Oaxaca, Messico: 15 consigli — cibo, mezcal e sud coloniale

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Una città dove a ogni angolo si respira il profumo delle tortillas di mais appena cotte, dalle casette colorate arriva il suono delle chitarre e la sera locali e viaggiatori si ritrovano davanti a un bicchierino di distillato di agave dal sapore affumicato. Questa splendida città coloniale del sud del Messico è il cuore culturale e gastronomico dell’intero paese, e una volta che ci metti piede, probabilmente non vorrai più andartene.

Oaxaca (si pronuncia “Oahaka”) è il luogo dove si fondono ben sedici culture indigene viventi, dove trovi i prodotti artigianali più belli e dove è nata la migliore cucina messicana. Se cerchi il Messico autentico con le sue ricche tradizioni, le feste colorate e la storia affascinante, Oaxaca in Messico è il posto giusto per te. In questa guida troverai tutti i consigli importanti su cosa vedere e fare a Oaxaca, dove fare gite nei dintorni, dove alloggiare e cosa devi assolutamente assaggiare.

Chiesa di Santo Domingo a Oaxaca
Foto: Amar Preciado / Pexels

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Periodo migliore per la visita: Da ottobre ad aprile, durante la stagione secca. Il momento clou assoluto è a cavallo tra fine ottobre e inizio novembre, durante la festa del Día de Muertos, ma l’alloggio devi prenotarlo anche con un anno di anticipo.
  • Trasporti: A Oaxaca arrivi con i lussuosi autobus ADO da Città del Messico (circa 6-7 ore) oppure in aereo. La nuova autostrada ha inoltre ridotto il viaggio verso l’oceano fino a Puerto Escondido a sole 2,5 ore.
  • Cosa non puoi perderti: Le rovine zapoteche di Monte Albán, le cascate pietrificate di Hierve el Agua e i villaggi di tessitori nei dintorni.
  • Gastronomia: Oaxaca è un paradiso culinario. Assaggia la famosa tlayuda, i sette tipi di salsa mole e ovviamente il mezcal locale. Dal 2024 trovi qui anche ristoranti premiati con la stella Michelin.
  • Budget: I prezzi sono un po’ più bassi rispetto alla penisola dello Yucatán, ma con la crescente popolarità della città crescono anche i costi. Il cambio orientativo è di circa 0,05 € per 1 peso messicano (MXN).

Quando partire per Oaxaca

Il periodo migliore per visitare Oaxaca è senza dubbio durante la stagione secca, che dura da fine ottobre fino ad aprile circa. Le temperature di giorno si aggirano intorno ai piacevolissimi 25-28 gradi, mentre le sere e le mattine sono più fresche, quindi un maglioncino leggero nello zaino non guasta di certo. Oaxaca si trova a oltre 1.500 metri di altitudine: il sole di giorno scalda piacevolmente, ma l’aria è fresca e non ti aspetta quell’afa tropicale opprimente che si sente sulla costa.

Se ti attira vivere il Messico nella sua versione più colorata e spirituale, prova a pianificare il viaggio per la famosa festa del Día de Muertos (il Giorno dei Morti). Secondo una viaggiatrice esperta conviene arrivare qualche giorno prima, idealmente già intorno al 27 ottobre. La data ufficiale è dal 31 ottobre al 2 novembre, ma i preparativi, la decorazione degli altari e le sfilate per le strade (comparsas) iniziano in anticipo. Il cimitero di Xoxocotlán è assolutamente indimenticabile, pieno di candele e dei fiori arancioni di cempasúchil, ma preparati a code di traffico mostruose. Alloggio ed escursioni per questa festa conviene prenotarli già a gennaio, perché i prezzi triplicano e tutto va esaurito senza speranza. Un’altra festa enorme è la Guelaguetza di luglio, una celebrazione delle culture indigene piena di danze e costumi, durante la quale la città è anch’essa stracolma.

