Giappone per la prima volta: JR Pass, prezzi e consigli pratici per il 2026

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Il Giappone è un paese assolutamente affascinante, che ti conquista all’istante con i suoi contrasti, ma che allo stesso tempo può mettere in difficoltà il viaggiatore impreparato. Se stai per partire per il Sol Levante per la prima volta, avrai probabilmente la testa piena di domande senza risposta sui trasporti complicati, sul funzionamento del denaro e sulle rigide usanze locali. La buona notizia è che, grazie all’attuale cambio dello yen giapponese eccezionalmente favorevole, viaggiare in Giappone è molto più accessibile rispetto agli anni passati. Vediamo quindi insieme tutto ciò che devi sapere prima della partenza, così da goderti la tua vacanza senza stress inutili ed evitare costosi errori da principiante.

Riassunto

  • Il JR Pass è aumentato drasticamente e nella maggior parte dei casi non conviene. Nel 2026 un pass di 7 giorni costa ben 50.000 JPY (circa 290 €), quindi per il classico itinerario Tokyo, Kyoto e ritorno è più conveniente comprare i biglietti singoli.
  • La legge sul JESTA per ora non ti riguarda. Anche se si parla molto della nuova autorizzazione elettronica, il sistema partirà non prima dell’anno fiscale 2028 e fino ad allora si viaggia senza visto solo con il passaporto.
  • Digitalizza il tuo portafoglio con Apple Wallet. Se hai un iPhone, scaricaci la carta virtuale Suica, con cui pagherai la metro e gli acquisti nei piccoli negozi semplicemente avvicinando il telefono, senza nemmeno sbloccare lo schermo.
  • I bagagli grandi sul treno richiedono la prenotazione. Se la valigia supera i 160 cm di somma dei lati, devi prenotare in anticipo (gratuitamente) sui treni shinkansen un posto speciale con spazio per il bagaglio, altrimenti rischi una multa fastidiosa.
  • Il contante è ancora il re della campagna. Anche se nelle città la situazione è migliorata molto dopo la pandemia, per visitare templi minori o villaggi remoti tieni sempre con te almeno 10.000 JPY in banconote.
  • Non lasciare mai la mancia, da nessuna parte. Nella cultura giapponese lasciare la mancia è considerato offensivo e il personale probabilmente ti rincorrerebbe per strada per restituirti i soldi.
  • Scarica un dizionario e mappe offline. L’inglese non ti salva fuori dai principali centri turistici e dalle grandi stazioni, quindi un traduttore con la funzione di scansione del testo sarà il tuo migliore amico ogni giorno.

12 cose da sapere prima di partire per il Giappone

Vediamo insieme le cose più importanti che dovresti sapere prima della tua prima visita in Giappone.

1. JR Pass: quanto costa e quando conviene

Fino a pochi anni fa il Japan Rail Pass era una necessità assoluta per ogni turista, ma nell’autunno del 2023 c’è stato un enorme aumento di prezzo di quasi il 70 per cento. Oggi per la versione ordinaria di 7 giorni paghi 50.000 JPY (circa 290 €), per la variante di 14 giorni 80.000 JPY e il pass di tre settimane arriva a 100.000 JPY. Se desideri viaggiare nel più lussuoso vagone di prima classe, il Green Car, mettiti da parte 70.000 JPY a settimana, il che è già un colpo notevole al budget di viaggio.

Per la maggior parte dei turisti comuni questo pass nazionale semplicemente non conviene. Il punto di pareggio per il pass di 7 giorni si raggiunge solo quando percorri circa otto tratte lunghe in treno ad alta velocità nell’arco di una settimana. Se invece prevedi solo il classico itinerario di base da Tokyo a Kyoto, poi a Hiroshima e ritorno a Tokyo, i biglietti singoli ti costeranno circa 44.180 JPY, quindi con il pass ci rimetteresti. Inoltre il pass continua a non valere sui treni più veloci in assoluto, Nozomi e Mizuho, senza un cospicuo supplemento.

Il JR Pass ha senso solo se hai in programma spostamenti davvero frenetici su lunghe distanze. Può tornare utile ai viaggiatori che vogliono visitare in una sola settimana Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Kanazawa e tornare al punto di partenza, ma per un’esplorazione più tranquilla del paese è molto più sensato pagare ogni tratta separatamente o usare le alternative regionali più piccole.

