Senti quel leggero profumo di zolfo e la scoria vulcanica nera che scricchiola sotto i piedi? È esattamente questa la sensazione che mi ha conquistato quando io e Lukáš ci siamo trovati per la prima volta in mezzo al paesaggio lunare dell’Islanda. I vulcani hanno in sé qualcosa di incredibilmente magico e allo stesso tempo spaventoso, che affascina l’umanità da tempi immemorabili. Proprio per questo abbiamo deciso di raccontarti quali sono i vulcani più famosi del mondo.
Che si tratti di giganti fumanti, di cime coperte da ghiacciai o di coni perfettamente simmetrici, il turismo vulcanico è oggi un vero e proprio fenomeno di tendenza. Noi ci siamo innamorati completamente delle zone vulcaniche e l’esplorazione dei crateri è una delle esperienze di viaggio che amiamo di più.
Ti porto a scoprire le montagne di fuoco più famose del pianeta. Alcune abbiamo avuto la fortuna di esplorarle di persona, di altre ci raccontano con entusiasmo viaggiatori di tutto il mondo e noi le teniamo in cima alla nostra bucket list.
Risposta breve
Tra i vulcani più famosi e affascinanti del mondo ci sono gli italiani Vesuvio ed Etna, l’innevato giapponese Fuji, il hawaiano Kilauea, l’indonesiano Bromo e l’iconico Teide a Tenerife. Tra i vulcani più imponenti troviamo il hawaiano Mauna Loa e l’africano Kilimangiaro, mentre la penisola islandese di Reykjanes offre attualmente lo spettacolo della formazione di nuova crosta terrestre. La maggior parte di questi vulcani può essere visitata in sicurezza, a patto di rispettare le indicazioni aggiornate delle autorità locali.

Riassunto
- Vulcano più alto del mondo: Ojos del Salado, al confine tra Cile e Argentina (circa 6.893 m s.l.m.).
- Vulcano attivo più grande: il hawaiano Mauna Loa, che occupa una porzione enorme dell’isola di Big Island.
- Zone più attive nel 2026: il hawaiano Kilauea, l’italiano Etna e l’irrequieta penisola islandese di Reykjanes.
- Supervulcani: Yellowstone negli USA è il più celebre, ma gli scienziati rassicurano che un’eruzione imminente non è all’orizzonte.
- Il più pericoloso d’Europa: il Vesuvio si erge proprio sopra l’agglomerato di tre milioni di abitanti di Napoli.
- Prenotazioni obbligatorie: sia sul Teide (Tenerife) sia sul Fuji (Giappone) oggi non si arriva in vetta senza una prenotazione online e un permesso.
- Il più famoso stop aereo: il vulcano islandese Eyjafjallajökull nel 2010 bloccò con la sua cenere oltre 100.000 voli in Europa.
- Salita a un cratere attivo: sull’Etna o sullo Stromboli puoi assistere in sicurezza all’attività vulcanica accompagnato da guide certificate.
16 vulcani più famosi del mondo
Andiamo a scoprire nel dettaglio sedici vulcani che hanno plasmato il nostro pianeta e che ancora oggi lasciano senza fiato milioni di visitatori. Ognuna di queste montagne è completamente diversa e offre un’esperienza assolutamente unica, che tu desideri un trekking impegnativo o voglia semplicemente ammirarli da un punto panoramico sicuro.
1. Fagradalsfjall e la zona di Reykjanes (Islanda)

