Alta Via 1: La Regina dei Trek Plurigiornalieri nelle Dolomiti

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Quando si parla di Alta Via 1, Dolomiti e montagne, la maggior parte di noi immagina immediatamente torri di roccia appuntite tinte di rosso al tramonto e il profumo della polenta fresca che si diffonde dai rifugi di montagna. Con Luca amiamo profondamente questi paesaggi e torniamo sulle Alpi italiane praticamente ogni anno. I trekking plurigiornalieri con lo zaino in spalla erano per noi una classica avventura estiva, ma da quando è arrivato il nostro piccolo Jonáš, abbiamo dovuto rimandare a tempo indefinito queste avventure lunghe e impegnative. Questo non ci impedisce però di sognare e di pianificarle nei minimi dettagli. ☺️

Uno dei nostri più grandi sogni è percorrere l’intero percorso dell’Alta Via 1 nelle Dolomiti in una volta sola. Anche se non l’abbiamo ancora fatta dall’inizio alla fine tutta d’un fiato, abbiamo percorso molte delle sue tappe durante escursioni giornaliere quando avevamo la nostra base a Cortina d’Ampezzo. Il tracciato attraversa infatti i luoghi più belli in assoluto, come il Lago di Braies o le iconiche pareti rocciose nei pressi del Rifugio Lagazuoi. Poiché ci chiedete continuamente dell’Alta Via, ho deciso di sedermi finalmente e scrivere questa guida dettagliata, così la leggete una volta e sapete tutto quello che vi serve.

Quindi: volete sapere quando partire, dove dormire, quanto costa e cosa mettere nello zaino? Ho scritto tutto nel dettaglio, giorno per giorno, rifugio per rifugio. Continuate a leggere. 😉

Coppia con cane sulla riva del turchese Lago di Braies
Coppia con cane sulla riva del turchese Lago di Braies

Contenuto dell'articolo

Riassunto

Lo so, lo so — questi numeri sulla carta possono sembrare spaventosi. Ma fidatevi, sul terreno tutto scorre in modo molto più naturale. Ecco le informazioni più importanti in sintesi:

  • Lunghezza e dislivello: Il trek misura circa 120 chilometri e il dislivello in salita totale è di circa 6.500 metri.
  • Durata: In genere si percorre in 10-12 giorni, ma si possono pianificare anche varianti più brevi di 4 o 6 giorni.
  • Da dove a dove: Il percorso classico inizia a nord presso l’iconico Lago di Braies e termina a sud nei pressi della città di Belluno (o alla fermata La Pissa).
  • Difficoltà: Tecnicamente il trek è classificato EE (Escursionisti Esperti), il che significa che non serve l’attrezzatura da ferrata, ma è richiesta un’ottima forma fisica e passo sicuro. Non adatto ai bambini piccoli.
  • Alloggio: Si dorme esclusivamente nei rifugi di montagna, che vanno prenotati con 3-6 mesi di anticipo. Il campeggio libero è severamente vietato.
  • Budget: Mettete in conto circa 1.100-1.300 € a persona per l’intero trek (inclusa la mezza pensione nei rifugi, i pranzi e i trasporti).
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Cos’è l’Alta Via 1 e per chi è adatta

Se siete appassionati di trekking plurigiornalieri in Italia, avrete sicuramente già incontrato il dilemma se scegliere l’Alta Via 1 o la 2 nelle Dolomiti. L’Alta Via 1 (ovvero “il grande percorso di alta quota numero 1”) è la variante più famosa, più classica e tecnicamente più accessibile. Mentre l’Alta Via 2 richiede attrezzatura da ferrata e molta più esperienza alpinistica, la “numero uno” è più abbordabile e adatta a qualsiasi escursionista esperto di montagna con buona resistenza fisica e abituato a camminare con uno zaino pesante per più giorni consecutivi.

Rifugio solitario su un prato alpino sotto le dentellate cime dolomitiche
Rifugio solitario su un prato alpino sotto le dentellate cime dolomitiche

Il percorso attraversa le Dolomiti in modo magnifico da nord a sud e vi porta in luoghi irraggiungibili con l’auto o la funivia per un turista comune. È una vera fuga dalla civiltà, in cui la vostra giornata si riduce a camminare, ammirare panorami incredibili, mangiare e dormire. Dal punto di vista tecnico non ci sono tratti alpinistici, ma alcuni passaggi possono essere ripidi, stretti o attrezzati con cavi in acciaio per aggrapparsi. Buoni scarponi da trekking e nessun timore delle altezze sono semplicemente indispensabili.

