Partire per la Norvegia con un drone è il sogno di molti fotografi, ma per chi pilota i droni la Norvegia è uno splendido campo minato di divieti e regolamenti sorprendentemente fitti. Prima di tirare fuori il tuo velivolo sul primo belvedere sopra un fiordo profondo, dovresti sapere che bastano due piccoli aeroporti per coprire, con le loro invisibili zone di protezione, metà delle amate Lofoten, e che per un volo non autorizzato in uno dei parchi nazionali arrivano multe davvero salate, dell’ordine di diverse migliaia di euro. Ho preparato per te una guida dettagliata alle regole aggiornate per il 2026, così da riportare dal Nord solo scatti mozzafiato e non un portafoglio vuoto o un drone inutilmente sequestrato.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
- Valgono le regole standard EASA, quindi l’altezza massima di volo consentita è di 120 metri e devi mantenere il drone sempre a vista (VLOS).
- La registrazione italiana presso l’ENAC è pienamente valida in Norvegia: non registri il drone in sé, ma te stesso come operatore, e il numero assegnato deve essere chiaramente visibile sul velivolo.
- L’assicurazione di responsabilità civile è rigorosamente obbligatoria per tutti i velivoli, tranne quelli piccolissimi sotto i 250 grammi privi di fotocamera (cosa che comunque non riguarda chi viaggia con un DJI Mini, che la fotocamera ce l’ha).
- La zona di protezione di 5 chilometri attorno agli aeroporti è assolutamente inflessibile e al Nord ti imbatterai in piste aeree molto più spesso di quanto ti aspetteresti nella natura selvaggia.
- I parchi nazionali spesso vietano qualsiasi volo: nel popolare parco Lofotodden, ad esempio, per una violazione paghi una multa di 12.000 NOK (circa 1.050 €).
- L’app Ninox Drone è assolutamente indispensabile per verificare lo spazio aereo, perché ti mostra in tempo reale tutti i divieti attivi e le restrizioni temporanee.

Quando partire per la Norvegia con il drone
Volare con il drone in Norvegia cambia drasticamente a seconda della stagione in cui ti spingi verso il profondo Nord. Ogni stagione ha le sue enormi attrattive, ma anche limitazioni molto specifiche alle quali devi prepararti in anticipo per non trovarti spiacevolmente sorpreso sul posto. Il tempo norvegese sa infatti essere molto imprevedibile.
I mesi estivi, da giugno ad agosto, portano il fenomeno magico del sole di mezzanotte, così puoi volare e fotografare tranquillamente alle due del mattino con una luce morbida e perfetta. Allo stesso tempo, però, devi fare enorme attenzione agli uccelli in nidificazione, perché da metà aprile alla fine di luglio in molte splendide riserve costiere vige un rigido divieto di accesso e di qualsiasi volo. L’estate è anche il periodo in cui negli scatti vedrai i fiordi più verdi.
L’autunno, cioè settembre e l’inizio di ottobre, è probabilmente la scelta migliore per volare: la natura sembra dipinta, gli uccelli in nidificazione se ne sono ormai andati e negli scatti hai i colori più belli dell’anno. Al Nord le giornate si accorciano rapidamente, ma in compenso hai già ottime possibilità di catturare l’aurora boreale, che dal drone è un’esperienza assolutamente magica e indimenticabile.
I mesi invernali, da novembre a marzo, sono invece la prova più dura per qualsiasi attrezzatura. La notte polare significa che volerai prevalentemente al buio totale, cosa che le norme norvegesi sorprendentemente consentono, ma devi tenere sul drone sempre accesa una luce verde lampeggiante. Inoltre, con il gelo le batterie si scaricano a velocità vertiginosa, quindi devi volare con enorme rispetto per la natura.

