Svalbard, Norvegia: 15 cose da vedere e vivere alla fine del mondo nel 2026

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Forse pensi che la natura selvaggia del Nord finisca da qualche parte in Islanda o nell’estremo nord della Norvegia. Errore. Mille chilometri oltre il celebre Capo Nord si trova un arcipelago dove vivono più o meno tanti orsi polari quanti esseri umani. Le Svalbard (in norvegese Svalbard) fanno parte della Norvegia e sono esattamente quel tipo di destinazione che suona come un documentario irraggiungibile di National Geographic, ma in realtà da Oslo ci arrivi in aereo in appena tre ore. È probabilmente la natura artica più accessibile in cui puoi avventurarti senza grandi complicazioni logistiche.

Allo stesso tempo va detto senza giri di parole che non è una destinazione per backpacker low-cost che amano girare da soli per le montagne. Praticamente ogni gita fuori dalla capitale Longyearbyen è un’escursione a pagamento, perché a causa dell’onnipresente rischio di incontrare un orso polare, nella natura selvaggia semplicemente non si può andare senza una guida armata. Ma se lo metti in conto nel budget, ti aspetta un weekend artico assolutamente incredibile, pieno di ghiaccio blu, ghiacciai maestosi e natura nordica incontaminata.

Ho preparato per te una grande guida — dall’alloggio alle escursioni migliori fino a quanto ti costerà tutto quanto. Continua a leggere, ne vale la pena. Scoprirai che alle Svalbard trovi ottimi ristoranti e hotel di lusso, ma anche regole rigorose di protezione della natura, che dal 2025 si sono ulteriormente inasprite. Andiamo a scoprire insieme il meglio che questo arcipelago di ghiaccio ha da offrire.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Come arrivare: Ci volano tutto l’anno SAS e Norwegian direttamente da Oslo o via Tromsø, il volo dura poco meno di tre ore.
  • Sicurezza: Fuori dalla cosiddetta zona 10 (i dintorni di Longyearbyen) è obbligatorio avere strumenti per spaventare gli orsi; i turisti si muovono esclusivamente tramite escursioni a pagamento con guida armata.
  • Documenti: Le Svalbard non sono nell’area Schengen, hai obbligatoriamente bisogno del passaporto, ma non serve invece alcun visto.
  • Assicurazione: La classica tessera sanitaria europea (TEAM/EHIC) qui non vale, è indispensabile una buona assicurazione di viaggio commerciale.
  • Quando andare: Per le attività invernali (motoslitte, cani, grotte) sono ideali marzo e aprile, per le gite in barca i mesi estivi da giugno ad agosto.
  • Budget: Preparati a prezzi alti, indicativamente quattro giorni ti costeranno tra i 1.600 e i 2.700 € a persona a seconda della quantità di attività acquistate.

Quando partire per le Svalbard

Pianificare un viaggio alle Svalbard ruota principalmente attorno alla luce, perché qui le stagioni si dividono in base alla posizione del sole. Da metà novembre a fine gennaio sull’arcipelago regna la buia notte polare, quando il sole non sorge affatto sopra l’orizzonte e le attività sono molto limitate. I viaggiatori concordano sul fatto che, se non parti proprio per l’esperienza estrema del buio totale, è molto meglio scegliere i mesi un po’ più luminosi, in cui del paesaggio artico vedrai più che le semplici sagome delle montagne.

Il vincitore assoluto per il divertimento invernale è aprile, quando il paesaggio è ancora sotto una spessa coltre di neve, ma le giornate sono già bellissime, lunghe e piene di sole. Da fine febbraio circa comincia infatti la cosiddetta stagione blu, che i fotografi adorano per i suoi incredibili colori pastello che passano dal blu profondo fino al rosa. Le temperature medie in questi mesi si aggirano intorno ai meno quattordici gradi, ma con il vento onnipresente la temperatura percepita scende tranquillamente verso i trenta sotto zero. Ad aprile hai le condizioni migliori per motoslitte, slitte trainate dai cani ed esplorazione delle grotte di ghiaccio, quindi preparati al fatto che hotel ed escursioni vanno spesso esauriti con largo anticipo.

