Pyramiden e Barentsburg: le città fantasma sovietiche delle Svalbard in Norvegia

0 Condivisioni

Pyramiden e Barentsburg, affascinanti e isolate città sovietiche nell’arcipelago delle Svalbard in Norvegia, ti catapultano all’istante indietro di decenni. Qui la statua di Lenin più a nord del mondo osserva il fiordo ghiacciato guardando dritto verso un maestoso ghiacciaio. È una scena surreale in una città abbandonata, dove il tempo si è fermato nel 1998 e le chiavi degli appartamenti pendono ancora dalle serrature. Questa utopia forma, insieme alla vicina Barentsburg, un unicum assoluto a livello mondiale.

Su questo arcipelago norvegese trovi infatti città minerarie che operano legalmente da quasi cent’anni. Mentre Pyramiden è oggi un museo a cielo aperto abbandonato, dove d’estate incontri solo una manciata di custodi, Barentsburg è ancora un insediamento minerario attivo, dove vivono poco meno di quattrocento persone. È un mondo di contrasti enormi, di aspra natura nordica e di un’estetica sovietica onnipresente che, a tratti, ti lascerà a bocca aperta.

Abbiamo raccolto per te dieci cose che vale la pena sapere prima della partenza — da come arrivarci, passando per il dilemma morale della cassa russa, fino a cosa (non) puoi portarti via in tasca dalla strada. Scoprirai dove appoggiare la testa in sicurezza e come l’attuale situazione geopolitica abbia rimescolato le carte per il viaggiatore comune. Credimi, un Lenin che scruta il vuoto della desolazione artica non te lo togli facilmente dalla testa. 😅

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Due insediamenti russi: nelle Svalbard norvegesi operano l’abbandonata Pyramiden e la ancora viva Barentsburg, sotto la gestione del trust statale russo Arktikugol.
  • Accessibilità per stagione: d’estate raggiungi gli insediamenti in barca da Longyearbyen, d’inverno si fanno escursioni di più giorni in motoslitta.
  • Dilemma geopolitico: le agenzie turistiche norvegesi boicottano i servizi statali russi, per cui le barche norvegesi ti portano solo a visitare, senza possibilità di spendere sul posto.
  • Una città congelata nel tempo: Pyramiden fu abbandonata nel 1998, ma ancora oggi vi si trovano la casa della cultura, la piscina e l’Hotel Tulpan, dove è persino possibile pernottare.
  • L’ultimo insediamento vivo: Barentsburg ha circa 300 abitanti, una miniera di carbone in funzione, una cappella ortodossa e il birrificio russo più a nord del mondo.
  • Protezione rigorosa: tutto ciò che risale a prima del 1946 è un bene rigorosamente tutelato e non può essere toccato in alcun modo.

Quando partire per gli insediamenti russi delle Svalbard

Pianificare un viaggio alle Svalbard segue regole completamente diverse rispetto al resto d’Europa, perché qui le stagioni dettano le possibilità di trasporto. All’arcipelago si arriva solo in aereo da Oslo oppure da Tromsø, e i collegamenti sono garantiti esclusivamente da SAS e Norwegian (dall’Italia il modo più comodo è raggiungere Oslo con ITA Airways o una low cost come Ryanair o easyJet da Roma o Milano, e poi proseguire verso nord). Un volo di andata e ritorno da Oslo costa di solito intorno ai 260 €, ma con le offerte lo trovi anche a meno. Non dimenticare il passaporto: le Svalbard sono fuori dall’area Schengen e all’aeroporto ti aspetta il controllo passaporti.

