Quando si pensa alle Dolomiti Italia, molti hanno subito in mente quell’immagine iconica: prati verdi, una piccola chiesa e, sullo sfondo, torri rocciose verticali quasi inverosimili. Benvenuti in Val di Funes, la casa del gruppo delle Odle. Ed è proprio sotto queste maestose pareti che si snoda l’Adolf-Munkel-Weg.
Si tratta di un itinerario semplicemente perfetto: offre panorami mozzafiato con un dislivello minimo, il che nelle Dolomiti è una rarità 😅. L’Adolf-Munkel-Weg è un percorso abbastanza pianeggiante e non troppo impegnativo, ma il fondo è molto sassoso e con il passeggino è impossibile. Il bello è che si può pianificare anche con bambini più grandi, quando saranno pronti per un’escursione più lunga.
Se stai cercando un sentiero che ti impegni tre o quattro ore piacevoli, che sia percorribile con i cani e ti regali i paesaggi più fotogenici dell’Alto Adige, sei nel posto giusto. Allora dai, ti racconto tutto quello che devi sapere su questo trek.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto
- Dove si trova: Val di Funes, Alto Adige (Italia).
- Lunghezza e tempo: L’anello misura circa 5–7 chilometri a seconda della variante scelta e richiede 3–4 ore di camminata tranquilla.
- Difficoltà: Facile-medio. Il dislivello è di soli 200–400 metri, ma il terreno è in certi tratti molto sassoso: le scarpe da trekking sono indispensabili.
- Con passeggino e bambini: Con il passeggino è davvero impossibile a causa di sassi e radici. Per i neonati serve un marsupio o uno zaino porta-bimbo; i bambini più grandi (dai 5 anni in su) ce la fanno benissimo da soli.
- Con il cane: I cani sono ammessi, ma devono essere tenuti rigorosamente al guinzaglio. Sui pascoli pascolano liberamente le mucche e i bovini di montagna non apprezzano affatto i cani sciolti, fidatevi 😅.
- Parcheggio: Zanser Alm, in fondo alla valle. In stagione costa 8 € al giorno; vi consiglio di arrivare presto al mattino, altrimenti la strada viene chiusa già in fondo alla valle per limitazioni al traffico.
- Divieto di droni: Ci troviamo all’interno del Parco Naturale Puez-Geisler. Il volo con i droni è severamente vietato con una multa fino a 3.000 €.
Cos’è esattamente l’Adolf-Munkel-Weg?
Devo ammettere che ho dovuto fare una piccola ricerca, perché ero davvero curiosa di sapere chi fosse questa persona. Adolf Munkel era un appassionato alpinista tedesco e questo sentiero nacque per sua iniziativa nel 1894. Un sentiero vecchio di più di cent’anni e siamo ancora lì a fare la fila per scattare la foto (il che la dice lunga, no?). Il percorso si snoda proprio sotto il gruppo delle Odle (in tedesco Geisler), tra boschi e prati alpini, con le enormi torri calcaree bianco-grigie che ti fanno compagnia sulla destra per tutto il tragitto.
Quando andare e come raggiungere il sentiero
Il tempismo nelle Dolomiti è fondamentale, e qui ancora di più. Le sbarre possono fermarti a sorpresa, quindi ecco alcuni consigli per evitare brutte sorprese.
Il periodo ideale
La stagione turistica principale nelle Dolomiti va da maggio a settembre. In questo periodo i rifugi sono aperti, il meteo è più stabile e la neve sulle quote più alte si è ormai sciolta. Bisogna però mettere in conto che sul sentiero non sarete soli. In particolare ad agosto, durante il Ferragosto, c’è davvero molta gente. Se potete scegliere, vi consiglio l’autunno, idealmente ottobre. I larici della valle si tingono di sfumature dorate incredibili e il contrasto con le cime innevate delle Odle è semplicemente magico. In primavera, invece, sbocciano migliaia di crochi, un altro spettacolo da non perdere. D’inverno il sentiero è ufficialmente chiuso per neve e rischio di valanghe dalle quote più alte, quindi non pianificatelo in quel periodo.