💡 Consiglio: Se vuoi evitare la folla più grande e i prezzi gonfiati, parti a febbraio o marzo. Il tempo è magnifico e la città vive al suo ritmo tranquillo e rilassato. Se vuoi saperne di più su come funziona il clima in tutto il paese, dai un’occhiata al nostro articolo su quando andare in Messico.

Dove alloggiare a Oaxaca

Oaxaca è una città piuttosto compatta e la maggior parte del tempo la trascorrerai nel centro storico, iscritto nella lista del patrimonio UNESCO. L’ideale è trovare un alloggio proprio qui, così da avere tutto a pochi passi, poterti perdere tra le viuzze colorate e tornare in sicurezza la sera dalla cena o da una mezcaleria.

Il centro storico (Centro Histórico) è suddiviso in diversi quartieri più piccoli. La zona attorno alla chiesa di Santo Domingo e alla Calle Macedonio Alcalá è la parte più bella della città, ma anche la più cara. Qui trovi splendidi hotel boutique in case coloniali, caffè di tendenza e i migliori ristoranti. Se cerchi una via di mezzo, dai un’occhiata agli alloggi nei pressi del quartiere Barrio de Jalatlaco. È un quartiere incantevole e più tranquillo, pieno di street art, viuzze acciottolate e piccoli caffè a conduzione familiare, che conserva un’atmosfera assolutamente unica e dista solo pochi minuti a piedi dal centro. Un’altra ottima scelta, più economica, è il Barrio de Xochimilco, il quartiere più antico della città con antichi acquedotti e mercati locali.

In termini di prezzo, Oaxaca offre di tutto: dagli ostelli economici per backpacker (intorno ai 12-20 € a notte), passando per bei hotel di fascia media (60-120 € a camera doppia), fino alle lussuose ville storiche.

💡 Consiglio: Poiché Oaxaca si trova in quota e nei mesi invernali di notte le temperature scendono tranquillamente fino agli 8 gradi, fai attenzione nella scelta dell’alloggio a che la camera abbia la possibilità di riscaldamento, o almeno chiedi coperte in più. La maggior parte delle case tradizionali ha infatti spesse mura di pietra e pavimenti in cotto: una salvezza d’estate, ma un freddo cane d’inverno ☺️.

Oaxaca si gira tutta a piedi, quindi conviene alloggiare il più vicino possibile alla piazza Zócalo – così la mattina vai al mercato e la sera sulla terrazza panoramica per un mezcal senza nemmeno un taxi. Il centro è pieno di case coloniali trasformate in splendidi hotel boutique.

💑 Per le coppie: Casa Antonieta è un boutique hotel di nove camere in un edificio del 1529 a pochi passi dallo Zócalo, con terrazza sul tetto e vino al tramonto – la romanticità in persona (circa 280 € a notte).

👨‍👩‍👧 Per tranquillità e famiglie: Hotel Casa Conzatti ha un patio-giardino verde, un proprio ristorante ed è silenzioso, pur essendo a piedi da tutti i monumenti (da circa 95 € a notte).

💰 Miglior rapporto qualità/prezzo: Hotel Trébol è un accogliente tre stelle a due minuti dallo Zócalo, con patio coloniale e colazione inclusa, molto apprezzata dagli ospiti (da circa 60 € a notte).

Per un’esperienza speciale: Quinta Real Oaxaca ha sede in un ex convento di Santa Caterina del 1576 nel cuore del centro ed è un’icona della città, con chiostri in fiore e piscina (da circa 250 € a notte).

Consiglio per la prenotazione: in tutti questi hotel scegli la tariffa con cancellazione gratuita – i piani cambiano e non vuoi pagare per qualcosa dove alla fine non arriverai. E non lasciarlo all’ultimo momento: gli indirizzi più apprezzati in alta stagione vanno esauriti anche con diversi mesi di anticipo e i prezzi poi salgono di decine di percento.

