Quando scendi dall’aereo a Keflavík, la prima cosa che probabilmente ti colpisce in faccia è il vento. Non è la brezza gentile europea a cui siamo abituati, ma piuttosto una corrente oceanica grezza che profuma di sale, zolfo e natura selvaggia senza compromessi. Con Lukáš abbiamo fatto il giro completo di quest’isola tra fine settembre e inizio ottobre, a bordo di una Suzuki Grand Vitara a noleggio. Questa guida dell’Islanda nasce proprio da quel viaggio.
Sono state due settimane che ci sono rimaste impresse nella memoria. Avevamo un’unica regola non scritta: ogni giorno dovevamo trovare una piscina termale in cui immergerci. È stata la cosa migliore che potessimo inventarci 😅.
Ci siamo innamorati dei cavalli islandesi con la loro incredibile criniera e non dimenticherò mai quel momento in cui, nei Westfjords, eravamo in piedi nel mezzo del nulla mentre sopra le nostre teste danzava la verde aurora boreale.
Questa guida è pensata per prepararti alla realtà dell’isola, senza i filtri rosa dei social. L’Islanda sa essere costosa, sfiancante e incredibilmente lunatica, ma quando accetti le sue regole del gioco ti ricompensa con esperienze che durano una vita. Se stai pianificando una vacanza in Islanda nel 2026, devi fare i conti con una serie di novità: dalla tassa al chilometro fino ai vulcani risvegliati.
Nell’articolo trovi una panoramica completa di quando partire, quanto costa tutto questo divertimento, a cosa fare attenzione nel noleggiare un’auto e naturalmente consigli dettagliati sui luoghi che durante il tuo viaggio non dovresti assolutamente perderti.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

- Per quanto tempo andare: per percorrere la strada circolare principale Ring Road servono idealmente dai 7 ai 10 giorni. Il Circolo d’Oro e la costa meridionale si fanno in 4-5 giorni.
- Budget: l’Islanda è molto cara. Una vacanza comoda per due persone per una settimana (voli esclusi) costa all’incirca 3.200-5.200 €. Il prezzo si può però abbassare cucinando e dormendo nei campeggi.
- Novità 2026: la compagnia aerea PLAY è fallita, sulle strade si paga una nuova tassa al chilometro di 6,95 ISK al chilometro, ma in compenso la benzina è calata sensibilmente fino a circa 215 ISK al litro. Ad agosto l’isola attende un’eclissi solare totale.
- Auto: d’estate sulla strada principale ti basterà un’auto normale a trazione anteriore, ma per l’entroterra (F-roads) e in inverno ti serve assolutamente una 4×4.
- Sicurezza: attenzione alle onde infide sulla spiaggia nera di Reynisfjara e al vento estremo, che può letteralmente strapparti la portiera dell’auto. I vulcani della penisola di Reykjanes sono attivi, ma monitorati in sicurezza.
Quando andare e come arrivarci
Pianificare una vacanza in Islanda inizia con la domanda su cosa ti aspetti davvero dal viaggio. Il tempo qui infatti non si può prevedere granché e spesso cambia ogni cinque minuti. Noi siamo partiti tra fine settembre e inizio ottobre, che secondo me è un compromesso geniale.
Non ci sono più tanti turisti come d’estate, i prezzi degli alloggi calano un po’ e allo stesso tempo c’è già abbastanza buio per dare la caccia all’aurora boreale. Inoltre la Corrente del Golfo mantiene le temperature sorprendentemente alte, quindi a Reykjavík raramente gela a lungo. Il vero padrone qui è però il vento, che riesce ad abbassare la temperatura percepita di dieci gradi, quindi una giacca antivento di qualità è assolutamente fondamentale anche a luglio.
Se vuoi avere la massima certezza di strade percorribili e di un entroterra aperto, vieni qui da metà giugno a fine agosto. Le giornate estive sono infinite e il sole tramonta solo per poche ore, quindi riesci a fare davvero molto.
D’altra parte, nel 2026 si prepara un enorme evento astronomico. Mercoledì 12 agosto ci sarà un’eclissi solare totale, visibile al meglio dai fiordi occidentali e da Reykjavík. La fascia di totalità interesserà la parte occidentale del paese e il buio più lungo lo vivranno le scogliere di Látrabjarg, dove l’eclissi durerà oltre due minuti.
