Roadtrip nel Sud-Ovest della Francia: Bordeaux, Dordogna e Paesi Baschi (10 giorni) nel 2026

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Quando si pensa al sud della Francia, la maggior parte delle persone immagina immediatamente le spiagge affollate della Costa Azzurra, i campi di lavanda della Provenza e le interminabili file di turisti che lottano per ogni centimetro d’ombra. Oggi, però, voglio portarvi in un mondo completamente diverso, molto più autentico e — a mio avviso — decisamente più affascinante. Immaginate un paesaggio dove le onde selvagge dell’Atlantico si incontrano con le vette maestose dei Pirenei, e dove nel piatto si fondono i migliori formaggi con i grandi vini rossi. Il roadtrip nel sud-ovest della Francia è un viaggio in una terra enorme, fiera e capace di assorbirvi completamente con la sua atmosfera unica.

Questa regione non è fatta per spuntare frettolosamente le attrazioni da una lista, ma per scoprire lentamente villaggi nascosti e meraviglie naturali mozzafiato. Ho preparato per voi un itinerario dettagliato di dieci giorni, che vi condurrà dall’elegante Bordeaux attraverso le grotte preistoriche della Dordogna fino alle spiagge surf dei Paesi Baschi e alle alte montagne. Ho evitato appositamente trasferimenti assurdi da una parte all’altra del paese, così non avrete la sensazione di passare le vacanze a fissare il parabrezza sporco. Al contrario, vi mostrerò dove godervi tranquillamente un caffè mattutino e dove andare per i panorami più belli, senza stress e senza fretta.

Riassunto

  • Lunghezza totale del percorso: Circa 750 chilometri di guida pura, attraverso tre regioni completamente diverse tra loro.
  • Durata ideale: Esattamente 10 giorni, per poter trascorrere abbastanza tempo in ogni luogo chiave senza dover correre.
  • Quando partire: Le condizioni migliori si trovano a maggio, giugno e settembre, quando si evitano le caldo estivo estremo e il caos del traffico.
  • L’atmosfera del viaggio: Un contrasto tra le eleganti terre vinicole, i castelli medievali sulle rupi, la cultura surf e le montagne selvagge.
  • Da non perdere: Scalare la duna di sabbia più grande d’Europa, navigare su un fiume sotterraneo e osservare le stelle in alto sui Pirenei.
  • Consiglio principale: Prenotate alloggi e biglietti per i principali siti (soprattutto le grotte) per il 2026 con mesi di anticipo — i posti sono strettamente limitati.
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Quando partire per questo viaggio

La scelta del periodo giusto è assolutamente fondamentale, perché il sud-ovest della Francia d’estate può essere spietato, con temperature che toccano regolarmente i 38-40 gradi. Se venite a luglio o agosto, dovete mettere in conto che l’intera Francia è in vacanza e le zone costiere sono sovraffollate. In particolare, il primo weekend di agosto — quello che i francesi chiamano chassé-croisé — trasforma le autostrade in enormi e frustranti parcheggi, con milioni di persone che si alternano nelle settimane di ferie. In questo periodo, tra l’altro, i prezzi degli alloggi schizzano alle stelle e trovare un tavolo libero in un ristorante senza prenotazione è praticamente impossibile.

La scelta più intelligente sono i mesi primaverili o di inizio autunno, che offrono un clima stabile e un’atmosfera molto più rilassata. Maggio e giugno significano giornate lunghe e luminose, temperature piacevoli per fare escursioni e la natura in piena fioritura. Tenete però presente che, se a maggio vi avventurate verso le quote più alte dei Pirenei per raggiungere la cascata di Gavarnie, i sentieri potrebbero ancora avere neve. Per gli amanti dell’oceano, l’inizio di settembre è invece il momento perfetto: l’acqua mantiene ancora la temperatura estiva, ma la baia di Arcachon ha già perso le ondate di turisti nazionali.

Se amate il vino, settembre e ottobre sono una scelta fenomenale. In questo periodo si svolgono le vendemmie tradizionali e tutta la valle della Dordogna si tinge delle meravigliose sfumature autunnali dell’oro e del bordeaux. Le temperature di ottobre sono ideali per passeggiare tra i vigneti e fare degustazioni nelle cantine storiche. Inoltre, in autunno inizia la stagione migliore per il surf nei Paesi Baschi, quando l’Atlantico manda verso la costa le onde più belle e pulite. In breve: evitate il picco estivo e il vostro viaggio sarà molto più economico, autentico e soprattutto libero da stress inutili.

