovi la spiaggia di Paradise (Makryammos) con acqua turchese e pini fino al mare. Poco più in là si trova la pittoresca doppia baia di Aliki, racchiusa da una penisola con un’antica cava di marmo e delle rovine. Fare il bagno tra le antiche colonne cadute in mare è qui un’esperienza assolutamente magica.

Cosa vedere e fare oltre alle spiagge

Sarebbe un errore passare tutta la vacanza a Thassos solo in spiaggia. L’entroterra dell’isola nasconde montagne verdi, villaggi tradizionali e antichi monumenti.

Limenas: l’antichità e il capoluogo

Il capoluogo Limenas (spesso chiamato semplicemente Thassos) è una vivace cittadina portuale con un piacevole lungomare pieno di taverne. Nasconde però anche una storia ricca: qui ti imbatti nell’antica agorà, nel museo archeologico e in un teatro antico incastonato nel pendio sopra la città, da cui si gode di una splendida vista sul mare. Una passeggiata tra le rovine al tramonto è il modo perfetto per concludere la giornata.

I villaggi di montagna Panagia e Theologos

Sali in auto verso le colline e scopri la vera Thassos. Il villaggio di Panagia incanta con le sue case di pietra dai tetti in ardesia, i vicoli stretti e i rivoli d’acqua che scorrono ovunque. Theologos, un tempo capoluogo dell’isola, è invece un esempio di architettura tradizionale di Thassos e di una quiete che sulla costa non trovi. Nelle taverne locali assaggerai la cucina casalinga, lontano dal trambusto turistico.

Il monastero di Archangelos

Sulla costa meridionale, aggrappato a una scogliera alta sul mare, sorge il monastero di Archangelos Michael. È un monastero femminile con una splendida vista sul Mar Egeo e custodisce, si dice, anche una reliquia preziosa: un chiodo della croce di Cristo. La visita è gratuita, ricordati solo di indossare abiti adeguati che coprano spalle e ginocchia.

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Gita in barca e cascata in montagna

Se vuoi vedere Thassos da un’altra prospettiva, parti per una gita in barca di un’intera giornata intorno all’isola, che di solito salpa da Limenas o da Skala Potamia e fa tappa per la balneazione in baie che via terra non raggiungeresti. E gli amanti della natura non dovrebbero perdersi la cascata di Kefalovrysi vicino al villaggio di Potamia, dove porta un piacevole sentiero nel bosco ombreggiato lungo un ruscello, il refrigerio ideale in una giornata calda.

Nel sud dell’isola si trovano inoltre le piacevoli località di Limenaria (con la fiabesca residenza signorile Palataki sul mare) e la tranquilla Pefkari, con i pini fino all’acqua, ottima per immersioni e snorkeling.

Cosa assaggiare e cosa portare a casa

Thassos è famosa per i suoi prodotti naturali e qui la gastronomia è ben lontana dalle trappole per turisti. L’isola è letteralmente costellata di ulivi, quindi l’olio d’oliva locale è tra i migliori della Grecia e lo compri direttamente dai produttori.

Il secondo tesoro è il miele di Thassos, soprattutto quello di pino e di timo, che nasce grazie al profumo delle montagne in fiore. E per terzo il tsipouro, l’acquavite locale che nelle taverne spesso ti versano come omaggio della casa. Da vegetariano ti gusterai qui splendidamente insalate fresche, il formaggio fritto saganaki, il purè di fava e le verdure degli orti locali.

Quando andare a Thassos

Come il resto della Grecia settentrionale, anche Thassos è più bella fuori dal picco dell’estate. Luglio e agosto portano il caldo maggiore e più visitatori (soprattutto dai Balcani), anche se comunque qui c’è più tranquillità che nelle famose isole del sud.

I periodi migliori sono maggio, giugno e settembre. A maggio e giugno tutto è di un verde fresco, la natura è in fiore e già ci si può fare il bagno, mentre settembre offre acqua calda scaldata da tutta l’estate e una piacevole quiete. Il vantaggio di Thassos è che, a differenza delle Cicladi, non è tormentata dal forte vento meltemi, quindi il mare di solito resta calmo.

Dove alloggiare a Thassos: hotel in Grecia

💡 Consiglio per alloggio ed esperienze: l’alloggio preferiamo cercarlo su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel specifici che consiglio qui sotto li ho scelti in base a recensioni reali, in tutte le fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti confrontali invece su GetYourGuide.

La maggior parte dei visitatori sceglie come base il capoluogo Limenas a nord, da cui è tutto vicino e la sera hai decine di taverne a portata di piedi. Una scelta più economica ma comunque ottimamente valutata, proprio in centro vicino al porto, è l’Hotel Angelica, dove si lodano la vista sul mare e la colazione inclusa. Una categoria più su, ma sempre a un prezzo ragionevole, c’è l’Akti Hotel, con posizione tranquilla sul mare e una terrazza che le coppie valutano fino a 9,8.

Se vuoi una vacanza soprattutto in riva al mare, dirigiti sulla costa orientale verso la Golden Beach (Skala Potamia). A poche decine di metri dalla sabbia trovi i Porto Thassos Apartments & Studios, con padroni di casa eccezionalmente calorosi e pulizie giornaliere, oppure le più moderne Meli Suites, proprio in spiaggia. Nel nord-ovest più tranquillo, con mare basso ideale per i bambini, ti farà piacere l’Hotel Prinos.

Le famiglie con bambini apprezzeranno i grandi resort sulla spiaggia a sud. A Potos c’è l’ampio Alexandra Beach Thassos Spa Resort, con piscine, spa e impianti sportivi, mentre a Limenaria c’è l’Hotel Blue Dream Palace Tripiti Resort, l’unico hotel dell’isola con un proprio parco acquatico. I prezzi dell’alloggio e del cibo qui sono decisamente più convenienti che nelle isole del sud, così ti godrai una settimana di vacanza spendendo il giusto. Qualunque cosa tu scelga, in alta stagione prenota con anticipo.

Dove andare poi

Prima di partire, dai un’occhiata anche ai nostri altri articoli sulla Grecia:

Domande frequenti

Cosa fare sull’isola di Thassos?

L’attrazione principale sono le spiagge, soprattutto Golden Beach per le famiglie, la fotogenica Marble Beach con ciottoli bianchi di marmo e la piscina naturale di Giola. Oltre a fare il bagno, vale la pena girare tutta l’isola in auto, attraversare i villaggi di montagna di Panagia e Theologos, visitare il monastero di Archangelos e i siti archeologici antichi a Limenasu. Gli amanti del buon cibo apprezzeranno l’olio d’oliva locale, il miele e il tsipouro.

Come arrivare a Thassos?

Thassos non ha un aeroporto per voli charter, si raggiunge in auto e traghetto. Il modo più comune per arrivare sull’isola è dal porto continentale di Keramoti, da cui la traversata per Limenasu dura solo 35-40 minuti e i traghetti partono continuamente in alta stagione. La seconda opzione è il traghetto dalla città di Kavala (circa 75 minuti). Gli aeroporti più vicini sono a Kavala e Salonicco.

Quando andare a Thassos?

I periodi migliori sono maggio, giugno e settembre. In primavera l’isola è verde e fiorita, e il mare inizia a essere abbastanza caldo per fare il bagno, mentre a settembre l’acqua è calda come una vasca dopo l’estate e regna la tranquillità. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati, ma comunque è più tranquillo rispetto alle famose isole del sud.

Com’è il mare a Thassos?

Il mare intorno a Thassos è eccezionalmente pulito e cristallino, l’isola ha numerose spiagge con Bandiera Blu. A Golden Beach l’acqua è bassa e calma, ideale per i bambini, mentre a Marble Beach ha un colore turchese quasi neon grazie ai ciottoli bianchi di marmo. Il fondale è a tratti ciottoloso, quindi sono consigliate le scarpe da scoglio.

