Spesso capita che a rovinare la tanto sognata vacanza di famiglia non sia il comportamento del bambino in aeroporto, ma la mancanza dei documenti giusti. Quando si tratta di documenti per bambini in viaggio, ricorda che ogni bambino ha bisogno di un proprio documento di viaggio già dalla nascita: oggi essere semplicemente registrati sulla carta d’identità dei genitori non basta più per andare all’estero.
I problemi più grossi alla frontiera li creano soprattutto i cognomi diversi tra madre e figlio. Anche se il consenso scritto dell’altro genitore all’espatrio non è obbligatorio in modo generalizzato all’interno dell’Unione Europea, alcuni Stati specifici e alcune compagnie aeree possono richiederlo a campione.
Nell’articolo ti spiego quando esattamente ti serve il consenso e come redigerlo correttamente, compresa l’autentica della firma. Troverai anche le regole di alcuni Paesi e le informazioni sulla validità dei passaporti e delle carte d’identità dei bambini.

Riassunto
- Ogni bambino deve avere il proprio documento, anche un neonato di una settimana. La registrazione dei figli sul passaporto dei genitori non è più valida da tempo.
- Il bambino deve somigliare alla foto, altrimenti rischi grossi problemi al controllo. Un cambiamento evidente nell’aspetto del bimbo è un motivo legittimo per rifare il documento.
- Il consenso all’espatrio del bambino non è obbligatorio ovunque in Europa, ma le autorità e le compagnie aeree lo raccomandano vivamente se viaggia un solo genitore o i nonni.
- In caso di cognomi diversi tra madre e figlio conviene tenere con sé, per sicurezza, una copia del certificato di nascita.
- Il sistema EES parte il 10/04/2026 e i bambini fino a 12 anni non devono lasciare le impronte, viene scattata solo una fotografia.
- Il sistema ETIAS è atteso nel 4° trimestre del 2026: per i minori di 18 anni sarà gratuito, ma ciascuno deve avere la propria domanda.
- Per le mete esotiche e Paesi come l’Egitto controlla sempre la validità del passaporto: spesso è richiesto che sia ancora valido per 6 mesi dopo il rientro.
10 cose che devi sapere
Ora vediamo cosa non dovresti dimenticare.
1. Quando basta la carta d’identità e quando serve il passaporto
💡 Consiglio: Oggi vale una regola assolutamente inderogabile: ogni bambino che attraversa il confine deve avere il proprio documento di viaggio. Le opzioni dipendono poi esclusivamente da dove esattamente vai con la famiglia.
Per i viaggi all’interno dell’Unione Europea e dell’area Schengen ti basta ampiamente la carta d’identità del bambino. È un’opzione decisamente più economica e veloce da ottenere. È la soluzione ideale se voli con il tuo piccolo verso una spiaggia in Grecia, Spagna o per un weekend lungo… beh, restando in Italia ti serve comunque il documento anche solo per l’imbarco.
Non appena però esci dall’area Schengen, il bambino ha bisogno di un vero e proprio passaporto. E qui inizia la prima trappola burocratica in cui cadono tanti genitori. Spesso ci si dimentica che la validità dei documenti dei bambini è nettamente più breve rispetto a quella degli adulti, perché cambiano in fretta.
Viaggiando verso mete più esotiche o verso i resort più amati della Turchia ti scontrerai con requisiti severi sulla validità. Se voli con un bimbo in età prescolare e il suo passaporto scade tra due mesi, il personale non ti farà proprio salire sull’aereo. Le compagnie aeree controllano infatti la validità dei documenti già al check-in.
2. Attenzione alla somiglianza ingannevole del bambino in foto
💡 Consiglio: Questo è un punto che può causare complicazioni davvero inaspettate. La legge parla chiaro: il titolare del documento deve semplicemente somigliargli, cosa non banale con bambini che crescono in fretta.