Quando nel 2021, dopo 815 anni di quiete, si è risvegliata la penisola islandese di Reykjanes, è stato un vero e proprio miracolo geologico. Noi abbiamo avuto la grande fortuna di esplorare i vulcani in Islanda e Reykjanes di persona e di camminare attorno ai campi di lava ancora tiepidi del monte Fagradalsfjall. Vedere con i propri occhi il fiume nero solidificato da cui sale ancora il fumo è un’esperienza che io e Lukáš non dimenticheremo mai. Durante i nostri viaggi non ci siamo persi neppure i splendidi crateri Kerið e Víti, che sembrano porte verso un altro mondo.
Dal 2021 si è verificata una serie di dodici eruzioni che stanno gradualmente cambiando il volto dell’intera penisola. Mentre le prime eruzioni presso il Fagradalsfjall erano abbastanza accessibili ai turisti, la serie vicino alla città di Grindavík del 2024 e 2025 ha richiesto evacuazioni e severe chiusure. Nel 2026 l’attività è in pausa, ma il magma continua ad accumularsi sotto la superficie e la zona non ha certo detto la sua ultima parola.
💡 Consiglio: se stai pianificando un viaggio in Islanda, controlla sempre i siti safetravel.is e vedur.is, perché chiusure e zone di sicurezza cambiano letteralmente da un giorno all’altro. Non avventurarti mai su sentieri non segnalati: la crosta di lava solidificata può essere fragile e sotto di essa si nascondono ancora gas tossici.
2. Teide (Tenerife, Spagna)

Il vulcano Teide, sulle Isole Canarie, con i suoi 3.715 m s.l.m. è la montagna più alta di tutta la Spagna e noi ne siamo assolutamente innamorati. L’enorme caldera Las Cañadas, da cui si eleva la vetta, ricorda un perfetto paesaggio marziano pieno di bizzarre formazioni rocciose. Durante la nostra esplorazione dell’isola di Tenerife siamo rimasti totalmente rapiti dal contrasto tra la costa verde e l’arido centro vulcanico. La vetta del Teide dorme ormai da circa mille anni, anche se l’ultima eruzione dell’isola risale al 1909.
Oggi la salita al Teide è un’enorme attrazione, ma c’è un dettaglio importante. Anche se la funivia ti porta fino a 3.555 metri, per raggiungere la vetta stessa, il Pico, non si può salire senza un permesso ottenuto in anticipo. Il permesso è gratuito, ma i posti sono estremamente limitati e vanno esauriti persino con mesi di anticipo.
💡 Consiglio: non sottovalutare l’altitudine. Anche se sali in funivia, il mal di montagna e il freddo pungente possono coglierti di sorpresa. Metti in valigia una giacca calda, tanta acqua e procedi con passo lento, così potrai davvero goderti la vista mozzafiato sulle isole vicine.
3. Puy de Dôme e la Chaîne des Puys (Francia)

Nella regione francese dell’Alvernia si nasconde una delle catene vulcaniche meglio conservate al mondo, iscritta dal 2018 nella lista UNESCO. Noi abbiamo visitato i vulcani dell’Alvernia e siamo rimasti incantati da quel mare verde infinito di coni e crateri. La stella principale è il duomo di lava Puy de Dôme, che si innalza fino a 1.465 metri e offre una vista circolare perfetta su decine di altri vulcani dormienti nei dintorni.
Questa zona è incredibilmente adatta alle famiglie e ai turisti occasionali. Per raggiungere la cima del Puy de Dôme non devi affatto arrampicarti a piedi: ti ci porta comodamente il moderno treno a cremagliera Panoramique des Dômes. In cima ti aspettano non solo bellissimi percorsi panoramici, ma persino i resti di un tempio antico dedicato al dio Mercurio.
💡 Consiglio: il periodo migliore per la visita va sicuramente da maggio a inizio ottobre, quando c’è ottima visibilità e un clima piacevole. I vulcani dell’Alvernia dormono ormai da circa settemila anni, quindi puoi goderti la natura tranquilla senza alcun timore di improvvisa attività vulcanica.
4. Vesuvio (Italia)

Il Vesuvio è entrato nei libri di storia con la sua devastante eruzione del 79 d.C., che seppellì l’antica città di Pompei e il Vesuvio sotto strati di cenere. Oggi questo stratovulcano alto 1.281 metri è uno dei vulcani più sorvegliati al mondo, perché nelle sue immediate vicinanze vivono circa tre milioni di persone. Dall’ultima eruzione del 1944 la montagna dorme tranquilla e nel 2026 è in vigore il livello di allerta più basso, quello verde.
I viaggiatori apprezzano molto il fatto che oggi la salita al cratere sia piuttosto facile. In auto o in autobus si arriva fino al parcheggio Quota 1000 e da lì, lungo un sentiero polveroso, ci vogliono solo 30-40 minuti a piedi. In cima non vedrai lava ribollente, ma la vista panoramica sul Golfo di Napoli è a dir poco impagabile.
💡 Consiglio: i biglietti per il cratere vanno acquistati esclusivamente online in anticipo, per una fascia oraria precisa. All’ingresso non troverai più biglietti e i rivenditori locali li offrono spesso con maggiorazioni assurde. Indossa scarpe robuste: la scoria friabile sul sentiero scivola parecchio.
5. Etna (Sicilia, Italia)