Dove alloggiare in Norvegia (non solo) per chi pilota droni
💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: Preferiamo cercare gli alloggi su Booking.com, dove di solito trovi le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, gite e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.
Se pianifichi un viaggio in Norvegia dedicato principalmente alla fotografia e al volo con il drone, ti consiglio vivamente di scegliere l’alloggio in modo strategico, lontano dalle zone di divieto di volo più severe. Non c’è niente di peggio che pagare una costosa e romantica baita sopra un fiordo per poi scoprire sul posto che si trova nella fascia di protezione di cinque chilometri di un aeroporto, dove il tuo velivolo non puoi nemmeno accenderlo.
Se ti dirigi verso le amate Lofoten, una base assolutamente eccellente è la zona attorno al pittoresco villaggio di Reine e alla vicina Hamnøy. Qui eviti elegantemente entrambi i grandi aeroporti, ma devi fare attenzione ai confini del parco nazionale Lofotodden, dove con il drone non puoi entrare. Un alloggio splendido e fotogenico nelle tradizionali casette rosse dei pescatori, i rorbuer, lo offre Eliassen Rorbuer, dove scatti immagini iconiche direttamente dalla terrazza in legno.
Un’altra ottima opzione in questa zona popolare è l’alloggio Reinefjorden Sjøhus, con una vista mozzafiato sulle frastagliate vette circostanti. Qui hanno strutture moderne perfette e soprattutto abbastanza tranquillità per ricaricare e preparare l’attrezzatura prima delle sessioni fotografiche di primo mattino.
Per i viaggi alla ricerca dell’affascinante aurora boreale e per i voli invernali attorno a Tromsø, ti consiglio di restare direttamente in città e di raggiungere la natura selvaggia con un’auto a noleggio. La città stessa è una zona di divieto di volo per via del grande aeroporto internazionale, ma in cambio offre ciò che dopo aver preso freddo all’aperto apprezzerai di più: stanze riscaldate, buoni ristoranti e un supermercato dietro l’angolo per rifornire lo zaino. Un ottimo rapporto qualità-prezzo lo trovi nel gettonato Smarthotel Tromsø, oppure, dopo il gelo all’aperto, puoi concederti il ben più lussuoso Clarion Hotel The Edge, situato proprio sul porto cittadino.

Dove mangiare (non solo) dopo aver volato
Quando, dopo un’intera giornata al freddo con il radiocomando in mano, riponi finalmente il drone nello zaino, apprezzerai di sicuro un pasto come si deve. La Norvegia non è tra le destinazioni più economiche e sulla costa nei menù dominano i pesci; i vegetariani se la cavano meglio nei bar delle città più grandi.
Alle Lofoten un’icona è il bistrot Anita’s Sjømat sull’isolotto di Sakrisøy, celebre per i burger di pesce. Nella Tromsø invernale, invece, sul porto c’è il rinomato ristorante Fiskekompaniet, dove si va per il pesce fresco; ma una zuppa calda e un caffè ti rimettono in piedi praticamente ovunque.

10 cose che devi sapere sui droni in Norvegia
Prima ancora di far girare le eliche per la prima volta sopra un mozzafiato fiordo norvegese, devi conoscere nel dettaglio le specificità locali. Ho preparato per te un elenco dettagliato delle 10 cose più importanti, dalla legislazione europea fino alle insidie del rigido clima artico, che al Nord incontrerai al cento per cento.