Informazioni pratiche: auto, trasporti e budget
Foto: Jebulon / Wikimedia Commons, CC0

Informazioni pratiche: auto, trasporti e budget

Questo itinerario è concepito principalmente come un roadtrip, perché senza una propria auto non si arriva nelle valli più remote e alle cascate di montagna. Potete noleggiare comodamente un’auto all’arrivo all’aeroporto di Bordeaux, ma vi consiglio di usare comparatori affidabili per ottenere il miglior prezzo con una copertura assicurativa completa. Le autostrade francesi sono in ottime condizioni, ma preparatevi al sistema dei caselli (péages), che vi costerà circa 9,50 euro ogni 100 chilometri percorsi. Ai caselli si può pagare tranquillamente con carta di credito, quindi non serve avere monete in abbondanza.

Fate molta attenzione alle Zone a Basse Emissioni (ZFE), che in Francia sono attive nella maggior parte delle grandi città e le cui regole si sono ulteriormente inasprite per il 2026. Anche se avete noleggiato un’auto moderna, dovete procurarvi il contrassegno ecologico Crit’Air, ordinabile online per circa 5 euro. Se entrate nella zona senza di esso, rischiate una multa del tutto evitabile di 68 euro, che il noleggiatore vi addebiterà sul deposito cauzionale. Il parcheggio in città come Biarritz o Sarlat è un incubo in alta stagione, quindi cercate sempre un alloggio che disponga di posto auto riservato.

Per quanto riguarda il budget indicativo per il 2026, la Francia non è certo una destinazione economica, ma con un po’ di pianificazione è gestibile senza spendere una fortuna. Il menù del giorno (menu du jour) in una piccola brasserie costa tra i 15 e i 25 euro, mentre una cena di tre portate in un ristorante di buon livello si aggira sui 35-50 euro a persona. Un espresso al bancone costa circa 2 euro e la mancia del 15% è già inclusa per legge nel conto (service compris), quindi lasciare un euro o due in più per un servizio eccellente è puramente una vostra scelta.

Itinerario giorno per giorno

Vediamo insieme il piano dettagliato del viaggio, che vi guiderà attraverso il meglio di ciò che il sud-ovest della Francia ha da offrire. Il percorso è pensato per darvi ogni giorno il tempo di assorbire l’atmosfera locale senza dover correre verso la tappa successiva.

Giorno 1: Arrivo a Bordeaux e il moderno lungofiume
Foto: Didier Descouens / Wikimedia Commons, Public domain

Giorno 1: Arrivo a Bordeaux e il moderno lungofiume

Il viaggio inizia a Bordeaux, raggiungibile facilmente dall’Italia con voli diretti da Milano, Roma o Venezia, operati da compagnie come Vueling, easyJet o Air France. Questa vivace metropoli sulle rive della Garonna ha vissuto una delle trasformazioni urbanistiche di maggior successo in tutta Europa, con i vecchi bacini portuali diventati oggi un polo culturale pulsante. Dall’aeroporto si raggiunge il centro in poco tempo, e subito dopo vi consiglio una lunga passeggiata lungo il lungofiume. Il cuore pulsante della città è il magnifico Miroir d’eau, uno specchio d’acqua di 3450 metri quadrati dove la facciata monumentale di Palazzo della Borsa si riflette in uno strato sottilissimo d’acqua.

Nel pomeriggio spostatevi verso il quartiere settentrionale di Bacalan, dove si erge l’affascinante La Cité du Vin, il cui profilo organico ricorda il vino che vortica in un calice. Nel 2026 questo ipermoderno museo celebra il suo decimo anniversario, con un biglietto d’ingresso di circa 22 euro. All’interno vi aspetta un percorso straordinariamente interattivo attraverso le culture vitivinicole del mondo, che si conclude al belvedere in vetro all’ottavo piano con una vista panoramica spettacolare su tutta la città. Se amate gli spazi industriali e oscuri, poco lontano troverete i Bassins des Lumières, un’ex base sottomarina trasformata in un gigantesco centro d’arte digitale.

Dal punto di vista gastronomico, Bordeaux è molto generosa e offre un’infinita varietà di bistrot e caffè dall’atmosfera rilassata. Vi consiglio di sedervi davanti a un sostanzioso ratatouille di verdure o a un grande piatto di formaggi locali stagionati, accompagnati da una baguette fragrante. Gli amanti della cucina tradizionale cercano spesso il famoso confit di anatra, un piatto tipico e onnipresente nei ristoranti di tutta la regione.