Gli alloggi in quel periodo sono esauriti con largo anticipo e i prezzi salgono alle stelle. Per esempio, una semplice pensione nella città di Ísafjörður è arrivata a costare 700 dollari a notte e sulla penisola di Snæfellsnes si terrà addirittura un grande festival.
Per quanto riguarda i voli dall’Italia, hai diverse possibilità. In alta stagione operano voli stagionali con compagnie come Icelandair e tramite scali con vettori come Lufthansa, SAS o KLM; il volo diretto in alta stagione dura circa quattro ore. Icelandair, vettore tradizionale e molto affidabile, offre poi l’ottimo servizio Stopover.
Puoi così fare una sosta in Islanda fino a sette giorni mentre vai verso il Nord America, senza alcun supplemento sul biglietto. Fai solo attenzione alle informazioni datate che trovi online, perché la popolare low cost PLAY è fallita e i suoi aerei rossi non li vedrai più in cielo.
Per entrare nel paese non serve alcun visto: ti basta una carta d’identità valida. L’Islanda fa parte dello spazio Schengen, quindi come cittadino italiano non sei interessato nemmeno dai nuovi sistemi EES o ETIAS, con cui i media a volte spaventano inutilmente i viaggiatori. L’unica cosa che forse noterai all’aeroporto di Keflavík sono file un po’ più lunghe agli sportelli per i cittadini extra-UE.
Dove alloggiare e quanto costa
L’alloggio in Islanda è probabilmente ciò che fa male di più al portafoglio. Il prezzo del soggiorno dipende principalmente dallo standard che pretendi, perché qui trovi assolutamente di tutto: dai lussuosi hotel vetrati alle fattorie a conduzione familiare, fino ai campeggi.
Durante il nostro roadtrip abbiamo dormito perlopiù nelle cosiddette guesthouse, probabilmente la forma di alloggio più amata e pratica. In genere hai un bagno privato o condiviso e soprattutto accesso a una cucina comune, cosa assolutamente fondamentale per tenere a freno il budget.
In media metti in conto che una notte per due in una pensione o guesthouse decente ti costa 80-150 euro. Un’ottima alternativa per gli amanti degli animali sono le cosiddette farmstays, riunite nella rete Hey Iceland, dove al mattino ti svegli letteralmente al belato delle pecore e spesso hai a disposizione una cucina attrezzata.
Se viaggi da solo o non ti dispiacciono le camere condivise, trovi in tutta l’isola anche ostelli puliti e moderni, dove un letto in camerata costa tra i 40 e i 60 dollari a notte.
L’alloggio insomma rappresenta una voce di spesa importante, quindi se parti d’estate e hai un’indole più avventurosa risparmi tantissimo con la Camping Card. Ti costa circa 26.000 ISK (all’incirca 175 €) e ti dà accesso a oltre quaranta campeggi in tutta l’isola fino a 28 notti.
La carta inoltre vale per due adulti e fino a quattro bambini, e sul posto paghi solo una piccola tassa di soggiorno di circa 400 ISK a notte. È un’opzione assolutamente ideale per chi noleggia un camper, il cosiddetto campervan.
Per quanto riguarda il budget complessivo, una vacanza in Islanda fai-da-te per due persone per una settimana, con un comfort medio, auto a noleggio, benzina, cibo e ingressi alle terme, costa stimati 3.200-5.200 € voli esclusi. Se cucini con costanza, dormi in tenda e noleggi l’auto più piccola a trazione anteriore, puoi comprimere tutto verso i 2.000-2.800 €.
Se invece pretendi hotel di lusso ed escursioni private sul ghiacciaio, il budget supera facilmente i 12.000 €. Non dimenticare di includere nel budget per il 2026 anche la nuova tassa al chilometro sull’auto a noleggio, di cui parlerò più nel dettaglio nella prossima sezione.
💡 Consigli concreti sugli alloggi (prezzi e disponibilità li verifichi su Booking; prenota per tempo — in stagione e attorno all’eclissi 2026 spariscono mesi prima):
- Hótel Kea (Akureyri)
- Fosshótel Glacier Lagoon (Hof)
- Hótel Katla by Keahotels (Vík)
Trasporti e guida: 4 cose che devi sapere
Le strade in Islanda rappresentano un’esperienza assolutamente unica e noleggiare un’auto qui ricorda un piccolo far west. Puoi seguire la strada circolare asfaltata Ring Road, oppure avventurarti nell’entroterra sulle strade sterrate. Entrambe le opzioni hanno regole rigide che non conviene violare, perché i servizi di assistenza sono incredibilmente costosi, gli autovelox mobili impietosi e le eventuali multe ancora peggio.
