Immagina un luogo dove le tele dei quadri più celebri prendono vita. Il giardino di Claude Monet a Giverny, in Francia, nel piccolo villaggio normanno, è esattamente uno di questi posti, capace di trasportarti all’istante nell’epoca dei massimi splendori dell’impressionismo. Il pittore trascorse qui la seconda metà della sua vita e creò il suo più grande capolavoro, nato non da un pennello su tela, ma da una zappa e una vanga nella terra. Oggi vi accorrono persone da tutto il mondo per vedere con i propri occhi le famose ninfee, l’iconico ponte giapponese e la casa dalla facciata rosa.
In questo articolo trovi 10 consigli su cosa vedere e cosa fare a Giverny, in Francia, e nei suoi dintorni immediati. Scoprirai tutte le informazioni pratiche sui biglietti, ti spiegherò come evitare le folle peggiori e capirai perché il 2026 sarà un anno assolutamente decisivo per questo luogo. Ti dirò anche come arrivarci comodamente in treno da Parigi e dove eventualmente alloggiare, se vuoi goderti la quiete del mattino prima che arrivino i primi pullman turistici.

Riassunto
- Orari di apertura: il complesso è aperto solo dalla primavera all’autunno; nel 2026 dal 1° aprile al 1° novembre.
- Le attrazioni principali: il giardino fiorito Clos Normand davanti alla casa e il celebre Giardino d’Acqua con lo stagno e le ninfee.
- Biglietti: l’acquisto online in anticipo è assolutamente indispensabile, così eviti la coda infinita alle casse.
- Anno 2026: ricorrono esattamente 100 anni dalla morte di Claude Monet, aspettati grandi celebrazioni e un afflusso enorme di turisti.
- Come arrivare da Parigi: il modo più rapido è il treno dalla stazione di Gare Saint-Lazare fino a Vernon, da dove partono navette o si possono noleggiare biciclette.
- Quando andare: idealmente sii al cancello alle 10:00 in punto all’apertura, oppure rimanda la visita al tardo pomeriggio.

Quando visitare Giverny
I giardini di Giverny non sono aperti tutto l’anno, ma solo durante i mesi caldi. I cancelli nel 2026 aprono esattamente il 1° aprile e chiudono il 1° novembre, e ogni mese offre una tavolozza di colori e un’atmosfera completamente diversi. Se ami i tulipani, i narcisi e gli alberi da frutto in fiore, vieni qui ad aprile o all’inizio di maggio. Maggio è anche il mese in cui sbocciano in tutto il loro splendore i meravigliosi glicini viola, che si arrampicano maestosi sul famoso ponte giapponese nel Giardino d’Acqua, creando uno scenario fotografico assolutamente perfetto.
I mesi estivi, da giugno ad agosto, rappresentano il picco assoluto della stagione. È proprio in estate che sullo stagno fioriscono pienamente le celebri ninfee, che Monet dipinse con tanta passione sulle sue gigantesche tele. Tieni però presente che in estate fa un caldo enorme e le folle di turisti da tutto il mondo sono davvero le più fitte. Settembre e ottobre portano poi nei giardini i caldi colori autunnali: fioriscono dalie e girasoli, mentre l’aria è già piacevolmente fresca e le folle iniziano a diradarsi con l’arrivo del clima più mite della Normandia. Il complesso è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.
Un’attenzione speciale va riservata al 2026, perché tutta la regione sarà segnata da un enorme anniversario storico. Ricorreranno infatti esattamente 100 anni dalla morte di Claude Monet, il che significa che tutta la Normandia vivrà il grandioso festival Normandie Impressionniste. Nell’ambito di questo centenario si terranno più di cento eventi, mostre e celebrazioni speciali, quindi l’interesse per Giverny sarà enorme dal primo giorno di primavera fino all’autunno. Ti consiglio vivamente di evitare i fine settimana e i giorni festivi francesi, perché in quelle giornate le strette viuzze del villaggio diventano irriconoscibili. Farsi largo tra la folla con la macchina fotografica in mano non è proprio l’esperienza romantica e tranquilla che ti aspetteresti da un’oasi impressionista. L’ideale è programmare la visita o esattamente per le dieci del mattino, oppure per il tardo pomeriggio, quando la maggior parte dei pullman turistici è già in viaggio verso Parigi.