Se invece ti attirano di più le gite in barca, l’avvistamento di balene e trichechi o le lunghe camminate, devi partire nella stagione estiva. Il sole di mezzanotte splende qui ininterrottamente dal 20 aprile al 23 agosto, quindi hai a disposizione tutte le 24 ore del giorno per esplorare. I mesi estivi da giugno ad agosto offrono temperature più sopportabili, intorno ai cinque-otto gradi sopra lo zero, ma tieni presente che la neve che si scioglie e il permafrost trasformano la tundra in un terreno piuttosto fangoso. Non dimenticare quindi di mettere in valigia scarpe impermeabili davvero di qualità per guadare i ruscelli e una buona mascherina per dormire, perché il corpo, con il sole continuo, dopo qualche giorno è incredibilmente esausto.

La via di mezzo perfetta può essere invece la fine di agosto e l’inizio di settembre, perché in questo periodo torna lentamente il buio e la tundra si colora di splendide tonalità autunnali. Le barche navigano ancora, il terreno è al suo più asciutto dopo l’estate e i turisti sono già sensibilmente meno, così puoi goderti la natura artica con molta più tranquillità.

Dove alloggiare a Longyearbyen

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: preferiamo cercare l’alloggio su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività invece conviene confrontarli e acquistarli su GetYourGuide.

La capitale Longyearbyen è piuttosto piccola e la stragrande maggioranza delle strutture ricettive si trova o direttamente in centro, o nel vicino e più tranquillo quartiere di Nybyen. Un enorme vantaggio è che l’autobus dell’aeroporto si ferma davanti a tutti i principali hotel e pensioni, quindi all’arrivo non devi preoccuparti di complicati trasferimenti con le valigie nella neve. Il biglietto andata e ritorno costa 170 corone norvegesi (circa 15 €) e l’autobus è sempre puntualmente coordinato con tutti gli arrivi e le partenze. Ma con la prenotazione dell’alloggio non aspettare davvero: ad aprile hotel e guesthouse si riempiono da un giorno all’altro.

Se cerchi l’opzione più economica, i viaggiatori consigliano spessissimo il Gjestehuset 102 nel quartiere di Nybyen. È una guesthouse semplice ma pulita con un’ottima colazione, dove un letto in camera condivisa lo trovi da circa 60 € a notte. Da qui al centro sono circa trenta minuti a piedi, che si affrontano senza problemi, ma durante una bufera invernale può diventare piuttosto avventuroso. Proprio lì accanto trovi i popolarissimi Coal Miners’ Cabins (da circa 120 € a notte), che si trovano in capanne storiche accuratamente ristrutturate dei minatori originali e offrono un’atmosfera autentica davvero splendida.

Per gli amanti del comfort maggiore direttamente in centro città, un’ottima scelta è il Basecamp Hotel (da circa 450 € a notte), che al primo sguardo ti conquisterà con il suo lussuoso design da trapper, pieno di legno massiccio e pelli di foca. Molto popolare è anche il moderno Radisson Blu Polar Hotel Spitsbergen (da circa 290 € a notte), situato in una posizione strategica a due passi dal supermercato principale, e dopo una giornata intera di gelo apprezzerai le sue lussuose vasche idromassaggio all’aperto. Se cerchi qualcosa di davvero fuori dal comune, prova il Mary-Ann’s Polarrigg (da circa 160 € a notte), una pensione incredibilmente originale costruita in un ex dormitorio dei minatori con un ristorante assolutamente unico. A chi invece vuole concedersi un vero lusso boutique e non teme una leggera salita, consiglio caldamente l’elegante Funken Lodge, che vanta una cucina fantastica e una splendida vista su tutta la valle innevata.

