Il massiccio del Catinaccio, nelle Dolomiti, è pieno di luoghi incredibili che ti lasciano a bocca aperta non appena scendi dall’auto. Io e Lukáš amiamo queste montagne italiane e ci torniamo regolarmente, eppure alcuni dei suoi angoli più iconici aspettano ancora di essere esplorati a fondo da noi. La zona del Catinaccio / Rosengarten e delle Torri del Vajolet è esattamente questo caso.
Finora abbiamo ammirato queste cime maestose solo da lontano, durante i nostri passaggi vicino al celebre Lago di Carezza, ma vista quanto ci attirano abbiamo fatto una ricerca davvero approfondita per il nostro prossimo viaggio. E siccome è un classico assoluto che nessun amante della montagna e della fotografia dovrebbe saltare, ho deciso di raccogliere tutte queste informazioni e questi consigli in questa guida.
Venire qui senza preparazione è un po’ come arrivare nel miglior ristorante senza prenotazione. Tecnicamente è possibile, ma inutilmente stressante. Per questo ho messo nero su bianco tutto ciò che ho scoperto: da dove partire, dove dormire e come raggiungere quelle leggendarie torri. Preparati: queste rocce hanno una qualità magica per cui qui arriva gente da tutto il mondo. ☺️

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
Se stai già preparando lo zaino e ti servono solo le informazioni essenziali in pillole, ecco i punti principali da sapere prima di partire alla volta del massiccio del Catinaccio:
- Due nomi per un solo luogo: in italiano Catinaccio, in tedesco Rosengarten (Giardino delle Rose). È lo stesso massiccio che si trova tra la Val di Fassa e Bolzano.
- La magica enrosadira: queste rocce sono famose perché al tramonto si tingono di un incredibile rosa acceso fino al rosso.
- Torri del Vajolet: la formazione rocciosa più conosciuta di tutta la zona. Tre torri appuntite che sembrano provenire da un altro mondo.
- Tre punti di partenza principali: il Passo di Costalunga (funivia Paolina), la cittadina di Vigo di Fassa (funivia Catinaccio) e il paesino di Tires al Catinaccio.
- Periodo migliore per la visita: per il trekking dalla metà di giugno a fine settembre. Ad agosto metti in conto una marea di gente.
- Divieto di droni: in tutto il parco naturale è severamente vietato far volare i droni, con multe fino a 3.000 EUR.
Cos’è davvero il Catinaccio / Rosengarten?
Le Dolomiti sono immense e si suddividono in tanti gruppi più piccoli, e il Catinaccio è tra i più belli in assoluto. Lo dimostra anche l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questo massiccio calcareo segna il confine naturale tra la Val di Fassa, di lingua italiana, e l’Alto Adige, di lingua tedesca, quindi sui cartelli troverai tutto scritto due volte.
La maggiore attrazione di questa zona è la cosiddetta enrosadira. Si tratta di un fenomeno ottico in cui i raggi del sole al tramonto (e a volte anche all’alba) illuminano la particolare composizione della roccia dolomitica con un’angolazione tale da far accendere le montagne di un rosa intenso, arancione e infine di un rosso quasi sanguigno. Pare che proprio nel massiccio del Catinaccio questo fenomeno si veda meglio che in tutte le altre Dolomiti.
A questa colorazione è legata anche un’antica leggenda medievale sul re dei nani Laurino. Si racconta che avesse piantato in montagna uno splendido giardino di rose (da qui il nome tedesco Rosengarten). Quando però gli rapirono la principessa amata, maledisse il giardino affinché nessuno potesse più vederlo né di giorno né di notte. Si dimenticò però del crepuscolo, ed è per questo che, secondo la leggenda, le rose brillano solo in quei pochi istanti tra il giorno e la notte. È solo una fiaba, certo, ma quando vedi quella luce rosata con i tuoi occhi è facile credere che ci sia qualcosa di vero. ☺️
Quando andare al Catinaccio e come orientarsi
Una volta siamo arrivati a giugno e metà delle funivie non era ancora in funzione a causa della neve. Da allora pianifichiamo i tempi in anticipo, perché nelle Dolomiti il timing non perdona. Il Catinaccio offre attività tutto l’anno, ma ogni mese ha le sue particolarità e le sue insidie a cui è bene prepararsi.