Dove alloggiare a Giverny e dintorni
💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: per gli alloggi preferiamo cercare su Booking.com, dove di solito si trovano le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e prenotarli tramite GetYourGuide.
Se vuoi goderti la magia del villaggio senza centinaia di altri turisti scesi dai pullman di Parigi, pernotta direttamente a Giverny o nella vicina città più grande, Vernon. Restando una notte, alla sera puoi passeggiare lungo le viuzze splendidamente deserte, respirare l’autentica atmosfera di campagna e, al mattino, presentarti al cancello d’ingresso dei giardini come primissimo visitatore. È in assoluto il modo migliore per gustarti questo luogo magico in tranquillità ed evitare lo stress di una frenetica gita in giornata. Gli alloggi in questa zona così amata vanno sold out molto in fretta, e per il 2026 vale doppiamente: cerca quindi su Booking idealmente con diversi mesi di anticipo.
Direttamente a Giverny trovi diverse incantevoli pensioni e piccoli hotel che custodiscono con cura il loro carattere storico e la loro architettura. Un’ottima scelta è ad esempio l’hotel La Musardière, che offre belle camere ristrutturate, un ottimo ristorante e si trova a pochi minuti a piedi dalla casa di Monet. Se in viaggio cerchi qualcosa di davvero lussuoso, dai un’occhiata al boutique hotel Le Jardin des Plumes, abbinato a un ristorante stellato Michelin, dove sarai accolto in un ambiente meraviglioso con un servizio di prim’ordine.
Per un alloggio più economico e pratico si presta naturalmente la vicina città di Vernon, dove arrivano i treni diretti da Parigi e dove trovi un’offerta molto più ampia di servizi e negozi. Ti consiglio di dare un’occhiata all’Hôtel Normandie proprio nel centro storico di Vernon, da cui sei vicinissimo sia alla stazione ferroviaria che ai noleggi di biciclette locali. Da Vernon raggiungi poi Giverny in circa venti minuti lungo una bella e sicura pista ciclabile che costeggia la Senna. Un’altra ottima base per un soggiorno più lungo può essere la storica città di Rouen, a circa un’ora di auto. Qui trovi la fantastica cattedrale di Notre-Dame, che Monet stesso dipinse innumerevoli volte, e l’eccellente Musée des Beaux-Arts, che dopo Parigi vanta una delle migliori collezioni di impressionisti di tutta la Francia.

10 consigli su cosa vedere e fare a Giverny
Andiamo a scoprire nel dettaglio il meglio che il complesso di Giverny e i suoi immediati dintorni hanno da offrire. Questo luogo nasconde molto più di un solo stagno fotogenico, quindi per una visita rilassata mettiti in conto tranquillamente mezza giornata.

1. Il giardino Clos Normand pieno di colori
Non appena oltrepassi il cancello d’ingresso e ti ritrovi all’interno, ti colpisce la prima parte del complesso, che porta il nome di Clos Normand. È l’ampio giardino originario che si estende proprio davanti alla casa di Monet, che il pittore trasformò completamente dopo essersi trasferito, secondo la propria visione artistica. Fece abbattere senza compromessi i vecchi abeti che facevano ombra e al loro posto creò aiuole simmetriche, che vedeva concretamente come la sua enorme tavolozza all’aperto. Qui i fiori non venivano mai piantati a caso, ma combinati con grande cura per tonalità di colore e altezza, in modo da creare perfette illusioni ottiche e una profondità prospettica.
Il punto centrale di questa parte è l’ampio viale principale, elegantemente fiancheggiato da archi di ferro fittamente ricoperti di rose rampicanti. In primavera trovi qui fiorire letteralmente migliaia di tulipani, narcisi e iris, mentre nella calda estate dominano lo spazio papaveri, enormi peonie e girasoli luminosi. A prima vista il giardino dà un’impressione un po’ selvaggia e indomita, ma in realtà è il risultato di un lavoro incredibilmente preciso di un intero team di giardinieri, che ancora oggi seguono fedelmente i disegni e i piani di piantumazione originali di Monet.
💡 Consiglio: se vuoi vivere il giardino nella più bella luce del mattino, sii all’ingresso alle dieci in punto. I fiori saranno ancora leggermente imperlati di rugiada ed eviterai l’afflusso più grande di turisti, che di solito arrivano da Parigi solo verso mezzogiorno.

