30 consigli per un content marketing efficace

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TL;DRL’articolo raccoglie 30 consigli pratici per costruire un content marketing efficace: dalla strategia dei contenuti e definizione del tone of voice, passando per la creazione della buyer persona, l’analisi delle keyword e della concorrenza, fino a link building, automazioni email, riciclo dei contenuti e promozione mirata. Il consiglio è di pubblicare 2-4 articoli al mese sul blog: un cliente del settore dell’alimentazione sana, seguendo questo approccio, ha visto crescere il traffico del sito da 50 mila utenti nel primo anno a quasi 470 mila nel terzo anno. I risultati del content marketing, secondo l’articolo, si vedono spesso solo dopo sei mesi, motivo per cui conviene valutare l’efficacia dei contenuti con questo margine di tempo. L’accento è posto sulla strategia dei contenuti, su titoli di qualità, sul collegamento interno tra i contenuti e sullo sfruttare uno stesso contenuto su più canali (blog, video, podcast, social).

Già nel 1996 Bill Gates affermava che “content is king” — il contenuto è il re. Il content marketing (o marketing dei contenuti) è il miglior investimento che possiate fare per il vostro brand. Aumenta la notorietà del marchio, ne costruisce la credibilità, ma soprattutto un content marketing di qualità genera più profitti di qualsiasi pubblicità a pagamento.

Un articolo ben curato o un video informativo può generare entrate per anni senza dover investire continuamente altro denaro. Vediamo insieme cosa si nasconde dietro il concetto di content marketing e come affrontarlo in modo efficace.

Cos’è il content marketing

Il content marketing è una strategia di marketing incentrata sulla creazione, pubblicazione e distribuzione di contenuti rilevanti e di valore per il pubblico di riferimento. L’obiettivo è naturalmente aumentare le vendite o altre conversioni monitorate dal marketer.

Il content marketing comprende non solo la creazione di contenuti di qualità, ma anche la loro pianificazione e distribuzione attraverso tutti i canali di marketing.

Viene utilizzato per acquisire nuovi clienti, ampliare la notorietà del brand e ovviamente per incrementare le conversioni. Attraverso il content marketing si costruisce una base di clienti fedeli e si consolida la fiducia nel marchio.

Cosa rientra nel content marketing

  • Articoli di blog
  • Siti informativi
  • Video di prodotto e informativi
  • Infografiche
  • Podcast
  • Post sui social media
  • Newsletter
  • E-book e libri
  • Brochure informative
  • Influencer marketing (in parte)

Perché investire nel content marketing?

Forse vi state chiedendo perché dedicarsi al content marketing. Nel 2019 abbiamo acquisito un cliente nel settore dell’alimentazione sana. Senza spendere un solo euro in pubblicità PPC o Facebook, nel primo anno di produzione di contenuti di qualità siamo riusciti a portare 50.000 visitatori sul sito — non tantissimi, ma guardando l’anno successivo le visite sono salite a 350.000, e nel terzo anno il blog aziendale ha raggiunto quasi 470.000 visite. Quanti articoli pubblicavamo? Solo 2-4 al mese, a volte anche meno.

Naturalmente, creare contenuti che vengano letti non è semplice. È necessario conoscere le regole base del copywriting, della SEO e del link building. Scrivere un articolo di qualità è di solito solo il primo di una serie di passi necessari per costruire traffico organico.

TIP 💡: Come scrivere un articolo che genera traffico e vendite, passo dopo passo + un esempio di brief per copywriter, puoi leggerlo sul nostro Patreon.

30 consigli per un content marketing di qualità

Creare contenuti sembra semplice, ma se lo fate senza una strategia, potreste spendere molti soldi in copywriter e social media manager senza ottenere alcun risultato concreto. Ecco 30 consigli su tutto ciò a cui pensare quando create contenuti.

1) Preparate una content strategy (strategia dei contenuti)

Creare una solida strategia dei contenuti dovrebbe essere il punto di partenza per un content marketing efficace. Di solito è la prima cosa che realizziamo insieme ai nostri clienti. Perché funzioni davvero, è necessario che vi lavorino insieme la direzione aziendale, il SEO specialist e il content marketing manager.

La content strategy definisce un piano tematico (blog, newsletter, social media), traccia gli argomenti su cui concentrarsi e indica quali canali utilizzare per ciascuno.

Include anche un calendario editoriale con ricorrenze, temi stagionali ed eventi. Con una buona strategia dei contenuti non dovrebbe mai capitarvi di non sapere di cosa scrivere o quale contenuto produrre.

Se state preparando la vostra content strategy per la prima volta, potete farvi aiutare anche da ChatGPT.

2) Definite obiettivi realistici

Nel content marketing i risultati di alcune attività non si vedono subito, ma solo dopo diversi mesi. Sebbene l’obiettivo finale sia solitamente aumentare le conversioni o il traffico, come primo traguardo è più sensato definire il percorso con cui si vuole raggiungerli, piuttosto che un numero specifico che sarebbe più una speranza che una stima realistica.

Ad esempio, potreste porvi come obiettivo:

  • pubblicare 35 articoli nel corso dell’anno secondo il piano tematico,
  • creare due automazioni e-mail focalizzate sui temi principali del vostro business,
  • e quattro video informativi che aiutino le persone a risolvere i problemi che affrontano più frequentemente.

3) Definite il vostro Tone of Voice — come parla il vostro brand

Il tone of voice, ovvero la tonalità del brand, indica il modo in cui un marchio comunica. Nelle aziende più piccole viene spesso sottovalutato, con la convinzione che non sia importante perché tutti sanno già come parla il brand.

In realtà, definire il tono di comunicazione è un pilastro fondamentale della content strategy ed è essenziale per costruire un’identità di brand coerente. Un tone of voice uniforme dovrebbe riflettersi nel customer service, nelle email, sui social media e negli articoli del blog. Aiuta a rendere coerenti i testi pubblicitari con ciò che scrivete sul sito e con il modo in cui comunicate con i clienti. Il tone of voice dovrebbe essere conosciuto da tutti i vostri collaboratori.

4) Fate un content audit

Prima di iniziare a produrre nuovi contenuti secondo la vostra strategia, fate un content audit. Significa analizzare i contenuti che avete già: scoprirete cosa funziona, cosa basterebbe migliorare e cosa invece non ha dato risultati. Un audit dei contenuti vi fornirà indicazioni concrete su come migliorare o aggiornare testi, video, post social e pagine del sito. Questo vi aiuterà a lavorare in modo più efficiente.

5) Create la vostra buyer persona

La buyer persona rappresenta il vostro cliente ideale. Dovreste chiedervi quali problemi risolve il vostro cliente. Dove vive, quali sono i suoi hobby, il suo reddito e cosa si aspetta dai vostri prodotti. Se offrite una gamma di prodotti abbastanza ampia, potreste avere più di una persona.

Potreste avere appassionati di montagna che esaminano ogni dettaglio dell’attrezzatura e confrontano ogni parametro, ma anche professionisti delle grandi città che vanno in montagna poche volte l’anno e non vogliono perdersi nei tecnicismi: vogliono semplicemente la migliore attrezzatura possibile, che sia anche esteticamente piacevole.

Se avete un catalogo ampio, è probabile che tra i vostri clienti ci siano anche quelli che cercano il prodotto più economico, che sia per scelta o per necessità.

Queste persone non devono essere profili psicologici complessi, ma vi aiutano a immedesimarvi nei vostri clienti tipici. Come costruirle? Analizzando le domande che arrivano al customer service, le ricerche degli utenti (analisi SEO) e magari anche attraverso un’analisi UX, che rivela come navigano nel vostro e-commerce o cosa cercano sul vostro blog. Uno strumento eccellente per questo è Smartlook.

Nei manuali di marketing si legge spesso che la creazione della persona è qualcosa di molto approfondito e che bisogna immaginare persino i sogni, l’aspetto fisico e lo stile di abbigliamento del cliente ideale.

Certo, potete farlo, ma in realtà quello che conta davvero è sapere chi è il vostro cliente (appassionato di outdoor / neomamma) e quali problemi affronta più spesso (ho un’allergia — qual è il miglior purificatore d’aria?). Dove lavora, in molti casi, non è rilevante — un allergico può essere un operaio, un impiegato o un manager — a meno che non vendiate abbigliamento da lavoro o attrezzature professionali.

6) Analizzate la concorrenza

L’analisi della concorrenza non significa solo visitare i siti dei competitor e scorrere i loro social per vedere che tipo di contenuti producono. Include anche una parte curata dal SEO specialist, che vi indica per quali parole chiave i concorrenti si posizionano nei motori di ricerca.

7) Coinvolgete il customer service

Nella costruzione della content strategy dovete coinvolgere anche il servizio clienti. Chi lavora nell’assistenza dovrebbe annotare le domande (e le relative risposte) che le persone pongono e che non trovano risposta sul sito, ma è utile registrare anche le richieste più frequenti (non intendiamo il classico “quando arriva il mio pacco”).

Entrambe queste tipologie di domande possono rivelare temi interessanti per la produzione di contenuti, e a volte mettono in luce anche problemi di organizzazione del sito.

8) Lavorate con l’analisi delle keyword

L’analisi delle parole chiave è il miglior alleato di un content strategist. Tenete però presente che chi la utilizza deve sapere come interpretarla e come è stata costruita.

“Abbiamo fatto fare l’analisi delle keyword da questo SEO specialist, ma è stato uno spreco di soldi” — sono recensioni che si leggono online, ed è per questo che molti SEO specialist, noi compresi, si rifiutano di consegnare solo l’analisi delle keyword senza un briefing su come utilizzarla.

Ricevere da un SEO specialist una lista di parole chiave legate al vostro business è solo l’inizio del lavoro. Inserirle a caso in tutti i punti del vostro sito non produrrà probabilmente alcun effetto.

Dopo l’analisi delle keyword deve seguire la creazione di un piano editoriale e di un calendario dei contenuti. Il piano editoriale può includere suggerimenti su dove e come integrare le parole chiave (ad esempio riscrivendo le schede prodotto), mentre il calendario editoriale indica su quali argomenti sviluppare articoli o contenuti video.

9) Date priorità ai contenuti con il maggior potenziale commerciale

Quando create contenuti, tenete sempre a mente che dovete dare la precedenza agli argomenti che possono generare il maggior profitto.

Scegliete in base a tre criteri. Se create contenuti per vendere prodotti, il criterio principale sarà il margine (quanto guadagnate su ogni prodotto venduto).

Il secondo è il volume di ricerca delle keyword pertinenti, e il terzo fattore deve essere la competitività dell’argomento — ovvero, come direbbe un SEO specialist: “Quanto è difficile posizionarsi per quella specifica query?” Questo dipende dalla qualità dei contenuti che la concorrenza ha già prodotto su quel tema.

10) Mantenete un calendario editoriale funzionale

È fondamentale avere un calendario editoriale davvero funzionale. Dopo anni di esperienza, quello che mi ha dato i risultati migliori è il calendario marketing in Google Sheets. Ne ho uno leggermente diverso per ogni cliente, adattato alle sue esigenze. L’importante è che sia comprensibile per chiunque.

Ho provato decine di strumenti a pagamento, per poi tornare al buon vecchio foglio di calcolo condiviso. Lo uso almeno dal 2017 e nel tempo ci ho trasferito tutta la pianificazione editoriale.

💡 Potete creare il vostro calendario editoriale da zero, oppure risparmiare 1-2 ore di lavoro scaricando il template che abbiamo preparato per voi.

11) Create contenuti semplici e chiari

Anche se siete esperti nel vostro settore, non dimenticate che ciò che create — che sia un articolo di blog, un video o un podcast — deve essere comprensibile a chiunque. Create i vostri contenuti come farebbe un buon giornalista: in modo chiaro e diretto, affinché il messaggio arrivi facilmente anche a chi non è del settore. Tenetelo a mente ogni volta che producete qualcosa.

12) Curate il link building

Il link building è la pratica di acquisire collegamenti ad altre pagine web che puntano al vostro sito. Nel gergo SEO questi collegamenti si chiamano backlink.

Ottenere backlink da siti di alta qualità può trasferire autorità al vostro sito e aiutarvi a posizionarvi più in alto nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP).

Per un link building avanzato è spesso necessario affidarsi a uno specialista, ma molti link potete ottenerli anche da soli.

Spesso basta contattare i propri fornitori chiedendo se possono inserire un link con il vostro logo sul loro sito, oppure potete fornire contenuti ad altri siti in cambio di backlink.

Il link building è estremamente importante per i motori di ricerca, perché Google valuta tramite i backlink quali pagine siano rilevanti e affidabili. Le pagine considerate più autorevoli possono posizionarsi più in alto nei risultati di ricerca.

Quando cercate un link builder, fate però attenzione: alcune pratiche di link building non portano alcun beneficio e possono addirittura penalizzare il vostro sito. I motori di ricerca sono in grado di riconoscere, almeno in parte, i backlink costruiti artificialmente. Questa valutazione è meglio affidarla a un SEO specialist.

13) Create automazioni email

L’email rimane uno degli strumenti di remarketing più potenti. Per i nostri clienti con database da 60.000-70.000 contatti, riusciamo tranquillamente a generare con l’email marketing un fatturato mensile superiore a 40.000 €.

Con le automazioni email potete spingervi ancora più in là.

Se vendete vinili, ad esempio, potreste creare per gli appassionati di musica anni ’70 (o per chi ha già acquistato quel tipo di musica da voi) una sequenza email in cui inviate curiosità su Led Zeppelin, Pink Floyd, The Who, i Queen — con aneddoti, foto d’epoca, statistiche — e, gradualmente, anche consigli sui vinili che possono acquistare.

In questo modo potete creare decine di sequenze email. Se vendete attrezzi da giardino, potete inviare consigli stagionali sulla cura del verde.

La cosa straordinaria delle automazioni email è che, una volta configurate correttamente, girano praticamente in automatico. Abbiamo testato molti strumenti di email marketing; tra i migliori troviamo:

  • Mailchimp (solo in inglese),
  • Ecomail,
  • Mailerlite (ottimo soprattutto per i blogger)
  • e ActiveCampaign, anche se per molte realtà risulta piuttosto complesso.

14) Fate brainstorming in azienda

Come si dice: due teste sono meglio di una. I vostri dipendenti e colleghi sono una miniera di idee e informazioni. Durante le riunioni di team, parlate degli argomenti previsti per il mese successivo e coinvolgete colleghi e collaboratori nella generazione di idee per i contenuti. Rimarrete sorpresi da quanti spunti per articoli e video emergeranno.

15) Aggiornate i contenuti esistenti

Alcuni argomenti sono più strategici di altri. Concentratevi su quelli e, se un contenuto non funziona, provate ad aggiornarlo. Avete scritto un anno fa una guida su come riparare una lavatrice, ma nessuno la legge?

Provatela ad aggiornare. Fate un’analisi della concorrenza, rivedete l’analisi delle keyword con un SEO specialist e chiedete consigli su cosa potete migliorare.

Forse la guida è troppo breve, il titolo non è abbastanza accattivante, o la concorrenza ha molti più backlink.

16) Realizzate interviste

Quando vi mancano idee, fate delle interviste a esperti del vostro settore. Ma potete intervistare anche i vostri stessi dipendenti.

Se vendete abbigliamento outdoor, potete ad esempio intervistare uno dei vostri esperti di cicloturismo a lungo raggio e chiedergli cosa valutare nella scelta di una tenda, di un sacco a pelo e dell’equipaggiamento per un viaggio in bici di più giorni.

Esempio di podcast Nanospace sul content marketing
Un nostro esempio da nanospace.cz — gestiamo un podcast sulle nanotecnologie

17) Create webinar

Avete un prodotto digitale — ad esempio un corso online? Organizzate webinar in cui insegnate ai partecipanti, ad esempio, un capitolo del corso. Scegliete sempre uno degli argomenti più interessanti per attirare il maggior numero possibile di partecipanti. Registrate sempre il webinar con una camera e un microfono di qualità, in modo da poter caricare il contenuto anche su YouTube.

18) Collegate i contenuti tra loro

Qualunque contenuto creiate, non dimenticate di inserire link ad altre pagine, articoli e prodotti pertinenti. Se scrivete un articolo su come scegliere una tenda e avete un e-commerce che le vende, assicuratevi di collegare l’articolo alle pagine prodotto. E inserite nell’articolo anche link ad altri contenuti correlati, come una guida alla scelta del sacco a pelo o un’intervista con qualcuno che ha scalato il Monte Everest.