1. Valgono le stesse regole UE che a casa (categorie A1, A2, A3)
💡 Consiglio: Anche se la Norvegia non è un membro a pieno titolo dell’Unione Europea, appartiene allo Spazio Economico Europeo (SEE). Questo significa che ha pienamente recepito la legislazione europea sui droni sotto l’egida dell’EASA, quindi non ti aspetta alcuno studio lungo e faticoso di leggi completamente nuove. Se conosci le regole di casa, hai già mezza vittoria in tasca, perché qui ritrovi la stessa suddivisione nelle categorie Open A1, A2 e A3 in base al peso del tuo velivolo.
La regola fondamentale e assolutamente invalicabile è l’altezza massima di volo di 120 metri dal suolo, sorvegliata rigorosamente dall’autorità locale di controllo, la Luftfartstilsynet. Devi mantenere il drone a vista diretta per tutta la durata del volo, quella che si chiama regola VLOS. Mandare il velivolo oltre un crinale solo attraverso il monitor è severamente vietato — e la multa che rischi ti passerà la voglia prima ancora che il drone torni indietro.
Una curiosità della Norvegia invernale è il fatto che il volo notturno è ufficialmente consentito, se hai il drone dotato di una luce verde lampeggiante e mantieni il contatto visivo continuo. Lo apprezzerai soprattutto durante la lunga notte polare, quando al Nord la luce del giorno è ridotta al minimo. Senza questa deroga favorevole, da novembre a gennaio nelle zone oltre il circolo polare non potresti praticamente mai volare legalmente con il drone.

2. La registrazione ENAC italiana ti basta ampiamente in Norvegia
💡 Consiglio: Molti viaggiatori cercano confusi dove doversi registrare al Nord prima del viaggio, ma per i cittadini dell’Unione Europea vale una regola meravigliosamente semplice di riconoscimento reciproco. Un pilota registrato in un altro Stato EASA non deve registrarsi di nuovo in Norvegia, quindi la tua registrazione valida presso l’ENAC (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile italiano) è del tutto sufficiente e pienamente legale.
I viaggiatori provenienti da Paesi terzi extra-UE devono registrarsi con procedure complicate sul portale norvegese flydrone.no, ma tu devi solo controllare di avere con te un attestato EASA valido di idoneità per la tua specifica sottocategoria, tipicamente A1/A3. Tieni sempre questo documento scaricato offline sul telefono, perché durante un controllo della polizia in un luogo isolato tra le montagne spesso prendi solo un segnale molto debole o del tutto assente.
Il tuo unico obbligo fisico è avere il drone chiaramente contrassegnato con il numero di operatore italiano che l’ENAC ti ha assegnato dopo aver superato i test. Le autorità norvegesi accettano senza problemi anche un QR code chiaramente applicato con i tuoi dati. L’importante è che il velivolo, in caso di perdita, guasto tecnico o incidente, sia immediatamente identificabile e che la polizia possa collegarlo facilmente alla tua persona.

3. L’assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria senza eccezioni
💡 Consiglio: Mentre altrove sull’assicurazione dei piccoli droni si chiude a volte un occhio, le autorità norvegesi in questo non conoscono pietà e richiedono l’assicurazione di responsabilità civile obbligatoria per tutti i droni con fotocamera, a prescindere dal loro peso. Fanno eccezione solo i velivoli sotto i 250 grammi privi di fotocamera e venduti puramente come giocattoli, cosa che la popolare serie DJI Mini di certo non è.
Se il tuo velivolo rientra in una categoria di peso superiore, la legge richiede una copertura assicurativa minima di 0,75 milioni di DSP (diritti speciali di prelievo), che convertiti fanno poco più di 900.000 €. Una comune polizza per la responsabilità civile italiana purtroppo nella maggior parte dei casi non ti aiuta, perché le compagnie spesso escludono rigorosamente l’uso di modellini di aeromobili e droni.
Prima di partire devi quindi procurarti una speciale assicurazione per droni valida per la Norvegia o per tutto il SEE; per fortuna oggi la offrono numerose compagnie specializzate proprio nei droni, quindi hai una buona scelta. La conferma dell’assicurazione valida, idealmente in lingua inglese, tienila sempre con te, perché in caso di qualsiasi incidente o di un normale controllo a campione è il primissimo documento che la polizia ti chiederà di visionare.

