Vacanza a Zanzibar (Tanzania): 21 consigli su cosa vedere e quando andare nel 2026

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Sabbia bianchissima e fine come la farina, l’acqua turchese dell’Oceano Indiano e il profumo dei chiodi di garofano sospeso nell’aria tropicale e calda. Zanzibar, in Tanzania, è per molti sinonimo di paradiso perfetto, ma se hai intenzione di andarci devi prepararti a una cosa fondamentale. Non è solo una destinazione balneare: è un’isola dal carattere unico, con una storia ricca e a tratti molto buia, e una cultura completamente diversa che ti conquisterà all’istante oppure ti spiazzerà un po’.

Se cerchi resort asettici e tagliati fuori dalla realtà, forse non è il posto che fa per te. Zanzibar è infatti l’Africa autentica con tutto ciò che comporta, compresa la polvere onnipresente fuori dai cancelli degli hotel di lusso, i venditori insistenti sulle spiagge e una percezione del tempo del tutto diversa. Il motto locale “pole pole” (piano, piano) qui non è solo una frase per turisti, ma un vero e proprio stile di vita a cui semplicemente dovrai adattarti.

Quindi cosa ti aspetta? Una marea insidiosa, un po’ di burocrazia e 21 consigli che sarebbe un peccato saltare. Metti in valigia una crema solare ad alta protezione e partiamo.

Contenuto dell'articolo

Riassunto

  • La marea è fondamentale: sulla costa orientale l’oceano si ritira anche di un chilometro e si può fare il bagno solo poche ore al giorno. Se vuoi nuotare sempre, scegli le spiagge settentrionali di Nungwi o Kendwa.
  • Costi extra: preparati al fatto che solo per le formalità d’ingresso (visto, assicurazione obbligatoria e tasse) pagherai circa 94 USD a persona ancora prima di lasciare l’aeroporto.
  • Non aspettarti l’Egitto: i resort all inclusive di Zanzibar sono più piccoli, più intimi e i servizi funzionano a un ritmo africano molto più lento e rilassato.
  • Quando partire: il tempo migliore va da giugno a ottobre e poi da dicembre a febbraio. Evita assolutamente aprile e maggio, quando l’isola viene flagellata da piogge abbondanti.
  • Compra le escursioni con intelligenza: i prezzi dei venditori locali in spiaggia sono di norma del 40% più bassi di quelli che ti propone l’animatore dell’hotel.
  • Cultura e rispetto: si tratta di un’isola prevalentemente musulmana, quindi fuori dalle spiagge degli hotel è buona educazione coprire spalle e ginocchia.
  • Sicurezza e salute: l’isola è abbastanza sicura, ma proteggiti dalle zanzare con un buon repellente e bevi esclusivamente acqua in bottiglia.

Quando partire per Zanzibar

La data del viaggio a Zanzibar non è un dettaglio: il clima tropicale qui funziona in modo completamente diverso dal nostro, è regolato dai venti e non dalle quattro stagioni, e scegliere il mese sbagliato può costarti davvero caro. Il periodo migliore per visitare l’isola va da giugno a ottobre, quando soffia il piacevole vento Kusi. Le temperature si mantengono intorno agli ideali 28-30 gradi e l’umidità, per gli standard locali, è abbastanza sopportabile.

Un’altra ottima possibilità è la cosiddetta breve stagione secca, che dura più o meno da metà dicembre a fine febbraio. Devi però prepararti al fatto che è il periodo più caldo dell’anno, con temperature che arrivano ai 34 gradi e un oceano che ricorda una vasca tiepida. Intorno a novembre e inizio dicembre arrivano le cosiddette piccole piogge (vuli), che si manifestano piuttosto come rapidi rovesci pomeridiani e si gestiscono senza problemi.

Ciò che devi assolutamente evitare è la stagione delle grandi piogge chiamata masika, che culmina ad aprile e maggio. In questo periodo possono cadere tranquillamente anche 400 millimetri di pioggia, molti hotel e ristoranti chiudono del tutto e il mare è spesso agitato. Anche se le agenzie di viaggio ti attireranno con prezzi bassissimi, una vacanza in questo periodo semplicemente non ne vale la pena.

Dove alloggiare a Zanzibar

Come già detto, su quest’isola più che altrove vale la regola che la scelta della costa giusta determina il carattere dell’intera vacanza. Se per te la priorità è fare il bagno in mare in qualsiasi momento della giornata, devi dirigerti a nord, verso le spiagge di Nungwi e Kendwa. Qui la marea è minima e il mare si ritira solo di qualche decina di metri.

A nord-ovest vale la pena menzionare lo Zuri Zanzibar: design splendido, spiaggia privata e bagno illimitato tutto il giorno. Per gli amanti dei classici grandi resort, un’ottima scelta è il Riu Palace Zanzibar, All Inclusive, Adults Only a Nungwi, che offre un servizio di prim’ordine senza bambini. Se cerchi lusso e privacy assoluti, dai un’occhiata al Safira Blu Luxury Resort & Villas, tra i luoghi più apprezzati dell’isola.