Allo stesso modo, in un video su come scegliere una tenda, non dimenticate di linkare non solo i prodotti ma anche l’eventuale articolo sul blog. Alcune persone guardano il video ma poi vogliono approfondire leggendo. E vale naturalmente anche il contrario.

19) Riutilizzate lo stesso contenuto su più canali

Avete scritto un articolo dettagliato su come sostituire il filtro dell’aspirapolvere? Trasformatelo anche in un video e, se volete, create una semplice grafica con le foto da pubblicare su Pinterest. L’articolo poi potete sintetizzarlo e usarlo in un’automazione email per tutti coloro che hanno acquistato un aspirapolvere, da inviare nel momento preciso in cui è il momento di cambiare il filtro.


Se avete scritto un articolo su come risparmiare viaggiando, potete creare un video e anche una versione audio da trasformare in podcast. Il video poi può essere montato in clip più brevi per i social media.

20) Dedicate tempo ai titoli

Il titolo di un video, di un articolo o di un’email (l’oggetto) è la prima cosa che le persone notano. È quindi fondamentale scrivere un titolo che catturi l’attenzione. Invece di “Tende estive“, provate a usare un verbo o un numero nel titolo, ad esempio “10 consigli per scegliere la tenda giusta per l’estate.

21) Strutturate i contenuti

Che si tratti di un post sui social, di un articolo o di un video, cercate sempre di strutturare i contenuti in modo chiaro.

Sui social potete usare le emoji per creare struttura visiva, negli articoli non dimenticate l’indice e su YouTube le sezioni del video.

Nei gruppi Facebook e sul web potete inoltre evidenziare il testo per renderlo più leggibile e scorrevole.

22) Curate i metadati e le descrizioni

Scrivere un articolo di qualità, creare un’infografica, fotografare una serie di immagini o produrre un video è davvero solo la prima parte del lavoro. Spesso le operazioni successive richiedono ancora più tempo.

Per ogni articolo non dimenticate mai di compilare anche la sezione relativa alla condivisione sui social, rinominate le foto in modo descrittivo (in base a ciò che rappresentano) e aggiungete sempre il testo alternativo (alt).

Sui social usate hashtag pertinenti e la geolocalizzazione, e su YouTube non dimenticate di aggiungere card e altri elementi che vi aiutino a collegare i contenuti tra loro.

Potrebbe sembrare un lavoro superfluo e tedioso, ma sono esattamente questi dettagli a fare la differenza nei motori di ricerca.

23) Non trascurate i visual e le foto

Una volta che avete un contenuto di qualità, non dimenticate di corredarlo con visual altrettanto curati. Preparate una miniatura per il video YouTube, un’immagine di anteprima per l’articolo e le immagini da condividere sui social media.

Per gli articoli e le guide più lunghi, includete sempre fotografie di qualità — è ormai uno standard e senza di esse il vostro contenuto difficilmente raggiungerà i risultati sperati. Instagram domina tra i social visivi, e Pinterest è uno dei canali in più rapida crescita: entrambi premiamo i contenuti con immagini eccellenti.

24) Sfruttate le recensioni degli utenti

Avete recensioni eccellenti sui vostri prodotti o servizi? Usatele negli articoli, nelle email e nei post sui social. Le recensioni funzionano molto bene anche nelle inserzioni pubblicitarie e nei pin su Pinterest.

25) Scegliete i colori giusti per i pulsanti

Lo dico in modo diretto: se inserite un pulsante in un articolo o in un’email, quel pulsante (tipo “Acquista” o “Leggi di più”) deve essere rosso.

Secondo tutti gli studi che abbiamo letto, il rosso funziona significativamente meglio di qualsiasi altro colore. Quando il vostro grafico crea la brand identity, insistete affinché includa anche la tonalità di rosso ideale da abbinare ai colori aziendali.

26) Siate onesti, anche sui difetti

I vostri prodotti o servizi hanno anche dei lati negativi? Ci sono accorgimenti che gli utenti dovrebbero tenere a mente nell’utilizzo? Non evitate gli aspetti negativi quando create contenuti. La sincerità viene sempre apprezzata.

27) Misurate i risultati

Come abbiamo già detto, alcune attività producono effetti solo dopo diversi mesi. Se avete iniziato a creare contenuti per il vostro sito, valutate la loro efficacia solo dopo almeno sei mesi.

Diverso è invece il caso delle sequenze email, dove conta soprattutto la dimensione del database, o se avete promosso i contenuti tramite pubblicità PPC. Se scoprite di aver pubblicato 20 articoli ma solo tre generano un traffico significativo, non è nulla di anomalo.

Per gli altri articoli fate comunque un audit e provate a ottimizzarli. Un lavoro costante e meticoloso ripaga sempre.

28) Verificate contenuti e link

Esistono strumenti che vi aiutano a controllare se il vostro sito contiene link a pagine non più esistenti. In ogni caso, dovreste periodicamente rivedere i contenuti più datati e aggiornarli. Potete farlo nell’ambito della vostra attività regolare di collegamento interno tra i contenuti.

29) Riciclate i contenuti

Tenete traccia dei contenuti che hanno funzionato meglio e non abbiate paura di riproporli, che sia via email o sui social media.

Quasi nessuno ricorda un post letto sui social un anno fa, e se ha avuto successo non c’è motivo di reinventare la ruota. Se vi fa sentire meglio, potete riscriverlo leggermente. Evitate però di scrivere un nuovo articolo sullo stesso argomento: meglio ampliare quello originale.

30) Promuovete i contenuti in modo intelligente

Avete scritto un ottimo articolo su come scegliere un tosaerba, ma non potete aspettare mesi prima che si posizioni? Non serve rimpiangere di non averlo scritto la stagione scorsa: contattate uno specialista PPC e fate partire una campagna di promozione.

In questo modo il traffico non sarà gratuito, ma per un contenuto che ha il potenziale di generare entrate vale la pena investire anche nella sua promozione.

6 cosmetici indispensabili per viaggiare

TL;DRI sei prodotti da viaggio irrinunciabili sono: detergente, tonico, crema idratante, crema solare SPF 50+, burrocacao e maschera in tessuto. L’obiettivo è portare con sé un beauty case minimal che entri nel bagaglio a mano, dato che oggi si viaggia leggeri anche per colpa dei prezzi dei voli sempre più alti. Per la pulizia del viso basta il metodo in due step, volendo anche con un solo prodotto come l’acqua micellare, che però va sempre sciacquata via. Come extra puoi aggiungere un siero all’acido ialuronico o alla niacinamide e un contorno occhi; per il trucco bastano un correttore e, al massimo, cipria e blush.

Prendersi cura della pelle è fondamentale, ovunque ti trovi. Ma hai davvero bisogno di riempire la valigia con una routine in 20 passaggi? Scopri come costruire un kit cosmetici da viaggio minimalista, perfetto anche per chi viaggia solo con il bagaglio a mano.

Oggi, con i prezzi dei voli in continuo aumento anche tra le compagnie low cost, sono sempre di più i viaggiatori che preferiscono partire con il solo bagaglio a mano per risparmiare. Il problema è che lo spazio è limitato e non tutto ci sta. È il momento di pensare in modo minimalista: riduci i cosmetici da viaggio al minimo indispensabile. Di cosa hai davvero bisogno in vacanza?

  1. Detergente viso. Che sia una mousse, un’acqua micellare, un gel detergente o un prodotto strstruccante, non può mancare nel tuo kit cosmetici da viaggio. Un buon detergente rimuove impurità, sebo e make-up in un solo gesto. Scegli un prodotto adatto anche agli occhi e alle labbra, preferibilmente non comedogenico (che non ostruisce i pori). Anche in vacanza, prenditi cura della pulizia del viso con il metodo a 2 step: prima strucchi, poi detergi in profondità. Puoi usare lo stesso prodotto per entrambi i passaggi. Se opti per l’acqua micellare, ricorda di risciacquare sempre il viso dopo l’applicazione, anche se le istruzioni non lo indicano.
  2. Tonico. In formato spray o come acqua nebulizzante, il tonico è un ottimo alleato per rinfrescare e idratare la pelle durante il viaggio. Prova l’acqua di rose, che dona luminosità alla carnagione e aiuta a ridurre rossori e irritazioni: perfetta per le vacanze estive.
  3. Crema idratante. L’idratazione non va mai trascurata, nemmeno d’estate. Porta sempre con te una crema idratante per il viso e una per le mani. Dopo una giornata al sole, la tua pelle ti ringrazierà anche con un buon latte corpo idratante. Scegli formule leggere, che non appesantiscono la pelle.
  4. Crema solare. Non può assolutamente mancare nella valigia: una protezione solare sia per il corpo che per il viso. Scegli un SPF 50+ per essere sicura di proteggerti davvero dai raggi UV. In spiaggia o in giro per la città, portala sempre con te nella borsa per riapplicarla durante la giornata. La versione spray è la più pratica: si usa facilmente ovunque e anche sopra il make-up.
  5. Balsamo labbra. Labbra secche e screpolate in vacanza sono un incubo, soprattutto se non hai niente con cui rimediare. Per fortuna, i balsami labbra sono piccoli e stanno in qualsiasi borsa o tasca. Scegli uno con SPF per proteggerle dal sole, oppure uno idratante. Se opti per una versione colorata, darai alle labbra un tocco di colore e potrai fare a meno del rossetto.
  6. Maschera viso. Uno dei modi migliori per combattere la pelle secca è una buona maschera. Per il viaggio, preferisci le maschere in tessuto (sheet mask): sono pratiche, occupano pochissimo spazio e sono semplicissime da applicare — puoi usarle anche in aereo senza problemi.

Oltre ai cosmetici da viaggio indispensabili elencati sopra, puoi aggiungere in valigia anche il tuo siero preferito. Sono ottimi i sieri alla vitamina C, all’acido ialuronico o alla niacinamide. Non guasta portare anche una crema contorno occhi. Per quanto riguarda il make-up, cerca di non esagerare: pensa alla destinazione e a quello che farai. Un trucco impeccabile non serve a nulla se passerai le giornate in acqua.

Porta solo lo stretto necessario: correttore, eventualmente cipria, fard e, se proprio non puoi farne a meno, mascara e matita o gel per le sopracciglia. Cerca di ridurre al minimo i prodotti che richiedono pennelli. La scelta migliore sono i prodotti multifunzione in stick o in formula cremosa, che puoi applicare comodamente con le dita.

Cosa vedere a Barcellona 2026: 25+ consigli imperdibili

TL;DRBarcellona, capitale della Catalogna, conquista con l’architettura di Gaudí, i bar di tapas nel Barrio Gótico, le spiagge e i panorami dai Bunkers del Carmel. Da non perdere è la Sagrada Família, in fase di completamento dopo 144 anni di lavori, oltre a Park Güell, Casa Batlló e la vivace Rambla. Che tu abbia un giorno, tre giorni o una settimana, puoi costruirti un itinerario su misura. Il periodo migliore per andarci va dalla primavera all’inizio dell’autunno. Nella guida trovi oltre 25 consigli su monumenti ed esperienze, itinerari da 1 a 3 giorni e dritte su trasporti, cibo e budget.

Barcellona è una città che ti conquista al primo sguardo. L’architettura di Gaudí, i tapas bar nei vicoli stretti del Quartiere Gotico, i panorami dai Bunkers del Carmel e le spiagge del Mediterraneo — tutto questo ti aspetta nella capitale della Catalogna. Se stai cercando cosa vedere a Barcellona, sei nel posto giusto: nel 2026 Barcellona è particolarmente speciale — dopo 144 anni si completa infatti la basilica della Sagrada Familia, un evento storico che quest’anno attira più visitatori che mai.

Con Lukáš abbiamo visitato Barcellona all’inizio di marzo e ce ne siamo innamorati, proprio come succederà probabilmente anche a voi. Che abbiate 1 giorno, 3 giorni o un’intera settimana a Barcellona, questa guida vi aiuterà a pianificare il viaggio su misura. Troverete oltre 25 consigli su monumenti ed esperienze, itinerari dettagliati da 1 a 3 giorni, consigli pratici su trasporti, cibo e budget, e la nostra mappa con tutti i punti di interesse.

Cosa vedere a Barcellona
Cosa vedere a Barcellona

Quando è il periodo migliore per visitare Barcellona?

Barcellona è la sesta città più popolare d’Europa e il periodo della visita può influenzare tutta la vostra esperienza. In alta stagione la città è invasa dai turisti, quindi conviene valutare bene quando visitare questo gioiello catalano.

Noi ci siamo stati all’inizio di marzo, quando le temperature si aggiravano intorno ai 18 gradi, e ci siamo goduti Barcellona con pochissimi turisti. Nonostante ciò, per alcune attrazioni siamo partiti di prima mattina, perché più tardi si formavano già le code.

  • Alta stagione (giugno–agosto): Festival, lunghe giornate di sole, bagni in mare. Ma gli alloggi si esauriscono in anticipo, i prezzi raddoppiano e le code alle attrazioni iniziano già di mattina.
  • Mezza stagione (marzo–maggio, settembre–ottobre): Ideale per le visite. Clima mite e soleggiato, folle ridotte. Attenzione a Pasqua — la città si riempie di nuovo.
  • Bassa stagione (novembre–febbraio): Perfetta per chi viaggia con un budget limitato. Prezzi ai minimi annuali, strade vuote, ma il tempo può essere uggioso (7–13 °C).
BARCELONA Meteo

Dove alloggiare a Barcellona

Alloggio economico: Provate lo stiloso ostello Hostal Portugal, a due passi da La Rambla e a 13 minuti a piedi dalla spiaggia. Se fosse al completo, un’alternativa è il bohémien Sant Jordi Hostels Gracia.

Miglior rapporto qualità/prezzo: L’Hotel Granvia si trova in uno splendido edificio del XIX secolo, ristrutturato con gusto e modernità.

La vista migliore: Noi abbiamo scelto l’Hotel Gaudí, che offre una splendida vista dalla terrazza sul tetto sul Palau Güell. Le camere sono piccole, ma sufficienti per dormire, e la terrazza panoramica compensa ampiamente.

Cosa fare a Barcellona
Vista dalla terrazza dell’Hotel Gaudí a Barcellona

25+ cose migliori da vedere e fare a Barcellona

Barcellona è la capitale della Catalogna, la cui forma attuale è stata plasmata soprattutto dai celebri artisti del XX secolo — in particolare Picasso e Antoni Gaudí, autore degli edifici più celebri che hanno reso famosa Barcellona. Scopriamo insieme tutti i luoghi da non perdere a Barcellona.

1. Sagrada Familia — simbolo di Barcellona

Probabilmente la cattedrale più bella del mondo, che non assomiglia a nessun altro edificio religioso. Non serve essere credenti per restare incantati dalla maestosità della Sagrada Família, progettata da Antonio Gaudí. La cosa più sorprendente è il gioco di luci all’interno, creato dalle vetrate colorate, che fa letteralmente venire i brividi.

La Sagrada Família ha tre facciate principali che rappresentano la Natività, la Passione e la Gloria di Gesù Cristo. Le dodici torri simboleggiano gli apostoli, la torre più alta rappresenta Gesù Cristo, circondato dai quattro evangelisti.

Nel 2026 la basilica si completa finalmente dopo 144 anni di lavori — la torre principale di Gesù Cristo (172,5 m) ne farà la chiesa più alta del mondo. È un evento storico e un motivo in più per visitare Barcellona quest’anno. Acquistate i biglietti almeno 2–3 settimane prima online — nell’anno del completamento la domanda è enorme. Ingresso: da 26 EUR (base) / 36 EUR (con guida) / 40 EUR (con salita alle torri). Il momento migliore per la visita è la mattina (8:30–10:00) per la luce attraverso le vetrate e code più brevi.

Sagrada Família
La basilica della Sagrada Familia a Barcellona

2. Park Güell

Uno dei luoghi più popolari, dove conviene andare di prima mattina per evitare la folla. Non preoccupatevi, non dovrete svegliarvi troppo presto: il parco apre alle 9:30. Il Park Güell si trova sulla collina Turó del Carmel ed è una delle opere più famose dell’architetto Antoni Gaudí.

Da questo parco, ricoperto di mosaici colorati e sculture, si godono splendide viste panoramiche su tutta Barcellona, che probabilmente conoscete già dalle fotografie. Il Park Güell è Patrimonio UNESCO dal 1984. Conviene acquistare i biglietti in anticipo (https://www.parkguell-tickets.com) e pianificare la visita nei giorni feriali. Ingresso: 18 EUR.