Quando partire per il trek e come sarà il tempo

La scelta del periodo giusto è assolutamente fondamentale per questo trek, perché i rifugi hanno una stagione molto limitata e il meteo nelle Dolomiti può essere davvero imprevedibile. Vediamo insieme quando ha più senso prenotare voli e alloggi.

Panorama montano delle Dolomiti con boschi e creste rocciose
Panorama montano delle Dolomiti con boschi e creste rocciose

La finestra ideale per il trek

La stagione è in realtà molto breve — sostanzialmente solo dalla fine di giugno a metà settembre — quindi non c’è davvero tempo da perdere nella pianificazione. Se partite a luglio o agosto, avrete la massima probabilità di trovare un meteo stabile e tutti i rifugi lungo il percorso aperti.

Devo però avvertirvi con forza sul periodo intorno al 15 agosto. In Italia questo giorno si festeggia il Ferragosto e gli italiani vanno in vacanza in massa. Le Dolomiti (e in realtà tutta l’Italia) in questo periodo sono stracolme: i rifugi sono esauriti con un anno di anticipo e sui sentieri di montagna vi sentirete come in piazza San Marco a Venezia. Vi consiglio di evitare questo periodo con cura se volete godere di un minimo di tranquillità. 😅

L’inizio di settembre è invece assolutamente magico. L’aria si fa più limpida, le folle di turisti si diradano perché ricomincia la scuola, ma i rifugi sono ancora aperti. Bisogna solo mettere in conto mattinate e serate più fresche. Noi adoriamo settembre in montagna più di qualsiasi altro mese. Se volete partire già a giugno, fate molta attenzione: alle quote più alte può esserci ancora molta neve e alcuni valichi potrebbero essere impraticabili senza ramponi e piccozza.

Quanto costa l’Alta Via 1 e dove dormire prima di iniziare

I trekking plurigiornalieri da rifugio a rifugio non sono tra le opzioni più economiche in Europa, e nelle Dolomiti questo vale doppio. Il campeggio libero (wild camping) è severamente vietato in tutto il parco nazionale e le multe sono davvero salate, quindi siete completamente dipendenti dalla rete di rifugi.

La notte prima di iniziare il trek si dorme di solito nei pressi del Lago di Braies o nella vicina Cortina d’Ampezzo, da cui la mattina si raggiunge facilmente il lago in autobus. Cortina è la base strategica perfetta da cui partire per il trek, dove potete riposarvi e fare scorta di energie. È sempre meglio arrivare il giorno prima per poter iniziare la prima tappa di buon mattino.

Budget per 10 giorni in montagna

Vediamo concretamente quanto costa questa avventura. La voce più importante sarà ovviamente l’alloggio con i pasti. La maggior parte dei rifugi funziona secondo il principio della “mezzapensione”, che include il letto (spesso in un dormitorio comune con letti a castello), una sostanziosa cena di più portate e la colazione.

Valle dolomitica con tornanti e formazioni rocciose
Valle dolomitica con tornanti e formazioni rocciose

Io e Luca calcoliamo tutto in anticipo con attenzione, perché i supplementi in quota sanno fare danni seri al portafoglio.

  • Alloggio con mezza pensione (Rifugi): Calcolate circa 75-95 € a persona per notte. Per 10 notti, quindi, si arriva a circa 800-1.000 €.
  • Pranzi e spuntini durante la giornata: Sul percorso ci sono molti piccoli rifugi dove potete mangiare polenta o zuppa, di solito si spendono 15-25 € al giorno. Se preparate cibo da casa o comprate panini nei rifugi, risparmierete un po’. In totale calcolate circa 200 €.
  • Trasporti all’inizio e alla fine del trek: Autobus, treni, eventualmente taxi. Calcolate circa 100 € a persona.
  • Stima totale: A persona vi consiglio di mettere in conto un budget di 1.100-1.300 € per tutti e dieci i giorni, esclusi i voli e l’attrezzatura.
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Prenotazione dei rifugi e regole essenziali

Quando si tratta di pianificazione, devo essere completamente onesta: la spontaneità qui ha pochissimo spazio. Fare affidamento sul fatto che arriviate a un rifugio la sera e loro trovino semplicemente un posticino per voi è un rischio enorme che non vi consiglio di correre.

💡 Consiglio da chi conosce la zona: I rifugi lungo il percorso si prenotano direttamente tramite i loro siti web o via email — non si trovano su Booking. Ma per la notte prima della partenza e dopo l’arrivo conviene avere una base a valle: all’inizio del percorso, sul Lago di Braies, c’è l’iconico Hotel Lago di Braies.