Oaxaca in Messico: cosa vedere in 14 consigli

Vediamo insieme i migliori consigli su cosa vedere a Oaxaca e nei suoi dintorni. Questa città è come un museo vivente pieno di colori, profumi e storia antica. Dai siti archeologici affascinanti ai mercati affumicati, fino ai villaggi artigianali dove il tempo si è fermato centinaia di anni fa. Riserva a Oaxaca idealmente quattro o cinque giorni, così da riuscire ad assaporare la vera atmosfera senza dover correre da nessuna parte.

1. La piazza Zócalo

La piazza Zócalo a Oaxaca
Foto: Emilio González / Pexels

Ogni città messicana che si rispetti ha la sua piazza principale chiamata Zócalo, e quella di Oaxaca è tra le più vivaci di tutto il paese. È circondata da alberi ombrosi sotto i quali i locali sono sempre seduti a chiacchierare delle ultime novità e ad ascoltare i musicisti di strada. Su un lato della piazza si erge la maestosa cattedrale Catedral de Nuestra Señora de la Asunción, sull’altro trovi il palazzo del governo.

Tutto intorno alla piazza ci sono i portici con decine di caffè e ristoranti. Anche se i prezzi sono un po’ più alti e puntano soprattutto ai turisti, sedersi qui con una tazza di cioccolata calda locale, osservare i venditori di palloncini colorati e ascoltare la musica della marimba è un’esperienza che fa semplicemente parte della visita alla città.

2. Templo de Santo Domingo de Guzmán

Chiesa di Santo Domingo a Oaxaca
Foto: Amar Preciado / Pexels

Se lo Zócalo è il cuore sociale della città, la chiesa di Santo Domingo ne è l’anima. Questo tempio domenicano è un autentico gioiello architettonico. Da fuori colpisce con la sua imponente facciata in pietra, ma la vera sorpresa ti aspetta dentro. L’interno è incredibilmente ricco di decorazioni in oro, stucchi e ornamenti elaborati. Si dice che per la sua decorazione sia stata usata una quantità incredibile di foglia d’oro.

Davanti alla chiesa si estende un’ampia piazza piena di agavi, dove spesso si celebrano matrimoni, danze tradizionali o semplicemente si riposano gli studenti della vicina università. Proprio accanto alla chiesa si trova il centro culturale Museo de las Culturas de Oaxaca, che vale sicuramente una visita se ti interessa la storia delle culture zapoteca e mixteca.

3. Il giardino botanico (Jardín Etnobotánico)

Giardino etnobotanico a Oaxaca
Foto: Miguel González / Pexels

Proprio nell’area dell’ex convento accanto alla chiesa di Santo Domingo trovi uno dei giardini botanici più interessanti del mondo. Il giardino è stato fondato negli anni ’90 con il sostegno di artisti locali (incluso il celebre pittore Francisco Toledo) e qui trovi esclusivamente piante originarie dello stato di Oaxaca.

Camminerai tra cactus giganti che sembrano sculture, rare specie di agave e alberi dalle fioriture meravigliose. C’è però un dettaglio: nel giardino non si può entrare da soli, devi andarci con una guida. Le visite in inglese di solito si tengono solo un paio di volte a settimana e i biglietti (circa 100 MXN / 5 €) si comprano sul posto, quindi consiglio di arrivare presto e mettersi in coda, perché la capienza è molto limitata.

4. I mercati Mercado 20 de Noviembre e Benito Juárez

Mercato del cibo a Oaxaca
Foto: Miguel González / Pexels

I mercati sono il cuore pulsante della cultura messicana. A Oaxaca ce ne sono due principali, uno accanto all’altro, e ognuno è un po’ diverso. Il Mercado Benito Juárez è ottimo per acquistare frutta fresca, verdura, formaggi, spezie e abiti tradizionali. Proprio qui vedrai sacchi pieni di cavallette essiccate (chapulines), che i locali sgranocchiano come da noi le arachidi.