Come arrivare in auto a Zanser Alm
Il punto di partenza del trek è il parcheggio di Zanser Alm (Zannes), situato a 1.685 metri s.l.m. in fondo alla Val di Funes. Si attraversa il pittoresco paesino di Santa Maddalena e si continua a salire fino a raggiungere le sbarre. In alta stagione il parcheggio costa 8 € al giorno (che per gli standard delle Dolomiti è un prezzo abbastanza accessibile). C’è però un grosso limite: la capacità della valle è limitata e una volta pieno il parcheggio, la strada viene chiusa in basso. Dalla nostra esperienza, vi consiglio di essere alla sbarra entro le 8:00 di mattina.
Per raggiungere la Val di Funes dall’Italia, le città di partenza più commode sono Bolzano (circa 40 minuti), Verona (circa 2 ore) o Milano (circa 3 ore). In autostrada percorrete l’A22 del Brennero e uscite a Chiusa/Klausen.
In modo ecologico e rilassato con l’autobus
Se volete evitare lo stress mattutino del parcheggio o viaggiate senza auto, un’ottima alternativa è il trasporto pubblico locale. Dalla vicina cittadina di Bressanone partono regolarmente le linee 330 e 335 (maggiori informazioni sul sito ufficiale dei trasporti dell’Alto Adige), che vi portano direttamente al parcheggio di Zanser Alm. Il viaggio dura circa un’ora e potete godervi i panorami della valle senza pensieri. Soprattutto in estate è decisamente più piacevole che stare ad angosciarsi se troverete posto. E l’ambiente vi ringrazierà.
Dove dormire vicino alla Val di Funes e quanto costa
Se volete svegliarvi con i migliori panorami già dalla finestra ed essere tra i primi sul sentiero, la scelta dell’alloggio è strategica. I prezzi in questa zona variano in stagione mediamente dai 100 ai 200 € a notte per due persone, a seconda che optiate per un hotel di lusso con spa o per un tradizionale maso di montagna.
Nel cuore della valle si trova il paese di Santa Maddalena, che è la scelta ideale. Qui abbondano i tradizionali agriturismo e i B&B accoglienti. È una zona più cara, ma risparmiate tempo di spostamento e l’atmosfera della valle che si svuota la sera vale ogni centesimo. Un’ottima scelta sono i masi familiari come il Hotel Ranuimüllerhof, dove a colazione servono formaggi freschi della fattoria vicina, oppure il popolare Proihof, con valutazioni fantastiche.
Se cercate una base un po’ più economica o vivace, la storica Bressanone è una scelta eccellente. Si trova a soli 15–20 minuti di auto dall’ingresso della valle, offre molte più opzioni per la sera, un’ampia scelta di ristoranti e prezzi degli alloggi generalmente più convenienti. Un’altra opzione popolare, anche se un po’ più lontana (circa 30 minuti di guida attraverso un passo di montagna), è il famoso centro di Ortisei nella vicina Val Gardena. Qui si trova di tutto, dai resort di lusso ai semplici appartamenti, ma bisogna mettere in conto trasferimenti mattutini più lunghi fino al punto di partenza del trek.
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Adolf-Munkel-Weg nelle Dolomiti Italia: 10 consigli su cosa vedere e fare lungo il percorso
Entriamo nel vivo. L’Adolf-Munkel-Weg non è solo un tragitto dal punto A al punto B: è una serie di piccole esperienze, panorami e deviazioni che incontrerete lungo la strada. La maggior parte delle persone sceglie l’anello classico che parte da Zanser Alm, si aggancia al sentiero numero 35 e torna attraverso i prati alpini. Ecco 10 cose da non perdere.
1. L’anello classico Geisler Alm e Zanser Alm

La base di partenza, quella che sceglie la maggior parte dei visitatori, è un anello di circa 5–6 chilometri. Si parte dal parcheggio di Zanser Alm seguendo il sentiero numero 6, che in poco tempo si ricongiunge con il percorso principale dell’Adolf-Munkel-Weg (segnato come sentiero 35). Da lì si cammina direttamente sotto i massicci rocciosi fino al bivio per il popolare rifugio Geisler Alm, dal quale si ridiscende dolcemente attraverso prati fioriti e sentieri nel bosco fino a ritornare al parcheggio. È l’anello ideale perché non si ripercorre mai la stessa strada e ci sono sempre nuovi scenari davanti agli occhi.