2. Il Giardino d’Acqua e l’ispirazione dei quadri
Quando, attraverso un discreto sottopassaggio sotto la strada locale, passi alla seconda parte dell’enorme complesso, l’atmosfera generale cambia quasi all’istante. Il Giardino d’Acqua Monet se lo creò un po’ più tardi su un terreno appena acquistato, quando riuscì a ottenere ufficialmente la deviazione di un piccolo ramo del vicino fiume Epte. Voleva crearsi una perfetta oasi di pace asiatica che lo ispirasse a creare ancora, e ci riuscì esattamente con l’aiuto dei giardinieri assunti. È proprio sulle rive di questo stagno che nacque la leggendaria serie di gigantesche tele intitolate Nymphéas (Le ninfee), che oggi lascia a bocca aperta i visitatori del museo dell’Orangerie a Parigi.
Lo stagno è circondato su tutti i lati da annosi salici piangenti, fitti boschetti di bambù e felci, che si riflettono meravigliosamente sulla superficie tranquilla dell’acqua. Da fine giugno la superficie è costellata da decine di ninfee colorate, di cui i giardinieri di oggi si prendono cura con la stessa scrupolosità che pretendeva il maestro stesso. Le testimonianze storiche raccontano persino che i giardinieri dovevano, già di prima mattina, su piccole barche, pulire a mano le foglie delle ninfee dalla polvere della vicina strada sterrata, affinché i fiori sulla tela di Monet risplendessero di assoluta purezza e perfezione. La passeggiata lungo gli stretti sentieri attorno all’acqua è incredibilmente fotogenica, ma in estate richiede un po’ di pazienza, perché i posti migliori dovrai condividerli con molti altri visitatori.

3. L’iconico ponte giapponese e i glicini
L’elemento di gran lunga più famoso e fotografato di tutto il Giardino d’Acqua è senza dubbio l’elegante ponte giapponese in legno, che si arcua dolcemente sulla parte più stretta dello stagno. Monet se lo fece costruire su misura da un abile falegname locale ispirandosi alle xilografie giapponesi, che per tutta la vita collezionò e ammirò con passione. Una grande curiosità è che il ponte volutamente non è dipinto del tradizionale rosso acceso, come probabilmente ti aspetteresti nel classico Giappone, ma di una tonalità di verde molto particolare. Il pittore la miscelò di persona affinché il ponte si fondesse del tutto naturalmente con la lussureggiante natura circostante, senza creare un elemento di disturbo. Durante la visita noterai anche altri ponti più piccoli sparsi per il complesso, ma questo principale è il fulcro assoluto del giardino.
💡 Consiglio: se desideri scattare la foto perfetta sul celebre ponte senza estranei nell’inquadratura, devi venire qui davvero appena la mattina dopo l’apertura del cancello. Nel corso di maggio su tutta la struttura del ponte si arrampicano splendidi e ricchi grappoli di glicini viola e bianchi, che un tempo Monet piantò di persona e di cui ci si prende cura ancora oggi. Questa visione fiorita è talmente magica e avvolgente che a volte non sai davvero se sei ancora in un giardino reale pieno di turisti o se per qualche miracolo ti ritrovi dentro un celebre quadro impressionista.

4. La casa rosa di Monet e l’atelier
Dopo una visita accurata di entrambi i giardini, non perderti la casa centrale, in cui Claude Monet visse felice con la sua grande famiglia allargata per ben quarantatré anni. La facciata di tutta la casa risplende di un colore rosa molto insolito, splendidamente completato da imposte, porte e una scala esterna in legno verde brillante. All’interno la casa è sorprendentemente spaziosa, luminosa, e ha conservato un’atmosfera storica assolutamente autentica della fine dell’Ottocento. Passando da una stanza all’altra hai la sensazione che il celebre pittore sia uscito solo un attimo per una passeggiata fino all’Epte e che possa tornare da un momento all’altro.
Ciò che probabilmente catturerà di più la tua attenzione è la famosa e riccamente decorata sala da pranzo. Tutta la stanza è dipinta dal pavimento al soffitto di un giallo brillante, inclusi i mobili e le sedie, cosa del tutto inaudita e per molti ospiti persino sconvolgente in un’epoca così rigida. Adiacente alla sala da pranzo c’è una grande e ariosa cucina interamente rivestita di piastrelle blu di Rouen, dove ogni giorno si cucinavano piatti elaborati per la numerosa famiglia e per gli illustri ospiti di Parigi. Al piano superiore puoi poi visitare con calma la camera da letto del pittore, con grandi finestre che si affacciano direttamente sul giardino fiorito, da cui aveva sempre sott’occhio le sue opere d’arte.
5. La collezione di xilografie giapponesi
Durante la lenta visita degli interni della casa, fai assolutamente caso ai numerosi quadri appesi alle pareti in quasi ogni stanza e corridoio. Monet fu per tutta la vita un appassionato collezionista dell’arte tradizionale giapponese ukiyo-e e raccolse via via una rispettabile collezione privata di oltre duecento xilografie storiche originali. Questa preziosa collezione d’arte è tuttora esposta integralmente proprio nella casa e rappresenta uno dei più grandi e preziosi tesori culturali dell’intero, vasto complesso di Giverny.
Alle pareti trovi appesi capolavori originali dei più celebri autori giapponesi, come i leggendari Hokusai, Hiroshige o Utamaro. Furono proprio questi artisti giapponesi così apprezzati a influenzare in modo fondamentale la percezione dello spazio, della luce e della composizione di Monet. Ignoravano infatti deliberatamente la tradizionale prospettiva europea e sceglievano angolazioni molto audaci, cosa che si manifestò poi con forza nelle sue rivoluzionarie tele con ninfee e ponti. Soprattutto nel primo, spazioso atelier, che oggi tra l’altro funge in parte da elegantissimo negozio di souvenir e libri, l’influenza dell’arte asiatica e dei motivi naturali è del tutto evidente. Vedere queste xilografie dal vivo ti aiuterà enormemente a capire perché tutto il Giardino d’Acqua abbia esattamente l’aspetto che Monet gli diede oltre un secolo fa.

