Museo Vasa a Stoccolma (Svezia): biglietti, consigli e la storia della nave

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Il Museo Vasa di Stoccolma, in Svezia, custodisce la nave da guerra più costosa della storia svedese, affondata dopo appena 1.300 metri del suo primissimo viaggio. È un paradosso incredibile: proprio grazie a questa colossale figuraccia oggi puoi ammirarla in condizioni quasi perfette. Questo posto non è affatto l’ennesima noiosa esposizione di vecchio legno, ma una capsula del tempo assolutamente unica del XVII secolo. È in assoluto il museo più visitato di tutta la Scandinavia, che ogni anno attira oltre un milione e mezzo di viaggiatori da tutto il mondo.

Se hai poco tempo per visitare la capitale svedese e un budget per una sola attrazione a pagamento, a quanto pare dovrebbe essere proprio questa nave. Credimi: la vista di questo colosso conservato, che ha trascorso 333 anni sul fondo del mare, ti lascerà semplicemente a bocca aperta. Ho preparato per te una guida dettagliata in cui trovi tutti i prezzi aggiornati per il 2026, consigli pratici sui trasporti e l’affascinante storia dell’orgoglio che precedette una caduta inaspettata.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo

  • Biglietti 2026: In alta stagione estiva (da maggio a settembre) pagherai 240 SEK (circa 22 €), nel resto dell’anno invece 195 SEK (circa 18 €).
  • Bambini gratis: I visitatori fino a 18 anni entrano al museo gratuitamente tutto l’anno.
  • Solo pagamenti con carta: Il museo è rigorosamente cashless, le corone svedesi in contanti non le accettano alla cassa.
  • Quando andare: Il momento migliore è subito all’apertura (in estate alle 8:30) o il mercoledì sera, quando è aperto fino alle 20:00.
  • Trasporti: Il percorso più romantico e comodo è il traghetto dal quartiere di Gamla Stan direttamente sull’isola di Djurgården.
  • Tempo necessario: Per una visita tranquilla alla nave, al modellino e alle esposizioni circostanti calcola circa due ore.

14 cose che devi sapere

Diamo insieme un’occhiata alle informazioni più importanti, al contesto storico e ai trucchetti pratici. Conoscere il contesto arricchirà tantissimo la tua visita e ti farà risparmiare un sacco di tempo e nervosismo nelle file che a volte si formano qui.

1. Storia e ambizioni di una potenza svedese

Siamo nel 1626 e il re svedese Gustavo II Adolfo ha progetti enormi, quasi megalomani. La Svezia è profondamente coinvolta nella lunga Guerra dei Trent’anni e il sovrano ha un disperato bisogno di stupire il mondo intero con la sua potenza navale. Decide quindi di costruire la nave da guerra più devastante del Mar Baltico, che dimostri in modo inequivocabile il suo potere assoluto e la sua ricchezza. Tra l’altro, è lo stesso conflitto durante il quale, qualche anno dopo, nel 1648, l’esercito svedese sotto il comando del generale Königsmarck saccheggiò senza pietà il castello di Praga, portando a Stoccolma la famosa Bibbia del Diavolo.

La costruzione della gigantesca nave fu inizialmente affidata agli esperti costruttori olandesi Henrik Hybertsson e Arendt de Groote, che nel cantiere reale assunsero subito centinaia dei migliori carpentieri, fabbri e velai. Purtroppo re Gustavo II Adolfo interveniva continuamente nell’intero processo e ordinò di aggiungere una seconda fila di pesanti cannoni di bronzo, cosa che i disegni originali non prevedevano affatto. Quando il capomastro Henrik Hybertsson morì inaspettatamente nella primavera del 1627, la costruzione dovette passare al suo assistente Henrik Jacobsson, che si ritrovò così sotto una pressione enorme.

Al desiderio del re allora non si poteva opporre nulla, anche se i marinai esperti sospettavano benissimo che una massa così enorme di legno e metallo avrebbe avuto seri problemi con il baricentro. Il risultato fu un colosso di ben 47,5 metri di lunghezza e 11,7 metri di larghezza, con un dislocamento totale di oltre 1.210 tonnellate. La nave portava ben 64 cannoni, la maggior parte dei quali erano pesanti pezzi di bronzo da 24 libbre. Sulla carta e in porto la nave appariva del tutto maestosa, ma le leggi della fisica non si potevano ingannare.

💡 Consiglio: Se ti interessa la già citata Bibbia del Diavolo (Codex Gigas) rubata in Boemia, la trovi esposta nella Biblioteca Reale nel parco di Humlegården, dove puoi andare dopo aver visitato la nave.

