Quando si parla di laghi di montagna intorno a Cortina d’Ampezzo, nelle Dolomiti in Italia, alla maggior parte delle persone viene subito in mente il celebre Lago di Sorapis. È meraviglioso, su questo non c’è dubbio, ma in alta stagione assomiglia più a una piazza affollata in centro città che a un angolo di natura selvaggia. Se cerchi un’alternativa più tranquilla, dove non dovrai farti largo tra le folle di turisti, devo assolutamente portarti in uno dei nostri posti preferiti in tutte le Dolomiti. Croda da Lago e il Lago Federa che si trova ai suoi piedi sono esattamente quel tipo di luogo per cui torniamo sempre in Italia. ☺️
Da Cortina non è affatto lontano e ti aspetta un trek meraviglioso, in cui si alternano boschi profondi, pareti rocciose drammatiche e infine la ricompensa di un panorama sulla superficie turchese incorniciata da larici dorati. Io e Lukáš ci siamo stati ancora prima che nascesse il nostro Jonášek. È un trek impegnativo, che può richiedere tranquillamente cinque o sei ore, quindi quest’anno con il nostro piccolo monello di un anno lo rimandiamo, idealmente all’anno prossimo, quando sarà un po’ più grande.
Ti anticipo subito cosa troverai in questo articolo: dove parcheggiare, quale percorso scegliere per evitare il dislivello maggiore, dove dormire e cosa mangiare al rifugio. E ti metto anche in guardia da un errore che potrebbe costarti migliaia di euro. 😉

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
Se stai già preparando lo zaino e ti serve solo una panoramica rapida, ecco i punti più importanti:
- Dove si trova: Massiccio montuoso a sud-ovest di Cortina d’Ampezzo, nella regione italiana del Veneto.
- Attrazione principale: Il Lago Federa turchese a 2034 m di altitudine e il rifugio di montagna Rifugio Palmieri Croda da Lago.
- Difficoltà: Media. L’anello classico richiede dalle 5 alle 6 ore, ma si può accorciare a 3 ore partendo dal Passo Giau. Non è adatto ai passeggini, ma i bambini più grandi (dagli 8 anni) lo affrontano senza problemi.
- Quando andare: Il momento più bello è l’autunno (fine ottobre), quando i larici diventano dorati. In estate è una classica fiaba alpina, in inverno si arriva con le ciaspole.
- Avviso importante: Sopra il lago vige il divieto assoluto di volare con i droni, le multe arrivano alla cifra astronomica di 3000 euro.
Che cosa sono in realtà la Croda da Lago e il Lago Federa?
All’inizio il nome stesso potrebbe trarti in inganno. La Croda da Lago infatti non è un lago, anche se la parola “Lago” lo lascerebbe pensare, ma è un massiccio montuoso imponente e parte del patrimonio mondiale UNESCO, le cui cime frastagliate si ergono alte sopra il paesaggio. Il lago turchese vero e proprio, che tutti cercano in questa zona, si chiama Lago Federa e si trova proprio ai piedi di queste rocce maestose, a 2034 metri sul livello del mare.

È proprio questa combinazione di cime dolomitiche aguzze e della superficie d’acqua tranquilla in cui si specchiano le rocce che ha inchiodato me e Lukáš sul posto — io tiravo fuori la macchina fotografica, lui guardava a bocca aperta e nessuno dei due voleva muoversi. Inoltre, proprio sulla riva del lago sorge un iconico rifugio di montagna, che forse conosci con il nome di Rifugio Gianni Palmieri. È un rifugio perfetto dove riposarsi, gustare un ottimo pasto o addirittura pernottare e svegliarsi al mattino, quando la nebbia sale sopra l’acqua e per chilometri non c’è anima viva.
Quando partire per il trek e che tempo fa
Sinceramente? Quando partire è forse il dilemma più grande che abbiamo affrontato prima di ogni viaggio nelle Dolomiti. Ogni stagione qui sembra completamente diversa e ogni volta ci siamo detti che quella era la migliore. Devi però tenere conto del fatto che il tempo a oltre 2000 metri di altitudine può essere molto imprevedibile.
Se ci vai durante la classica stagione estiva, ovvero da maggio a settembre, ti aspettano pascoli verdi, prati alpini fioriti e temperature piacevoli per l’escursione. Devo però dirti onestamente che agosto è l’apice assoluto delle vacanze italiane (il cosiddetto Ferragosto), quindi anche qui i sentieri saranno affollati, anche se comunque incomparabilmente meno rispetto al vicino Lago di Sorapis.