Quando e come prenotare

La capacità dei rifugi è strettamente limitata e l’interesse dei turisti da tutto il mondo è enorme. I rifugi vanno prenotati con molto anticipo, idealmente 3-6 mesi prima. Questo significa che se volete partire a luglio, entro gennaio o febbraio dovreste già avere un piano preciso e scrivere ai singoli alloggi. La maggior parte dei rifugi accetta prenotazioni tramite email o moduli sul loro sito web; i portali di prenotazione come Booking.com in montagna di solito non funzionano.

Un’altra regola fondamentale dei rifugi italiani è il pagamento in contanti. Anche se la situazione sta migliorando progressivamente e molti rifugi hanno già i terminali POS, il segnale in quota spesso cade e non potete fare affidamento sul pagamento con carta. Abbiate sempre con voi abbastanza contanti in euro per pagare l’intero soggiorno e i pasti durante la giornata. Per bere potete sempre riempire la borraccia ai rifugi, quindi almeno risparmierete sull’acqua in bottiglia e non produrrete rifiuti plastici.

Rifugio Palmieri sulle rive del turchese Lago Federa
Rifugio Palmieri sulle rive del turchese Lago Federa

La variante classica in 10 giorni (Itinerario giorno per giorno)

Questo è esattamente il percorso che io e Luca abbiamo in mente per quando partiremo finalmente in due. Sono i classici dieci giorni che vi porteranno attraverso il meglio che la natura di questa zona ha da offrire. Tenete presente che i tempi indicati per ogni tappa sono tempi di cammino puro, senza soste per ammirare il paesaggio, fotografare o pranzare. La realtà è sempre di qualche ora in più. Vedrete da soli come ve la cavate! 😉

1. Dal Lago di Braies al Rifugio Biella (Il cammino dal lago)

Il trek non può che iniziare dal celebre Lago di Braies. Se seguite il nostro blog da un po’, sapete che questo lago è semplicemente mozzafiato. Di mattina c’è abbastanza movimento perché è una meta molto popolare per le gite giornaliere, ma non appena iniziate a salire lungo il tracciato dell’Alta Via 1, la folla si dirada molto in fretta.

Lago di Braies con cane sulla riva, partenza del primo giorno dell'Alta Via 1
Lago di Braies con cane sulla riva, partenza del primo giorno dell’Alta Via 1

La salita iniziale è piuttosto ripida — quasi un test di forma fisica sin dall’inizio — ma una volta raggiunta la Porta del Forno, si aprono i veri panorami sulle pareti calcaree. Il cammino fino al Rifugio Biella (conosciuto anche con il nome tedesco Seekofelhütte) richiede circa 5 ore di marcia pura. Il rifugio è immerso in un ambiente piuttosto austero e lunare, ma con un’atmosfera straordinaria.

2. Dal Rifugio Biella al Rifugio Sennes (Il paesaggio lunare)

La seconda tappa è piacevole e relativamente riposante. Vi aspettano circa 6 ore di cammino in un paesaggio altopianistico bellissimo e particolare, che a tratti ricorda davvero la superficie della luna. Soprattutto all’inizio dell’estate i pascoli d’alta quota possono essere ancora in fiore.

Altopiano di Fodara Vedla nei pressi del Rifugio Sennes sull'Alta Via 1
Altopiano di Fodara Vedla nei pressi del Rifugio Sennes sull’Alta Via 1 (Foto: Fischer.H, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

La vostra meta è l’incantevole Rifugio Sennes. Questo rifugio gode di un’ottima reputazione in cucina, quindi assaggiate assolutamente qualcosa di locale, ad esempio il classico Kaiserschmarrn (frittata sbriciolata) che è arrivato dall’Austria vicina. L’Alto Adige è meravigliosamente meticciato da questo punto di vista, con il meglio della cucina italiana e austriaca che si fonde in modo perfetto. 😋

3. Dal Rifugio Sennes al Rifugio Lagazuoi (La strada tra le nuvole)

Questa è una delle tappe assolutamente più belle dell’intero trek. Vi aspetta una giornata piuttosto lunga (circa 7 ore di cammino), ma i panorami valgono ogni goccia di sudore. Passerete per altri luoghi magnifici e alla fine salirete al Rifugio Lagazuoi, che si trova ad oltre 2.700 metri di quota. È uno dei posti più iconici delle Dolomiti, di cui abbiamo già scritto nel nostro articolo su Cinque Torri e Lagazuoi.

Vista dal Rifugio Lagazuoi dal Passo Valparola
Vista dal Rifugio Lagazuoi dal Passo Valparola (Foto: Steinsplitter, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

I dintorni del Lagazuoi sono percorsi da gallerie della Prima Guerra Mondiale, quando qui si combatterono durissime battaglie tra italiani e austriaci. Se dopo pranzo avete ancora energia, vi consiglio caldamente di accendere la frontale e andare ad esplorare in sicurezza parte di questi tunnel. E la sera? Il tramonto dalla terrazza del Rifugio Lagazuoi è un’esperienza che non dimenticherete mai.