1. Quale auto scegliere e quando basta la trazione anteriore
Il grande dilemma è sempre la scelta tra un’auto a trazione anteriore e una 4×4. Se viaggi d’estate e prevedi di muoverti solo sul Circolo d’Oro, sulla costa meridionale o vuoi percorrere la Ring Road principale, una piccola auto a trazione anteriore ti basterà ampiamente. La maggior parte della strada principale è asfaltata e solo circa il trenta percento dei tratti è sterrato.

Ma non appena vuoi affrontare le strade di montagna contrassegnate dalla lettera F verso l’entroterra islandese, un’auto con trazione 4×4 diventa una necessità assoluta. Per legge lì non puoi andare con un’auto normale, decade tutta l’assicurazione e credimi, quelle strade sono davvero dure.
La 4×4 è poi ovviamente indispensabile anche per i viaggi nei mesi invernali. E attenzione ai ponti stretti a una sola corsia, i cosiddetti Einbreið brú, dove vale sempre la semplice regola: chi entra sul ponte per primo ha la precedenza.
2. L’assicurazione è assolutamente fondamentale
Sulle strade islandesi all’auto possono capitare un sacco di cose che nell’Europa centrale non conosciamo affatto. L’assicurazione base CDW su una piccola auto costa circa 3.190 ISK al giorno, ma di solito non basta affatto.

Paga senz’altro il supplemento per la Gravel Protection, che ti protegge dai sassi che schizzano. L’asfalto sulla Ring Road infatti si trasforma spesso e inaspettatamente in sterrato e basta che ti passi accanto un’auto perché un sassolino ti spacchi all’istante il parabrezza.
Se vai verso il sud e l’est dell’isola, ti consiglio caldamente anche la Sand and Ash Protection. Le tempeste di vento riescono a sollevare cenere vulcanica e sabbia, che letteralmente abradono la vernice dell’auto fino alla lamiera, e in tal caso i danni arrivano fino a 1.500.000 ISK.
Un capitolo a parte sono poi i guadi sui fiumi dell’entroterra: a quelli purtroppo non si applica alcuna assicurazione standard e lì viaggi sempre solo a tuo rischio e pericolo.
3. Fai estrema attenzione alle portiere
Suona forse un po’ comico, ma uno dei danni più frequenti negli autonoleggi islandesi è la portiera strappata dal vento, che i locali chiamano door-ripping. La forza del vento in Islanda può essere così estrema che, se apri la portiera con distrazione, il vento la afferra e con grande forza la spinge fino a sbatterla contro il parafango.

La riparazione costa cifre assurde e l’assicurazione normale copre questo danno solo raramente. Abbiamo una regola semplice: ogni volta che in Islanda soffia il vento, devi tenere stretta la maniglia con entrambe le mani e bloccare la portiera con il corpo quando esci dall’auto. Allo stesso modo, fai attenzione a non parcheggiare controvento con le portiere aperte.
4. Tassa al chilometro e benzina più economica per il 2026
Se leggi esperienze di vacanze in Islanda degli anni passati, devi sapere di un cambiamento fondamentale. Dal 1° gennaio 2026 il governo islandese ha introdotto una nuova tassa al chilometro, valida anche per le auto elettriche. Per le auto fino a 3,5 tonnellate significa un costo di 6,95 ISK, ovvero circa 0,05 €, per ogni chilometro percorso.

Gli autonoleggi te la addebitano in modo fisso come tariffa giornaliera attorno ai 1.390-1.550 ISK, oppure te la prelevano dalla carta esattamente in base al contachilometri alla riconsegna dell’auto.
Non c’è però motivo di farsi prendere dal panico. Insieme a questa tassa il governo ha contemporaneamente eliminato parte dell’accisa sui carburanti, quindi la benzina è calata in modo molto piacevole. Mentre nel 2025 il litro costava oltre 305 ISK, nel 2026 i prezzi si aggirano tra circa 210 e 225 ISK al litro a seconda della rete di distributori.