Il nostro periodo preferito è però l’autunno. A fine ottobre, infatti, i larici che incorniciano il lago si colorano di incredibili sfumature di oro e arancione, che in contrasto con l’acqua turchese e le rocce bianche sembrano dipinte con Photoshop. In inverno i sentieri sono sotto la neve e il rifugio è chiuso, ma la zona si trasforma in una meta amata per le escursioni con le ciaspole. Prima di un’escursione invernale ricordati solo di controllare la webcam della Croda da Lago, così saprai qual è la situazione attuale della neve.
Come arrivare alla Croda da Lago (3 percorsi principali)
Sinceramente, anche noi all’inizio ci siamo persi un po’ tra i vari punti di partenza, quindi abbiamo selezionato per te le tre varianti più popolari. I modi per raggiungere il lago sono diversi e dipende tutto dalla tua forma fisica e da quanto tempo hai a disposizione per l’escursione.
Dal Passo Giau (il più breve e panoramico)
Se cerchi il percorso più semplice con il miglior rapporto tra fatica e panorami, parti dal passo di montagna Passo Giau. Il sentiero passa per la Forcella Giau e l’intero percorso andata e ritorno richiede circa 3 ore di cammino tranquillo, con un dislivello piacevole di circa 350 metri. Il vantaggio è che la partenza è già in quota, quindi non ti aspetta nessuna salita drastica nel bosco e per la maggior parte del tempo godi di panorami mozzafiato. Il parcheggio al passo costa circa 5 euro per 3 ore.
Da Ponte de Ru Curto (la via di mezzo)
Questo è il vero classico, ovvero il famoso anello della Croda da Lago. Si parte da un piccolo parcheggio presso il ponte Ponte de Ru Curto, che si trova proprio sulla strada che collega Cortina e il Passo Giau. Il percorso ti conduce prima attraverso un fitto bosco, poi attraversi ruscelli di montagna e infine sali fino al lago. L’intero anello richiede dalle 5 alle 6 ore ed è un’escursione di un’intera giornata assolutamente meravigliosa, che consigliamo se hai voglia di metterti davvero alla prova.
Dal parcheggio Olympia a Cortina (per gli appassionati)
Se hai voglia di un’escursione davvero lunga e impegnativa di un’intera giornata, puoi partire direttamente dal parcheggio Olympia, ai margini di Cortina. Tieni però presente che camminerai a lungo in una valle molto profonda e accumulerai una bella porzione di dislivello in più. Il parcheggio per l’intera giornata costa qui circa 10 euro. È una variante più adatta a chi ama la solitudine nel bosco prima di arrivare al massiccio vero e proprio.
Dove alloggiare nelle vicinanze e quanto costa
Per esplorare questa zona, la scelta strategicamente migliore è alloggiare in uno dei paesini della valle, da cui l’inizio dei sentieri dista solo pochi minuti di auto. I prezzi degli alloggi in questa zona sono piuttosto alti (in fondo Cortina è una destinazione premium), ma al di fuori di agosto si trovano anche soluzioni ragionevoli.
Cortina d’Ampezzo è la scelta numero uno in assoluto. Da qui al Passo Giau ci sono circa 15-20 minuti di auto tra splendidi tornanti. Se ami la storia e un po’ di lusso alpino, dai un’occhiata all’iconico Hotel de la Poste proprio in centro, oppure al molto piacevole Franceschi Park Hotel. Alloggiare a Cortina significa avere a portata di mano i migliori ristoranti e caffè per rilassarsi la sera dopo l’escursione.
Un’alternativa alla costosa Cortina è il paesino di San Vito di Cadore, che si trova un po’ più a sud. Qui c’è un po’ più di tranquillità, i prezzi per il pernottamento sono sensibilmente più bassi e i sentieri restano comunque molto vicini. Un’altra bella opzione è Alleghe, un paesino sul lago proprio ai piedi del massiccio della Marmolada. Possiamo consigliare ad esempio il familiare Chalet al Lago, da cui in auto serve un po’ più di tempo per arrivare all’inizio del nostro trek, ma l’atmosfera del lago vale assolutamente la pena. Un soggiorno settimanale per due in alta stagione estiva in questa zona costa di solito tra i 1000 e i 1600 euro, a seconda ovviamente del livello di comfort.