Park Güell
Vista panoramica dal Park Güell a Barcellona

3. Casa Batlló

Questo edificio residenziale, un’altra opera di Gaudí, nacque dalla ristrutturazione a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Linee irregolari, mosaici colorati e forme insolite accomunano tutte le opere di Gaudí, ma questo edificio è considerato una delle costruzioni più straordinarie d’Europa.

La Casa Batlló vanta una facciata scintillante unica, composta da mosaici colorati con finestre sporgenti dalle forme arcuate insolite. Durante la visita degli interni rimarrete affascinati dal gioco di luci e ombre, una delle specialità di Gaudí. Troverete anche originali soffitti decorati e scale con immagini di polpi e stelle marine. Ingresso: 25 EUR.

Casa Batlló – cosa vedere a Barcellona
Casa Batlló di Gaudí a Barcellona

4. Casa Milà (La Pedrera)

Un altro capolavoro di Gaudí sul Passeig de Gràcia, a pochi minuti a piedi dalla Casa Batlló. La Pedrera (letteralmente “la cava”) deve il suo soprannome all’insolita facciata ondulata, che sembra scolpita nella roccia. Il tetto con i comignoli a forma di guerrieri è una delle immagini più iconiche di Barcellona.

Se avete tempo per una sola casa di Gaudí, scegliete in base al vostro umore — la Casa Batlló è più colorata e giocosa, La Pedrera è più monumentale e ha quel tetto straordinario. La visita serale della terrazza de La Pedrera con proiezioni e musica dal vivo è un’esperienza indimenticabile. Ingresso: da 25 EUR (diurno) / da 35 EUR (visita notturna).

5. Quartiere Gotico (Barri Gòtic)

Il cuore della città vecchia con strette stradine medievali, dove a ogni angolo scoprirete qualcosa di nuovo — una piccola galleria, un bar con vino locale o una piazza piena di musicisti di strada. Pianificate almeno 2 ore di passeggiata libera senza programma, perché è così che si vive al meglio il Quartiere Gotico.

Non perdetevi il Pont del Bisbe (Ponte del Vescovo) — uno degli angoli più fotogenici di Barcellona. Nella Plaça Reial, con le sue palme e i lampioni disegnati da Gaudí, concedetevi un drink in terrazza e osservate la vita della città. Non lontano dalla cattedrale potrete trovare i resti delle antiche mura romane — Barcellona si chiamava originariamente Bàrcino. L’ingresso al quartiere è gratuito.

6. Catedral de Barcelona

Forse non è eccentrica come la Sagrada Família, ma si tratta di una splendida e imponente cattedrale gotica, davanti alla quale si trovano bar e ristoranti dove potete accomodarvi e ammirare questa maestosa costruzione.

Sul sito della cattedrale sorgeva originariamente un tempio romano, circa 2.000 anni fa. Oggi la cattedrale si chiama ufficialmente Cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia, in omaggio a Eulalia, una ragazza del luogo che rifiutò la richiesta dell’imperatore romano Diocleziano di rinunciare alla propria fede cristiana. All’interno potrete salire in ascensore al belvedere — ne vale davvero la pena.

Cosa fare a Barcellona? Visitate la Catedral de Barcelona
Catedral de Barcelona

7. La Rambla

La Rambla è il celebre viale di Barcellona che si estende da Plaça de Catalunya fino al monumento a Colombo. È la “via principale” della città, dove troverete ristoranti, negozi e, con il bel tempo, artisti di strada.

Gli appassionati di calcio apprezzeranno sapere che vicino a una delle fontane (Font de Canaletes), nei pressi di Plaça de Catalunya, si festeggia ogni vittoria dell’FC Barcelona. A noi ha colpito di più il famoso mercato locale con frutta fresca, verdure e pesce — La Boqueria. Devo essere sincera, però — non mangiate nei ristoranti su La Rambla. I prezzi sono gonfiati e la qualità è incomparabilmente peggiore rispetto a due stradine più in là.

barcelona la rambla

8. La Boqueria

Fate parte anche voi di quelli che adorano esplorare i mercati locali con frutta e verdura fresca? Allora fermatevi assolutamente alla Boqueria per un frullato fresco o per fare scorta di frutta esotica. Troverete anche carne, frutti di mare, pesce, salumi, uova, latticini e formaggi.

Vi interesserà sapere che si tratta del mercato più antico di questo tipo a Barcellona — già nel 1217 qui si vendeva carne e questa tradizione si è consolidata a tal punto che dal 1470 era operativo un vero e proprio mercato della carne, all’epoca con il nome di Mercat Bornet.

Cosa vedere a Barcellona? La Boqueria
Il mercato La Boqueria a Barcellona

9. El Born e Basilica Santa Maria del Mar

El Born è probabilmente il nostro quartiere preferito di Barcellona. Atmosfera hipster, boutique indipendenti, caffetterie dove gustare un ottimo flat white e tapas bar dove locali e viaggiatori si mescolano. Passeggiando per le stradine intorno al Passeig del Born, capirete perché la gente ci torna.

La dominante del quartiere è la gotica Basilica Santa Maria del Mar del XIV secolo. Per 10 EUR potete salire sul tetto con una splendida vista sui tetti circostanti. Se amate la storia, nelle vicinanze troverete anche le rovine della città medievale sotto il centro culturale El Born CCM — ingresso gratuito.

10. Bunkers del Carmel — miglior panorama gratuito

La migliore vista gratuita su tutta Barcellona. Gli ex bunker antiaerei della guerra civile offrono un panorama a 360° dalla Sagrada Familia al mare. Questo luogo è un must assoluto, specialmente al tramonto, quando i locali vengono qui con una bottiglia di vino e un picnic.

Arrivate in metro alla fermata Alfons X e poi 15 minuti a piedi in salita. La salita è un po’ faticosa, ma quella vista — non si può descrivere a parole. Dovete vederla con i vostri occhi.

11. Montjuïc — funivia, castello e fontana magica

Sulla collina di Montjuïc si sale con la funivia dal porto (13 EUR andata e ritorno) e la vista durante il tragitto vale già di per sé il prezzo. In cima troverete il castello medievale Castell de Montjuïc, il museo Fundació Joan Miró e un bellissimo giardino botanico.

La sera recatevi alla Fontana Magica (Font Màgica) — lo spettacolo di luci e musica è gratuito ed è davvero uno spettacolo affascinante. Lo show si tiene il venerdì e il sabato (dalle 21:00 in estate, dalle 20:00 in inverno). Programmate tutto il pomeriggio e la sera per Montjuïc — c’è tantissimo da vedere.

12. Museo Picasso

Picasso si trasferì a Barcellona da ragazzino di quattordici anni e per tutta la vita tornò qui spesso e volentieri. Il museo è vasto e si estende in cinque palazzi. Al piano terra si trovano cortili e archi gotici che conducono in atelier bianchi che illuminano le sue opere. Tuttavia, se vi aspettate i grandi capolavori di Picasso, potreste restare delusi — Guernica si trova al Reina Sofía di Madrid e la Donna che piange al Tate Modern di Londra.

Nonostante ciò, secondo noi il museo merita la visita. In ordine cronologico mostra ogni pennellata (tutte le 4.251 opere), il percorso da pittore classicamente formato a pioniere del cubismo. Si trovano inoltre opere meno conosciute di Picasso, come le sue ceramiche.

13. Museo di arte moderna Fundació Joan Miró

Per tutti gli amanti dell’arte, come me, ecco un consiglio. Sulla collina di Montjuïc si trova il museo Fundació Joan Miró, dedicato all’artista astratto catalano Joan Miró. Lo troverete in un edificio moderno bianco candido, da cui si gode una splendida vista su Barcellona. Ingresso: 15 EUR.

14. Hospital de Sant Pau

Ospedale in stile modernista, Patrimonio UNESCO, a soli 10 minuti a piedi dalla Sagrada Familia — eppure molti turisti lo saltano. E questo è un peccato, perché gli straordinari interni con mosaici e il giardino tra i padiglioni sono tra i luoghi più belli di tutta Barcellona.

Consiglio: Abbinate la visita alla Sagrada Família e percorrete l’Avinguda de Gaudí, che collega entrambi i monumenti — è una bellissima passeggiata pedonale. Ingresso: 15 EUR, con audioguida 17 EUR.

15. Palau de la Música Catalana

Sala da concerto in stile modernista e un altro sito UNESCO a Barcellona. La vetrata colorata sul soffitto è un’esperienza artistica che non si può descrivere a parole — dovete vedere con i vostri occhi come la luce del giorno filtra attraverso quell’incredibile mosaico.

Visite guidate a partire da 20 EUR, ma la cosa migliore è assistere a un concerto (biglietti a partire da 15 EUR). Se amate la musica classica, questa sala è uno dei luoghi più belli al mondo dove viverla.

16. Poble Espanyol

Museo all’aperto di architettura con repliche di edifici da tutte le regioni spagnole. Sembra una Spagna in miniatura in un unico luogo — e funziona sorprendentemente bene. Perfetto per famiglie con bambini e amanti dell’artigianato, perché qui troverete laboratori di vetrai, ceramisti e altri artisti.

Ingresso: 14 EUR, bambini sotto i 4 anni gratis. Il Poble Espanyol si trova a Montjuïc, quindi abbinatelo idealmente alla visita della collina.

17. Spiagge di Barcellona

Il lungomare di Barcellona si estende per diversi chilometri. La passeggiata a piedi dalla Barceloneta a Diagonal Mar richiede una buona ora, ma è una camminata che completa l’atmosfera di tutta la città.

Le spiagge più occidentali, come Sant Sebastià, sono più affollate e turistiche. Spostandovi lungo il lungomare oltre il porto olimpico, arriverete nella zona frequentata dai locali. Noi consigliamo la spiaggia di Bogatell (più pulita, più tranquilla) o Mar Bella (attrezzature sportive, beach bar) — entrambe a 10–15 minuti a piedi dalla Barceloneta e con molto più spazio.

Spiaggia a Barcellona

18. Camp Nou — lo stadio di calcio più grande d’Europa

Anche se con Lukáš siamo totalmente ignoranti in fatto di calcio, non ci è sfuggito che a Barcellona si trova l’orgoglio dei catalani — lo stadio del loro club calcistico più famoso, l’FC Barcelona. Il Camp Nou è lo stadio più grande d’Europa, con una capienza di 99.500 spettatori.

Fu costruito nel 1957 e grazie all’enorme capienza pare che non sia difficile acquistare biglietti il giorno prima per la maggior parte delle partite. All’interno dello stadio potete visitare il museo — per i tifosi di calcio è un’esperienza che occupa tutto il pomeriggio.

19. Arco di Trionfo — Arc de Triomf

Anche Barcellona ha il suo arco di trionfo, costruito nel 1888 quando la città ospitò l’Esposizione Universale. L’Arco di Trionfo fu costruito come porta d’ingresso all’esposizione universale, che si tenne nel Parc de la Ciutadella. Oggi è una delle icone della città e un luogo perfetto per una foto.

Arc de Triomf a Barcellona
L’Arco di Trionfo a Barcellona

20. Parc de la Ciutadella

Un’oasi verde nel centro della città con fontana, laghetto con barche a remi e lo zoo di Barcellona. Ideale per un picnic o una pausa tra le visite. Nel parco incontrerete locali che portano a spasso i cani, praticano yoga o semplicemente si rilassano sull’erba. L’ingresso al parco è gratuito.

La Cascada Monumental — la fontana monumentale nella parte nord del parco — è tra l’altro opera del giovane Gaudí, che vi collaborò da studente. Quindi anche qui vi attende un pezzo del suo genio.

21. Tibidabo — la vista migliore su Barcellona

Inizialmente con Lukáš volevamo andarci in auto lungo la strada per la città, ma nelle recensioni abbiamo letto che spesso svaligiano le auto (le ultime due recensioni erano foto di auto con i vetri rotti). Alla fine abbiamo rinunciato a questo belvedere e a causa del maltempo non ci siamo più mossi dalla città. Se però il tempo vi sarà favorevole, secondo le nostre ricerche si tratta di una delle viste migliori sulla città.

In cima alla collina si trova la bella chiesa del Sagrat Cor e anche un popolare parco divertimenti. Se salite a piedi, lungo la strada attraverserete uno dei quartieri più ricchi e invidiati di Barcellona. Ingresso al parco: 12 EUR.

22. Spettacolo di flamenco

Anche se il flamenco ha origini andaluse, a Barcellona troverete ottimi spettacoli. È una di quelle esperienze che fanno parte della Spagna. L’energia dei ballerini e dei chitarristi vi coinvolgerà, anche se pensavate che non vi avrebbe interessato — credetemi. 😅

Consigliamo il Tablao Cordobes su La Rambla (sì, eccezionalmente su La Rambla c’è qualcosa che vale la pena) o l’intimo Jazz Si Club a El Raval. Prezzi a partire da 25 EUR.

23. Bar segreto Paradiso

In questo bar si entra attraverso un frigorifero nella vetrina di un negozio di panini — quindi l’esperienza inizia già all’ingresso. Il bar ha ricevuto il riconoscimento di 20° miglior bar al mondo nel 2019 e nel 2022 è diventato il miglior bar al mondo.

È aperto solitamente dalle 21:00 alle 3:00 e l’ingresso è GRATUITO. Ma attenzione — spesso c’è coda, quindi consigliamo di arrivare poco dopo l’apertura. I cocktail sono creativi e ottimi, anche se un po’ cari (circa 15–18 EUR).

24. Mercat de Santa Caterina

Se La Boqueria vi sembra troppo turistica (e lo sarà), andate al Mercat de Santa Caterina nel quartiere El Born. Questo mercato ha un bellissimo tetto ondulato e colorato e all’interno troverete venditori locali dove fanno la spesa soprattutto i residenti. Meno folla, atmosfera più autentica e ottimi tapas bar direttamente nel mercato.

25. Barcellona di notte — rooftop bar e panorami

Barcellona di notte è una città completamente diversa. Gli spagnoli cenano verso le 21:00–22:00 e la città si anima nel momento in cui in Italia stareste già pensando di andare a dormire. Se volete vivere la magia notturna di Barcellona, salite su uno dei rooftop bar con vista sulla città.

Consigliamo la Terraza del Hotel Majestic sul Passeig de Gràcia (vista su Casa Batlló e La Pedrera) o The Roof nell’hotel Ohla Barcelona con vista sul Quartiere Gotico. E se non volete spendere in cocktail, basta passeggiare per le stradine illuminate di El Born o sedersi in spiaggia — Barcellona di notte è magica anche gratis.

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Dove mangiare tapas e cosa assaggiare a Barcellona

Barcellona è un paradiso per i buongustai. Oltre alle classiche tapas e alla paella, dovreste provare queste specialità catalane:

  • Patatas bravas — patate fritte con salsa piccante (le migliori pare siano al Bar Tomás a Sarrià, noi non ci siamo riusciti ad andare, ma i locali insistono)
  • Bombas — specialità barcellonese, polpette di patate fritte ripiene di carne
  • Pa amb tomàquet — pane catalano con pomodoro e olio d’oliva (sembra semplice, ma con un olio d’oliva di qualità è poesia)
  • Crema catalana — la versione locale della crème brûlée, più leggera e con un tocco di agrumi
  • Fideuà — simile alla paella, ma al posto del riso si usano corte tagliatelle

I migliori tapas bar: El Xampanyet (El Born — atmosfera autentica, ottima cava), Bar Cañete (vicino a La Rambla — fascia di prezzo più alta, ma cucina eccellente), La Pepita (Gràcia — tapas creative, atmosfera locale). E una regola importante: evitate i ristoranti direttamente su La Rambla — prezzi gonfiati e qualità generalmente scadente.

Itinerario: Cosa vedere a Barcellona in 1, 2 o 3 giorni

Cosa vedere a Barcellona in 1 giorno

Avete solo un giorno a Barcellona? Nessun problema, riuscirete a vedere sorprendentemente tanto. Ecco il nostro piano consigliato:

  • Mattina (9:00): Sagrada Familia — prenotate i biglietti per le 9:00, quando c’è meno gente e la luce attraverso le vetrate è la più bella
  • Tarda mattinata (11:00): Hospital de Sant Pau — a soli 10 minuti a piedi dalla Sagrada, splendida architettura modernista
  • Pranzo (12:30): Spostatevi in metro al Passeig de Gràcia, ammirate dall’esterno Casa Batlló e La Pedrera, e gustatevi delle tapas a El Born (El Xampanyet)
  • Pomeriggio (14:30): Quartiere Gotico — cattedrale, Pont del Bisbe, Plaça Reial
  • Tardo pomeriggio (17:00): La Rambla verso il porto, La Boqueria (chiude alle 20:30)
  • Sera: Passeggiata per la Barceloneta, cena sul mare

Cosa vedere a Barcellona in 2 giorni

Giorno 1: Vedi l’itinerario di un giorno sopra.