L’Etna siciliano, con i suoi oltre 3.350 metri, è il vulcano più grande e più attivo di tutta Europa. La sua altezza oscilla continuamente a seconda delle eruzioni e la montagna è praticamente in attività ininterrotta. Secondo i video e i racconti dei viaggiatori, è un luogo assolutamente selvaggio, dove si alternano regolarmente colate laviche e enormi nubi di cenere che a volte costringono persino alla chiusura del vicino aeroporto di Catania.
L’accessibilità dell’Etna per i turisti è però fantastica. Dal versante sud la funivia Funivia dell’Etna ti porta fino a rispettabili 2.500 metri e poi puoi proseguire ancora più in alto con i fuoristrada. Ai crateri sommitali attivi si può però accedere solo accompagnati da una guida alpina certificata: muoversi da soli è severamente vietato.
💡 Consiglio: ciò che sorprende di più sull’Etna è lo shock termico. Mentre giù a Catania si scoppia di caldo con trenta gradi, in cima al vulcano la temperatura può scendere anche a dieci gradi con un vento gelido. Pantaloni lunghi e una buona giacca antivento sono qui una necessità assoluta anche in piena estate.
6. Stromboli (Isole Eolie, Italia)

La piccola isola di Stromboli, nel Mar Tirreno, è in realtà un unico grande stratovulcano attivo che emerge dall’acqua fino a 924 metri. A questo vulcano viene dato il soprannome di faro del Mediterraneo, perché le sue regolari esplosioni di fuoco servivano ai naviganti per orientarsi fin dall’antichità. L’attività stromboliana prosegue qui quasi ininterrottamente da almeno novant’anni e le lievi esplosioni si ripetono ogni poche decine di minuti.
Dopo le eruzioni più forti del 2019, le regole di sicurezza per le salite si sono notevolmente inasprite. Attualmente si può camminare liberamente fino a circa 290 metri, mentre più in alto si sale solo con una guida autorizzata. I limiti però cambiano continuamente a seconda dell’umore del vulcano, quindi è necessario verificare la situazione poco prima dell’arrivo.
💡 Consiglio: il vero must per i viaggiatori sono le escursioni serali e notturne. Che tu scelga un trekking a piedi al tramonto o una gita panoramica in barca ai piedi della Sciara del Fuoco, osservare i pezzi incandescenti di lava che schizzano nel buio è, a quanto pare, un’esperienza indimenticabile.
7. Santorini (Grecia)

La romantica isola greca di Santorini è nota a tutti dalle foto, ma pochi si rendono conto che quei splendidi paesini bianchi sono in bilico proprio sul bordo di un’enorme caldera sommersa. Tutta questa forma è nata intorno al 1600 a.C. durante la colossale eruzione minoica, così gigantesca da aver probabilmente dato origine alla celebre leggenda della perduta Atlantide. Il centro attivo odierno è formato dalle piccole isolette nere di Nea Kameni e Palea Kameni, in mezzo al golfo.
Sul cono vulcanico di Nea Kameni si organizzano gite in barca molto popolari. Dal porto ti portano sull’isola, dove puoi salire lungo un sentiero polveroso per circa 130 metri di dislivello fino alle fumarole fumanti. Ovunque si sente il forte odore di zolfo e a volte si incontrano anche sorgenti calde in cui ci si può tuffare dalle barche per una nuotata.
💡 Consiglio: nel 2026 il vulcano greco è ufficialmente in fase di quiete, anche se una recente attività sismica ha dato un po’ di filo da torcere alle autorità. Non dimenticare di portare in gita un cappello, molta acqua e soprattutto scarpe robuste. L’isola è praticamente un cumulo di lava nera e tagliente e non troverai alcuna ombra.
8. Eyjafjallajökull (Islanda)