Croda da Lago: 10 consigli sul meglio da vedere e fare
Ora che sai come arrivare qui e dove dormire, vediamo il meglio che questa zona offre. Il trek non consiste solo nell’arrivare al lago e tornare indietro: ci sono tante deviazioni, punti panoramici nascosti ed esperienze che sarebbe un peccato perdere.
1. Il classico trek dal Passo Giau al lago

Questa è la base assoluta, alla portata anche di un escursionista mediamente allenato. Il sentiero dal Passo Giau al lago è meraviglioso perché ti conduce attraverso pascoli d’alta quota pieni di marmotte. Il dislivello di 350 metri non è affatto spaventoso e i panorami che ti si aprono davanti dopo aver superato la Forcella Giau ti lasceranno senza fiato. Io e Lukáš abbiamo scattato circa un milione di foto prima ancora di arrivare all’acqua vera e propria.
Lungo il cammino incontrerai infatti un numero incredibile di marmotte, che si crogiolano al sole sui massi o ti fischiano da lontano. Kája e Baby ne erano completamente incantate, anche se ovviamente hanno dovuto camminare tutto il tempo al guinzaglio, da bravissime. Quel momento in cui finalmente superi il crinale e vedi la valle ai tuoi piedi vale ogni goccia di sudore.
2. L’esperienza al Rifugio Palmieri Croda da Lago

Proprio sulla riva del lago sorge un pittoresco rifugio in pietra (conosciuto come Rifugio Gianni Palmieri). Se vuoi portare a casa un’esperienza davvero indimenticabile, prova a prenotare un pernottamento qui. Spesso è tutto esaurito mesi prima, quindi non lasciarlo all’ultimo momento. Svegliarsi in montagna, quando i primi raggi di sole illuminano la superficie dell’acqua e tu sorseggi il tuo espresso italiano mattutino, è semplicemente fantastico.
Il personale locale è inoltre molto gentile e cordiale, così ti senti subito a casa. A cena si servono specialità locali di montagna e l’atmosfera ai tavoli di legno condivisi, dove tutti si scambiano le esperienze della giornata, ha un fascino incredibile. Ricorda solo che con l’acqua calda nella doccia, a queste altitudini, è un po’ una lotteria.
3. La foto iconica dal pontile di legno
Sul lago troverai un piccolo pontile di legno, che sembra costruito apposta perché la gente ci scatti la foto perfetta del riflesso delle cime aguzze sulla superficie dell’acqua. Verso mezzogiorno qui si forma un po’ di fila, ma vale la pena aspettare. Noi siamo arrivati al pontile abbastanza presto al mattino, l’acqua era calma come uno specchio e così gelida che, anche solo a toccarla con un dito, ci si congelava. 😅
Se non vuoi avere teste di sconosciuti nella foto, ti consiglio davvero di alzarti presto. Tra l’altro la luce del primo mattino è la più bella e il sole dorato che lentamente illumina le pareti rocciose di fronte crea uno scenario che nessun filtro di Instagram può eguagliare. Lukáš poi ha passato lì almeno venti minuti con la macchina fotografica prima di essere completamente soddisfatto della composizione.
4. Esplora il sentiero dal parcheggio Olympia
Se ami camminare nel fitto bosco, dai una chance al percorso dal parcheggio Olympia. Sì, è molto più lungo, ma ti offre una prospettiva completamente diversa sulle montagne. È una bella sensazione quando per lunghe ore sali tra gli alberi, ascolti solo lo scricchiolio dei rametti sotto i piedi e all’improvviso il bosco si apre e spunta quell’enorme bastione di roccia.
Su questo percorso incontrerai davvero pochissime persone, il che lo rende la scelta ideale per chi cerca pace e silenzio in montagna. Durante il cammino noterai anche piccoli ruscelli e ponticelli di legno, così sembra quasi una fiaba. Porta solo scarpe davvero buone, perché le radici degli alberi possono essere piuttosto scivolose, soprattutto dopo la rugiada mattutina.

5. Per esperti: Via ferrata della Strafala
Per chi non si accontenta del semplice cammino, nella zona è nascosta la via ferrata della Strafala. Noi, con i cani, l’abbiamo ovviamente saltata, ma controlla sicuramente in anticipo le condizioni attuali, perché secondo le guide locali offre scorci su gole profonde che non vivrai da nessun’altra parte.