Se vuoi vedere entrambe le città sovietiche dal ponte di una barca, il periodo ideale va da fine maggio a ottobre. In questo periodo il ghiaccio marino nei fiordi si scioglie e le imbarcazioni turistiche da Longyearbyen possono attraccare in sicurezza ai moli di Pyramiden e Barentsburg. Durante l’estate artica godrai del fenomeno del sole di mezzanotte: da fine aprile a fine agosto c’è luce 24 ore su 24. A luglio e agosto le temperature si aggirano tra i 5 e gli 8 °C, che sembra un freddo mite, ma il vento artico abbassa parecchio la temperatura percepita. Intimo termico in lana, una buona giacca antivento e le manopole al posto dei guanti a dita saranno i tuoi migliori amici. ☺️ Tieni inoltre presente che la tundra estiva può essere davvero fradicia e fangosa, quindi senza scarpe impermeabili di qualità non te la cavi di certo.

Una visita invernale, da febbraio a inizio maggio, promette invece un’avventura artica più estrema. I fiordi sono saldamente ghiacciati e agli insediamenti si arriva con escursioni di diverse ore in motoslitta. Tra fine febbraio e inizio marzo il paesaggio si tinge di una splendida luce blu e i fotografi vanno in visibilio, ma le temperature scendono facilmente fino a -20 °C. Dal 2025, inoltre, in tutto l’arcipelago valgono regole molto severe per la tutela della natura. Le imbarcazioni turistiche nelle aree protette possono avere a bordo al massimo 200 passeggeri e le distanze obbligatorie dagli animali selvatici sono aumentate parecchio. Alle orse polari le barche possono avvicinarsi al massimo a 300 metri, nei mesi primaverili addirittura a mezzo chilometro: un buon binocolo è quindi oggi una necessità assoluta.

Dove alloggiare alle Svalbard e negli insediamenti

💡 Consiglio su alloggi ed esperienze: preferiamo cercare gli alloggi su Booking.com, dove di solito trovi le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli su GetYourGuide.

La maggior parte dei viaggiatori sceglie come base principale la cittadina norvegese di Longyearbyen, da cui partono le escursioni giornaliere nei dintorni. Longyearbyen ha molto da offrire — dagli accoglienti ostelli ricavati da vecchi dormitori minerari agli hotel dove ti concedi una jacuzzi con vista sul fiordo. I prezzi sono di conseguenza, quindi prenota con largo anticipo e ti consiglio di scegliere con attenzione. L’alta stagione, da marzo ad agosto, va esaurita in un lampo.

Per il massimo comfort, un’ottima scelta è il Radisson Blu Polar Hotel Spitsbergen, situato proprio nel centro della città. Dalle jacuzzi esterne offre panorami incredibili sul fiordo e una notte in camera doppia costa di solito tra i 280 e i 370 €. Se cerchi un’atmosfera da trapper indimenticabile, dai un’occhiata al Basecamp Hotel, costruito con legname portato dal mare e vecchie pelli di foca. È un gioiello di design dove ti sentirai un vero esploratore polare, anche se il prezzo è un po’ più alto.

Per i viaggiatori con un budget più contenuto, la gente del posto consiglia spesso il Gjestehuset 102 nella valle di Nybyen. È a circa trenta minuti a piedi dal centro, il che sotto la tormenta può essere una bella sfida, ma l’atmosfera del vecchio dormitorio minerario ha un fascino enorme. Un letto in camera condivisa lo trovi già da 65 € a notte, un prezzo quasi incredibile per gli standard artici: qui con quella cifra a malapena ti paghi un taxi per l’aeroporto. La cucina condivisa, poi, è il posto perfetto per scambiarti la sera qualche storia con gli altri avventurieri.

Se desideri un’esperienza davvero isolata, puoi pernottare anche direttamente negli insediamenti russi. A Pyramiden funziona d’estate lo Hotel Tulpan, molto spartano, ma dormire in una città fantasma abbandonata è pare un’esperienza da brividi lungo la schiena. Nella più vivace Barentsburg trovi invece lo Hotel Barentsburg, ristrutturato e con servizi molto più moderni. Le camere di questi insediamenti russi non le trovi però sui normali portali e la prenotazione oggi si fa esclusivamente in modo diretto con il gestore russo del posto.