6. Il Museo dell’Impressionismo di Giverny
Già che trascorri del tempo in questo pittoresco villaggio, sarebbe un vero peccato saltare il Musée des impressionnismes Giverny, che si trova a poche decine di metri di tranquilla passeggiata dalla casa di Monet. Questo bel museo moderno non si concentra su un solo celebre pittore, ma esplora in profondità l’intero affascinante fenomeno dell’impressionismo, la sua intricata storia e l’enorme influenza internazionale sulle generazioni successive di artisti in tutto il mondo. L’edificio stesso è inoltre inserito con grande sensibilità architettonica nel terreno in pendenza ed è circondato da un altro giardino meravigliosamente curato, pieno di moderne composizioni floreali.
Ogni anno in questi ampi spazi si tengono due o tre grandi mostre temporanee, che per l’occasione prendono in prestito opere preziose dalle principali gallerie mondiali e dalle collezioni private. In particolare nel 2026, nell’ambito del grandioso centenario, qui sono attese esposizioni davvero straordinarie, che collegheranno con fluidità famose tele in prestito dal Musée d’Orsay di Parigi con opere normanne locali. Il festival Normandie Impressionniste porterà qui davvero il meglio dell’arte francese.
💡 Consiglio: al museo appartiene immancabilmente anche un caffè molto curato e luminoso con dehors. Fermati qui un momento, riposati dopo l’impegnativa visita artistica davanti a un ottimo caffè e assaggia un tradizionale dolce francese, prima di rimetterti in cammino.

7. Come evitare le folle e prenotare i biglietti nel 2026
Come ho già sottolineato più volte, le folle di turisti a Giverny possono a volte essere davvero estenuanti e sgradevoli, soprattutto durante i caldi mesi estivi intorno a mezzogiorno. La regola d’oro assoluta per una visita serena e senza stress è prenotare i biglietti online con largo anticipo, anche settimane prima. Se rischi e arrivi senza biglietto, puoi passare tranquillamente anche due ore in coda alla cassa principale sotto il sole battente. Con il biglietto acquistato online vai dritto all’ingresso laterale dedicato agli orari prenotati e sei dentro il complesso letteralmente in pochi minuti.
Assicurati i biglietti per la stagione 2026, estremamente affollata, il prima possibile, idealmente non appena in primavera parte ufficialmente la vendita sul sito della fondazione. Il biglietto d’ingresso base per un adulto si aggira intorno ai molto ragionevoli 11 euro, una cifra davvero amichevole per un’esperienza culturale così grande e completa. A causa dell’enorme festival Normandie Impressionniste e del centenario della morte di Monet, le date spariranno a velocità record. Se non hai voglia di occuparti della complicata logistica dei treni e dell’acquisto dei singoli biglietti, ti consiglio di approfittare delle escursioni organizzate da Parigi. Si prenotano molto facilmente e in modo affidabile tramite portali come GetYourGuide, dove spesso trovi anche ottime varianti con guida in inglese, che ti racconterà tanti retroscena storici.