Il Mercado 20 de Noviembre, invece, è un’enorme mensa. Secondo alcuni viaggiatori l’esperienza più forte è il cosiddetto Pasillo de Humo (il corridoio del fumo). È caotico, rumoroso e letteralmente avvolto dal fumo di decine di griglie. I locali scelgono la carne cruda, che i venditori grigliano subito sulla brace ardente. Si consiglia di andarci la domenica verso le quattro del pomeriggio, quando le folle più grandi si sono diradate. Noi vegetariani la carne qui non la proviamo, ma l’atmosfera è fantastica e si possono sempre concordare cipollotti grigliati, peperoni e avocado fresco con una tortilla di mais calda.

5. La zona pedonale Calle Macedonio Alcalá

Zona pedonale Alcalá a Oaxaca
Foto: Amar Preciado / Pexels

Questa strada acciottolata è l’arteria principale del centro storico e collega la chiesa di Santo Domingo allo Zócalo. È una zona pedonale, quindi puoi goderti in tutta tranquillità una passeggiata tra le splendide case coloniali colorate, da cui pendono fiori rampicanti.

La strada è piena di boutique con prodotti artigianali, gallerie, negozi di tessuti e ovviamente caffè. La sera si anima in modo incredibile: spuntano venditori ambulanti, gli artigiani offrono i loro gioielli direttamente su coperte stese a terra e spesso ti imbatti in una sfilata con musica e giganteschi pupazzi di carta (mojigangas).

6. Le rovine di Monte Albán

Rovine di Monte Albán
Foto: Magaly Taboada / Pexels

Questa è una tappa assolutamente imperdibile. Le rovine zapoteche di Monte Albán sorgono sulla cima artificialmente spianata di una montagna a pochi passi dalla città e i visitatori le descrivono come un luogo affascinante con uno spazio enorme da esplorare. Era una delle città più importanti dell’America Centrale e i panorami sulla valle da qui sono semplicemente mozzafiato.

L’ingresso costa circa 95 MXN (5 €) e dalla città arrivi qui o con il bus turistico (parte poco distante dallo Zócalo), oppure puoi prendere un taxi o un colectivo. Un avvertimento importante dai viaggiatori: in cima praticamente non c’è ombra. Porta davvero acqua a sufficienza, un copricapo e mettiti la crema solare, perché qui il sole sa essere impietoso. Consiglio di partire subito all’apertura alle 8:00 del mattino. Altre informazioni aggiornate le trovi sul sito ufficiale dell’istituto INAH.

7. Le cascate pietrificate di Hierve el Agua

Cascate pietrificate di Hierve el Agua
Foto: Jorge Acre / Pexels

A circa un’ora e mezza di viaggio da Oaxaca si trova uno dei fenomeni naturali più belli del Messico. Hierve el Agua da lontano sembra un’enorme cascata che precipita dalla roccia, ma in realtà sono sorgenti minerali che in migliaia di anni hanno creato meravigliose cascate calcaree. Sulla sommità ci sono piscine minerali naturali con acqua turchese, in cui puoi fare il bagno proprio sull’orlo della scogliera con vista sulle montagne.

L’ingresso si aggira intorno ai 50-100 MXN (2,50-5 €). Alle piscine e sotto la cascata conduce una salita di media difficoltà attraverso più di cento gradini, quindi conviene assolutamente portare scarpe robuste: con i sandali davvero non è il massimo. Puoi arrivare qui con un’escursione organizzata, oppure noleggiare un’auto e partire in autonomia.

8. Degustazione di mezcal nel centro di Oaxaca (Mezcalerías)

Degustazione di mezcal
Foto: Viridiana Rivera / Pexels

Oaxaca produce un incredibile 90% di tutto il mezcal messicano. Mentre la tequila si può fare solo con l’agave blu nello stato di Jalisco, il mezcal si distilla da oltre 30 specie di agave e ha il tipico sapore leggermente affumicato, perché i cuori dell’agave (piñas) vengono cotti in fosse scavate nel terreno sulla brace ardente prima della fermentazione. I locali dicono: “Para todo mal, mezcal, y para todo bien, también” (Per ogni male, mezcal, e per ogni bene, anche).