💡 Consiglio: Anche se nell’autunno del 2026 è previsto un ulteriore aggiustamento dei prezzi presso i rivenditori esteri, il sito ufficiale japanrailpass.net dovrebbe mantenere i prezzi attuali, per questo si consiglia di acquistare il pass esclusivamente tramite quello ed evitare gli intermediari.

2. I pass ferroviari regionali come alternativa più intelligente

Quando il biglietto nazionale non conviene, entrano in scena i cosiddetti pass regionali, offerti dalle singole diramazioni delle ferrovie giapponesi. Questi pass sono spesso la salvezza nascosta del tuo budget, perché si concentrano solo su isole o prefetture specifiche e il loro prezzo è incomparabilmente più basso. Se ad esempio vuoi esplorare soprattutto la zona intorno a Tokyo e spingerti a nord verso la neve, sarà ideale il JR East Pass per la regione del Tohoku o di Nagano.

L’offerta più vantaggiosa in assoluto per i turisti diretti a ovest è attualmente il Kansai-Hiroshima Area Pass di JR West. Costa gli ottimi 17.000 JPY, vale ben cinque giorni e ti copre viaggi illimitati tra Kyoto, Osaka, Himeji, Hiroshima e persino il traghetto per la sacra isola di Miyajima. Solo il viaggio di andata e ritorno in treno ad alta velocità da Osaka a Hiroshima costa normalmente più del pass stesso, quindi questo investimento si ripaga praticamente subito.

Un’altra ottima opzione è il Kansai Wide Area Pass, che parte da circa 12.000 JPY e ti basta abbondantemente per esplorare a fondo i dintorni di Osaka, Kyoto e Nara. Consiglio sempre di tenere a portata di mano l’app Google Maps, simulare gli spostamenti previsti nella sezione trasporti pubblici e semplicemente sommare quanto costerebbero i biglietti normali rispetto al prezzo del pass regionale scelto.

💡 Consiglio: I pass regionali si possono di solito acquistare direttamente nelle grandi stazioni, ma comprandoli online in anticipo sui siti ufficiali dei vettori ottieni spesso un piccolo sconto e ti risparmi il tempo passato in coda.

3. Carte IC Suica e Pasmo: pagare avvicinando il telefono

In Giappone ti imbatterai nel sistema delle carte a chip ricaricabili chiamate carte IC, le più note delle quali sono Suica, Pasmo o Icoca. Queste carte sono nate originariamente per pagare i biglietti della metro e dei treni suburbani, ma oggi funzionano come un portafoglio elettronico universale, con cui paghi nei supermercati, nei distributori automatici di bevande e in alcuni ristoranti in tutto il paese, indipendentemente dalla città in cui l’hai acquistata.

La vera svolta per il 2026 è la possibilità di aggiungere la carta Suica direttamente in Apple Wallet del tuo iPhone. L’intero processo richiede pochi secondi, ricarichi la carta con la tua carta di pagamento italiana tramite Apple Pay e, grazie alla funzione Express Mode, ti basta poi avvicinare il telefono spento ai tornelli della metro. È incredibilmente comodo e risolve elegantemente il problema della carenza di carte a chip fisiche che affligge il Giappone negli ultimi anni a causa della carenza mondiale di semiconduttori.

Se usi un telefono con sistema Android o preferisci semplicemente una carta fisica, puoi acquistare negli aeroporti la speciale versione turistica Welcome Suica. Non richiede alcun deposito iniziale, ha un bel design con i fiori di ciliegio e vale esattamente 28 giorni dall’attivazione, il che per la maggior parte delle vacanze basta e avanza. Tieni però presente che con nessuna carta IC puoi viaggiare sui treni ad alta velocità shinkansen a lunga percorrenza tra le diverse regioni: servono esclusivamente per i trasporti locali e suburbani.

💡 Consiglio: Prova ad aggiungere la carta Suica mobile sull’iPhone ancora prima della partenza dall’Italia, perché a volte la ricarica con le carte Visa europee dà qualche problema, mentre con le carte Mastercard le transazioni funzionano senza intoppi.