La costa orientale è invece un paradiso per gli amanti della tranquillità, delle lunghe passeggiate sul fondale scoperto e del kitesurf. Devi però mettere in conto che qui l’acqua durante il giorno si ritira tranquillamente anche di un chilometro e potrai nuotare solo in brevi finestre intorno all’alta marea. Nella zona di Matemwe e Pongwe troverai una pace meravigliosa, offerta dall’elegante Sunshine Marine Lodge o dall’incredibilmente lussuoso Tulia Zanzibar Unique Beach Resort, dove la parola all inclusive assume tutta un’altra dimensione.

A sud-est, intorno ai villaggi di Paje e Jambiani, regna un’atmosfera molto rilassata, quasi da backpacker, piena di surfisti e giovani. Proprio nel cuore della comunità kite si trova il bellissimo boutique hotel Mahali Zanzibar, mentre poco più in là a Jambiani trovi il piacevole e più economico Blue Oyster Hotel. Tutto a est, sulla spiaggia di Bwejuu, si trova il maestoso Baraza Resort and Spa Zanzibar, che ricorda un palazzo arabo. E se vuoi respirare la storia, consiglio di trascorrere almeno una notte nella capitale, a Stone Town, idealmente nel magico hotel Emerson on Hurumzi, dove ti sentirai come in una fiaba delle Mille e una notte.

21 consigli su cosa vedere e fare a Zanzibar

C’è davvero tanto da vivere qui. Dal perdersi tra gli antichi vicoli e scoprire le profumate piantagioni di spezie fino al vero dolce far niente in spiaggia, quando ti limiti a fissare quell’azzurro infinito. Ho preparato per te un elenco del meglio che l’isola offre, così puoi scegliere esattamente ciò che ti diverte di più. ☺️

Allo stesso tempo, però, qui ti imbatterai in tante piccole insidie africane, dai venditori insistenti fino al mutevole oceano, quindi è meglio essere preparati. Andiamo a vedere cosa non dovresti assolutamente perderti durante il tuo viaggio.

1. Comprendi la marea di Zanzibar e scegli la spiaggia giusta

La marea è l’argomento in assoluto più importante, di cui si discute all’infinito sui vari forum di viaggio. La costa orientale dell’isola è estremamente bassa, il che significa che con la bassa marea il mare si ritira anche di centinaia di metri, a volte addirittura di un chilometro. Si può quindi fare il bagno solo per circa due o tre ore intorno al picco dell’alta marea, altrimenti davanti a te vedrai solo il fondale corallino scoperto, pieno di pozze e alghe.

Questo fenomeno si ripete due volte al giorno e gli orari si spostano ogni giorno di circa 30-40 minuti, quindi dovrai abituarti a consultare le tabelle delle maree. Non è però un vero e proprio difetto. La bassa marea offre un’ottima occasione per esplorare il fondale marino, le cosiddette reef walks, durante le quali puoi osservare stelle marine, granchi e il lavoro delle donne locali nelle coltivazioni di alghe.

Allo stesso tempo è assolutamente indispensabile portare con sé delle buone scarpe da scoglio, perché nelle secche si nasconde un’enorme quantità di ricci di mare. Se non riesci a immaginare una vacanza senza poter tuffarti tra le onde in qualsiasi momento della giornata, la tua scelta è chiarissima. Devi optare per le località settentrionali di Nungwi o Kendwa, dove il fondale ha una pendenza più ripida e l’acqua si ritira solo di poco.

2. Preparati alla burocrazia e alle formalità del 2026

Arrivare su quest’isola tropicale negli ultimi anni è diventato piuttosto costoso ed è bene tenerne conto in anticipo nel budget. La base è il visto turistico, che costa 50 USD ed è meglio richiederlo comodamente da casa tramite il portale ufficiale governativo e-Visa. Puoi acquistarlo anche dopo l’atterraggio in aeroporto, ma preparati a fare una coda piuttosto lunga e scomoda nella calda hall dell’aeroporto.

Le spese però non finiscono certo qui, anzi. Dall’autunno 2024 per tutti i visitatori è obbligatoria l’assicurazione locale ZIC, che costa 44 USD per un adulto e 22 USD per i bambini fino ai diciassette anni. La richiedi tramite il sito ufficiale visitzanzibar.go.tz e all’immigrazione dovrai mostrare il codice QR generato. È fondamentale sapere che questa assicurazione locale non sostituisce in alcun modo la tua classica assicurazione di viaggio: semplicemente devi averle entrambe.

Inoltre l’hotel ti addebiterà una tassa infrastrutturale di 4-5 USD a persona a notte, spesso non inclusa nel prezzo del pacchetto. Sommando tutto, una famiglia con due bambini paga solo per queste tasse circa 600 USD, una cifra che incide parecchio sul budget. Fai anche molta attenzione ai vari siti non ufficiali che offrono il “ZanzibarPass” applicando enormi sovrapprezzi per l’intermediazione.

3. Ridimensiona le aspettative: l’all inclusive qui non è come in Egitto

Uno dei motivi più comuni di delusione dei turisti è un’aspettativa sbagliata. Spesso si confrontano i resort di Zanzibar con quelli egiziani o turchi, ma è un’idea del tutto fuorviante. Gli hotel qui sono molto più intimi e raramente troverai enormi complessi con cinque piscine, animatori rumorosi e infiniti scivoli per i bambini.

Anche la qualità e l’ampiezza dell’all inclusive sono diverse. Al prezzo di un hotel a cinque stelle egiziano, a Zanzibar ottieni un solido quattro stelle, dove si serve prevalentemente alcol locale e la scelta al buffet è decisamente più modesta. Inoltre il servizio funziona all’onnipresente ritmo africano pole pole, quindi a volte dovrai aspettare un po’ il tuo cocktail al bar, e arrabbiarsi non ha assolutamente alcun senso.