4. La trappola nascosta della segnalazione dei sensori (NSM)
💡 Consiglio: Di questa bizzarra regola sa poco quasi ogni turista, ma se voli con un drone dotato di fotocamera o di altri sensori avanzati, secondo le autorità norvegesi hai l’obbligo di segnalare l’uso dei sensori all’agenzia nazionale per la sicurezza norvegese (Nasjonal sikkerhetsmyndighet, in breve NSM). La Norvegia infatti oggi custodisce con grande attenzione la propria cartografia e le infrastrutture critiche.
L’ente ha creato un portale online con una mappa interattiva all’indirizzo registrering.sensor.nsm.cloudgis.no, dove ti registri e segnali in quali zone intendi usare il drone.
Questo obbligo relativamente poco noto serve a impedire la mappatura accidentale di installazioni militari sensibili da parte di turisti che spesso non si rendono nemmeno conto che il loro drone inquadra sullo sfondo qualche radar segreto. La registrazione sul portale NSM è totalmente gratuita e ti consiglio caldamente di sbrigarla ancora comodamente da casa al computer, così sul posto non perdi tempo a compilare moduli con dati mobili costosi ed eventualmente un segnale debole.

5. Gli aeroporti sono ovunque e la zona di 5 chilometri è sacra
💡 Consiglio: La Norvegia dispone di una rete incredibilmente fitta di piccoli aeroporti locali, che collegano anche comunità molto isolate, e la regola dice chiaramente che volare a meno di 5 chilometri da un aeroporto senza autorizzazione è assolutamente vietato. Questo rappresenta un’enorme trappola soprattutto per chi visita l’estremo Nord e spesso non si rende affatto conto di quanto vicino a un’infrastruttura aerea si trovi, in mezzo alla natura selvaggia.
Un esempio tipico e molto doloroso sono le Lofoten, dove i cerchi di protezione attorno agli aeroporti di Leknes e Svolvær coprono gran parte del territorio più fotogenico, comprese molte splendide spiagge e creste montuose raggiungibili in auto. Altri fastidiosi tranelli ti aspettano vicino a città come Tromsø, Alta, Bodø o Honningsvåg, nei pressi del celebre Capo Nord, dove le zone aeroportuali si estendono in profondità in una natura apparentemente incontaminata.
Per orientarti in sicurezza devi quindi assolutamente installare l’app ufficiale Ninox Drone, raccomandata direttamente dall’autorità di controllo norvegese Luftfartstilsynet. L’app non solo ti mostra i confini precisi di tutte le zone vietate, ma per alcuni aeroporti gestiti dalla società Avinor consente addirittura di chiedere digitalmente alla torre di controllo un permesso eccezionale di decollo.

6. I parchi nazionali hanno regole proprie molto severe
💡 Consiglio: Un grande errore di molti piloti entusiasti è dare per scontato che in un parco nazionale sia automaticamente vietato volare ovunque. La realtà è però che le aree protette hanno sempre regolamenti specifici propri, detti verneforskrift, e mentre alcuni parchi non si preoccupano affatto dei droni, altri li vietano esplicitamente oppure formulano il divieto di disturbo della fauna in modo così ampio da rendere di fatto impossibile qualsiasi volo.
Un avvertimento fondamentale vale per gli amanti delle Lofoten, perché il parco nazionale Lofotodden copre l’intera parte occidentale dell’isola di Moskenesøya, dove rientrano anche la celebre spiaggia di Kvalvika e l’iconica montagna Ryten. Proprio in queste zone l’uso dei droni è totalmente e ovunque vietato, e le multe per la violazione di questa norma arrivano a un’astronomica cifra di 12.000 NOK, cioè circa 1.050 € 😅.
Prima di ogni volo nella natura devi quindi aprire le mappe ufficiali dell’agenzia Miljødirektoratet sul sito naturbase.no, dove trovi i confini precisi di tutte le aree protette e i link ai relativi regolamenti. Vale sempre la pena dedicare cinque minuti a raccogliere informazioni online, piuttosto che perdere una costosa attrezzatura e il resto del budget delle vacanze in un incontro con un ranger locale.