Per il classico trekking estivo e le salite ai rifugi, la finestra migliore va da metà giugno a fine settembre. La maggior parte delle funivie e dei rifugi apre proprio nel corso di giugno, non appena si scioglie la neve alle quote più alte. Luglio e soprattutto agosto sono il culmine della stagione, il che in Italia significa folle enormi, parcheggi pieni e prezzi più alti. Dalla nostra esperienza con i luoghi principali delle Dolomiti sappiamo che l’autunno (fine settembre e ottobre) è molto più tranquillo e, grazie al tempo stabile, è un vero paradiso per i fotografi. In inverno la zona si trasforma in un’ottima stazione sciistica, soprattutto intorno al Passo di Costalunga e a Vigo di Fassa.
Come arrivare al Catinaccio e i punti di partenza
Arrivare ai piedi delle cime non è così complicato come potrebbe sembrare a prima vista dalla mappa. Tutto dipende dal versante da cui arrivi e dal percorso specifico che hai in programma. Qui sotto trovi le tre principali porte d’accesso da cui si parte più spesso per la montagna.
Se arrivi da sud passando per Trento e Bolzano, la strada d’accesso più bella conduce attraverso il Passo di Costalunga (Karerpass). Qui puoi usare la funivia Paolina, che ti porta direttamente oltre i 2100 metri di altitudine. Da lì, in meno di mezz’ora, si raggiunge comodamente l’iconico Rifugio Roda di Vael, ottimo punto di partenza per ulteriori escursioni.
La seconda opzione molto amata è la pittoresca cittadina ladina di Vigo di Fassa, situata proprio nella valle. Dal centro del paese parte la cabinovia Catinaccio, che ti porta sull’altopiano di Ciampedie. Da qui parte il classico percorso verso le Torri del Vajolet. La terza variante è il più tranquillo paesino di Tires al Catinaccio (Tiers), da cui dovrai camminare un po’ di più (circa 2 ore di cammino fino ai primi grandi rifugi), ma in compenso eviterai le folle più numerose e godrai di una pace totale lontano dal turismo di massa. Io e Lukáš abbiamo da tempo una buona esperienza con il noleggio auto, che usiamo in tutto il mondo: per esplorare valli laterali come queste è davvero indispensabile.
Dove alloggiare e quanto costa
La scelta dell’alloggio giusto determina quanto tempo impiegherai al mattino per raggiungere la funivia e quanto sarai vicino alle migliori viste sull’enrosadira. In generale, la Val di Fassa è un po’ più cara, ma offre una splendida atmosfera italo-ladina e una perfetta accessibilità a tutte le Dolomiti. Metti in conto che il prezzo medio di una buona camera doppia in alta stagione si aggira tra i 150 e i 250 EUR a notte.
Vigo di Fassa è un grazioso paesino ladino dove la sera la gente siede fuori davanti ai ristoranti e dalla strada si sentono tre lingue contemporaneamente. Se vuoi essere vicino alla funivia, l’Hotel Olympic (prenotabile su Booking.com) è una scelta affidabile, e per chi ama concedersi qualche lusso c’è il Ciampedie Luxury Resort. Lì ti coccolano davvero. Se preferisci la parte di lingua tedesca e vuoi essere vicino al Lago di Carezza, dirigiti verso Nova Levante (Welschnofen). Qui un classico assoluto è il Romantik Hotel Post.
Per chi cerca pace totale, vecchie chiesette e prati dove pascolano mucche con i campanacci, Tires al Catinaccio è un paradiso un po’ isolato con alcune delle migliori viste su tutto il massiccio. Il lussuoso Cyprianerhof, con la sua wellness, secondo le recensioni è un posto da cui semplicemente non vorrai più andartene.
Catinaccio / Rosengarten: 10 cose da vedere e fare
Andiamo finalmente a scoprire il meglio che questo gruppo montuoso ha da offrire. Abbiamo raccolto informazioni dalle guide alpine locali, letto forum e messo insieme l’itinerario di ciò che vorremmo vedere qui. Il Catinaccio non è solo una vista panoramica: è una rete complessa di sentieri, rifugi e cime dove si può tranquillamente passare un’intera settimana.