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15 cose da vedere e fare alle Svalbard in Norvegia

Che tu scelga la fiaba invernale innevata, o al contrario l’esplorazione estiva dei fiordi verdi, le Svalbard hanno decisamente molto da offrire in ogni stagione. Ecco i miei quindici consigli — da quelli imperdibili ad alcune gemme nascoste in cui ti imbatti solo se sai dove cercare.

1. Respira l’atmosfera di Longyearbyen

La città più a nord del mondo con collegamenti aerei regolari è di per sé un luogo affascinante, che attraversi a piedi in un solo pomeriggio. Ci vivono circa duemilacinquecento abitanti provenienti da oltre cinquanta paesi del mondo, il che nel mezzo del deserto di ghiaccio crea una comunità incredibilmente cosmopolita e amichevole. Passeggia tra le variopinte casette di legno, che contrastano nettamente con l’aspro paesaggio artico, e non dimenticare di farti una foto davanti al famoso cartello stradale con l’orso polare, che con la scritta “Gjelder hele Svalbard” avverte che il pericolo vale per tutto l’arcipelago. Il cartello lo trovi appena all’uscita dalla città in direzione della valle di Adventdalen e oltre di esso non si può andare senza un’arma.

Una caratteristica della città è il forte richiamo al passato minerario, che si manifesta in un’usanza molto sorprendente per i turisti. Praticamente ovunque qui ci si toglie le scarpe, e non solo nel tuo hotel, ma anche al museo, all’università o al centro informazioni turistiche. Questa usanza nacque ai tempi in cui i minatori portavano sulle suole l’onnipresente polvere di carbone, e ancora oggi si rispetta rigorosamente, quindi metti sicuramente in valigia calze di lana calde. In contrasto con questo tepore domestico ci sono poi i fucili onnipresenti, per i quali davanti al supermercato locale e alla banca trovi appositi armadietti chiudibili a chiave.

💡 Consiglio: Un’altra curiosità assoluta è il fatto che sulle isole è ufficialmente vietato morire e nascere. A causa del permafrost, che spingerebbe i corpi di nuovo in superficie, il cimitero da decenni non accetta nuove sepolture e le donne incinte devono volare sulla terraferma alcune settimane prima del termine per partorire.

2. Esplora i musei artici e la chiesa più a nord del mondo

Se fuori infuria una bufera di neve o vuoi semplicemente riposarti dopo un’impegnativa gita di un’intera giornata, è il momento ideale per rifugiarti nel calore dei musei locali. Il principale e più importante è il splendidamente curato Svalbard Museum, che trovi direttamente nel moderno edificio del centro universitario proprio accanto al fiordo. L’esposizione interattiva ti guida attraverso la storia completa dell’arcipelago, dai primi esploratori e dai duri trapper, passando per le miniere di carbone fino alla moderna ricerca sullo scioglimento del permafrost. L’ingresso costa 160 corone norvegesi (circa 14 €), i bambini fino a diciotto anni entrano gratis e di solito è aperto tutti i giorni dalle dieci alle diciassette.

La seconda gemma per gli amanti della storia è il North Pole Expedition Museum, che si concentra dettagliatamente sugli affascinanti e spesso tragici tentativi di conquistare il Polo Nord. Qui scoprirai assolutamente tutto sugli enormi dirigibili Norge e Italia, con cui Roald Amundsen e Umberto Nobile cercarono di sorvolare le distese di ghiaccio. L’ingresso qui costa circa cento corone norvegesi e i due musei insieme ti occuperanno una piacevole mezza giornata.

💡 Consiglio: Durante la passeggiata in città non perdere assolutamente la visita alla Svalbard Kirke. È la chiesa più a nord del mondo, funziona come centro comunitario ed è aperta 24 ore su 24. Dentro puoi sederti in tutta tranquillità, scaldarti e persino versarti gratis un caffè o un tè caldo.