📶 DATI PER IL VIAGGIO
Internet sul telefono in vacanza, con eSIM
⚡ attivazione QR in 2 min · 📱 senza SIM fisica · 🌍 35 paesi · da 4,50 €
Scegli una eSIM per l'Europa →
✅ Dal team del blog di viaggi Loudavým krokem · Un nostro progetto — lk-sim.com

10 consigli e curiosità su Pyramiden e Barentsburg

Questi due insediamenti artici non sono una semplice gita oltre il circolo polare. Sono luoghi dove l’aspra natura nordica si incontra appieno con la storia e con una politica molto complicata. Camminando per le strade deserte, senti il peso del passato a ogni passo, mentre sopra la tua testa gridano i gabbiani e in lontananza il ghiacciaio scricchiola.

Abbiamo selezionato per te le cose più importanti da sapere prima di partire, sia che ti interessi l’architettura sovietica dimenticata, sia che tu ti stia chiedendo se sia davvero etico viaggiare qui di questi tempi. Preparati: le Svalbard ti mostreranno un mondo che davvero non vedrai da nessun’altra parte.

1. Perché ci sono città russe su territorio norvegese?

Forse ti stai chiedendo come sia possibile che sul territorio sovrano della Norvegia operino legalmente insediamenti carboniferi completamente russi. La risposta sta nel celebre Trattato delle Svalbard del 1920, entrato in vigore cinque anni dopo. Esso ha sì assegnato la piena sovranità sull’arcipelago alla Norvegia, ma allo stesso tempo ha garantito ai cittadini di tutti gli Stati firmatari gli stessi identici diritti di soggiorno e attività economica. Le isole dovevano restare permanentemente demilitarizzate e tutte le tasse riscosse devono essere reinvestite nella dura infrastruttura locale.

Di questo unico cavillo geopolitico approfittò l’Unione Sovietica, che nel 1932 acquistò Pyramiden dai precedenti proprietari svedesi. Da allora la gestione di entrambe le città è affidata al trust statale russo Arktikugol, che qui ha costruito un proprio mondo funzionante e indipendente dai norvegesi. È interessante notare che l’Italia rientra anch’essa tra i Paesi firmatari originari del trattato: grazie a ciò anche i cittadini italiani possono vivere, lavorare e fare impresa legalmente alle Svalbard senza bisogno di richiedere il visto, il che rende queste isole uno dei luoghi più liberi del pianeta.

2. Pyramiden come vetrina dell’Unione Sovietica

Nella sua epoca d’oro, negli anni ’70 e ’80, Pyramiden non era un semplice campo minerario, ma una vera e propria utopia artica. La città, tra l’altro, prese il nome dalla montagna a forma di piramide che si erge proprio sopra di essa. Vi vivevano stabilmente oltre mille abitanti, che in mezzo alla desolazione ghiacciata avevano a disposizione un lusso e un comfort incredibili. L’Unione Sovietica inviava qui enormi sovvenzioni per dimostrare al mondo occidentale quanto bene e in modo moderno si potesse vivere anche a nord del circolo polare. Era insomma la città-vetrina del regime comunista, costruita nelle condizioni climatiche più estreme in assoluto.

I minatori locali e le loro famiglie potevano usufruire di uno splendido palazzo della cultura con una grande sala da concerto, dove ancora oggi sul palco si trova un pianoforte abbandonato. Non mancavano una piscina completamente riscaldata, un’ampia palestra con un parquet portato fin dalla lontana Siberia e persino serre riscaldate per coltivare verdura fresca. C’era anche un allevamento di bestiame, così che gli abitanti avessero il latte. Chi c’era ricorda che la gente arrivava dalla terraferma come in una corsa all’oro, attratta da uno stipendio nettamente migliore, dal latte fresco e da verdure che altrimenti nella rete di approvvigionamento sovietica non si vedevano quasi mai.