Questo stratovulcano islandese dal nome assolutamente impronunciabile è diventato una vera celebrità globale nell’aprile 2010. Il vulcano nascosto sotto un massiccio ghiacciaio eruttò allora, riversando nell’atmosfera un’enorme quantità di cenere estremamente fine. Quella nube bloccò per diversi giorni quasi tutto il traffico aereo sopra l’Europa, tenne a terra oltre centomila voli e complicò la vita a milioni di viaggiatori in tutto il mondo.
Il vulcano si trova proprio sulla suggestiva costa meridionale dell’Islanda, a pochi passi dalla celebre cascata Skógafoss. Sulla vetta ricoperta dal ghiacciaio i turisti comuni non si avventurano: è roba da spedizioni attrezzate. Molto più popolare è il rinomato trekking Fimmvörðuháls, che ti conduce attraverso uno splendido paesaggio vulcanico fino ai nuovi crateri del 2010.
💡 Consiglio: se percorri la strada circolare principale, la Ring Road, fermati sicuramente al piccolo centro visitatori Þorvaldseyri, proprio ai piedi del vulcano. È stato fondato da una famiglia di agricoltori locali le cui pasture furono ricoperte dalla cenere, e qui vedrai affascinanti immagini autentiche dell’epoca dell’eruzione.
9. Fuji (Giappone)

Il vulcano Fuji, con i suoi 3.776 metri, è la montagna più alta del Giappone e il suo cono perfettamente simmetrico e innevato è l’icona dell’intero Paese. Questo stratovulcano è ancora considerato attivo, ma l’ultima volta che si è fatto sentire in modo deciso è stato nel 1707, quando la cenere ricoprì l’allora capitale Edo, l’odierna Tokyo. Dal 2013 la montagna è giustamente iscritta nella lista del patrimonio mondiale UNESCO come luogo sacro e fonte di ispirazione artistica.
La salita al Fuji è un grande sogno per molti viaggiatori, ma le regole sono diventate ultimamente piuttosto severe. La stagione ufficiale dura solo da luglio a inizio settembre e dal 2025 è in vigore una tariffa unica di 4.000 yen a persona su tutti i sentieri di accesso. La rotta più popolare, la Yoshida, ha inoltre un limite giornaliero rigido e si sale solo con prenotazione online anticipata.
💡 Consiglio: i viaggiatori scelgono più spesso la variante di due giorni. Il primo giorno si sale fino a un rifugio di montagna, dove si dorme qualche ora, e di primo mattino si sale in vetta per assistere al sorgere del sole mozzafiato, che qui viene chiamato goraikō. L’aria in cima è già piuttosto rarefatta, quindi un passo lento è la chiave del successo.
10. Bromo (Indonesia)

Il vulcano indonesiano Bromo, sull’isola di Giava, offre uno dei panorami naturali più belli e fotografati dell’intero pianeta. Questo stratovulcano alto 2.329 metri si trova al centro dell’enorme antica caldera di Tengger, il cui fondo è formato dal cosiddetto Mare di sabbia. Il Bromo è un vulcano molto attivo, con un pennacchio di gas solforosi in continua ascesa, e piccole eruzioni si verificano qui circa ogni due-quattro anni.
Il classico scenario di visita inizia in modo brutalmente presto al mattino. I jeep noleggiati portano i turisti al belvedere Penanjakan, da cui si osserva il magico sorgere del sole su tutta la caldera. Poi si scende nel Mare di sabbia e segue la salita dei 253 gradini fino al bordo del cratere fumante del Bromo.
💡 Consiglio: le recensioni avvertono spesso del freddo notturno intenso al belvedere. Mentre di giorno a Giava fa caldo, verso l’alba in montagna le temperature scendono tranquillamente a cinque gradi. Porta una giacca calda e un berretto e preparati a condividere il panorama migliore con decine di altri appassionati.
11. Krakatoa (Indonesia)

