La maggior parte delle compagnie aeree ti permette di viaggiare con un neonato già dai sette ai quattordici giorni di vita, anche se alcune richiedono un certificato del medico. Quando si tratta di far volare i bambini in aereo, io personalmente ho aspettato con il primo volo fino a quando Jonášek aveva quasi due anni, ma di certo non devi temporeggiare così tanto.
Prima di una partenza precoce è bene consultare il viaggio con il pediatra, che valuterà lo stato di salute del piccolo. Allo stesso tempo non dimenticare la burocrazia, perché anche un neonato di una settimana deve avere il proprio passaporto per viaggiare all’estero. Senza di esso al banco del check-in ti faranno passare a fatica.
Qui sotto ho descritto in dettaglio le regole per età di alcune compagnie aeree e i consigli dei medici. Scoprirai anche come prepararti ai voli lunghi con un bambino piccolissimo e cosa non dimenticare quando pianifichi.

Riassunto
- Età minima secondo le compagnie: la maggior parte ti fa salire a bordo con un bambino di oltre 14 giorni, con Ryanair bastano 8 giorni e KLM non pone alcun limite.
- Il parere dei pediatri: i medici consigliano di aspettare fino ai 2-3 mesi di età prima del primo volo, principalmente per il sistema immunitario immaturo e i germi degli aeroporti.
- Costi per i lattanti: un bambino sotto i 2 anni vola in braccio con una tariffa fissa, che nel 2026 è di 25 euro con Ryanair e circa 27 euro con Wizz Air.
- Difficoltà secondo l’età: i neonati di solito dormono per tutto il volo, mentre i più impegnativi sono i bimbi tra il primo e il secondo anno, perché non vogliono stare seduti.
- Rischi per la salute: con i seni nasali ostruiti e un forte raffreddore non è consigliabile volare, perché c’è il rischio di un dolore fortissimo alle orecchie durante la discesa dell’aereo.
- Normativa europea 2026: le nuove regole impongono alle compagnie di far sedere gratuitamente i bambini sotto i 14 anni accanto all’accompagnatore.
- Liquidi negli aeroporti: molti aeroporti europei con i nuovi scanner CT permettono liquidi oltre i 100 ml, ma in altri terminali rimane il limite rigido di 100 ml.
10 cose che devi sapere sui bambini in aereo
1. Età minima per volare secondo le singole compagnie aeree
💡 Consiglio: prima ancora di iniziare a scegliere i biglietti concreti, controlla sempre con attenzione i limiti di età sul sito ufficiale della compagnia aerea scelta. Le regole infatti variano moltissimo da un vettore all’altro e a decidere sono puramente ragioni commerciali e di sicurezza della singola compagnia.
Se guardi le classiche compagnie di linea, tendono a essere piuttosto tolleranti con i piccoli viaggiatori. Per esempio la KLM non fissa alcuna età minima e un neonato può volare con loro praticamente subito dopo la nascita. Al contrario, compagnie come British Airways o United Airlines ti fanno salire a bordo solo con un bambino di più di sette giorni.
Con le compagnie low cost le regole sono decisamente più severe, perché cercano di ridurre al minimo qualsiasi rischio a bordo. La popolarissima Ryanair trasporta bambini di più di otto giorni, mentre Wizz Air ed easyJet hanno un limite rigido fissato addirittura a 14 giorni dalla nascita. Se provassi a imbarcarti con un bambino più piccolo, il personale semplicemente non ti farebbe salire.
Regole molto specifiche le ha invece la compagnia Smartwings, che vola verso la maggior parte delle destinazioni per le vacanze. I bambini entro le 48 ore dal parto non li trasportano affatto e per i bambini dai 48 ore ai sette giorni richiedono un apposito modulo compilato e firmato dal medico. Ecco una tabella riassuntiva dei vettori più comuni per il 2026.