3. Il Lenin più a nord che scruta il ghiacciaio

Quando oggi arrivi a Pyramiden, probabilmente la prima cosa che ti colpisce è il busto di Vladimir Il’ič Lenin più a nord del mondo. Questo maestoso monumento sorge nella piazza vuota davanti alla casa della cultura e il suo sguardo è rivolto direttamente oltre il fiordo ghiacciato, verso lo splendido ghiacciaio Nordenskiöldbreen. È un contrasto talmente assurdo e visivamente potente che fotografi da tutto il mondo vengono qui in escursioni di un’intera giornata proprio per questo unico scatto.

La città respira uno strano vuoto: i viali sono silenziosi, dai palazzoni cade l’intonaco e tra le case si aggirano tranquillamente orsi polari, ai quali del tuo arrivo importa ben poco. I viaggiatori descrivono l’atmosfera come profondamente inquietante: hai la sensazione che gli abitanti siano solo usciti un attimo e stiano per tornare da un momento all’altro, ma non tornano dal 1998. Proprio per la presenza costante degli orsi, in città puoi muoverti esclusivamente accompagnato da una guida armata, che porta con sé un fucile e una pistola lanciarazzi. Dal 2025 vale inoltre la regola severa di mantenere dagli orsi una distanza minima di 300 metri, quindi per le foto ravvicinate degli animali ti servirà un buon teleobiettivo.

4. Una notte nella zona dei fantasmi: l’Hotel Tulpan

Per lunghi anni dopo l’abbandono della città era impossibile pernottare ufficialmente a Pyramiden: i turisti venivano da Longyearbyen solo per una toccata e fuga di qualche ora. Le cose sono cambiate nel 2013, quando il trust Arktikugol ha parzialmente ristrutturato e riaperto l’Hotel Tulpan. Oggi, nella stagione estiva, qui vivono circa dieci-venti dipendenti che gestiscono l’hotel, mantengono in funzione gli enormi generatori diesel e fanno da guida alla manciata di avventurieri che decidono di fermarsi per la notte. Il viaggio in barca fin qui costa all’incirca 2.800-3.900 corone norvegesi (circa 240-330 €) a seconda dell’operatore.

Non aspettarti però una spa di lusso. L’alloggio è molto essenziale e spartano, le camere ricordano più che altro un buon dormitorio degli anni Settanta e l’acqua calda c’è solo di tanto in tanto. In hotel funzionano però un piccolo bar e un negozietto di souvenir, dove puoi comprare originali distintivi sovietici difficili da trovare altrove. I viaggiatori sui forum segnalano che i servizi funzionano in una sorta di modalità retro e che per pagare è spesso richiesto il contante. Ciononostante, dicono che una passeggiata notturna per la città deserta, quando si spengono i motori delle barche turistiche e cala il silenzio artico assoluto, sia un’esperienza del tutto affascinante, che da nessun’altra parte al mondo ti capiterà di vivere.

lukas a lucka
Lukáš e Lucie raccomandano
Dove alloggiare a Pyramiden e Barentsburg (nelle Svalbard)
6 alloggi — resort, hotel e altre opzioni di alloggio

5. La tragedia dell’Operafjellet e la fine di un’epoca

Cosa ha fatto sì che una città così prospera e sovvenzionata si trasformasse in una città fantasma? L’inizio della fine fu un’immensa tragedia aerea, quella del 29 agosto 1996. Un aereo russo Tupolev Tu-154, che riportava minatori e le loro famiglie da Mosca alle miniere delle Svalbard, si schiantò con maltempo contro il monte Operafjellet, non lontano da Longyearbyen. Nell’incidente persero la vita tutte le 141 persone a bordo, che ancora oggi rappresenta il peggior disastro aereo nella storia dell’intera Norvegia.