Il nome Krakatoa è noto praticamente a tutti, perché la sua sconvolgente esplosione del 1883 è tra gli eventi più tragici della storia moderna. L’eruzione provocò allora un enorme tsunami che causò decine di migliaia di vittime, e il boato dell’esplosione fu udito, a quanto pare, fino alla lontana Australia. L’isola originaria quasi scomparve, ma nel 1927 emerse dal mare un nuovo vulcano chiamato Anak Krakatau, ovvero Figlio del Krakatoa, che da allora cresce continuamente.
Questo vulcano è ancora estremamente attivo nel 2026 e le autorità indonesiane mantengono un livello di allerta severo. A causa del rischio e del recente collasso del cratere nel 2018, la salita sull’isola stessa è severamente vietata. Al vulcano si può quindi arrivare solo tramite escursioni organizzate in barca, che mantengono una distanza di sicurezza di diversi chilometri.
💡 Consiglio: anche se non metterai piede sul cratere, le escursioni in barca ne valgono la pena. Se scegli una navigazione serale o notturna da Giava o Sumatra, con buona visibilità hai ottime possibilità di osservare le esplosioni stromboliane incandescenti e le fontane di lava direttamente dal ponte della barca, uno spettacolo assolutamente unico.
12. Kilimangiaro (Tanzania)

Il gigante africano Kilimangiaro, con i suoi 5.895 metri, non è solo la montagna più alta dell’intero continente, ma anche la montagna isolata più alta del mondo. Il massiccio è formato da tre coni vulcanici, e il più alto di essi, il Kibo, è considerato un vulcano dormiente. L’ultima grande eruzione risale a centinaia di migliaia di anni fa, ma nel cratere si trovano ancora fumarole leggermente attive, a dimostrazione che la montagna dentro non si è del tutto spenta.
Il grande fascino del Kilimangiaro è il fatto che sulla vetta si può salire con un normale trekking senza alcuna attrezzatura tecnica da alpinismo. La salita è però consentita esclusivamente con una guida locale autorizzata e una squadra di portatori. Durante il cammino attraverserai incredibilmente cinque fasce climatiche, dalla foresta tropicale fino al deserto artico con gli iconici ghiacciai.
💡 Consiglio: il nemico più grande su questa montagna non è il vulcano, ma l’altitudine. Le guide esperte ti esorteranno continuamente al ritmo swahili pole pole, che significa piano piano. I percorsi più lunghi, di sette o otto giorni, hanno grazie a una migliore acclimatazione un tasso di successo enormemente più alto rispetto a quelli più brevi.
13. Mount St. Helens (USA)

Lo stratovulcano americano Mount St. Helens, nello Stato di Washington, ha mostrato al mondo la sua terrificante forza il 18 maggio 1980. Questa massiccia esplosione è considerata l’evento vulcanico più devastante nella storia degli USA: la montagna perse quasi 400 metri della sua altezza e si formò un enorme cratere a ferro di cavallo aperto verso nord. Oggi il vulcano è attentamente monitorato e il paesaggio devastato circostante si sta lentamente ma inesorabilmente riprendendo e rinverdendo.
Per gli amanti dei trekking di montagna è una grande sfida. La salita al bordo del cratere è consentita nei mesi estivi, ma richiede un permesso annuale che sui siti governativi va esaurito molto rapidamente. Il percorso Monitor Ridge è piuttosto impegnativo, con un dislivello di circa 1.370 metri, e la salita finale nel detrito vulcanico friabile mette davvero a dura prova.
💡 Consiglio: se hai in programma di visitare la zona, ricorda che il belvedere settentrionale Johnston Ridge Observatory resta chiuso nel 2026 a causa di frane e riaprirà non prima del 2027. Puoi comunque visitare lo splendido lago vulcanico Coldwater Lake o passeggiare lungo il sentiero Hummocks Trail, ricco di curiosità geologiche.
14. Yellowstone (USA)