💡 Consiglio: Alloggiate direttamente nel centro storico di Bordeaux, ad esempio nel quartiere Chartrons, così potrete esplorare la città a piedi anche di sera. Un’ottima scelta è prenotare su Booking.com un accogliente hotel come il Casa Blanca B&B, che conquista con il suo design curato.

Bordeaux non ci ha regalato il bel tempo, ma non ha deluso di certo
Bordeaux non ci ha regalato il bel tempo, ma non ha deluso di certo

Giorno 2: Gita tra i vigneti di Saint-Émilion

La mattina del secondo giorno vi consiglio di lasciare l’auto parcheggiata a Bordeaux e raggiungere la famosa cittadina vinicola di Saint-Émilion con il comodo treno regionale TER. Il tragitto dalla stazione di Saint-Jean dura solo 33-40 minuti e vi risparmia il fastidio di trovare parcheggio nei vicoli stretti e sovraffollati. Questo borgo medievale costruito in pietra calcarea dorata è circondato da un mare di vigneti che, come prima zona vitivinicola al mondo, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento UNESCO.

Una volta scesi dalla piccola stazione, potete subito incamminarvi tra i filari di vite e visitare alcuni dei famosi châteaux. Prenotate però le degustazioni online con largo anticipo, perché senza appuntamento le cantine migliori non accettano visitatori. Nel centro del borgo, non perdete l’affascinante chiesa monolitica scavata direttamente nella roccia sotterranea e una passeggiata tra i ripidi vicoli acciottolati che i locali chiamano tertres. Il campanile che svetta sulla piazza principale offre un panorama che vale assolutamente la fatica di salire tutti quei gradini.

A pranzo, in uno dei piccoli ristoranti nascosti, ordinate un’omelette soffice alle erbe fresche o un eccellente formaggio di pecora accompagnato da noci e uva. La gastronomia di Saint-Émilion è genuina e rustica, e vi darà la carica per tutto il pomeriggio. I ristoranti locali rispettano rigorosamente l’orario del pranzo, dalle dodici alle due, quindi pianificate la vostra pausa gastronomica esattamente in questa finestra temporale.

💡 Consiglio: Esplorate il borgo nel tardo pomeriggio e tornate a dormire a Bordeaux, dove avete la vostra base. Potete prenotare una degustazione guidata in inglese comodamente tramite GetYourGuide.

Giorno 3: Verso l'oceano attraverso Arcachon e la Dune du Pilat
Foto: DimiTalen / Wikimedia Commons, CC0

Giorno 3: Verso l’oceano attraverso Arcachon e la Dune du Pilat

Oggi è finalmente il momento di salire in auto e dirigersi verso ovest, verso la costa atlantica selvaggia che profuma di pini e di salmastro. La baia di Arcachon forma un microcosmo assolutamente unico, e la meta principale di questa giornata è la straordinaria Dune du Pilat. Con i suoi 110 metri di altezza, è la duna di sabbia più grande di tutta Europa, che come un organismo vivente continua ad inghiottire la fitta foresta di pini adiacente. Durante i mesi estivi arrivano qui oltre 10.000 visitatori al giorno, quindi il momento della visita è assolutamente cruciale.

Non scalate la duna attorno a mezzogiorno, quando la sabbia è letteralmente incandescente e la salita senza un filo d’ombra diventa una vera sofferenza fisica. La soluzione molto più intelligente è arrivare presto la mattina, prima delle undici, oppure dopo le sette di sera. La sabbia si raffredda, la folla si dirada e potrete godervi un tramonto assolutamente fenomenale. La vista, con l’infinito oceano blu da un lato e l’oscuro tappeto verde della foresta delle Landes dall’altro, è da togliere il fiato. Se volete risparmiare sul parcheggio principale, potete provare i parcheggi gratuiti vicino alla spiaggia Petit Nice e raggiungere la duna a piedi.

Dopo la salita, fermatevi nella cittadina di Gujan-Mestras, dove si trova il cuore della cultura ostricola locale, con sette piccoli porti e decine di variopinte capanne in legno (cabanes) stipate direttamente sull’acqua. Mentre gli amanti dei frutti di mare si dedicano alla degustazione di ostriche appena pescate, voi potete godervi in uno dei caffè sul mare un’ottima galette salata ripiena di verdure grigliate e formaggio. È un posto incredibilmente rilassato, dove la gente siede su panche di legno grezzo senza fretta di andare da nessuna parte.