Questo evento fu un enorme colpo psicologico ed economico per la comunità russa delle Svalbard. L’estrazione a Pyramiden, inoltre, stava diventando sempre meno redditizia e mantenere due insediamenti pienamente funzionanti era del tutto insostenibile per l’agonizzante economia russa degli anni Novanta. Si prese quindi la decisione definitiva di evacuare completamente la città. Nel giro di pochi mesi del 1998 le persone impacchettarono solo lo stretto necessario, chiusero a chiave gli appartamenti e lasciarono la città in balia del gelo artico, che l’ha perfettamente conservata per le generazioni future.

6. Barentsburg: l’ultimo insediamento russo vivo

Mentre Pyramiden si è addormentata, Barentsburg vive ancora oggi ed estrae carbone. Secondo le ultime statistiche, qui risiedono stabilmente poco più di trecento abitanti, per lo più minatori provenienti dalla Russia e dal Tagikistan. Quando arrivi in barca, ti accoglie un’atmosfera molto più viva, anche se la polvere di carbone onnipresente e il fumo dei camini fanno capire chiaramente che si tratta di un luogo industriale estremamente duro. La miniera di carbone locale produce ancora oggi circa 100.000 tonnellate di carbone all’anno.

La storia dell’insediamento è molto travagliata: durante la Seconda guerra mondiale fu praticamente rasa al suolo dalle corazzate tedesche Tirpitz e Scharnhorst. La maggior parte degli edifici attuali risale quindi alla ricostruzione del dopoguerra. Passeggiando, ti fermerai davanti ai mosaici sovietici sulle facciate delle case, che celebrano la conquista dell’Artico e appaiono sorprendentemente ben conservati. Proprio accanto sorge una cappella ortodossa in legno che, in tutto quello scenario industriale, risulta quasi poetica. Trovi anche un interessante museo dedicato alla storia degli antichi cacciatori russi e persino un consolato russo funzionante, la cui presenza in mezzo alla desolazione ghiacciata appare del tutto surreale. Barentsburg ha di recente migliorato i servizi, quindi in molti casi si può già pagare con carta e c’è persino un piccolo ufficio postale, da cui spedire a casa una cartolina con un francobollo russo.

7. Dove mangiare: il birrificio più a nord e il tradizionale borsch

💡 Consiglio: se riesci ad arrivare a Barentsburg, non puoi assolutamente perderti il birrificio Krasnyj Medved, che vanta il titolo di birrificio russo più a nord del mondo. La birra artigianale locale viene prodotta con acqua pura di ghiacciaio e dopo una gelida passeggiata per la città ti rimetterà di sicuro in piedi. Sull’alcol alle Svalbard si potrebbero scrivere romanzi, perché su tutto l’arcipelago vige un rigido sistema di razionamento. Gli abitanti locali possono acquistare al massimo 24 birre e due bottiglie di superalcolici al mese. Come turista, l’alcol nei negozi lo compri solo se alla cassa mostri il tuo biglietto aereo di ritorno.

Parte del complesso del birrificio è anche un ristorante tradizionale, dove si servono classici piatti russi e ucraini. Secondo le recensioni dei viaggiatori, qui preparano un ottimo borsch caldo o i tradizionali pelmeni; nel menu compaiono anche varianti senza carne. Il cibo è genuino, sostanzioso e si adatta alla perfezione al rigido clima artico. E te ne rendi conto ancora di più quando pensi che ogni singola patata ha dovuto attraversare mezzo Artico per arrivare fin qui.

8. Geopolitica e il dilemma morale del viaggiatore

La visita agli insediamenti russi ha, dall’inizio del 2022, un grosso nodo morale. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, l’ente turistico norvegese Visit Svalbard ha deciso di boicottare completamente il trust statale Arktikugol, che gestisce entrambe le città. I prodotti della filiale turistica russa Grumant sono quindi del tutto scomparsi da tutti i portali di prenotazione ufficiali norvegesi, per cui per la via ordinaria, tramite il centro informazioni norvegese, semplicemente non riesci a prenotarli.