2. Perché la Vasa affondò così rapidamente

Il giorno decisivo per la marina svedese arrivò finalmente il 10 agosto 1628. Splendeva un bel sole, soffiava solo una leggera brezza e la Vasa salpava solennemente dal porto di Stoccolma per il suo primissimo viaggio. Sulle rive la applaudivano migliaia di spettatori entusiasti, suonava musica solenne e in tutta la città regnava un enorme orgoglio nazionale. La nave, però, mostrava già a occhio nudo una stabilità iniziale molto scarsa. Il suo scafo sopra la linea di galleggiamento era sproporzionatamente alto, stretto e pericolosamente pesante, perché era pieno di massiccio legno di quercia e dei cannoni di bronzo di cui sopra.

Dopo appena 1.300 metri di navigazione, una raffica di vento un po’ più forte colpì le sue enormi vele, un evento che per una normale nave ben bilanciata non avrebbe significato alcun pericolo. Questo colosso, invece, si inclinò subito pericolosamente sul lato sinistro e non riuscì più a raddrizzarsi. L’errore fondamentale e del tutto fatale fu che i portelli inferiori dei cannoni erano rimasti spalancati per le salve d’onore con cui la nave salutava la città.

Attraverso queste aperture l’acqua cominciò subito a riversarsi a enorme velocità e l’orgoglio della marina svedese colò a picco incredibilmente in fretta, proprio sotto gli occhi degli spettatori sconvolti, senza nemmeno aver lasciato le acque interne di Stoccolma. In pochi minuti tutto era finito e la nave si adagiò nel fango profondo sul fondo del porto. A bordo c’erano in quel momento circa 145 marinai e 300 soldati. Circa trenta di loro non sopravvissero a questa catastrofe inaspettata e annegarono nella buia stiva.

💡 Consiglio: Durante la visita al museo osserva il modellino preciso che mostra quanto fossero vicini alla superficie dell’acqua i portelli aperti dei cannoni. Avrai così un’idea perfetta di quanto poco sia bastato per una tragedia inaspettata.

3. Il test di stabilità ignorato

La cosa più tragica di tutta questa vicenda storica è senza dubbio il fatto che la catastrofe si sarebbe potuta evitare abbastanza facilmente, se qualcuno avesse trovato il coraggio di dire al re una scomoda verità. Prima del viaggio solenne, infatti, presso il molo del porto si svolse un normale test di stabilità che doveva verificare come si sarebbe comportata la nave sulle onde. La prova consisteva nel far correre trenta robusti marinai da un lato all’altro dell’intera larghezza del ponte, per simulare l’inclinazione in mare aperto.

La nave, già dopo la terza sola corsa, oscillò in modo così spaventoso che l’ammiraglio presente dovette fermare subito il test. Se i marinai avessero continuato, la Vasa si sarebbe ribaltata con un enorme fragore già in porto, mentre era ancora saldamente ormeggiata al molo. Ai testimoni oculari era del tutto chiaro che l’imbarcazione era estremamente instabile e che in mare aperto non aveva assolutamente alcuna possibilità di sopravvivere anche alla più piccola tempesta autunnale.

Eppure in tutto il regno non si trovò proprio nessuno che avesse il coraggio di presentarsi al sovrano e dirgli che il suo progetto tanto agognato e costosissimo era destinato al disastro. La pressione reale era così enorme e Gustavo II Adolfo attendeva con tanta impazienza la sua nuova arma per la guerra in corso in Polonia che preferirono mandare la nave a morte sicura con tutto l’equipaggio. È un affascinante esempio storico di come la paura dell’autorità assoluta possa portare al totale fallimento del buon senso di un intero team di ingegneri.

💡 Consiglio: Quando ti troverai al piano terra sotto l’enorme scafo, osserva la sua forma restringente nella parte inferiore. Ti sarà subito chiaro dal punto di vista fisico perché trenta uomini in corsa riuscissero a far oscillare così facilmente un colosso di mille tonnellate.

4. La tragedia e le indagini che seguirono

Nell’affondamento della nave morirono circa trenta persone. Erano perlopiù membri dell’equipaggio e i loro familiari, ai quali come privilegio speciale era stato concesso di partecipare al primo viaggio solenne. Dato che l’incidente avvenne a soli 1.300 metri dalla riva e tutt’intorno giravano decine di piccole barche con spettatori, per fortuna si riuscì a salvare la maggior parte dei 145 marinai e dei 300 soldati prima che le gelide acque del Baltico li trascinassero giù.

Subito dopo la catastrofe seguirono indagini enormi e molto severe. L’obiettivo era trovare in fretta il colpevole di questa grande vergogna nazionale, di cui presto tutta l’Europa chiacchierava con scherno. Davanti al tribunale sfilarono via via i costruttori sopravvissuti, gli ingegneri e lo stesso capitano della nave, Söfring Hansson. Egli dichiarò sotto giuramento che l’equipaggio era del tutto sobrio e che tutti i cannoni pesanti erano fissati regolarmente e saldamente nella stiva. Gli inquirenti cercarono quindi di scaricare la colpa sul defunto capomastro Henrik Hybertsson, che ovviamente non poteva più difendersi in alcun modo.