💡 Consiglio: Per questa notte alloggiate nei dintorni della baia, idealmente nella cittadina di Arcachon. Un’ottima valutazione ha ad esempio l’Hôtel Le B d’Arcachon, che potete prenotare su Booking.com, a due passi dalla spiaggia.

Giorno 4: Trasferimento in Dordogna e le grotte preistoriche di Lascaux
Foto: Krzysztof Golik / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Giorno 4: Trasferimento in Dordogna e le grotte preistoriche di Lascaux

Il trasferimento di oggi vi porterà dalla costa verso l’entroterra, nella magica regione della Dordogna dominata da boschi di querce, rupi calcaree e fiumi che scorrono pigri. Il tragitto da Arcachon dura circa due ore e mezza, quindi partite di buon’ora per avere abbastanza tempo per esplorare la valle del Vézère. È qui che si trova la culla dell’umanità, con sistemi di grotte che custodiscono pitture vecchie di decine di migliaia di anni, ancora capaci di affascinare studiosi da tutto il mondo.

La vostra meta sarà la leggendaria grotta di Lascaux, spesso definita la Cappella Sistina della Preistoria. La grotta originale è rigorosamente chiusa al pubblico per proteggere le pitture, ma potete visitare la perfetta e ipermoderna replica Lascaux IV, inaugurata nel 2016. All’interno si mantiene una temperatura costante di 13°C e l’intera grotta è stata ricostruita al millimetro grazie alla scansione 3D. Per il 2026 vigono regole molto rigide e la prenotazione dei biglietti per una fascia oraria specifica tramite il sito ufficiale lascaux.fr è assolutamente obbligatoria, con settimane di anticipo, altrimenti non si entra. Lascaux IV offre anche regolari visite guidate in inglese.

Dopo l’affascinante visita sottoterra, vi consiglio di fermarvi a pranzo in uno dei piccoli villaggi e ordinare un’ottima insalata locale con noci fresche e formaggio di capra caldo. Le noci (noix) sono un simbolo di questa valle e i locali ne producono un olio straordinario che dà profondità a ogni piatto. Il famoso foie gras d’oca, vera religione culinaria della zona, è invece più adatto ai viaggiatori che prediligono i sapori tradizionali della cucina a base di carne.

💡 Consiglio: Spostatevi verso sera a Sarlat, che sarà la vostra base strategica per i prossimi giorni. Alloggiate a portata a piedi dal centro, ad esempio nell’incantevole hotel Plaza Madeleine su Booking.com, così potrete respirare l’atmosfera serale dei vicoli antichi.

Giorno 5: I castelli della valle della Dordogna e Sarlat
Foto: Jebulon / Wikimedia Commons, CC0

Giorno 5: I castelli della valle della Dordogna e Sarlat

Sarlat-la-Canéda è il cuore di pietra dell’intera regione e vanta la più alta densità di monumenti storici per metro quadrato di tutta Europa. Se arrivate mercoledì o sabato mattina, vivrete un mercato enorme e vivacissimo che invade tutto il centro storico. Le case di pietra calcarea color miele e i tetti ricoperti di pesanti lastre di pietra sembrano congelati nel tempo da alcuni secoli. È il posto ideale per un caffè mattutino e per fare incetta di formaggi freschi.

Verso mezzogiorno dirigetevi verso il fiume Dordogna, dove si fronteggiano minacciosamente attraverso la valle due eterni rivali della Guerra dei Cent’Anni: i castelli di Beynac e Castelnaud. A Beynac, che un tempo difendeva il territorio francese, bisogna risalire i ripidi vicoli acciottolati fino alla fortezza, da cui si gode una vista straordinaria sul fiume e sui campi di mais. Sul colle di fronte si trova il castello inglese di Castelnaud, che oggi ospita un fantastico museo della guerra medievale con repliche di macchine d’assedio. Poi noleggiate un kayak e godetevi una discesa rilassante da Vitrac a Beynac, un percorso di 16 chilometri che richiede circa tre o quattro ore di pagaiata tranquilla direttamente sotto le maestose rupi.