4. Shinkansen: prenotazione dei posti e regole rigide per i bagagli

Il viaggio a bordo del treno ad alta velocità giapponese, lo shinkansen, è un’esperienza straordinaria, che ha però le sue regole specifiche. Puoi prenotare il posto sulla maggior parte dei treni gratuitamente con un mese di anticipo tramite l’app ufficiale smartEX, sul sito web o direttamente in stazione ai distributori automatici self-service. Anche se i treni offrono vagoni senza prenotazione per chi decide di partire all’ultimo momento, durante le festività giapponesi o l’alta stagione turistica la prenotazione di un posto preciso è assolutamente necessaria.

Il cambiamento più importante degli ultimi anni sono le regole rigide per viaggiare con bagagli ingombranti. Se la tua valigia, sommando tutti e tre i lati (altezza, larghezza, profondità), misura tra i 160 e i 250 centimetri, sulle linee più trafficate Tokaido, Sanyo e Kyushu devi obbligatoriamente prenotare un posto speciale nell’ultima fila del vagone. Questa prenotazione è gratuita, ma i posti sul treno sono pochi e spariscono in fretta. Se sali con una valigia grande senza questa prenotazione speciale, il controllore ti affibbierà una multa inflessibile di 1.000 JPY e ti porterà la valigia in un altro vagone.

Sui treni regna una perfetta cultura del rispetto e del silenzio. Telefonare seduti al proprio posto è un tabù assoluto, per le chiamate devi sempre spostarti nell’area di collegamento tra i vagoni. Al contrario, il cibo sui treni è più che benvenuto e l’acquisto della tradizionale scatola-pranzo chiamata ekiben, piena di specialità locali, fa parte dei rituali immancabili di ogni viaggio più lungo, quindi non dimenticare di ritagliarti in stazione il tempo per scegliere lo spuntino più bello.

💡 Consiglio: Mentre aspetti lo shinkansen, nota i segni sul pavimento del binario che indicano esattamente dove si troveranno le porte del tuo vagone. Qui le persone si mettono in fila in modo esemplare e nessuno passa avanti.

5. Visto e lo spauracchio chiamato JESTA

Per i cittadini italiani viaggiare in Giappone è dal punto di vista burocratico molto piacevole, perché non serve alcun visto classico. Puoi trascorrervi fino a 90 giorni nell’ambito del regime turistico senza visto, e ti basta solo un passaporto valido. L’unica condizione è che il passaporto sia valido almeno per l’intera durata del soggiorno previsto nel paese: non servono i famosi sei mesi di validità aggiuntivi richiesti in alcuni stati asiatici.

Ultimamente si discute molto in rete del nuovo sistema di autorizzazione elettronica chiamato JESTA, che dovrebbe funzionare in modo simile all’ESTA americano. Questa legge è stata effettivamente approvata di recente, ma il governo giapponese ha annunciato che l’entrata in vigore effettiva è prevista non prima dell’anno fiscale 2028. Ciò significa che per i viaggi negli anni 2026 e 2027 questa novità non deve affatto preoccuparti e volerai in Giappone all’antica, senza compilare questionari online.

Prima della partenza compila però sicuramente il modulo online sul portale Visit Japan Web. Ti verranno generati i codici QR per il controllo immigrazione e la dichiarazione doganale, che poi in aeroporto a Tokyo o Osaka mostrerai semplicemente sul display del telefono. Velocizza notevolmente il passaggio in aeroporto ed eviti di compilare lunghi moduli cartacei nella sala arrivi dopo un lungo volo.

💡 Consiglio: Anche se il sistema JESTA è per ora musica del futuro, i funzionari dell’immigrazione potrebbero chiederti allo sportello di dimostrare di avere un alloggio prenotato per i primi giorni e un biglietto aereo di ritorno, quindi tieni questi documenti stampati o salvati offline sul telefono.

6. Denaro e bancomat: il Giappone ama ancora il contante

Anche se immaginiamo tutti il Giappone come un paese del futuro pieno di robot, in fatto di denaro qui il tempo si è fermato e il contante è ancora estremamente importante. Nelle grandi città, negli hotel moderni e nelle catene oggi paghi con carta o telefono senza alcun problema, ma non appena ti dirigi verso i piccoli ristoranti a conduzione familiare, acquisti i biglietti per i templi storici o parti a esplorare la campagna, senza le fruscianti banconote proprio non ce la fai.