Immagina di volare per la prima volta con un neonato e di fargli il passaporto a due mesi. Nella foto è un fagottino addormentato senza capelli, identico a qualunque altro neonato del mondo. Il passaporto è formalmente valido ancora per diversi anni, ma la realtà è ben diversa.
Quando voli con lo stesso bambino a due anni e mezzo, ti ritrovi un piccolo che corre, con i capelli ricci e tratti completamente diversi. A volte capita che la famiglia non venga fatta salire sull’aereo proprio per la mancata somiglianza. La guardia di frontiera non ha modo di verificare che sia lo stesso bambino.
Un cambiamento evidente nell’aspetto è un motivo del tutto legittimo e legale per rifare il documento, anche se quello vecchio è ancora formalmente valido. Se ti presenti all’ufficio dicendo che vuoi un nuovo passaporto per il cambiamento d’aspetto, gli impiegati conoscono bene la situazione e ti accontenteranno senza problemi. Non lasciarlo però all’ultimo momento, perché il vecchio passaporto viene annullato al momento della richiesta.
3. Il passaporto per il neonato e la procedura d’urgenza

💡 Consiglio: Molti genitori iniziano a pensare al passaporto del neonato solo quando hanno già i biglietti aerei in mano e mancano poche settimane alla partenza. Qui conviene davvero non perdere tempo e recarsi all’ufficio non appena hai il certificato di nascita.
Se scopri all’ultimo minuto un problema con un passaporto scaduto o mancante, esiste un freno d’emergenza sotto forma di procedura accelerata. Il passaporto si può ottenere entro cinque giorni lavorativi, o addirittura in modalità express entro 24 ore.
Preparati però al fatto che per il rilascio express del passaporto pagherai un sovrapprezzo piuttosto salato. I dettagli della procedura e le tariffe possono inoltre cambiare, perciò verifica sempre le informazioni aggiornate e le tempistiche esatte direttamente sul sito ufficiale dell’ente competente (in Italia la Questura o l’Ufficio Passaporti).
I passaporti express entro 24 ore vengono inoltre ritirati spesso solo in sedi specifiche, il che può trasformarsi in un ulteriore incubo logistico e finanziario per una famiglia che vive lontano dal capoluogo. Cerca di evitare questo stress pianificando per tempo.
4. Quando serve davvero il consenso all’espatrio del bambino
💡 Consiglio: Arriviamo all’argomento che genera in assoluto più domande e panico. Dalle raccomandazioni generali delle autorità emerge che il consenso all’espatrio non è sempre obbligatorio in modo generalizzato, ma è vivamente raccomandato.
Che tu voli con il bambino da sola per una gita di un weekend, oppure che sia il padre a portare i figli al mare mentre tu resti al lavoro, le autorità di frontiera possono attivamente chiedere dove si trova l’altro genitore. Si tratta di una misura preventiva contro le sottrazioni internazionali di minori.
Se i bambini vanno in vacanza con i nonni o con un altro accompagnatore, il consenso di entrambi i genitori è la migliore assicurazione contro una vacanza rovinata. Dipende infatti sempre dal singolo Stato e dall’umore dell’agente alla frontiera cosa esattamente verrà richiesto.
Sappiamo che le domande sul consenso all’espatrio sono cercate ogni mese da migliaia di genitori. Non è una peculiarità di un solo Paese: questioni simili si affrontano anche in Polonia o nei Paesi Bassi. Meglio avere un foglio in più che dover discutere con la polizia di frontiera.
5. Modello di consenso e autentica della firma
💡 Consiglio: Se decidi di redigere il consenso all’espatrio, deve avere gli elementi giusti, altrimenti è inutile. Un modello ideale è scaricabile direttamente dai siti istituzionali (ad esempio del Ministero degli Esteri), spesso già predisposto in due lingue.
Il documento deve identificare in modo preciso e sufficiente tutte le persone coinvolte. Non dimenticare di indicare nome, cognome e data di nascita del bambino e, soprattutto, il numero del suo documento di viaggio attuale, quello con cui viaggerà davvero.