Giorno 2:

  • Mattina (8:30): Park Güell — prenotate per le 8:30, quando il parco è più tranquillo
  • Tarda mattinata: Quartiere Gràcia — caffetterie e atmosfera locale, La Pepita per le tapas
  • Pomeriggio: Montjuïc in funivia dal porto, castello, Fundació Joan Miró
  • Tardo pomeriggio: Bunkers del Carmel al tramonto (la vista è indimenticabile)
  • Sera: Fontana Magica (ven–sab), o drink a El Born

Cosa vedere a Barcellona in 3 giorni

Giorno 1 e 2: Vedi sopra.

Giorno 3:

  • Mattina (10:00): Museo Picasso
  • Tarda mattinata: El Born, Santa Maria del Mar, Parc de la Ciutadella
  • Pranzo: Mercat de Santa Caterina
  • Pomeriggio opzione A: Gita a Montserrat (1 ora in treno) — monastero, escursione, panorami
  • Pomeriggio opzione B: Camp Nou Experience + Poble Espanyol
  • Sera: Spettacolo di flamenco o rooftop bar
Cosa visitare a Barcellona
Cosa visitare a Barcellona

Escursioni da Barcellona

Se volate a Barcellona per più giorni, vi consigliamo di fare anche delle gite giornaliere nei dintorni. Ecco le migliori:

Costa Brava

Partite per fare kayak o snorkeling su una delle spiagge della Costa Brava. Se nessuna delle due attività vi attira, potete approfittare della gita per visitare un acquapark o semplicemente per rilassarvi al mare. Tra le località più popolari c’è Lloret de Mar.

Girona

Girona è un tesoro nascosto tra i Pirenei e la Costa Brava. Vi troverete il museo di Salvador Dalí, il Quartiere Ebraico, uno dei più antichi e meglio conservati d’Europa, e se amate Il Trono di Spade, sarete felici di sapere che qui sono state girate molte scene della serie. Basta passeggiare per i vicoli e scoprire passaggi e giardini e Girona vi conquisterà sicuramente.

Montserrat

Volete qualcosa di diverso da città e spiagge? Andate alla montagna di Montserrat, dove troverete il monastero omonimo, il luogo più sacro della Catalogna. Questa gita è più adatta in autunno o in primavera, perché dovrete prepararvi per un’escursione a piedi che vi ricompenserà con splendide viste sui dintorni.

Se volete, potete poi scendere con la funivia fino a Santa Cova, il famoso luogo dove fu trovata La Moreneta, la Madonna Nera. Non dimenticate poi di salire fino alla cima di Sant Jeroni, da dove si gode una splendida vista sulla valle.

Trasporti dall’aeroporto e in città

Dall’aeroporto El Prat si raggiunge il centro di Barcellona in diversi modi:

  • Aerobus — 7,75 EUR, arriva a Plaça Catalunya (circa 35 minuti). La variante più comoda.
  • Metro L9 — 5,50 EUR (biglietto speciale), impiega più tempo, ma è affidabile.
  • Treno RENFE — 4,60 EUR, arriva a Passeig de Gràcia e Sants (la variante più economica).
  • Taxi/Uber — circa 35–45 EUR fino al centro, conviene se viaggiate in gruppo.

In città: Procuratevi la T-Casual (10 corse per 11,35 EUR) oppure la Hola BCN per viaggiare illimitatamente (da 16,40 EUR per 48 ore). Noi abbiamo girato Barcellona principalmente a piedi — la maggior parte delle attrazioni è raggiungibile a piedi e così si conosce meglio la città.

Barcelona Card — conviene?

La Barcelona Card (da 55 EUR per 3 giorni) include trasporti illimitati e sconti per musei e attrazioni. Conviene se pianificate di visitare 3 o più attrazioni a pagamento al giorno. In caso contrario, è più economico prendere la Hola BCN solo per i trasporti e acquistare i biglietti singolarmente online con sconto.

Barcellona: Consigli pratici e suggerimenti

Acquistate i biglietti con anticipo e in anticipo; se non riuscite tramite i siti ufficiali, noi di solito lo facciamo tramite GetYourGuide (nessun costo aggiuntivo, funziona sempre in modo affidabile e si può pagare comodamente online). Tramite GetYourGuide in Spagna siamo riusciti più volte a saltare le code, perché non dovevamo aspettare per acquistare il biglietto sul posto.

Barcellona consigli e suggerimenti
Barcellona consigli e suggerimenti

Barcellona sicurezza

Barcellona ha la triste fama di città dei borseggiatori, quindi siate prudenti durante la vostra visita. Non dovete aver paura, ma rispettate alcune regole:

  • Attenzione ai borseggiatori: Tenete d’occhio le vostre cose soprattutto in metro e nei luoghi affollati come La Rambla. Consigliamo di portare lo zaino davanti o di usare un marsupio.
  • Non tenete gli oggetti di valore tutti nello stesso posto — distribuite contanti e documenti.
  • Evitate di appoggiare borse o zaini sulle sedie nei ristoranti.
  • In metro sono frequenti i piccoli furti, soprattutto durante la salita e la discesa dai vagoni.
  • In spiaggia non portate oggetti di valore. Se avete intenzione di nuotare, portate con voi una custodia impermeabile per documenti e chiavi.
  • Se qualcuno vi avvicina per strada proponendovi qualcosa (es. “biglietti per eventi” o “guide”), meglio rifiutare.
  • Numero d’emergenza: 112 (numero unico per polizia, ambulanza e vigili del fuoco), polizia: 092

Barcellona: Mappa con i punti di interesse sul telefono

Salvate la mappa dei luoghi migliori di Barcellona direttamente sul telefono. Dopo l’acquisto riceverete un link a una Google Map privata, che potrete salvare cliccando su “Segui/Follow”. In questo modo verrà copiata nel vostro account Google e sarà visibile su tutti i dispositivi dove utilizzate Google Maps.

FAQ — Domande frequenti su Barcellona

Cosa vedere a Barcellona in un giorno?

In un giorno riuscirete a vedere la Sagrada Família (mattina, prenotate per le 9:00), l’Hospital de Sant Pau, Casa Batlló dall’esterno, il Quartiere Gotico con la cattedrale, La Rambla con il mercato La Boqueria e una passeggiata serale per la Barceloneta. La chiave è acquistare i biglietti in anticipo e partire di prima mattina.

Cosa vedere a Barcellona in 2 giorni?

In due giorni aggiungete all’itinerario di un giorno il Park Güell (mattina), il quartiere Gràcia, Montjuïc con funivia e castello, i Bunkers del Carmel al tramonto e la Fontana Magica la sera. Due giorni sono il minimo ideale per Barcellona.

Cosa vedere a Barcellona in 3 giorni?

In 3 giorni riuscirete a vedere tutto dei primi due giorni più il Museo Picasso, il quartiere El Born con Santa Maria del Mar, il Parc de la Ciutadella e una gita a Montserrat o al Camp Nou. Il terzo giorno potete dedicarlo anche a un tapas tour o a uno spettacolo di flamenco.

Quanti giorni servono per Barcellona?

Idealmente 3-4 giorni. In 2 giorni vedrete le attrazioni principali, in 3 giorni anche musei e gite nei dintorni. Se volete davvero conoscere Barcellona, inclusi cibo, spiagge e vita notturna, programmate 4-5 giorni.

La Sagrada Familia è completata nel 2026?

Sì, nel 2026 la basilica della Sagrada Familia si completa dopo 144 anni di lavori. La torre principale di Gesù Cristo (172,5 m) ne farà la chiesa più alta del mondo. Acquistate i biglietti almeno 2-3 settimane prima, perché nell’anno del completamento la domanda è enorme.

Quando visitare Barcellona?

Il periodo ideale è la primavera (marzo-maggio) o l’autunno (settembre-ottobre). Il clima è piacevole e le folle minori rispetto all’estate. In alta stagione (giugno-agosto) fa caldo ed è sovraffollato. In bassa stagione (novembre-febbraio) i prezzi sono al minimo, ma il tempo può essere variabile.

Conviene la Barcelona Card?

La Barcelona Card (da 55 EUR per 3 giorni) conviene se prevedete di visitare 3+ attrazioni a pagamento al giorno e di usare molto i mezzi pubblici. Altrimenti è più economico acquistare la Hola BCN per i trasporti e i biglietti singolarmente online con sconto.

Barcellona è cara?

Barcellona è più cara di Roma, ma più economica di Parigi o Londra. Budget giornaliero: viaggiatore budget 50-70 EUR (ostello, tapas, mezzi), medio 100-150 EUR (hotel, ristoranti, biglietti), lusso 250+ EUR. Le voci di spesa principali sono l’alloggio e i biglietti per le attrazioni.

Come spostarsi a Barcellona?

La maggior parte delle attrazioni si raggiunge a piedi. Per distanze più lunghe usate la metro (carta T-Casual: 10 corse per 11,35 EUR) o la Hola BCN per viaggi illimitati (da 16,40 EUR per 48 ore). Dall’aeroporto il modo più comodo è l’Aerobus (7,75 EUR).

Cosa assaggiare a Barcellona?

Tra i piatti tipici catalani ci sono le patatas bravas, le bombas (polpette di patate fritte), il pa amb tomàquet (pane con pomodoro), la fideuà (paella di pasta), la crema catalana e naturalmente le tapas. I migliori tapas bar: El Xampanyet a El Born, Bar Cañete vicino a La Rambla e La Pepita a Gràcia.

Barcellona è sicura?

Barcellona è sicura, ma attenzione ai borseggiatori, soprattutto in metro e su La Rambla. Portate lo zaino davanti, lasciate gli oggetti di valore in hotel e in spiaggia tenete d’occhio le vostre cose. Numero d’emergenza: 112, polizia: 092.

Con che moneta si paga a Barcellona?

La Spagna fa parte dell’Eurozona, quindi si paga in euro. Con la carta si paga praticamente ovunque, ma nei mercati e nei locali più piccoli è utile avere anche dei contanti.

Dove andare in vacanza in Spagna?

Con Lukáš amiamo l’Andalusia, dove troverete città meravigliose come Cordoba, Siviglia o Granada. Se volete il mare, dirigetevi verso Malaga, dove il mare è caldo e tranquillo.

Esperienze e biglietti
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Viaggiare in caravan all’estero: guida pratica

TL;DRPer viaggiare all’estero in camper serve un mezzo ben mantenuto da un noleggio specializzato, i documenti giusti (patente B per i veicoli fino a 3,5 tonnellate, libretto di circolazione, assicurazione ed eventualmente il contratto di noleggio) e la conoscenza delle regole locali su sosta e campeggio. La maggior parte dei camper ospita da 4 a 6 persone, i consumi vanno dai 10 ai 12 litri per 100 chilometri e le batterie cariche, con i pannelli solari, durano dai 2 ai 3 giorni. Il campeggio libero è consentito ad esempio in Francia e in parte dell’Austria, mentre in Slovenia, Montenegro, Belgio e Italia è vietato fuori dalle aree autorizzate. Tra le destinazioni più gettonate ci sono le Dolomiti, l’itinerario Germania–Francia–Spagna–Portogallo e le isole croate raggiungibili in traghetto. I pedaggi autostradali aggiornati per i camper si trovano sul sito tolls.eu.

State pensando alle vostre prossime vacanze e vorreste noleggiare un caravan? Con un caravan potete partire per un’avventura anche senza esperienza precedente, ma se avete intenzione di attraversare i confini, è bene essere preparati. Leggete la nostra guida al viaggio in caravan, con la quale nulla vi sorprenderà in Europa.

Dove noleggiare un caravan

Dopo l’arrivo della pandemia di coronavirus, su internet è apparsa una grande quantità di caravan in affitto. Anche se ora abbiamo una scelta più ampia, dobbiamo essere più cauti. Molti privati potrebbero non avere il veicolo in ordine, oppure non disporre di una buona assicurazione (una in cui non dovrete pagare una franchigia di 30.000 corone per qualsiasi piccola cosa).

Per un noleggio all’estero dovete essere certi di noleggiare un caravan di qualità, ben curato. E questo è meglio farlo presso aziende specializzate. Noi abbiamo già viaggiato più volte in Repubblica Ceca e all’estero con il caravan Leontýna del signor Neckář dell’azienda Pan Karavan. Mettiamo la mano sul fuoco per tutti i loro caravan.

Quale caravan noleggiare

La scelta del caravan è importante quanto la scelta dell’azienda da cui noleggiarlo. Non sono un esperto in grado di consigliarvi la marca e il modello più affidabili, ma dovreste sapere che i caravan hanno diversi livelli di equipaggiamento e differiscono anche per il numero di persone che possono ospitare per la notte.

La maggior parte dei caravan può trasportare e ospitare 4 persone, ma non è difficile trovare anche veicoli a 6 posti. Per il massimo comfort, scegliete caravan di recente produzione con le seguenti dotazioni:

  • WC chimico a tavolette
  • frigorifero con fonte combinata (commutazione tra gas ed elettricità per evitare interruzioni)
  • doccia con possibilità di regolare il riscaldamento dell’acqua (in libera natura non si vuole sprecare troppa elettricità)
  • almeno un piccolo bagno (di solito incluso nel WC)
  • cucina con fornelli a gas
  • pannelli solari (per ricaricare le batterie durante il giorno)
  • riscaldamento a benzina/gas
  • climatizzatore a motore

Se prevedete di portare anche le biciclette, verificate che sul caravan sia disponibile un portabici, oppure se c’è spazio nel cosiddetto garage = il vano posteriore del caravan, dove di solito si ripongono sedie pieghevoli, tavoli e altri accessori.

Penserei anche se avete bisogno di una tenda da sole. Sotto la tenda da sole vi riparate sia dal sole che dalla pioggia e si monta più facilmente di una tenda aggiuntiva. Se prevedete di “abitare” con il caravan in un unico posto, potrebbe tornarvi utile una tenda che forma un “annesso” al caravan, che per una settimana può diventare un ingresso.

Tutto quello che dovreste sapere sul viaggio in caravan

Prima di partire, fatevi spiegare in dettaglio come eseguire correttamente le seguenti operazioni:

Svuotamento del WC chimico

Il WC chimico non può essere svuotato in qualsiasi scarico. Nei campeggi ci sono appositi punti di scarico. Da noi non è frequente, ma in altri paesi europei i punti di scarico si trovano anche nei distributori di benzina.

Scarico delle acque reflue

I caravan hanno due serbatoi d’acqua – uno per l’acqua pulita e uno per l’acqua di scarico (dalla doccia, dai rubinetti ecc.). L’acqua di scarico viene rilasciata tramite una valvola nella parte inferiore del veicolo e viene versata nello scarico. Se viaggiate in caravan per la prima volta, fate guidare il passeggero durante la manovra sullo scarico. Dovete centrarlo perfettamente! Se aprite la valvola fuori dallo scarico, l’acqua si riverserà tutt’intorno e posso garantirvi le scarpe bagnate. 🙂

Rifornimento di acqua pulita

L’acqua viene rifornita tramite un tubo attraverso l’attacco sul lato del caravan. Chiedete sempre durante il rifornimento se l’acqua è potabile. Non sempre nei campeggi e nelle stazioni di servizio è indicato se l’acqua può essere utilizzata anche per bere.

Collegamento dell’elettricità

Un caravan con pannelli solari e apparecchi in modalità eco (frigorifero, riscaldamento dell’acqua) dura 2-3 giorni prima di scaricarsi. Nei campeggi e negli stellplatz autostradali è di solito disponibile un allaccio elettrico (incluso nel prezzo del campeggio). Consiglio di collegarsi ovunque sia possibile – potrete così permettervi di accendere tutto, riscaldare bene l’acqua e, se avete il riscaldamento elettrico, riscaldare tutta la notte senza preoccupazioni.