8. Gastronomia normanna e consigli vegetariani
Dopo lunghe passeggiate tra i giardini in fiore ti verrà sicuramente fame, e la Normandia ha decisamente molto da offrire sul piano gastronomico. Questa regione costiera è famosa in tutto il mondo per le sue mele e per i fantastici formaggi stagionati, quindi qui troveranno di che gioire anche i visitatori che preferiscono rigorosamente la cucina senza carne. Nei bistrot accoglienti del posto ti imbatti spesso in ottime quiche vegetariane ripiene di spinaci freschi o di cremoso Camembert de Normandie, prodotto qui esclusivamente con latte crudo e dal sapore completamente diverso da quello comune del supermercato. Devi assolutamente assaggiare anche le altre leggende casearie locali, come il deciso Pont-l’Évêque quadrato o il delicato Neufchâtel a forma di cuore.
Concediti un pranzo tranquillo in uno dei piacevoli ristoranti proprio sulla via principale, Rue Claude Monet. Ricorda però l’inflessibile regola secondo cui il pranzo francese si serve rigorosamente solo tra le 12:00 e le 14:00, più tardi nella maggior parte dei posti non ti cucinano più nulla e ti salva al massimo una baguette fredda. Insieme all’ottimo piatto di formaggio non dimenticare di assaggiare il tradizionale cidre normanno, servito in tipiche tazze di ceramica: puoi scegliere tra la variante più dolce doux e quella più secca brut. Come perfetto digestivo dopo il pasto, la gente del posto ama poi bere il celebre distillato di mela Calvados, o la sua variante più dolce e morbida, il Pommeau, servito piacevolmente fresco come aperitivo.
9. Come arrivare da Parigi in treno e in bici
Da Parigi raggiungi Giverny per una gita in giornata in modo molto facile e comodo, anche senza dover noleggiare una costosa auto. La cosa migliore in assoluto è partire di prima mattina in treno dalla storica stazione parigina di Gare Saint-Lazare, da cui partono collegamenti molto regolari e veloci direttamente verso la cittadina normanna di Vernon. Il viaggio in treno dura appena meno di cinquanta minuti e ti consiglio decisamente di acquistare i biglietti in anticipo tramite l’app ufficiale SNCF Connect. Eviti così inutili stress, perché in stazione le macchinette automatiche sono spesso assediate da turisti disorientati.
Una volta sceso in sicurezza alla piccola stazione di Vernon, hai subito diverse possibilità per coprire i cinque chilometri rimanenti fino al centro di Giverny. Proprio davanti all’edificio della stazione attendono regolarmente speciali navette chiamate navettes, le cui partenze si agganciano esattamente agli arrivi dei treni principali da Parigi. Il biglietto di andata e ritorno costa solo pochi euro e il viaggio dura circa quindici minuti. Un’esperienza ancora migliore e più autentica è però noleggiare in uno dei caffè proprio accanto alla stazione una comoda bicicletta e raggiungere il villaggio in autonomia. Lì conduce infatti una pista ciclabile davvero bella, sicura e assolutamente pianeggiante che segue il corso della Senna. La pedalata mattutina ti mette perfettamente e con calma nello spirito della vera atmosfera di campagna normanna, ancora prima di vedere le prime ninfee.
10. Passeggiata nel villaggio e la tomba di Monet
Il pittoresco villaggio di Giverny merita decisamente un po’ del tuo prezioso tempo, anche se la stragrande maggioranza dei turisti di fretta si concentra esclusivamente sui giardini principali a pagamento. L’arteria principale del villaggio, la Rue Claude Monet, è fittamente costeggiata da decine di piccole gallerie d’arte, boutique indipendenti e atelier aperti di artisti locali. Ancora oggi cercano di catturare con i loro pennelli esattamente la stessa magica luce normanna dei celebri impressionisti di oltre cento anni fa. L’atmosfera generale, nonostante il maggior numero di visitatori nella stagione estiva, è molto rilassata, ispirante e invita decisamente a lente passeggiate e alla scoperta di caffè nascosti.
💡 Consiglio: quando al tramonto lascerai il villaggio in direzione del bus o della bici parcheggiata, fai una piccola e tranquilla deviazione fino alla vecchia chiesa in pietra di Sainte-Radegonde. Si trova a circa dieci minuti di comoda passeggiata dai giardini principali e le folle di solito non arrivano fin lì. È proprio nel piccolo e modesto cimitero locale che si trova la tomba di famiglia, dove Claude Monet riposa dal 1926 accanto alla sua amata famiglia e alle sue mogli. È un luogo immensamente silenzioso e raccolto, dove i turisti rumorosi col telefono in mano non affluiscono più. Offre quindi uno spazio assolutamente perfetto e indisturbato per un ricordo in silenzio di uno dei più grandi pittori della storia europea, prima di lasciare Giverny per sempre.