| Compagnia aerea | Età minima per il trasporto | Condizioni specifiche |
|---|---|---|
| KLM | Nessun limite | Il neonato può volare praticamente dalla nascita senza restrizioni. |
| Smartwings | Da 48 ore | Fino a 7 giorni di vita solo con modulo medico compilato. |
| British Airways | Da 7 giorni | Nessuna altra condizione speciale per i neonati. |
| United Airlines | Da 7 giorni | Nessuna altra condizione speciale o certificato. |
| Ryanair | Da 8 giorni | I bambini di meno di 8 giorni non vengono trasportati. |
| Wizz Air | Da 14 giorni | Limite molto rigido senza alcuna eccezione. |
| easyJet | Da 14 giorni | Limite molto rigido valido per tutti i voli. |
2. Cosa dicono i pediatri sul primo volo e perché consigliano di aspettare

💡 Consiglio: anche se le compagnie ti lasciano volare già pochi giorni dopo il parto, i pediatri la pensano diversamente e consigliano di aspettare i due o tre mesi di età del bambino. Questa raccomandazione prudente si basa su ragioni puramente sanitarie e preventive.
Il problema principale non è affatto la permanenza in quota o la pressione leggermente ridotta nella cabina dell’aereo. Il rischio maggiore è il sistema immunitario immaturo del neonato e l’ambiente del tutto inadatto delle enormi sale degli aeroporti. Immagina l’immenso mix di virus e batteri che circola negli spazi climatizzati attraversati ogni giorno da decine di migliaia di persone da tutto il mondo.
Il secondo fattore importante è la prevenzione, cioè scoprire eventuali malformazioni congenite. Durante le prime settimane di vita nel piccolo possono manifestarsi problemi cardiaci o polmonari nascosti, che la pressione più bassa dell’aereo potrebbe peggiorare pericolosamente. Per questo i medici preferiscono che il bambino abbia già affrontato almeno i primi controlli completi in ambulatorio.
Se per ragioni familiari devi davvero volare prima, pianifica il viaggio nel modo più attento possibile. Cerca di ridurre al minimo il tempo trascorso nelle affollate sale di transito e presta attenzione all’igiene delle mani. Inoltre, un bambino nella fascia porta bebè rivolto verso il genitore è protetto meglio dai compagni di viaggio che tossiscono rispetto a un piccolo in un passeggino aperto.
3. Volare con un neonato e con un bimbo più grande: come cambia la difficoltà
💡 Consiglio: dimentica l’idea diffusa che la cosa peggiore sia viaggiare con un piccolo neonato in fasce. Le mamme esperte sui forum di discussione sono unanimi: sceglierebbero in ogni momento un volo con un neonato piuttosto che con un bimbo di uno o due anni.
Un neonato fino a circa sei mesi rappresenta un’epoca d’oro assoluta per viaggiare. Il bambino non gattona ancora, non scappa da nessuna parte e per la maggior parte del tempo in aereo semplicemente dorme accompagnato dal rumore bianco rassicurante dei motori. L’allattamento al seno o dal biberon risolve poi facilmente sia il problema della pressione alle orecchie sia l’eventuale noia durante il volo.
La svolta arriva nel periodo tra i sei e i dodici mesi, quando il bambino inizia a gattonare e vuole scoprire il mondo. A questa età non lo tieni più fermo così facilmente e spesso comincia a comparire la fastidiosa cinetosi. Per questo i genitori indicano spesso come una salvezza la fascia ergonomica, con cui puoi camminare su e giù per il corridoio e far addormentare il bambino in tutta sicurezza.
Il picco assoluto di difficoltà è invece l’età tra il primo e il secondo anno. Il bimbo sa già camminare e ha un enorme bisogno di movimento, ma non riesci ancora a spiegargli razionalmente che ora deve stare seduto con la cintura allacciata. A questa età, per giunta, il bambino vola ancora in braccio, il che significa che un bimbo di tredici chili che fa i capricci ti farà sentire ogni chilo durante un volo di tre ore.