Perché scegliere Thassos invece delle isole del sud?

Thassos è più verde, più tranquilla e decisamente più economica rispetto alle famose isole del sud. Grazie all’assenza di un grande aeroporto, non arrivano folle dall’Europa occidentale e i prezzi di alloggio e cibo sono dal 40 al 60% più bassi rispetto a Mykonos o Santorini. È particolarmente apprezzata dalle famiglie, dagli amanti della natura e da tutti coloro che vogliono vivere la Grecia autentica senza spiagge affollate.

Quanto è grande Thassos e si può girare in auto?

Thassos è un’isola piuttosto piccola, la strada costiera la circonda in un anello di circa 100 chilometri. Si può quindi girarla comodamente in auto in un solo giorno, anche fermandosi spesso alle spiagge e ai punti panoramici. L’auto è senza dubbio il mezzo di trasporto migliore e permette di raggiungere anche i villaggi di montagna nell’entroterra.

Skiathos, Grecia: 14 migliori cose da vedere e da fare

TL;DRSkiathos, piccola isola greca di 47 km² nel Mar Egeo nord-occidentale, merita una visita soprattutto per la capitale Chora con la fortezza veneziana di Bourtzi, le oltre 60 spiagge (le più belle sono Koukounaries, Lalaria, Banana Beach e Agia Eleni) e il monastero dell’Annunciazione tra le montagne. L’articolo propone 14 spunti concreti, tra cui una gita in barca ai luoghi del film Mamma Mia, i resti del castello di Kastro risalente al XIV secolo e l’avvistamento degli aerei vicino all’aeroporto. Il periodo migliore per andarci è l’estate (intorno ai 30 °C) o la primavera (16-20 °C), mentre da ottobre a dicembre l’isola è battuta da piogge abbondanti. Dall’aeroporto il centro è a 2 km, l’autobus costa 3 euro e la gita in barca andata e ritorno alla spiaggia di Lalaria viene circa 20 euro.

Mamma mia! Non conoscete la piccola isola greca di Skiathos? Allora vi svelo che, anche se non ci siete mai stati, sicuramente avrete intravisto delle parti dell’isola nel famoso film musicale Mamma Mia.

Skiathos è una delle più piccole isole greche (ha solo 47 km²) nel nord-ovest del Mar Egeo, ma offre comunque molti bei posti e divertimenti.

Parti alla scoperta dei pittoreschi vicoli della città con le caratteristiche case bianche e blu, l’infinità di spiagge sabbiose con mare turchese e le colline montuose con la natura greca. Tutto questo accompagnato dalle canzoni degli ABBA, ovviamente. 😊

Quando visitare l’isola greca di Skiathos

Senza dubbio, ti godrai una piacevole vacanza estiva a Skiathos in estate, quando le temperature si aggirano intorno ai 30 °C di giorno e ai 20 °C di notte. Ma se non cerchi le classiche vacanze di relax e nuoto, allora puoi visitare l’isola in primavera, quando le temperature si aggirano tra i 16 e i 20 °C.

Al contrario, sconsiglio di volare a Skiathos da ottobre a dicembre, perché piove molto.

Come arrivare dall’aeroporto

Come già detto, Skiathos è un’isola piccolina e ha anche il suo piccolo aeroporto, che si trova a circa 2 km dal centro della città, quindi la maggior parte dei backpacker (come me) si incammina semplicemente a piedi dall’aeroporto.

Non è affatto lontano, la strada è bella e ha anche un marciapiede, quindi non verrete investiti da qualche greco pazzo in scooter. 😄

Un’altra possibilità è l’autobus, che parte direttamente dal terminal per il porto, ma solo due volte al giorno. Il biglietto dall’aeroporto costa 3 euro. Puoi consultare l’orario sul sito ufficiale.

CONSIGLIO: Puoi utilizzare l’autobus anche per un’escursione in una delle tante spiagge. In tutta Skiathos c’è praticamente una strada principale, le fermate sono numerate da 1 a 26 e l’autobus parte dal capoluogo e si ferma presso le varie spiagge. Il viaggio costa 3 euro.

Se hai molti bagagli e non fai in tempo a prendere l’autobus, allora c’è la possibilità di utilizzare il servizio taxi o un autonoleggio. I taxi si trovano anche subito fuori dal terminal e il viaggio ti costerà dai 7 ai 10 euro.

E se vuoi esplorare l’isola a tutto vapore e non fare affidamento sugli orari greci, allora consiglio di noleggiare un’auto o uno scooter (a condizione che ci sia un guidatore capace tra di voi, io purtroppo non lo sono 😄). Gli uffici degli autonoleggi si trovano anch’essi direttamente in aeroporto.

Dove alloggiare

Come già detto, Skiathos è un’isola molto piccola, quindi non sbaglierai con nessun alloggio: potrai raggiungere tutto rapidamente e facilmente.

Vicino all’aeroporto puoi alloggiare allo Skiathos Holiday Resort. Se cerchi un’alternativa più economica, allora scegli l’Alkmene Studios. Ti godrai un alloggio di lusso al Mystery Skiathos Luxury Residence.

14 consigli su cosa vedere e fare sull’isola di Skiathos

Skiathos mi ha affascinato subito e il suo legame con le riprese di Mamma Mia non fa che aumentare la sua popolarità. Quindi, andiamo a vedere insieme 14 consigli su cosa vedere e fare sull’isola di Skiathos.

Curiosità: Sull’isola c’è un’ora in più rispetto all’Italia.

Visita la città di Chora

Il capoluogo dell’isola, che i locali chiamano Chora, si trova sulla punta sud-orientale dell’isola. La città è fiancheggiata da tipiche case bianche e blu e qui troverai innumerevoli ristoranti e caffè, bar e club, negozi e hotel.

La città è divisa dalla fortezza veneziana di Bourtzi, di cui sono rimaste solo le rovine. Fai una passeggiata per le vie fino a raggiungere la chiesetta di Agios Nicolau e la torre dell’orologio. Da lì puoi goderti la vista sulla città e l’azzurro del Mar Egeo.

Fai una passeggiata nel porto

Troverai il porto proprio vicino alla città e potrai percorrere tutta la promenade Papadiamanti lungo il mare e ammirare le navi e gli yacht dei ricchi ormeggiati. Da qui partono regolarmente anche navi da crociera e traghetti per le isole vicine.

💡 CONSIGLIO: Provate il motore di ricerca di traghetti e il confronto dei prezzi Ferryscanner.

Curiosità: Proprio il molo del porto è noto per le riprese di Mamma Mia. Qui si incontrano per la prima volta tutti e tre i “padri” interpretati da Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgård.

Scopri le meravigliose spiagge di Skiathos

Skiathos vanta più di 60 meravigliose spiagge. Sull’isola troverai spiagge cittadine vicino al centro, che puoi raggiungere facilmente a piedi, oppure spiagge più lontane, ma meravigliose, che devi raggiungere in autobus, scooter o auto.

Tra le spiagge più belle dell’isola di Skiathos ci sono:

  • Spiaggia di Koukounaries,
  • spiaggia di Krifi Ammos,
  • spiaggia di Agia Eleni,
  • spiaggia di Lalaria,
  • spiaggia di Achladies,
  • spiaggia di Kastro,
  • spiaggia di Banana,
  • spiaggia di Achladies,
  • spiaggia di Kanapista,
  • spiaggia di Vassilias,
  • spiaggia di Xanemos (attenzione, questa spiaggia è nudista).

Noleggia una barca e visita la spiaggia di Lalaria

La spiaggia di Lalaria è una delle spiagge più belle dell’isola e parte del suo fascino è che si può raggiungere solo in barca. Puoi noleggiare una barca (per una barca più piccola è sufficiente la patente di guida europea) oppure puoi prenotare un’escursione in barca per la spiaggia.