Nel centro città trovi decine di cosiddette mezcalerías. Sono bar accoglienti, spesso un po’ in penombra, con una scelta enorme di bottiglie di piccoli produttori locali. Il personale ti spiegherà volentieri le differenze tra le varietà (l’Espadín è la più comune, il Tobalá o il Tepeztate sono più rari e costosi). Il mezcal non si beve tutto d’un fiato, ma si sorseggia lentamente (i locali dicono “besos, no tragos” – baci, non sorsate) e si accompagna con fette d’arancia cosparse di sal de gusano (sale con vermetti macinati e peperoncino).

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9. Gita alle distillerie di Santiago Matatlán

Distilleria di mezcal
Foto: Ricardo Olvera / Pexels

Se il mezcal ti interessa davvero, va’ direttamente alla fonte. Il villaggio di Santiago Matatlán si trova a meno di un’ora dalla città e si autoproclama con orgoglio capitale mondiale del mezcal. Lungo la strada vedrai distese infinite di agave blu-verde e nel villaggio stesso e nei suoi dintorni trovi decine di distillerie tradizionali chiamate palenques.

Le esperienze dei viaggiatori confermano che un’escursione organizzata con guida (i prezzi vanno dai 55 ai 90 USD, ovvero circa 50-85 €) è la scelta migliore. Ti portano in piccole produzioni a conduzione familiare, ti mostrano l’intero processo, dal taglio dell’agave alla cottura nel terreno fino alla distillazione in recipienti di rame o di terracotta. Le degustazioni spesso si svolgono su terrazze con vista sui campi e da bere si serve cibo tradizionale oaxaqueño.

10. L’albero più largo del mondo, l’Árbol del Tule

Albero Árbol del Tule
Foto: Liisbet Luup / Pexels

Nel villaggio di Santa María del Tule, poco fuori città, cresce un cipresso messicano (un albero imparentato con i cipressi) che ha il tronco più largo del mondo. La circonferenza del tronco è di incredibili 42 metri e l’età dell’albero è stimata in oltre 2.000 anni. È così enorme che a prima vista sembrerà che si tratti di più alberi fusi insieme, ma i test del DNA hanno confermato che è davvero un solo albero. Si paga un ingresso simbolico di circa 20 MXN (1 €) e per quei pochi minuti di sosta ne vale assolutamente la pena.

11. Il villaggio dei tessitori Teotitlán del Valle

Villaggio dei tessitori Teotitlán
Foto: Walter Alejandro / Pexels

Oaxaca è famosa per i suoi villaggi artigianali, dove ogni villaggio si specializza in qualcosa di diverso. Teotitlán del Valle, a circa 30 minuti a est della città, è la patria dei migliori tessitori. Qui si producono splendidi tappeti e arazzi di lana chiamati tapetes.

Come raccontano i visitatori, una volta arrivati nei laboratori familiari i locali quasi sempre ti accolgono e con grande orgoglio ti mostrano l’intero processo. Vedrai il lavaggio e la cardatura della lana, la tintura in calderoni sul fuoco con coloranti naturali (come il rosso dalla cocciniglia del fico d’India, il giallo dalla calendula o il blu dall’indaco) e infine la tessitura vera e propria di complessi motivi zapotechi su enormi telai di legno. Se ci vai il lunedì mattina, vivrai anche il caloroso mercato tradizionale.