Questo giro è il giusto compromesso quando si vuole vedere il meglio senza strapazzarsi troppo. Vale la pena distribuirlo nel pomeriggio intero, senza fretta, con qualche sosta in più.
2. Le pareti verticali delle Odle

Le Odle sono enormi guglie verticali che superano i tremila metri e, guardandole dal basso, il cuore fa un salto. Una bellezza così spietata e grandiosa che ti fa sentire infinitamente piccolo 😅. Soprattutto nel pomeriggio, quando le rocce si tingono di calde sfumature arancioni, si tratta di uno scatto che non si dimentica.
Per di più questi panorami cambiano continuamente al muoversi delle nuvole: a volte le cime sono illuminate a pieno sole, a volte si nascondono in ombre drammatiche, e così continui a scattare foto anche quando ti dici che ne hai già abbastanza.
3. Sosta al Rifugio Geisler Alm

Il Rifugio Geisler Alm (a quasi 2.000 metri s.l.m.) non è un rifugio qualunque. È un’istituzione. Non appena si esce dal bosco, si apre davanti a voi un enorme prato perfettamente curato, dove sono sistemate delle sdraio in legno chiamate “cinema”. E il film in programmazione sono proprio le cime delle Odle lì di fronte. Qui facciamo sempre una pausa più lunga. I bambini hanno un fantastico parco giochi, gli adulti possono godersi una birra fresca o un Aperol Spritz mentre guardano le mucche pascolare lì accanto. In alta stagione c’è parecchia gente, ma lo spazio è enorme e un posticino lo trovate sempre.
Se ci andate in alta stagione e volete pranzare seduti a tavola, date un’occhiata prima al loro sito ufficiale per verificare gli orari. Ma anche un picnic sull’erba con la vista più bella del mondo funziona benissimo.
4. Il Rifugio Zanser Alm alla partenza e all’arrivo

Proprio accanto al parcheggio di Zanser Alm si trova l’omonimo rifugio a 1.685 metri s.l.m. (hanno anche un sito web con informazioni aggiornate). Può essere utilizzato come punto di riferimento mattutino: ci si ferma per un bel caffè ristretto e una fetta di strudel prima di partire. Il vantaggio è che funziona benissimo anche come ristorante al ritorno. Quando tornate stanchi dal trek, non dovete spostarvi da nessuna parte e potete concedervi un pranzo tardivo o una cena anticipata proprio qui, prima di rimettervi in auto verso valle.
Sedersi in terrazza quando il pomeriggio si avvia alla fine e i turisti cominciano a defluire ha un’atmosfera meravigliosa. Si mangia bene e soprattutto ci si lascia avvolgere dalla quiete della montagna.
5. I punti fotografici sotto le pareti colossali
Se amate la fotografia, questo sentiero sarà per voi un paradiso assoluto. I migliori punti fotografici si trovano più o meno a metà del sentiero numero 35, dove il bosco si dirada un po’ e forma cornici naturali di rami di larici e pini con le vette aguzze sullo sfondo. Se volete avere nella foto i tipici ghiaioni chiari e i detriti, vedrete alcuni piccoli sentierini calpestati (spesso creati dall’acqua) che portano direttamente verso le rocce. Vi prego però di rispettare la natura e di non allontanarvi troppo dai percorsi segnalati, per non causare erosione del suolo.
Ogni passo fuori dal tracciato può danneggiare rari fiori alpini che impiegano anni a crescere in queste condizioni difficili. Scattando dai punti battuti porterete a casa comunque immagini straordinarie, che faranno fare bella figura su Instagram.
6. Estensione alla Forcella Roa (Roanergola) per i più esperti
Se il giro classico di cinque chilometri non vi basta e avete voglia di sudare un po’ di più, potete prolungare il percorso. Invece di scendere verso la Geisler Alm, continuate sotto le pareti in direzione della Forcella Roa (Roanergola). Qui finisce l’ombra del bosco e comincia un ambiente alpino più selvaggio, fatto di ghiaioni. Le viste da questo valico sulle valli circostanti sono assolutamente mozzafiato, ma tenete presente che si tratta di una salita impegnativa che vi aggiungerà almeno altre due ore di cammino.