Yellowstone è conosciuto in tutto il mondo come uno splendido parco nazionale, ma sotto la sua superficie si nasconde una gigantesca caldera vulcanica, ovvero un supervulcano. Questa zona è alimentata da un enorme punto caldo del mantello terrestre e proprio grazie a esso qui troviamo circa la metà di tutti i geyser del mondo. L’ultima eruzione davvero massiccia risale a oltre 600.000 anni fa e ha plasmato l’aspetto odierno del parco, pieno di pozze ribollenti e sorgenti termali colorate.
In rete si diffonde spesso il panico che Yellowstone stia per esplodere, ma i geologi americani dell’USGS smentiscono regolarmente questo mito. La probabilità annuale di una supereruzione è irrisoria, circa 1 su 730.000, e la maggior parte del magma nel sottosuolo è attualmente in stato solido e cristallino. Nel 2026 sul semaforo delle allerte splende il rassicurante colore verde.
💡 Consiglio: la visita al parco è mozzafiato, che tu vada all’iconico geyser Old Faithful o alla sorgente iridescente Grand Prismatic Spring. Tutti concordano che il mese migliore per il viaggio è settembre, quando la grande folla estiva si è già diradata, il clima è ancora piacevole e hai inoltre ottime possibilità di incontrare mandrie di bisonti selvatici proprio lungo la strada.
15. Kilauea (Hawaii, USA)

Il hawaiano Kilauea, sull’isola di Big Island, è l’incarnazione della dea del fuoco Pele ed è tra i vulcani più attivi del nostro pianeta. Si tratta di un tipico vulcano a scudo, che non erutta in modo esplosivo, ma è formato da lava basaltica incandescente che fuoriesce tranquillamente. Proprio per questo è uno dei pochi luoghi al mondo dove le eruzioni vulcaniche possono essere osservate da una distanza relativamente sicura.
La situazione nel parco nazionale Hawaiʻi Volcanoes cambia letteralmente di settimana in settimana. Dalla fine del 2024 è in corso una serie di eruzioni episodiche direttamente nel cratere Halemaʻumaʻu, dove si alternano giorni di splendide fontane di lava a pause più tranquille. I viaggiatori possono osservare questo affascinante fuoco d’artificio naturale dai belvedere ufficiali disposti lungo il bordo della caldera.
💡 Consiglio: la magia più grande la vivi se raggiungi i belvedere quando è ancora buio. Sui forum consigliano di arrivare di primo mattino, prima dell’alba, quando la lava incandescente si riflette splendidamente nel cielo ed eviti le folle serali. Verifica però sempre in anticipo le allerte aggiornate sui gas vulcanici, che alle Hawaii vengono chiamati vog.
16. Cotopaxi (Ecuador)