Come viaggiatore ti trovi quindi davanti a una scelta difficile. Puoi partire con una compagnia di navigazione norvegese, come ad esempio Henningsen, che agli insediamenti ti ci porta, ma per ragioni etiche vige a bordo un rigoroso divieto di qualsiasi spesa sul posto. Puoi quindi solo passeggiare e fotografare. Oppure puoi acquistare un’esperienza di un’intera giornata direttamente dagli operatori russi, per la quale pagherai circa 3.900 corone norvegesi (circa 330 €), consapevole che i tuoi soldi finiscono direttamente nelle casse dello Stato russo. È un tema molto delicato, discusso con passione sui forum di viaggio, e ognuno deve rispondere a sé stesso nel proprio intimo.

9. La situazione nel 2026 e l’ultimatum ecologico

E qual è la situazione attuale negli insediamenti? Secondo le statistiche ufficiali dell’autorità norvegese, all’inizio del 2026 a Barentsburg e Pyramiden vivevano complessivamente 392 abitanti, un calo piuttosto marcato rispetto agli anni prebellici. Il governo norvegese, inoltre, cerca di rafforzare la propria influenza nella regione e sorveglia attentamente ogni attività della società mineraria russa. Un contrasto eloquente: i norvegesi hanno solennemente chiuso la loro ultima miniera di carbone, la Gruve 7, nell’estate del 2025, mentre poco più in là l’estrazione russa prosegue tranquillamente.

Durante recenti ispezioni le autorità norvegesi hanno inoltre scoperto gravi violazioni ambientali, in particolare per quanto riguarda pericolose fuoriuscite dai vecchi serbatoi di carburante. Il trust Arktikugol ha quindi ricevuto dal governatore locale un duro ultimatum e un termine ecologico per rimediare entro ottobre 2026. Se non elimina per tempo queste gravi carenze, rischia multe astronomiche e una possibile drastica riduzione dell’attività. Il futuro di entrambi gli insediamenti russi è quindi al momento molto incerto ed è possibile che siamo alla vigilia della loro fine.

10. Regole severe e monumenti intoccabili

Se ti metti in viaggio verso Pyramiden o Barentsburg, devi rispettare tassativamente le leggi locali sulla tutela del patrimonio culturale. In tutte le Svalbard vale infatti una regola affascinante: tutti gli oggetti e le costruzioni anteriori al 1946 sono automaticamente beni tutelati. Ciò riguarda vecchi barili arrugginiti, capanne di legno abbandonate e persino le ossa di balena sulla spiaggia. Attorno a tutti questi relitti storici vige inoltre una rigorosa fascia di protezione di cento metri.

Da Pyramiden non puoi quindi portarti via assolutamente nulla, nemmeno la più piccola vite dimenticata o un pezzo di carbone dalla strada. Dal 2025 vige inoltre un severo divieto di volare con i droni in tutti i parchi nazionali e le riserve, quindi alle riprese aeree puoi rinunciare in partenza. Vale contemporaneamente il divieto assoluto di entrare negli edifici abbandonati senza una guida locale ufficiale. Le vecchie strutture fatiscenti possono essere molto instabili e c’è un reale pericolo di infortuni, quindi resta sempre solo sui percorsi segnalati e segui le indicazioni dell’accompagnatore.

✈️ Voli economici
Norvegia: voli più economici da 64 €
Confronta tutte le compagnie e trova le date più economiche. · Altri voli economici →
Trova voli →

Dove andare dalle Svalbard

Se stai pianificando un viaggio in questa splendida natura selvaggia artica, non perderti le nostre altre guide, che ti aiuteranno con la preparazione. Una panoramica generale su come fare i bagagli e cosa aspettarti la trovi nell’articolo Svalbard: cosa vedere e vivere alla fine del mondo. Per esplorare in dettaglio la base norvegese, leggi i nostri consigli su Longyearbyen: cosa vedere.