4. Dal Rifugio Lagazuoi al Rifugio Nuvolau (Panorami sulle Cinque Torri)

Il quarto giorno scenderete dal Lagazuoi di buon mattino (potete anche usare la funivia se le ginocchia hanno bisogno di un po’ di riposo) e vi dirigerete verso un’altra zona molto famosa. Camminerete per circa 5 ore con davanti agli occhi formazioni rocciose incredibili per tutto il tempo.

Le Cinque Torri viste dal Rifugio Nuvolau
Le Cinque Torri viste dal Rifugio Nuvolau (Foto: Madame74, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons)

La meta di oggi è il Rifugio Nuvolau. Questo rifugio è arroccato sulla cima dell’omonima montagna come un nido d’aquila ed è il rifugio più antico di tutte le Dolomiti. Lo spazio è un po’ ristretto, ma la vista sulle vicine Cinque Torri e sulla maestosa Marmolada (la montagna più alta delle Dolomiti, con il suo ghiacciaio) compensa ampiamente tutto.

5. Dal Rifugio Nuvolau al Rifugio Città di Fiume (Il cambio di paesaggio)

Durante la quinta tappa, che richiede circa 6 ore, inizierete a notare come il paesaggio cambia. Dalle cime più aspre del nord inizierete a scendere verso un’area un po’ più verde. Passerete per il Passo Giau, dove io e Luca andavamo spesso in auto durante le nostre vacanze, perché è un posto meraviglioso pieno di mucche al pascolo e campanellini.

Strada montana tortuosa in una valle alpina, trasformazione del paesaggio sull'Alta Via 1
Strada montana tortuosa in una valle alpina, trasformazione del paesaggio sull’Alta Via 1

Il percorso vi condurrà poi sotto l’enorme parete del Monte Pelmo. Il vostro letto questa notte sarà al Rifugio Città di Fiume. Questo rifugio è famoso per la sua accoglienza e il personale particolarmente amichevole, così dopo cinque giorni in montagna vi sentirete quasi a casa.

6. Dal Rifugio Città di Fiume al Rifugio Coldai (Sotto la maestosa Civetta)

La sesta tappa è un po’ più breve, circa 5 ore, e la fa da padrone il massiccio della Civetta. Questa gigantesca parete rocciosa vi accompagnerà per la maggior parte della giornata e, anche se non ci salirete di certo, la vista su quei chilometri di pareti verticali che sono la casa degli alpinisti di tutto il mondo toglie semplicemente il fiato.

Il laghetto Lago Coldai sotto la possente parete della Civetta
Il laghetto Lago Coldai sotto la possente parete della Civetta (Foto: Irene Scarpante, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Il Rifugio Coldai si trova poco sopra il bellissimo omonimo Lago di Coldai. Se arrivate in anticipo, non dimenticate di fare una breve passeggiata fino al lago: l’acqua è di una trasparenza incredibile, anche se fare il bagno è un’impresa da atleti di resistenza al freddo. 😂

7. Dal Rifugio Coldai al Rifugio Vazzoler (Attorno ai giganti di roccia)

Il settimo giorno (circa 6 ore di cammino) percorrerete il tracciato direttamente sotto le enormi pareti del massiccio della Civetta. Questa parte del cammino è nota per la sua selvatichezza e per il minor numero di escursionisti giornalieri. Passerete davanti ad altri due rifugi (il Rifugio Tissi è un ottimo posto per una zuppa a pranzo o un caffè) e scenderete gradualmente verso quote un po’ più basse e calde.

I giganti di roccia del massiccio della Moiazza nei pressi del Rifugio Vazzoler
I giganti di roccia del massiccio della Moiazza nei pressi del Rifugio Vazzoler (Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons)

La sera raggiungerete il Rifugio Vazzoler, deliziosamente nascosto nel bosco accanto a un piccolo parco botanico. C’è una quiete straordinaria e l’aria serale ha un profumo completamente diverso rispetto al nord, all’inizio del trek.

8. Dal Rifugio Vazzoler al Rifugio Carestiato (Nel cuore del parco nazionale)

Questa tappa dura poco meno di 7 ore e vi guiderà sotto un’altra montagna meravigliosa: il massiccio della Moiazza. Il sentiero qui è spesso un po’ più insidioso, più pietroso, e richiede attenzione, specialmente in caso di pioggia.