Sostituzione della bombola del gas

Assicuratevi sempre che il locatore vi consegni il veicolo con la bombola del gas piena. La sostituzione della bombola è semplice, ma nel caravan di solito non ce n’è una di riserva e per chi non ha esperienza con il gas, trovare una bombola e sostituirla può essere una spiacevole questione non vacanziera.

Ho bisogno di una patente speciale per il caravan?

La stragrande maggioranza dei caravan rientra nella categoria dei veicoli sotto le 3,5 tonnellate ed è sufficiente la patente di guida di categoria B. Un’abilitazione speciale è necessaria solo per i grandi caravan che assomigliano a un autobus.

Quali documenti servono per viaggiare in caravan in Europa?

Per i veicoli abitativi con peso fino a 3,5 tonnellate (la grande maggioranza dei campervan) è sufficiente la patente di guida di categoria B (quella per le autovetture). Per il veicolo è necessario avere con sé il libretto di circolazione ridotto e il certificato di assicurazione del veicolo. Se il veicolo è a noleggio, portate con voi anche il contratto di noleggio in ceco e in inglese.

Caravan e pedaggi autostradali

Viaggiare in caravan per l’Europa è generalmente più costoso che viaggiare in auto. Oltre al maggiore consumo, bisogna considerare tariffe più elevate per i pedaggi autostradali. Molti paesi hanno tariffe separate per i veicoli abitativi fino a 3,5 tonnellate. Di solito anche i transiti in galleria sono più costosi, in particolare nelle Alpi.

In casi molto rari può capitare che vogliate pesare il vostro veicolo abitativo. Per esempio in Austria i veicoli abitativi vengono occasionalmente pesati e vengono multati i kg in eccesso rispetto alla massa operativa consentita del veicolo.

L’importo attuale dei pedaggi autostradali per tutti i paesi europei si trova sul sito tolls.eu. Il vignette autostradale può quasi sempre essere acquistato al distributore di benzina prima del confine, oppure online.

Consiglio di acquistare i vignette autostradali online e con anticipo. Per esempio in Portogallo non è semplice acquistare un vignette autostradale al di fuori di internet (è necessario noleggiare un dispositivo con chip elettronico) e se non si entra in Portogallo attraverso il valico di frontiera principale, potrebbe non essere possibile ottenerlo affatto.

Caravan e consumo

Il consumo normale di un caravan si aggira tra i 10 e i 12 litri per 100 chilometri.

Come si guida un caravan

Se avete mai guidato un furgone, non sarete sorpresi. E se non lo avete fatto, ce la farete comunque. Consiglio decisamente di scegliere un caravan con telecamera di retromarcia, o almeno con sensori di parcheggio. Magari così non dovrete raccogliere i pezzi di un indicatore rotto, come ho fatto io. 🤡

Parcheggio del caravan nelle città

Guidare un caravan ha i suoi limiti e li sentirete di più proprio nelle città trafficate, dove spesso è difficile parcheggiare. Consiglio di cercare in anticipo su internet un posto adatto per parcheggiare, oppure direttamente prenotare un posto.

💡 La certezza è sempre scegliere parcheggi a pagamento più grandi, dove su Google Street View si vedono parcheggiare anche i furgoni.

Con un caravan non si può entrare in quasi nessun parcheggio sotterraneo, perché di solito hanno un limite di altezza di 2,2 metri e i caravan sono alti almeno 3 metri (più antenne, finestrini sul tetto ecc.).

Viaggio in caravan con il traghetto

In generale si può dire che con un caravan si riesce a salire su qualsiasi traghetto in Europa. È particolarmente allettante in Croazia, dove ci si può spostare comodamente da un’isola all’altra. Il traghetto si paga in base alla lunghezza del veicolo e su diverse isole ci sono campeggi con posti direttamente per i caravan.

Viaggio in caravan con il cane

Il caravan è ideale per i cani – durante il giorno teniamo i cani fuori vicino all’auto, portiamo con noi un recinto speciale per loro. State pianificando una vacanza in caravan con il cane? Leggete di più nell’articolo sul sito Vsepropejska.

Dove andare in vacanza con il caravan?

Noi ci siamo innamorati delle Dolomiti, dove è ideale per i caravan. Siamo partiti in autunno, quindi non abbiamo avuto problemi a trovare posto in campeggio. Se volete fare un lungo roadtrip, un ottimo percorso è Germania – Francia – SpagnaPortogallo.

Parcheggio del caravan fuori dai campeggi – campeggio libero

In ogni paese il campeggio libero funziona in modo un po’ diverso. Come funziona nelle destinazioni più popolari?

Dalmazia Croazia: 10 luoghi più belli per le vacanze

TL;DRTra le 10 mete più belle della costa dalmata ci sono Dubrovnik con il suo centro storico fortificato, Spalato con il Palazzo di Diocleziano (UNESCO dal 1979), Sebenico con la cattedrale di San Giacomo (UNESCO dal 2000), Traù (UNESCO dal 1997), le isole di Curzola e Lesina, la cittadina di Omiš sul fiume Cetina, la fortezza di Klis, il promontorio di Punta Planka e il Parco nazionale di Krka con le sue cascate su un’area di 142 km². I fan de Il Trono di Spade possono visitare le location di Approdo del Re, Qarth, Meereen e Braavos. L’isola di Curzola misura poco meno di 30 km in lunghezza e 5 km in larghezza. Conviene arrivare a Spalato presto la mattina, mentre a Krka è meglio presentarsi già all’apertura.

La Dalmazia Croazia è una delle destinazioni più amate per le vacanze in Croazia. Qui troverete spiagge meravigliosamente cristalline, romantiche città medievali e numerosi parchi nazionali da esplorare. Negli ultimi anni la zona è diventata meta di pellegrinaggio per i fan de Il Trono di Spade, dato che qui si trovano le location di Approdo del Re, Qarth, Meereen e Braavos. Scopriamo insieme cosa fare in Dalmazia, dove alloggiare e cosa vedere.

Dove alloggiare in Dalmazia

In Croazia troverete numerosi hotel di qualità e appartamenti confortevoli, se preferite maggiore privacy o cucinare in autonomia. È importante però prenotare l’alloggio per tempo, poiché le soluzioni migliori vengono prese d’assalto rapidamente. Potete cercare le migliori offerte su Booking.com.

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10 luoghi più belli della Dalmazia Croazia e gite nei dintorni

1) Dubrovnik

Dubrovnik - Dalmazia Croazia

Dubrovnik è una delle città più belle della Croazia, si trova nella Dalmazia meridionale e vanta uno splendido centro storico circondato da imponenti mura difensive. Negli ultimi anni è diventata una destinazione molto frequentata dai fan di Game of Thrones (Il Trono di Spade), che a Dubrovnik possono trovare le location delle celebri scene di Approdo del Re, la capitale dei Sette Regni. Per saperne di più, leggete il nostro articolo su Dubrovnik.

2) Šibenik

Šibenik Croazia Dalmazia

Šibenik è una delle mie città preferite in Croazia, poiché ha un centro storico meraviglioso che non è mai sovraffollato di turisti come Split o Dubrovnik. Allo stesso tempo, qui troverete numerosi ristoranti e caffè piacevoli, e i vicoli offrono l’ombra tanto necessaria anche a mezzogiorno nel pieno della calura estiva.

La storica cittadina portuale di Šibenik si trova nella Dalmazia settentrionale, nell’articolata e pittoresca baia di Šibenik, dove sfocia uno dei più bei fiumi carsici, il Krka. Šibenik è conosciuta come la città delle fortezze: ne troverete ben quattro.

Il centro di Šibenik non è molto grande, ma ospita numerosi vicoli e edifici storici romantici. Il monumento più iconico e prezioso è la Cattedrale di San Giacomo, che dal 2000 è inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

3) Split

Split Croazia Dalmazia

Andate a Split la mattina presto, altrimenti vi ritroverete a sgomitare tra centinaia di altri turisti. Split ha infatti una posizione ideale per esplorare i dintorni ed è per questo la destinazione più frequentata dai turisti: si trova su una penisola tra la baia di Kaštela e lo stretto di Split, delimitato a ovest dalla collina boscosa di Marjan.

Split non è una cittadina piccola: ci vivono 180.000 abitanti e oltre il centro storico si estende una crescente zona di edifici moderni. Split ha una storia di quasi duemila anni che potrete scoprire nella parte della Città Vecchia. A Split troverete un numero straordinario di monumenti culturali; tra i più famosi c’è l’antico Palazzo di Diocleziano, inserito nel 1979 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Se alloggiate in qualche località balneare più piccola, apprezzerete sicuramente l’ampia offerta di ristoranti. Qui troverete cucina asiatica, piccoli bistrot vegani e caffetterie con caffè di specialità.

4) Trogir

Trogir Dalmazia Croazia

Trogir è un esempio tipico di cittadina storica della Dalmazia. Ha un grazioso piccolo centro storico dove troverete numerose boutique e negozietti con gioielli artigianali locali. Ci sono artisti che vendono creazioni originali e dipinti, e appena fuori dal centro storico si tiene un mercato del pesce e della frutta. La dominante è la cattedrale di San Lorenzo con il suo campanile, sulla cui cima potrete salire pagando un piccolo biglietto.

Dal 1997 Trogir è inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Nel 2018 è stato aperto il porto traghetti Trogir Soline nella località di Soline (a ovest della città vecchia in direzione di Seget Donji), che serve per i collegamenti con le isole di Drvenik Veli e Drvenik Mali.

5) Omiš

Omiš in Croazia nella Dalmazia

Questa tranquilla cittadina tra le rocce è qualcosa di diverso rispetto alle altre località della Dalmazia. Al primo sguardo vi colpirà la gola in cui serpeggia il turchese fiume Cetina. A Omiš troverete anche spiagge di sabbia, un piccolo centro storico e un selvaggio passato piratesco. Vale assolutamente la pena salire su uno dei punti panoramici sopra la cittadina per godervi una vista mozzafiato sulla baia. Il terreno variegato entusiasmerà sia gli sportivi amanti dell’adrenalina che le famiglie con bambini: potrete fare escursioni a piedi o gite in barca.

6) Isola di Korčula

Gita in barca in Croazia all'isola di Korčula

L’isola di Korčula è una delle isole più belle della Croazia. Nonostante sia relativamente piccola (misura poco meno di 30 chilometri in lunghezza e appena 5 chilometri in larghezza), offre ottime attività per famiglie con bambini, coppie e sportivi. Qui troverete numerosi monumenti antichi, un litorale splendido, cantine vinicole e (secondo la tradizione) il luogo di nascita di Marco Polo. Per questo viene spesso soprannominata l’Isola di Marco Polo.

7) Isola di Hvar

Come l’isola di Korčula, anche Hvar è adatta a tutti i tipi di turisti. Qui troverete eccellenti attività culturali e sportive, ma potrete godervi anche una vacanza puramente rilassante, trascorrendola su una delle bellissime spiagge dell’isola.

Sull’isola di Hvar è particolarmente popolare la città omonima, spesso definita la più bella città della Croazia. Qui troverete la famosa Fortezza Spagnola, da cui si gode una delle viste più spettacolari sull’isola.

8) Fortezza di Klis

Fortezza di Klis - location de Il Trono di Spade

La Fortezza di Klis è una fortezza medievale che si erge sopra l’omonimo villaggio a 360 metri di altitudine, costruita a scopo difensivo contro gli invasori. Grazie alla sua posizione strategica tra due montagne, il Kozjak e il Mosor, la fortezza ha giocato un ruolo fondamentale nella difesa dell’intera Dalmazia, in particolare contro l’Impero Ottomano e i suoi invasori. Negli ultimi anni è diventata popolare soprattutto come location cinematografica de Il Trono di Spade, dove rappresentava la città di Meereen.

9) Punta Planka

Punta Planka in Croazia. Escursione in Dalmazia

Un luogo molto popolare per ammirare i tramonti è il promontorio di Punta Planka, dove si scontrano con forza i venti del nord e del sud, cicloni e anticicloni e le correnti marine. Qui sorge una piccola e molto fotogenica chiesetta di San Giovanni, avvolta da leggende.

Una di queste narra che qui naufragò la nave su cui si trovava San Giovanni di Trogir. I marinai greci lo conoscevano come Capo Diomede: Omero nella sua “Iliade” scrive che dopo la Guerra di Troia vi approdò Diomede stesso, uno dei più grandi eroi della mitologia greca.

10) Parco Nazionale di Krka

Parco Nazionale di Krka in Dalmazia

Molto visitato dai turisti è anche il Parco Nazionale di Krka, situato nella Dalmazia centrale. Qui troverete un sistema di rapide, cascate e salti d’acqua sotto i quali potrete fare il bagno. Quando abbiamo visitato il parco noi, non avevamo molta voglia di tuffarci, perché c’era una folla incredibile. Vi consigliamo quindi di andare appena apre, per godervi il parco nazionale al meglio. Nonostante il grande afflusso turistico, lo spettacolo è davvero meraviglioso.

Il parco si estende su una superficie di 142 km², è incentrato sul fiume Krka dalle acque verde giada e, oltre alle cascate, offre molte altre attrazioni tra cui piste ciclabili e cinque fortezze medievali. Una delle attività più interessanti nel Parco Nazionale di Krka è la gita in barca verso la piccola isola di Visovac, colonizzata nel 1445 da frati francescani, dove si trova un monastero con una biblioteca e manufatti ben conservati.

Dove si trova la Dalmazia

La Dalmazia è una regione storica situata lungo la costa orientale del Mare Adriatico, oggi appartenente in gran parte alla Croazia. Si estende approssimativamente dall’isola di Rab a nord fino alla baia di Kotor a sud, comprendendo centinaia di isole e un litorale frastagliato lungo oltre 1.700 chilometri. Dall’Italia è facilmente raggiungibile: dall’aeroporto di Roma o Milano ci sono voli diretti per Split e Dubrovnik, soprattutto in estate. In alternativa, potete raggiungere la costa della Dalmazia in traghetto da Ancona o Bari.

Cestolidi: la nuova piattaforma per i viaggiatori

TL;DRCestolidi è una piattaforma online ceca che mette in contatto viaggiatori in cerca di un compagno di viaggio, grazie alla funzione Spolucesty e alla verifica dell’identità degli utenti per garantire sicurezza. Dietro il progetto ci sono il viaggiatore e travel influencer Kryštof Paleta insieme a Martin Jač e David Šindelář, che lo hanno sviluppato in quattro anni. Gli utenti possono creare gratuitamente blog di viaggio chiamati cestology e segnare i luoghi visitati su una mappa personale; con l’attività si accumulano punti scambiabili con premi offerti da partner come Peak Design o Czech-us. Una settimana dopo il lancio della versione definitiva, nel luglio 2021, la piattaforma ha superato i mille utenti registrati. Per il futuro, Cestolidi prepara un’offerta di esperienze proposte da cechi che vivono all’estero, come soggiorni di surf e yoga o discese in gommone in Slovenia.

Viaggiare è una passione che arricchisce la vita con esperienze e ricordi indimenticabili. La maggior parte delle persone, però, preferisce partire con un compagno di viaggio o addirittura con un intero gruppo di avventurieri — e trovare qualcuno con le stesse aspettative e lo stesso spirito d’avventura non è sempre facile. È proprio per rispondere a questa esigenza che è nata Cestolidi, una nuova piattaforma il cui obiettivo principale è mettere in contatto i viaggiatori in cerca di nuove esperienze.

In tanti vogliono partire alla scoperta del mondo, ma spesso non sanno come fare o con chi farlo. Sulla piattaforma Cestolidi chiunque può trovare in modo sicuro il proprio compagno di viaggio ideale, qualcuno con piani simili con cui partire insieme. E non è tutto: il compagno perfetto per un’avventura potrebbe rivelarsi anche qualcosa di più. La sicurezza della piattaforma è garantita da un sistema di verifica dell’identità di ogni utente, che impedisce a eventuali truffatori di agire sulla piattaforma.

«Volevo un posto dove annotare i miei viaggi e allo stesso tempo trovare qualcuno con cui partire. Sui social network i post per cercare compagni di viaggio esistono, ma o vengono subito sommersi da altri contenuti oppure si fanno vivi persone senza alcuna “presentazione”. È proprio per questo che abbiamo perfezionato la sezione Il mio profilo, che funziona come un biglietto da visita del viaggiatore e crea fiducia all’interno della piattaforma,» spiega Kryštof Paleta, creatore della piattaforma e viaggiatore appassionato.