Abbiamo messo insieme un mix: dalle cose che riesci a fare anche dopo un opulento pranzo italiano (sappiamo di cosa parliamo 😅), fino alle salite per cui serviranno una buona forma fisica e nervi saldi.
1. L’enrosadira al tramonto (il motivo principale della visita)

Questa è esattamente la cosa per cui tutti vengono qui. Il tramonto, quando le grigie pareti calcaree all’improvviso si accendono di un rosa e arancione intensi. È un fenomeno che dura solo un istante, ma lascia un’impressione che ti porti dietro per tutta la vita. I locali amano raccontare le fiabe sul re Laurino e le sue rose, ma la spiegazione scientifica sta nel fatto che la dolomia contiene carbonato di calcio e di magnesio, che reagisce esattamente così ai raggi solari obliqui.
I posti migliori per osservare questo fenomeno si trovano sul versante occidentale del massiccio, idealmente dal paesino di Tires o dai prati intorno a Nova Levante. Molti fotografi però preferiscono alzarsi presto per l’alba, perché in quel momento le rocce si colorano di tonalità pastello più delicate e, in più, hai buone probabilità di evitare le nuvole che nelle Dolomiti spesso si addensano sulle cime nel pomeriggio.
2. Le Torri del Vajolet e la salita al Rifugio Vajolet

Le Torri del Vajolet sono un’icona assoluta non solo del gruppo del Catinaccio, ma di tutte le Dolomiti. Questi tre sottili e incredibilmente ripidi dita di pietra che svettano verso il cielo li vedrai su una cartolina su due della regione. Il modo migliore per raggiungerle è il classico trekking, alla portata di un escursionista mediamente allenato. Il percorso parte di solito dopo la salita in funivia da Vigo di Fassa e prosegue verso il cuore delle montagne.
Il cammino fino al Rifugio Vajolet, situato a 2243 metri di altitudine, dura circa 3-4 ore a seconda del tuo passo. Il rifugio stesso è arroccato come un nido d’aquila proprio sotto le imponenti pareti rocciose ed è un posto fantastico per il pranzo. Già da qui avrai una bellissima vista sulle torri, anche se non è ancora il punto fotografico più famoso. Per quello dovrai faticare un po’ di più, il che ci porta al prossimo consiglio.
3. Il Rifugio Re Alberto ai piedi delle torri

Se la vista da lontano non ti basta e vuoi sentire quelle enormi torri proprio sopra di te, devi proseguire dal Rifugio Vajolet ancora più in alto. Il sentiero sale piuttosto ripido tra ghiaioni e canaloni di pietra fino a 2620 metri di altitudine, dove si trova il Rifugio Re Alberto (in tedesco Gartlhütte). Qui ti avvolge la vera, aspra atmosfera d’alta montagna.
La salita a questo rifugio richiede già scarpe robuste, passo sicuro e assenza di vertigini, anche se non è ancora una via attrezzata (ferrata). Proprio dal Rifugio Re Alberto, o dal vicino laghetto, si apre la vista più iconica sulle Torri del Vajolet dal basso verso l’alto. È il posto dove nascono le foto migliori di tutto il massiccio. Preparati solo al fatto che ad agosto il sentiero qui è davvero affollato.
4. Una rilassante salita in funivia Catinaccio da Vigo di Fassa
A volte semplicemente non hai voglia di salire centinaia di metri di dislivello con lo zaino sulle spalle, oppure dopo tre giorni in montagna le gambe ti fanno così male che cammini a stento. Noi conosciamo bene questi rest days 😅. Proprio per queste giornate è ideale la funivia Catinaccio, che parte direttamente dalla cittadina di Vigo di Fassa e in pochi minuti ti porta a 2000 metri, nella zona di Ciampedie.
Già la salita in sé è un’esperienza, ma il bello arriva in cima. Ti si apre un ampio e accogliente altopiano, dove trovi parchi giochi per bambini, tante panchine e soprattutto le terrazze dei rifugi, dove puoi gustarti un ottimo caffè e uno strudel guardando le montagne. Da qui partono passeggiate del tutto facili in piano, ideali per i passeggini o per le persone anziane.