Paesaggio montano nei pressi del Rifugio Carestiato nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Paesaggio montano nei pressi del Rifugio Carestiato nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Foto: Ilario Molin, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Il paesaggio inizia ad aprirsi sempre di più verso le pianure a sud — un segnale che vi state avvicinando alla fine del vostro grande viaggio. Il Rifugio Carestiato si trova sotto il Passo Duran e anche qui troverete ottimo cibo locale e il meritato riposo.

9. Dal Rifugio Carestiato al Rifugio Pian de Fontana (La tappa più impegnativa)

La penultima tappa è onestamente la più dura dell’intero trek, quindi armatevi di pazienza e di energia. Vi aspettano circa 8 ore di cammino faticoso in un’area piuttosto isolata all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Dovrete superare alcune valli abbastanza profonde e ripide salite verso i passi di montagna.

Il Gruppo della Schiara, il tratto finale più impegnativo dell'Alta Via 1
Il Gruppo della Schiara, il tratto finale più impegnativo dell’Alta Via 1 (Foto: Fistarol Ivan, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Quando finalmente supererete l’ultimo crinale, vedrete con sollievo il Rifugio Pian de Fontana. È una pittoresca malga convertita in rifugio di montagna, dove vi accoglieranno con grande cura e dove molto probabilmente mangerete una doppia porzione di cena. 😅

10. Dal Rifugio Pian de Fontana a Belluno (Il dolce ritorno alla civiltà)

L’ultimo giorno! Mancano circa 5 ore di cammino in discesa, giù e ancora giù. Le ripide discese mettono a dura prova le ginocchia (non sottovalutate i bastoncini da trekking, ne parleremo), quindi non abbiate fretta.

Averau vicino al Passo Giau, discesa dalle montagne verso Belluno
Averau vicino al Passo Giau, discesa dalle montagne verso Belluno (Foto: Ximonic (Simo Räsänen), CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Il percorso termina alla fermata dell’autobus nei pressi di La Pissa, da dove partono corse regolari verso la città di Belluno. Una volta arrivati in piazza a Belluno, concedetevi il gelato più grande che trovate e un bel Aperol Spritz per festeggiare — ve lo siete guadagnato!

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Come abbreviare il trek se non avete dieci giorni

Dieci giorni di ferie sono parecchi e capiamo che non tutti abbiano così tanto tempo o coraggio. La buona notizia è che l’Alta Via 1 offre alcune ottime “vie di fuga” verso la civiltà, grazie alle quali potete pianificare un itinerario notevolmente più breve.

Variante nord in 4 giorni

Se volete vedere le tappe assolutamente più celebri (il Lago di Braies e i dintorni del Lagazuoi), vi bastano i primi 4 giorni del trek. Partirete da Braies e il quarto giorno nel pomeriggio scenderete semplicemente dal Rifugio Lagazuoi al Passo Falzarego. Da qui partono comodi e frequenti autobus direttamente per Cortina d’Ampezzo, dove abbiamo trascorso molte estati.

Questa variante è ideale per chi ha poche ferie ma vuole assaporare la vera atmosfera dell’alta montagna. I panorami qui sono i più spettacolari e non mancherete nessun luogo iconico — vi risparmierete solo le ginocchia dalla lunga discesa.

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Dove alloggiare sull’Alta Via 1 nelle Dolomiti
6 alloggi — hotel, rifugi e altre opzioni di soggiorno
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Hotel iconico direttamente sul lago di Braies, base ideale per la notte prima di iniziare il trekking. Svegliarsi proprio sul lago prima che arrivino i primi autobus di turisti non ha prezzo.
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Rifugio Lagazuoi
Rifugio di montagna presso le iconiche pareti rocciose a oltre 2700 metri di altitudine. Uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti. Il tramonto dalla terrazza del rifugio è un’esperienza indimenticabile.
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Rifugio Nuvolau
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Rifugio Biella (Seekofelhütte)
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Rifugio Città di Fiume
Rifugio di montagna rinomato per la sua accoglienza e il personale molto cordiale. Dopo cinque giorni in montagna, qui vi sentirete quasi come a casa.
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Variante centrale in 6 giorni

Molto popolare è anche la variante da sei giorni. Il percorso è sostanzialmente lo stesso fino al Rifugio Città di Fiume o al vicino Passo Staulanza. Da lì si possono raggiungere facilmente degli autobus per tornare all’auto o alle stazioni ferroviarie delle città principali. Certo, perderete quella bella sensazione di aver completato l’intero traversata fino al sud, ma anche così ve ne ricorderete per anni.

