Sardegna nord-occidentale: 10 mete tra La Pelosa, Bosa e Castelsardo 2026

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Quando si parla della costa settentrionale di quest’isola italiana, molti pensano subito solo agli yacht di lusso e ai resort esclusivi della famosa Costa Smeralda. Ma lascia che ti sveli un piccolo segreto, perché il vero tesoro – decisamente più autentico – si trova esattamente sul versante opposto. La Sardegna nord-occidentale è infatti un mix affascinante di spiagge dall’aspetto caraibico, borghi medievali arroccati sulle scogliere e natura selvaggia che il turismo di massa delle élite più facoltose non ha ancora fagocitato. È probabilmente la scelta migliore per chi, durante un’unica vacanza, vuole alternare bagni nell’acqua turchese a passeggiate tra i vicoli storici.

Questa zona ha inoltre un enorme vantaggio logistico: grazie all’aeroporto di Alghero ci si arriva molto facilmente e in generale i prezzi sono più accessibili rispetto al nord-est. Chi ci viaggia loda spesso il perfetto equilibrio tra servizi e tranquillità, mentre la cultura locale conserva ancora il suo fiero carattere isolano. Che tu non veda l’ora di assaggiare un robusto vino rosso o desideri vedere gli asinelli bianchi semiselvatici, questo angolo dell’isola saprà conquistarti.

Ti chiedi cosa vedere nella Sardegna nord-occidentale per sfruttare al massimo il tuo tempo senza perderti nulla di importante? In questa guida trovi 10 mete tra i luoghi più belli, dalla celebre spiaggia di La Pelosa alla pastello Bosa fino alla storica Castelsardo. Ovviamente non mancheranno consigli pratici su noleggio auto, multe e prenotazioni, così potrai partire in totale serenità.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • La spiaggia più famosa: La Pelosa, vicino al paesino di Stintino, conquista con la sabbia bianca e l’acqua bassa, ma in stagione richiede la prenotazione anticipata e l’uso obbligatorio di una stuoia sotto il telo.
  • Il borgo più bello: Bosa ti incanterà con le sue casette colorate ammassate sulla collina sopra l’unico fiume navigabile dell’isola.
  • Trasporti e strade: senza un’auto a noleggio è difficile muoversi, e la strada panoramica SP105 da Alghero a Bosa è di per sé un’esperienza incredibile.
  • Storia e cultura: Castelsardo offre uno splendido castello medievale sulla scogliera e la tradizionale arte dell’intreccio dei cesti.
  • Natura unica: il Parco Nazionale dell’Asinara, raggiungibile in barca, custodisce un carcere abbandonato e branchi di rari asinelli bianchi.
  • Attenzione: occhio soprattutto agli accessi ai centri storici, le cosiddette zone ZTL, dove rischi multe salate dalle telecamere automatiche.

Quando partire per la Sardegna nord-occidentale e come muoversi

Scegliere il periodo giusto è forse il passo più importante per innamorarsi dell’isola. Chi ci viaggia concorda quasi sempre: i mesi migliori per visitarla sono giugno e settembre. A giugno ti accoglie un caldo stabile, con temperature intorno ai 25-28 gradi e un mare piacevolmente tiepido, mentre a settembre godi di un’acqua riscaldata da tutta l’estate, senza la folla peggiore. Luglio e agosto, invece, sono mesi che personalmente eviterei: le temperature sfiorano i 35 gradi, i prezzi degli alloggi schizzano alle stelle e attorno alla festività di Ferragosto, a metà agosto, l’isola scoppia letteralmente. Maggio e ottobre, dicono, sono fantastici per escursioni e visite culturali, ma l’acqua del mare può essere ancora piuttosto fresca per farci il bagno.