| Fascia d’età | Cosa aspettarsi realmente dal volo | Miglior strategia per i genitori |
|---|---|---|
| 0 – 6 mesi | Il bambino dorme molto, non scappa e si calma facilmente con la poppata. | Sui voli a lungo raggio prenotare la culla sospesa (basinet). |
| 6 – 12 mesi | Inizia a scoprire il mondo, rischio di prima cinetosi. | Portare la fascia per passeggiare nel corridoio e vestiti di ricambio. |
| 1 – 2 anni | Ha bisogno di movimento, non riesce a stare seduto, non lo si convince. | Preparare un’enorme scorta di giochi vari e snack. |
| 2 – 4 anni | Il bambino ha il proprio posto, si può negoziare e spiegare. | Dosare gradualmente le attività e tenere il tablet come salvezza. |
| 5 anni e più | Sa portare lo zainetto e capisce i processi in aeroporto. | Intrattenerlo con film, un gioco preferito e un cuscino comodo. |
4. Dove andare al primo viaggio con il bambino e quanto lungo scegliere il volo

💡 Consiglio: se voli con il bambino per la primissima volta, lascia perdere l’eroismo e i sogni romantici di esotismo selvaggio dall’altra parte del mondo. Considera sempre il primo volo come una sorta di prova generale, durante la quale devi capire come il tuo piccolo reagisce all’aeroporto, al rumore e al cambio di pressione.
La prima destinazione ideale dovrebbe soddisfare alcuni criteri assolutamente fondamentali per la tua serenità. Scegli posti che puoi raggiungere con il volo più breve possibile, idealmente tra le due e le tre ore. Da Roma, Milano o Bologna raggiungi facilmente tutta la Spagna, le Isole Baleari, la Grecia o magari la popolare Bulgaria.
Durante un viaggio così breve tieni il bambino relativamente tranquillo, fai in tempo a nutrirlo e probabilmente si addormenta anche un attimo. Evita anche le destinazioni con un grande fuso orario, perché il ritmo circadiano del bambino è estremamente fragile. Mentre un adulto supera in qualche modo il jet lag, l’orologio interno sballato di un bambino piccolo può rovinarti l’intera prima settimana di vacanza.
Pensa anche a un’assistenza sanitaria disponibile e di qualità direttamente sul posto. In questo l’Europa è una vera fortuna e offre grande sicurezza. Se hai intenzione di noleggiare un’auto sul posto, non dimenticare di studiare in anticipo le leggi locali sui seggiolini. In Italia, per esempio, il seggiolino è obbligatorio per i bambini fino a 150 centimetri di altezza, mentre in Spagna i bambini fino a 135 centimetri devono viaggiare obbligatoriamente sul sedile posteriore e ci sono multe intorno ai 300 euro.
5. Volo diretto oppure con scalo con un bambino piccolo
💡 Consiglio: quando scegli i biglietti per il primo viaggio con un bambino piccolo esiste una regola d’oro non scritta. Paga sempre qualcosa in più per un volo diretto ed evita accuratamente qualsiasi scalo. Fare scalo raddoppia infatti direttamente la complessità logistica del viaggio.
Ogni scalo significa un doppio decollo e un doppio atterraggio, il che rappresenta un doppio stress per le sensibili orecchie del bambino e un doppio rischio di dolore. Invece di sistemare il bambino in hotel dopo il primo volo, devi svegliarlo, tirarlo fuori dall’aereo e affrontare uno stressante trasferimento attraverso un’enorme sala di transito verso la coincidenza.
Inoltre c’è il continuo rischio di ritardi. Se il primo volo ritarda anche solo un po’, rischi di perdere semplicemente la coincidenza con un bambino che piange in braccio. Dovrai poi trascorrere lunghe ore o addirittura un’intera notte sulle panchine del terminal, un incubo per ogni genitore.
Allo stesso tempo devi gestire il continuo trascinamento del passeggino e del bagaglio a mano attraverso i controlli di sicurezza. Se hai la possibilità di scegliere, meglio guidare due ore in più fino a un aeroporto più lontano da cui parte un volo diretto, piuttosto che affrontare il viaggio con due voli in coincidenza.
6. Raffreddore, infezioni e quando è meglio rimandare il volo
💡 Consiglio: il dolore alle orecchie è probabilmente lo spauracchio più grande di tutti i genitori che volano. Si verifica nel momento in cui la pressione nella cabina dell’aereo cambia rapidamente e non si compensa abbastanza velocemente attraverso la tuba di Eustachio.