Le barche di tutte le compagnie di solito partono 2 volte al giorno e pagherai circa 20 euro per il viaggio di andata e ritorno. Puoi scegliere tra le offerte di gite in barca su GetYourGuide.

La spiaggia è di ciottoli ed è circondata da alte scogliere su tutti i lati. Lo scenario della spiaggia è completato dal famoso arco di roccia, che se lo attraversi 3 volte, sarai giovane e bello per sempre.

A causa della sua distanza, la spiaggia non ha attrezzature né ristoranti, quindi porta con te uno spuntino. L’ingresso in acqua è relativamente ripido, ma si può fare snorkeling. Non c’è nemmeno molto spazio per ripararsi dal sole, quindi pensa anche a una protezione SPF sufficiente.

Nei dintorni di Lalaria troverai anche grotte con pareti turchesi. Puoi prenotare un’escursione in barca a queste grotte.

Visita la vicina isola di Skopelos

Se esalto Skiathos per Mamma Mia, non devo dimenticare la vicina isola di Skopelos. Su quest’isola è stato girato anche il musical. In sostanza, qui troverai le stesse cose di Skiathos: città, spiagge, natura, ristoranti e scenari per Mamma Mia.

Il traghetto parte regolarmente per l’isola . Puoi fare una gita di un giorno o anche per più notti. Un’alternativa è una gita in barca, che descrivo nel punto successivo.

Gita Mamma Mia

Se mentre leggi questo articolo non ti suona in testa una canzone degli ABBA, allora sto facendo qualcosa di sbagliato.😀 Consiglio vivamente di prenotare una gita in barca Mamma Mia, offerta da quasi tutte le compagnie locali. Puoi facilmente prenotare una gita anche tramite GetYourGuide.

Basta fare una passeggiata lungo la promenade Papadiamanti, dove non si possono non notare le bancarelle con le escursioni. Tutte le gite Mamma Mia sono sostanzialmente abbastanza simili in termini di programma e prezzo. Tuttavia, tieni presente che il programma potrebbe essere modificato a causa del tempo o delle onde (cosa che è successa anche a me).

Ho acquistato una gita di un’intera giornata che includeva una visita alla città di Skopelos, alla spiaggia di Lalaria, alle vicine grotte turchesi e alla chiesa di Agios Iannis, dove si è svolto il matrimonio del film Mamma Mia. Ma a causa del forte vento non ho avuto la possibilità di vedere Lalaria e le grotte, cosa che mi è dispiaciuta molto (beh, se non c’è altro modo, volerò di nuovo lì 😄).

Invece, ho visitato la spiaggia di Kastani, dove è stata girata la scena con il duetto di Sophie e Skye, che si conclude con una fantastica esibizione di ballo di molti muscolosi con gli snorkel. 😍 E posso dire che la scogliera con la chiesa di Agios Iannis è anche un posto assolutamente meraviglioso.

Spotting di aerei

L’aeroporto di Skiathos è noto come la Sint Maarten europea, poiché ha una pista corta e subito dopo puoi osservare i decolli e gli atterraggi degli aerei. Gli aerei ti sembrano volare proprio sopra la testa.

CONSIGLIO: Prima di andare a osservare gli aerei, controlla le informazioni sui voli sul sito web Flightradar24.

Shopping nei negozi locali

Skiathos è piena di pittoreschi negozi con prodotti locali come gioielli, spezie, borse, scarpe, vestiti, cinture o altri souvenir. Puoi semplicemente ammirare o fare acquisti (dipende se hai abbastanza spazio nello zaino 😊).

Vai a una proiezione di un cinema estivo

Se non ne hai ancora abbastanza di Mama Mia (è possibile? 😄), allora puoi visitare il famoso cinema estivo e guardare questo film anche con un’esibizione di ballo dal vivo. A volte danno anche altri film.

Puoi trovare il programma sul loro Instagram o Facebook, i biglietti possono essere acquistati in loco.

Visita la casa dello scrittore greco

A Skiathos visse il famoso scrittore greco Alexandros Papadiamantis, la cui casa è ora un museo dedicato alla sua vita.

Google Maps.

Monastero dell’Annunciazione della Vergine Maria

Uno dei luoghi più visitati dell’isola è il monastero dell’Annunciazione della Vergine Maria. Il monastero si trova tra le montagne ed è un gioiello dell’architettura greca. Il suo interno è decorato con affreschi dell’arte greca.

Rovine del castello di Kastro

Nella parte più settentrionale dell’isola troverai il castello di Kastro del XIV secolo o, meglio, ciò che ne è rimasto. Gli edifici conservati che si trovano oggi sono le chiese di Gennisi tou Christou e Agios Nikolaosa e il cancello d’ingresso.

Trekking in un paesaggio incontaminato

Se sei un amante delle vacanze attive, allora Skiathos non ti deluderà. L’isola è piena di sentieri escursionistici segnalati che conducono attraverso la natura, i vigneti, gli uliveti o le pinete.

Fatti fare un tatuaggio

E se vuoi portare a casa un ricordo permanente della tua visita a Skiathos, allora visita l’unico salone di tatuaggi dell’isola, che è Inkspiration Tattoo (ovviamente l’ultimo giorno di vacanza, così puoi fare il bagno in mare 😄).

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Dove alloggiare a Skiathos
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Cosa assaggiare

La cucina greca non ha bisogno di presentazioni e puoi assaggiare i suoi piatti tipici anche a Skiathos:

  • Gyros: Carne grigliata servita con pita e tzatziki (utile dopo le notti passate a ballare nei club locali). CONSIGLIO: Puoi trovare un ottimo gyros nel centro della città nella Taverna Folia.
  • Moussaka: Piatto a strati con patate e carne macinata simile alle lasagne.
  • Souvlaki: Pezzi di carne grigliata su uno spiedino.
  • Insalata greca: insalata di pomodori tagliati grossolanamente, cetrioli tagliati a pezzi, cipolla, formaggio feta e olive, con sale, origano e olio d’oliva.

Ci sono molti ristoranti in città, quindi non devi aver paura di sederti in uno di essi. Personalmente, posso consigliare la già citata Taverna Folia, poi il ristorante Primavera e Bourtzi.

Attenzione: Sull’isola bevi solo acqua in bottiglia, non acqua del rubinetto.

Dove andare per la vita notturna

Se cerchi posti dove bere qualcosa o dove ballare tutta la notte, allora Skiathos ha qualcosa da offrire in questo senso. La maggior parte dei club e dei bar si trova in via Papadiamanti e la maggior parte dei locali ha ogni giorno i suoi happy hour sui prezzi delle bevande.

Tuttavia, è importante tenere presente che i greci hanno un orologio biologico diverso e il divertimento inizia solo dopo le due del mattino. 😴

Tra i club locali più popolari ci sono:

  • Pure,
  • Jaguar,
  • Borzoi,
  • Bad boys club,
  • Apotheke club,
  • De facto,
  • Totem.

Posso anche consigliare le barche da festa, che durante l’estate partono sempre un giorno alla settimana (di solito il sabato) in mare aperto al tramonto. A bordo c’è un bar, una pista da ballo e un DJ.

Domande frequenti:

Come arrivo a Skiathos?

Il modo più semplice è volare con un volo diretto da Praga a Skiathos.

Come arrivare da Skiathos a Skopelos?

C’è un traghetto regolare tra le isole. Puoi anche usufruire di una gita in barca.

u003cstrongu003eQuali sono le migliori spiagge di Skiathos?u003c/strongu003e

Skiathos è nota per le sue bellissime spiagge. Tra le più popolari ci sono Koukounaries, Banana Beach e Lalaria. Ognuna di esse ha il suo fascino unico.