Il tuo migliore amico per prelevare contanti saranno i bancomat della rete Seven Bank, che trovi in ogni negozio 7-Eleven. Sono aperti ventiquattro ore su ventiquattro, hanno un ottimo menu in inglese e accettano senza problemi la stragrande maggioranza delle carte europee. Il limite per un singolo prelievo si aggira di solito intorno ai 100.000 JPY. Un’altra alternativa affidabile sono i bancomat degli uffici postali giapponesi (JP Post Bank), dove il limite è fissato a 50.000 JPY per transazione.

La regola d’oro quando prelevi al bancomat o paghi con carta al terminale è scegliere sempre l’addebito in valuta locale, cioè in yen giapponesi. Non accettare mai il servizio DCC (Dynamic Currency Conversion), che ti offre la conversione diretta in euro, perché quel cambio è estremamente sfavorevole e perderesti inutilmente diversi euro in commissioni.

💡 Consiglio: Cerca di avere sempre con te, per ogni evenienza, una riserva di circa 10.000 JPY in contanti: ti salverà nelle situazioni in cui ti ritrovi all’improvviso in un fantastico localino sperduto dove le carte vengono ostinatamente rifiutate.

7. Internet sul cellulare: eSIM contro Pocket Wi-Fi

Stare in Giappone senza connessione a internet è come cercare di orientarsi in un labirinto a occhi bendati. Affidarsi alle reti Wi-Fi pubbliche nei bar o nelle stazioni è molto frustrante, perché spesso richiedono una registrazione complicata in giapponese o sono incredibilmente lente. Per i singoli o le coppie, nel 2026 la scelta chiara è dotarsi di una SIM elettronica, ovvero una eSIM, che scarichi sul telefono ancora da casa e che si attiva da sola subito dopo l’atterraggio.

Il vantaggio delle eSIM di provider come Holafly, Yesim o Airalo è l’enorme flessibilità. Un pacchetto settimanale con dati a sufficienza si acquista già da 4 a 15 dollari e, finito il viaggio, non devi restituire nulla da nessuna parte. Prima dell’acquisto devi solo verificare che il tuo smartphone supporti la tecnologia eSIM e che non sia bloccato su un operatore specifico, il che sui dispositivi moderni è ormai fortunatamente lo standard.

Il noleggio della tradizionale scatoletta Pocket Wi-Fi, che un tempo dominava il mercato turistico, oggi ha senso solo per i gruppi più grandi o per le famiglie di tre o più persone. La scatoletta crea un hotspot per tutti, così i costi si dividono, ma devi rassegnarti al fatto di doverla ricaricare di continuo, portarla con te nello zaino e, alla fine della vacanza, non dimenticare di restituirla in aeroporto o spedirla per posta al gestore.

💡 Consiglio: Se opti per la eSIM, scaricala sul telefono con calma a casa su una Wi-Fi veloce e attivala solo in aereo prima dell’atterraggio, così da avere i dati subito disponibili all’uscita dall’aereo per navigare fino all’hotel.

8. Etichetta, onsen e perché non lasciare mai la mancia

La società giapponese funziona su rigide regole di rispetto e, come turisti, dovresti rispettarle. Alla base c’è il togliersi le scarpe. Ti toglierai le scarpe praticamente ovunque tranne che negli hotel moderni e nei negozi: all’ingresso dei templi, nei tradizionali alloggi ryokan e spesso anche nei ristoranti più piccoli. Fai caso al gradino rialzato all’entrata chiamato genkan, è il segnale chiaro per togliere le calzature. Presta particolare attenzione ai tatami, sui quali non puoi salire nemmeno con le pantofole, ma solo con calzini puliti.

Anche la visita ai tradizionali bagni termali onsen ha le sue regole rigide. Nell’acqua si entra rigorosamente senza costume, quindi uomini e donne hanno sezioni separate. Prima ancora di entrare nella sorgente calda, devi lavarti accuratamente con il sapone sugli sgabellini nell’area docce. Non portare mai l’asciugamano nell’acqua: i giapponesi di solito se lo appoggiano sulla testa per non bagnarlo. Se hai tatuaggi sul corpo, nella maggior parte dei bagni pubblici non ti faranno entrare affatto, quindi dovrai cercare locali speciali tattoo-friendly o affittare un bagno privato kashikiri.