Questa via ferrata non è estremamente difficile, ma hai sicuramente bisogno dell’attrezzatura completa da ferrata, casco e imbragatura inclusi. Le cenge rocciose possono essere a tratti esposte, quindi se hai paura dell’altezza è meglio restare sul classico trek intorno al lago. Ma se decidi di salire, ti aspetta un’avventura incredibile tra aguzze torri calcaree.
6. La deviazione verso la Forcella Ambrizzola
Dopo aver goduto del lago e bevuto una birra al rifugio, alzati ancora un attimo e prosegui un po’ più in là, fino alla Forcella Ambrizzola. Sono solo circa 20 minuti di leggera salita dal lago, ma il panorama che ti si apre davanti è impagabile. Da qui vedrai un’enorme fetta delle Dolomiti, persino il ghiacciaio della Marmolada in lontananza.
A me e Lukáš il posto è piaciuto così tanto che abbiamo srotolato la merenda su una grande pietra piatta e ci siamo limitati a contemplare il paesaggio. Da questo punto, tra l’altro, si aprono i sentieri verso altre valli, quindi se decidessi di trascorrere più giorni in montagna, è un ottimo punto di partenza. Solo che lassù di solito tira parecchio vento, quindi infila assolutamente una giacca antivento nello zaino.
7. Ammira il paesaggio lunare di Lastoi de Formin

Se affronti l’intero anello della Croda da Lago, il tuo cammino passerà anche attraverso l’affascinante altopiano di Lastoi de Formin. È un’enorme lastra calcarea che ricorda più un paesaggio lunare che montagne terrestri. Le rocce sono stranamente fratturate e sembrano incredibilmente aspre. Kája e Baby saltellavano confuse da una pietra all’altra.
Il contrasto tra questa landa grigia e arida e la valle verde con il lago è semplicemente sorprendente. Il sentiero attraverso la lastra non è segnato benissimo e in caso di scarsa visibilità ci farei davvero molta attenzione. Ma quando il tempo è clemente, a tratti ti senti come un astronauta in missione esplorativa su un pianeta lontano.
8. Aspetta l’Enrosadira al tramonto
L’Enrosadira è il fenomeno che ha reso celebri le Dolomiti in tutto il mondo. Si tratta di un effetto ottico per cui, al tramonto (o all’alba), le rocce calcaree si colorano di incredibili sfumature di rosa e viola. Fermarsi al Lago Federa fino a sera è romanticismo al massimo livello. Non dimenticare però le frontali per il rientro verso l’auto.
Quella meravigliosa tavolozza di colori non dura a lungo, di solito solo qualche decina di minuti, prima che il sole sparisca definitivamente dietro l’orizzonte. Per questo è utile avere già individuato in anticipo un buon punto per fotografare o sedersi. Non appena le ombre si infittiscono, però, la temperatura può crollare anche di dieci gradi, quindi uno strato di abbigliamento caldo è assolutamente indispensabile, anche se di giorno faceva un caldo estivo.

9. Le ciaspolate invernali sotto le cime innevate
Questo posto ha qualcosa da offrire anche quando si copre di neve. Il trek invernale con le ciaspole è incredibilmente magico, c’è un silenzio profondo ovunque e la neve scricchiola sotto i piedi. Il rifugio stesso in inverno è di solito chiuso e il lago è sotto un grosso strato di ghiaccio, ma quella natura invernale allo stato grezzo vale tutta la fatica. Verifica però sicuramente in anticipo il pericolo valanghe e controlla la già citata webcam della Croda da Lago.
Muoversi con le ciaspole è in realtà molto piacevole e non richiede alcun allenamento complicato, basta solo alzare i piedi un po’ più del normale. Se non te la senti di affrontare la salita invernale da solo, a Cortina operano tante guide alpine locali che partono con te e aggiungono pure un coinvolgente racconto sulla storia della zona. Passo dopo passo in quella distesa bianca è un relax fantastico per la mente.
10. Combina il trek con la guida panoramica sul Passo Giau
Il viaggio verso il trek può essere un’esperienza di per sé. Il Passo Giau è una delle strade di montagna più belle d’Europa, piena di tornanti stretti e panorami mozzafiato. Ti consiglio di lasciarti un po’ di tempo anche per contemplare lungo il tragitto. Fermati ai punti panoramici e goditi la vera atmosfera montana italiana.
Ti avverto solo che questa strada è molto popolare tra motociclisti e ciclisti, quindi alla guida devi tenere sempre gli occhi ben aperti. In cima al passo c’è un caffè fantastico, dove dopo essere scesi dalle montagne ci concediamo sempre volentieri come ricompensa un autentico cappuccino italiano e un soffice croissant. E non dimenticare di preparare degli spiccioli per il parcheggio a pagamento.