5. Il classico trekking dal Passo di Costalunga al Roda di Vael
Secondo tutte le guide, questa è una delle escursioni di mezza giornata più amate di tutta la zona. Il percorso parte dal Passo di Costalunga (oppure dal Lago di Carezza, a cui abbiamo dedicato un articolo a parte), da dove sali con la seggiovia Paolina. Dalla stazione a monte prosegui poi con le tue gambe lungo un bellissimo sentiero panoramico.
Il sentiero traversa sotto le pareti rocciose e offre per tutto il tragitto viste fantastiche sulla valle e sul Latemar, la montagna di fronte. È un classico sentiero balcone, che sale e scende poco, quindi è una camminata abbastanza tranquilla. La meta di questo percorso è un grande crocevia di sentieri escursionistici e l’omonimo rifugio, di cui parliamo subito nel prossimo punto.
6. Il Rifugio Roda di Vael e le viste panoramiche

Il Rifugio Roda di Vael (Rotwandhütte) è il posto perfetto per riposare se sei partito in trekking dalla funivia Paolina. Si trova a 2283 metri e offre alcune delle migliori viste panoramiche a 360 gradi di tutte le Dolomiti. Da qui puoi vedere non solo il vicino massiccio della Marmolada, a cui tra l’altro dedichiamo una guida enorme, ma con buona visibilità arrivi a scorgere fino alle Alpi austriache.
Consigliamo di pranzare qui, di sederti sulla terrazza soleggiata e di assaporare semplicemente l’atmosfera d’alta montagna. Se hai abbastanza energia, da qui puoi proseguire lungo sentieri più impegnativi nel cuore della montagna, oppure fare un anello e tornare in valle per un’altra strada.
7. La salita alla Cima Catinaccio (solo per esperti con guida!)
La Cima Catinaccio (Rosengartenspitze) è la vetta più alta della parte centrale del massiccio, con i suoi 2937 metri di altitudine. Attenzione però, questa non è certo una passeggiata turistica. La salita a questa cima è un’esperienza alpinistica che richiede esperienza di arrampicata, assicurazione e, idealmente, l’ingaggio di una guida alpina locale se non sei un alpinista navigato.
La salita vera e propria passa per canaloni ripidi e tratti esposti, dove non puoi commettere errori. Il cammino in vetta ripaga i più coraggiosi con l’incredibile sensazione di aver conquistato una delle cime più imponenti delle Dolomiti e con un panorama che abbraccia forse metà dell’Italia settentrionale. Se non hai l’attrezzatura o l’esperienza, è meglio ammirare questa montagna dalla sicurezza dei rifugi in valle. Non c’è vergogna nell’ammettere che qualcosa è oltre le nostre forze. 😉
8. La Ferrata Santner per gli amanti esperti del ferro

Le Dolomiti sono la culla delle vie ferrate e il massiccio del Catinaccio ne nasconde diverse. Una delle più famose e belle è la Ferrata del Passo Santner (Santnerpass-Klettersteig). È un percorso che ti guida attraverso un paesaggio mozzafiato di gole, pareti verticali e vecchi sentieri dei contrabbandieri fino al Passo Santner.
La difficoltà B/C suona innocua, ma questo ambiente ti insegna il rispetto: ghiaccio, caduta sassi e il fatto che i soccorsi possono richiedere ore. Casco, kit da ferrata e scarpe con una suola robusta sono una necessità, non un consiglio. E di certo non è un percorso dove portare l’amico che indossa l’imbrago per la prima volta nella vita. Ma se sai cosa stai facendo, è un’avventura fantastica.
9. Cultura e cucina ladina in Val di Fassa
Visitando il massiccio del Catinaccio e la Val di Fassa non puoi assolutamente perderti la cosa più importante: la cultura locale. Questa zona è infatti la patria dei Ladini, una minoranza etnica e linguistica che vive qui da oltre duemila anni. Il ladino è la terza lingua ufficiale della regione (insieme all’italiano e al tedesco) ed è una lingua romanza estremamente interessante, con radici nel latino.