Un altro enorme shock culturale è il sistema delle ricompense. In Giappone non si lascia mai e in nessun caso la mancia. Né nei ristoranti, né in taxi, né alle addette alle pulizie in hotel. Un buon servizio qui è considerato scontato e il tentativo di lasciare una mancia viene percepito come un’offesa grave, perché suggerisce che il datore di lavoro paga male i suoi dipendenti.

💡 Consiglio: Regole altrettanto rigide valgono anche per un banale raffreddore. Soffiarsi il naso in pubblico nel fazzoletto è considerato estremamente maleducato, la gente del posto preferisce tirare su continuamente col naso o andare in bagno.

9. La barriera linguistica e come farsi capire

Preparati al fatto che il livello di inglese in Giappone è sorprendentemente basso. A eccezione dei grandi nodi ferroviari, degli hotel di lusso e delle attrazioni turistiche più famose di Tokyo o Kyoto, ti imbatterai in una forte barriera linguistica. La gente del posto farà del suo meglio per aiutarti, ma spesso finirà tutto in sorrisi imbarazzati e in un’intensa gesticolazione.

La tua arma principale per sopravvivere sarà l’app Google Translate, e in particolare la sua funzione di traduzione tramite fotocamera. Con quella scansionerai ogni giorno i menu illeggibili nei ristoranti, le etichette degli alimenti nei supermercati o i pulsanti complicati del telecomando dell’aria condizionata nella camera d’hotel. Non dimenticare di scaricare il dizionario giapponese sul telefono per l’uso offline, perché nei ristoranti dei piani interrati spesso cade il segnale.

Anche se hai a disposizione la tecnologia, imparare qualche frase di base ti aprirà il cuore della gente del posto. La parola più importante in assoluto è Sumimasen, che significa sia “permesso” sia “scusa”, e la userai quando ti fai strada tra la folla o quando chiami il personale al ristorante. Il ringraziamento Arigatō gozaimasu farà spuntare un sorriso sul volto di ogni commesso e per pagare nei locali ti tornerà utile la frase O-kaikei onegai shimasu.

💡 Consiglio: Molti ristoranti hanno all’ingresso delle vetrine con perfetti modelli in plastica dei piatti offerti. Se non capisci il menu, porta semplicemente fuori il personale, indica col dito il modello scelto e di’ “Kore onegai shimasu” (Questo, per favore).

10. Prese elettriche, adattatori e la salvezza chiamata konbini

I caricabatterie italiani in Giappone non funzioneranno. Il paese usa prese elettriche di tipo A con due spinotti piatti, quelle che conosci dagli Stati Uniti, e per di più qui la tensione è di soli 100 V. Per caricare il telefono o il portatile ti basterà un semplice adattatore di plastica da pochi euro, perché l’elettronica moderna gestisce senza problemi la tensione più bassa (sull’etichetta del caricabatterie trovi la scritta 100-240 V). Se però hai in programma di portare da casa apparecchi più potenti, avranno bisogno di un pesante e costoso trasformatore di tensione, quindi è meglio lasciarli a casa.

Una pietra angolare della società giapponese sono i negozi aperti ininterrottamente chiamati konbini, le cui catene più famose sono 7-Eleven, Lawson e FamilyMart. Questi minimarket brillano a ogni angolo e ti salvano letteralmente la vita. Ci compri cibo fantastico ed economico, trovi cerotti, calzini puliti, un ombrello, prelevi contanti al bancomat o stampi la prenotazione per le attrazioni. Il loro standard è incomparabilmente più alto di qualsiasi minimarket europeo.

Un elemento affascinante delle strade sono anche i distributori automatici di bevande, che trovi anche nei posti più improbabili, in mezzo alla foresta compresa. Ci compri non solo bevande fredde ma anche calde (contrassegnate dal colore rosso), il che nei mesi invernali è una vera salvezza. Inoltre la maggior parte dei distributori moderni accetta senza problemi i pagamenti con la tua carta IC Suica, così non devi pescare le monetine in tasca.

💡 Consiglio: Se al konbini compri un pranzo in scatola (bento) o il celebre triangolino di riso (onigiri), il personale ti chiederà automaticamente se vuoi che il cibo venga scaldato al microonde e ti aggiungerà anche delle bacchette usa e getta.