Dal punto di vista logistico la zona è particolarmente comoda grazie all’aeroporto internazionale proprio ad Alghero, servito da compagnie low cost da molte città europee – da Roma o Milano i collegamenti diretti sono frequenti tutto l’anno – oppure puoi sfruttare il più lontano aeroporto di Olbia. Una volta scesi dall’aereo, ti consiglio vivamente di noleggiare un’auto, perché i trasporti pubblici qui sono piuttosto scarsi e alle spiagge più belle e isolate i bus semplicemente non arrivano. Nella scelta del noleggio fai però molta attenzione e leggi bene le recensioni: alcune catene internazionali hanno la fama di proporre con insistenza costose assicurazioni allo sportello. Sui forum molti consigliano di preferire i noleggi locali sardi, di solito più disponibili e spesso disposti ad accettare anche una normale carta di debito.

Muoversi sull’isola ha le sue regole precise, e di certo non batterai record di velocità. Sulla mappa le distanze sembrano brevi, ma a causa delle tortuose stradine di montagna e di costa metti in conto una velocità media di circa 40 chilometri all’ora. La trappola più insidiosa per i turisti sono senza dubbio le zone a traffico limitato, le ZTL (Zona a Traffico Limitato), presenti nei centri storici di città come Alghero, Bosa o Castelsardo. Gli accessi sono sorvegliati da telecamere automatiche e, se ignori il cartello, una multa da 80 a 200 euro è praticamente garantita. È quindi molto più sicuro parcheggiare l’auto nei grandi parcheggi a pagamento davanti al centro e fare il resto a piedi.

Dove alloggiare nella Sardegna nord-occidentale

Scegliere la base giusta è fondamentale per una vacanza rilassante, perché spostarsi continuamente lungo strade tortuose stanca abbastanza in fretta. Se cerchi un luogo da cui raggiungere comodamente monumenti, ottimi ristoranti e vita serale, la città di Alghero e i suoi immediati dintorni sembrano il punto strategico ideale. Poco più a nord, vicino a Stintino, trovi invece resort e appartamenti fantastici, perfetti per chi ama l’ozio in spiaggia tutto il giorno, anche se la sera regna più tranquillità. Per gli animi romantici è poi irresistibile la zona di Bosa, dove troverai bellissimi alloggi in edifici storici con vista sul fiume, per un’atmosfera completamente diversa e più rilassata.

Il nord-ovest è la base migliore per una prima visita: unisce cultura, spiagge e aeroporto, ed è decisamente più economico della Costa Smeralda. Alghero in tre giorni copre tutto l’angolo; chi vuole stare il più vicino possibile alla caraibica La Pelosa punterà su Stintino. Ecco i nostri consigli in base allo stile di vacanza:

💑 Per coppie e stile: Hotel Villa Las Tronas (Alghero) — villa storica su una penisola privata, con il mare su tre lati; romanticismo e tranquillità a due passi dal centro di Alghero.

👨‍👩‍👧 Per famiglie vicino a La Pelosa: Hotel Rocca Ruja (Stintino) — a Stintino, a un tiro di schioppo dalla caraibica La Pelosa, in spiaggia la mattina prima della folla.

💰 Per la posizione migliore in centro: Hotel Catalunya (Alghero) — hotel moderno nel cuore di Alghero, con terrazza panoramica vista mura e mare.

🎨 Per il borgo pastello di Bosa: Corte Fiorita Albergo Diffuso (Bosa) — albergo diffuso tra i vicoli colorati di Bosa, lungo il fiume, uno degli indirizzi più fotogenici dell’isola.

💡 Un piccolo consiglio finale: la maggior parte degli hotel si prenota su Booking.com con cancellazione gratuita, così puoi bloccare subito il posto che ti piace e decidere con calma in seguito. Solo non aspettare troppo: gli indirizzi più richiesti sul mare per luglio e agosto vanno esauriti anche sei mesi prima e in alta stagione i prezzi salgono di decine di punti percentuali.

Le spiagge più belle del nord-ovest

Questo tratto di costa è davvero unico per la sua varietà: in poche decine di chilometri trovi sabbia bianca e fine che sa di esotico e drammatiche scogliere a picco sul mare. Andiamo a scoprire i posti più interessanti dove stendere il telo e goderti l’acqua cristallina.