È importante sapere che la discesa dell’aereo è, in questo senso, molto peggiore e più dolorosa per le orecchie del decollo stesso. Come prevenzione contro la sensazione di orecchie tappate e il dolore funziona meglio la semplice deglutizione. Con i lattanti lo risolvi con il seno, il biberon o il ciuccio, con i bimbi più grandi funziona benissimo bere da una bottiglietta con la cannuccia o masticare una caramella.
Ma se il bambino ha un forte raffreddore e il naso chiuso, la situazione si complica radicalmente. La tuba di Eustachio non funziona correttamente e la pressione non ha modo di compensarsi naturalmente, il che porta a un dolore enorme. I genitori esperti consigliano perciò di usare un buon spray nasale prima del decollo e poi di nuovo prima dell’inizio della discesa, mentre per i più piccoli conviene portare a bordo anche un aspiratore nasale.
La decisione se volare o meno con un bambino raffreddato dovresti sempre consultarla con il tuo pediatra prima della partenza. In particolare in caso di otite media acuta, febbre o poco dopo qualsiasi intervento alle orecchie, l’aereo viene solitamente vietato in modo categorico dai medici, perché c’è un rischio concreto di rottura del timpano.
7. Come pianificare il volo in base al sonno del bambino

💡 Consiglio: il giusto tempismo del volo può trasformare un’esperienza stressante in un viaggio piuttosto sereno. Molti genitori cercano di comprare i biglietti in modo che il tempo trascorso in quota copra il normale sonno diurno del bambino.
Lukáš e io abbiamo scelto apposta il nostro primo volo con Jonášek proprio durante il suo pisolino pomeridiano. All’andata è andata perfettamente e ha dormito tranquillo per gran parte del viaggio. Al ritorno però il nostro volo ha accumulato un fastidioso ritardo, tutto il piano del sonno faticosamente studiato è saltato, ma anche così Jonášek se l’è cavata benissimo e con il sorriso. Questo conferma solo che i bambini sono spesso molto più adattabili dei nostri piani meticolosi.
Un grande tema sui forum di internet è la gestione del sonno sui lunghi voli a lungo raggio. Spesso ci trovi consigli che raccomandano la somministrazione di melatonina, ma qui devi stare estremamente attenta. Gli esperti mettono in guardia con decisione contro la somministrazione di melatonina ai bambini sotto i due anni, perché non esiste alcuna evidenza scientifica affidabile.
Nei bambini più grandi i sonniferi andrebbero affrontati esclusivamente dopo un’attenta consultazione con il pediatra e idealmente provati prima a casa. In alcuni bambini infatti questi preparati hanno un effetto paradosso e invece di calmarli li rendono iperattivi. Scoprirlo a dieci chilometri sopra l’oceano non è certo un’esperienza che vuoi vivere.
8. Vaccinazioni e destinazioni esotiche con i bambini
💡 Consiglio: viaggiare verso l’esotico più lontano con bambini molto piccoli comporta rischi specifici che in Europa non devi affrontare affatto. Le malattie tropicali e i diversi standard igienici richiedono una preparazione superiore alla media e un’attenta pianificazione delle vaccinazioni.
I medici di solito consigliano di aspettare con i viaggi in Asia o in Africa finché il bambino non ha completato almeno il ciclo base di vaccinazioni obbligatorie. Inoltre per molte destinazioni esotiche popolari servono vaccini speciali da viaggio che non si possono somministrare ai lattanti molto piccoli. Prenota perciò sempre con largo anticipo presso un centro di medicina dei viaggi.
Un altro enorme argomento per aspettare con l’esotico quando si hanno neonati è il livello dell’assistenza sanitaria locale. Mentre in Spagna o in Italia trovi un’assistenza pediatrica di prim’ordine a ogni angolo, su isole remote della Thailandia la disponibilità di un medico può essere un problema enorme. E nei bambini piccoli lo stato di salute può peggiorare nel giro di poche ore.
Se decidi comunque per un viaggio lontano, non risparmiare mai su una buona assicurazione. Stipula sempre per il bambino un’assicurazione di viaggio completa fin dalla nascita e valuta senz’altro anche l’assicurazione contro l’annullamento del viaggio. I bambini hanno infatti un incredibile talento nel prendere una febbre alta esattamente la notte prima della partenza mattutina per la vacanza sognata.