La sera tornate a Sarlat e gustate le tradizionali patate pommes sarladaises, cotte con aglio e abbondante prezzemolo fino a ottenere una crosticina perfettamente croccante. Questo piatto sostanzioso viene spesso servito come contorno all’anatra, ma abbinato a una fresca insalata di verdure diventa una cena vegetariana pienamente soddisfacente. Dopo il tramonto, la città intera è meravigliosamente illuminata dai vecchi lampioni, creando un’atmosfera romantica davvero irripetibile.

💡 Consiglio: Mantenete lo stesso alloggio della notte precedente a Sarlat, così non dovrete fare le valigie e potrete godervi una mattina tranquilla in questo gioiello architettonico senza spostamenti inutili.

Giorno 6: Meraviglie nella roccia e il Gouffre de Padirac
Foto: Benjamin Smith / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
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Elegante hotel nei dintorni della città di Pau, che serve come tappa intermedia nel viaggio dalla Dordogna ai Paesi Baschi. Ideale per spezzare un trasferimento più lungo.
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Giorno 6: Meraviglie nella roccia e il Gouffre de Padirac

Oggi ci allontaniamo un po’ dalla Dordogna e ci spingiamo circa un’ora a sud-est verso la regione del Lot, che nasconde due luoghi assolutamente straordinari. Il primo è Rocamadour, un villaggio verticale che sfida la gravità, letteralmente incollato a una parete rocciosa a strapiombo su un profondo canyon. Fin dal XII secolo è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti, meta di fedeli che vengono a venerare la statua della Madonna Nera e devono affrontare 216 ripidi gradini di pietra. Per evitare la ressa, vi consiglio di arrivare non oltre le nove del mattino.

Dopo aver esplorato i santuari, spostatevi verso la vicina meraviglia naturale del Gouffre de Padirac. Immaginate un enorme voragine dal diametro di trentatré metri, lungo cui si scende 75 metri sottoterra, dove la temperatura è costante a 13°C. In fondo si sale su una piccola imbarcazione e si naviga lungo un fiume sotterraneo dalle acque cristalline fino a gigantesche cupole rocciose illuminate da stalattiti e stalagmiti. Questo straordinario sistema di grotte apre il 28 marzo 2026, il biglietto costa 22,50 euro e la prenotazione online per un orario specifico è di nuovo assolutamente obbligatoria.

Dopo il ritorno in superficie, avrete sicuramente fame, quindi in uno dei ristoranti locali non perdete l’eccellente insalata con formaggio di capra caldo Rocamadour, che si scioglie letteralmente in bocca. Questo formaggio delicato ha la prestigiosa denominazione di origine protetta (AOP) e abbinato al miele e alle noci crea una vera sinfonia di sapori. Gli amanti della carne si deliziano qui con le rustiche paté di campagna, ma verdure fresche e formaggi locali sono molto più leggeri prima di un lungo trasferimento pomeridiano.

💡 Consiglio: Per la notte spostatevi verso sud, in direzione dei Paesi Baschi, per accorciare il trasferimento di domani. Un’ottima scelta è alloggiare nei dintorni di Pau, ad esempio nell’elegante hotel Villa Navarre, facilmente trovabile su Booking.com.

Giorno 7: Verso i Paesi Baschi attraverso Bayonne
Foto: Daniel VILLAFRUELA / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Giorno 7: Verso i Paesi Baschi attraverso Bayonne

La mattina vi aspetta un trasferimento più lungo verso sud-ovest, dove il paesaggio e l’architettura cambiano in modo drammatico, mentre entrate nel fiero territorio basco. La vostra prima tappa sarà Bayonne, città alla confluenza dei fiumi Nive e Adour, cuore culturale della parte francese di questa regione. Camminerete tra vicoli stretti che sono fiancheggiati da alti edifici con i tipici scuri rossi e verdi, che danno alla città un carattere inconfondibile e leggermente ruvido.

Bayonne è sinonimo assoluto di cioccolato eccellente, la cui produzione fu introdotta qui nel XVII secolo dai rifugiati ebrei spagnoli, e dovete assolutamente ordinare in una delle botteghe tradizionali sotto i portici una cioccolata calda densa e amara. Mentre le folle di turisti si affrettano ad acquistare il famoso prosciutto Jambon de Bayonne stagionato per mesi, voi a pranzo non dimenticate di ordinare la piperade, il tradizionale piatto basco di pomodori, cipolla e peperoni stufati, spesso servito con un uovo all’occhio di bue. È un piatto profumatissimo e genuino.