3. Fermati al caveau del giorno del giudizio

La Banca globale dei semi, conosciuta in tutto il mondo piuttosto come Svalbard Global Seed Vault, è senza dubbio uno dei progetti più interessanti e importanti del nostro pianeta. Questo enorme caveau è scavato 120 metri in profondità nella roccia, nel terreno perennemente ghiacciato, poco sopra l’aeroporto, e serve come backup definitivo in caso di catastrofe naturale o bellica su scala mondiale. Secondo i dati del 2026, al suo interno si trovano attualmente oltre 1,4 milioni di campioni di semi di piante agricole di tutto il mondo, che qui dormono al sicuro a una temperatura ben sotto lo zero.

Purtroppo non potrai entrarci: il caveau è rigorosamente chiuso al pubblico e in passato ha inoltre avuto problemi con infiltrazioni d’acqua dal permafrost in scioglimento, quindi tutto il tunnel d’ingresso è stato impermeabilizzato. Attorno al portale passa però una normale strada e l’iconica struttura in cemento con l’installazione luminosa turchese sul tetto vale ogni passo.

💡 Consiglio: A piedi dal centro città è piuttosto lontano e in salita. Al caveau però ti porta comodamente la maggior parte dei tour panoramici della città, per esempio il popolarissimo tour in minibus di Kalo Sightseeing, che per 385 corone norvegesi offre un’ottima introduzione di due ore ai segreti di Longyearbyen.

4. Scendi nel cuore di una grotta di ghiaccio

Questo, secondo molti viaggiatori entusiasti dei forum, è il vero apice di una visita invernale alle Svalbard e un’esperienza che non si dimentica. Durante il breve disgelo estivo l’acqua scava profondi canali nei ghiacciai, che in inverno gelano di nuovo e creano affascinanti grotte scintillanti piene di ghiaccio blu. Queste popolari escursioni si organizzano tipicamente da fine gennaio a metà maggio e portano più spesso al vicino ghiacciaio Longyearbreen, che si erge maestoso nella valle poco fuori città.

Arrivare alla grotta stessa è un’avventura di per sé, perché ti ci porterà uno speciale gatto delle nevi cingolato chiamato snowcat. All’ingresso del ghiacciaio riceverai poi un casco con frontalino e ti farai strada con la guida attraverso stretti corridoi di ghiaccio, che giocano con tutte le possibili sfumature di blu e bianco. Alcuni passaggi richiedono un po’ di strisciamento e scivolamento, ma con una forma fisica media ce la fa chiunque. Un’escursione di tre ore con un’agenzia come Snowfox Travel costa circa 1.300 corone norvegesi (circa 110 €) e quella vista sul ghiaccio vecchio di migliaia di anni vale decisamente ogni centesimo.

5. Vivi il silenzio su una slitta trainata dai cani

Mentre le motoslitte fanno un rumore enorme e puzzano di benzina, un giro sulla slitta trainata da un branco di husky entusiasti ti permette di vivere la natura artica come non la vivrai né dalla cabina di una motoslitta né dal ponte di una barca: nel silenzio assoluto, solo tu e il branco. Le slitte trainate dai cani sono tra le attività invernali più amate e puoi scegliere tra brevi uscite di tre ore nella valle di Adventdalen fino a impegnative spedizioni di più giorni. I viaggiatori sui forum lodano moltissimo l’approccio delle fattorie familiari locali come Green Dog Svalbard o Arctic Husky Travellers, dove al primo sguardo si vede che i cani sono per i proprietari veri compagni e che gli animali sono accuditi in modo eccellente. Una gita di mezza giornata ti costa circa dai due ai tremila corone norvegesi.

La buona notizia è che questa esperienza autentica non te la perdi nemmeno se parti nei mesi estivi senza neve. In estate infatti i gestori attaccano i cani a speciali carretti con le ruote, che per gli animali è un ottimo allenamento estivo e per te un’avventura non meno emozionante. I cani amano letteralmente l’inverno e il correre, e il loro abbaiare entusiasta e rumoroso prima della partenza ti carica di energia all’istante. È inoltre una delle poche attività all’aperto che ha enorme senso anche durante la profonda notte polare, quando verso mezzogiorno riesci almeno un po’ a distinguere le colline innevate circostanti.