Alla fine, però, l’intero processo si dissolse inaspettatamente nel nulla e per l’affondamento nessuno fu ufficialmente punito, perché tutte le tracce e le prove conducevano a un’unica persona. La colpa principale, infatti, ricadeva sullo stesso re per i suoi continui interventi sulla struttura e per le sue affrettate richieste di ulteriori cannoni. Questo, ovviamente, i giudici dell’epoca non potevano dirlo ad alta voce, se volevano tenersi la testa sulle spalle ed evitare il patibolo. L’intero caso fu quindi preferibilmente messo a tacere.

💡 Consiglio: Ai piani superiori del museo trovi una splendida mostra dedicata proprio alle indagini. Qui puoi leggere estratti dei verbali giudiziari originali e provare a giocare tu stesso al detective dell’epoca.

5. La scoperta dopo secoli e il recupero

Nel fango buio del porto di Stoccolma la Vasa giacque dimenticata per ben 333 anni. Già nel corso del XVII secolo alcuni coraggiosi palombari erano riusciti, con primitive campane subacquee, a recuperare la maggior parte dei preziosi cannoni di bronzo, ma nessuno osò toccare lo scafo stesso. Solo nel 1956, dopo lunghe e faticose ricerche negli archivi storici, la scoprì l’archeologo dilettante Anders Franzén. Per localizzarla con precisione gli bastò una semplice sonda di piombo calata da una piccola scialuppa di salvataggio.

Dopo questa scoperta seguirono anni infiniti di preparativi meticolosi e complessi calcoli ingegneristici su come portare in superficie il fragile relitto in sicurezza, senza che si sbriciolasse in mille pezzi. I palombari dovettero scavare nel buio totale e nell’acqua gelida sei tunnel sotto l’enorme scafo per far passare spesse funi d’acciaio: un lavoro estremamente pericoloso. Rischiavano continuamente di essere sepolti dal fango pesante e dai detriti, perché la visibilità sott’acqua era praticamente nulla. Tutto questo enorme sforzo degli ingegneri subacquei alla fine ripagò e lo scafo emerse finalmente il 24 aprile 1961, un evento avvincente trasmesso in diretta televisiva in tutto il mondo. La nave fu poi provvisoriamente sigillata, svuotata dall’acqua e lentamente trainata in un bacino di carenaggio. La cosa straordinaria è che da quel famoso momento del recupero fino all’inizio del 2025 la Vasa è stata vista da ben 45 milioni di visitatori affascinati.

💡 Consiglio: Al museo viene proiettato regolarmente un breve documentario sul recupero della nave con sottotitoli in inglese, che ti mostra le riprese originali dell’epoca di questa incredibile operazione di salvataggio.

6. Il miracolo del Mar Baltico

Probabilmente ti stai chiedendo, in modo del tutto logico, come sia possibile che una comune nave di legno sott’acqua non si sia completamente sbriciolata in polvere in oltre tre secoli. Il merito va alla particolare composizione del Mar Baltico, una vera benedizione per gli archeologi subacquei. L’acqua qui, vicino a Stoccolma, è così salmastra e ha una salinità così insolitamente bassa che non vi può sopravvivere il cosiddetto tarlo navale (la teredine). Questo piccolo ma vorace mollusco è normalmente il maggior incubo di tutti i relitti affondati negli oceani salati del mondo, perché è in grado di divorare e perforare il legno massiccio come un groviera in pochi anni.

Nelle acque di Stoccolma, però, questo piccolo parassita per fortuna mancava, il che salvò la vita all’intero colosso. Grazie a questo splendido scherzo della natura e al fatto che la nave affondò profondamente in uno strato protettivo di fango compatto senza accesso all’ossigeno, la Vasa si è conservata al 98% nel suo stato originale. Ciò che oggi vedi nella penombra della sala del museo non sono moderne repliche di plastica di uno studio cinematografico, ma veri e massicci tronchi di quercia del XVII secolo, toccati dai carpentieri dell’epoca. Insomma, è un’enorme fortuna nella sfortuna, di cui oggi beneficiano milioni di appassionati di storia in tutto il mondo. Il fango, infatti, ha funzionato come un perfetto strato isolante, impedendo non solo l’accesso all’ossigeno distruttivo, ma anche ai batteri che altrimenti avrebbero decomposto senza pietà il materiale organico in polvere. Quando oggi passeggi accanto all’imponente scafo, ti pervade la sensazione che qui il tempo si sia completamente fermato.

💡 Consiglio: Osserva con attenzione i dettagli del legno al piano più basso del museo, dove si vede benissimo la struttura originale delle assi di quercia sopravvissute per tre secoli sott’acqua.