1. La Pelosa e Stintino — il sogno caraibico con regole severe

Questa è senza esagerare una delle spiagge più famose di tutta Europa, e guardando le foto capisci subito perché. La spiaggia di La Pelosa si trova all’estremo lembo nord-occidentale dell’isola, vicino al borgo di pescatori di Stintino, e offre un’acqua incredibilmente bassa e cristallina che sfuma dal turchese chiaro al blu intenso. La sabbia bianchissima è così fine da sembrare farina, e a completare quello scenario meraviglioso c’è la storica torre di guardia Torre della Pelosa, su un piccolo isolotto a poca distanza dalla riva. L’acqua è calma e tiepida, un vero paradiso per chi ama i bagni lunghi e rilassanti senza grandi onde.

Questa bellezza ha però il suo prezzo, e negli ultimi anni le autorità locali hanno dovuto introdurre regole di tutela molto severe per evitare che la spiaggia sparisca sotto l’assalto dei turisti. In alta stagione, da metà maggio a metà ottobre, la capacità giornaliera è limitata a 1.500 visitatori e l’ingresso va prenotato online, idealmente con buon anticipo, tramite l’app ufficiale. Il biglietto costa 3,50 euro a persona e sul posto è assolutamente obbligatorio avere, sotto il telo di stoffa, una stuoia rigida in paglia o bambù. Se la dimentichi, i guardiani sono inflessibili e rischi una multa fino a 100 euro, cosa che probabilmente ti dispiacerebbe più della schiena scottata 😅. Prima di partire verifica sempre le condizioni aggiornate della stagione, così da non avere brutte sorprese all’ingresso.

2. Capo Falcone e le spiagge circostanti

Subito dietro l’angolo della celebre La Pelosa si trova il drammatico promontorio di Capo Falcone, che offre uno spettacolo completamente diverso, più aspro. Qui le scogliere precipitano a strapiombo in un mare blu intenso e l’intera zona è una meta amata da chi cerca panorami mozzafiato e scatti fotografici. Se non riesci a ottenere la sospirata prenotazione per La Pelosa, non disperare: i dintorni di Stintino offrono tantissimi altri posti meravigliosi per fare il bagno. Spesso si consiglia la vicina spiaggia di La Pelosetta, un po’ più piccola e ciottolosa, ma con un accesso all’acqua fantastico e una bella vista sulla vecchia torre di guardia. Un’altra ottima alternativa è l’ampia spiaggia di Ezzi Mannu, dove avrai molto più spazio e tranquillità anche nei giorni estivi più affollati.

3. Il Parco Nazionale dell’Asinara e i famosi asinelli bianchi

A breve navigazione da Stintino si trova un’isola con una storia tanto affascinante quanto un po’ cupa. Oggi è il rigorosamente protetto Parco Nazionale dell’Asinara, ma per oltre cent’anni l’isola ha funzionato come colonia penale isolata e carcere di massima sicurezza, dove lo Stato italiano spediva i boss mafiosi più pericolosi. Proprio grazie a questo lungo isolamento dal resto del mondo, qui la natura è rimasta del tutto incontaminata e oggi l’isola è rifugio di molti animali protetti. L’attrazione assoluta sono i branchi di rari asinelli bianchi, gli albini, che vagano liberamente tra la macchia e rappresentano il simbolo tenero di tutto il parco.

Sull’isola non si può entrare con l’auto privata e l’unica possibilità è usare il trasporto via mare ufficiale dai porti di Porto Torres o direttamente da Stintino. Una volta arrivato sulla terraferma puoi noleggiare biciclette, salire su un tour organizzato in jeep con guida oppure spostarti con una piccola auto elettrica. La visita degli edifici carcerari abbandonati, in combinazione con la natura selvaggia e le calette completamente deserte, crea secondo i visitatori un’esperienza che non si dimentica facilmente.