Oltre alla funzione di ricerca dei compagni di viaggio, la piattaforma offre agli utenti numerose altre funzionalità utili. Al rientro da un viaggio, nella sezione Il mio profilo si possono creare gratuitamente i cosiddetti cestolog — dei veri e propri blog di viaggio — dove raccogliere e conservare tutte le esperienze vissute e segnare progressivamente i luoghi visitati sulla propria mappa personale. Questi contenuti possono diventare anche una fonte di ispirazione per gli altri lettori e viaggiatori, che vi trovano spunti interessanti per nuove avventure in ogni angolo del mondo.

Scrivendo i propri blog di viaggio, organizzando viaggi condivisi e supportando altri avventurieri, gli utenti accumulano punti e badge che possono essere scambiati con premi offerti dai partner della piattaforma, tra cui figurano aziende interessanti sia ceche che internazionali, come Peak Design, Onlinejazyky.cz e molte altre.

Nei prossimi mesi gli utenti potranno aspettarsi tante nuove funzionalità. Tra le novità in arrivo ci sarà una sezione dedicata alle esperienze più interessanti, proposte direttamente da viaggiatori cechi sparsi per il mondo e acquistabili direttamente sulla piattaforma. Non mancheranno soggiorni di surf e yoga, programmi work and travel, discese in rafting in Slovenia e molte altre avventure.

«Stiamo lavorando per perfezionare le esperienze. Subito dopo vogliamo facilitare la pianificazione dei viaggi personali, introducendo anche la possibilità di guadagnare sul nostro sito — perché sappiamo che i soldi sono spesso un ostacolo per i nostri utenti e vogliamo aiutarli a superarlo. In seguito arriverà anche la verifica degli utenti, per una maggiore fiducia reciproca,» anticipa Paleta parlando delle funzioni future.

Il progetto Cestolidi

Dietro Cestolidi c’è il viaggiatore ceco e travel influencer Kryštof Paleta, il cui obiettivo era creare uno spazio dove i viaggiatori potessero incontrarsi, ispirarsi a vicenda e stimolarsi alla scoperta del mondo. Ha iniziato a viaggiare già durante le scuole superiori, ma la sua avventura più grande l’ha vissuta nel 2018, quando è partito per un viaggio intorno al mondo che ha alimentato e lanciato il suo canale YouTube.

Nel 2017 aveva creato un gruppo Facebook con questo scopo, che oggi conta quasi ottomila viaggiatori. Aveva l’idea, ma non le risorse né l’esperienza per realizzarla. Due anni dopo si è unito all’attuale collega Martin Jač e insieme hanno creato la prima versione di test, nata l’anno in cui il mondo era pesantemente segnato dalla pandemia di coronavirus.

Col tempo si è aggiunto al duo un altro appassionato viaggiatore, David Šindelář, che si è occupato dello sviluppo tecnico della piattaforma e ha contribuito a portare il progetto alla sua forma attuale. Una settimana dopo il lancio ufficiale di Cestolidi, a luglio, il trio ha superato la soglia dei mille utenti registrati — un traguardo che ha dato al gruppo il riscontro e l’energia necessari per continuare a sviluppare il progetto.

«Dall’idea alla realizzazione è stato un percorso lungo — quattro anni — e nel mezzo ci si è messa anche la pandemia. Sentivo che dovevamo lanciare il progetto, perché dopo tutto quel tempo la motivazione stava iniziando a venire meno. Così ho convinto i ragazzi e siamo partiti senza test e senza una grande strategia. Alla fine è andata bene, e anche se sappiamo che la pandemia ci ostacolerà ancora per un po’, la vediamo come un’opportunità per correggere gli errori e prendere lo slancio,» conclude.

Recensione: Dollar Flight Club – Vale la pena nel 2024?

TL;DRDollar Flight Club conviene soprattutto con l’abbonamento premium a 69 dollari (circa 1 400 corone ceche) all’anno, perché rispetto alla versione gratuita offre quattro volte più offerte giornaliere, la possibilità di scegliere l’aeroporto di partenza e avvisi su tariffe con errori di prezzo e sulle promozioni Weekend Warrior, con sconti fino a 250 dollari sui voli interni negli USA. La versione gratuita dà invece solo un’offerta al giorno, senza possibilità di scegliere l’aeroporto. Gli sconti garantiti dal servizio possono arrivare al 60-90% sul prezzo normale del biglietto: ad esempio, per un errore di tariffa un volo in First Class di United Airlines è sceso da 4 000 a 79 dollari. Prima di sottoscrivere l’abbonamento a pagamento puoi provare 14 giorni gratis, così verifichi se l’abbonamento premium vale la pena anche per il tuo tipo di viaggio, per esempio per Bali, dove un volo andata e ritorno costa di solito circa 18 000 corone ceche.

Quando si decide di partire per un viaggio, il problema si presenta quasi sempre al momento dell’acquisto dei biglietti aerei. Nel tentativo di trovare il volo migliore al prezzo più basso, si finisce per passare ore intere sui siti di confronto, saltando da una scheda all’altra senza arrivare a nulla. Un vero labirinto, insomma. Fortunatamente esistono servizi che fanno tutto questo al posto tuo — e Dollar Flight Club è uno di questi.

Il biglietto aereo è spesso la voce di spesa più alta in un viaggio

Il secondo grande problema che chiunque abbia mai cercato un volo conosce bene è il prezzo. I biglietti aerei rappresentano spesso la spesa più elevata dell’intera vacanza.

Immagina di voler partire per Bali. È un’isola dell’Indonesia dove il costo della vita è relativamente basso rispetto all’Italia: un buon hotel a Bali costa in media 15–25 € a notte, mentre uno più lussuoso si aggira intorno ai 35 € a notte.

Anche se una vacanza a Bali può sembrare più economica rispetto a una destinazione come Dubai, bisogna tenere conto che un volo andata e ritorno dall’Italia può costare facilmente attorno ai 700–900 €, e a quel punto il budget cambia decisamente.

E se qualcuno monitorasse i voli più economici al posto tuo?

Spesso si finisce per rinunciare alle destinazioni esotiche e optare per qualcosa di più vicino — una settimana in Puglia o sul Lago di Garda. Ma cosa diresti se qualcuno controllasse i voli per te e ti avvisasse ogni volta che trova un’offerta imperdibile?

Diamo un’occhiata insieme a Dollar Flight Club. Vale davvero la pena pagare l’abbonamento premium a 69$?

Cos’è Dollar Flight Club?

Dollar Flight Club è un servizio online che ti aiuta a risparmiare sui biglietti aerei. Individua le tariffe più basse disponibili e, per non farti perdere nessuna offerta, ti invia una notifica direttamente sul telefono. Sembra fantastico, vero? Vediamo più nel dettaglio come funziona.

Dollar Flight Club (DFC) si avvale di una tecnologia avanzata per la ricerca automatica dei voli più economici, a differenza di altri servizi simili che si affidano spesso a team di persone che cercano manualmente le offerte.

DFC non applica alcuna commissione sulle prenotazioni né sui vantaggi premium. Il servizio si finanzia tramite gli abbonamenti agli account premium e la pubblicità mostrata agli utenti della versione gratuita. Più avanti trovi tutti i dettagli sui vantaggi premium e su come ottenerli.

DFC può ridurre il prezzo dei voli fino al 60–90%. Come è possibile?

Dipende anche dal tipo di account che si possiede. Con l’abbonamento premium riceverai offerte anche sui cosiddetti voli con errore di prezzo. Di cosa si tratta? Oggi la vendita dei biglietti aerei è quasi completamente automatizzata, ma le tariffe vengono ancora pubblicate e impostate da esseri umani — e gli errori, si sa, capitano.

Un esempio celebre è quello di United Airlines First Class: un biglietto che normalmente costa circa 4.000 USD fu venduto per soli 79$.

Abbonamento gratuito

Non è necessario pagare per usare DFC: esiste anche una versione gratuita, ma vale davvero la pena? Con questo piano ricevi soltanto 1 offerta al giorno per voli in promozione. Inoltre non puoi selezionare un aeroporto di partenza specifico, ma solo un’area geografica o un paese di provenienza per le destinazioni preferite.

Abbonamento premium

L’abbonamento premium costa 69$ all’anno, ovvero circa 63 €.

Oltre a poter scegliere un aeroporto di partenza specifico — ideale se parti da Roma Fiumicino, Milano Malpensa o qualsiasi altro scalo italiano — riceverai ogni giorno 4 volte più offerte rispetto alla versione gratuita.

Il grande vantaggio è che non devi stare incollato al computer in attesa che spunti un volo conveniente. Quando DFC trova un’offerta adatta a te, ti invia semplicemente una notifica, configurabile anche come SMS, in modo che tu possa agire subito.

Solo i membri premium possono accedere alle offerte Weekend Warrior, ovvero voli nazionali negli USA con sconti fino a 250$ a biglietto.

Se non sei ancora convinto della versione premium, puoi sempre provarla senza rischi. Dollar Flight Club offre 14 giorni di prova gratuita al momento della prima registrazione, così puoi testare l’account Premium prima di impegnarti.

Recensione Dollar Flight Club

Lukáš Konečný

Facilità d’uso
Offerte di voli davvero economici
Prezzo dell’abbonamento premium

Riepilogo

Dollar Flight Club è un ottimo strumento se lo configuri nel modo giusto. L’abbonamento annuale si ripaga già con il primo volo prenotato in offerta, ma in generale il servizio è più adatto a chi viaggia frequentemente ed è pronto a partire con poco preavviso.

4.7

Aumentare il fatturato del tuo e-commerce con i comparatori di prezzi

TL;DRAumentare il fatturato di un e-commerce si può ottenendo visibilità sui comparatori di prezzo, come Trovaprezzi, Google Shopping o altri motori di confronto, che funzionano da vetrina mostrando i prodotti fianco a fianco con quelli della concorrenza. Questi strumenti garantiscono una copertura più ampia, un numero maggiore di conversioni e una visione chiara di chi vende cosa, quali sono le tendenze del momento e dove si aprono spazi di mercato. Chi arriva sul tuo sito da un comparatore ha già visto prezzo, immagine e descrizione del prodotto, quindi è molto più vicino all’acquisto. I comparatori permettono anche di monitorare i prezzi della concorrenza, tenere d’occhio recensioni e valutazioni dei negozi, oltre ai prodotti e alle tendenze più popolari: un vantaggio enorme soprattutto per i piccoli e medi e-commerce che vogliono competere con i grandi marchi, migliorando al contempo il posizionamento nei motori di ricerca grazie al traffico aggiuntivo generato sul sito.

Quando si sviluppa un’attività online, è fondamentale sfruttare una serie di strategie e strumenti per far crescere il proprio e-commerce. Le campagne di marketing possono rivelarsi molto efficaci, ma hai mai considerato di utilizzare un comparatore di prezzi come parte della tua strategia?

Come funziona un comparatore di prezzi?

Per i consumatori, un comparatore di prezzi come Google Shopping, Trovaprezzi, Idealo o Modio.cz funziona essenzialmente come un motore di ricerca e un catalogo, che mostra i prodotti uno accanto all’altro e confronta elementi come immagini e prezzi.

Di solito, la piattaforma addebita una tariffa all’e-commerce e richiede l’invio di fotografie, descrizioni, prezzi e altre informazioni sui prodotti, in modo che questi possano apparire nelle ricerche pertinenti accanto ad altri prodotti comparabili.

È ovvio perché i consumatori online adorano i comparatori di prezzi, ma come possono trarne vantaggio i rivenditori e-commerce?

💡 Anche se può sembrare controintuitivo inserire i tuoi prodotti nello stesso portale di confronto in cui si trova la tua concorrenza, la realtà è che questa strategia può aiutarti a raccogliere informazioni preziose sui competitor e ad accelerare le vendite.

I comparatori non servono solo ai clienti per scegliere il prodotto migliore: offrono anche al rivenditore una grande quantità di dati sull’attuale panorama di mercato e sul posizionamento del proprio brand o dei propri prodotti.

Utilizzando un comparatore nel tuo settore, puoi tenerti costantemente aggiornato su chi vende cosa, sui costi e sulle tendenze di prodotto, e persino identificare i punti deboli dei tuoi concorrenti o del prodotto/servizio venduto.

Oltre ad aiutarti a tenere d’occhio gli indicatori di mercato, questi strumenti possono essere utili alla tua azienda in molti altri modi.

  • Poiché la maggior parte dei clienti che utilizza un comparatore di prezzi ha già deciso di acquistare, hai già vinto metà della battaglia: i tuoi prodotti sono a un passo dalla vendita. Il cliente sta cercando di acquistare il miglior prodotto al miglior prezzo. Questa è la tua occasione per catturare la sua attenzione e portarlo sul tuo sito.
  • Il vantaggio principale dell’utilizzo dei comparatori è l’aumento del traffico sul tuo sito, che a sua volta migliora il posizionamento nei motori di ricerca. I comparatori possono quindi essere sfruttati anche per la SEO. Per i piccoli e medi rivenditori online, può essere l’approccio più rapido ed economico per competere alla pari con i grandi brand.

Usare i comparatori di prezzi per far crescere il tuo business

Maggiore visibilità

I comparatori di prezzi ti permettono di ampliare la portata del tuo sito e di raggiungere nuovi clienti che altrimenti non ti avrebbero trovato.

Più conversioni 🥇

Un potenziale cliente può visitare il tuo sito tramite un comparatore di prezzi dopo aver visto l’immagine del prodotto, aver conosciuto il prezzo e aver letto il nome del tuo brand o del tuo negozio. Poiché gli acquirenti sono più propensi a cliccare sui prodotti che catturano la loro attenzione in un comparatore, le probabilità di acquisire un nuovo cliente aumentano considerevolmente.

Scopri chi vende cosa 🥈

Un comparatore ti permette di analizzare i prodotti della concorrenza in un unico posto, ottenendo anche una panoramica del mercato. Puoi cercare prodotti simili e scoprire chi sono i tuoi concorrenti e cosa li distingue — offrono forse un servizio clienti migliore o un sito più intuitivo? Vale anche la pena scoprire cosa vendono gli altri, perché sul tuo sito potrebbero mancare prodotti molto richiesti, facendoti perdere opportunità di business redditizie.

Imposta prezzi competitivi per te e i tuoi clienti 🥉

I rivenditori aggiornano continuamente i prezzi nel tentativo di mantenere il vantaggio sulla concorrenza. Indipendentemente dalle dimensioni della tua azienda, i tuoi prodotti non dovrebbero mai avere prezzi obsoleti. Anche se la tua strategia non è competere esclusivamente sul prezzo, dovresti sempre assicurarti di offrire ai tuoi clienti un prezzo competitivo. I comparatori sono uno strumento prezioso per verificare il posizionamento della tua offerta sul mercato.

Analizza tutti i dettagli

La maggior parte dei clienti di solito non sceglie semplicemente l’articolo più economico disponibile. Prima dell’acquisto finale, tengono conto anche di altri fattori, tra cui i costi di spedizione, le garanzie sul servizio e la reputazione del venditore. Alla fine, preferiscono spendere qualcosa in più pur di scegliere un negozio che li convince in qualche modo. Questo ti offre la possibilità di esaminare tutti questi dettagli anche per la concorrenza.

Monitora valutazioni e recensioni

È fondamentale che ogni negozio online abbia una buona reputazione tra i propri clienti, e molti comparatori di prezzi favoriscono le recensioni informali tramite le valutazioni degli utenti. Osservando le valutazioni e le recensioni pubblicate dai clienti, puoi scoprire quali prodotti sono considerati i migliori.

Inoltre, la maggior parte delle recensioni include critiche al servizio insieme alla valutazione del prodotto, così puoi verificare quanto bene i tuoi concorrenti soddisfino le aspettative dei loro clienti — e capire se tu potresti fare di meglio.

Tieni d’occhio i prodotti di tendenza

Molti comparatori selezionano i prodotti di punta o mettono in evidenza gli articoli più noti sulla loro homepage. Monitorando le tendenze di mercato, puoi assicurarti di avere in stock i prodotti giusti e di venderli a un prezzo competitivo, sfruttando appieno l’aumento della domanda.

In conclusione

Per mantenere un vantaggio competitivo nel mondo dell’e-commerce, le aziende devono trovare il modo di attirare una base di consumatori frammentata e di offrire rapidamente e facilmente ciò che cercano. Un comparatore di prezzi può essere un canale molto efficace non solo per aumentare il fatturato, ma anche per restare un passo avanti rispetto alla concorrenza.