Nel pomeriggio fate una deviazione di circa mezz’ora verso l’interno fino al villaggio di Espelette, che ha dato il nome a uno degli ingredienti più famosi della cucina francese: il peperoncino Piment d’Espelette. Le facciate delle tradizionali case bianche sono, alla fine dell’estate, letteralmente ricoperte da migliaia di ghirlande di peperoncini rossi in essiccazione, uno spettacolo assolutamente magnifico. Tutto il villaggio profuma di spezie calde e l’atmosfera è quella tranquilla e rilassata della campagna, che in ottobre raggiunge il culmine con il grande festival del peperoncino.

💡 Consiglio: Per la notte fermatevi nella vicina cittadina portuale di Saint-Jean-de-Luz, molto più tranquilla della caotica Biarritz. Una grande esperienza è il Grand Hôtel Thalasso & Spa, che potete prenotare comodamente su Booking.com.

Giorno 8: Surf e aristocrazia a Biarritz
Foto: Shalom Jacobovitz / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Giorno 8: Surf e aristocrazia a Biarritz

La giornata di oggi è tutta dedicata alle onde, all’oceano e all’eleganza, perché ci troviamo a Biarritz, indiscussa capitale europea del surf. Questo che un tempo era un quieto villaggio di pescatori fu reso famoso nell’Ottocento dall’aristocrazia europea, e ancora oggi si percepisce un affascinante mix di decadente nobiltà imperiale e rilassata cultura da spiaggia. Attorno ai sontuosi hotel dell’epoca della Belle Époque e al celebre casinò passeggiano oggi del tutto naturalmente persone in muta da surf con la tavola sotto il braccio e la sabbia tra le dita.

La principale attrazione della città è la vivace Grande Plage con i suoi iconici tendoni a righe, ma se preferite un’atmosfera più tranquilla, andate alla spiaggia Côte des Basques, incorniciata da rupi scoscese e con una vista perfetta sulla Villa Belza. È proprio qui che negli anni Cinquanta ha iniziato a scriversi la storia del surf europeo, e le onde sono molto più adatte ai principianti. Tenetevi però pronti al fatto che parcheggiare a Biarritz in estate è un vero incubo e la polizia distribuisce multe salate per la sosta irregolare in modo del tutto implacabile.

Dopo la passeggiata lungo la costa e l’osservazione dei surfisti, vi consiglio di entrare in uno dei bar de tapas locali e provare i pintxos vegetariani, i piccoli bocconcini infilzati su uno stecchino. Spesso trovate peperoni arrosto, olive, formaggi locali o una soda tortilla di patate, accompagnati da un bicchiere di vino bianco fresco. Certo, le proposte di carne e pesce sono ovunque, ma l’offerta vegetariana nei Paesi Baschi è sorprendentemente ricca e incredibilmente gustosa.

💡 Consiglio: Continuate a dormire a Saint-Jean-de-Luz e fate di Biarritz solo una gita di giornata. Risparmierete un sacco di soldi e di stress sul parcheggio, e la sera vi godrete la passeggiata sul porto in tutta tranquillità.

Giorno 9: In montagna alla cascata di Gavarnie e sotto le stelle
Foto: Benh LIEU SONG / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Giorno 9: In montagna alla cascata di Gavarnie e sotto le stelle

Oggi lasciamo la costa alle spalle e ci dirigiamo verso le selvagge e maestose vette dei Pirenei, che formano la naturale barriera tra Francia e Spagna. Il tragitto verso i monti è pieno di strade tortuose dove la velocità media supera raramente i cinquanta chilometri orari, ma i panorami drammatici compensano tutto ampiamente. La meta principale è il Circo di Gavarnie, un enorme anfiteatro glaciale inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, che il grande scrittore Victor Hugo descrisse come un colosseo della natura.

Dal villaggio di Gavarnie vi aspetta un’escursione di circa un’ora e mezza o due ore, che vi conduce direttamente in fondo al circo, dove precipita la Grande Cascade de Gavarnie. Questa cascata spettacolare misura la bellezza di 422 metri ed è tra le più alte di tutta Europa, con spruzzi di ghiaccio che volano nell’aria per decine di metri. L’esperienza di stare sotto l’enorme parete di calcare e granito e ascoltare il rombo assordante dell’acqua che cade è assolutamente impagabile e alla portata di qualsiasi escursionista di media forma fisica.