11. Le app che ti salveranno la vita

Uno smartphone pieno delle app giuste trasforma un complicato viaggio in Giappone in un’esperienza fluida e senza intoppi. La base assoluta è Google Maps, che qui funziona a un livello incredibilmente dettagliato. Quando cerchi il percorso con i trasporti pubblici, ti mostra esattamente quanto costerà il viaggio, su quale binario devi andare e ti consiglia persino su quale vagone della metro conviene salire per essere più vicino alle scale mobili per il cambio.

Per pianificare viaggi più lunghi in ferrovia consiglio di scaricare l’ottima app Japan Travel by NAVITIME. Puoi impostarci quali pass ferroviari specifici possiedi e l’app ti trova i percorsi e i collegamenti esatti coperti dai tuoi pass, evitando così il fastidio di dover pagare supplementi. Contiene anche mappe offline della metro delle grandi città, che apprezzerai sottoterra senza segnale.

Oltre al già citato traduttore Google, molti viaggiatori apprezzano anche l’app DeepL, che spesso se la cava meglio con le complesse sfumature giapponesi nella traduzione di intere frasi in testo. Per comode prenotazioni dei treni ad alta velocità scarica l’app smartEX, dove selezioni i posti comodamente dal letto dell’hotel e poi colleghi facilmente il biglietto alla tua carta IC per un passaggio agevole al tornello.

💡 Consiglio: L’app Google Maps riesce a guidarti anche negli enormi complessi sotterranei delle stazioni giapponesi, quindi accendila subito all’uscita dal treno per trovare, tra il labirinto di corridoi, l’uscita giusta verso la strada.

12. Budget: quanto costa il Giappone al giorno

Il Giappone si è a lungo vantato della fama di una delle destinazioni più costose al mondo, ma grazie ai recenti cambiamenti economici e allo yen debole oggi è per noi eccezionalmente accessibile. Se viaggi come un modesto zaino in spalla, dormi negli ostelli e mangi nei fast food di noodle, il tuo budget giornaliero si può tranquillamente comprimere tra i 10.000 e i 15.000 JPY senza contare gli spostamenti interurbani. I viaggiatori che cercano una via di mezzo, con carini hotel a 3 stelle e cene in locali classici, dovrebbero mettere in conto circa 20.000-35.000 JPY a persona al giorno.

I vegetariani avranno le cose un po’ più complicate sia col budget sia con la ricerca del cibo. La cucina giapponese è fortemente basata sul brodo di pesce dashi, nascosto letteralmente ovunque, persino nei noodle apparentemente senza carne. L’app HappyCow diventa per i vegetariani un vero e proprio Sacro Graal: grazie a essa trovi locali moderni con ramen vegano o la tradizionale cucina buddista shojin ryori nei templi di Kyoto. In caso di emergenza ti salva un onigiri del minimarket con ripieno di prugna in salamoia umeboshi o di alghe.

Non dimenticare di includere nei tuoi piani anche le piccole spese nascoste. Il governo ha introdotto di recente una tassa turistica di uscita di 1.000 JPY (che di solito è però già furbamente inclusa nel prezzo del tuo biglietto aereo), e alcune attrazioni e templi popolari iniziano lentamente a sperimentare il cosiddetto dual-pricing, per cui i turisti stranieri pagano un biglietto leggermente più alto rispetto ai residenti.

💡 Consiglio: Un ottimo modo per tenere a bada il budget sono i menu del pranzo nei ristoranti chiamati teishoku. Mentre la sera in un locale lasci migliaia di yen, a mezzogiorno ricevi un enorme vassoio con piatto principale, riso, zuppa e insalata per poche centinaia.

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Riepilogo pratico e prezzi indicativi

Per avere un’idea migliore del budget da preparare per il viaggio, allego una tabella con i prezzi medi degli articoli più comuni nel 2026. I prezzi possono ovviamente variare leggermente a seconda che ti trovi nel centro di Tokyo o nella campagna più remota.

  • Bottiglia d’acqua al distributore: da 110 a 150 JPY
  • Caffè da Starbucks: intorno ai 450 JPY
  • Ciotola di ramen in un locale comune: da 800 a 1.200 JPY
  • Onigiri (triangolino di riso) al minimarket: da 120 a 160 JPY
  • Una corsa in metro a Tokyo: da 180 JPY a seconda della distanza percorsa
  • Ingresso a un tempio importante: da 500 a 1.000 JPY
  • Notte in un solido business hotel per due: da 8.000 a 14.000 JPY
  • Mezzo litro di birra locale alla spina (nama biru): da 500 a 700 JPY
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Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per visitare il Giappone?