Un’altra enorme differenza è ciò che circonda l’hotel. Mentre in altre destinazioni esci dal resort su una curata passeggiata piena di negozietti, qui dietro il muro dell’hotel inizia il crudo villaggio africano. Vedrai strade polverose, galline che girano e abitazioni molto modeste degli abitanti del posto. In breve: non venire qui per l’hotel, vieni per l’atmosfera, e considera l’hotel solo come una base da cui partire alla scoperta della vera isola.

4. Salute e prevenzione contro la malaria

Le questioni sanitarie sono sempre un grande tema prima di un viaggio verso destinazioni africane, e qui non fanno eccezione. Secondo i CDC statunitensi tutta Zanzibar è ancora classificata come zona a rischio malaria, motivo per cui ufficialmente raccomandano l’assunzione di antimalarici. D’altra parte, grazie a massicci programmi di eradicazione, la presenza sull’isola stessa è oggi molto bassa e molti medici, per un soggiorno esclusivamente balneare, non richiedono nemmeno la profilassi.

La cosa più sensata è prenotare con largo anticipo una visita presso un centro di medicina dei viaggi e valutare l’intera situazione con uno specialista, su misura per il tuo stato di salute. Qualunque sia la tua decisione, la base assoluta è la prevenzione contro le punture di zanzara, perché questi fastidiosi insetti possono trasmettere anche la febbre dengue, attiva soprattutto durante il giorno.

Un repellente con DEET (almeno al 30%) è assolutamente fondamentale: applicalo con costanza, soprattutto dal pomeriggio in poi. Per bere e lavarti i denti usa esclusivamente acqua in bottiglia e attenzione al ghiaccio fuori dall’hotel. Epatite A+B e tifo dovrebbero essere sistemate prima della partenza. Se viaggi dall’Italia, ricorda anche di portare con te una scorta dei farmaci di base, perché fuori dalle città è difficile trovare una farmacia ben fornita.

5. Come gestire con il sorriso i venditori in spiaggia e i Masai

Quando uscirai dall’hotel verso la spiaggia per la prima volta, probabilmente ti circonderà subito un gruppetto di venditori locali, i cosiddetti papasi o beach boys. Le spiagge di Zanzibar sono infatti pubbliche per legge, quindi i resort non possono allontanare questi venditori finché restano vicino alla linea di marea. Ti offriranno di tutto, dalle statuette intagliate alle noci di cocco fresche, fino alle escursioni in barca per l’intera giornata.

All’inizio può essere un po’ fastidioso, soprattutto sulle spiagge affollate del nord, ma è importante mantenere calma ed empatia. La maggior parte degli abitanti dell’isola vive con meno di 5 USD al giorno e la vendita in spiaggia è per loro l’unica fonte di sostentamento. Se non ti interessa nulla, funziona un cortese ma molto deciso “hapana asante” (no, grazie) e dopo qualche giorno smetteranno di notarti.

Spesso incontrerai anche giovani uomini in tradizionali abiti rossi: sono i Masai provenienti dalla terraferma. In sostanza sono al lavoro, si guadagnano da vivere vendendo perline e facendosi fotografare con i turisti, quindi se vuoi fotografarli, semplicemente pagali oppure compra qualcosa. Sii gentile con loro, la maggior parte chiacchiera volentieri e le loro storie meritano davvero.

6. Una tappa emozionante all’antico mercato degli schiavi

La capitale Stone Town è un affascinante labirinto di vicoli, ma ha anche un passato molto buio e doloroso. Fino alla fine del XIX secolo questo luogo è stato uno dei più grandi centri del commercio di schiavi dell’Africa orientale. La visita all’Old Slave Market, che sorge sul sito dell’antico mercato, è un’esperienza emotivamente fortissima, che non dovresti assolutamente saltare se vuoi comprendere la storia dell’isola.

Nel luogo dove un tempo si consumavano le peggiori tragedie umane, oggi sorge una bella cattedrale anglicana costruita negli anni ’70 dell’Ottocento. All’interno dell’area, con un biglietto di circa 5 USD, troverai un museo molto ben curato, che descrive in dettaglio e senza filtri la storia della schiavitù nella regione. La parte più agghiacciante della visita sono le anguste camere sotterranee, dove le persone venivano stipate in condizioni del tutto disumane prima di essere vendute al mercato.

Davanti alla cattedrale si trova un toccante monumento composto da statue di pietra di schiavi legati con vere catene di ferro dell’epoca. Non è esattamente un pomeriggio allegro, ma ne uscirai con la sensazione di capire un po’ di più Zanzibar, e ne vale la pena.

7. Perditi nei vicoli della magica Stone Town

La città di pietra, ovvero Stone Town, patrimonio culturale dell’UNESCO, è il cuore assoluto dell’isola. Il modo migliore per conoscerla è semplicemente buttare via la mappa e perdersi deliberatamente tra i suoi vicoli stretti e tortuosi. L’architettura qui è un mix straordinario di influenze swahili, arabe, indiane ed europee, che riflette secoli di intensi traffici commerciali sulle coste dell’Oceano Indiano.