7. Conservazione e minacce attuali

Con il recupero riuscito, però, la salvezza della nave era appena iniziata, perché paradossalmente il pericolo maggiore la minacciava proprio all’aria aperta. Per evitare che il legno, impregnato d’acqua per secoli, si sbriciolasse e si restringesse durante l’asciugatura, gli esperti dovettero irrorare il relitto ininterrottamente per ben 17 anni con una sostanza speciale chiamata glicole polietilenico (in breve PEG). Questa sostanza chimica sostituì molto lentamente e delicatamente l’acqua nelle cellule del legno, fissandone la struttura e prevenendo il catastrofico crollo dell’intero scafo.

Oggi, però, il museo combatte contro nuovi e molto insidiosi problemi che minacciano l’esistenza stessa della nave e tolgono il sonno ai conservatori. Dalle viti di ferro corrose, inserite nella nave durante il suo primo grandioso restauro negli anni Sessanta del secolo scorso, si forma pericoloso acido solforico. Esso intacca chimicamente e decompone senza pietà il legno di quercia originale dall’interno. Inoltre, l’enorme e pesante scafo, a causa della gravità, si sta lentamente assestando e si piega pericolosamente sotto il proprio peso, perché il sistema di sostegno originale semplicemente non basta più.

Per questo il museo sta lavorando a una struttura portante del tutto nuova, più moderna e molto più massiccia, che dovrebbe alleggerire la nave, trasferire il peso dal fragile legno all’acciaio e garantire che questo gioiello storico unico resti in piedi intatto anche per le prossime generazioni di visitatori di tutto il mondo. Nota anche le speciali bocchette di climatizzazione che mantengono nell’edificio una temperatura rigorosamente tra i 18 e i 20 gradi Celsius con un’umidità intorno al 53%. Ogni minima deviazione, infatti, potrebbe innescare danni irreversibili al legno esposto.

💡 Consiglio: In una delle esposizioni laterali trovi una dimostrazione di come funziona esattamente il glicole polietilenico e di quanto sia incredibilmente complesso mantenere un microclima stabile e costante nell’enorme sala.

8. Biglietti per il 2026 e come risparmiare

La politica dei prezzi del museo segue un modello dinamico in base alla stagione turistica, quindi puoi provare a programmare la visita in modo intelligente. Nei mesi estivi principali, cioè da inizio maggio a fine settembre, un visitatore adulto paga 240 SEK (circa 22 €). Fuori dall’alta stagione turistica, precisamente da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre, il prezzo scende a più piacevoli 195 SEK (circa 18 €).

Un enorme e gradito vantaggio per le famiglie in viaggio è il fatto indiscutibile che bambini e ragazzi fino a 18 anni entrano all’esposizione del tutto gratuitamente tutto l’anno; fai solo attenzione al fatto che i bambini sotto i 12 anni devono sempre essere accompagnati da un adulto per motivi di sicurezza. Se torni spesso a Stoccolma o pensi di restare più a lungo, il museo offre anche una conveniente tessera annuale da 250 a 350 SEK, che si ripaga abbondantemente già alla seconda visita. In generale, Stoccolma è certo una capitale più cara, ma tanti luoghi offrono ottime agevolazioni proprio per le famiglie con bambini, il che salva notevolmente il budget.

Ricorda anche che il biglietto acquistato è valido per tutta la giornata. Se quindi nel pomeriggio vuoi fare una pausa caffè o una passeggiata sulla verde isola di Djurgården, ti basta farti mettere un timbro speciale all’uscita e potrai rientrare al museo più tardi senza problemi.

💡 Consiglio: Compra sicuramente i biglietti online in anticipo sul sito ufficiale. Il biglietto online non ti garantisce l’ingresso prioritario all’edificio se per caso all’esterno si forma una fila per raggiunto limite di capienza della sala, ma velocizza notevolmente il passaggio attraverso i tornelli. Non dovrai affatto perdere tempo alle casse e potrai andare direttamente verso la nave.

9. La trappola cashless per i turisti

La Svezia è in generale molto particolare nel suo rapporto con il denaro cartaceo e il Museo Vasa non fa affatto eccezione, anzi. Questa istituzione è infatti rigorosamente cashless e le corone svedesi in contanti non le accettano alla cassa, nel negozio di souvenir né al ristorante interno. Non provare a contrattare con il personale o a convincerlo: il loro sistema di cassa semplicemente non lo consente e non si fanno eccezioni.

Qui puoi pagare esclusivamente con le normali carte di pagamento; i terminali accettano senza problemi carte Visa, Mastercard, Maestro, American Express e Diners Club. Gli svedesi locali pagano volentieri con l’app di pagamento nazionale Swish, ma come turista senza conto bancario svedese e codice personale semplicemente non la potrai avere, quindi affidati completamente alla classica carta o al wallet sul cellulare. Ricorda che la regola cashless vale anche per gli armadietti richiudibili del guardaroba, che per fortuna sono del tutto gratuiti e si aprono con un semplice codice numerico, quindi non ti serviranno spiccioli nemmeno per lasciare lo zaino.