La pastello Bosa e la strada panoramica

Spostandoti un po’ più a sud, il paesaggio inizia a cambiare e le scogliere lasciano spazio a vallate pittoresche. Questa parte dell’isola custodisce un gioiello architettonico che sarebbe un enorme peccato saltare, anche se si trova un po’ fuori dai principali centri balneari.

4. Il borgo di Bosa e l’unico fiume navigabile dell’isola

Se dovessimo indire un concorso per il luogo più fotogenico della Sardegna, il borgo di Bosa si contenderebbe il primo posto con enorme vantaggio. Immagina una collina ripida su cui sono ammassate, una accanto all’altra, alte casette che brillano in tutte le sfumature pastello, dal giallo intenso al rosa fino al celeste. Questo quartiere storico chiamato Sa Costa forma un labirinto fiabesco di stretti vicoli acciottolati, dove il bucato si asciuga steso sui fili e le vecchine ogni tanto siedono ancora sulla soglia di casa. Bosa sorge sulle rive del fiume Temo, che guarda caso è l’unico fiume navigabile di tutta la Sardegna. Lungo l’acqua corre un bel lungofiume costeggiato dalle vecchie concerie, che rimandano al ricco passato industriale di questo luogo apparentemente sonnolento. Trovi consigli aggiornati sulla visita anche sul sito turistico ufficiale della Sardegna.

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5. Il castello Malaspina con panorami stupendi

Tutta questa colorata bellezza di Bosa è dominata, sulla cima della collina, dal castello medievale Malaspina, talvolta indicato anche come Castello di Serravalle. La fortezza originaria fu fatta costruire qui da una casata nobiliare toscana già nel dodicesimo secolo, per proteggere la strategica valle del fiume dalle incursioni dal mare. Anche se fino ai giorni nostri si sono conservate soprattutto le possenti mura e qualche torre, la salita verso l’alto vale assolutamente quella piccola fatica. La ricompensa sarà infatti una vista panoramica su tutto il borgo colorato e sul fiume che serpeggia perdendosi in lontananza. All’interno del complesso del castello si trova inoltre la discreta chiesetta di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, che custodisce affreschi medievali sorprendentemente ben conservati, scoperti per caso solo negli anni Settanta del secolo scorso.

6. La strada panoramica SP105 Alghero–Bosa

Il tragitto da Alghero giù verso Bosa non è un semplice spostamento dal punto A al punto B, ma un’esperienza a tutti gli effetti, che molti viaggiatori considerano uno dei momenti clou di tutta la vacanza. La strada costiera SP105 si snoda infatti per ben quarantacinque chilometri serpeggiando in alto, su ripide scogliere proprio sopra il mare burrascoso. Non c’è una sola città, niente distributori, solo natura selvaggia, profumata macchia mediterranea e panorami che si perdono all’infinito. Pare sia il posto perfetto per ammirare il tramonto, quando le rocce assumono una stupenda tonalità dorata. Con un po’ di fortuna, osservando attentamente il cielo o le cenge rocciose, potrai avvistare i grifoni nidificanti, per i quali questa aspra parte di costa è l’habitat naturale. Prima di partire ti consigliamo di controllare meteo e intensità del vento, ad esempio su Windfinder, per goderti il panorama al meglio.

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Castelsardo e il nord storico

Se segui la costa verso est dal porto di Porto Torres, ti imbatterai in una zona che trasuda storia antica e custodisce monumenti vecchi di centinaia e migliaia di anni. È un magnifico contrasto rispetto all’ozio in spiaggia.

7. La medievale Castelsardo e il castello dei Doria

Castelsardo è esattamente quel tipo di borgo che ti conquista già da lontano. È adagiata su un possente sperone vulcanico che svetta alto sopra il livello del mare, e su tutto il panorama domina il maestoso Castello dei Doria, fortezza del dodicesimo secolo fondata dalla potente famiglia genovese. Inerpicarsi per gli stretti e ripidi vicoli fino al castello è un discreto allenamento cardio, ma le viste mozzafiato sul golfo dell’Asinara ti ripagheranno abbondantemente. Il centro storico è pieno di piccole botteghe e laboratori artigianali, perché Castelsardo è famosa per la sua lunga tradizione dell’intreccio dei cesti. Proprio negli spazi del castello ha oggi sede un interessante museo dell’intreccio, che mostra in dettaglio l’arte della lavorazione delle foglie di palma nana e del giunco. Durante la passeggiata non dimenticare di affacciarti anche nella cattedrale di Sant’Antonio Abate, il cui campanile decorato con maioliche colorate è visibile da lontano. Orari di apertura del castello e informazioni aggiornate li trovi sul sito ufficiale del comune di Castelsardo.