Gli stessi dati, cioè nome, data di nascita e numero del documento, dovresti indicarli con cura anche per la persona accompagnatrice, che sia tu, il marito o la nonna. Nel modulo si aggiungono poi la destinazione esatta e le date precise del viaggio.
La lingua del documento e la necessità di autentica ufficiale vanno sempre valutate in base ai requisiti del Paese di destinazione. In generale, però, è caldamente consigliato far autenticare la firma del genitore assente, ad esempio presso un notaio o un ufficio comunale: darà al foglio il peso ufficiale necessario.
6. Genitori divorziati e cognomi diversi

💡 Consiglio: Questa è un’area estremamente delicata, che negli aeroporti provoca le situazioni più difficili. Se non hai l’affidamento esclusivo del bambino con una decisione del giudice, è vivamente consigliato avere con sé il consenso scritto dell’altro genitore.
Molto comune è anche la situazione con cognomi completamente diversi tra genitore e figlio. La madre mantiene il cognome da nubile, oppure i genitori non sono sposati e il piccolo viaggiatore porta il cognome del padre.
All’aeroporto si trova poi una donna di cognome Rossi che presenta il passaporto di un bambino di cognome Bianchi. Per l’agente allo sportello non c’è, a prima vista, alcuna prova che i due siano imparentati, e questo può scatenare una serie di domande spiacevoli.
In questo caso, oltre al consenso del padre, è vivamente consigliato portare con sé anche una semplice copia del certificato di nascita del bambino, dove sei chiaramente indicata come madre. È il modo più semplice per dimostrare in pochi secondi il legame di parentela all’agente.
7. Validità dei documenti e la regola dei sei mesi
💡 Consiglio: Molti genitori credono che finché la data sul passaporto non è scaduta, si possa volare ovunque senza preoccupazioni. Alcuni Stati però richiedono una cosiddetta validità residua più lunga del passaporto, e questo può coglierti spiacevolmente di sorpresa.
Un esempio tipico sono mete di vacanza molto amate come l’Egitto o la Turchia. Spesso viene richiesto che il passaporto sia valido ancora almeno 6 mesi dopo il rientro previsto dalla vacanza.
Verifica questo requisito specifico sempre con largo anticipo per la singola destinazione, idealmente sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. Le compagnie aeree su questo sono inflessibili e non ti fanno arrivare nemmeno al gate se il sistema valuta il passaporto come insufficientemente valido.
Con i bambini questa regola è ancora più insidiosa, perché i loro passaporti vengono rilasciati per un periodo molto più breve rispetto a quelli degli adulti. Il tempo di validità vola e all’improvviso scopri che il passaporto è formalmente valido, ma sull’aereo diretto a Hurghada semplicemente non ti fanno salire.
8. Nuova burocrazia: il sistema EES da aprile 2026

💡 Consiglio: Il 2026 porta enormi cambiamenti nel modo di viaggiare, e se sei abituata a volare da anni, fai attenzione. L’Unione Europea attiva il 10 aprile 2026 il sistema EES pienamente operativo (Entry/Exit System), ovvero la registrazione biometrica alla frontiera.
Secondo le informazioni disponibili, il sistema EES riguarda principalmente i cittadini di Paesi terzi, quindi per le normali famiglie italiane che viaggiano all’interno dell’area Schengen non cambia in realtà nulla di sostanziale. L’impatto è soprattutto per le famiglie con membri extra-UE.
La buona notizia per i genitori interessati è che la registrazione è del tutto gratuita e non richiede alcuna domanda preventiva. Tutto avviene fisicamente sul posto, allo sportello del controllo passaporti.
Una regola importante che allevia le cose: i bambini fino a 12 anni non lasciano le impronte nel sistema EES. Mentre gli adulti devono rilasciare le impronte digitali alla frontiera, ai bambini più piccoli viene scattata solo una fotografia del viso e vengono scansionati i dati del passaporto.