Se prima del viaggio a Stoccolma hai cambiato per bene dei soldi, tienili piuttosto per piccoli acquisti nei mercatini delle pulci del centro e nei musei tira subito fuori la carta. Quando paghi al terminale fai sempre molta attenzione a scegliere il pagamento in valuta locale (SEK) e a non lasciare che il terminale converta automaticamente l’importo in euro con lo svantaggioso tasso DCC: risparmierai così parecchi soldi in commissioni bancarie.

💡 Consiglio: Un ottimo aiuto per viaggiare in Scandinavia è la carta Revolut o servizi simili, che ti offrono un tasso di cambio molto migliore delle normali banche. In più con questi eviti le commissioni nascoste sui pagamenti in valuta estera.

10. Quando andare per evitare la folla

Con oltre un milione e mezzo di visitatori all’anno è del tutto ovvio che a volte qui ci sia davvero calca e le file possano allungarsi in modo fastidioso. Il museo vive l’afflusso maggiore di solito al mattino, quando arrivano enormi pullman turistici con passeggeri delle navi da crociera ormeggiate proprio nel porto di Stoccolma. Grosso modo dalle undici del mattino alle due del pomeriggio nella penombra della sala c’è di solito il maggior numero di persone in assoluto, c’è chiasso e, a causa della folla, è molto più difficile scattare foto da buone angolazioni.

Se vuoi goderti il gigantesco relitto in totale tranquillità e sentire solo il lieve scricchiolio del vecchio legno, arriva subito all’orario di apertura. Nei mesi estivi (da giugno ad agosto) è già alle 8:30 del mattino, mentre fuori stagione le porte del museo si aprono un po’ più tardi, alle 10:00. Avrai così circa un’ora e mezza per una visita indisturbata, senza inutili spintoni.

Un’altra alternativa davvero ottima per una visita tranquilla è il tardo pomeriggio del mercoledì. Da settembre a maggio, infatti, il museo ha ogni mercoledì l’orario prolungato fino alle 20:00. A quell’ora tutti i gruppi organizzati se ne sono già andati da un pezzo, l’enorme sala si svuota meravigliosamente e puoi ammirare gli intricati dettagli intagliati della nave in un’atmosfera molto più intima. Proprio dai piani superiori, a quest’ora, scatterai le foto migliori in assoluto, perché avrai la giusta distanza dall’enorme albero maestro e catturerai splendidamente la scala dell’intera nave.

💡 Consiglio: Se comunque ti ritrovi bloccato tra la folla, inizia la visita in modo non convenzionale dai piani più alti. La maggior parte delle persone, infatti, si ferma automaticamente subito al piano terra vicino allo scafo, mentre i ballatoi superiori a quell’ora sono ancora piacevolmente vuoti e ti offrono una vista straordinaria del ponte della nave dall’alto.

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11. Come raggiungere al meglio il museo

Il museo si trova sulla bellissima e verde isola di Djurgården, il cui indirizzo esatto è Galärvarvsvägen 14. Il percorso più romantico e piacevole in assoluto arriva qui in traghetto (linea numero 82) dal quartiere di Gamla Stan, precisamente dalla fermata Slussen. La traversata stessa dura solo pochi minuti, ti offre splendide viste fotogeniche sulla città dall’acqua ed è valido il normalissimo biglietto dei mezzi pubblici di Stoccolma. A Djurgården, inoltre, non si può circolare in auto senza un permesso speciale, quindi i mezzi pubblici o una passeggiata a piedi sono davvero i modi migliori, e in pratica gli unici sensati, per spostarsi.

Dal centro commerciale della città, per esempio dalla stazione centrale T-Centralen o dall’affollata piazza Sergels torg, raggiungi comodamente il museo anche con il tram numero 7, che ferma a pochi passi dall’ingresso principale. Un biglietto singolo da 75 minuti costa 42 SEK (circa 4 €) e basta semplicemente avvicinare la carta di pagamento direttamente al tornello o al lettore sul mezzo. Se viaggi a Stoccolma nella seconda metà del 2026, approfitta del fatto che il governo svedese sovvenziona notevolmente i trasporti e che l’abbonamento mensile è stato dimezzato di prezzo.

Se preferisci una passeggiata e c’è bel tempo, puoi tranquillamente arrivare a piedi attraverso il ponte Djurgårdsbron dall’elegante quartiere di Östermalm. Questo percorso costeggia l’acqua, offre bellissime viste sugli yacht ormeggiati e dal ponte ti porta via circa 15-20 minuti di piacevole camminata.

💡 Consiglio: Camminando attraverso il ponte Djurgårdsbron non dimenticare di fermarti a fotografare il magnifico edificio del Museo Nordico (Nordiska museet), che ricorda un enorme castello rinascimentale e si trova proprio all’inizio dell’isola. Dal ponte la vista su di esso è assolutamente perfetta.