È un bello sforzo cardiovascolare, quindi non dimenticate di fare scorta d’acqua e qualche spuntino extra. In cambio troverete un sentiero molto più tranquillo, dove a volte non si incontra anima viva per un’ora intera.
7. La deviazione verso la valle del Tschantschenon
Un’altra bellissima e decisamente più tranquilla deviazione è il percorso che porta verso i pascoli e il torrente Tschantschenon. Si trova nella parte orientale del sentiero, subito all’inizio se si percorre l’anello in senso antiorario partendo da Zanser Alm. Qui si trovano bellissime piccole cascate e salti del torrente di montagna. Nelle calde giornate estive è il posto perfetto per rinfrescare i piedi stanchi nell’acqua gelida, cosa che apprezzeranno sia voi che i vostri amici a quattro zampe. C’è molto meno gente rispetto al rifugio Geisler Alm.
Questa piccola valle è un tesoro nascosto dove rifugiarsi quando il sentiero principale è troppo affollato. Anche un semplice panino dallo zaino ha il sapore di un ristorante stellato quando lo si mangia ascoltando lo scorrere dell’acqua.
8. Il bosco di abeti e larici di Cuecenes

Gran parte dell’Adolf-Munkel-Weg attraversa i boschi maturi della zona chiamata Cuecenes. Anche se camminare nel bosco in montagna potrebbe sembrare meno spettacolare, è vero l’opposto. Questi boschi offrono la preziosa ombra nei caldi mesi estivi. E in autunno i larici, che costituiscono buona parte della vegetazione, si tingono di sfumature incredibili di arancione e giallo. Passeggiare in questo tunnel dorato attraversato dalla luce del sole di montagna è forse una delle esperienze più romantiche che le Dolomiti riescano a regalare.
9. La chiesa di Santa Maddalena sulla strada verso l’alto

Questo consiglio non si trova direttamente sul sentiero alpino, ma non potete assolutamente perderlo. Mentre salite in auto la mattina verso il parcheggio di Zanser Alm, passerete per il paese di Santa Maddalena. Fermatevi al belvedere sopra il paese. È proprio da lì che si scatta quella vista famosa in tutto il mondo: la piccola chiesa solitaria con il massiccio delle Odle sullo sfondo, quella che trovate in ogni guida e su ogni calendario.
Tenete però presente che nei punti migliori c’è già parecchia gente fin dal primo mattino. Ci vuole un po’ di pazienza per inquadrare senza finire nello scatto lo zaino o la mano con il telefono di qualcun altro, ma la foto vale l’attesa.
10. La variante per il sentiero alto della Brogleshütte
Per i camminatori davvero allenati esiste un’altra variante, molto più lunga, per esplorare questa zona. Dall’Adolf-Munkel-Weg si può prendere i sentieri in direzione della Brogleshütte. Questo rifugio si trova all’estremità occidentale del gruppo delle Odle (verso la cresta della Seceda). Il percorso per raggiungerla è già un’escursione di una giornata intera con un dislivello considerevole, ma la ricompensa sono viste sulle montagne da un’angolazione completamente diversa e insolita. Lungo la strada incontrerete il volto più selvaggio delle Dolomiti e solo una frazione dei turisti.
Il versante occidentale del massiccio è davvero affascinante e merita assolutamente una gita a parte. Se avete più giorni e una buona condizione fisica, inseritela nei vostri piani.
Si può percorrere l’Adolf-Munkel-Weg con bambini e cani?
È una delle domande che ci fate più spesso. Con bambini piccoli e con i cani, l’accessibilità dei sentieri è un tema fondamentale. Com’è messa concretamente questo trek?
💡 Consiglio utile: Sulle funivie e sugli autobus di solito chiedono la museruola per i cani (la trovate ovunque, anche direttamente alle stazioni a valle). Può essere scocciante — ve la chiedono anche quando siete in cabina completamente da soli. Se avete in programma più funivie di seguito, spesso è più comodo lasciare i cani a riposare in alloggio.
In trek con bambini piccoli e grandi
Come accennavo nell’introduzione, l’Adolf-Munkel-Weg non è in alcun modo adatto ai passeggini. Neanche a quelli da fuoristrada. Il sentiero percorre stretti tracciati di bosco, è pieno di radici affioranti, grossi sassi e tratti con gradini o canalette scavate dall’acqua. Con un passeggino vi blocchereste già dopo i primi cento metri.