6. Raggiungi un ghiacciaio in motoslitta

A Longyearbyen ci sono registrate poco più motoslitte che abitanti, e nei mesi invernali rappresentano per la gente del posto il mezzo di trasporto principale. L’escursione di un’intera giornata più popolare ti porta al fiordo ghiacciato Tempelfjorden, dove dopo alcune decine di chilometri ti si apre davanti la parete mozzafiato del ghiacciaio Tunabreen. Queste gite sono una scelta assolutamente ideale per un primo approccio alla guida della motoslitta e le organizza per esempio Hurtigruten Svalbard, che da poco offre persino motoslitte elettriche silenziose.

Per i più esperti e coraggiosi c’è la lunga traversata verso la remota costa orientale, dove hai una possibilità molto maggiore di scorgere in lontananza il re dell’Artide. Tieni però presente che sulla motoslitta passerai tranquillamente otto ore di fila, e il gelo artico combinato con la velocità di guida può essere davvero implacabile anche con la tuta noleggiata. Dal 2025 vige inoltre il rigoroso divieto di entrare con le motoslitte sul ghiaccio marino nei fiordi protetti dopo il primo marzo, affinché i turisti non disturbino gli orsi a caccia di foche.

💡 Consiglio: L’escursione al Tempelfjorden costa circa 3.500 corone norvegesi per il conducente (circa 300 €). Ma se non hai esperienza di guida o vuoi risparmiare, non aver paura di iscriverti come passeggero, che di solito paga solo circa 2.100 corone norvegesi e può godersi tranquillamente per tutto il tragitto il paesaggio che scorre.

7. Naviga in barca attraverso un fiordo di ghiaccio

Nella stagione estiva, da metà maggio a ottobre, la neve si scioglie e l’azione principale si sposta dalla terraferma all’acqua. L’Isfjorden è un enorme sistema di fiordi che, grazie all’influsso della calda Corrente del Golfo, rimane per la maggior parte dell’anno senza ghiaccio compatto. Uno dei modi più piacevoli ed ecologici per esplorarlo sono le navigazioni sulle moderne imbarcazioni elettriche ibride Brim Explorer, che offrono una marcia assolutamente silenziosa ed enormi finestre panoramiche. Una navigazione di quattro ore costa circa 2.295 corone norvegesi e ti porta a splendide falesie popolate da uccelli.

Durante la navigazione arrivi vicinissimo ai maestosi fronti dei ghiacciai, dai quali con un boato si staccano enormi blocchi di ghiaccio blu direttamente in mare. A bordo regna un gran comfort, puoi bere un caffè o un tè caldo nel salone riscaldato e uscire sul ponte aperto solo quando compare qualcosa di interessante da fotografare. Tieni però presente che dal 2025 sono entrate in vigore nuove regole di protezione, secondo cui nei parchi nazionali protetti non possono entrare imbarcazioni con capacità superiore ai 200 passeggeri, e il capitano deve mantenere una distanza obbligatoria dagli orsi polari di ben 300-500 metri.

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8. Scopri la città fantasma sovietica di Pyramiden

La visita all’insediamento di Pyramiden è come un affascinante viaggio nel tempo verso l’epoca della profonda Unione Sovietica. Questo antico orgoglio minerario, gestito ancora oggi dalla compagnia statale russa Trust Arktikugol, fu completamente abbandonato nel 1998, appena due anni dopo il tragico incidente aereo in cui morirono 141 abitanti del posto. Grazie al gelo artico l’insediamento è rimasto perfettamente conservato e oggi ci vivono solo una decina o ventina di persone che si occupano della manutenzione. Ci si arriva in estate in barca durante una gita di un’intera giornata, per circa 2.800 corone norvegesi.