E poi c’è il cibo. I Ladini sono un piccolo popolo, ma la loro cucina ti sazia davvero. Dimentica per un attimo la leggera pizza e prova i tradizionali canederli (grandi gnocchi con formaggio o spinaci serviti nel brodo), la polenta con funghi e formaggi fusi, oppure i formaggi prodotti direttamente sui pascoli di montagna ai piedi delle rocce.
10. Sulle tracce della leggenda di re Laurino
Se ti ha incuriosito la storia del Giardino delle Rose di re Laurino, puoi avventurarti lungo speciali sentieri tematici dedicati a questa leggenda. È un’attività ottima soprattutto per le famiglie, perché i percorsi sono spesso costeggiati da pannelli informativi (per lo più in italiano, tedesco e a volte in inglese) che raccontano i frammenti della fiaba.
Esistono anche passeggiate di circa due ore con insegnanti o guide locali che ti raccontano la storia proprio con vista sulle rocce illuminate. Capirai perché i locali non parlano di queste montagne solo come di un posto per gite, ma quasi come di esseri viventi.
Il Rosengarten con bambini e cani
Quando si parte per la montagna, spesso ci si chiede se un posto sia adatto anche ai membri più piccoli della famiglia. Per fortuna il Catinaccio pensa anche a loro. La salita con la funivia Paolina o Catinaccio è un successo assoluto per i bambini, che la affrontano senza alcun problema. Dalle stazioni a monte parte una serie di percorsi pianeggianti e ben tenuti, percorribili anche da bambini di tre anni; in più ci sono spesso panchine e parchi giochi.
💡 Consiglio: su quasi tutte le funivie e gli autobus richiedono la museruola per i cani (la compri praticamente ovunque, anche direttamente alle stazioni a valle). A noi sinceramente questo dava un po’ fastidio: la volevano anche quando viaggiavamo in cabina completamente da soli. Quando ci aspettavano più funivie di fila, preferivamo lasciare i nostri cagnolini a riposare al campeggio.
D’altro canto, i lunghi trekking verso le Torri del Vajolet o le salite più impegnative tra i ghiaioni non li consiglieremmo affatto con bambini piccoli. I sentieri lì sono sassosi, possono scivolare e una camminata di un’intera giornata finirebbe più che altro per stancarli.
E se viaggi con un amico a quattro zampe? I cani sono ammessi in montagna e nel parco naturale del Catinaccio, ma vige una regola rigorosa: devono essere sempre al guinzaglio. Ti muovi infatti in un’area protetta dove vivono marmotte e camosci e in molti punti pascolano le mucche. Sulla maggior parte delle funivie ti fanno salire con il cane con un piccolo supplemento o gratis, ma il cane deve spesso indossare la museruola, quindi non dimenticarla.
Dove mangiare
Una volta che ti sei arrampicato fino a uno dei rifugi, sarebbe un peccato non assaggiare qualcuna delle bontà locali. Io e Lukáš non riusciamo a immaginare un’escursione nelle Dolomiti senza una bella ricompensa alla fine. I ristoranti in alta montagna hanno spesso un livello gastronomico sorprendentemente alto.
La base è ovviamente l’Apfelstrudel (strudel di mele), che qui conserva una forte impronta tirolese: è pieno di mele, noci e uvetta e spesso te lo servono ricoperto di salsa calda alla vaniglia. Un ottimo strudel lo fanno per esempio al Rifugio Vajolet, dove te lo gusti proprio con vista su quelle maestose torri.
Se dopo l’escursione hai davvero fame, fermati al ristorante del Tirler Alm, dove puoi ordinare il Tirler, un tradizionale e sostanzioso piatto di montagna con patate e uovo (nella versione originale anche con carne). Noi ordiniamo la polenta con funghi e formaggi di montagna fusi al Rifugio Roda di Vael. E non dimenticare di accompagnare tutto con un espresso forte, perché la cultura del caffè, soprattutto se parti dall’italiana Vigo di Fassa, arriva fin sulle cime delle montagne.