Passeggiando noterai sicuramente uno dei più grandi simboli della città. Sono le massicce porte in legno splendidamente intagliate, di cui qui se ne sono conservate diverse centinaia. Dalla forma e dalle decorazioni capisci se la casa apparteneva a un ricco mercante indiano o a un’élite araba: tipiche, ad esempio, sono le grandi punte di ottone, che in origine in India servivano come protezione contro gli elefanti.

Le strade sono piene di vita, scooter e biciclette si infilano ovunque, profuma di caffè appena tostato e da decine di piccole moschee si leva regolarmente il canto dei muezzin. Consiglio di fermarti almeno una notte: quando i turisti giornalieri se ne vanno e restano solo i locali e pochi viaggiatori, Stone Town è un posto completamente diverso. Più silenzioso, più scuro e molto più autentico.

8. House of Wonders e cena serale a Forodhani

Girovagando per la città, prima o poi arriverai sul lungomare, dove ti imbatterai in uno degli edifici più famosi dell’isola. La Casa delle Meraviglie, ovvero la House of Wonders, era il vanto dei sultani omaniti, perché fu il primo edificio dell’Africa orientale ad avere illuminazione elettrica e un ascensore funzionante. Purtroppo, nel dicembre 2020 gran parte della facciata storica è crollata e da allora l’edificio è circondato da una recinzione metallica. È tuttora chiuso, è in corso una lunga ristrutturazione e non potrai assolutamente entrare, quindi non farti attirare dalle offerte di finte guide.

Proprio accanto, però, troverai un luogo che con il tramonto si anima completamente. I Giardini Forodhani ogni sera si trasformano in un enorme e rumoroso mercato notturno di street food. Vedrai decine di bancarelle illuminate, da cui si diffonde il profumo di specialità grigliate, spezie e succo di canna da zucchero appena spremuto, che i locali pressano su vecchie presse a mano.

Anche se il mercato è famoso soprattutto per l’enorme scelta di frutti di mare, polpi e gamberi, di cui i viaggiatori spesso parlano con entusiasmo, qui troverai anche tante altre cose interessanti. Un ottimo consiglio è scegliere sempre le bancarelle dove fanno acquisti gli abitanti del posto e dove evidentemente c’è il maggior ricambio di prodotti. Fai anche attenzione ai prezzi gonfiati per turisti: concorda sempre il prezzo del cibo in modo chiaro e comprensibile in anticipo.

9. Scopri i segreti dell’isola delle spezie

Zanzibar è da sempre soprannominata l’isola delle spezie, e non porta questo titolo per caso. Nel XIX secolo i sultani omaniti la trasformarono in uno dei maggiori produttori mondiali di chiodi di garofano e la coltivazione di piante esotiche è ancora oggi un tema importante. La visita a una delle fattorie comunitarie locali, la cosiddetta Spice Tour, è un’esperienza meravigliosa che ti porta ben oltre il classico ozio in spiaggia.

La maggior parte delle fattorie si trova nel verde entroterra, nelle zone di Kizimbani o Tangawizi. Durante una passeggiata di circa due ore nella fitta vegetazione tropicale, le guide locali ti mostreranno come crescono davvero le cose che conosci solo come polverina nelle bustine del supermercato. Indovinerai le piante dall’olfatto e dal gusto, vedrai come si impollinano a mano, con grande fatica, i fiori della vaniglia, o come appare una noce moscata fresca nascosta nel suo involucro rosso acceso.

Il prezzo dell’escursione presso i venditori locali si aggira intorno ai 20-35 USD a persona. Un avvertimento: preparati al fatto che le guide ti metteranno in mano cose per tutto il tempo, aspettandosi un dollaro. È un po’ estenuante, ma fa parte dell’esperienza.

10. Alla scoperta delle tartarughe giganti a Prison Island

A circa mezz’ora di navigazione in barca di legno dal porto di Stone Town si trova la piccola isola di Changuu, che però tutti chiamano semplicemente Prison Island. L’isola prende il nome da un edificio carcerario costruito qui alla fine del XIX secolo, che paradossalmente non servì mai allo scopo originario. Funzionò invece come stazione di quarantena per i casi di febbre gialla e oggi è un’interessantissima testimonianza storica.

La principale attrazione dell’isola sono però i suoi attuali abitanti animali. Qui vive una colonia piuttosto numerosa di tartarughe giganti (di Aldabra), portate qui all’inizio del Novecento come dono del governatore delle Seychelles. Alcune di queste maestose creature hanno la rispettabile età di 150-190 anni, spesso indicata in blu direttamente sui loro enormi carapaci, e passeggiare in mezzo a loro è un’esperienza incredibile.

L’escursione puoi organizzarla facilmente da solo. Basta recarsi al porto di Stone Town e accordarsi per il trasferimento con uno dei capitani locali. Il noleggio dell’intera barca non dovrebbe costarti più di 20-30 USD, a cui si aggiunge sul posto un piccolo biglietto d’ingresso alla riserva delle tartarughe, intorno ai 5-8 USD. È l’escursione di mezza giornata ideale e poco impegnativa, che intrattiene tranquillamente anche i bambini più piccoli.