7. Attenzione agli uccelli in nidificazione e alle riserve ornitologiche
💡 Consiglio: Tutta la costa norvegese è disseminata di importanti riserve ornitologiche, nelle quali vige un rigido divieto stagionale di accesso e di qualsiasi avvicinamento, di solito dal 15 aprile al 31 luglio. Questo divieto severo si applica ovviamente anche agli aeromobili senza pilota, perché il rumore acuto dei rotori provoca agli uccelli in nidificazione un enorme stress e può portare persino all’abbandono definitivo del nido.
La restrizione riguarda soprattutto i celebri isolotti pieni di adorabili pulcinelle di mare, come Værøy, Røst, Bleiksøya presso l’isola di Andøya o Gjesvær vicino a Capo Nord. Disturbare uccelli marini in nidificazione o maestose aquile di mare è però vietato tutto l’anno e in tutto il Paese, a prescindere dal fatto che tu ti trovi o meno in una riserva ufficialmente istituita.
Se durante un volo sopra un fiordo gli uccelli iniziano all’improvviso ad avvicinarsi o addirittura ad attaccare aggressivamente il drone, atterra immediatamente e in sicurezza. Un gabbiano inferocito può abbattere un piccolo drone con un solo colpo ben mirato, e gli uccelli aggressivi attorno a te sono un segnale chiaro che è ora di atterrare e sparire dal posto, preferibilmente prima che lo veda un ranger.

8. Privacy, terreni e installazioni militari al Nord
💡 Consiglio: La Norvegia è sì un Paese enorme e apparentemente disabitato, ma questo non significa affatto che puoi decollare dove ti pare. L’autorità norvegese per l’aviazione afferma chiaramente che per il decollo e l’atterraggio del drone ti serve il consenso del proprietario del terreno, perché il celebre diritto nordico di libera circolazione nella natura (Allemannsretten) non si applica automaticamente all’uso dei sistemi senza pilota.
Attenzione anche alla privacy: fotografare una persona riconoscibile senza il suo consenso si scontra con le severe leggi norvegesi e con il GDPR, e questo vale anche per le riprese dal drone. Nella parte settentrionale del Paese, poi, vige il divieto assoluto di fotografare e filmare qualsiasi installazione militare, di cui attorno alle basi di Andøya, Bardufoss o vicino ai sensibili confini con la Russia nella regione del Finnmark ce ne sono davvero innumerevoli.
Una curiosità, e una chiara prova che i norvegesi prendono la sicurezza nazionale mortalmente sul serio, è il fatto che dal febbraio 2022 vige il divieto totale di volo per tutti i cittadini e gli operatori russi. Per noi se ne ricava un’unica lezione: la polizia norvegese dispone di moderne apparecchiature di sorveglianza e risolve le violazioni nelle zone sensibili con un arresto inflessibile e il sequestro immediato dell’attrezzatura.

9. Inverno, vento e altre specificità della natura nordica
💡 Consiglio: Volare oltre il circolo polare richiede molta più preparazione accurata di un volo del weekend allo stagno dietro casa. Il nemico assoluto è il gelo, che può ridurre l’autonomia reale della batteria di un allarmante 30-50 per cento, perché la reazione chimica nell’accumulatore al freddo rallenta notevolmente e la tensione, sotto sforzo, può crollare bruscamente verso lo zero.
La regola d’oro è tenere tutte le batterie sempre al caldo vicino al corpo, ad esempio nella tasca interna del giaccone invernale, e prima del decollo lasciare il drone in hovering basso sul terreno per qualche decina di secondi, così da farlo scaldare. Decolla sempre con la batteria carica al cento per cento, pianifica il rientro con una riserva di almeno il 30 per cento e non aspettare mai l’ultimo disperato avviso del sistema — e porta subito con te dei buoni guanti da fotografo, perché manovrare le levette del radiocomando con le dita congelate nell’Artico è davvero una sfida 😅.
Un’altra enorme prova è l’imprevedibile vento norvegese, in particolare i forti venti a raffica sopra il mare aperto e i fiordi profondi. Se mandi il drone sottovento lontano da te, devi mettere in conto che il rientro controvento consumerà molta più energia e il velivolo potrebbe non tornare più affatto. Sopra l’acqua tieni quindi una riserva di energia ancora più ampia e pianifica l’inversione di marcia al più tardi a metà della capacità della batteria.