Oltre a utilizzare questi strumenti come parte del tuo approccio di marketing, ti offriranno una panoramica rapida delle tendenze di mercato più importanti, permettendoti di dedicare tempo e risorse ad altre aree di promozione della tua attività.

Quanto guadagnano gli influencer? Anche più di 24.000 € per una campagna di 14 giorni

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TL;DRGli influencer in Repubblica Ceca guadagnano per una singola campagna da poche migliaia di corone ceche fino a oltre 600.000 corone ceche per una campagna di 14 giorni: la cifra dipende soprattutto dal tipo di compenso e dalla qualità della collaborazione, non solo dal numero di follower. Secondo i dati delle campagne per il cliente Online jazyky, gli influencer con 10-15 mila follower hanno guadagnato 10.000-65.000 corone ceche, mentre gli account con 101-200 mila follower hanno raggiunto compensi di 50.000-600.000 corone ceche. Per gli influencer la formula più vantaggiosa resta il sistema a provvigione (5-15% sulle vendite di prodotti fisici, fino al 30% per i corsi online), che rende il 15-25% in più rispetto a un compenso fisso. Gli influencer con provvigioni del 10-30% hanno guadagnato in media 1,3 corone ceche per follower e hanno generato per l’azienda un fatturato medio di 4,2 corone ceche per follower: una singola Instagram Story pubblicata da un account con 200 mila follower è arrivata a produrre 600 ordini in un giorno.

Le campagne con influencer sono ormai protagoniste indiscusse del marketing digitale. Grandi e piccoli brand utilizzano gli influencer su Instagram, YouTube, TikTok, Facebook e altre piattaforme per promuovere i propri prodotti. Ma quanto costano davvero gli influencer e quale impatto reale hanno sulle vendite?

Un anno e mezzo fa abbiamo avviato una campagna di test insieme a Online jazyky e ad altri nostri clienti. In questo periodo abbiamo realizzato decine di campagne con influencer, raccolto e analizzato i dati e siamo arrivati a risultati sorprendenti, che vi presentiamo oggi.

In questo articolo citiamo principalmente il cliente Online jazyky, la più grande scuola di lingue online della Repubblica Ceca, ma i dati sono stati raccolti da diverse aziende che hanno preferito restare anonime.

Vi diremo quanto costano le campagne con influencer, ma soprattutto vi sveleremo come realizzare una campagna efficace, che generi profitto sia per il brand che per gli influencer. Approfondiremo anche come selezionare gli influencer giusti, come valutare i loro profili e come sceglierli.

Cos’è l’influencer marketing?

Con influencer marketing si indica generalmente un tipo di marketing online che si avvale degli influencer – persone influenti, blogger o account con molti follower, che promuovono prodotti o servizi sui propri canali (social network, blog) dietro compenso o in cambio di prodotti (barter).

L’influencer marketing è altamente efficace perché sfrutta il rapporto di fiducia che i follower hanno con la persona o l’account che consiglia loro un prodotto. La psicologia ci insegna che se una persona di cui ci fidiamo ci consiglia qualcosa, questo ha su di noi un impatto molto maggiore rispetto a uno sconosciuto.

Chi è un influencer?

Un influencer è una persona che ha influenza sulle opinioni e le scelte del proprio pubblico. Si tratta di blogger, creator di Instagram, YouTuber, personaggi famosi, ma anche proprietari di gruppi tematici su Facebook o LinkedIn.

Il vantaggio degli influencer è che spesso si concentrano su un solo argomento — come cibo, crescita personale, viaggi o fitness — e questo permette ai brand di raggiungere un pubblico molto più mirato.

Quanto costa una campagna con influencer?

È la domanda che si pongono più spesso aziende e influencer stessi. Quanto costa una campagna? Quanto posso chiedere? Non è una risposta semplice. Online si trova che negli USA gli influencer vengono pagati tra $10 e $25 per 1.000 follower per post. Se adattiamo questi valori al mercato italiano, una stima ragionevole si aggira intorno a $4–$10 per 1.000 follower, ossia circa 4–10 € per 1.000 follower.

Il problema è che per ogni influencer entrano in gioco molti altri fattori oltre al numero di follower. In realtà, la qualità di un influencer va valutata in base al numero di follower, all’engagement (la metrica che indica quante persone hanno interagito con i contenuti pubblicati) e soprattutto alla frequenza dei contenuti a pagamento e al modo in cui presenta i brand.

Come vedremo più avanti, questi ultimi due fattori hanno un impatto enorme sui risultati. I nostri clienti hanno pagato gli influencer da poche centinaia di euro fino a oltre 24.000 € per una campagna di 14 giorni.

Quali sono i tipi di campagne con influencer?

Esistono diversi tipi di collaborazioni tra brand e influencer. Possono essere classificate in base alla durata o al tipo di compenso.

Classificazione per durata:

Collaborazioni a breve termine

L’influencer collabora con il brand solo per una campagna una tantum, con una data di inizio e di fine ben definita. Non importa se la collaborazione è basata sul barter (l’influencer riceve un prodotto in cambio della promozione) o su un compenso in denaro.

Collaborazioni a lungo termine

Molti brand cercano cosiddetti brand ambassador, ovvero collaborazioni continuative nel tempo. In questo caso, l’influencer si impegna a promuovere regolarmente il prodotto del brand. Dal punto di vista legale, i brand dovrebbero prestare particolare attenzione nella redazione dei contratti con gli influencer.

A tal proposito, consigliamo di approfondire gli aspetti legali dell’influencer marketing prima di avviare collaborazioni strutturate. Una buona conoscenza dei contratti e degli obblighi di trasparenza è fondamentale per operare in modo professionale e conforme alla normativa italiana e europea.

Le collaborazioni a lungo termine possono assumere anche la forma di collaborazioni a breve termine ripetute, in cui non esiste un contratto quadro, ma si stipulano nuovi accordi o addendum per ogni singola campagna.

Le collaborazioni a lungo termine sono vantaggiose per entrambe le parti: l’influencer viene associato al brand, quindi i follower si fidano maggiormente della collaborazione, e il tutto risulta molto più credibile rispetto a chi promuove qualcosa di diverso ogni settimana. Se i follower vedono che l’influencer continua a essere soddisfatto del brand e lo promuove nel tempo, la loro fiducia cresce.

Classificazione per tipo di compenso

Le collaborazioni si distinguono anche in base al tipo di compenso per l’influencer. Può trattarsi di barter (in cambio di prodotto), compenso fisso, compenso fisso con provvigione o collaborazione interamente a provvigione. Dal punto di vista dell’influencer, la collaborazione a provvigione è generalmente la più vantaggiosa.

Con una campagna a provvigione, un influencer può guadagnare fino al 1525% in più rispetto a un compenso fisso

Dai nostri dati, un influencer con 15.000 follower con un compenso fisso guadagna tra 160 € e 320 € per una campagna di 14-30 giorni (9 stories, 1 post), ma con una campagna a provvigione, gli stessi creator su Instagram con lo stesso numero di follower hanno guadagnato tra 440 € e 2.600 €. Ovvero fino al 1525% in più rispetto al compenso fisso.

Collaborazione barter

La collaborazione barter indica una tipologia di accordo in cui l’influencer viene compensato esclusivamente con il prodotto. Si incontra più spesso con i micro-influencer o con prodotti di alto valore. Anche in questo caso, si tratta comunque di pubblicità e dovrebbe essere etichettata come tale.

Compenso fisso

È la forma di collaborazione a pagamento più comune, vantaggiosa per le aziende se la campagna è ben strutturata, se riescono a selezionare influencer di qualità e se dispongono di un influencer marketing manager che supervisioni la pubblicazione di post e stories secondo gli accordi.

Se optate per un compenso fisso, dovreste concordare con l’influencer non solo il numero di stories, ma anche quando pubblicarle. Il timing durante la campagna è fondamentale.

Sistema a provvigione – ideale per influencer di qualità e prodotti di qualità

Il sistema a provvigione è il più vantaggioso per gli influencer di qualità. Per i prodotti fisici si offre generalmente dal 5 al 15% sulle vendite, per i prodotti digitali (come i corsi online) anche fino al 30%. Se gli influencer si prendono davvero cura dei propri follower e hanno con loro un rapporto autentico, anche account con 10.000-15.000 follower possono guadagnare fino a 2.600 €.

Per noi è stata una scoperta sorprendente: il numero di follower contava pochissimo. Abbiamo avuto influencer con 50.000 follower che non riuscivano a vendere nemmeno un corso online, e influencer con 150.000-200.000 follower che hanno guadagnato oltre 24.000 €.

Gli influencer più piccoli possono guadagnare con una campagna a provvigione anche più di influencer con decine di migliaia di follower in più

Questo sistema è sempre più popolare tra le aziende, proprio perché l’influencer guadagna solo in proporzione a ciò che vende. In questo caso non vengono dettate regole rigide su come o quanti contenuti pubblicare (anche se è possibile suggerire le pratiche migliori).

È fondamentale aggiornare l’influencer durante la campagna su quanto ha già guadagnato, per mantenerlo motivato a spingersi verso risultati migliori. Gli influencer con provvigioni tra il 10% e il 30% hanno guadagnato in media circa 0,05 € per follower (con un range da 0,002 € a 0,18 € per follower) e hanno generato per il cliente un fatturato medio di circa 0,17 € per follower (con un range da 0,006 € a 0,61 € per follower).

Esempio concreto: Online jazyky, provvigione 30%

Quanto hanno guadagnato gli influencer

Numero di followerRange di guadagno
10.000–15.000400 € – 2.600 €
16.000–30.00080 € – 1.200 €
30.000–60.0001.200 € – 3.600 €
60.000–100.0003.600 € – 4.800 €
101.000–200.0002.000 € – 24.000 €

Come emerge chiaramente dalla tabella, gli influencer più piccoli possono guadagnare con una campagna a provvigione anche più di quelli con decine di migliaia di follower in più. Tutto dipende dalla qualità dell’influencer stesso.

Consiglio: più un influencer guadagna, maggiori sono le risorse che può investire per costruirsi un reddito passivo. I più di successo acquistano immobili da affittare, oppure investono in azioni, ETF o criptovalute.

Compenso fisso + provvigione

Questo tipo di compenso è poco popolare tra le aziende, in quanto è il meno vantaggioso per loro. Non solo devono verificare che l’influencer rispetti il brief, ma devono anche corrispondergli una provvigione sulle vendite. Le provvigioni in questo caso sono significativamente più basse per l’influencer, solitamente tra il 5% e il 10%. Viene proposto di solito solo ai grandi influencer, per cui è quasi garantito un ottimo risultato.

Come scegliere un influencer di qualità

Abbiamo già parlato di come scegliere gli influencer nel nostro post Come collaborare con influencer – YouTuber, creator di Instagram e blogger. Guardare non solo il numero di follower, like e commenti, ma soprattutto osservare come presenta i brand con cui collabora. Se un influencer fa una collaborazione dopo l’altra, lasciate perdere: sono proprio quelli che ottengono i risultati peggiori.

Cercate influencer a cui tengono davvero i propri follower e che promuovono solo prodotti in cui credono. Il prodotto che offrite dovrebbe appassionarli o piacergli genuinamente. Le migliori collaborazioni sono state quelle in cui gli influencer ci hanno contattato spontaneamente. È stato il caso anche di un influencer con meno di 15.000 follower che ha generato per il brand un fatturato superiore a 8.000 € e ha guadagnato 2.600 €.

Perché un risultato così straordinario? Questo influencer studiava già con Online jazyky, era soddisfatto del prodotto e si è avvicinato direttamente al brand per proporre una collaborazione. Aveva già menzionato Online jazyky nei suoi post e nelle sue stories molto prima della campagna, e ha continuato a farlo anche dopo. I follower hanno visto che stava promuovendo un prodotto che amava davvero.

Le collaborazioni peggiori, invece, sono state quelle in cui è emerso che l’influencer voleva solo i soldi e, nonostante fingesse su Instagram di studiare, aveva aperto il corso solo per girare una Instagram Story. I follower non sono stupidi: riconoscono quando qualcuno promuove un prodotto con sincerità o lo fa solo per guadagnare.

Un ultimo consiglio: non scoraggiatevi se qualche collaborazione non va a buon fine. A volte capita che un influencer sembri entusiasta di collaborare, ma si trasformi proprio in quello che non ha nemmeno aperto il corso o si fa fotografare con il prodotto senza sapere nemmeno cosa sta promuovendo.

Come misurare i risultati delle campagne?

Per misurare le campagne consigliamo di utilizzare un codice sconto: è un metodo elegante ed efficace per valutare l’impatto di ogni influencer sulle vendite. Per gli influencer attivi su Instagram, misurare tramite link di affiliazione non ha senso: dalle nostre rilevazioni, cattura solo 1/3 delle conversioni realmente generate dall’influencer.

Quanto fatturato generano gli influencer per le aziende?

Prima di entrare nei numeri, è bene ricordare che le campagne con influencer non sono adatte a tutti i brand e a tutti i tipi di prodotto. Mentre per la moda si trovano decine di influencer, se vendete bulloni sarà difficile trovarne uno adatto. Non è impossibile, magari scovate qualche appassionato di fai-da-te — ma trasformare i bulloni in un love brand su Instagram è un’altra storia.

Nel caso di Online jazyky, che vende corsi di lingua, un singolo influencer è riuscito a generare quasi 80.000 € di fatturato in soli 14 giorni. Gli influencer hanno portato un fatturato che va da 0,006 € a 0,61 € per follower, con una media di 0,17 € per follower.

La potenza degli influencer è a volte sorprendente: una sola Instagram Story di un account con 200.000 follower ha generato 600 ordini. Per un’azienda con una media di 300 ordini al giorno, è una differenza enorme.

Ovviamente esistono anche campagne che non funzionano affatto. Un influencer con ottimo engagement e migliaia di follower può generare conversioni che si contano sulle dita di una mano, perché semplicemente non si è impegnato con il prodotto, oppure — ed è forse anche peggio — ha fatto un lavoro eccellente ma il suo pubblico non era interessato al prodotto. Il caso più famoso è quello di Arianna Renee, che aveva 2 milioni di follower ma non è riuscita a vendere nemmeno 36 magliette.

Come realizzare una campagna efficace

Che siate un influencer o un brand, per promuovere con successo un prodotto è indispensabile dedicare tempo alla preparazione prima della campagna e alla gestione durante. L’influencer deve avere abbastanza tempo per conoscere il prodotto. Se si tratta di un corso, deve avere il tempo di provarlo: senza questa fase, la collaborazione non funzionerà. Se l’influencer non è soddisfatto del prodotto, in questa fase può concordare con il brand di annullare la campagna e restituire il prodotto.

La campagna si divide in due parti: pre-campagna e campagna con codice sconto. Nei 14 giorni prima che l’influencer pubblichi il codice sconto sui propri canali, si svolge la pre-campagna, durante la quale l’influencer inizia gradualmente a inserire il prodotto nella propria comunicazione. In questa fase dovrebbe già avere familiarità con il prodotto. Alcuni influencer durante questo periodo anticipano ai follower che avranno un codice sconto, per non perdere eventuali conversioni.

Dopo i 14 giorni inizia la campagna vera e propria. Per ottenere i migliori risultati, l’influencer comunica il codice sconto all’inizio della campagna, a metà campagna e negli ultimi 2-3 giorni. Proprio nell’ultima fase arrivano le conversioni maggiori, perché il codice sta per scadere.

Affinché la campagna vada a buon fine, è essenziale mantenere una comunicazione costante con gli influencer durante tutto il periodo. Nel caso di una campagna a provvigione, potete aggiornarli a metà e verso la fine su quanto hanno già guadagnato; nel caso di un compenso fisso, ricordate loro di pubblicare i contenuti per rispettare il contratto.

Conviene fare campagne con molti influencer contemporaneamente?

Le campagne di massa, con più di 5 influencer coinvolti contemporaneamente, sono state le più deludenti nella nostra esperienza. Gli influencer ottenevano in media risultati del 50-80% peggiori rispetto ai casi in cui avevano una campagna esclusiva o la condividevano con al massimo altri due creator. Probabilmente perché i follower venivano bombardati dallo stesso prodotto da tutte le parti.

Con campagne condivise tra 2-3 influencer non abbiamo riscontrato questi problemi. Quindi, se pianificate una campagna più ampia con più influencer, preferite un numero ridotto di creator con target audience differenti.