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11. La crociera giornaliera Safari Blue

Se cerchi la giornata perfetta in mare, prima o poi ti imbatterai nell’offerta di un’escursione chiamata Safari Blue. Si tratta di una crociera di un giorno intero su un tradizionale veliero in legno, il dhow, che di solito salpa dal villaggio di Fumba, sulla costa sud-occidentale dell’isola. È probabilmente l’attività turistica più amata di tutta l’isola e vale assolutamente la pena dedicarle del tempo.

Durante la giornata ti aspettano diverse splendide tappe. Farai snorkeling su coloratissime barriere coralline, navigherai tra fitte foreste di mangrovie e ti fermerai su un banco di sabbia (sandbank) da cartolina, che emerge solo con la bassa marea. Qui potrai fare il bagno in un’acqua incredibilmente turchese e avere la sensazione di essere finito per sbaglio dentro lo screensaver di un computer altrui.

Il clou dell’escursione è un ricco pranzo, servito sulla vicina isola di Kwale. Di norma si tratta di un enorme banchetto di frutti di mare grigliati, pesce e aragoste. Se però sei vegetariano, è assolutamente indispensabile segnalarlo con molta insistenza agli organizzatori in anticipo, idealmente già al momento della prenotazione, così da farti preparare in tempo una gustosa alternativa senza carne. I prezzi presso i venditori in spiaggia partono da 50 USD, mentre con gli animatori dell’hotel pagherai tranquillamente anche il doppio.

12. Snorkeling all’atollo di Mnemba (ma solo la mattina presto!)

L’isolotto di Mnemba, situato vicino alla costa nord-orientale, è un resort di lusso privato in cui i comuni turisti non possono mettere piede, ma le barriere circostanti sono accessibili al pubblico e formano una riserva marina. È uno dei posti migliori per snorkeling e immersioni di tutta la zona, con enormi possibilità di osservare banchi di pesci colorati, tartarughe marine e, con un po’ di fortuna, anche delfini liberi. Le barriere coralline qui esplodono di colori e la visibilità sott’acqua è spesso assolutamente fantastica.

C’è però un grosso problema. Mnemba è vittima della propria popolarità e durante l’alta stagione qui affluiscono masse di turisti da ogni angolo dell’isola. Nelle ore di punta a mezzogiorno, attorno alla barriera possono ammassarsi tranquillamente anche un centinaio di rumorose barche a motore, l’acqua è piena di persone con il giubbotto arancione e il paradiso sottomarino si trasforma in un’esperienza piuttosto stressante, simile a una piscina sovraffollata.

Il trucco per goderti davvero questo posto è abbastanza semplice, ma richiede un po’ di abnegazione. Devi accordarti per una barca privata dal vicino villaggio di Matemwe e uscire in mare idealmente già intorno alle sei del mattino. A quell’ora avrai tutta la barriera per te, il mare è calmo e gli animali molto più attivi. Per una gita mattutina privata di questo tipo, presso i locali pagherai circa 25-40 USD a persona, e credimi, ogni euro in più per quella pace vale la pena.

13. Visita alle scimmie nel parco nazionale di Jozani

Quando ti sarai stancato di prendere il sole in spiaggia, dirigiti verso l’entroterra per esplorare l’unico parco nazionale dell’isola, la foresta di Jozani. Quest’area di circa 50 chilometri quadrati è l’ultimo residuo della foresta originaria che un tempo ricopriva gran parte di Zanzibar. La sua attrazione e il suo simbolo più grande sono i rari colobi rossi di Zanzibar (red colobus), scimmie con il dorso vistosamente rossiccio e il pelo arruffato, che non troverai da nessun’altra parte al mondo.

Queste scimmie sono piuttosto sfacciate, abituate alla presenza umana e spesso si muovono molto in basso tra i rami, quindi puoi osservarle da vicinissimo e scattare ottime foto. È però severamente vietato toccarle o nutrirle in qualsiasi modo, perché le malattie umane possono essere fatali per loro e la loro alimentazione è molto specifica.

Parte della visita al parco è anche una passeggiata molto interessante. Su passerelle di legno rialzate attraverserai una fitta e misteriosa foresta di mangrovie, che cresce nell’acqua salmastra della costa e costituisce un ecosistema assolutamente cruciale per la protezione dell’isola. L’ingresso al parco costa circa 12 USD e include sempre il servizio di un ranger locale che ti guida e condivide curiosità sul mondo animale. Il tragitto dalla costa richiede circa un’ora e mezza.

14. Attenzione alle escursioni non etiche con i delfini a Kizimkazi

Il villaggio di Kizimkazi, all’estremo sud dell’isola, è diventato famoso come punto di partenza per il popolare nuoto con i delfini. Questa escursione viene offerta a ogni angolo a prezzi molto allettanti, ma ha un enorme e molto cupo rovescio della medaglia. I classici tour mattutini infatti ricordano spesso una vera e propria caccia brutale agli animali, e se ami anche solo un po’ la natura, probabilmente tornerai da una simile escursione disgustato.

Spesso la prassi è che, non appena qualcuno avvista un branco di delfini, decine di barche a motore vi si fiondano a tutta velocità, iniziano a inseguirli e a tagliare loro la via di fuga. Turisti urlanti poi si tuffano dalle barche proprio in mezzo agli animali stressati, disturbando il loro riposo e causando spesso anche tragiche ferite ai delfini per via delle eliche. Questa non è di certo un’osservazione sostenibile né etica della fauna selvatica.