Dove si trova Skiathos?

Skiathos è una piccola isola greca nel nord-ovest del Mar Egeo. È l’isola più occidentale del gruppo di isole delle Sporadi settentrionali.

Creta, Grecia: 34 consigli su cosa vedere e fare

TL;DRCreta, la più grande isola greca visitata ogni anno da oltre 4,7 milioni di turisti, offre 34 idee tra cui il palazzo di Cnosso vicino a Heraklion, l’isola di Spinalonga con l’ex lebbrosario, la gola di Samaria e le spiagge di Elafonissi con la sabbia rosa o di Balos con la sua laguna rocciosa. Il periodo migliore per visitarla va da maggio a ottobre, quando l’isola conta fino a 300 giornate di sole all’anno; il mese più caldo è agosto, con circa 30 °C nell’aria e 25 °C in acqua. Se vuoi trovare meno turisti e prezzi più bassi, punta su giugno o settembre. Il biglietto per Cnosso costa tra 15 e 20 euro, a seconda che includa anche il museo, e per scoprire l’isola con i suoi siti antichi, le fortezze veneziane e i villaggi di montagna come Anogeia ti servono più di sette giorni.

Creta è l’isola più grande della Grecia e una delle mete più amate: ogni anno Creta, in Grecia, accoglie oltre 4,7 milioni di turisti. Io ci sono stata la prima volta da bambina e ciò che mi è rimasto più impresso sono stati i racconti sulla civiltà minoica e poi quell’isolotto legato alla cura della lebbra. Per una bambina di dieci anni la lebbra era una malattia quasi affascinante. 😁

Prima di iniziare a leggere l’articolo sulla vacanza a Creta, dovresti sapere che secondo gli antichi miti greci l’isola è considerata il luogo di nascita del dio Zeus. Nel nostro articolo scoprirai quando conviene partire per Creta, cosa vedere, cosa fare e dove alloggiare.

Meteo a Creta, Grecia: quando andare

Creta è la meta ideale per una vacanza estiva, soprattutto nel periodo da maggio a ottobre. Grazie alla sua posizione geografica tra Europa e Africa, gode di ben 300 giorni di sole all’anno.

L’alta stagione turistica coincide con le vacanze estive: agosto è il mese più caldo, con temperature dell’aria intorno ai 30 °C e dell’acqua attorno ai 25 °C. Proprio in questo periodo, però, a Creta i prezzi sono più alti e i turisti più numerosi.

Se vuoi evitare la folla e i prezzi elevati, parti a giugno o a settembre. Se ti interessa sapere qual è la temperatura del mare a Creta mese per mese, trovi tutto riassunto qui sotto nella tabella:

MeseTemperatura media dell’ariaTemperatura media dell’acqua
Gennaio15 °C16,6 °C
Febbraio15 °C15,9 °C
Marzo17 °C15,9 °C
Aprile20 °C16,8 °C
Maggio23 °C19,6 °C
Giugno27 °C23,1 °C
Luglio28 °C25,8 °C
Agosto29,9 °C26,5 °C
Settembre27,5 °C25,5 °C
Ottobre23 °C23,3 °C
Novembre18,9 °C20,9 °C
Dicembre14,8 °C18,4 °C

Dove alloggiare a Creta? I migliori resort

💡 Consiglio per alloggio ed esperienze: preferiamo cercare gli alloggi su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Gli hotel che ti consiglio più avanti li ho scelti in base a recensioni reali in tutte le fasce di prezzo. Escursioni, gite in barca e biglietti confrontali invece su GetYourGuide.

Creta è grande, quindi conviene scegliere la regione in base a ciò che vuoi vedere. Per l’atmosfera dirigiti a ovest verso Chania, il cui centro storico veneziano e il porto sono tra i più belli della Grecia. Per soggiornare in una casa del XV secolo c’è il boutique Serenissima Boutique Hotel, mentre proprio sul vecchio porto trovi il Domus Renier Boutique Hotel.

Se parti con i bambini, punta sui resort per famiglie lungo la costa. Vicino a Rethymno ti conquisterà l’all-inclusive Aquila Rithymna Beach, su una lunga spiaggia con bandiera blu, oppure il Rethymno Mare & Water Park con parco acquatico proprio. Nella zona di Heraklion c’è il grande Creta Maris Resort con 17 piscine e un parco acquatico.

Per esplorare Cnosso e il centro dell’isola, una scelta economica e pratica è il Kastro Hotel, a due passi dal centro di Heraklion. Il lusso più tranquillo lo trovi invece a est, nel Lasithi, con vista sul golfo di Mirabello: nell’adults-only Domes Aulus Elounda, Curio Collection by Hilton o al Minos St. Nicolas Bay Resort su una penisola privata. In alta stagione prenota con largo anticipo.

Vacanza a Creta in Grecia: dove trovare i pacchetti migliori

Il modo più semplice per cercare un pacchetto vacanza a Creta è affidarsi a portali di comparazione affidabili, dove puoi confrontare le offerte di diversi tour operator e verificare i prezzi in tutta trasparenza. Su piattaforme come Invia confronti facilmente i prezzi tra le varie agenzie, con la sicurezza che siano operatori verificati.

Se invece preferisci organizzarti in autonomia, non dimenticare di dare un’occhiata al nostro articolo su come trovare voli economici. Verso Creta partono voli diretti e con scalo dall’Italia: in estate le compagnie come ITA Airways, Ryanair ed easyJet collegano diverse città italiane con gli aeroporti di Heraklion e Chania.

Cosa dovresti sapere su Creta: i punti chiave della storia

L’isola fu la culla di una delle civiltà europee più antiche: la civiltà minoica, nata intorno al 2000 a.C. e giunta al suo apice tra il 1700 e il 1450 a.C.

Questa epoca è nota per la costruzione di palazzi monumentali, come Cnosso, e per raffinate innovazioni culturali e tecnologiche. Dopo il crollo della civiltà minoica, intorno al 1100 a.C., Creta attraversò un periodo di declino e in seguito fece parte di molti imperi, tra cui quello romano, bizantino e ottomano. In epoca moderna Creta è entrata a far parte della Grecia indipendente.

Creta è stata plasmata da diverse forze culturali e politiche, e questo si riflette nella sua ricca storia e nel patrimonio archeologico. Dai tempi degli antichi greci e romani, passando per l’impero bizantino, il periodo arabo e veneziano, fino al dominio turco: Creta è stata testimone di molti cambiamenti. Ognuna di queste epoche ha lasciato la propria impronta sull’isola, visibile nell’architettura, nell’arte e nelle tradizioni locali.

Nel XX secolo Creta fu teatro di importanti eventi militari durante la Seconda guerra mondiale e in seguito si unì alla Grecia moderna, cosa che portò al suo sviluppo economico e alla crescita del turismo.

Cosa vedere e fare a Creta?

Ti stai chiedendo cosa vedere a Creta? E cosa fare in coppia o con i bambini? Oppure ti domandi perché andare proprio a Creta? Le cose da fare sono davvero tante, tanto che una settimana di vacanza non ti basterà di certo se vuoi realizzare anche solo metà delle idee della nostra lista.

Andiamo a scoprire i consigli sui luoghi più belli e sulla spiaggia più bella di Creta, sui monumenti che vale la pena visitare, sui trekking più amati e sulle gite ai villaggi pittoreschi o alle isole vicine.

Creta: i monumenti più interessanti

Come ho già accennato, Creta è fortemente legata alla civiltà minoica e ai miti dell’antica Grecia. Ma non è tutto: come ti ho scritto all’inizio, qui c’è anche un’isola dove in passato venivano curate le persone affette da lebbra.