12. La ceramica nera a San Bartolo Coyotepec

Ceramica nera barro negro
Foto: Miguel González / Pexels

Un’altra tappa affascinante sulla rotta artigianale è San Bartolo Coyotepec. Questo villaggio è conosciuto in tutto il mondo per la sua unica ceramica nera (barro negro). La tecnica fu scoperta nel XX secolo da una ceramista locale, che scoprì che levigando l’argilla con una pietra di quarzo prima della cottura e cuocendola a temperatura più bassa in un forno chiuso senza accesso all’ossigeno, questa acquisiva un meraviglioso colore nero lucente. Qui puoi visitare tanti laboratori, vedere dimostrazioni di lavoro al tornio e naturalmente portarti via come souvenir qualche fragile vaso o ciotola.

13. Le statuette di legno Alebrijes a San Martín Tilcajete

Statuette di legno alebrijes
Foto: Dainé Zeferino / Pexels

Ti ricordi quegli incantevoli animali-guida dai colori sgargianti del film d’animazione Coco? Si chiamano alebrijes e vengono esattamente da qui. I villaggi di San Martín Tilcajete e Arrazola sono pieni di laboratori familiari, dove dal morbido legno di copal si intagliano creature fantastiche – incroci di draghi, cani, aquile e altri animali. Le statuette vengono poi dipinte a mano con puntini e motivi incredibilmente minuti e dai mille colori. È un lavoro certosino e i pezzi più grandi e dettagliati si vendono anche a migliaia di dollari, ma un piccolo cagnolino colorato te lo porti a casa per pochi euro.

14. Le celebrazioni del Día de Muertos (se sei fortunato)

Celebrazioni del Giorno dei Morti a Oaxaca
Foto: Isai Matus / Pexels

Se riesci ad accaparrarti un alloggio e arrivi a cavallo tra ottobre e novembre, ti aspetta qualcosa di assolutamente straordinario. Il Día de Muertos a Oaxaca è un’esperienza che dura tutta la vita. Le strade sono ricoperte di tappeti di sabbia, dalle case esala il profumo del dolce pan de muerto e la sera per la città scorrono le sfilate (comparsas) piene di gente con i volti dipinti nello stile dell’elegante scheletro della Catrina, accompagnate da bande di ottoni. Il tutto non è affatto triste, è al contrario una gioiosa celebrazione della vita e un ricordo di chi non c’è più.

💡 Consiglio: Per esplorare le rovine di Monte Albán e tutti quei meravigliosi villaggi artigianali e distillerie nei dintorni conviene o noleggiare un’auto (le strade qui sono relativamente in ordine), oppure prenotare un autista/guida per l’intera giornata. La maggior parte delle attrazioni infatti non si trova direttamente a Oaxaca, ma nel raggio di un’ora di viaggio, e affidarti solo ai colectivos pubblici (furgoni condivisi) ti costerà un sacco di tempo prezioso.

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Cosa assaggiare: il paradiso gastronomico del Messico

Oaxaca è considerata dai messicani la capitale culinaria del paese e nel 2024 lo ha ufficialmente confermato anche la celebre guida Michelin, che qui ha assegnato le stelle a ristoranti come Los Danzantes o Levadura de Olla. Da allora c’è un boom enorme e per i locali migliori devi fare prenotazioni anche con settimane di anticipo. L’intera cucina messicana è stata la prima al mondo a essere iscritta nella lista UNESCO e Oaxaca ne è il gioiello più splendente.

La base assoluta della cucina locale è il mole. È una salsa incredibilmente complessa e densa, la cui preparazione richiede anche diversi giorni e contiene tranquillamente oltre trenta ingredienti. A Oaxaca esistono sette tipi base di mole, e il più famoso è lo scuro *mole negro*, al quale tra le altre cose si aggiunge anche il cioccolato e un mucchio di spezie. Il sapore è profondo, leggermente dolce, piccante e affumicato allo stesso tempo.

Un’altra icona, che i viaggiatori non smettono di lodare, è la *tlayuda*. Viene spesso soprannominata la pizza messicana. È un’enorme tortilla di mais sottile e croccante, che si spalma con una pasta di fagioli (frijoles) e si cosparge generosamente con il formaggio filante locale *quesillo* (che ha un sapore un po’ simile a una mozzarella più salata). Poi si griglia sulla brace e si piega a metà. I locali spesso la fanno arricchire con carne grigliata, ma nella versione base formaggio-fagioli, completata con pomodoro fresco e avocado, è una prelibatezza vegetariana perfetta.