Se vuoi vedere queste splendide creature, l’unica strada giusta è trovare un operatore etico e verificato. Queste guide escono in mare prima dell’alba, si avvicinano al branco molto lentamente a motore spento e lasciano agli animali stessi la scelta se avvicinarsi alla barca oppure no. In alternativa, un’esperienza molto migliore è affidarsi alla fortuna e incontrare i delfini in modo naturale durante lo snorkeling presso la barriera di Mnemba.

15. The Rock Restaurant: la foto iconica che si paga

The Rock: quella foto l’hai vista probabilmente mille volte. Il ristorante bianco su uno scoglio corallino in mezzo all’oceano e sì, esiste davvero. È forse il locale più famoso dell’isola e molti lo hanno in lista come tappa obbligata. Con l’alta marea devi raggiungerlo a nuoto o in barchetta, con la bassa marea ci arrivi a piedi asciutti sulla sabbia.

È però bene sapere a cosa vai incontro. Il ristorante è estremamente popolare, ha solo pochi tavoli e la prenotazione va fatta anche diverse settimane prima. I prezzi qui, per gli standard africani, sono davvero astronomici: i piatti principali oscillano tra i 25 e i 45 USD e per una cena completa per due lascerai tranquillamente anche 150 USD. Le recensioni sul cibo in sé, peraltro, sono spesso piuttosto tiepide e i viaggiatori concordano che sia più che altro nella media.

In sostanza qui non compri un’esperienza gastronomica, ma paghi per la location esclusiva e la vista. Se vuoi risparmiare soldi e delusioni, c’è un’alternativa molto elegante. Vai al ristorante durante la bassa marea, scatta dalla spiaggia le iconiche foto dall’esterno, che sono comunque le più belle, e per un pasto ottimo e molto più economico dirigiti verso uno dei locali vicini sulla terraferma.

16. Prova il kitesurf nei dintorni di Paje

Mentre il nord dell’isola è dedicato agli amanti del bagno tranquillo, la costa sud-orientale, in particolare la zona attorno ai villaggi di Paje e Jambiani, vive di tutt’altro sport. Grazie alle lagune basse dalla superficie piatta e ai venti molto stabili, è uno dei posti migliori al mondo per imparare il kitesurf. L’atmosfera qui è molto più giovanile, le spiagge sono piene di aquiloni colorati e la sera si anima nei rilassati beach bar.

Le condizioni ideali si verificano durante le due stagioni del vento. Da giugno a settembre soffia il più forte vento Kusi, mentre da dicembre a marzo arriva il leggermente più debole Kaskazi, perfetto per i principianti assoluti. Lungo tutta la spiaggia troverai decine di scuole di kite professionali, dove potrai prenotare lezioni con istruttori certificati e noleggiare l’attrezzatura completa.

Se stai pensando a questo sport, Zanzibar è davvero un ottimo posto per iniziare. Le lezioni si aggirano intorno ai 50 USD all’ora e, grazie all’acqua bassa e incredibilmente calda, passerai molto più tempo a imparare sulla tavola che a lottare con onde e freddo. E anche se non hai voglia di andare in acqua, già solo osservare decine di aquiloni nel cielo da un lettino con un drink in mano ha il suo fascino.

17. Dove mangiare: scopri i sapori della cucina swahili e vegetariana

La gastronomia locale è un affascinante riflesso della ricca storia dell’isola: qui si mescolano influenze africane, indiane e arabe, e sarebbe un enorme peccato mangiare per tutta la vacanza solo gli spaghetti dell’hotel. Se cerchi un’esperienza autentica e sei vegetariano, devi assolutamente assaggiare la zuppa Urojo, conosciuta anche come Zanzibar mix. È un brodo denso e leggermente acidulo a base di mango e tamarindo, a cui si aggiungono polpette di patate fritte, falafel e verdure fresche. In origine a volte si aggiunge la carne, ma per strada te la prepareranno senza problemi in versione puramente vegetariana per meno di 3 dollari.

Un altro grande successo è la pizza di Zanzibar, che trovi in ogni mercato notturno. Non ha nulla a che vedere con quella italiana, è piuttosto una sottile crêpe piegata a quadrato, cotta su una piastra rovente con burro chiarificato ghee. Puoi gustarla salata con uovo, formaggio e verdura fresca, oppure scegliere la versione dolce, divina, con banana, una generosa dose di cioccolato e noci.

Nei ristoranti locali, chiamati hoteli, troverai tanti altri piatti ottimi e sostanziosi senza carne. Prova il mbaazi wa nazi, un eccellente piccione fatto cuocere lentamente in una densa salsa di cocco, oppure il maharage, fagioli rossi preparati allo stesso modo. Un ottimo contorno sono le focaccine indiane chapati o il profumato riso pilau, pieno di chiodi di garofano e cardamomo. Se sei a Stone Town, fai assolutamente un salto alla leggendaria ed economica tavola calda Lukmaan, dove hanno un enorme bancone di specialità vegetariane.

18. Come gestire denaro, contrattazione e mance

L’aspetto economico della vacanza a Zanzibar a volte può essere un po’ confuso, perché l’isola funziona sostanzialmente con un sistema monetario a doppio binario. La valuta ufficiale è lo scellino tanzaniano (TZS), ma i dollari americani (USD) funzionano qui come mezzo di pagamento del tutto valido. Per hotel, escursioni turistiche e taxi si paga comunemente in dollari, mentre per il cibo locale di strada, gli acquisti ai mercati e i biglietti dei bus locali è molto più conveniente pagare in scellini.