Passeggiando tra i palazzi vuoti ti avvolge un’atmosfera davvero particolare, leggermente inquietante. Da vedere c’è una casa della cultura sorprendentemente ben conservata, una vecchia piscina, mense vuote e anche la statua di Lenin più a nord del mondo, che dalla piazza guarda verso il maestoso ghiacciaio Nordenskiöldbreen. Poiché si tratta di un’area abbandonata senza sorveglianza fissa contro gli orsi, e gli orsi a volte passano proprio tra le case, la passeggiata per la città avviene rigorosamente in gruppo compatto con una guida armata, e non ti puoi staccare dal gruppo nemmeno di un passo — e, sinceramente, in un posto dove gli orsi passano proprio tra le case, non dispiace nemmeno a nessuno.

9. Dai un’occhiata alla russa Barentsburg

A differenza di Pyramiden, Barentsburg è ancora un insediamento minerario attivo, abitato da circa quattrocento minatori russi e ucraini, dove ogni anno si estraggono ancora circa centomila tonnellate di carbone. La maggior parte degli edifici risale agli anni Settanta e Ottanta e qui trovi una scuola funzionante, una cappella ortodossa e un birrificio unico chiamato Orso Rosso (Krasnyj Medveď), dove in condizioni artiche si produce birra locale. A Barentsburg si va normalmente in barca nell’ambito di gite di mezza giornata, o in inverno in motoslitta.

Bisogna però menzionare il complesso contesto politico attuale, che influenza le possibilità di visita. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’ente turistico norvegese locale Visit Svalbard ha invitato al boicottaggio della compagnia statale russa Trust Arktikugol, che gestisce sia Barentsburg che Pyramiden. Per questo motivo la maggior parte delle imbarcazioni norvegesi, come per esempio Polar Charter, offre per circa 2.300 corone norvegesi solo una navigazione nel fiordo con vista sulla città e il cosiddetto “window shopping”. In alternativa puoi passeggiare per l’insediamento senza spendere alcun denaro per servizi, evitando così di sostenere l’impresa statale russa.

10. Parti per un’escursione con guida armata

Le Svalbard offrono splendide possibilità per il trekking, ma come già sai dall’introduzione, fuori città oltre il cartello con l’orso non puoi fare un solo passo senza un fucile carico. Per le escursioni individuali fuori dalla cosiddetta Zona 10 hai persino bisogno di un’assicurazione speciale e del permesso del governatore. Le agenzie locali organizzano quindi ottime camminate guidate sulle vette circostanti, che affronti in sicurezza anche con una forma fisica media, e la guida si occupa di tutta la sicurezza. Molto amata è la salita alla montagna Trollsteinen o alla Sarkofagen, da cui si gode una vista fantastica su due ghiacciai vicini.

Una variante più breve e semplice è la camminata serale sulla montagna a pianoro Platåberget proprio sopra Longyearbyen, che offre per esempio Svalbard Wildlife Expeditions per 870 corone norvegesi (circa 75 €) e che i viaggiatori lodano moltissimo. Durante il tragitto le guide si occupano non solo della tua sicurezza, ma raccontano anche storie affascinanti su geologia, estrazione del carbone e fauna artica.

💡 Consiglio: Se parti per un’escursione estiva, preparati al fatto che il permafrost sciolto trasforma il paesaggio in un’enorme spugna. Guaderai fango e attraverserai ruscelli ghiacciati, quindi una necessità assoluta sono scarponi alti e impermeabili al cento per cento, altrimenti dopo cinque minuti avrai i piedi completamente bagnati.

11. Osserva l’unica fauna artica

Anche se un orso polare non lo scorgerai da vicino così facilmente, di animali qui ce ne sono tantissimi da vedere e la natura artica è sorprendentemente viva. Praticamente ovunque nei dintorni della città ti imbatterai in graziose renne delle Svalbard, di cui sulle isole vivono oltre ventiduemila esemplari. A causa dell’adattamento all’inverno hanno gambe sorprendentemente corte e un corpicino a botte, quindi più che un maestoso animale nordico ricordano un pony peloso. Non hanno nemici naturali, quindi non temono affatto le persone e ti lasciano avvicinare a pochi metri, ma per favore non stressarle inutilmente fotografandole da vicino.