Se invece portate un neonato o un bimbo piccolo (fino a circa 2–4 anni) in uno zaino porta-bimbo di qualità, è la scelta ideale. Il dislivello non è drastico, quindi con lo zaino in spalla ce la fate senza problemi. Per i bambini più grandi (dai 5 anni in su) questo percorso è semplicemente fantastico. È abbastanza vario: si cammina un po’ nel bosco, si saltano i sassi, si incontrano le mucche al pascolo e al traguardo, al rifugio Geisler Alm, li aspetta un grandissimo parco giochi. Non si annoieranno di certo.
In trek con il cane
Le Dolomiti sono una delle migliori destinazioni per viaggiare con i cani e l’Adolf-Munkel-Weg è uno dei percorsi dog-friendly. Il terreno è più che piacevole per le zampe: non ci sono esposizioni su scale o ghiaioni taglienti che potrebbero ferire i cuscinetti, e non è necessario portare grandi quantità d’acqua perché lungo il tragitto si trovano diversi ruscelli e cascate dove i cani possono bere senza problemi.
Bisogna però rispettare rigorosamente una regola: i cani devono essere sempre al guinzaglio. Il percorso attraversa pascoli alpini dove si muove liberamente il bestiame. Le mucche in montagna possono essere piuttosto territoriali e se un cane si avvicinasse libero, potrebbe finire male. Attenzione anche ai mesi estivi: anche a queste altitudini si possono prendere le zecche, quindi la prevenzione è d’obbligo.
Cosa assaggiare nei rifugi di montagna
Il cibo nelle Dolomiti italiane è secondo me il migliore di tutta Italia, e chiunque non sia d’accordo non ha ancora assaggiato dei veri Knödel dopo quattro ore di cammino in salita 😄. Qui si fondono la leggerezza italiana e la sostanza austriaca e tirolese, che è esattamente quello di cui il corpo ha bisogno dopo ore di camminata. Quando vi siederete sulla terrazza del Rifugio Geisler Alm o allo Zanser Alm, assaggiate le specialità locali.
I grandi classici sono i canederli — oltre a quelli allo speck (Speckknödel), qui preparano anche quelli al formaggio e agli spinaci, serviti in brodo ricco oppure semplicemente conditi con burro fuso e erba cipollina. Una bomba calorica, ma di una bontà incredibile. Se preferite qualcosa di più italiano, ordinate gli Schlutzkrapfen, una sorta di ravioli ripieni di solito con spinaci e ricotta, conditi con burro fuso e parmigiano grattugiato.
Un grande classico locale è la saporita polenta di mais con ragù di funghi e formaggio di malga sciolto sopra. E poiché ci troviamo in Alto Adige, famoso per le sue mele, il finale non può che essere un buon Apfelstrudel caldo con abbondante salsa alla vaniglia. Molte fattorie e rifugi della valle aderiscono all’associazione Roter Hahn (Gallo Rosso), una garanzia che la cucina utilizza ingredienti locali, genuini e di qualità.
Consigli pratici prima di allacciare gli scarponi
Alcune cose che vale la pena sapere prima di partire per le Dolomiti (meglio saperle in anticipo che scoprirle a proprie spese):
- Divieto di droni con salata multa: Se siete appassionati di fotografia aerea, lasciate il drone ben in fondo allo zaino. La Val di Funes rientra nel Parco Naturale Puez-Geisler e qui vige un severo divieto di volo. I ranger locali controllano attivamente e se vi beccano rischiate una multa senza sconti fino a 3.000 €. Non vale la pena per uno scatto su Instagram.
- Scarpe per terreni bagnati e sassosi: Anche se il percorso è relativamente facile, spesso si cammina su sassi che di mattina o dopo la pioggia diventano molto scivolosi. Lasciate a casa le sneaker da città e calzate delle scarpe da trekking robuste con una buona suola.
- Bastoncini da trekking: Noi li usiamo praticamente ovunque nelle Dolomiti. Sulle irregolarità del terreno dell’Adolf-Munkel-Weg vi alleggeriscono notevolmente le ginocchia.