Informazioni pratiche e budget per la zona del Catinaccio
Le Dolomiti sono bellissime, ma anche i prezzi qui sanno sorprendere. Qualche cifra in anticipo, così lo sticker shock non ti coglie sul posto:
I prezzi nelle Dolomiti salgono ogni anno, quindi è bene avere all’incirca un’idea del budget. Per un biglietto di andata e ritorno in funivia (per esempio la funivia Paolina) paghi circa 35 EUR a persona adulta. I bambini dai 6 ai 16 anni circa hanno di solito sconti, quelli sotto i 6 anni viaggiano per lo più gratis se non occupano un posto a sedere. Nei rifugi metti in conto un prezzo tra i 15 e i 22 EUR per un piatto principale, mentre una birra o un Aperol Spritz ti costano dai 5 agli 8 EUR.
ATTENZIONE al divieto di droni! L’intero massiccio rientra in un parco naturale protetto (Parco Naturale Sciliar-Catinaccio). Far volare i droni è severamente vietato per non disturbare la fauna selvatica e gli altri escursionisti. I guardaparco locali sono assolutamente intransigenti. Se ti beccano, rischi una multa immediata fino a 3.000 EUR, quindi valuta se quell’unico scatto dall’alto vale lo stress e i soldi.
Se hai in programma le ferrate, ricorda che nei paesi della valle (Vigo di Fassa, Nova Levante) ci sono ottimi noleggi di attrezzatura sportiva, dove per qualche decina di euro ti affittano per l’intera giornata un kit da ferrata completo e il casco, così non devi portarti tutto da casa in valigia.
Dove andare nelle Dolomiti
Le Dolomiti sono immense e un solo massiccio non basta, lo sappiamo bene perché ogni volta ripartiamo con una lista ancora più lunga di posti che non siamo riusciti a vedere.
Consigliamo di esplorare la nostra grande base nella zona di Cortina d’Ampezzo, che offre accesso a un tipo completamente diverso di cime rocciose. C’è poi il monumentale ghiacciaio della Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti, che dal massiccio del Catinaccio è praticamente dietro l’angolo. E infine non puoi saltare una sosta al già citato e incredibilmente turchese Lago di Carezza, che si trova a pochi minuti d’auto dalle stazioni a valle delle funivie di questa zona.
Consigli e trucchi pratici per i nostri viaggi
Quando ci chiedete come pianifichiamo e organizziamo i nostri viaggi io e Lukáš per l’Europa e oltre, ecco l’elenco dei servizi e delle app su cui non transigiamo da anni e che ci hanno fatto risparmiare un mucchio di tempo e di nervi.
Dove cercare voli economici
Le Dolomiti sono comodamente raggiungibili in auto da gran parte d’Italia, ma se parti da lontano gli aeroporti più vicini per arrivare in zona sono Verona, Venezia, Treviso o Bergamo. Compagnie come ITA Airways, Ryanair o easyJet collegano queste città con il resto del Paese a prezzi spesso molto convenienti.
Quando abbiamo date flessibili, diamo un’occhiata al calendario e scegliamo le soluzioni più vantaggiose. Poi non resta che fare lo zaino e i soldi risparmiati possiamo spenderli subito per un Aperol o per un’ottima pizza italiana.
Noleggio auto all’estero
Quando dobbiamo raggiungere le funivie più nascoste delle Dolomiti, l’auto è fondamentale. Io e Lukáš abbiamo da tempo una buona esperienza con i servizi di noleggio che usiamo in tutto il mondo. Hanno un’enorme scelta di auto e vedi sempre con chiarezza cosa è incluso nel prezzo e cosa no.
La regola base è studiare sempre bene le condizioni dell’assicurazione e prendere l’auto con copertura completa. Le strade di montagna a volte mettono alla prova con i sassolini che schizzano, quindi quelle poche decine di euro in più per la tranquillità valgono assolutamente la pena.
Dove prenotare l’alloggio
Booking.com è il nostro motore di ricerca preferito per hotel e appartamenti. Ci piace la possibilità di cancellazione gratuita e il programma Genius, grazie al quale spesso accediamo a sconti davvero interessanti negli hotel più lussuosi.