9. L’autorizzazione elettronica ETIAS a fine 2026
💡 Consiglio: Un’altra grande novità burocratica è il sistema ETIAS, il cui avvio completo è atteso nel quarto trimestre del 2026. Si tratta in sostanza di un equivalente del sistema americano ESTA, ovvero un’autorizzazione elettronica per viaggiare in Europa.
Anche qui vale il principio che il sistema si rivolge principalmente ai viaggiatori di Paesi terzi, quindi gli italiani ne saranno toccati piuttosto indirettamente. Se però hai in famiglia qualcuno con cittadinanza extra-UE, dovrai occupartene.
Per il sistema ETIAS vale una regola molto importante: ogni bambino deve avere la propria domanda compilata, anche un neonato di pochi giorni. Non si possono semplicemente aggiungere alla domanda del genitore come una sorta di appendice.
Il fatto che il sistema ETIAS sia del tutto gratuito per i minori di 18 anni non significa che la burocrazia non li riguardi. Il modulo va compilato scrupolosamente per ogni membro della famiglia in anticipo, altrimenti rischi problemi già all’imbarco.
10. Minori non accompagnati e voli in solitaria con la nonna

💡 Consiglio: Quando mandi il tuo piccolo al mare con la nonna o la zia, la logistica cambia un po’. Le compagnie aeree in genere non hanno alcun problema con i bambini che viaggiano con un altro accompagnatore, ma rimandano sempre alle condizioni del Paese di destinazione.
La cosa fondamentale è dotare l’accompagnatore del documento giusto, ovvero il consenso scritto di entrambi i genitori all’espatrio del bambino. Vale di nuovo la raccomandazione di far autenticare le firme e di avere il documento idealmente in due lingue.
Se il bambino deve volare completamente da solo, esiste il servizio Minore non accompagnato (UM). Con molte compagnie i bambini possono volare da soli dai 5-6 agli 11 anni, ma devi prenotarlo con anticipo, pagare il costo di un biglietto adulto e presentare gli appositi moduli compilati.
Al contrario, con le compagnie low cost la situazione è diversa. Compagnie come Ryanair, Wizz Air o easyJet non offrono affatto il servizio per minori non accompagnati. Con loro il bambino può volare da solo, senza la supervisione di un adulto, solo a partire dai 16 anni compiuti.
Riepilogo pratico e prezzi indicativi
Per fare ordine ho preparato delle tabelle chiare su come cambiano le regole in base all’età e alla destinazione. Le autorità aggiornano spesso le regole, quindi prendile sempre come orientamento di base e verifica i dettagli prima della partenza sul sito del ministero.
Quale documento ti serve in base alla destinazione
| Tipo di viaggio e destinazione | Quale documento serve al bambino | È consigliato il consenso del 2° genitore? |
|---|---|---|
| :— | :— | :— |
| Schengen (Spagna, Grecia, Italia…) | Carta d’identità del bambino (o passaporto) | Sì, se viaggia un solo genitore |
| Fuori Schengen in Europa (Regno Unito…) | Passaporto | Sì, vivamente consigliato |
| Mete esotiche e alcuni Stati (Egitto, Turchia) | Passaporto con validità spesso +6 mesi dopo il rientro | Sì, assolutamente fondamentale + copia del certificato di nascita |
| Bambino in viaggio con nonni / zia | In base alla destinazione (Carta d’identità o Passaporto) | Sì, consenso di entrambi i genitori |
Le età cruciali per la burocrazia e i documenti
| Età del bambino | Cosa cambia a livello burocratico e a cosa fare attenzione |
|---|---|
| :— | :— |
| 2 anni | Il bambino smette di essere un lattante, deve avere il proprio posto a sedere e paga il biglietto. |
| 6-11 anni | Età in cui si può utilizzare il servizio a pagamento Minore non accompagnato. |
| 12 anni | Da questa età, nel nuovo sistema EES da aprile 2026, vengono obbligatoriamente rilevate le impronte digitali. |
| 16 anni | Età cruciale per le low cost (Ryanair, Wizz Air): il ragazzo può volare da solo senza accompagnatore adulto. |
| 18 anni | Termina il rilascio gratuito dell’autorizzazione ETIAS (da fine 2026). |
Dove continuare
Se ti aspetta il primo viaggio tra le nuvole con i tuoi piccoli compagni, dai un’occhiata alle nostre altre guide pratiche, che ti risparmieranno un sacco di nervosismo:
- In aereo con i bambini: la guida completa
- Dove sedersi con il bambino in aereo
- Il passeggino in aereo
- Cosa posso portare in aereo e cosa no
- Croazia con i bambini
- Roma con i bambini
Domande frequenti
Un bambino può avere i propri dati registrati nel mio passaporto?