Se porti con te dei dollari, è assolutamente fondamentale che le banconote non siano state emesse prima del 2009 e che non siano in alcun modo strappate o scritte, altrimenti con tutta probabilità in cambiavalute si rifiuteranno di cambiartele. Bancomat (ATM) ne trovi con sicurezza a Stone Town e nelle località maggiori come Nungwi o Paje, ma spesso applicano commissioni di prelievo e a volte semplicemente rimangono senza contanti. Il pagamento con carta nei ristoranti è possibile, ma di norma aggiungono al conto un 3-5% come commissione bancaria.

La contrattazione qui fa parte della cultura quotidiana, ma ha le sue regole. Ai mercati di souvenir o quando si concorda un’escursione in spiaggia, di norma si parte da una cifra anche tre volte superiore al prezzo reale, quindi non aver paura di proporre il 30% della prima offerta e di arrivare con il sorriso a un compromesso. Dove c’è il cartellino del prezzo, non si contratta. Non dimenticare nemmeno la mancia, qui molto attesa: nei ristoranti circa il 10%, per gli autisti intorno ai 5 USD al giorno e per la cameriera un dollaro o due a letto.

19. Rispetta l’etichetta locale e il ramadan

Anche se associamo Zanzibar a una rilassata vacanza al mare, è molto importante essere consapevoli che oltre il 95% degli abitanti locali professa l’islam. I turisti sono qui accolti a braccia aperte, ma ci si aspetta da loro una certa dose di rispetto per la cultura locale. Le regole sono in realtà piuttosto semplici e non richiedono grandi sacrifici.

La regola di base è che costumi da bagno e bikini sono riservati esclusivamente alla spiaggia o alla piscina dell’hotel. Non appena lasci il resort e ti dirigi verso il villaggio, il mercato o un’escursione, dovresti coprire spalle e ginocchia, e questo vale sia per le donne che per gli uomini. Non è una legge per cui qualcuno ti arresterebbe, ma è una questione di educazione di base e così mostri rispetto alle persone del posto. Allo stesso modo, sono sconsigliate eccessive manifestazioni pubbliche di affetto e vale la regola di non porgere oggetti né mangiare con la mano sinistra, considerata impura nell’islam.

Un periodo molto particolare per la visita è il mese di digiuno del ramadan. Nel 2026 cade all’incirca dal 18 febbraio al 19 marzo, e ogni anno inizia circa 11 giorni prima. Negli hotel e nei resort questo digiuno, da turista, sostanzialmente non lo noterai: tutto funziona normalmente. Ma fuori dalle mura del resort i ristoranti locali saranno chiusi durante il giorno ed è molto inopportuno mangiare, bere o fumare in modo provocatorio per strada davanti ai locali che digiunano. Con il tramonto, però, le strade si animano e i banchetti serali iftar hanno un’atmosfera fantastica.

20. Valuta se Zanzibar è adatta ai bambini piccoli

La domanda se portare bambini piccoli su un’isola africana divide i forum di viaggio in due fazioni inconciliabili. Dal punto di vista logistico è una destinazione piuttosto comoda, perché dall’Italia voli prevalentemente verso sud e il fuso orario è di una o due ore soltanto, quindi non c’è alcun estenuante jet lag. Inoltre gli abitanti del posto adorano letteralmente i bambini e vedrai che si comporteranno con te in modo estremamente accogliente e con il sorriso.

D’altra parte, bisogna considerare gli oggettivi rischi sanitari. Gli esperti di medicina dei viaggi avvertono che le mete esotiche con bambini piccoli andrebbero pianificate solo in zone senza malaria, condizione che Zanzibar soddisfa solo chiudendo molto un occhio. Inoltre il livello della sanità locale fuori dalla capitale è piuttosto basso e in caso di complicazioni serie probabilmente dovresti volare sulla terraferma.

Se decidi comunque di partire con i bambini, scegli assolutamente hotel a nord, a Nungwi o Kendwa, dove il bagno è sicuro senza dover guadare un chilometro di oceano. Fai estrema attenzione al forte sole africano: nell’equipaggiamento obbligatorio dovrebbero esserci magliette da bagno con protezione UV e dalle 11 alle 15 i bambini dovrebbero stare rigorosamente all’ombra. Dagli da bere esclusivamente acqua in bottiglia ed evita i gelati delle bancarelle di strada, perché lo stomaco dei bambini è molto più sensibile ai batteri sconosciuti.

21. Combina la spiaggia con un vero safari africano

Stare due settimane sdraiati in spiaggia può risultare un po’ noioso per i caratteri più attivi, e Zanzibar ha un enorme vantaggio geografico. Si trova a soli pochi chilometri dalla costa della Tanzania continentale, che offre alcuni dei migliori parchi per safari al mondo. Molti viaggiatori scelgono quindi la combinazione di qualche giorno nella natura selvaggia seguito dal relax sull’oceano, probabilmente il modo migliore per conoscere questa parte dell’Africa.