Il Giappone è meraviglioso tutto l’anno, ma i mesi più amati dai turisti sono marzo e aprile grazie alla famosa fioritura dei ciliegi, e poi tra fine ottobre e inizio novembre, quando gli alberi si tingono di intensi colori autunnali. Meglio evitare i mesi estivi, c’è un’umidità insopportabile, le temperature raggiungono valori estremi e in più c’è il rischio di tifoni.

Posso noleggiare un’auto in Giappone con la patente ceca?

Purtroppo no, la patente internazionale classica rilasciata nella Repubblica Ceca (secondo la Convenzione di Vienna) non è valida in Giappone, perché i giapponesi riconoscono esclusivamente la Convenzione di Ginevra del 1949. Se voleste guidare qui, dovreste procurarvi una traduzione ufficiale della vostra patente ceca direttamente presso l’ambasciata o tramite la federazione automobilistica giapponese JAF, un processo che richiede tempo e pazienza.

È sicuro per i turisti in Giappone?

Il Giappone è da tempo considerato uno dei paesi assolutamente più sicuri dell’intero pianeta. Il tasso di criminalità di strada è praticamente nullo, nei bar la gente lascia tranquillamente i laptop sul tavolo quando va in bagno, e anche le passeggiate notturne per i vicoli bui di Tokyo non rappresentano alcun rischio per la sicurezza.

L’acqua del rubinetto è potabile?

Sì, l’acqua del rubinetto in tutto il Giappone è assolutamente sicura, molto pulita e adatta da bere. Nei parchi e nelle stazioni troverai persino fontanelle speciali, quindi porta con te una borraccia riutilizzabile e risparmierai soldi evitando di comprare continuamente acqua in bottiglia dai distributori automatici.

Cosa devo fare in caso di terremoto?

Giappone si trova in una zona sismicamente molto attiva e scosse minori sono all’ordine del giorno. Se avvertite un terremoto più forte, mantenete la massima calma, riparatevi sotto un tavolo solido, proteggete la testa e aspettate che le scosse passino. Gli edifici moderni sono costruiti per resistere a oscillazioni enormi e i giapponesi sono perfettamente addestrati per queste situazioni, quindi basta osservare il loro comportamento.

Come funziona con l’uso dei droni?

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Le regole per volare con i droni in Giappone sono estremamente rigide. Il volo è vietato in modo generalizzato nelle aree densamente abitate, sopra i parchi, i monumenti e nelle vicinanze degli aeroporti, il che copre praticamente tutti i luoghi che vorreste riprendere. Se non avete ottenuto un complicato permesso speciale dalle autorità, vi consiglio di lasciare il drone chiuso in un armadio a casa.

Dove posso trovare i biglietti migliori per le attrazioni?

I luoghi più popolari come teamLab Planets, Tokyo Skytree o gli studi Universal di Osaka sono spesso esauriti con settimane di anticipo. La soluzione più semplice per i turisti è l’acquisto di biglietti elettronici tramite piattaforme come GetYourGuide o Klook, dove hai tutto comodamente in inglese e i biglietti li carichi semplicemente nell’app mobile senza bisogno di stampare nulla.

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Lucie Konečná
Lucie Konečnáhttps://www.lkmedia.cz
Ahoj, jmenuji se Lucka a dá se toho o mě napsat hodně. 😁 Někdo mě nazývá blogerkou, jiný influencerkou nebo podnikatelkou, mám tak trochu renesanční osobnost a baví mě spousta věcí a taky jich hodně dělám. Vystudovala jsem původně žurnalistiku, ale už od vysoké školy se věnuji online marketingu.❤️ Žila jsem dlouhé roky jako digitální nomád a procestovala více jak 40 zemí. S manželem Lukášem pracuji pro české značky v rámci butikové agentury LK MEDIA a řídím provoz české firmy nanoSPACE.. Kromě cestování, nanotechnologií a online marketingu mě baví všechno kolem zdravého životního stylu, fitness a spánku.

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