10. Le Svalbard giocano in tutt’altro campionato, molto più severo
💡 Consiglio: Se hai intenzione di lasciare la terraferma e dirigerti verso l’arcipelago artico delle Svalbard (Spitsbergen), dimentica gran parte di ciò che sai sul volo nella Norvegia comune. Qui regna infatti un regime di protezione estremamente rigido, alla cui base c’è il divieto totale di volo entro un raggio di 5 chilometri dall’aeroporto di Longyearbyen. Questo significa di fatto che l’intero capoluogo e i suoi immediati dintorni sono un’unica enorme zona no-fly, dove il drone non lo tiri nemmeno fuori dalla borsa.
Fuori da questa zona in teoria puoi volare, ma devi rispettare una distanza minima di 150 metri da qualsiasi persona, edificio o imbarcazione, una regola molto più severa che sulla terraferma. Alle Svalbard vige inoltre il divieto assoluto di volo al buio, quindi d’inverno ai droni puoi rinunciare del tutto.
Assolutamente inflessibile è poi il divieto di qualsiasi disturbo alla fauna artica. Avvicinarsi con un drone ronzante agli orsi polari, ai minacciati trichechi o alle scogliere ornitologiche è un tabù totale e rischia pene draconiane. Gran parte del territorio di questo magico arcipelago rientra comunque sotto una qualche forma di rigida protezione naturale, dove i droni sono vietati ovunque. Se questo tema ti interessa di più e stai pianificando un viaggio nel profondo Nord, gli dedichiamo un capitolo dettagliato nella nostra guida a parte sulle Svalbard.