Il Palazzo di Cnosso

Il Palazzo di Cnosso è uno dei monumenti più visitati e importanti di Creta e di tutta la Grecia. Un tempo fu probabilmente il principale centro della civiltà minoica.

Il primo palazzo sorse già nel XIX secolo a.C., mentre il suo massimo splendore si ebbe intorno al 1400 a.C. Oggi sul posto si possono vedere estesi resti, riportati alla luce nel XX secolo, ed è stata costruita anche una parziale ricostruzione del palazzo. L’area archeologica si estende su circa 2 ettari, non lontano dal capoluogo Heraklion.

Cnosso è facilmente raggiungibile dal centro di Heraklion, da dove parte l’autobus urbano della linea 2 ogni 30 minuti. Il biglietto costa 1,50 EUR ed è disponibile in edicola o al distributore automatico. I biglietti d’ingresso li acquisti facilmente su GetYourGuide: vista la popolarità di questa attrazione, ti consigliamo di comprarli online in anticipo per non fare la fila.

IngressoOrari di apertura
15 EUR (area), 20 EUR (con museo)Novembre – Marzo: 8:00 – 17:00, Aprile – Ottobre: 8:00 – 20:00

Festòs

Il sito archeologico e il palazzo minoico di Festòs (noto anche come Phaistos) fu costruito su una collina, da cui si gode di una splendida vista panoramica sui dintorni.

Festòs era la seconda città minoica più grande e un importante centro amministrativo della Creta centro-meridionale. La sua influenza si estendeva fino alle zone di Amari e Agios Vassilios, nella regione di Rethymno, e a tutta la parte meridionale della prefettura di Heraklion.

Una leggenda narra che la città sia stata fondata da Festòs, figlio di Eracle. Omero racconta che la città partecipò alla guerra di Troia sotto la guida di Idomeneo, re di Cnosso e di tutta Creta.

Gortina

Il sito archeologico di Gortina si trova a circa un chilometro oltre il villaggio di Agii Deka, sulla strada principale che va da Heraklion verso Mires, Timbaki e Agia Galini.

Gortina era già abitata in epoca minoica, ma divenne una delle città-stato più potenti solo all’epoca dei Dori, per poi diventare capitale dell’isola di Creta in epoca romana.

Gli scavi comprendono i resti della basilica di San Tito, dell’Odeon romano con la celebre iscrizione delle leggi cittadine del V secolo a.C., di un piccolo teatro greco e dell’antica acropoli.

Oltre al sito principale, puoi visitare anche altri monumenti, come il santuario delle divinità egizie Iside e Serapide, il tempio di Apollo Pizio, la guardia pretoriana romana, le terme e il teatro romano.

Rethymno

Rethymno, con oltre 30 mila abitanti, è la terza città più grande di Creta e allo stesso tempo una delle principali località turistiche. Si trova quasi a metà strada tra Heraklion e Chania. La città ha un bellissimo vecchio porto, un piccolo centro storico con vicoli stretti, una massiccia fortezza risalente all’epoca della Repubblica di Venezia e il più lungo sistema di spiagge di Creta.

La spiaggia sabbiosa di Rethymno inizia a poche decine di metri dal vecchio porto e prosegue attraverso le località di Perivolia, Platanes, Adelianos Kampos fino a Sfakaki, raggiungendo una lunghezza di oltre 9 km. Questa spiaggia è adatta ai viaggiatori senza troppe pretese che vogliono stare al centro dell’azione ed è costeggiata da hotel ad appartamenti bassi, taverne e bar.

Cosa vedere a Rethymno:

  • Fortezza (Fortezza): la più grande fortezza veneziana di Creta, che domina la città e il mare.
  • Porto veneziano: una parte pittoresca del centro storico con la passeggiata e il faro costruito dagli egiziani nel XIX secolo.
  • Fontana Rimondi: una decorativa fontana veneziana del XVII secolo situata nel cuore del centro storico.

L’isola di Spinalonga

All’inizio ti ho raccontato che, quando venni qui da bambina, ciò che mi colpì di più fu l’isola dove venivano curate le persone affette da lebbra.

E quell’isola è proprio Spinalonga, un piccolo isolotto nella baia di Elounda, a est di Creta.

Qui puoi visitare i resti ben conservati di una fortezza veneziana della fine del XVI secolo, costruita per proteggere la baia e il porto di Elounda dalle incursioni ottomane. La fortezza fu infine conquistata dai turchi nel 1715, dopo oltre 70 anni di assedio.

Dopo la partenza dei turchi da Creta nel 1905, su Spinalonga fu istituito un lebbrosario per le persone malate di lebbra. Il lebbrosario fu uno degli ultimi d’Europa e fu chiuso nel 1954.

All’isola si arriva facilmente con un’escursione organizzata dalla tua agenzia oppure, come abbiamo fatto noi, tramite il portale GetYourGuide, o ancora del tutto in autonomia. L’ingresso alla fortezza costa 8 EUR.

All’isola si può arrivare solo in barca, e solo nella stagione estiva da maggio a ottobre. I traghetti turistici regolari partono da tre punti: la località di Agios Nikolaos, la località di Elounda e il villaggio di Plaka.

Il monastero di Arkadi

Il monastero di Arkadi si trova a sud-est di Rethymno ed è oggi un importante santuario ortodosso. Il monastero ebbe un ruolo chiave nella storia della resistenza cretese contro il dominio ottomano, in particolare durante la rivolta del 1866.

In quel periodo qui trovarono rifugio 943 greci, per lo più donne e bambini, che preferirono sacrificarsi piuttosto che arrendersi, facendo esplodere i barili di polvere da sparo. Secondo la tradizione il monastero fu fondato dal monaco Arcadio, anche se la data esatta di fondazione non è nota. Il complesso attuale risale al XVI secolo.

Il monastero è aperto dalle 9 alle 20, con funzioni religiose quotidiane alle 6 e alle 18. All’interno del complesso ci sono un piccolo negozio di souvenir e una caffetteria.

Il monastero di Agia Triada

L’incantevole monastero bizantino della Santissima Trinità, noto anche con il nome di Tzagaroli dai due fratelli che lo costruirono nel XVII secolo. Il monastero si trova sul pendio della penisola di Akrotiri, a pochi chilometri dalla città di Chania.

Non ti sorprenderà sapere che questo monastero è considerato uno dei più belli di tutta Creta e rientra senza dubbio tra i monumenti più interessanti dell’isola.

Il monastero di Moni Preveli

Il monastero di Moni Preveli, situato a 37 km a sud di Rethymno a Creta, si trova in un paesaggio splendido con vista sul mar Libico e su un’esotica foresta di palme. Il monastero è formato da due complessi edilizi separati, “Piso” e “Kato Monastiri”, distanti tra loro circa 2 km.

La leggenda vuole che il monastero sia stato fondato durante il periodo veneziano, come la maggior parte dei monasteri cretesi. In questo luogo un tempo sorgevano due monasteri più grandi e molti più piccoli, poi uniti nel grande monastero di Preveli. Una serie di abati appassionati ed energici rese il monastero uno dei più ricchi di Creta occidentale. Il monastero di Preveli contribuì inoltre in modo significativo a tutte le lotte di liberazione dell’isola contro l’Impero ottomano.

“Kato Monastiri” è il primo edificio che visiti arrivando da Rethymno ed è dedicato ad Agios Ioannis Prodromos. Oggi è completamente abbandonato. “Piso Monastiri” è invece più conosciuto dai visitatori ed è dedicato ad Agios Ioannis Theologos. Purtroppo nessuna delle strutture originarie si è conservata, perché quelle che i turchi non distrussero furono deformate dalle ristrutturazioni.