Assolutamente no. Questa pratica è stata abolita già molti anni fa. Oggi ogni bambino, neonati compresi, deve avere il proprio documento di viaggio (carta d’identità per l’area Schengen o passaporto per il resto del mondo). Ai confini ti rimanderebbero indietro senza compromessi se il bambino non ha il proprio documento.
Quanto costa un passaporto per un neonato e quanto tempo ci vuole per ottenerlo?
Prezzi e tempistiche possono cambiare, quindi è sempre meglio verificarli sul sito del Ministero dell’Interno italiano. Il tempo standard per il rilascio è fino a 30 giorni e la tariffa per i bambini fino a 15 anni è generalmente inferiore rispetto a quella per gli adulti. Esiste anche il rilascio accelerato entro 5 giorni lavorativi o espresso entro 24 ore, ma in questi casi si paga un sovrapprezzo molto più elevato per la rapidità.
Ho bisogno del consenso all’espatrio se viaggio da sola con mio figlio per un weekend?
Non è obbligatorio in tutta l’UE, ma le autorità lo raccomandano vivamente. Dipende dal singolo doganiere in cui ti imbatti. Per evitare interrogatori spiacevoli e dover dimostrare che non stai rapendo il bambino, è molto più tranquillo avere con sé quel documento con la firma autenticata dell’altro genitore.
Cosa fare se ho un cognome diverso da quello di mio figlio?
È una situazione assolutamente normale, che però può destare sospetti al controllo passaporti. La soluzione migliore è portare con sé una semplice copia del certificato di nascita del bambino, in cui sei chiaramente registrata come madre. È una prova rapida e incontestabile del tuo legame di parentela, che tranquillizza immediatamente il doganiere.
Il nuovo sistema EES da aprile 2026 ci riguarda quando viaggiamo in Europa?
Se sei una famiglia italiana e viaggi all’interno dello spazio Schengen (ad esempio in Spagna, Grecia o Francia), il sistema EES non ti riguarda affatto. È destinato principalmente ai cittadini di paesi terzi. Il cambiamento ci sarebbe se avessi in famiglia qualcuno con cittadinanza al di fuori dell’Unione Europea.
Posso viaggiare da sola in aereo con due bambini sotto i due anni?
Questa è una regola di sicurezza molto rigida: per ogni adulto è consentito un solo neonato in braccio. Il motivo è il numero di maschere di ossigeno sopra i sedili. Se sei un genitore solo con due bambini sotto i due anni, devi o trovare un secondo adulto (di solito sopra i 16 anni), o acquistare un posto a sedere per il secondo bambino e portare un seggiolino auto certificato. ⚠️ Verifica sempre direttamente con la compagnia aerea prima dell’acquisto!
Riconoscono in aeroporto la foto del consenso all’espatrio sul cellulare?
Affidarsi alla foto sul cellulare è un rischio enorme e ufficialmente le autorità non la riconoscono. La polizia di frontiera spesso richiede l’originale del documento con firma autenticata ufficialmente (ad esempio presso un ufficio comunale o notarile). Quindi è sempre meglio procurarsi il documento cartaceo fisico e tenerlo nel bagaglio a mano insieme ai passaporti.