I costi complessivi del roadtrip si bilanciano quindi più o meno: paghi semplicemente una parte all’autonoleggio e meno alla pompa. E non dimenticare che ai distributori self-service come N1 ti servirà necessariamente una carta di pagamento fisica e dovrai conoscere il tuo codice PIN, perché i pagamenti contactless senza PIN in Islanda hanno un limite di 7.500 ISK.
Islanda e sicurezza: a cosa fare attenzione
Sebbene l’Islanda si mantenga da tempo al primo posto nella classifica dei paesi più sicuri al mondo, con una criminalità quasi nulla, la natura qui purtroppo non perdona gli errori. Case e auto spesso non si chiudono a chiave e le persone sono incredibilmente gentili, ma d’altra parte può ucciderti una discreta onda sulla spiaggia nera o sorprenderti un’evacuazione per attività sismica. Basta però rispettare alcune regole di base e starai assolutamente tranquillo.
Probabilmente il più grande spauracchio degli ultimi anni si trova sulla suggestiva spiaggia nera di Reynisfjara, vicino alla cittadina di Vík. Il luogo è splendido, con le canne d’organo basaltiche sullo sfondo, ma l’oceano qui produce le cosiddette sneaker waves, ovvero onde infide e furtive.
L’oceano sembra del tutto calmo, ma all’improvviso arriva un’enorme massa d’acqua che raggiunge decine di metri più in là sulla terraferma rispetto alle onde precedenti. L’acqua ha una forza enorme e la forte corrente di risacca riesce a trascinare facilmente in mare un adulto. Dal 2013 qui purtroppo sono già morti sei turisti.
Rispetta quindi il semaforo a zone presente sulla spiaggia, mantieniti almeno a trenta metri dall’acqua e soprattutto non dare mai le spalle all’oceano per farti una foto.
Un’altra specificità è l’attività vulcanica sulla penisola di Reykjanes. Da marzo 2021 si alternano qui le eruzioni e solo nel sistema vulcanico Sundhnúkur ne sono avvenute nove. Per la tua sicurezza non rappresentano però un rischio nazionale fondamentale, perché queste eruzioni non sprigionano nubi di cenere, ma piuttosto, più tranquillamente, fanno fuoriuscire lava dalle fessure.
L’aeroporto di Keflavík funziona senza limitazioni, ma fai molta attenzione alle popolari terme Blue Lagoon. Al momento operano in regime dinamico e in caso di maggiore attività sismica riescono a evacuare completamente con due ore di anticipo.
Prima del viaggio controlla sempre l’app e il sito ufficiale Safetravel.is, dove trovi gli avvisi più aggiornati. Altrettanto indispensabile è il portale con le previsioni meteo precise Vedur.is.
Una categoria del tutto diversa di sicurezza e regole sociali è l’etichetta nelle piscine termali islandesi, le cosiddette Sundlaug. I turisti di solito puntano alle terme costose come la Sky Lagoon, ma noi ci siamo innamorati delle piscine pubbliche locali, che trovi in ogni piccola cittadina a un prezzo d’ingresso irrisorio.
Hanno però una regola molto rigida. Poiché gli islandesi usano il minimo di cloro, prima di entrare in piscina devi farti una doccia accurata con il sapone, e per giunta completamente nudo.
Negli spogliatoi incontri spesso degli addetti, i cosiddetti guardiani delle docce, che vigilano sull’igiene, e se non ti togli il costume ti rispediscono senza pietà alle docce. Forse ti vergognerai un po’, ma nessuno ti guarda: è semplicemente una tradizione locale indispensabile.
Regione per regione: 15 luoghi più belli da visitare e cosa fare in Islanda
L’Islanda è così enorme e visivamente variegata che non riesci semplicemente ad abbracciarla in una sola visita. Con Lukáš siamo riusciti a girarla tutta in quattordici giorni, ma abbiamo avuto giornate in cui siamo rimasti seduti in auto per molte ore, guardando l’asfalto trasformarsi in infinite strade sterrate.
Ho diviso per te l’isola nelle principali regioni, così puoi scegliere esattamente i luoghi che ti attirano di più e in base ai quali comporre l’itinerario ideale.