Un ringraziamento ai colleghi Gábi Dvořáková e Lukáš Konečný per il supporto nella raccolta e nell’analisi dei dati delle campagne influencer. Un grande grazie anche ai nostri clienti, in particolare a Online jazyky, che hanno deciso di rendere pubblici i propri dati.

Vorreste coinvolgere gli influencer nel vostro marketing ma non sapete da dove iniziare? Contattateci. 😊

BONUS: Corso online sul diritto nell’influencer marketing

Pochi si preoccupano che le collaborazioni con influencer siano corrette dal punto di vista legale. Eppure, oltre ai problemi con le autorità, questo può generare sfiducia nei follower, danneggiare il brand e far apparire l’agenzia poco professionale.

Il corso online di Petra Dolejšová Diritto nell’influencer marketing è utile per ogni marketer, influencer o brand manager che voglia lavorare con qualità e nel rispetto della legge. Il corso è breve: dura solo 30 minuti.

Cosa imparerete nel corso:

  • Come etichettare correttamente le collaborazioni (e come non farlo)
  • Cosa si intende per influencer marketing dal punto di vista legale
  • Quali prodotti e servizi gli influencer non possono promuovere
  • Cosa è e cosa non è pubblicità per un influencer
  • Come gestire barter e regali
  • A cosa fare attenzione nelle collaborazioni con influencer
  • Come dovrebbero essere strutturati i contratti con gli influencer
Petra Dolejšová - Diritto nell'influencer marketing

Come vivere fino a 120 anni: guida per principianti

TL;DRVivere fino a 120 anni è realistico, secondo l’autore, grazie a una combinazione di abitudini scientificamente fondate: attivare i geni della longevità (sirtuine, mTOR, AMPK) tramite ormesi, esposizione al freddo e sauna, integratori come resveratrolo, NMN o NR che aumentano i livelli di NAD+, e test come l’analisi del DNA o del microbioma intestinale. Fondamentali anche l’alimentazione secondo la “dozzina quotidiana” di Michael Greger, il digiuno intermittente, la riduzione di carne e zuccheri, un sonno di qualità con routine fissa e senza luce blu la sera, attività fisica regolare (idealmente HIIT da 30 minuti al giorno oppure corsa per 5-8 chilometri a settimana, che riduce il rischio di infarto fino al 45%) e la gestione dello stress attraverso meditazione e journaling.

Sono convinto che ognuno di noi, con le conoscenze, le tecnologie e i progressi medici di oggi, possa raggiungere i 120 anni di età. Il presupposto è seguire con costanza metodi collaudati nel tempo e nuovi approcci progressivi che gli scienziati di ogni settore dello studio della vita umana ci offrono come soluzione a vari problemi di salute e come prevenzione dell’invecchiamento. La longevità non è più solo un sogno: è un obiettivo concreto.

Dal 2021 voglio seguire queste indicazioni il più possibile, e per questo ho messo insieme un elenco che mi ricorda come vivere. La guida è utilizzabile da tutti senza distinzioni, ma soprattutto per le pratiche di “prolungamento della vita” consiglio uno studio più approfondito per capire tutti i meccanismi importanti. A questo scopo, ecco la letteratura di base:

Glossario

Geni della sopravvivenza

Ognuno di noi possiede i cosiddetti geni della longevità (mTOR, AMPK e sirtuine), che in condizioni avverse proteggono l’organismo attivando meccanismi di sopravvivenza. Grazie alla frequente attivazione di questi geni è possibile migliorare la salute, aumentare la resistenza alle malattie e prolungare la vita.

Abbiamo a disposizione diversi modi per attivare i geni della sopravvivenza senza danneggiare il corpo. Si tratta di indurre un lieve stress attraverso l’esercizio fisico, il freddo o il digiuno. Questo stato si chiama ormesi.

Ormesi

L’ormesi spinge l’organismo a conservare le risorse e a riparare le cellule nel miglior modo possibile. In pratica ci allunga la vita, perché il corpo invece di costruire nuove cellule ripara quelle esistenti, ringiovanendole di fatto. L’ormesi può essere indotta artificialmente anche attraverso alcune sostanze.

Sirtuine

Le sirtuine sono tra i più importanti geni della longevità. Aprono e chiudono il nostro DNA, attivando e disattivando i geni. Durante lo stress (esercizio fisico, digiuno, ecc.) avviano processi che riparano le cellule e ne impediscono la morte. Il calo dell’attività delle sirtuine, associato alla diminuzione dei livelli di NAD, è una delle principali cause dell’invecchiamento.

NAD+

Il NAD è una sostanza chimica che rappresenta il regolatore centrale di numerosi importanti processi biologici, tra cui l’invecchiamento e le malattie. Senza livelli sufficienti di NAD, le sirtuine non sono in grado di funzionare efficacemente. Il livello di NAD diminuisce con l’avanzare dell’età, il che è una delle principali cause dell’invecchiamento. Aumentare i livelli di NAD influisce in modo significativo sull’invecchiamento cellulare.

Nota: i geni della longevità sono più numerosi, ma per questo articolo non è necessario elencarli tutti. Chi vuole approfondire può leggere il libro La fine dell’invecchiamento.

Prevenire le malattie

Sappiamo tutti che la prevenzione è il modo più economico ed efficace di combattere le malattie. E perché non utilizzare i metodi più avanzati disponibili sul mercato?

Analisi del DNA

Un test del DNA per scoprire le predisposizioni genetiche (dall’intolleranza al lattosio fino al rischio di cancro) oggi costa poche centinaia di euro. L’analisi del DNA va fatta una sola volta e, con i dati che si accumulano nel database mondiale, continuerai a scoprire cose nuove su te stesso.

Dormi male? Hai spesso dolori allo stomaco? Soffri di depressione? Forse la tua genetica ne è parzialmente responsabile.

L’analisi del DNA tramite sequenziamento del genoma è il presupposto fondamentale per la medicina predittiva, che risponde alla probabilità di ammalarsi cercando di prevenire le malattie. Ho ordinato il sequenziamento del genoma su Selfdecode su raccomandazione di Tomáš Baránek, e dovreste fare lo stesso.

Analisi del microbioma intestinale

L’analisi del microbioma intestinale è un metodo non invasivo (basta un campione di feci 😊) con ottimi risultati. Il microbiota intestinale influenza non solo la digestione, ma anche l’umore, l’appetito e le allergie.

L’analisi rivela la composizione ottimale della tua flora intestinale e consiglia modifiche alla dieta, eventualmente integratori alimentari o farmaci. In poche parole, scoprirai come comportarti affinché il tuo intestino sia al massimo della forma.

Esposizione al freddo (cold training)

Il freddo attiva i geni della longevità. Esporsi al freddo in qualsiasi forma stimola la produzione di benefico tessuto adiposo bruno, perché il corpo si trova in uno stato di stress positivo.

Consiglio passeggiate veloci in inverno con una semplice maglietta, allenamento in ambienti freschi e dormire con la finestra aperta di notte. Personalmente aggiungo 3 docce ghiacciate a settimana e 2 volte a settimana 5 minuti sul balcone senza vestiti (in inverno).

Sauna

Così come l’esposizione al freddo, si raccomanda anche il percorso opposto rispetto alla zona termoneutrale: il calore. Fare la sauna una volta a settimana può ridurre l’incidenza delle malattie cardiache fino al 50%, anche se i meccanismi precisi non sono ancora stati completamente descritti.

CONSIGLIO: Per riscaldare tutto il corpo, consigliamo la sauna o un bagno in una vasca idromassaggio. In Italia puoi trovare vasche gonfiabili o in schiuma facilmente trasportabili e installabili, disponibili in molti negozi online.

Aumentare il NAD+ per rallentare i processi di invecchiamento

Attraverso i cosiddetti attivatori delle sirtuine è possibile innescare nell’organismo gli stessi processi che si verificano durante lo sforzo fisico. Con una semplice compressa possiamo aumentare artificialmente i livelli di NAD+ e aiutare il nostro corpo a riparare le cellule danneggiate, “ringiovanendo” di fatto.

Resveratrolo

Il primo attivatore è il resveratrolo, una sostanza che influisce sulle stesse vie metaboliche della restrizione calorica (altrettanto efficace del digiuno intermittente). Assumerlo porta l’organismo a uno stato di “parsimonia”. Nei lieviti, la somministrazione regolare di resveratrolo ha prolungato la durata della vita fino al 50%.

Il resveratrolo è prodotto dalle piante sotto stress (ad esempio, alimenti coltivati senza pesticidi). Il resveratrolo è stato il composto pionieristico per aumentare i livelli di NAD+ ed è oggi liberamente disponibile negli store online. Dopo un’ondata di ricerche, sono emerse sostanze ancora più efficaci: NR e NMN.

NMN o NR

Sia NMN che NR sono sostanze ancora più efficaci per aumentare i livelli di NAD+, già abbastanza accessibili sul mercato. L’NR è leggermente più vecchio e molto più studiato; il produttore originale e titolare del brevetto vende l’NR con il nome Tru Niagen.

💡 Tru Niagen si consiglia di ordinarlo dal loro sito ufficiale negli USA: è decisamente più economico. Per la spedizione dagli USA in Italia, puoi usare il servizio di inoltro pacchi Planet Express.

Alimentazione

Mangiare meno carne

La carne è un assassino — almeno per il proprio corpo. Il consumo di proteine animali è associato, secondo numerosi studi, a un’elevata mortalità per malattie cardiovascolari e cancro.

La peggiore è la carne rossa lavorata industrialmente (würstel, salsicce, prosciutto e bacon), che contribuisce in modo dimostrabile al cancro al colon, al pancreas e alla prostata. Come scrive David Sinclair, la nostra dieta dovrebbe “assomigliare più al pasto di un coniglio che a quello di un leone”.

Comprare o coltivare verdura biologica

Anche frutta e verdura hanno i propri geni della sopravvivenza, che si attivano sotto stress. E lo stress arriva in un ambiente difficile, cioè nella coltivazione naturale senza pesticidi e sostanze di supporto artificiali.

Digiuno intermittente

Il digiuno intermittente (intermittent fasting) significa mangiare meno spesso e sentire più spesso la fame, ma non è una dieta. Non modifichi cosa mangi, ma ottimizzi semplicemente quando mangi. Puoi scegliere tra diversi metodi di digiuno intermittente, e anche saltare i pasti in modo spontaneo conta.

La sensazione di fame attiva nell’organismo meccanismi benefici che abbassano la pressione sanguigna, riducono la glicemia, abbassano il colesterolo e naturalmente aiutano a perdere peso.

E inoltre:

  • Mangiare più verdure, legumi e cereali integrali
  • Limitare i latticini, il pane bianco e lo zucchero
  • Eliminare lo zucchero e il pane bianco
  • Dieta il più equilibrata possibile
  • Bere un bicchiere d’acqua ad ogni pasto

La dodici quotidiana

Secondo Michael Greger (libro Come non morire), la composizione ideale dell’alimentazione quotidiana è la seguente (cerca di rispettarla il più possibile):

Porzioni al giornoTipo di alimento
3legumi
1frutti di bosco
3altra frutta
1verdure crocifere
2verdure a foglia scura
2altra verdura
1semi di lino
1noci e altri semi
1erbe aromatiche e spezie
3cereali integrali
4bevande
1attività fisica

Sonno

Il potere della routine

Il nostro corpo ha un proprio ritmo circadiano, che determina quando e per quanto tempo dovremmo dormire. Ogni persona ha il ritmo circadiano impostato in modo leggermente diverso, ma in generale vale la regola che dovremmo andare a letto e svegliarci alla stessa ora, idealmente senza sveglia.

Da quando io e Lucka abbiamo iniziato a prestare attenzione al sonno, la qualità del mio riposo è migliorata drasticamente. Passo più minuti della notte in sonno profondo e sono quasi due anni che non mi addormento più di giorno.

Illuminazione domestica

La luce artificiale riesce a ingannare perfettamente il nostro cervello, facendogli credere che sia ancora giorno, e il nostro corpo non produce una quantità sufficiente di melatonina. La melatonina è una sostanza fondamentale per addormentarsi senza problemi.

La misura in cui la luce elettrica serale ritarda il nostro ritmo circadiano interno (l’orologio biologico) è catastrofica. In media si tratta di due o tre ore ogni sera. Così, anche se l’orologio segna mezzanotte, il tuo corpo crede ancora che sia giorno.

La sera illumina solo con lampade puntuali ed evita la luce blu. L’ideale è dotarsi di cosiddette lampadine smart, capaci di adattarsi all’ora del giorno. È persino possibile sincronizzarle con il ciclo del sonno individuale, con transizioni automatiche dalla luce soffusa serale alla luce intensa mattutina.

Integratori alimentari

Io e Lucka integriamo occasionalmente con la melatonina. È utile assumerla la sera dopo una giornata in cui non sei riuscito a evitare in tempo le fonti di luce blu.

CONSIGLIO: Se stai valutando ulteriori vitamine e integratori alimentari, cerca informazioni sugli integratori a base di superfood disponibili online e nelle erboristerie italiane.

Monitoraggio del sonno

Da oltre sei anni misuro il sonno con un dispositivo Fitbit. Anche se si tratta solo di una misurazione indicativa, riesco ormai a collegare in modo affidabile i risultati del sonno alla qualità della giornata successiva.

Monitorare la qualità del sonno ti permette di scoprire una serie di problemi che portano a stanchezza generale o a una sensazione di spossatezza anche dopo una notte dormita. Possono esserci problemi di respirazione, o magari un sonno superficiale e interrotto.

Consiglio il monitoraggio a tutti. Puoi scegliere il tuo dispositivo tra smartwatch e tracker del sonno disponibili su Amazon o nei negozi di elettronica italiani, come Fitbit, Garmin, Oura Ring o Withings.

Movimento

Sudare durante un’attività fisica è la cosa migliore che puoi fare per la tua longevità. E non si tratta tanto di costruire muscoli (che ovviamente fanno piacere) né di migliorare la circolazione sanguigna, ma dei cambiamenti che avvengono a livello molecolare.

Più ti alleni, più lunghi sono i tuoi telomeri, il che significa che le tue cellule sono in condizioni migliori. L’esercizio fisico (come il digiuno) espone il corpo allo stress, che in risposta allo shock aumenta i livelli di NAD, ripara le cellule e costruisce nuovi capillari che irrorano meglio tutto il corpo.

Conta soprattutto l’intensità dell’allenamento e il più efficace in assoluto si è rivelato il HIIT (allenamento all’85% della frequenza cardiaca massima). Bastano mezz’ora al giorno di questo tipo di allenamento.

Se corri, ho una buona notizia: 5-8 km a settimana (circa 15 minuti al giorno) riducono il rischio di morte per infarto fino al 45%.

Se il movimento non fa per te, prova a combinarlo con il divertimento. A casa nostra ha funzionato benissimo la console con sensori di movimento (e tanti giochi fitness), e dopo le vacanze di Natale ho iniziato ad appassionarmi ai giochi fitness in realtà virtuale tramite Meta Quest 2.

Stress

Combattere lo stress e l’ansia è un argomento a cui non mi sono ancora dedicato in profondità, ma ho intenzione di farlo. Ho ulcere croniche dall’età di 12 anni, che si manifestano ogni volta che vivo uno stress eccessivo. Come lo gestisco?

Meditazione

Nei periodi più difficili, quando devo prendere decisioni complesse o ho un carico di lavoro particolarmente pesante, mi rifugio nella meditazione. Mi basta una sessione mattutina di 10 minuti ogni giorno, prima di iniziare la giornata lavorativa.

Non ho interesse ad approfondire la meditazione a livello teorico, quindi uso app per la meditazione guidata. Alterno l’abbonamento alle app Calm e Headspace — entrambe disponibili anche in italiano.

Journaling (giornaliero x settimanale x mensile)

Scrivere lettere a se stessi può sembrare una cosa strana, ma per sfogare e mettere ordine ai propri pensieri funziona alla grande. Nonostante tutte le comodità tecnologiche, per me la carta e la penna rimangono il mezzo migliore.

Ogni mese riempio decine di fogli, dove scrivo in continuazione le priorità attuali, i problemi e i pensieri che mi occupano in quel momento.

Scrivi lettere a te stesso con regolarità.

Questa lista è un WORK IN PROGRESS. Aggiungo gradualmente tutti i trucchi e le tattiche che mi vengono in mente o che scopro studiando. Sono felice di ricevere qualsiasi integrazione o commento sotto l’articolo. Lunga vita! 😊 Cercherò di aggiungere anche un elenco di vitamine.