12. Cosa non perdere all’interno della sala

La nave stessa è ovviamente la protagonista assoluta, ma l’intera esposizione, distribuita su diversi piani intorno al relitto, offre molti più dettagli affascinanti da esplorare. Concentrati sicuramente sulla poppa della nave finemente intagliata, decorata con centinaia di statue di re, sirene, demoni, eroi antichi e imperatori romani. Avevano il compito non solo di terrorizzare i nemici, ma anche di dimostrare chiaramente l’enorme ricchezza del regno svedese.

Molto suggestiva e, a dire il vero, un po’ agghiacciante è anche la mostra adiacente che mostra gli scheletri ritrovati dei marinai e i volti ricostruiti delle vittime di questa catastrofe. Grazie a essi ti rendi pienamente conto della vera dimensione umana dell’intera tragedia, perché dai documenti storici sappiamo che quel giorno a bordo c’erano anche donne e bambini. Vale sicuramente la pena vedere anche il preciso modellino della nave in scala 1:10, che risplende dei colori vivaci originali. Il relitto stesso oggi, a causa della lunga conservazione con il glicole polietilenico, è ormai di un uniforme marrone scuro, ma nel XVII secolo la Vasa brillava di rosso acceso, oro e blu.

Se ti interessa la vita dell’epoca, dai un’occhiata alla replica della stiva. Lì puoi provare in quali condizioni incredibilmente anguste dormivano allora i marinai e persino provare a sollevare una precisa replica di una palla di cannone, per capire quanto fisicamente impegnativo fosse quel lavoro in mare.

💡 Consiglio: Non dimenticare di andare nella sala cinema per il breve documentario sul recupero della nave, che va in onda regolarmente con sottotitoli in inglese e introduce splendidamente tutta la visita. Il museo, inoltre, offre visite guidate in inglese, già incluse nel prezzo del biglietto base. Gli orari esatti degli inizi li trovi sempre sul pannello informativo proprio all’ingresso principale.

13. Biglietto combinato con il museo Vrak

Proprio accanto alla Vasa si trova il più recente e architettonicamente molto moderno Museo dei relitti (Vrak – Museum of Wrecks), che si concentra in dettaglio su altre affascinanti scoperte archeologiche dalle oscure profondità del Mar Baltico. Se ami la storia sottomarina, le immersioni o semplicemente ti diverte scoprire le storie delle navi perdute, questa tappa ti piacerà sicuramente molto, perché utilizza moderne tecnologie digitali e ologrammi. Il museo Vrak, inoltre, non si concentra solo sull’antichità, ma ripercorre anche le sorti delle navi della prima e della seconda guerra mondiale, offrendo così un contesto storico molto più ampio dell’intera regione nordica e completando splendidamente la storia della nave Vasa stessa.

Se pensi di visitare entrambe le istituzioni, cosa che sull’isola dei musei Djurgården ha perfettamente senso, ti conviene comprare il biglietto combinato. In alta stagione estiva questo biglietto congiunto ti costa 359 SEK (circa 33 €), notevolmente meno dell’acquisto di due ingressi separati. Nei mesi invernali, invece, per questa conveniente combinazione pagherai 315 SEK (circa 29 €).

Un enorme vantaggio è che questo biglietto combinato è valido per ben 48 ore dall’acquisto. Puoi così distribuire con calma le visite ai due musei su due giorni e non devi fare tutto durante un solo pomeriggio di corsa, cosa che apprezzerai soprattutto se viaggi con i bambini.

💡 Consiglio: Il museo Vrak ha un caffè fantastico con vista direttamente sull’acqua, dove c’è di solito molta meno gente che nel ristorante principale della nave Vasa. È un posto assolutamente ideale dove riposarti davanti a una tazza di caffè dopo una lunga giornata piena di storia e riordinare tutte le nuove impressioni.

14. Divertimento nei dintorni e dove mangiare

Quando, dopo aver visitato l’enorme relitto, ti verrà fame, non dovrai andare affatto lontano. Proprio nell’edificio del museo, infatti, funziona un ottimo e spazioso Vasa Restaurangen, che di certo non rientra tra le tipiche trappole per turisti a prezzi gonfiati. Il suo orario segue la stagione (in estate cucina dalle 9:00 alle 17:30, in inverno un’ora in meno). I prezzi sono certo un po’ alti, come spesso accade in Scandinavia, ma l’offerta è varia e gli ingredienti provengono da produttori locali.

Se preferisci i piatti senza carne, ti consiglio di provare le loro ricche insalate vegetariane con verdure fresche e legumi, che ti sazieranno di sicuro. In alternativa puoi fare la tradizionale pausa caffè svedese, la cosiddetta fika. Con un forte caffè filtrato ordina assolutamente uno squisito rotolo al cardamomo (kardemummabulle), che in tutto ti costerà circa 80-110 SEK. L’acqua del rubinetto qui è inoltre del tutto gratuita con il pasto: basta semplicemente riempirsi il bicchiere al bancone.