Tra le reliquie più preziose del monastero ci sono il dipinto di Cristo “Re dei Re”, opera del pittore Mix. Preveli del 1750, l’icona di San Giovanni Teologo del XIII secolo, un lampadario d’argento nella chiesa di Theologos con un vangelo dorato e un calice, e un lampadario di bronzo in stile russo del 1908 realizzato a Mosca.

Inoltre qui si conserva una croce d’argento con un frammento di legno sacro. Per chi vuole saperne di più sulla storia e sull’attività del monastero, sono disponibili l’Archivio e il registro catastale del monastero. Il declino del monastero di Preveli iniziò dopo il 1960 e oggi è attivo con un solo monaco.

Il Museo archeologico di Heraklion

Il museo si trova nel centro storico di Heraklion ed è un’attrazione amata sia dagli abitanti del posto sia dai turisti. L’edificio del museo fu progettato da Patroklos Karantinos e costruito tra il 1935 e il 1958 sul sito del monastero veneziano di San Francesco, distrutto nel 1856 da un terremoto.

Nel museo si possono ammirare reperti che vanno dal periodo neolitico (7000 a.C.) fino all’epoca romana (200 d.C.), e puoi anche approfondire la cultura minoica di Creta.

Tra i principali reperti c’è il Disco di Festòs, datato al secondo millennio a.C., con l’irrisolto mistero dei simboli sconosciuti impressi sulla sua superficie. Altri reperti degni di nota sono i gioielli minoici, come collane, orecchini e diademi, che mostrano una notevole maestria artigianale e una lavorazione ricca di dettagli.

I biglietti li puoi acquistare facilmente su GetYourGuide oppure direttamente sul posto, ma in estate potresti trovare file per l’ingresso.

Il Museo etnografico di Chania

Il Museo etnografico di Chania si trova nel centro storico di Chania, in via Halidon, accanto alla chiesa cattolica. Il museo offre ai visitatori uno sguardo sulla vita tradizionale degli abitanti dell’isola durante il XVIII e il XIX secolo.

Qui i visitatori possono vedere una collezione di strumenti, materie prime e prodotti dell’artigianato domestico tradizionale, della piccola industria e della vita rurale. Il museo espone inoltre modelli di mestieri rurali e arti domestiche, oltre a esempi di un tipico interno di casa di campagna. Il museo mostra anche un laboratorio che fa rivivere l’arte del ricamo cretese, dove si creano quadri ricamati.

Le spiagge più belle di Creta

A Creta probabilmente non vai solo per i monumenti, ma vorrai anche scoprire i posti più belli dove fare il bagno. Andiamo a vedere quali sono le spiagge più belle di Creta.

Elafonissi – la spiaggia di Creta con la sabbia rosa

Elafonissi, a Creta, è celebre per il suo mare turchese cristallino e per la spiaggia dalla sabbia rosa. Una duna di sabbia larga circa 200 metri collega la terraferma alla piccola isola di Elafonisi, creando una spiaggia lunga circa 400 metri, con accesso al mare da entrambi i lati.

La spiaggia è ideale per le famiglie con bambini, perché l’acqua è bassa e calma; inoltre offre servizi come noleggio di lettini e ombrelloni, docce, un piccolo bar e una taverna.

L’isola di Elafonisi è lunga circa 1 km e offre tante piccole calette e panorami stupendi. Grazie alla lontananza dalle grandi città, al mattino e alla sera c’è pochissima gente.

A circa 2 km da Elafonisi si trova la fotogenica spiaggia di Kedrodasos, con mare basso e cristallino e panorami magnifici. Elafonisi ospita anche diverse specie rare di piante e animali, tra cui cespugli di ginepro, gigli di mare e, raramente, la tartaruga caretta caretta.

Elafonisi si trova a ovest di Creta, in una zona isolata, e si raggiunge al meglio in auto. Da Chania dista 76 km e da Heraklion 211 km. L’ultimo tratto di strada percorre stradine strette e tortuose e vicino alla spiaggia c’è un parcheggio a 5 EUR al giorno. Gli autobus da Chania vanno a Elafonisi una volta al giorno, con partenza intorno alle 9:00 e ritorno da Elafonisi verso le 16:00. Il viaggio dura circa 2 ore e il biglietto di andata e ritorno costa 11 EUR.

La spiaggia di Balos

La spiaggia di Balos, a Creta, è uno dei luoghi più fotogenici dell’isola e offre condizioni ideali per fare il bagno lontano dal trambusto di località e città. Una duna di sabbia collega la penisola di Gramvousa alla piccola isola rocciosa di Tigani e crea una laguna perfetta per le famiglie con bambini piccoli.

Verso il bordo della laguna il mare diventa più profondo e assume una colorazione azzurra e cristallina. L’intera zona è protetta ed è habitat delle tartarughe marine caretta, di cormorani e di falchi.

Se decidi di venire qui, ti consigliamo di partire di primo mattino. Vicino alla spiaggia c’è un solo piccolo bar che in stagione mette a disposizione un numero limitato di lettini e ombrelloni.

A Balos si arriva in auto dalla località di Kissamos: la strada è ben segnalata, ma l’ultimo tratto è sterrato e richiede un pedaggio di 1 EUR. In alternativa, da Kissamos vengono organizzate gite giornaliere in barca, durante le quali di solito si fa sosta sull’isolotto di Gramvousa, con la fortezza veneziana costruita tra il 1579 e il 1582.

La spiaggia di Falassarna

La spiaggia di Falassarna, situata sulla costa occidentale di Creta, è una delle spiagge più belle dell’isola.

È caratterizzata da un’ampia distesa di sabbia fine e chiara con qualche piccolo ciottolo qua e là ed è circondata da un paesaggio piuttosto scenografico.

Sulla spiaggia sono disponibili docce, lettini e ombrelloni; ci sono anche piccoli bar dove concederti un drink o uno spuntino. È uno dei posti migliori dell’isola per ammirare i tramonti.

Il modo più semplice per raggiungere la spiaggia di Falassarna è l’auto. La spiaggia dista 14 km dalla località di Kissamos e 52 km da Chania. Da Kissamos il percorso è ben segnalato e porta a un parcheggio proprio vicino alla spiaggia, dove parcheggiare è gratuito. In estate ci sono autobus KTEL regolari per la spiaggia da Chania, con biglietto di sola andata di circa 8,50 EUR.

La spiaggia di Vai

La spiaggia di Vai, nota anche come spiaggia delle Palme, si trova all’estremità orientale di Creta ed è circondata da dolci colline. È celebre per lo splendido palmeto di palme da dattero, uno dei simboli di tutta Creta.

Questo palmeto è unico perché le palme crescono qui in modo naturale, a differenza di altri luoghi di Creta dove sono piantate artificialmente. La maggior parte del palmeto è recintata, ma la parte più vicina alla spiaggia è liberamente accessibile al pubblico.

La spiaggia è ricoperta di sabbia bianca e fine e ha un ingresso in mare graduale, con piccoli ciottoli colorati. C’è tutto ciò che serve per una piacevole giornata in spiaggia: docce, ristoranti, servizi igienici e negozietti.

Vicino alla spiaggia c’è un grande parcheggio, a pagamento in alta stagione al costo di 3 EUR al giorno, mentre fuori stagione il parcheggio è gratuito.

La spiaggia di Matala

La spiaggia di Matala, sulla costa meridionale di Creta, è uno dei luoghi più belli dell’isola, noto soprattutto per il monumentale massiccio roccioso che la circonda.

In una delle scogliere si trovano decine di piccole grotte, scavate artificialmente intorno al 2000 a.C. – una curiosità: negli anni ’70 del Novecento queste grotte furono occupate dai membri del movimento hippie.