1. Reykjavík e la penisola di Reykjanes
La capitale dell’Islanda probabilmente non ti trasmetterà la classica atmosfera storica delle metropoli europee, ma ha il suo inconfondibile fascino nordico. Tutta la città si può girare a piedi in un giorno e ti consiglio di iniziare dalla dominante chiesa di cemento Hallgrímskirkja, la cui architettura vuole richiamare le colonne basaltiche della natura locale; la salita alla torre panoramica costa circa 1.400 ISK.

È bella anche la passeggiata attorno al moderno edificio vetrato dell’opera Harpa, che si trova proprio sul porto, e non perderti nemmeno la scultura d’acciaio della Nave del Sole, nota come Sun Voyager. La sera poi avventurati nel famoso rúntur, il tradizionale giro per bar nella vivace via Laugavegur.
Oltre i confini della città si estende poi la penisola di Reykjanes, dove probabilmente atterrerai. Qui trovi la famosa Blue Lagoon dalle acque color latte, che a volte viene temporaneamente evacuata a causa dell’attività vulcanica locale presso la cittadina di Grindavík, ma che per lo più funziona senza alcun problema.
I biglietti vanno prenotati con largo anticipo. Su questa penisola trovi anche il cosiddetto Ponte tra i continenti, dove puoi passeggiare liberamente nella spaccatura tra la placca tettonica eurasiatica e quella nordamericana.
💡 Consiglio: conviene comprare i biglietti e le escursioni organizzate (dell’Islanda e dintorni) in anticipo online su GetYourGuide, in stagione si riempiono in fretta.
2. Il Circolo d’Oro (Golden Circle) come inizio obbligato
Questo è il classico assoluto, che riesci a girare dalla capitale in una sola gita pomeridiana. Il Circolo d’Oro è composto da tre tappe principali. La prima è il parco nazionale Þingvellir, luogo di enorme importanza storica, perché qui si riuniva il primo parlamento islandese già nel 930.

È inoltre l’unico luogo al mondo dove puoi vedere chiaramente come due placche continentali si separino in superficie, e i più temerari possono addirittura immergersi nella fessura di Silfra, in acqua a una temperatura di appena due gradi Celsius.
La tappa successiva è la geotermale area di Geysir. Il Grande Geyser stesso ormai dorme per la maggior parte del tempo, ma il suo vicino chiamato Strokkur è molto affidabile e all’incirca ogni cinque-dieci minuti spara acqua bollente fino a una rispettabile altezza di trenta metri.
Tutto questo percorso si chiude con l’imponente cascata Gullfoss. Questo doppio gigante a cascata appare incredibilmente maestoso e in inverno, quando è circondato dal ghiaccio, ti dà la sensazione di trovarti da qualche parte alla fine del mondo.
3. La costa meridionale: cascate e sabbia nera
Se parti da Reykjavík lungo la strada circolare numero 1 in direzione sud, preparati a fermarti di continuo a bocca aperta. La prima enorme attrattiva è la cascata Seljalandsfoss, la cui unicità sta nel fatto che la si può aggirare interamente da dietro in sicurezza.



Prepara però una giacca impermeabile davvero di qualità, perché gli spruzzi d’acqua volano da tutte le parti. Poco più avanti incontri il possente Skógafoss, lungo il quale puoi salire centinaia di gradini e osservare come, da un’altezza di sessanta metri, un’enorme quantità d’acqua si getti giù nel fiume.
In questi luoghi popolari metti in conto che si paga il parcheggio, circa 1.000 ISK, quindi scarica subito l’app Parka.
Se hai un po’ di tempo in più e non ti dispiace una camminata più lunga, fai una passeggiata fino al relitto dell’aereo militare americano DC-3 sulla spiaggia di Sólheimasandur. La carcassa giace nella sabbia nera fin dagli anni Settanta e, anche se ci porta una camminata piatta un po’ faticosa e piena di ghiaia, per quella visione post-apocalittica ne vale sicuramente la pena.
Non appena arrivi alla cittadina di Vík, incontri la già citata bellissima ma pericolosa spiaggia nera di Reynisfjara con le sue canne d’organo basaltiche, dove ti aspettano quelle onde oceaniche assolutamente infide.