La variante classica, ma piuttosto costosa, è fare un safari di più giorni nel nord della Tanzania (ad esempio nei parchi Serengeti e Ngorongoro) prima del volo verso l’isola. Se però sei già a Zanzibar e vuoi vedere animali selvatici, la migliore possibilità è il cosiddetto fly-in safari nel parco nazionale Nyerere (ex Selous). Con un piccolo aereo ci voli in soli circa 45 minuti: parti la mattina, durante il giorno giri in jeep e osservi elefanti, giraffe e leoni, e la sera sei di nuovo in hotel per cena.

Questa escursione aerea di un giorno ti costa circa 450-550 USD a persona. Se puoi, paga sicuramente il supplemento per la variante di due giorni con pernottamento in lodge dentro al parco, che costa intorno ai 1500 USD per due. Questa opzione spesso include anche un fantastico safari in barca sul fiume Rufiji, dove vedrai ippopotami e coccodrilli da vicinissimo. Ricorda solo che la Tanzania continentale ha un rischio molto più alto di malaria, quindi qui non puoi davvero fare a meno di consultare un medico riguardo agli antimalarici.

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Dove andare dopo Zanzibar

Zanzibar è splendida, ma se ti attira scoprire anche altri angoli del mondo, sul nostro blog trovi tanta altra ispirazione. Se ami l’esotico fatto di profumi, foreste e ottimo tè, leggi assolutamente il nostro articolo Sri Lanka: vacanza, 21 consigli su cosa vedere e quando andare. Per chi cerca invece un paesaggio vulcanico più ruvido e la certezza del sole un po’ più vicino all’Europa, consiglio di dare un’occhiata a Capo Verde: vacanza, 19 consigli su cosa vedere e quando (non) andare.

Se sei tra gli appassionati backpacker che vogliono unire yoga, surf e templi induisti, non puoi perderti la guida Indonesia, Bali: 57 consigli su cosa vedere. Se invece preferisci scambiare la polvere africana con scintillanti grattacieli e shopping di lusso, abbiamo preparato per te Dubai vacanza: 43 fantastici consigli. E poiché per tutti questi viaggi al caldo ti basta uno zainetto, non dimenticare di consultare la nostra guida Bagaglio a mano e zaino per l’aereo: come fare i bagagli leggeri.

Altre mete esotiche dalla nostra serie: Maldive: vacanza, 21 consigli su cosa vedere e quando andare · Mauritius: vacanza, 21 consigli su cosa vedere e quando andare · Repubblica Dominicana: vacanza, 21 consigli e quando andare · Abu Dhabi: vacanza, 21 consigli su cosa vedere e quando andare

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per partire per Zanzibar?

Ideale il clima da giugno a ottobre e poi durante il breve periodo secco da dicembre a febbraio. Evitate soprattutto aprile e maggio, quando l’isola è colpita da piogge molto abbondanti e molti hotel sono addirittura chiusi.

Come funzionano le maree e dove si può nuotare tutto il giorno?

Na costa orientale il mare è molto basso e due volte al giorno si ritira anche di un chilometro, quindi si può nuotare solo per poche ore intorno all’alta marea. Se volete nuotare nell’oceano tutto il giorno senza limitazioni, dovete scegliere un alloggio a nord-ovest nelle località di Nungwi o Kendwa.

Ho bisogno del visto e cos’è l’assicurazione obbligatoria?

Sì, il visto turistico costa 50 USD e può essere richiesto online o all’arrivo. Inoltre, tutti i turisti devono ora acquistare in anticipo un’assicurazione locale obbligatoria dal governo di Zanzibar (ZIC) per 44 USD, che tuttavia non sostituisce la vostra normale assicurazione di viaggio italiana.

C’è la malaria a Zanzibar?

Zanzibar è grazie ai massicci programmi di eliminazione un’area con un’incidenza molto bassa di malaria e molti medici non richiedono la profilassi per un soggiorno esclusivamente sull’isola. Tuttavia, utilizzate sicuramente repellenti forti e prima del viaggio consultatevi con un medico presso un centro di medicina dei viaggi.

Quanto costa una vacanza a Zanzibar?

Oltre al pacchetto viaggio stesso o ai voli e all’hotel, mettete in conto circa 94 USD a persona solo per le formalità d’ingresso (visto e assicurazione). Il cibo di strada costa pochi dollari, una cena al ristorante 10-20 USD e le escursioni giornaliere presso i venditori locali vanno dai 30 ai 70 USD.

È sicuro sull’isola?

L’isola è generalmente sicura per i turisti, ma dopo il tramonto non è consigliabile camminare a piedi fuori dai resort illuminati, è meglio prendere un taxi. Il problema più comune sono i piccoli furti di oggetti dimenticati, quindi fate attenzione ai telefoni e non lasciate oggetti di valore incustoditi in spiaggia.

Come vestirsi rispettando la cultura locale?

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Zanzibar è un’isola prevalentemente musulmana, quindi costumi da bagno e abbigliamento scollato sono consentiti esclusivamente in spiaggia o in piscina. Se fate un’escursione, andate al mercato o visitate un villaggio, è segno di buona educazione e rispetto avere spalle e ginocchia coperte.
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Si può andare a Zanzibar con bambini piccoli?

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Il viaggio è fattibile, il fuso orario è minimo e i bambini del posto lo adorano, ma considera il livello inferiore dell’assistenza sanitaria locale e la necessità di prestare molta attenzione all’igiene. Scegli le spiagge del nord per fare il bagno in sicurezza senza maree e proteggi adeguatamente i bambini dal sole forte e dalle zanzare.
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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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