- Acqua potabile: Potete riempire le borracce all’inizio al parcheggio, ma anche durante il percorso nei rifugi. Non è necessario portarsi dietro pesanti bottiglie per tutta la giornata.
Consigli e trucchi per un viaggio senza intoppi
Prima ancora di arrivare al punto di partenza della vostra escursione in montagna, è bene avere organizzato il viaggio, il trasporto e tutto il resto. Ecco i servizi che usiamo e di cui ci fidiamo.
Dove trovare i voli per l’Italia
Se non venite in auto, gli aeroporti più vicini si trovano a Verona, Venezia o Bergamo. Le principali compagnie aeree come Ryanair, easyJet e Vueling collegano molte città italiane con questi scali. Per cercare i voli più convenienti vi consigliamo Kiwi, il nostro portale preferito.
Noleggio auto in Italia
Per muoversi nelle Dolomiti l’auto è indispensabile (a meno che non vogliate dipendere solo dai bus locali). Noi abbiamo da tempo una buona esperienza con DiscoverCars, che usiamo in tutto il mondo.
Non dimenticatevi l’assicurazione di viaggio
La montagna è imprevedibile e una buona assicurazione è la base. Noi usiamo da tempo SafetyWing.
Internet all’estero
All’interno dell’UE il roaming è incluso, quindi in Italia non avrete problemi con la connessione. Se però viaggiate spesso fuori dall’Europa o volete avere una SIM di riserva, date un’occhiata alla nostra recensione di Holafly.
Dove andare ancora nelle Dolomiti
Se avete più giorni in Val di Funes, date un’occhiata alla nostra guida completa su Val di Funes e Santa Maddalena, dove trovate consigli su altri belvedere e luoghi della valle.
Dalla vicina Val Gardena potete partire per quella che è forse la più famosa cresta delle Alpi: leggete la nostra guida alla Seceda.
Volete una panoramica completa di cosa fare in zona? Abbiamo scritto un articolo su Cosa fare nelle Dolomiti, dove condividiamo i nostri laghi, passi e paesini preferiti. E per ulteriore ispirazione sui trekking non perdete i nostri 5 consigli su sentieri nelle Dolomiti italiane per tutti i livelli.
FAQ (Domande frequenti)
Quanto è lungo il sentiero Adolf Munkel Weg?
Il classico e più popolare anello misura circa 5-6 chilometri a seconda del rifugio da cui si parte e del percorso scelto per il ritorno. Ci vogliono all’incirca 3-4 ore di cammino effettivo senza soste prolungate.
Qual è il dislivello del percorso?
Il dislivello è molto contenuto per gli standard delle Dolomiti, in totale si affrontano solo circa 200-400 metri tra salite e discese. Il sentiero si sviluppa prevalentemente in quota seguendo le curve di livello ai piedi delle montagne.
È possibile percorrere il sentiero con il passeggino?
No, il sentiero è assolutamente inadatto ai passeggini. Il percorso è pieno di pietre, radici affioranti e gradini. Per i bambini più piccoli consigliamo uno zaino porta bimbo o un marsupio da trekking.
Quanto costa il parcheggio presso Zanser Alm?
In alta stagione estiva bisogna mettere in conto una tariffa di 8 euro al giorno per un’auto. È consigliabile avere contanti con sé, anche se ormai la maggior parte dei distributori automatici accetta carte.
I cani sono ammessi sul sentiero?
Sì, i cani sono benvenuti sul sentiero, ma per motivi di protezione della natura e del bestiame al pascolo devono essere tenuti rigorosamente al guinzaglio per tutta la durata della permanenza nel parco naturale.
Qual è il periodo migliore per visitare il sentiero?
Per il trekking classico i mesi ideali vanno da luglio a settembre. Per gli appassionati di fotografia consiglio ottobre, quando i boschi di larici locali si tingono di splendide tonalità dorate. In inverno il sentiero è solitamente chiuso a causa della neve.
È possibile pernottare lungo il percorso?
Il campeggio libero è severamente vietato nel parco naturale. È però possibile pernottare in una delle strutture ricettive a valle o, previo accordo, soggiornare in uno dei rifugi di montagna nelle vicinanze del sentiero.