4. Il sud-est e la magia dei ghiacciai giganti
Oltre Vík le folle di turisti iniziano a diradarsi sensibilmente e, lungo una lunga strada dritta, ti avvicini all’enorme parco nazionale del Vatnajökull, dove risiede il ghiacciaio più grande d’Europa, che ricopre un incredibile otto percento della superficie di tutta l’Islanda. Qui resta senza fiato proprio chiunque.

Con Lukáš ci siamo fermati più a lungo presso la famosa laguna glaciale Jökulsárlón. In queste acque tranquille si staccano enormi blocchi di ghiaccio blu e bianco, che galleggiano silenziosi verso l’oceano, e spesso su di essi prendono il sole curiose foche.
Proprio dall’altra parte della strada, di fronte alla laguna, si trova la cosiddetta Diamond Beach, la spiaggia dei diamanti. L’oceano agitato leviga di continuo quegli enormi blocchi di ghiaccio che si staccano e a poco a poco li rigetta sulla riva. Pezzi di ghiaccio di ogni forma e dimensione, sulla sabbia vulcanica intensamente nera, brillano davvero come diamanti alla luce del sole, e questo ne fa uno dei luoghi più fotogenici di tutta l’isola.
5. I Fiordi Orientali (Austurland) e gli scenari di scogliere
Quando attraversi il rude sud-est, la strada inizia a serpeggiare in modo drammatico e tu entri nell’area dei Fiordi Orientali. È un paesaggio di scogliere ripide e taglienti, baie profonde e strade deserte, dove molto probabilmente incontrerai interi branchi di renne selvatiche. Metti in conto che qui le distanze tra i distributori sono sensibilmente maggiori, quindi non dimenticare di fare benzina con regolarità e controllare il livello del serbatoio.

La perla assoluta di questa zona è la pittoresca cittadina di Seyðisfjörður, che si trova in fondo a uno dei profondi fiordi. Questo luogo è reso celebre dall’iconica chiesetta azzurra, alla quale conduce una via arcobaleno meravigliosamente fotogenica. L’atmosfera qui è del tutto diversa dal resto dell’Islanda, piena di artisti, piccoli caffè e una quiete onnipresente.
6. Il nord e il selvaggio Diamond Circle
Il ruolo di capitale del nord è ricoperto dalla simpatica cittadina di Akureyri, da cui la maggior parte dei viaggiatori parte per esplorare il cosiddetto Diamond Circle. Esso comprende la splendida cascata Goðafoss e soprattutto la geotermicamente attiva area del lago Mývatn. Questa zona sembra letteralmente di un altro pianeta.

A ogni passo qui ribolle e sibila, passeggi tra i variopinti vulcani di fango di Hverir e ammiri le formazioni di lava di Dimmuborgir. Tra fine giugno e inizio luglio del 2026 inoltre, dopo una lunga ristrutturazione, aprono le terme completamente nuove Earth Lagoon, che sostituiranno le originali Mývatn Nature Baths.
L’apice assoluto del nord per me è senza dubbio Dettifoss, la cascata più possente di tutta l’Europa. Stare sul suo bordo e sentire le vibrazioni fisiche sotto i piedi ti riempie di un enorme rispetto per la natura. Se ami gli animali, fai un salto nella vicina cittadina di pescatori di Húsavík.
La probabilità di avvistare le balene da qui, a bordo di una barca per escursioni, sfiora la certezza, e nei mesi estivi qui arrivano regolarmente anche le enormi balenottere azzurre. Dopo la navigazione puoi poi immergerti nelle terme GeoSea, da dove, dall’acqua calda, guardi direttamente sull’oceano.
7. La penisola di Snæfellsnes e i remoti Westfjords
La parte occidentale dell’Islanda offre due volti del tutto diversi. La penisola di Snæfellsnes viene spesso soprannominata Islanda in miniatura, perché su un pezzo relativamente piccolo trovi un po’ di tutto.

C’è l’iconica e appuntita montagna Kirkjufell, nota dalla serie Il Trono di Spade, la romantica e solitaria chiesetta nera di Búðir in mezzo al nulla e le drammatiche scogliere piene di uccelli nidificanti presso Arnarstapi. La giri in due giorni tranquilli e nell’agosto 2026 vi si terrà persino un grande festival legato all’eclissi solare.