Riepilogo pratico e prezzi indicativi
Perché sia chiaro a cosa vai incontro, ti do una rapida panoramica di quanto ti costeranno la burocrazia ed eventuali infrazioni. Spoiler: la prevenzione costa meno. La conversione in euro dipende ovviamente dal cambio attuale, ma per un orientamento di massima conta che 1 NOK equivale a circa 0,09 €. È sempre meglio investire in assicurazione e preparazione che pagare multe inutili.
- Registrazione dell’operatore presso l’ENAC (Italia): valuta i costi previsti (in molti Stati EASA è gratuita) e la registrazione vale anche in Norvegia.
- Esame online A1/A3: lo puoi svolgere comodamente da casa in italiano.
- Assicurazione per droni per l’Europa: all’incirca da 40 a 100 € all’anno (a seconda del massimale scelto e della compagnia).
- Registrazione su flydrone.no: solo per i cittadini extra-UE, non riguarda te in quanto cittadino italiano.
- Multa per il volo nel PN Lofotodden: 12.000 NOK (circa 1.050 €).
- Multa per aver messo a rischio una zona aeroportuale: decine di migliaia di NOK, fino al sequestro immediato del velivolo e a un procedimento penale.
Ti consiglio caldamente di non contare sul fatto che nella natura selvaggia sei del tutto solo e nessuno ti vedrà. La polizia norvegese e i guardaparco sono molto attivi, e gli abitanti locali spesso segnalano spontaneamente e responsabilmente l’attività sospetta di droni nei dintorni, perché semplicemente proteggono la loro tranquillità e la splendida natura.
Dove continuare
Sul blog abbiamo preparato per te diverse altre guide che ti aiuteranno di sicuro a pianificare l’itinerario:
- Norvegia: 50 consigli su cosa vedere
- Norvegia in auto: road trip
- Lofoten: la grande guida
- Le spiagge più belle delle Lofoten
- La Strada Atlantica e il Trollstigen
Domande frequenti
Prima di ogni viaggio al Nord ricevo dai lettori tantissime domande sulle regole locali. Ecco le risposte a quelle più frequenti, così hai tutto chiaro ancora prima della partenza.
Devo registrare il mio drone presso le autorità norvegesi?
No, se sei cittadino UE e hai una registrazione operatore valida presso l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) italiano, le autorità norvegesi riconoscono pienamente questa registrazione. È sufficiente avere il numero di operatore italiano visibilmente applicato sul drone (anche sotto forma di pratico codice QR) e portare con sé il certificato di competenza del pilota scaricato per la categoria appropriata. Ti risparmierai così tanta burocrazia inutile sul posto.
La mia normale assicurazione italiana copre eventuali danni?
Nella maggior parte dei casi purtroppo non copre, perché le classiche assicurazioni di responsabilità civile hanno l’utilizzo di modelli aerei e droni nelle esclusioni. La Norvegia richiede senza compromessi un’assicurazione specifica per droni con una copertura minima di 0,75 milioni di DSP. L’unica eccezione sono i giocattoli innocui sotto i 250 grammi senza fotocamera integrata, ma questo non include praticamente nessun drone da viaggio comune.
Posso volare con il drone alle Lofoten?
Sì e no, perché le Lofoten sono una delle regioni più complicate in assoluto per chi vola con i droni. Gran parte del territorio più bello è bloccato dalle zone di protezione di cinque chilometri degli aeroporti di Leknes e Svolvær. Inoltre, tutta la parte occidentale rientra nel parco nazionale Lofotodden (inclusa la popolare montagna Ryten e la spiaggia di Kvalvika), dove i voli con drone sono completamente vietati sotto pena di multe superiori a € 1.000.
Volare nei parchi nazionali norvegesi è automaticamente vietato?
Non è un divieto generalizzato per tutto il paese, perché ogni parco nazionale è regolato dal proprio regolamento chiamato verneforskrift. Mentre nel parco Lofotodden il volo è rigorosamente vietato, in altri parchi montani potrebbe essere consentito, purché non disturbi la fauna selvatica. Pertanto devi sempre verificare preventivamente ogni località specifica sulle mappe ufficiali dell’agenzia Miljødirektoratet all’indirizzo naturbase.no.
A che altezza posso volare con il drone in Norvegia?
Come nel resto dello Spazio Economico Europeo, vale l’altezza massima di volo consentita di 120 metri sopra il livello del terreno. Devi anche mantenere il drone sempre in linea visiva diretta durante tutto il volo, senza l’uso di binocoli o volo esclusivamente tramite monitor. Inviare il drone oltre una collina verso una valle adiacente è quindi severamente vietato.
Cosa vale per i droni piccoli sotto i 250 grammi (es. DJI Mini)?
Anche per questi piccoli dispositivi molto popolari con fotocamera devi avere una registrazione operatore valida e un’assicurazione di responsabilità civile attiva. Il grande vantaggio della categoria A1 è però che con questi puoi volare più vicino a persone non coinvolte. Rimane tuttavia il divieto assoluto di sorvolare assembramenti di persone e devi rispettare rigorosamente tutte le zone interdette al volo degli aeroporti.
Dove posso verificare se posso decollare in un determinato luogo?
Lo strumento migliore e ufficiale è l’app mobile Ninox Drone, che ti mostra in tempo reale tutte le zone interdette al volo permanenti e temporanee, inclusi aeroporti critici e aree militari. Per controllare i confini dei parchi nazionali e le riserve ornitologiche stagionali raccomando poi di utilizzare sempre le mappe web norvegesi naturbase.no.
La polizia norvegese può confiscare il mio drone?
Sì, se violi gravemente le regole, ad esempio volando nelle immediate vicinanze di un aeroporto, sopra un oggetto militare segreto o disturbando arbitrariamente la fauna protetta. La polizia norvegese prende molto sul serio la protezione dello spazio aereo. Oltre alla confisca della costosa attrezzatura, rischi multe davvero elevate e, in casi estremi, persino procedimenti penali.