Se dopo l’escursione avete fame, riscaldatevi in un rifugio di montagna con una corposa zuppa di verdure garbure, ricca di fagioli, cavolo e radici. Tradizionalmente viene preparata anche con carne, ma nei buoni ristoranti vi proporranno volentieri una versione completamente vegetariana e straordinariamente sostanziosa. Nel pomeriggio, se avete coraggio e tempo a sufficienza, potete salire in funivia da La Mongie fino al Pic du Midi a 2877 metri di quota, dove funziona un’unica osservatorio astronomico con una vista mozzafiato sull’intero massiccio.

💡 Consiglio: Alloggiate nella classica cittadina pirenaica di Cauterets, famosa per le sue sorgenti termali storiche. Provate ad esempio l’Hôtel Lion d’Or su Booking.com, dove dopo una giornata intera di escursioni vi riposirete davvero bene.

Giorno 10: Lourdes e rientro attraverso Tolosa
Foto: PierreSelim / Wikimedia Commons, CC BY 3.0

Giorno 10: Lourdes e rientro attraverso Tolosa

L’ultimo giorno del nostro itinerario ci porta in un luogo che sfugge a qualsiasi descrizione turistica ordinaria e attira ogni anno un incredibile numero di 4-6 milioni di visitatori. Lourdes si trova ai piedi delle montagne e, da quando nel 1858 nella grotta di Massabielle sarebbe apparsa la Vergine Maria, è diventata uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del mondo cristiano. L’atmosfera della città è fortemente polarizzante, perché le strade piene di bancarelle commerciali con rosari luminosi contrastano nettamente con la silenziosa speranza dei malati nel luogo dell’apparizione.

Quando pianificate la visita nel 2026, tenete conto che ad esempio dal 21 al 28 agosto si svolge qui un grande pellegrinaggio britannico, e la città sarà letteralmente presa d’assalto. Credenti o no, vi consiglio di immergersi nell’atmosfera durante la processione mariana serale alle 21:00, quando migliaia di persone camminano con le candele in mano in un silenzio profondo, rotto solo dal sussurro delle preghiere. Dopodiché, un trasferimento di circa due ore in autostrada vi porterà verso Tolosa, da dove partirete per il rientro a casa.

Prima di volare via dalla città rosa — com’è spesso chiamata Tolosa — ritagliatevi il tempo per un buon pranzo: un cassoulet vegetariano se qualche ristorante moderno lo propone, oppure una pizza autentica cotta nel forno a legna. Tolosa è una città molto giovane e universitaria, con un’offerta gastronomica internazionale vastissima. Se avete qualche ora prima del volo, potete visitare lo straordinario stabilimento di Airbus, ricordando però che la prenotazione della visita va fatta anche tre settimane prima.

💡 Consiglio: Se avete un volo mattutino, alloggiate direttamente vicino all’aeroporto di Tolosa per evitare il traffico del mattino. Una scelta affidabile è il Radisson Blu Hotel Toulouse Airport, facilmente prenotabile su Booking.com.

Dove dormire lungo il percorso

💡 Consiglio su alloggi e attività: Per gli alloggi preferiamo Booking.com, dove troverete le migliori condizioni di cancellazione. Per biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontare e acquistare tramite GetYourGuide.

In un roadtrip di dieci giorni non ha assolutamente senso cambiare hotel ogni giorno, altrimenti passereste la maggior parte del tempo a fare e disfare le valigie. È molto meglio scegliere alcune basi strategiche da cui effettuare escursioni a raggiera nei dintorni. Risparmierete denaro, eviterete stress inutili e avrete la sensazione di vivere davvero la regione, non solo di attraversarla.

  • Zona di Bordeaux (Giorni 1–2): L’ideale è restare direttamente nel centro storico di Bordeaux, da cui si raggiunge comodamente Saint-Émilion con il treno regionale, evitando i problemi di parcheggio tra i vigneti. Cercate un alloggio nel vivace quartiere Chartrons, ricco di caffè, come il grazioso Casa Blanca B&B.
  • Costa e baia (Giorno 3): Scegliete un alloggio nella città di Arcachon, ben attrezzata, o nel vicino Gujan-Mestras se volete essere più vicini alle rustiche fattorie di ostriche. Avrete così un accesso facile sia alla duna del Pilat che ai traghetti per il Cap Ferret.
  • Dordogna e Périgord (Giorni 4–6): La città medievale di Sarlat-la-Canéda è il punto di partenza perfetto per esplorare l’intera valle. Offre mercati straordinari e si trova a poca distanza sia dai principali castelli sul fiume che dalle grotte preistoriche di Lascaux. Consiglio hotel a portata a piedi dal centro, come il Plaza Madeleine.
  • Paesi Baschi (Giorni 7–8): Per sfuggire ai prezzi più alti e all’assoluto caos dei parcheggi nella Biarritz estiva, alloggiate nel molto più pittoresco porto di Saint-Jean-de-Luz. Avrete l’oceano e i principali centri surf a portata di mano, ma le serate le passerete in tranquillità davanti a ottimi tapas.
  • Pirenei (Giorni 9–10): Le classiche cittadine di montagna come Cauterets, famosa per le sue terme, o Luz-Saint-Sauveur sono porte d’accesso ideali al parco nazionale e alla spettacolare cascata di Gavarnie.