8. La Roccia dell’Elefante, ovvero la Roccia a forma di elefante

A pochi chilometri di auto da Castelsardo si trova uno dei monumenti naturali più bizzarri e fotografati di tutta la zona. Proprio sul bordo della strada spunta dal nulla un enorme blocco di trachite che l’erosione e i forti venti hanno plasmato in una forma che ricorda alla perfezione un elefante seduto con la proboscide abbassata verso terra. La Roccia dell’Elefante però non è interessante solo per la sua forma, perché nasconde anche un segreto vecchio di diversi millenni. Ai suoi lati sono infatti scavate piccole camere funerarie del periodo neolitico, le cosiddette domus de janas, che tradotto significa poeticamente “case delle fate”. È una sosta veloce ideale per sgranchirsi le gambe e scattare una foto divertente.

9. Porto Torres e l’imponente basilica di San Gavino

La città di Porto Torres a prima vista sembra soprattutto un porto industriale trafficato, dove arrivano di continuo enormi traghetti dall’Italia continentale o dalla Francia, ma nasconde gioielli storici davvero importanti. Nell’antichità questo luogo si chiamava Turris Libisonis ed era uno dei porti romani più importanti dell’isola; ancora oggi puoi ammirare i resti delle antiche terme con i mosaici. Il motivo principale per visitarla è però la basilica romanica di San Gavino, costruita in gran parte in calcare bianco, la più grande e importante costruzione romanica di tutta la Sardegna. Il suo interno sobrio ma immensamente maestoso trasuda, a quanto si dice, una pace incredibile e un’atmosfera mistica.

10. L’Argentiera, il borgo minerario abbandonato

Il nostro ultimo consiglio per questa zona è molto fuori dagli schemi e piacerà a chi ama i luoghi un po’ misteriosi e industriali con l’atmosfera da città fantasma. Il borgo minerario abbandonato dell’Argentiera sorge su un aspro tratto di costa a ovest di Porto Torres, dove per secoli si estrassero, con alterne fortune, argento e piombo. La miniera fu chiusa definitivamente negli anni Sessanta del secolo scorso e gran parte degli abitanti se ne andò. Oggi vi troverai un affascinante complesso di torri minerarie in legno e capannoni in rovina, che contrastano nettamente con la spiaggia selvaggia e la sabbia scura proprio sotto di essi. Negli ultimi anni le autorità stanno cercando di restaurare e consolidare parzialmente l’area, che sta lentamente diventando un fantastico museo a cielo aperto, dal fascino dicono stranamente malinconico ma molto fotogenico.

Cosa assaggiare nella Sardegna nord-occidentale

Quando viaggi per l’Italia il cibo è sempre uno dei punti principali del programma, e questa parte dell’isola non fa affatto eccezione. La cucina sarda è molto influenzata dalla tradizione pastorale dell’entroterra, ottima notizia per chi cerca eccellenti opzioni vegetariane piene di formaggi e verdure squisite.

Devi assolutamente provare la specialità locale chiamata culurgiones, dei deliziosi fagottini di pasta sapientemente chiusi a treccia e ripieni di un ricco impasto di patate, pecorino e menta rinfrescante. Sono una vera prelibatezza che troverai praticamente in ogni trattoria tradizionale. Al ristorante ti porteranno sempre in tavola anche il croccante pane pastorale carasau, sottile come un foglio e perfetto con l’olio d’oliva. Come dessert non puoi perderti le seadas, un fagottino fritto ripieno di formaggio fresco e abbondantemente irrorato di miele locale: suona un po’ strano, ma a detta di tutti il sapore è una bomba.