Noi la consigliamo alle famiglie con bambini più grandi o a chi non è del tutto sicuro della propria resistenza per tutti e dieci i giorni. Sei giorni in montagna sono il giusto compromesso per svuotare la testa, senza arrivare a odiare il proprio zaino. 😅

Cosa mettere nello zaino per un trek plurigiornaliero

La parola chiave per fare lo zaino è una sola: meno è meglio. Ogni grammo si sente dopo qualche giorno e ogni maglione in più pesa sulle spalle. Io e Luca seguiamo la regola che lo zaino per un trek di questo tipo non dovrebbe mai superare gli 8-10 chilogrammi (acqua e cibo inclusi). Ecco le cose senza cui non partiremmo mai per la montagna.

Attrezzatura di base e abbigliamento

La base di tutto sono ottimi scarponi da trekking. Non partite mai con scarpe nuove, ancora non “rodate”: è la ricetta sicura per una vacanza rovinata dai vesciche. Per questo percorso consigliamo scarponi alti che sostengano bene la caviglia nel terreno sassoso. Io e Luca giuriamo su Lowa (io ho un paio da oltre sei anni e tengono ancora benissimo). La Sportiva sembra ancora migliore per il terreno tecnico, ma non li ho provati personalmente.

La seconda cosa più importante è l’abbigliamento. Non dimenticate il principio della stratificazione: a valle potete avere oltre trenta gradi e camminare in maglietta, mentre la sera al rifugio a duemila metri, o nelle prime ore del mattino al Lagazuoi, apprezzerete moltissimo il piumino, i guanti e il berretto. Portate assolutamente un’ottima giacca impermeabile (Gore-Tex) o una buona mantella antipioggia, perché il tempo in montagna cambia da un minuto all’altro.

Altri indispensabili nello zaino

Cerchiamo di non portare nulla di superfluo, ma queste cose le dovete avere con voi, accada quel che accada.

  • Bastoncini da trekking: Anche se pensate di non averne bisogno, sulle lunghe discese con lo zaino le vostre ginocchia vi ringrazieranno. Noi non rinunciamo ai leggeri Leki pieghevoli.
  • Sacco lenzuolo (Liner): Nei rifugi non vengono fornite lenzuola pulite per ogni ospite, quindi per motivi igienici è obbligatorio avere il proprio lenzuolo personale leggero in cotone o seta. Non è necessario portare un sacco a pelo caldo — nei rifugi vi daranno delle spesse coperte di lana.
  • Frontale: Indispensabile non solo per le uscite serali, ma soprattutto se vi attardate e tornate al rifugio dopo il tramonto. Anche d’estate in montagna fa buio prima che in città.
  • Kit pronto soccorso: Cerotti specifici per vesciche (come Compeed), antidolorifici, benda, disinfettante e una coperta isotermica in caso di ipotermia.
  • Powerbank: In molti rifugi non è possibile ricaricare il telefono in camera e la corrente è spesso disponibile solo nella sala comune, con le prese subito occupate. Una powerbank da almeno 10.000 mAh è un vero salvavita.

Sicurezza in montagna e app utili

La montagna è bellissima, ma può essere anche dura e imprevedibile. Anche se l’Alta Via 1 è un percorso segnalato e non attraversa nessun ghiacciaio, non dovreste mai sottovalutare alcune regole fondamentali per muoversi in ambiente alpino.

La regola delle 13:00 e i temporali

Questa regola io e Luca la seguiamo da molti anni e per fortuna non ci ha mai tradito. In estate nelle Dolomiti, specialmente ad agosto per via del caldo, si formano molto spesso violenti temporali convettivi. Questi temporali arrivano fulminei e con una forza incredibile, di solito nel pomeriggio. La regola d’oro è quindi: pianificate le vostre escursioni in modo da essere al rifugio entro le 13:00 o al massimo le 14:00, oppure almeno in un tratto del crinale non esposto e sicuro. La cosa peggiore che possa capitarvi è trovarsi nel pomeriggio sui cavi metallici delle ferrate o sulle vette spoglie durante un temporale.

Se invece venite sorpresi all’aperto e inizia a tuonare, scendete immediatamente dai crinali il più in basso possibile. Abbandonate i bastoncini da trekking, che fanno da parafulmine, e riparatevi in una depressione del terreno, mai sotto un albero isolato.

Segnale e navigazione

Anche se l’Italia è mediamente ben coperta dalla rete mobile, in molte valli semplicemente non si prende, quindi le mappe offline (ad esempio su Maps.me o su app come Komoot o ViewRanger) sono una necessità assoluta, non un optional. Scaricatele a casa mentre avete il wifi. Se è la prima volta che affrontate questo trek e siete preoccupati per la sicurezza o la scarsa visibilità, per maggiore tranquillità vale la pena dotarsi di un comunicatore satellitare (come il Garmin InReach).