Matala è tra le località più piccole e tranquille: la maggior parte delle costruzioni sono hotel, appartamenti o pensioni. A Matala si arriva facilmente in auto da Heraklion, con un viaggio di circa un’ora e un quarto. Da maggio a ottobre da Heraklion partono anche autobus 3-4 volte al giorno; il biglietto di sola andata costa circa 8,50 EUR e il viaggio dura 2 ore.

La spiaggia di Seitan Limania

Un’altra spiaggia davvero meravigliosa di Creta è Seitan Limania. Questa spiaggia incantevole, nota anche come “il porto del diavolo”, è circondata da alte scogliere e, come puoi vedere nella foto, ha un’acqua perfettamente cristallina.

La trovi non lontano da Chania, sulla penisola di Akrotiri, ed è facilmente raggiungibile con 30 minuti d’auto dalla città di Chania, con parcheggio gratuito che può ospitare circa 30-40 auto: proprio per questo parti in anticipo, così non rischi di dover tornare indietro perché non trovi posto.

Il tragitto a piedi dal parcheggio alla spiaggia dura circa 15-20 minuti. Vicino alla spiaggia non ci sono negozi né servizi igienici, quindi devi portare con te tutto ciò di cui hai bisogno.

La spiaggia di Stavros

La spiaggia di Stavros, a Creta, nota anche come spiaggia di Zorba, si trova all’angolo nord-orientale di Akrotiri, vicino a Chania. La spiaggia è diventata famosa in tutto il mondo grazie al film “Zorba il greco“, girato qui negli anni ’60. Oggi è popolare soprattutto per il suo aspetto: sabbia dorata bellissima, acqua cristallina ed è estremamente fotogenica.

Intorno alla spiaggia c’è tutto ciò che ti serve: ristoranti, servizi igienici pubblici, puoi noleggiare i lettini e a entrambe le estremità della spiaggia ci sono docce e cabine per cambiarsi. Il noleggio dei lettini a Stavros è piuttosto caro (25-30 € per due lettini e un ombrellone).

La spiaggia di Frangokastello

La spiaggia di Frangokastello è tra le più belle di Creta ed è dominata da un castello veneziano medievale. Questa bellissima spiaggia, situata in una valle ai piedi delle Montagne Bianche, si trova a 13 km a est di Chora Sfakion e a 80 km a sud-est di Chania. Vicino alla spiaggia puoi parcheggiare facilmente e gratuitamente.

È amata anche dalle famiglie con bambini piccoli, perché l’acqua è bassa e calma. In più c’è tutto ciò che serve per un piacevole soggiorno al mare con i bambini: ristoranti, servizi igienici e negozi.

Una breve passeggiata di 300 metri a est della spiaggia principale ti porta alla spettacolare spiaggia di Orthi Ammos, famosa per le sue dune di sabbia.

Triopetra

Un’altra spiaggia stupenda che non può mancare nella lista delle più belle di Creta è Triopetra. Il nome Triopetra significa Tre Rocce e deriva dalle formazioni rocciose che si ergono dal mare. La spiaggia si trova a circa 50 km a sud della città di Rethymno e a 13 km a sud-ovest del villaggio di Akoumia.

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Consigli sulle gite a Creta

Non vuoi solo poltrire in spiaggia, ma ti piacerebbe scoprire un po’ di più l’isola? Qui sotto trovi i nostri consigli preferiti sulle gite a Creta.

La gola di Samaria – trekking di 5-7 ore

Se ami i trekking e vai a Creta fuori dai periodi più caldi, vai senz’altro alla gola di Samaria.

La gola è nota come rifugio del raro kri-kri, una specie di capra selvatica cretese che si trova quasi esclusivamente in questa zona e su un’isola vicina.

La camminata nel Parco Nazionale di Samaria è lunga 13 km, ma bisogna percorrere altri due chilometri dall’uscita del parco fino ad Agia Roumeli, il che allunga il trekking totale a 15 km (5-7 ore). La parte più famosa della gola è il tratto noto come le Porte, dove le pareti si restringono a una larghezza di appena quattro metri e si innalzano fino a quasi 300 metri.

Il villaggio di Samaria si trova proprio all’interno della gola e fu abbandonato nel 1962 per far posto al parco. Sia il villaggio sia la gola prendono il nome dall’antica chiesa del villaggio, Óssia María.

DettaglioInformazione
Orari di apertura07:00 – 15:00 (tutti i giorni, dal 1° maggio al 31 ottobre)
Dalle 15:00 al tramonto solo 2 km di camminata
Ingresso5 € a persona
Bambini sotto i 15 anni gratis
Altre noteConserva il biglietto per il controllo all’uscita
Dove comprare i bigliettiSul posto o tramite GetYourGuide.

La gola di Imbros – l’alternativa per le famiglie con bambini

La gola di Imbros (in greco Φαράγγι Ίμπρου) è un’alternativa meno frequentata alla più famosa gola di Samaria a Creta. Questa splendida gola rocciosa è ideale per una camminata più breve, ma altrettanto bella. È quindi adatta alle famiglie con bambini.

Il sentiero principale parte dal villaggio di Imbros e termina a Komitades. La lunghezza totale del percorso è di 8 km con un dislivello di circa 500 metri, il che significa che un escursionista medio lo percorre in 2,5 ore, comprese le soste per le foto e per uno spuntino (che devi portarti da solo).

La parte più stretta della gola misura appena 1,6 metri, mentre le pareti del canyon raggiungono i 300 metri d’altezza. Grazie a questo godrai di panorami magnifici e, anche in questa gola, potrai osservare le capre selvatiche!

La gola di Imbros è aperta tutto l’anno, ma l’ingresso si paga solo da maggio a fine ottobre, ed è di 2,50 euro a persona adulta.

L’ingresso alla gola si trova a circa 1 km dal villaggio di Imbros, dove è possibile parcheggiare gratuitamente. Attenzione alle numerose taverne del villaggio che attirano i turisti con l’offerta di “ingresso alla gola”: in realtà l’ingresso principale è altrove!

Mappa dei luoghi da vedere per il telefono

Anogeia

Un’altra bella gita, che puoi organizzare tramite un’agenzia o tramite GetYourGuide, è quella al pittoresco villaggio di Anogeia, che trovi sul pendio del monte Psiloritis a 700 metri di quota.

E perché andare proprio qui? Questo villaggio ti mostrerà Creta sotto una luce un po’ diversa. Qui puoi ammirare l’arte e l’artigianato popolare tradizionale e, soprattutto, la musica cristiana locale, a cui Creta è fortemente legata.

Nella prima settimana di luglio qui si tiene il festival musicale “Iakinthia”, a cui hanno preso parte grandi nomi della musica cretese come Nikos Xylouris e Vasilis Skoulas, entrambi originari di Anogeia.

Per gli amanti della speleologia, nei dintorni di Anogeia ci sono grotte poco conosciute, come la grotta di Sfendoni, che vanta stalattiti e stalagmiti rare e suggestive. Si trova nel vicino villaggio di Zoniana.

Loutro

Un’altra gita molto bella è quella in barca al villaggio di Loutro. Le sue case bianche contrastano alla perfezione con la splendida natura circostante. Il posto è “perfetto da cartolina” e durante la visita quasi certamente non smetterai di scattare foto.

Corso di cucina a Lefka Ori

Ami la cucina greca? Prenota tramite GetYourGuide un corso di cucina nelle Montagne Bianche (Lefka Ori): un corso di un’intera giornata di cucina cretese per scoprire il fascino della sana e gustosa cucina mediterranea. Questa escursione è probabilmente tra le più amate dell’isola.

Plakias

Visita senz’altro anche Plakias. In origine era solo un piccolo villaggio di pescatori, oggi è una località molto vivace, nota per la sua spiaggia sabbiosa lunga più di 1 chilometro e per i panorami sull’isola di Gavdos.