9. L’insidia del secondo compleanno durante il viaggio

💡 Consiglio: allo scoccare del secondo compleanno finisce per i genitori la pacchia dei voli economici e inizia la dura realtà burocratica e finanziaria. Un bambino di due anni, dal punto di vista delle compagnie, ha bisogno del proprio posto e per lui si paga la tariffa piena, o al massimo solo leggermente ridotta, del biglietto per adulti.
La trappola più grande per i genitori è la situazione in cui il bambino compie i due anni proprio durante la vacanza. All’andata vola ancora come lattante (infant) in braccio con una tariffa fissa, ma il giorno del volo di ritorno ha già due anni e gli serve un biglietto proprio a tutti gli effetti. Molti sistemi di prenotazione non gestiscono bene questa cosa, quindi devi verificare con attenzione come la risolve la singola compagnia, per non dover pagare in aeroporto cifre enormi per l’acquisto immediato di un posto.
Anche se i bambini sotto i due anni possono volare in braccio, gli esperti di sicurezza della FAA non consigliano affatto questa pratica. Il posto più sicuro per un bambino in aereo è un sistema di ritenuta omologato, non il grembo di un adulto. L’adulto infatti, durante forti turbolenze inaspettate, non ha la forza fisica per trattenere il bambino tra le braccia.
Se vuoi un posto proprio per un bambino sotto i due anni per motivi di sicurezza, devi comprargli un biglietto adulto completo e portare a bordo un seggiolino auto omologato, che va sempre posizionato sul sedile del finestrino. Esiste anche il sistema di cinghie omologato CARES harness, che alcune compagnie accettano per i bambini da un anno in su, ma devi sempre verificarlo in anticipo presso il vettore specifico.
10. Cosa cambiare nelle aspettative in base all’età del bambino
💡 Consiglio: quando voli con i bambini le tue aspettative e strategie devono evolversi di continuo. Ciò che funzionava sei mesi fa oggi sarà con ogni probabilità una vera catastrofe. La cosa fondamentale è non insistere ostinatamente sulle regole di casa e saper improvvisare.
La nostra stessa esperienza lo conferma. Sul volo per Parigi il nostro piccolo non voleva assolutamente stare allacciato al decollo e all’atterraggio, il che ha significato un enorme stress e lacrime. All’ultimo volo però non è stato affatto un problema e ha allacciato la cintura con la massima calma. Lukáš e io, tra l’altro, non rinunciamo al nostro passeggino da viaggio Joolz Aer, con cui voliamo soprattutto da Roma e da Faro, il più delle volte proprio con Ryanair.
Con i bimbi più grandi e i bambini in età prescolare a bordo entra in scena appieno l’era dei tablet. Persino la severa Accademia Americana di Pediatria ammette che l’uso degli schermi per intrattenere il bambino durante un lungo viaggio è del tutto accettabile. Il consiglio d’oro delle assistenti di volo è però chiaro: non tirare fuori tutti gli assi subito dopo essere salita in aereo. Alterna le attività ogni venti minuti, prima tira fuori i libri, poi giochi nuovi mai visti e tieni il tablet come arma definitiva per la peggiore crisi prima dell’atterraggio.
I cambiamenti del 2025 e 2026 portano anche nuovi processi direttamente negli aeroporti. In molti aeroporti europei dotati dei nuovi scanner CT ti farà piacere sapere che puoi portare liquidi oltre i 100 ml, fino a un volume di due litri, e non devi nemmeno tirarli fuori dallo zaino. Fai però molta attenzione: in molti terminali resta ancora la vecchia regola rigida del sacchetto trasparente e delle bottigliette fino a 100 millilitri, quindi controlla sempre in anticipo cosa vale per il tuo aeroporto.
Riepilogo pratico e prezzi indicativi
Per farti un’idea migliore dell’aspetto economico dei voli con i più piccoli, ho preparato per te una panoramica delle tariffe e dei servizi attuali per il 2026. Gli importi possono variare leggermente in base al cambio e alla tratta specifica, ma a titolo indicativo puoi contarci tranquillamente.