Attorno alle falesie degli uccelli, come la famosa zona di Alkefjellet, si aggirano spesso agili volpi artiche nella variante blu e bianca della pelliccia, che in estate cercano uova cadute. Nei fiordi puoi poi comunemente scorgere dalla barca enormi trichechi che riposano sulle spiagge, per esempio alla popolare tappa di Poolepynten. Ricorda però che dal 2025 vigono regole rigorose e le imbarcazioni devono mantenere una distanza di almeno 150 metri dalle colonie di trichechi. E se volessi partire per una gita proprio a caccia di orsi, sappi che nessun “polar bear tour” commerciale qui esiste ufficialmente, perché l’inseguimento attivo degli orsi è severamente vietato e punito con una multa.

12. Festeggia il ritorno del sole al Solfest

La fine della notte polare alle Svalbard è un evento assolutamente cruciale dell’anno, che tutti gli abitanti attendono con incredibile trepidazione dopo lunghi mesi di buio totale. Il sole spunta sopra l’orizzonte già a metà febbraio, ma a causa delle alte montagne che stringono Longyearbyen da ogni lato, i primi raggi cadono direttamente sulla città solo l’8 marzo esatto. Questo giorno si celebra con il grandioso festival Solfest, quando tutta la comunità si riunisce sulle scale del vecchio ospedale e con enorme entusiasmo dà il bentornato al sole. Proprio il periodo appena prima di questa data, la cosiddetta ora blu, è considerato la parte dell’anno più gratificante dal punto di vista fotografico.

Dal 20 aprile il sole non tramonta più affatto sotto l’orizzonte e inizia il periodo del sole di mezzanotte, che dura ininterrottamente fino al 23 agosto. È un enorme sforzo per il bioritmo, perché alle tre di notte fuori splende il sole con la stessa intensità delle tre del pomeriggio, cosa che confonde il corpo. Se parti qui in estate, ti consiglio assolutamente di mettere in valigia una mascherina per dormire davvero di qualità. Molti viaggiatori confessano sui forum di essere stati completamente esausti dopo una settimana di sole continuo, semplicemente perché nella camera d’hotel illuminata non riuscivano a dormire per bene.

13. Circumnaviga l’arcipelago su una nave da spedizione

Se hai a disposizione un budget più generoso e vuoi vedere l’assoluto meglio della selvaggia Artide, una crociera da spedizione di più giorni è semplicemente un altro campionato, e purtroppo anche il prezzo lo rispecchia. Tradizionalmente si va sulla costa occidentale verso il Magdalenefjorden, oppure a luglio e agosto, quando si scioglie il ghiaccio sulla costa orientale, si intraprende la circumnavigazione completa di tutto l’arcipelago. Una crociera del genere, di dieci-quattordici giorni, ti costa circa dai 7.000 ai 12.000 euro. Sulle imbarcazioni più piccole raggiungi luoghi dove il piede di un turista normalmente non mette piede, ed è proprio da qui che c’è di gran lunga la possibilità maggiore di osservare in sicurezza gli orsi polari a caccia sui banchi di ghiaccio.

Presta però enorme attenzione alle nuove regole in vigore dall’inizio del 2025. La Norvegia ha infatti inasprito radicalmente la protezione della natura, quindi nelle aree protette e nei parchi nazionali possono entrare solo imbarcazioni con capacità fino a 200 passeggeri. Lo sbarco a terra tramite i gommoni Zodiac è inoltre consentito solo in 43 luoghi selezionati in anticipo invece delle centinaia di località originarie. A bordo e a terra vige inoltre da poco il divieto assoluto di volare con i droni, quindi scordati subito le amate riprese aeree dei ghiacciai: le multe per le violazioni sono astronomiche.