Nei mercati e per le strade ti imbatterai sicuramente anche in specialità di carne, come la *barbacoa* a cottura lenta o le *carnitas* di maiale fritte, per cui qui la gente impazzisce. Da bere prenditi una rinfrescante *agua fresca* (per esempio all’ibisco – jamaica, oppure quella di riso spolverata di cannella – horchata).

💡 Consiglio: Se ami il mais, non perderti l’*elote* (una pannocchia di mais bollita infilzata su un bastoncino, spalmata con maionese, formaggio e peperoncino) o la sua versione in bicchiere, gli *esquites*, che si vendono praticamente a ogni angolo subito dopo il calar del sole. Per noi vegetariani lo street food messicano è a volte un po’ una sfida a causa dello strutto, ma il mais, le quesadillas al formaggio o i tacos ripieni di funghi o fagioli e una fetta di cactus (nopal) non ti deluderanno mai.

Consigli pratici per il viaggio

Diamo un’occhiata a qualche cosa pratica, così che dopo l’arrivo nulla ti colga di sorpresa. Il Messico è un paese fantastico, ma ha le sue specificità a cui è bene essere preparati.

Trasporti e strade A Oaxaca arrivano voli nazionali da Città del Messico, ma ci arrivi tranquillamente anche con i comodi autobus a lunga percorrenza delle compagnie ADO o Primera Plus. Il viaggio dalla capitale dura circa 6-7 ore e il biglietto costa intorno ai 25-40 USD (23-37 €). Se dall’Italia voli direttamente in Messico, la rotta più comoda passa di solito per Città del Messico (con voli da Roma o Milano, spesso con scalo), da dove poi prosegui via terra o con un volo interno. Se dopo aver esplorato il centro coloniale prevedi di dirigerti verso l’oceano, ho un’ottima notizia: di recente è stata aperta una nuova autostrada verso Puerto Escondido, che ha ridotto il folle viaggio di sette ore tra i tornanti a comode 2,5 ore. Se guidi un’auto a noleggio, qui vale la regola d’oro: evita di guidare di notte. Le strade sono spesso poco illuminate, ci si imbattono spesso animali vaganti e inoltre, per ragioni di sicurezza, non è del tutto consigliabile.

Soldi e pagamenti Anche se molti ristoranti e hotel migliori accettano le carte, a Oaxaca il contante è ancora re. Nei mercati, per lo street food, i piccoli ingressi e i furgoni condivisi (colectivos) non paghi se non in peso messicani. Quando prelevi dal bancomat, fai molta attenzione al cosiddetto DCC (Dynamic Currency Conversion) – il bancomat ti offrirà un cambio “garantito” in euro, che è però estremamente svantaggioso (perdi anche l’8-9%). Rifiuta sempre questa offerta e lascia addebitare l’importo nella valuta locale. Per quanto riguarda le mance, nei ristoranti si lascia di solito il 10-15%. Fai solo attenzione a che non te l’abbiano già addebitata sul conto come voce “servicio” o “propina”.

Sicurezza Lo stato di Oaxaca e il suo capoluogo rientrano, all’interno del Messico, tra le zone molto sicure, soprattutto per i turisti. Nel centro storico e nei quartieri adiacenti puoi muoverti in tutta tranquillità anche di sera. Basta seguire il classico buon senso – non esibire gioielli costosi inutilmente, non tenere tutto il contante in una sola tasca e di notte ai margini della città utilizzare meglio un taxi ufficiale.