- Tariffa per lattante (Ryanair): 25 euro per bambino sotto i 2 anni per tratta.
- Tariffa per lattante (Wizz Air): circa 27 euro per tratta (varia dinamicamente).
- Tariffa per lattante (compagnie di linea): di solito il 10% del prezzo della tariffa adulti.
- Culla sospesa (basinet): la culla in sé è di solito gratuita, ma spesso devi pagare un supplemento elevato per il posto preferenziale davanti alla paratia.
- Servizio minore non accompagnato (Smartwings): da 85 euro per tratta per bambini dai 6 agli 11 anni.
- Posti per famiglie (nuovo regolamento UE): far sedere un bambino sotto i 14 anni accanto all’accompagnatore deve essere per la famiglia, per legge, del tutto gratuito.
Dove continuare
Se ti interessano altri dettagli pratici e procedure concrete per viaggiare con bambini piccoli, non perderti queste nostre guide complete:
- In aereo con i bambini: guida completa
- Il passeggino in aereo
- Il seggiolino auto in aereo
- Kit di pronto soccorso da viaggio: cosa metterci
- La Croazia con i bambini
Domande frequenti
Da quanti mesi può volare un neonato?
Dipende dalle regole della compagnia aerea. Mentre KLM non ha un’età minima e Ryanair richiede 8 giorni, Wizz Air ed easyJet ti lasciano salire a bordo solo con un bambino di almeno 14 giorni. I pediatri, tuttavia, raccomandano generalmente di aspettare fino ai 2 o 3 mesi di età del bambino a causa del sistema immunitario immaturo.
I bambini soffrono di mal d’orecchie in aereo?
Sì, il cambiamento di pressione può causare dolore, soprattutto durante la discesa dell’aereo prima dell’atterraggio. Come migliore prevenzione funziona la deglutizione, quindi si raccomanda di dare da bere ai bambini piccoli il latte dal biberon, allattarli o offrire loro il ciuccio proprio nel momento in cui l’aereo inizia a scendere.
Un bambino con il raffreddore può volare?
Un forte raffreddore e i seni nasali congestionati sono un problema enorme in aereo, perché impediscono la naturale equalizzazione della pressione, causando un forte dolore alle orecchie. Prima del volo si raccomanda quindi di usare uno spray nasale e un aspiratore, ma in caso di infiammazioni acute dovresti sempre consultare il pediatra prima di viaggiare.
Cosa succede se il bambino compie 2 anni durante la vacanza?
Questa è una trappola logistica. All’andata il bambino vola ancora come neonato sulle tue ginocchia, ma il giorno del volo di ritorno ha già due anni, quindi per legge necessita di un sedile a sé stante e di un biglietto proprio. Verifica sempre questo dettaglio con la compagnia aerea prima di acquistare i biglietti.
Posso dare al bambino un farmaco per dormire in aereo?
Gli esperti del sonno infantile mettono in guardia fortemente contro la somministrazione di melatonina e farmaci per dormire ai bambini di età inferiore ai due anni. Per i bambini più grandi tale pratica deve essere preventivamente consultata con il medico, perché in alcuni bambini questi farmaci possono avere un effetto paradossale e agitare fortemente il bambino invece di calmarlo.
Si paga il prezzo pieno per un bambino in aereo?
I bambini fino a 2 anni che volano sulle ginocchia pagano una tariffa fissa (presso le compagnie low-cost circa 25-27 euro) o circa il 10% del prezzo della tariffa presso i vettori di rete. Non appena il bambino compie due anni, richiede un sedile proprio e si paga per lui il prezzo pieno o solo leggermente ridotto del biglietto adulto.
Sederemo insieme in aereo?
Le nuove regole europee approvate nel 2026 obbligano le compagnie aeree a far sedere gratuitamente i bambini di età inferiore ai 14 anni accanto al loro accompagnatore. Non devi quindi più temere che l’algoritmo della compagnia aerea ti separi dal tuo bambino piccolo solo perché non hai pagato per la prenotazione dei posti.