L’isola di Djurgården è insomma un enorme centro di divertimento, quindi qui puoi facilmente trascorrere il resto dell’intera giornata. Dietro l’angolo trovi il celebre museo interattivo del gruppo musicale ABBA, un enorme museo all’aperto con alci e renne allo stato brado, o la casa delle fiabe Junibacken, dedicata alle immortali storie della scrittrice Astrid Lindgren e un vero paradiso per tutti i bambini.

💡 Consiglio: Se cerchi un’opzione di pranzo più economica, portati il cibo nello zaino. Davanti al museo trovi tante panchine e bellissimi prati dove puoi organizzare un ottimo picnic con vista sulle navi ormeggiate, cosa che gli svedesi locali fanno del tutto normalmente in estate. Fai solo attenzione ai gabbiani onnipresenti, che a Djurgården sono molto sfacciati e rubano volentieri le merende ai turisti direttamente dalle mani, se non stai attento un momento.

Dove alloggiare vicino a Djurgården

💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: preferiamo cercare gli alloggi su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e comprarli su GetYourGuide.

L’isola di Djurgården è un’area verde protetta piena di parchi e musei, quindi proprio su di essa non troverai molti hotel, ma è ancora più strategico alloggiare nelle sue immediate vicinanze. La scelta migliore è l’elegante quartiere di Östermalm, da dove raggiungi a piedi il Museo Vasa con una bella passeggiata attraverso il ponte, oppure il pratico quartiere di Norrmalm, da cui parte il tram diretto numero 7 e da cui la stazione centrale dei treni è a due passi. In generale, gli hotel a Stoccolma non sono così tanto più cari che nel resto dell’Europa occidentale, e nel prezzo è quasi sempre inclusa una fantastica e abbondante colazione nordica, che ti sazia di sicuro per mezza giornata.

Ecco alcuni consigli concreti su hotel molto ben valutati in diverse fasce di prezzo, dai quali raggiungi la nave in modo rapido e comodo:

  • Scandic Hasselbacken – Una delle poche eccezioni situate proprio sulla verde isola di Djurgården, a pochi minuti a piedi dal Museo Vasa e dallo storico Skansen. È un bellissimo hotel storico con un ottimo ristorante e ricche colazioni, che conserva il suo fascino tradizionale. Per una camera doppia qui pagherai intorno ai 320 € a notte.
  • Motel L Stockholm Älvsjö – Se cerchi un’opzione più economica per un budget ridotto e non ti dispiace fare qualche fermata con i puliti mezzi pubblici di Stoccolma, questo hotel moderno offre camere carine e pulite dal design molto giocoso. In quanto a prezzo arrivi a piacevoli 165 € a notte per due persone.
  • Scandic Anglais – Hotel elegante situato proprio nella movimentata piazza Stureplan, nel quartiere di Östermalm. Da qui raggiungi il Museo Vasa con una piacevole passeggiata di circa 20 minuti. Offre colazioni fantastiche e, in estate, anche una bellissima terrazza sul tetto per un drink serale. Il prezzo si aggira sui 320 € a notte.
  • Hotel Diplomat Stockholm – Una scelta boutique più lussuosa in un magnifico edificio liberty proprio sul lungomare Strandvägen con una vista perfetta sull’acqua. Da qui all’isola di Djurgården sono solo 10 minuti a piedi. Scelta ideale per un weekend romantico, calcola un prezzo intorno ai 550 € a notte.
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Cosa abbinare alla visita del Museo Vasa

Come ho già detto, l’isola di Djurgården è il vero cuore del divertimento di Stoccolma e sarebbe un enorme peccato lasciarla subito dopo aver visitato la vecchia nave. L’intera isola merita almeno un’intera giornata del tuo itinerario.

Proprio accanto alla Vasa si trova il più antico museo all’aperto del mondo (Skansen), fondato già nel 1891. Non sono solo poche noiose casette, ma un enorme parco pieno di edifici storici trasportati da tutta la Svezia. Ne fa parte anche uno splendido zoo nordico, dove incontri alci, renne o orsi. Il biglietto varia in base alla stagione (da 185 a 305 SEK) e per la visita riserva almeno tre ore.

A poca distanza trovi l’iconico ABBA The Museum, il cui slogan recita “Walk in, dance out”. Qui puoi cantare in uno studio con ologrammi direttamente con la band, cosa che al prezzo di circa 250 SEK è un enorme divertimento non solo per i fan più accaniti. Se viaggi con bambini piccoli, una tappa assolutamente imperdibile è Junibacken, il mondo interattivo dei libri di Astrid Lindgren, dove un trenino fiabesco ti porta direttamente nelle storie di Pippi Calzelunghe.

Gli amanti dell’adrenalina non dovrebbero poi perdere il parco divertimenti storico Gröna Lund, situato proprio sulla riva del mare, che ha da poco inaugurato la nuova spaventosa attrazione Spindeln. E se ti interessano la cultura e la moda svedesi, il maestoso edificio del Nordiska museet (Museo Nordico) si trova proprio vicino al ponte e offre uno sguardo affascinante sulla vita in Scandinavia dal XVI secolo a oggi.