14. Non farti ingannare dal mito dell’aurora boreale

Molti viaggiatori comprano costosi biglietti aerei per le Svalbard nel pieno dell’inverno con l’idea di vedere qui la migliore e più luminosa aurora boreale del mondo. La verità è però crudele per molti: le Svalbard si trovano paradossalmente troppo a nord e sono spesso al di fuori del cosiddetto ovale aurorale, che si estende più a sud attraverso la Scandinavia continentale. Le guide locali e i viaggiatori esperti sui forum concordano all’unanimità: se il tuo obiettivo principale è la danzante aurora borealis, farai molto meglio a puntare sulla terraferma norvegese, verso Tromsø o le isole Lofoten.

Le Svalbard hanno comunque una rarità enorme che altrove al mondo non vivrai. Dato che durante la notte polare, da novembre a fine gennaio, regna il buio totale anche di giorno, è l’unico luogo abitato sulla Terra dove puoi osservare l’aurora boreale tranquillamente a mezzogiorno. La chiamano “daytime aurora” e pare abbia una sfumatura leggermente diversa da quella notturna. Se durante il buio inverno la sera ti manca un programma, ti consiglio caldamente la visita alla baita Camp Barentz poco fuori città, dove per circa 1.545 corone norvegesi ricevi accanto al fuoco un’ottima cena calda e una coinvolgente conferenza sulla vita degli orsi polari.

15. Scopri l’alta gastronomia artica e il birrificio

Per quanto Longyearbyen sia piccola ed estremamente remota, offre una scena gastronomica sorprendentemente fantastica, che non ha nulla da invidiare alle grandi città europee. Importare ingredienti freschi per via aerea è sì estremamente costoso, ma gli chef locali ci fanno veri miracoli. Per una serata eccezionale vai al ristorante di culto Huset, che offre un fine dining di prim’ordine e vanta un’incredibile cantina con oltre 15.000 bottiglie, il che la rende una delle cantine più grandi di tutta la Scandinavia. Una rarità locale è anche il birrificio più a nord del mondo, Svalbard Bryggeri, dove puoi fare una visita guidata e assaggiare birra prodotta con l’acqua di un antico ghiacciaio.

Per un pranzo o una cena rilassata è invece perfetto il leggendario ristorante Kroa, dove fanno un’ottima pizza (metti in conto un prezzo intorno ai 25 €), o il moderno gastropub Svalbar, famoso per i suoi hamburger genuini. Un ottimo caffè e praline al cioccolato li trovi invece nella caffetteria più a nord del mondo, Fruene. Per chi non mangia carne, è bene sapere che qui si può stare senza troppi problemi: un ottimo menù vegetariano lo offre per esempio il ristorante del Funken Lodge. Le specialità di carne locali descritte sui menù ruotano infatti esclusivamente attorno a renna, balena e foca, il che non è decisamente per tutti.

💡 Consiglio: L’alcol sulle isole si vende in regime di zona franca, quindi è più economico che sulla terraferma norvegese, ma il suo acquisto ha regole storiche molto rigorose. Gli abitanti del posto hanno quote mensili e tu, come turista, devi obbligatoriamente mostrare alla cassa del negozio Nordpolet la carta d’imbarco o il biglietto aereo di ritorno, altrimenti non ti venderanno nemmeno una singola birra o un vino.

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Dove andare dopo le Svalbard

La tua avventura artica non deve certo finire qui. I collegamenti aerei attraverso la Norvegia continentale offrono un’ottima occasione per combinare la visita all’arcipelago di ghiaccio con altre bellezze nordiche.

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Domande frequenti

Pianificare un viaggio oltre il circolo polare porta con sé molte particolarità che in una normale vacanza in Europa non devi affrontare. Ho quindi selezionato le domande più frequenti che mi arrivano riguardo alle Svalbard e ho preparato risposte chiare, così che prima del viaggio niente ti colga di sorpresa.

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Lucie Konečná
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