Ci piace anche leggere le recensioni degli ospiti precedenti, soprattutto quando si tratta di pensioni di montagna o appartamenti. Grazie a questo siamo riusciti più volte a trovare posti incredibili con i migliori padroni di casa, che altrimenti avremmo quasi sicuramente saltato.
Non dimenticare l’assicurazione e la connessione
Anche se ti sposti solo a poca distanza, l’assicurazione è fondamentale. A noi si è rivelata ottima l’assicurazione SafetyWing (leggi la recensione), che si può attivare anche quando sei già partito da casa. Per i viaggi più brevi o per lo sci invernale in Italia scegliamo spesso una classica polizza assicurativa di viaggio.
Se in Italia non ti bastano i tuoi dati o lavori in viaggio, dai un’occhiata alla nostra recensione delle eSIM Holafly, con cui acquisti dati illimitati direttamente sul telefono senza dover cercare operatori locali. Anche se a volte la modalità offline lassù in montagna è la cosa migliore che puoi fare.
Domande frequenti (FAQ)
Perché il Catinaccio si chiama anche Rosengarten?
Il nome Rosengarten (Giardino delle Rose) deriva dalla tradizione tedesca, o meglio tirolese, e si riferisce all’antica leggenda del re dei nani Laurino. Questo nome ha iniziato ad essere ampiamente utilizzato proprio grazie al tipico colore rosa delle rocce (enrosadira), che tinge l’intero massiccio al tramonto. L’area si trova al confine tra le province di lingua tedesca e italiana, per questo entrambi i nomi sono comunemente usati.
Quanto tempo ci vuole per salire alle Torri del Vajolet?
Dipende dal punto di partenza, ma il percorso più comune dalla stazione a monte della funivia del Catinaccio (da Vigo di Fassa) richiede a passo sostenuto circa 3-4 ore fino al Rifugio Vajolet. Se volete proseguire fino al Rifugio Re Alberto, da dove si gode la vista iconica delle torri dal basso, mettete in conto un’altra impegnativa ora di salita.
Si può affrontare il Catinaccio con i bambini?
Sì, alcune parti sono assolutamente ideali per i bambini. La cosa migliore è salire con la funivia Paolina o Catinaccio fino agli altipiani, dove ci sono sentieri relativamente pianeggianti e curati, tante panchine e persino parchi giochi per bambini presso i rifugi di montagna. I trekking più impegnativi sotto le pareti rocciose e i ghiaioni non sono però assolutamente adatti ai bambini piccoli.
Qual è il posto migliore per osservare l’enrosadira?
Il colore rosa delle rocce al tramonto si vede meglio dal lato ovest e sud-ovest del massiccio. Ottimi punti panoramici sono i prati e i paesini nella valle intorno a Nova Levante, dal Lago di Carezza o direttamente dalle finestre degli alloggi nella zona di Tires al Catinaccio, dove le rocce brillano in modo incredibile sopra il paesaggio verde.
È necessario prenotare in anticipo l’alloggio nei rifugi di montagna?
Se state pianificando un trekking di più giorni e volete dormire in alta quota (ad esempio al Rifugio Vajolet o al Roda di Vael) durante l’alta stagione estiva di luglio e agosto, la prenotazione con diverse settimane o addirittura mesi di anticipo è assolutamente necessaria. La capacità dei rifugi è limitata e c’è un enorme interesse per questi posti da tutto il mondo.
Posso volare con il drone sopra le Torri del Vajolet?
No, in tutto il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio vige un divieto rigoroso e inflessibile di volo con i droni, per motivi di protezione della fauna selvatica. I guardaparco controllano severamente il rispetto di questa regola e per la sua violazione si rischia un’enorme multa che può arrivare fino a 3000 EUR.
Quale attrezzatura mi serve per i percorsi normali nella zona del Catinaccio?
Per le escursioni base verso i rifugi principali bastano scarponi da trekking di qualità con suola robusta, abbigliamento sportivo, giacca a vento (il tempo in montagna cambia estremamente velocemente), crema solare e acqua a sufficienza. Se però avete in programma di affrontare vie ferrate come la Ferrata Santner, dovete avere in più un kit da ferrata certificato, imbracatura e casco da arrampicata.
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