💡 Consiglio: Se ti tormentano i disturbi digestivi chiamati “vendetta di Montezuma”, ricorda con lo street food la regola: “Boil it, cook it, peel it, or forget it” (Bollilo, cuocilo, sbuccialo, o dimenticatene). L’acqua del rubinetto in Messico non si beve, compra sempre quella in bottiglia, e anche per lavarti i denti è meglio usare l’acqua in bottiglia. Per restare connesso senza pensieri ti consigliamo una eSIM Holafly, che attivi prima della partenza e funziona subito all’atterraggio.

Dove andare dopo Oaxaca?

Se hai più tempo per il Messico (cosa che spero, perché è enorme!), Oaxaca è un ottimo trampolino di lancio per altre avventure.

Dai sicuramente un’occhiata alla nostra grande guida su cosa vedere in Messico, dove trovi tanta ispirazione per tutto il paese. Se ti attira scoprire di più sulle celebrazioni del Giorno dei Morti, dai un’occhiata al nostro articolo sul Día de Muertos in Messico. Per i buongustai abbiamo scritto un articolo approfondito sulla cucina messicana, dove scoprirai di più sui piatti da non perdere. E se dopo Oaxaca desideri un’altra dose di cultura indigena e natura selvaggia, dirigiti a sud ed esplora con noi lo stato del Chiapas.

Le escursioni a Monte Albán, Hierve el Agua e le degustazioni di mezcal le prenoti su GetYourGuide.

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Domande frequenti

Quanti giorni mi servono per Oaxaca?

Ideale è riservare per Oaxaca 4-5 giorni. Due giorni li passerai girovagando per il centro storico, i mercati e assaggiando l’ottimo cibo, gli altri due o tre giorni li utilizzerai per escursioni nei dintorni alle rovine di Monte Albán, Hierve el Agua e ai villaggi artigianali.

È sicura Oaxaca per i turisti?

Sì, Oaxaca è uno degli stati più sicuri e accoglienti del Messico. Nel centro storico e nelle zone turistiche non devi preoccuparti, vale solo la normale attenzione contro i borseggiatori ai mercati e tra la folla.

Ho bisogno di un’auto per visitare Oaxaca?

Sicuramente non è una necessità. La città si può girare a piedi, e per i principali siti di interesse nei dintorni (Monte Albán, Tule) ci sono autobus, colectivo, oppure puoi pagare un tour organizzato. Il noleggio dell’auto conviene se vuoi esplorare le distillerie di mezcal più remote o i villaggi artigianali con i tuoi tempi.

Si può bere l’acqua del rubinetto a Oaxaca?

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Assolutamente no. L’acqua del rubinetto in Messico non è potabile. Acquista sempre acqua in bottiglia o portati una borraccia con filtro integrato. Nei ristoranti migliori l’acqua per le bevande e il ghiaccio viene filtrata, quindi non devi preoccuparti, ma per strada fai attenzione.
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È costoso mangiare a Oaxaca?

Dipende da dove vai. Nei mercati locali e alle bancarelle mangi per pochi euro, una classica tlayuda ti costa circa 80-150 MXN (4–7 EUR). Nei rinomati ristoranti stellati Michelin, ovviamente, pagherai di più e i prezzi si avvicinano a quelli europei.

Quando si celebra la festa del Día de Muertos?

Officiële feestdag valt op 1 en 2 november, maar de belangrijkste gebeurtenissen, het decoreren van altaren en de straatoptochten in Oaxaca beginnen al enkele dagen eerder, ongeveer vanaf 27 of 28 oktober. Accommodatie voor deze periode moet ruim van tevoren worden geregeld.

Come arrivo da Oaxaca all’oceano?

Grazie all’autostrada di recente apertura, il viaggio verso la costa del Pacifico è molto più semplice. Alla cittadina di surf Puerto Escondido ora puoi arrivare in auto o autobus in sole 2,5 ore, rispetto alle precedenti 7 ore di tornanti attraverso le montagne. È possibile anche arrivarci con un piccolo aereo locale, il che è un’esperienza in sé.

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Sull’autore

Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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