I Westfjords, ovvero i Fiordi Occidentali, sono invece per chi vuole fuggire da tutto e da tutti. Qui arriva meno del dieci percento di tutti i turisti, perché le strade serpeggiano di continuo tra fiordi profondi, l’asfalto si trasforma spesso in sterrato e qui si guida molto lentamente.
La ricompensa è però l’isolamento assoluto e la maestosa cascata a cascate Dynjandi. Noi a suo tempo siamo stati sulle scogliere di Látrabjarg, il punto più occidentale di tutta l’Europa, e d’estate qui puoi osservare a un metro di distanza le enormi colonie di adorabili pulcinella di mare.
8. L’entroterra (Highlands) e le montagne arcobaleno di Landmannalaugar
L’entroterra è il cuore rude e inospitale dell’Islanda, dove i turisti comuni con piccole auto non arrivano mai. Qui non porta alcuna strada asfaltata, non ci sono distributori né hotel, solo infinite F-roads sterrate e guadi su fiumi selvaggi che devi superare con l’auto a tuo rischio. L’entroterra è accessibile solo all’incirca da metà giugno a metà settembre ed esclusivamente con un’auto potente a trazione 4×4.

Se hai l’auto giusta e il coraggio, qui ti aspettano scenari come da Marte. L’area più famosa è Landmannalaugar con le sue mozzafiato montagne di riolite colorate, dove puoi intraprendere splendidi trekking e fare il bagno nei ruscelli caldi naturali. Se brami la solitudine assoluta e hai davvero esperienza di guida off-road, puoi spingerti fino al paesaggio lunare del vulcano Askja, in profondità nell’entroterra centrale.
Dove mangiare in Islanda: guida per vegetariani e curiosi
I ristoranti in Islanda sono un capitolo a sé e si dividono all’incirca in due categorie di base: cari ed estremamente cari. Un normale piatto principale al ristorante ti costa senza problemi 2.000-3.500 corone islandesi e una semplice birra al bar tranquillamente 1.500 ISK.


Visto che con Lukáš siamo vegetariani e cercavamo di mantenere un budget ragionevole, la maggior parte del tempo ci siamo preparati il cibo da soli con ingredienti acquistati.
Facevamo la spesa esclusivamente nei supermercati locali e abbiamo scoperto in fretta che il migliore è Bónus, con il maialino rosa nello stemma, che è di gran lunga il più economico. Un’alternativa un po’ più cara è poi Krónan o Nettó; al lussuoso supermercato Hagkaup, invece, giravamo alla larga.
Il bagagliaio della nostra auto è presto diventato una cucina da campo funzionante. Ogni giorno cucinavamo pasta al pesto, enormi pentoloni di zuppa di lenticchie fresca, preparavamo ceci e la sera ci facevamo spesso tacos fatti in casa con l’avocado, oppure spalmavamo semplicemente l’ottimo pane islandese con il nostro amato hummus.
Una grande scoperta vegetariana per noi è stato il vero Skyr islandese, che tecnicamente è un formaggio denso anche se sembra uno yogurt, e poiché contiene oltre 16 grammi di proteine pure, ci salvava quasi ogni mattina a colazione. Se vai nelle città più grandi come Reykjavík o Akureyri al nord, vi trovi senza problemi ottimi locali vegetariani e vegani, dove preparano fantastiche bowl di verdure, falafel croccanti o eccellenti dolci vegani.
E un altro consiglio estremamente importante: in Islanda non comprare mai acqua in bottiglia di plastica. L’acqua del rubinetto in tutta l’isola è assolutamente pulita, deliziosa e soprattutto completamente gratis.
Se non sei vegetariano e hai un’indole più avventurosa, forse ti interesseranno le specialità tradizionali locali, che trovi comunemente nei menù. Spesso ti imbatti in una densa zuppa di carne d’agnello o in pezzi di pesce essiccato chiamato harðfiskur, che gli islandesi masticano normalmente come spuntino.
Nei locali più audaci servono poi ai turisti anche il famigerato hákarl, ovvero squalo della Groenlandia fermentato dal forte odore di ammoniaca, che i locali per sicurezza mandano giù con la pungente acquavite al cumino Brennivín.
Dove proseguire
- Islanda: itinerario di 7 giorni per un roadtrip lungo la Ring Road
- I luoghi più belli dell’Islanda che devi vedere
- Qual è il periodo migliore per volare in Islanda?