Dove andare dopo Giverny
Se hai un’auto a disposizione e pensi di esplorare più a fondo il nord della Francia, Giverny funziona come ottima porta d’accesso a tutta la regione. Prosegui sull’autostrada verso la costa e vai ad ammirare le impressionanti scogliere di gesso nella cittadina di Étretat. Queste drammatiche rocce bianche, che contrastano con il mare color smeraldo, affascinarono Monet a tal punto da spingerlo a dipingerle su decine delle sue tele.
Un’altra tappa assolutamente d’obbligo, se ti spingi più a ovest, è il magico monastero sull’isola. Leggi il nostro articolo su cosa nasconde Mont-Saint-Michel e scoprirai perché lo chiamano l’ottava meraviglia del mondo. L’abbazia gotica circondata da una baia insidiosa con le maree più alte d’Europa è un’esperienza che non dimenticherai per tutta la vita e che completa magnificamente la delicata romanticità dei giardini fioriti con un po’ di rudezza medievale.
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Quanto dura il viaggio da Parigi a Giverny?
In treno dalla stazione Gare Saint-Lazare fino a Vernon impiegherete circa 45-50 minuti. Da Vernon dovrete poi calcolare altri 15 minuti per il bus navetta oppure 20-30 minuti per una piacevole pedalata su una bici a noleggio lungo la pista ciclabile che costeggia la Senna.
Quanto costano i biglietti e dove comprarli?
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Il biglietto d’ingresso base per un adulto alla Casa e ai Giardini di Monet costa nel 2026 circa 11 euro, studenti e bambini pagano un po’ meno. Acquistate assolutamente i biglietti online in anticipo sul sito ufficiale della fondazione, risparmierete così anche diverse ore di attesa alle biglietterie sotto il sole.
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Quando fioriscono le ninfee nei giardini?
Segui il vostro obiettivo principale è ammirare le famose ninfee, pianificate la visita durante i mesi estivi. Iniziano a fiorire alla fine di giugno e sono più belle durante luglio e agosto, quando il laghetto è pieno di fiori colorati esattamente come li conoscete dai celebri dipinti di grandi dimensioni.
Quanto tempo ci vuole per visitare l’intero complesso?
Na una tranquilla visita del giardino fiorito Clos Normand, del giardino acquatico con laghetto e degli interni della casa di Monet dedicate almeno due ore. Se amate ammirare, fotografare e volete visitare anche il vicino museo dell’impressionismo, trascorrerete in questo pittoresco paesino facilmente un intero pomeriggio.
Il complesso è aperto tutto l’anno?
Ne, i giardini vengono messi a riposo per l’inverno e sono completamente chiusi al pubblico. Il complesso riapre in primavera, nel 2026 sarà esattamente dal 1° aprile, e la stagione termina in autunno, solitamente il 1° novembre. Nei mesi invernali si svolge un’accurata manutenzione e la piantagione per l’anno successivo.
Perché il 2026 sarà così speciale a Giverny?
V nel 2026 saranno trascorsi esattamente 100 anni dalla morte di Claude Monet, scomparso nell’inverno del 1926. Tutta la Normandia sta preparando per l’anniversario un grandioso festival Normandie Impressionniste. Ci saranno mostre speciali e celebrazioni, quindi quest’anno si prevede il più grande afflusso di visitatori di sempre.
Posso portare il cane nei giardini?
Purtroppo, l’accesso a tutta l’area dei giardini e alla casa di Monet è severamente vietato agli animali domestici, ad eccezione dei cani guida e di assistenza certificati. I sentieri intorno al laghetto sono molto stretti e affollati, quindi non sarebbe piacevole né per voi né per il vostro cane.
C’è un parcheggio a Giverny se arrivo in macchina?
Sì, proprio di fronte all’ingresso principale dei giardini si trova un enorme parcheggio, che è addirittura completamente gratuito per i visitatori. Tuttavia, durante l’alta stagione estiva e soprattutto nei weekend più affollati, nonostante le sue dimensioni si riempie molto rapidamente. Per questo vi consiglio vivamente di arrivare o la mattina presto prima dell’orario di apertura, oppure eventualmente di parcheggiare nei parcheggi più distanti ai margini del paese e percorrere quel breve tratto a piedi.