Agios Nikolaos

Un’altra città che a Creta vale la pena visitare è Agios Nikolaos, la cui storia risale all’età del bronzo. Tra le principali attrazioni c’è il lago Voulismeni, collegato al mare, circondato da caffè e ristoranti che si animano di notte.

Chora Sfakion

Un’altra cittadina molto graziosa di Creta è Chora Sfakion, il centro più grande della remota e montuosa regione di Sfakia. Sarà anche la più grande della regione, ma ha appena 265 abitanti. 😁

Qui puoi visitare la spiaggia locale di Vrissi e diverse spiagge di ciottoli nei dintorni. L’economia locale si basa sul turismo, sulla pesca, sulla produzione di olio d’oliva e sull’allevamento di pecore e capre. La città prosperò durante l’occupazione veneziana e turca fino al XVIII secolo, quando gestiva un fiorente commercio con una propria piccola flotta.

Chora Sfakion è nota come uno dei centri della resistenza contro le forze occupanti, sia veneziane sia turche. Le impenetrabili Montagne Bianche a nord, insieme alle spiagge rocciose a sud, aiutarono gli abitanti a resistere a tutti gli invasori. Anopolis, un villaggio vicino a Chora Sfakion, è il luogo di nascita di uno dei più celebri rivoluzionari cretesi, Daskalogiannis.

Chrissi – l’isola d’oro

Chrissi (a volte scritta Chrysi, Chryssi o Chrisi), nota come “l’isola d’oro” o Gaidouronisi (“l’isola degli asini”), è un isolotto disabitato a circa 15 km a sud della località di Ierapetra, a Creta. Ricorda più un’isola esotica, con la sua sabbia bianca e dorata finissima, l’acqua cristallina e il profumo del legno di cedro.

Sull’isola ci sono alcune delle spiagge più belle: Golden Beach e Belegrina Beach. Il cuore dell’isola è ricoperto da una foresta di cedri vecchia 300 anni, e sulle spiagge trovi uniche fossili di animali marini.

Oltre alle splendide spiagge e ai boschi di cedri, a Chrissi trovi anche la piccola chiesetta ortodossa di Agios Nikolaos del XIII secolo e i resti di un piccolo insediamento risalente all’epoca della civiltà minoica, nella parte nord-occidentale dell’isola.

A Chrissi si arriva con le barche da escursione dal porto di Ierapetra, e il viaggio dura circa 30 minuti. Puoi prenotare la gita in barca a Chrissi tramite GetYourGuide.

Il villaggio di Mochlos

Se desideri scoprire l’atmosfera autentica dei villaggi di pescatori, vai sulla costa settentrionale di Creta, al villaggio di Mochlos, da cui puoi raggiungere anche l’omonima isola.

L’isola di Mochlos

L’isola di Mochlos è un sito minoico poco conosciuto, scoperto dall’archeologo americano Seager nel 1907 con l’aiuto dei pescatori del posto. Durante gli scavi del 1908 furono scoperte tombe e abitazioni della civiltà minoica.

Zakros

Un’altra bella zona di Creta da scoprire è Zakros. Questa area è nota per la sua splendida spiaggia di Kato Zakros, di ciottoli, situata in una baia riparata.

Visita senz’altro anche il palazzo minoico di Zakros, situato a Kato Zakros a poche centinaia di metri dal mare: fu l’ultimo palazzo minoico scoperto a Creta ed è più piccolo di quelli di Cnosso, Malia e Festòs, ma vale la pena visitarlo. In questa zona sono state scoperte molte tombe minoiche, note come la Gola dei Morti.

Cosa fare a Creta con i bambini

Se parti per Creta con i bambini, non devi temere di non avere nulla da fare. Andiamo a vedere le gite e le attività con i bambini più popolari a Creta, oltre a quelle che abbiamo già citato.

Snorkeling

Una delle escursioni più popolari in tutta la Grecia è la gita di snorkeling. Di solito queste escursioni si prenotano per qualche ora, mezza giornata o l’intera giornata e puoi scegliere se andare su una barca più grande o più piccola, su un catamarano o, a volte, anche su uno yacht.

Nell’offerta ci sono spesso gite di snorkeling con grigliata di specialità greche o almeno con uno spuntino. Dipende sempre dalla durata dell’escursione. Se non viaggi con un’agenzia, la gita la prenoti facilmente tramite GetYourGuide.

Vai alla grotta del dio Zeus

La splendida grotta stalattitica di Dikteon Andron (ovvero la grotta di Zeus) si trova nel cuore del massiccio del Dikti, a 1025 metri di quota, a due passi dal piccolo villaggio di Psychro (per questo è spesso chiamata anche grotta di Psychro).

Proprio in questa grotta, secondo la mitologia greca, nacque Zeus, il dio supremo e sovrano di tutti gli altri dèi dell’Olimpo. 

Secondo le ricerche archeologiche qui c’erano persone già dal neolitico e la grotta era usata soprattutto come luogo di sepoltura.

Praticamente tutte le agenzie organizzano gite a questa grotta, ma puoi andarci anche in autonomia prenotando l’escursione tramite GetYourGuide.

Visita il parco acquatico di Creta: Watercity

Se i tuoi bambini sono come lo ero io, vorranno di sicuro andare al parco acquatico almeno per un giorno. A Creta c’è un parco acquatico assolutamente fantastico, il Watercity: non vedo l’ora di andarci anche con il nostro piccolo, quando sarà un po’ più grande.

Consiglio: anche qui ti suggerisco di comprare i biglietti in anticipo, così non fai la fila con i bambini. Lo puoi fare facilmente per esempio tramite GetYourGuide o tramite il sito ufficiale, un po’ poco chiaro, qui.

L’acquario di Creta

Una gita con i bambini molto amata a Creta è la visita all’acquario, dove potete esplorare da vicino la vita sottomarina del mar Mediterraneo. È una delle attrazioni preferite dalle famiglie con bambini e acquisti facilmente il biglietto online tramite il nostro portale preferito GetYourGuide. I biglietti si possono comprare anche sul posto, ma tieni conto che in stagione ci sono parecchie file.

Domande frequenti

Perché andare a Creta?

Creta è una delle più belle isole greche, qui troverai spiagge meravigliose, ottime attività per famiglie con bambini, ma anche escursioni per gli amanti del trekking.

Dove si trova la spiaggia con la sabbia rosa a Creta?

La spiaggia con la sabbia rosa si chiama Elafonisi e si trova 76 km a ovest dalla località di Chania.

Creta è adatta per una vacanza con bambini?

Sì, Creta è una delle migliori isole greche per una vacanza con bambini piccoli e più grandi.

Com’è Creta a ottobre?

Creta è una delle isole più soleggiate della Grecia (300 giorni di sole all’anno) e anche a ottobre l’isola gode di un clima soleggiato e piacevole.

È meglio Creta o Corfù?

Creta è sicuramente più popolare di u003cstrongu003eu003ca href=u0022https://loudavymkrokem.cz/co-videt-na-korfu/u0022 target=u0022_blanku0022 data-type=u0022postu0022 data-id=u002278182u0022 rel=u0022noreferrer noopeneru0022u003eCorfùu003c/au003eu003c/strongu003e, ma se sia meglio dipende da cosa ti aspetti dall’isola.

Dove non c’è vento a Creta?

La costa settentrionale è meno ventosa di quella meridionale. Però può essere troppo calda.

È meglio il nord o il sud di Creta?

Il nord di Creta è più turistico e meno ventoso e il mare è più calmo. Nel sud c’è invece maggiore tranquillità, è ideale per un soggiorno romantico in coppia, ma bisogna mettere in conto onde più grandi.

Qual è la temperatura del mare a Creta?

La temperatura del mare a Creta in estate è intorno ai 26 gradi.

Com’è il mare a Creta?

Il mare a Creta è pulito, turchese e caldo in estate.