- 16 migliori sorgenti termali dell’Islanda in cui immergersi
Domande frequenti
Quando è il momento migliore per andare in Islanda?
Dipende dalle tue priorità. Se vuoi girare tutta l’isola, avventurarti nell’entroterra e goderti lunghe giornate con un minimo di precipitazioni, parti da giugno ad agosto. Se invece sogni l’aurora boreale e vuoi evitare le folle più grandi e i prezzi astronomici estivi, il periodo migliore è fine settembre, ottobre oppure il più freddo marzo.
Quanto costa una vacanza in Islanda?
Il range di prezzi sull’isola è enorme. La via di mezzo per due persone per una settimana senza voli, includendo pernottamenti in bei bed & breakfast, noleggio di un’auto piccola e cene occasionali al ristorante, vi costerà circa 3.200 – 5.200 EUR. I viaggiatori più parsimoniosi, che cucinano diligentemente con le provviste del supermercato Bónus e fanno campeggio in tenda o camper, possono ridurre il budget a 2.000 – 2.800 EUR.
Quante ore dura il volo per l’Islanda?
Se voli da Praga con un volo diretto nella stagione estiva, ad esempio con Smartwings, il volo per l’aeroporto internazionale di Keflavík dura poco meno di quattro ore. Volando fuori stagione, mettete in conto uno scalo, più frequentemente via Copenaghen, Francoforte, Vienna o Londra, il che allunga logicamente il viaggio complessivo a circa sei-otto ore.
Ho bisogno di un’auto 4×4 per l’Islanda o basta una normale?
Nei mesi estivi e per viaggiare sulla strada asfaltata principale Ring Road e sul popolare Circolo d’Oro vi basterà senza alcun problema una classica auto piccola con trazione anteriore. Non appena però pianificate di addentrarvi nell’entroterra sulle strade di montagna sterrate F-roads, che attraversano fiumi, o viaggiate nei rigidi mesi invernali ricchi di neve, la trazione 4×4 è assolutamente necessaria e sulle F-roads è richiesta per legge anche per motivi di sicurezza.
Cosa non si deve fare in Islanda e quali sono le regole?
L’Islanda tiene moltissimo alla protezione della sua natura fragile e punisce severamente qualsiasi trasgressione. È severamente vietato guidare fuori dai sentieri segnalati ovvero praticare l’off-roading, calpestare il prezioso muschio islandese che cresce per centinaia di anni, e non potete nemmeno campeggiare da nessuna parte al di fuori dei campeggi ufficiali designati. Molto importante è anche l’etichetta nelle piscine termali, dove non potete immergervi senza prima fare una doccia accurata senza costume da bagno.
L’isola e i vulcani sono attualmente sicuri?
Sì, l’Islanda è considerata da tempo il paese più sicuro al mondo. Le eruzioni nella penisola di Reykjanes sono ancora attive nel 2026 e il magma si sta accumulando, ma questi fenomeni vulcanici sono molto localizzati e non ci sono massicce esplosioni di cenere nell’atmosfera. Il traffico aereo e le principali attrazioni turistiche funzionano normalmente e le autorità monitorano tutto attentamente, tuttavia conviene sempre seguire la situazione attuale attraverso l’app di sicurezza Safetravel.
Come stanno le cose con la nuova tassa chilometrica per il 2026?
Dal inizio di gennaio 2026 in Islanda si paga una nuova tassa di 6,95 ISK per ogni chilometro percorso con un’auto privata, incluse le popolari auto elettriche. Le compagnie di noleggio solitamente trasferiscono questo costo direttamente ai clienti sotto forma di forfait giornaliero o di conteggio preciso alla riconsegna del veicolo. La bella notizia però è che grazie a questa tassa il governo ha abolito parte delle tariffe sulla benzina, quindi il carburante presso le stazioni di servizio è diminuito notevolmente attestandosi intorno a 215 ISK al litro.
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Kde se pojišťujeme my: SafetyWing (nejlepší pro všechny) a TrueTraveller (na extra dlouhé cesty).
Proč nedoporučujeme nějakou českou pojišťovnu? Protože mají dost omezení. Mají limity na počet dnů v zahraničí, v případě cestovka u kreditní karty po vás chtějí platit zdravotní výdaje pouze danou kreditní kartou a často limitují počet návratů do ČR.
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