Se cerchi ispirazione concreta per attività fuori dalle città, abbiamo per te un elenco dettagliato nel testo Escursioni e crociere alle Svalbard. E se ti appassionano piuttosto le curiosità locali e vuoi sapere perché qui vige il razionamento dell’alcol o perché non possono vivere i gatti, dai un’occhiata alle Curiosità sulle Svalbard.

Auto a noleggio verificate in Norvegia🚗 Noleggio auto in viaggioAuto a noleggio verificate in Norvegia

Cerca con il comparatore DiscoverCars — confronta i prezzi di decine di autonoleggi locali e internazionali e la maggior parte delle prenotazioni ha la cancellazione gratuita.

Confronta i prezzi delle auto in Norvegia →
Comparatore DiscoverCars✓ cancellazione gratuita sulla maggior parte delle prenotazioni✓ senza costi nascosti

Domande frequenti

Si può davvero visitare Pyramiden?

Sì, è possibile visitare legalmente la città abbandonata, sia con le barche escursionistiche estive che in inverno con le motoslitte da Longyearbyen. Tuttavia, è obbligatorio muoversi sempre accompagnati da una guida armata, perché tra gli edifici si aggirano occasionalmente orsi polari.

È sicuro sul posto?

La sicurezza è una priorità assoluta alle Svalbard. Negli insediamenti stessi non c’è criminalità, il rischio principale è rappresentato dal clima artico e dalla fauna selvatica. Le escursioni organizzate hanno sempre guide equipaggiate con fucile e pistola di segnalazione in caso di incontro con un orso. Per motivi di sicurezza non è consentito entrare negli edifici fatiscenti senza supervisione.

Si può andare anche in inverno?

La visita invernale è possibile e popolare tra gli avventurieri, ma fisicamente molto più impegnativa, perché si raggiungono gli insediamenti sui fiordi ghiacciati con le motoslitte. Durante il periodo della notte polare (fino a febbraio) le escursioni non vengono organizzate molto spesso, l’alta stagione inizia da marzo fino all’inizio di maggio, quando torna la luce del giorno e le condizioni per la guida sono assolutamente ideali.

Si può entrare nei vecchi edifici a Pyramiden?

La regola base è che l’ingresso autonomo in qualsiasi edificio abbandonato è severamente vietato. Soffitti e pavimenti fatiscenti possono essere pericolosi. Le guide ufficiali vi porteranno però in sicurezza all’interno della casa della cultura, della piscina o della vecchia mensa durante il tour, dove le condizioni degli edifici vengono controllate regolarmente.

Quante persone vivono lì oggi?

Secondo le statistiche ufficiali norvegesi, all’inizio del 2026 a Barentsburg e Pyramiden vivevano complessivamente esattamente 392 abitanti. La maggior parte di loro vive stabilmente a Barentsburg, mentre a Pyramiden risiede solo personale stagionale, circa 10-20 persone che si occupano della manutenzione e dei turisti.

Perché la Russia è ancora lì, se è in perdita?

Per la Federazione Russa gli insediamenti alle Svalbard hanno un enorme significato geopolitico e strategico. Mantenere una comunità attiva, l’attività mineraria e un proprio consolato garantisce loro una presenza fisica legale nell’Artico direttamente sul territorio di uno Stato membro della NATO. L’estrazione del carbone è quindi piuttosto una copertura per mantenere l’influenza di potere nella regione.

Si può davvero dormire a Pyramiden?

Sì, anche se sembra incredibile, è possibile pernottare all’Hotel Tulpan, che è stato parzialmente ristrutturato dopo anni. Non aspettatevi alcun comfort, le camere sono molto essenziali e l’acqua calda scorre solo occasionalmente, ma la possibilità di trascorrere una notte nel silenzio assoluto di una città fantasma artica è ricercata da fotografi di tutto il mondo.

0 Condivisioni

Articoli correlati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti trovi qui

ViaggiEuropaPyramiden e Barentsburg: le città fantasma sovietiche delle Svalbard in Norvegia

Sull’autore

Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

Ultimi articoli del blog