Se siete alle prime armi e non ve la sentite di partire da soli, potete naturalmente ingaggiare una guida alpina con certificazione internazionale (IFMGA). Un’escursione guidata di gruppo costa di solito circa 250 € al giorno per l’intero gruppo, il che può convenire se si è in più persone, e vi darà la serenità di cui avete bisogno.

Consigli pratici finali e risparmi

Se state già pianificando i voli e l’assicurazione per il vostro viaggio in Italia, ecco un riepilogo dei servizi che io e Luca usiamo davvero (non perché qualcuno ce lo abbia chiesto, ma perché ci hanno salvato i nervi più di una volta):

Dove trovare i voli per l’Italia

Se non andate in auto, i punti di arrivo ideali sono gli aeroporti di Venezia Marco Polo o Treviso (servito da Ryanair), entrambi comodi per raggiungere le Dolomiti. Dalla maggior parte delle città italiane potete prendere un treno o un bus diretto verso Belluno o Cortina d’Ampezzo. Per chi parte dall’estero, conviene volare a Venezia e poi noleggiare un’auto o prendere i mezzi pubblici. Acquistare i biglietti aerei con 2-3 mesi di anticipo è di solito la scelta più conveniente.

Fidatevi: risparmiare sul viaggio di andata significa avere più soldi per un bombardino o un aperitivo in terrazza. Ne vale sempre la pena!

Noleggio auto per gli spostamenti

Se arrivate in aereo e non volete dipendere solo dagli autobus, usiamo comunemente il comparatore DiscoverCars.com. Abbiamo sempre avuto ottime esperienze in tutto il mondo. Il viaggio in auto dall’aeroporto di Venezia al Lago di Braies richiede meno di 3 ore.

Vi consiglio caldamente di pagare il supplemento per la copertura totale, perché le stradine di montagna in Italia sono strette e i guidatori locali hanno uno stile tutto loro. E non dimenticate di scegliere un’auto con una buona potenza: sulle serpentine in salita lo apprezzerete davvero!

Non dimenticate l’assicurazione per la montagna

Questo è assolutamente fondamentale! La normale assicurazione di viaggio abbinata alla carta di credito non sarà sufficiente per un trek plurigiornaliero in montagna — spesso non copre il soccorso in elicottero. Per i viaggi in Europa optiamo di solito per un’assicurazione come quella di AXA, mentre per i viaggi più lunghi o impegnativi puntiamo sull’assicurazione mondiale True Traveller (oppure potete leggere la nostra recensione di SafetyWing). Un’assicurazione che copra il “mountain search and rescue” e le quote elevate è semplicemente indispensabile.

Noi abbiamo una regola: chi non può permettersi una buona assicurazione, non può permettersi il viaggio. Non sapete mai quando fate un passo falso, e un elicottero nelle Dolomiti non è uno scherzo dal punto di vista economico — fidatevi.

Come funziona internet in Italia

Poiché siete in Italia, se avete un piano tariffario europeo potrete usare i vostri dati senza problemi. Se invece viaggiate da fuori dall’UE e avete bisogno di dati locali, date un’occhiata alla nostra eSIM preferita: trovate tutti i dettagli nella nostra recensione di Holafly oppure valutate Holafly direttamente.

Ma onestamente, una volta che salite un po’ sul percorso, il segnale sparirà anche con i migliori dati del mondo. Prendetelo come un vantaggio e godetevi un vero digital detox: a volte è il miglior modo per ricaricarsi davvero!

Dove dormire prima e dopo il trek

Come ho già scritto, durante il trek stesso si dorme esclusivamente nei rifugi di montagna. Ma cosa fare la notte prima della partenza o quando avete concluso trionfalmente l’avventura a Belluno? Trovare un buon hotel che vi vizierà dopo questa impresa è essenziale.

Io e Luca abbiamo qualche posto del cuore dove torniamo volentieri quando vogliamo riposarci. Di solito cerchiamo qualcosa che abbia un po’ di quel fascino alpino, senza però svuotare il portafoglio.

I nostri consigli per gli hotel a Cortina e al lago

Direttamente sul Lago di Braies la scelta classica per eccellenza è l’Hotel Lago di Braies. È una soluzione un po’ più costosa, ma svegliarsi proprio sul lago prima che arrivino i primi autobus di turisti è impagabile. Noi ci abbiamo trascorso una notte indimenticabile.

Se cercate una base a Cortina d’Ampezzo, ricordiamo con grande piacere l’Hotel de la Poste. È nel cuore del paese, ha un personale incredibilmente gentile e soprattutto dei letti fantastici in cui sprofondare come su una nuvola dopo il rientro dalla montagna. E fanno anche colazioni ottime!