Croda da Lago con i bambini e i nostri cani (Kája e Baby)
Se segui il nostro blog regolarmente, sai che viaggiamo con il nostro piccolo Jonášek. Come ho già accennato all’inizio, con un bimbo di due anni nel marsupio un trek di cinque ore con quel dislivello è una faccenda piuttosto impegnativa, perciò lo rimandiamo a quando sarà più grande. E non provare nemmeno a venirci con il passeggino: il terreno è molto sassoso e a tratti incontri radici fastidiose.
💡 Consiglio: In quasi tutte le funivie e sugli autobus richiedono la museruola per i cani (la compri praticamente ovunque, anche direttamente alle stazioni a valle). A noi sinceramente la cosa dava parecchio fastidio — la volevano anche quando viaggiavamo in cabina completamente da soli. Quando ci aspettavano più funivie in fila, preferivamo lasciare Kája e Baby a riposare al campeggio.
Tuttavia, per le famiglie con bambini più grandi, diciamo dagli otto anni in su, è un’alternativa perfetta ai sentieri ferrati affollati. I bambini infatti si divertono con il paesaggio variegato e la prospettiva del lago con un buon pasto al rifugio, secondo noi, li motiva più di qualsiasi argomentazione degli adulti.
E i nostri compagni a quattro zampe? Sia Kája che Baby hanno amato profondamente questo trek. C’è però una regola molto importante: i cani devono stare assolutamente al guinzaglio per tutto il tempo. Intorno al lago e sui pascoli circostanti vive un’enorme colonia di marmotte di montagna e i ranger locali sono davvero intolleranti verso i cani che girano liberi. Il percorso è comunque molto piacevole per i cani, si alternano tratti boschivi ombrosi al sole, fai solo attenzione alle pietre aguzze sui ghiaioni.
Cosa assaggiare al Rifugio Palmieri
Una delle cose migliori dell’escursionismo in Italia è il fatto che, su qualsiasi monte tu salga, quasi sempre ti aspetta del cibo fantastico. Il Rifugio Palmieri non fa eccezione. La loro cucina è esattamente quel mix di passione italiana e abbondanza tirolese di cui hai bisogno dopo diverse ore di cammino.
Ti consiglio assolutamente di provare la specialità locale, la polenta gröstl. È una polenta fritta meravigliosamente croccante, in cui vengono mescolati pezzi di ottima carne locale, cipolla e formaggio. È una bomba calorica, ma io e Lukáš ci siamo quasi azzuffati per averla. Accompagnala sicuramente con un bicchiere di Vino d’Ampezzo, vino locale della regione, che ti riscalda piacevolmente. E se preferisci il classico, la loro pasta fatta in casa o lo strudel di mele con salsa alla vaniglia sono assolutamente impeccabili.
Informazioni pratiche, prezzi e regole (Divieto di droni!)
Prima di partire per la montagna è sempre utile avere qualche informazione pratica, così sul posto nulla ti coglie di sorpresa. Ecco le cose che noi abbiamo scoperto durante il nostro viaggio:
- Parcheggio: I posti presso i punti di partenza si riempiono molto rapidamente, soprattutto in alta stagione estiva. Al Passo Giau paghi circa 5 euro per tre ore, al parcheggio Olympia di Cortina circa 10 euro per il biglietto giornaliero. Arriva al più tardi entro le nove del mattino.
- Acqua: Lungo il percorso non ci sono molte possibilità di rifornirsi di acqua in sicurezza. L’acqua del lago e dei ruscelli circostanti, senza bollirla, non è potabile. Romantico magari sì, ma la fauna selvatica lì vive la sua vita e non vogliamo che tu viva quella natura più di quanto avevi pianificato. 😅 Porta sicuramente una scorta sufficiente, in estate consiglio almeno 2 litri a persona.
- DIVIETO DI DRONI: Questo devo sottolinearlo a caratteri cubitali. L’intera zona della Croda da Lago si trova in un’area protetta e volare con i droni è qui assolutamente e severamente vietato. Non è una questione di accordi: se ti beccano la polizia locale o i guardaparco, le multe arrivano senza pietà all’incredibile cifra di 3000 euro. Il rischio per una foto su Instagram non vale assolutamente la pena, credimi.