Per continuare il viaggio

Se questo itinerario vi ha fatto venire voglia di esplorare altri angoli della Francia più in profondità, potete leggere le mie altre guide dettagliate su questa splendida regione.

  • Volete saperne di più sul vino e sull’architettura? Leggete cosa offre la città di Bordeaux.
  • Preferite trascorrere più giorni tra castelli e grotte preistoriche? Date un’occhiata all’articolo dedicato alla regione Dordogna e Périgord.
  • Vi attraggono le onde libere dell’oceano e la cultura del surf? Leggete la guida completa a Biarritz.
  • Sognate un relax perfetto sul mare? Scoprite cosa nasconde ancora Arcachon.

Domande frequenti

Kolik stojí dálniční poplatky ve Francii?

Ve Francii neexistuje jednotná dálniční známka. Platí se systémem mýtných bran (péages), kdy průměrná cena vychází zhruba na 9,50 eur za každých ujetých 100 kilometrů. Platit lze hotově i běžnou platební kartou.

Je v létě nutné rezervovat památky předem?

Ano, naprosto nezbytně. Zejména vstupy do jeskyní Lascaux a propasti Gouffre de Padirac bývají v sezóně vyprodané i několik týdnů dopředu. Bez online rezervace na konkrétní časový slot se dovnitř vůbec nedostanete.

Mluví místní anglicky?

V turistických centrech, jako je Bordeaux nebo Biarritz, se anglicky domluvíte poměrně bez problémů. Nicméně v zapadlejších vesničkách v Dordogne nebo v Pyrenejích ocení, když zkusíte alespoň základní francouzské fráze, jako je dobrý den (bonjour) nebo děkuji (merci).

Potřebuji do francouzských měst ekologickou plaketu?

Ano, spousta větších měst zavedla takzvané nízkoemisní zóny (ZFE). Musíte si předem online zakoupit nálepku Crit’Air, která stojí něco málo přes 5 eur, jinak vám hrozí poměrně vysoká pokuta.

Je bezpečné pít ve Francii vodu z kohoutku?

Ano, kohoutková voda je ve Francii naprosto bezpečná a pitná. V restauracích si můžete k jídlu bez ostychu vyžádat karafu s vodou zdarma, stačí říct „une carafe d’eau, s’il vous plaît“.

Kdy je nejhorší doba pro cestování po francouzských silnicích?

Největší dopravní kolapsy nastávají během letních prázdnin, zejména na přelomu července a srpna během takzvaného chassé-croisé. V tento víkend se střídají dovolenkové turnusy a silnice u pobřeží kolabují.

Nechává se ve Francii spropitné?

Podle francouzského zákona je spropitné ve výši 15 % vždy zahrnuto v konečné ceně na účtence (service compris). Pokud jste byli s obsluhou velmi spokojeni, je běžným zvykem nechat na stole navíc 1 až 2 eura v mincích.

Tipy a triky pro vaší dovolenou

Nepřeplácejte za letenky

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Rezervujte si ubytování chytře

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Nezapomeňte na cestovní pojištění

Kvalitní cestovní pojištění vás ochrání před nemocí, úrazem, krádeží nebo stornem letenek. Pár návštěv nemocnic jsme v zahraničí už absolvovali, takže víme, jak se hodí mít sjednané pořádné pojištění.

Kde se pojišťujeme my: SafetyWing (nejlepší pro všechny) a TrueTraveller (na extra dlouhé cesty).

Proč nedoporučujeme nějakou českou pojišťovnu? Protože mají dost omezení. Mají limity na počet dnů v zahraničí, v případě cestovka u kreditní karty po vás chtějí platit zdravotní výdaje pouze danou kreditní kartou a často limitují počet návratů do ČR.

Najděte ty nejlepší zážitky

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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