Dove mangiare e fare rifornimento di energia

In montagna si mangia, è inevitabile. E le Alpi italiane sono un capitolo a parte. Dimenticate i panini secchi: qui si cucina come in un ristorante di lusso anche a oltre duemila metri di quota.

Il cibo nei rifugi è di solito assolutamente delizioso e sostanzioso. La maggior parte dei rifugi offre cene di tre portate che vi rimettono in piedi, qualunque cosa abbiate camminato durante il giorno.

Le migliori tappe culinarie

Durante il trek non potete assolutamente perdere la cucina del Rifugio Sennes. L’ho già menzionato nell’itinerario, ma il loro Kaiserschmarrn con purea di mele è semplicemente leggendario. A volte lo sogno ancora, tant’era buono!

E quando sarete in città a Cortina, andate al Ristorante Pizzeria Croda. Hanno le pizze più buone e sottili di tutta la zona, e il loro formaggio non si può descrivere a parole. Io e Luca mangiamo sempre una pizza e la accompagniamo con un bicchiere di vino locale, proprio come si fa qui. 🍷

Dove andare dopo le Dolomiti

Se dopo il trek rimanete in zona (o, come noi, state ancora mettendo da parte l’avventura per quando il piccolo Jonáš sarà un po’ più grande 😄), date un’occhiata ai nostri altri articoli sulle Dolomiti: leggete cosa fare nelle Dolomiti, dove condividiamo il meglio di tutta la zona, oppure provate la nostra guida specifica sulle 5 escursioni per tutti nelle Dolomiti italiane. Tutti questi percorsi li abbiamo fatti anche con il piccolo Jonáš nel marsupio! ☺️

FAQ

Come arrivare all’Alta Via 1?

Il punto di partenza del trekking si trova presso il Lago di Braies (Pragser Wildsee). Il modo più semplice per arrivarci è prendere il treno fino ai paesini di Villabassa/Niederdorf o Dobbiaco/Toblach, da dove partono autobus di linea regolari per il lago. Da Cortina d’Ampezzo si può raggiungere anche in auto o con l’autobus regionale in circa un’ora.

Quando percorrere l’Alta Via 1?

Il periodo migliore per il trekking va da metà luglio ai primi di settembre, quando c’è maggiore probabilità di bel tempo e la neve sui passi si è completamente sciolta. Cercate però di evitare il periodo di Ferragosto (15 agosto), quando le montagne e i rifugi sono estremamente affollati.

Dove parcheggiare per l’Alta Via 1?

Solitamente si lascia l’auto nel paese di Dobbiaco (Toblach) nei parcheggi pubblici a lungo termine presso la stazione, oppure nei parcheggi gratuiti vicino a Cortina d’Ampezzo. Direttamente al Lago di Braies non è possibile il parcheggio a lungo termine per più giorni, o comunque risulterebbe molto costoso. Dalla fine del trekking a Belluno potrete poi tornare a prendere l’auto in treno o autobus.

Dove andare nelle Dolomiti italiane?

Se non avete in programma la traversata di dieci giorni, ottimi punti di partenza per escursioni giornaliere sono Cortina d’Ampezzo (per la parte orientale delle montagne), Ortisei in Val Gardena (per la zona dell’Alpe di Siusi e del Seceda) oppure Canazei (per i dintorni della Marmolada e del Passo Pordoi).

Posso dormire in tenda lungo il percorso?

No, purtroppo non è consentito lungo tutto il percorso. Il campeggio libero nei parchi nazionali delle Dolomiti è severamente vietato e i guardiaparco controllano molto attentamente e applicano multe salate. L’unica possibilità legale sono i rifugi di montagna.

Con quanto anticipo devo prenotare i rifugi?

A causa dell’enorme popolarità mondiale di questo trekking, consigliamo di iniziare a prenotare i rifugi con almeno 3-6 mesi di anticipo, quindi preferibilmente durante gennaio e febbraio per la stagione estiva. All’ultimo momento (a giugno o luglio) riuscirete a trovare posto solo con una grandissima dose di fortuna.

Serve l’attrezzatura da ferrata per l’Alta Via 1?

No, il percorso classico dell’Alta Via 1 è classificato come EE (Escursionisti Esperti) e non presenta tratti tecnicamente impegnativi da ferrata. I punti dove sono fissati cavi d’acciaio servono solo per una maggiore sicurezza e si superano con un po’ di attenzione anche senza imbragatura e casco. Se cercate percorsi attrezzati, orientatevi sul trekking dell’Alta Via 2.

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ViaggiEuropaAlta Via 1: La Regina dei Trek Plurigiornalieri nelle Dolomiti

Sull’autore

Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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