Dove andare nelle Dolomiti
Le Dolomiti sono così meravigliose che un solo trek non ti basterà di certo. Se ti trovi già nella zona di Cortina, prova ad aggiungere all’itinerario anche queste gemme (preparati solo a molte più persone):
- La nostra guida completa a Cortina d’Ampezzo con consigli su dove alloggiare e cosa non perdere.
- Il celebre Lago di Sorapis, dove siamo andati durante una delle nostre prime escursioni italiane.
- Le leggendarie e iconiche Tre Cime di Lavaredo, l’anello intorno alle tre cime.
- Oppure leggi la nostra grande panoramica su cosa fare nelle Dolomiti e trova i tuoi 5 sentieri escursionistici per tutti.
Consigli e trucchi per viaggiare in Italia
Prima di iniziare a preparare lo zaino, ho raccolto per te qualche consiglio rapido che a noi funziona da sempre quando viaggiamo, facendoci risparmiare tempo e denaro.
Dove trovare i voli
Se per le Dolomiti non parti con la tua auto ma raggiungi in treno o in aereo Venezia o Treviso, cerca i voli economici su Kiwi, è il nostro portale preferito per confrontare prezzi e tratte.
Noleggio auto
Per gli spostamenti tra i passi e i laghi italiani serve semplicemente un’auto. Io e Lukáš abbiamo da tempo una buona esperienza con DiscoverCars, che usiamo in tutto il mondo. Ti trovano sempre l’offerta più conveniente tra i vari autonoleggi.
Non dimenticare l’assicurazione
In montagna non si sa mai, basta un passo falso e l’elicottero costa caro. Per i viaggi più brevi scegliamo di solito l’assicurazione di AXA (a questo link abbiamo il 50% di sconto), mentre se partiamo per più tempo o pianifichiamo qualcosa di più estremo, ci fidiamo ciecamente di SafetyWing.
Internet e dati
Fuori dall’UE risolviamo sempre il tema dei dati, ma qui sei in Italia, quindi sei a casa e nessun problema di roaming. Se però avessi una tariffa limitata o ti servissero dati affidabili per lavorare in viaggio, dai un’occhiata alla nostra recensione della eSIM Holafly, che usiamo spesso.
Cosa mettere ai piedi
Per i sentieri sassosi delle Dolomiti hai davvero bisogno di calzature robuste. Niente scarpe da ginnastica! Se non hai ancora degli scarponi di qualità, dai un’occhiata al nostro articolo su come scegliere le scarpe da trekking, così non torni dall’escursione con le vesciche.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto dura il trekking al Croda da Lago?
Dipende dal percorso scelto. La variante più breve dal Passo Giau richiede circa 3 ore andata e ritorno. Il giro più lungo dal ponte Ponte de Ru Curto richiede in totale dalle 5 alle 6 ore di camminata tranquilla.
Il trekking al Croda da Lago è adatto ai bambini?
Per passeggini e bambini molto piccoli (senza zaino porta-bimbo) il trekking non è adatto a causa del terreno roccioso e piuttosto ripido. Tuttavia, i bambini più allenati dagli otto anni in su dovrebbero riuscire a completare il giro o almeno il percorso dal Passo Giau senza problemi.
È possibile fare il bagno nel lago Lago Federa?
No, fare il bagno nel lago è vietato per proteggere il fragile ecosistema alpino. Inoltre, l’acqua è così gelida che probabilmente non ne avreste comunque voglia.
I cani possono accedere al lago?
Sì, i cani sono benvenuti sul trekking, ma devono essere tenuti rigorosamente al guinzaglio per tutto il tempo. Nella zona vivono molte marmotte e ci sono multe piuttosto salate per animali lasciati liberi.
Quando è aperto il rifugio Rifugio Palmieri?
Il rifugio è solitamente aperto da metà giugno fino a fine settembre o inizio ottobre. Fuori stagione e in inverno è chiuso, ma durante l’estate è possibile prenotare il pernottamento in anticipo.
Ho bisogno di una guida per questo trekking?
Assolutamente no. I sentieri nelle Dolomiti sono perfettamente e chiaramente segnalati (compresi i segni rosso-bianchi del club alpino italiano). Basta avere le mappe offline scaricate e seguire le indicazioni.
È permesso volare con i droni sopra il lago?
No, vige un divieto molto severo di volo con i droni. Poiché l’area fa parte di una zona protetta e di un parco naturale, la violazione di questo divieto comporta multe enormi fino a 3000 euro.
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