I locali amano molto anche i piatti di carne, primo fra tutti il maialino arrosto porceddu o la bottarga grattugiata (uova di pesce essiccate) che aggiungono alla pasta, ma qui mangerai benissimo anche senza carne. E qualunque cosa tu scelga per cena, non dimenticare di accompagnarla con un bicchiere di Malvasia di Bosa, vino coltivato sui pendii sopra il fiume Temo, grande orgoglio di tutta la regione.

Dove proseguire

Se l’isola ti ha conquistato e stai pianificando un itinerario più ampio, lasciati ispirare dalle nostre altre guide dettagliate, che ti aiuteranno a organizzare un viaggio indimenticabile.

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Domande frequenti

Cosa vedere nel nord-ovest della Sardegna?

Sardo del Nord-Ovest offre un fantastico mix di storia e spiagge meravigliose. Tra le maggiori attrazioni ci sono la spiaggia caraibica La Pelosa, il paesino color pastello di Bosa con il castello Malaspina, la storica Castelsardo arroccata sulla scogliera e il parco nazionale dell’Asinara con branchi di asinelli bianchi.

Dove si trova la spiaggia di La Pelosa e serve la prenotazione?

La spiaggia La Pelosa si trova nell’estremo angolo nord-occidentale dell’isola, vicino al paesino di Stintino. In alta stagione (da metà maggio a metà ottobre) la prenotazione è assolutamente obbligatoria, poiché la capacità è rigorosamente limitata a 1.500 persone al giorno. Il biglietto deve essere acquistato online in anticipo e sulla spiaggia è inoltre obbligatorio avere un tappetino rigido sotto l’asciugamano di stoffa, altrimenti si rischia una multa salata.

Vale la pena visitare la cittadina di Bosa?

Assolutamente sì! Secondo molti viaggiatori, Bosa è uno dei borghi più pittoreschi di tutta l’Italia. Vi colpirà soprattutto per le sue case colorate color pastello, disposte sulla collina attorno all’unico fiume navigabile della Sardegna, il Temo, e sopra tutto questo si erge maestoso lo storico castello Malaspina con splendide vedute.

Come arrivare al Parco Nazionale dell’Asinara?

Sull’isola di Asinara non è possibile accedere con il proprio veicolo privato. Ci si arriva esclusivamente con i traghetti ufficiali che partono dai porti di Porto Torres o dalla vicina Stintino. Una volta sull’isola, ci si può spostare con biciclette a noleggio, auto elettriche, oppure prenotare un tour organizzato in jeep con guida autorizzata.

Cosa vedere a Castelsardo?

Questo gioiello storico attira soprattutto per il castello medievale della famiglia Doria, dal quale si godono viste fantastiche sul mare. All’interno del castello troverete un museo unico della tradizionale arte dell’intreccio dei cesti. Vale la pena anche una passeggiata per le antiche viuzze e la visita alla cattedrale di Sant’Antonio Abate con il suo campanile decorato con maioliche colorate.

Qual è la strada più bella nel nord-ovest della Sardegna?

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Un vero e proprio must è la strada panoramica costiera SP105, che collega la città di Alghero con la cittadina di Bosa. Vi aspettano quarantacinque chilometri di viste mozzafiato dalle scogliere direttamente sul mare, un viaggio attraverso una natura incontaminata e la possibilità di ammirare splendidi tramonti e rari grifoni nidificanti.
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Dove alloggiare nel nord-ovest della Sardegna?

Dipende dalle vostre preferenze. Se cercate un’ottima posizione di partenza con aeroporto, vita movimentata e facile accesso ai monumenti, si consiglia Alghero e dintorni. Per romanticismo e tranquillità vicino al centro storico e al fiume è ideale Bosa, mentre per gli amanti dei resort balneari e della vicinanza a La Pelosa ha senso cercare sistemazione nei pressi della cittadina di Stintino.

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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