Riepilogo pratico e prezzi indicativi

Per facilitarti la pianificazione del budget, allego una tabella riepilogativa con le spese e le informazioni chiave legate alla visita (i prezzi si riferiscono al 2026, considera un tasso di cambio indicativo di 1 SEK = 0,09 €).

  • Biglietto Vasa (estate, maggio–settembre): 240 SEK (circa 22 €)
  • Biglietto Vasa (inverno, ottobre–aprile): 195 SEK (circa 18 €)
  • Biglietto combinato Vasa + Vrak (estate): 359 SEK (circa 33 €)
  • Orario in estate: Tutti i giorni 8:30–18:00
  • Orario in inverno: Tutti i giorni 10:00–17:00 (il mercoledì fino alle 20:00)
  • Durata consigliata della visita: da 1,5 a 2 ore
  • Momento migliore senza folla: Subito la mattina dopo l’apertura o il tardo pomeriggio del mercoledì
  • Trasporti: Traghetto linea 82 da Slussen o tram n. 7 dal centro
  • Biglietto singolo mezzi pubblici (75 minuti): 42 SEK (circa 4 €)
  • Caffè e dolce (fika) al caffè: circa 80–110 SEK (circa 8–10 €)

Dove andare dopo

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Domande frequenti

Prima del viaggio a Stoccolma ti frullano sicuramente in testa tante domande pratiche. Per semplificarti al massimo la pianificazione, ho raccolto le domande più frequenti che la gente si pone riguardo al Museo Vasa. Spero ti aiutino a organizzare per bene in anticipo tutta la visita.

Quanto costa esattamente l’ingresso al museo Vasa?

Durante l’alta stagione estiva, da maggio a settembre, il biglietto standard per adulti costa 240 SEK (circa 21 €). Fuori stagione, ovvero da ottobre ad aprile, pagherete un più conveniente 195 SEK (circa 17 €). Bambini e ragazzi fino a 18 anni entrano completamente gratis tutto l’anno.

È possibile pagare in contanti al museo?

No, il museo è completamente cashless. Alle biglietterie, nel negozio di souvenir e nel ristorante interno accettano esclusivamente carte di pagamento (Visa, Mastercard, Amex, Maestro). Le corone svedesi in contante non vi serviranno a nulla, quindi assicuratevi in anticipo di avere una carta funzionante, idealmente con un tasso di cambio vantaggioso e senza commissioni superflue.

Quanto dura la visita al museo?

Per una visita tranquilla della nave stessa, l’esplorazione delle esposizioni circostanti ai vari piani e la visione del breve documentario con sottotitoli in inglese, mettete in conto circa 1,5-2 ore di tempo netto. Se vi fermate per un caffè o un’insalata vegetariana nel ristorante locale, la visita si può tranquillamente prolungare fino a tre ore.

Il museo è adatto ai bambini piccoli?

Sì, i bambini di solito restano assolutamente affascinati dall’enorme relitto con le sculture intagliate di re e sirene. L’atmosfera della sala semibuia e i modellini delle navi catturano la loro attenzione. Tenete però presente che dopo un’ora e mezza potrebbero essere stanchi, quindi è ideale abbinare la visita con quella del vicino museo delle fiabe Junibacken.

Si può acquistare il biglietto online in anticipo?

Assolutamente sì, l’acquisto online sul sito ufficiale è anzi molto consigliato. Non vi garantirà un accesso prioritario all’edificio in caso di sovraffollamento, ma velocizzerà notevolmente le operazioni direttamente ai tornelli. Eviterete così attese inutili se alle biglietterie ordinarie si formano lunghe code di viaggiatori dalle navi da crociera.

Conviene il biglietto combinato con il museo Vrak?

Se vi interessa la storia marittima e l’archeologia subacquea, decisamente sì. Il biglietto combinato costa in alta stagione 359 SEK, il che è più conveniente che acquistare due biglietti separati. Il grande vantaggio è che è valido per 48 ore intere, così potete visitare i due musei con calma distribuendo le visite in due giorni.

Qual è il modo migliore per raggiungere il museo dal centro?

Dal centro storico di Gamla Stan (fermata Slussen) la soluzione migliore è prendere il traghetto della linea 82, che vi porta direttamente sull’isola di Djurgården a pochi passi dal museo. Dal quartiere commerciale di Norrmalm arriverete comodamente con il tram numero 7. Per entrambe le opzioni è valido il normale biglietto dei trasporti pubblici di Stoccolma.

Quando c’è meno affollamento di turisti al museo?

Il momento più tranquillo è subito dopo l’apertura mattutina, che in estate è già alle 8:30. Evitate invece accuratamente la fascia tra le 11:00 e le 14:00, quando arrivano i gruppi organizzati. Da settembre a maggio, il mercoledì è un’ottima scelta per la visita, dato che il museo ha orario prolungato fino alle 20:00.

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
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