Questo stratovulcano andino, situato poco a sud di Quito, sembra uscito da un libro illustrato. Il Cotopaxi ha un cono quasi perfettamente simmetrico, coperto tutto l’anno da ghiacciai equatoriali, e si innalza fino all’incredibile altezza di 5.897 metri sul livello del mare. È uno dei vulcani attivi più alti del pianeta e, dopo le fasi di maggiore attività del 2015 e del 2023, nel 2026 la montagna si è nuovamente calmata al livello di allerta più basso.
La salita al Cotopaxi è una grande sfida alpinistica e non è di certo una passeggiata pomeridiana. Si tratta di un vero e proprio trekking d’alta montagna su ghiacciaio, dove servono ramponi, piccozza e corda. Non puoi inoltre salire da solo: le autorità ecuadoriane richiedono rigorosamente la presenza di una guida alpina certificata dell’associazione ASEGUIM.
💡 Consiglio: le salite iniziano tradizionalmente verso mezzanotte dal rifugio, per arrivare in vetta subito dopo l’alba e riuscire a tornare prima che il sole pomeridiano scaldi il ghiacciaio. Se non te la senti di affrontare un tale estremo, il parco nazionale Cotopaxi è splendido anche dal basso, e scatterai foto particolarmente belle presso la laguna Limpiopungo.
Confronto in una tabella riassuntiva
| Nome del vulcano | Paese | Cosa lo rende unico | Periodo migliore |
|---|---|---|---|
| Fagradalsfjall | Islanda | Campi di lava recenti del 2021–2023 | Maggio–settembre (eruzioni tutto l’anno) |
| Teide | Spagna | Paesaggio lunare, montagna più alta di Spagna | Aprile–giugno, settembre–ottobre |
| Puy de Dôme | Francia | Vista panoramica sulla catena di vulcani dormienti | Maggio–ottobre |
| Vesuvio | Italia | Seppellì Pompei, vista sul Golfo di Napoli | Aprile–giugno, settembre–ottobre |
| Etna | Italia | Il più attivo d’Europa, funivia fino a 2500 m | Aprile–ottobre |
| Stromboli | Italia | Esplosioni regolari, osservazione notturna | Maggio–settembre |
| Santorini | Grecia | Enorme caldera con case bianche sul bordo | Maggio–ottobre |
| Eyjafjallajökull | Islanda | Chiuse i cieli d’Europa nel 2010 | Giugno–settembre |
| Fuji | Giappone | Cono sacro perfettamente simmetrico | Luglio–inizio settembre |
| Bromo | Indonesia | Alba sulla caldera sabbiosa | Aprile–ottobre |
| Krakatoa | Indonesia | Storia terrificante, nuovo cratere in formazione | Aprile–ottobre |
| Kilimangiaro | Tanzania | Vetta più alta d’Africa, trekking senza arrampicata | Gennaio–marzo, giugno–ottobre |
| Mount St. Helens | USA | Cratere aperto dopo l’esplosione del 1980 | Fine giugno–ottobre |
| Yellowstone | USA | Supervulcano con metà dei geyser del mondo | Settembre |
| Kilauea | USA | Facile osservazione della lava che scorre nel cratere | Tutto l’anno |
| Cotopaxi | Ecuador | Vetta simmetrica ghiacciata sulle Ande | Giugno–agosto, dicembre–gennaio |
Cos’è un vulcano e come si forma
Un vulcano non è una semplice collina, è in realtà la valvola di sicurezza del nostro pianeta, attraverso cui arrivano in superficie calore e materiale dalle profondità del mantello terrestre. Il mantello terrestre, sorprendentemente, non è un oceano liquido di lava, come spesso ci insegnano a scuola, ma piuttosto una roccia solida e incandescente. Perché nasca un vulcano, questa roccia deve fondersi in magma, cosa che avviene in tre modi principali.
Il primo modo è la subduzione, quando una placca tettonica scivola sotto un’altra. La placca che sprofonda porta con sé acqua che, in profondità, abbassa il punto di fusione delle rocce circostanti e crea magma. È così che è nato il celebre Anello di Fuoco attorno all’Oceano Pacifico. Il secondo modo sono i punti caldi, o hotspot, dove un pennacchio di materiale anomalmente caldo sale dalle profondità e brucia la crosta terrestre come una fiamma ossidrica, come avviene tipicamente alle Hawaii. Il terzo tipo sono le zone di rift, dove le placche si allontanano tra loro e la diminuzione della pressione permette la fusione della roccia, cosa che vediamo splendidamente in Islanda.
Una grande differenza sta anche nella composizione del vulcano. Un ruolo fondamentale lo gioca il contenuto di biossido di silicio (SiO₂), che determina la viscosità del magma. Le lave basaltiche, come quelle hawaiane, hanno poco silicio, sono molto fluide e formano i vulcani a scudo piatti, con colate tranquille. Al contrario, il magma riolitico e andesitico è denso, trattiene al suo interno i gas vulcanici e forma gli stratovulcani ripidi, che eruttano in modo esplosivo e molto pericoloso. La forza di queste esplosioni si misura poi tramite l’indice VEI (Volcanic Explosivity Index), su una scala da zero a otto.
Record e curiosità vulcaniche
Quando si tratta di numeri e record, i vulcani sanno essere davvero impressionanti. Il vulcano più alto del mondo è il gigante andino Ojos del Salado, che misura circa 6.893 metri sul livello del mare. Sebbene vi si trovino fumarole leggermente attive, la montagna dorme ormai da oltre mille anni e non rappresenta un pericolo imminente. Il vulcano attivo più grande è invece il hawaiano Mauna Loa, la cui enorme massa a scudo costituisce una porzione enorme dell’intera isola di Big Island e si estende per chilometri sotto la superficie dell’oceano.
Nella storia si è iscritto con l’inchiostro più cupo il vulcano indonesiano Tambora, la cui esplosione del 1815 fu la più letale della storia. La gigantesca eruzione e la conseguente carestia causarono la morte di oltre 70 mila persone e la cenere emessa provocò un raffreddamento globale del pianeta, passato alla storia come il celebre “anno senza estate”.
Un capitolo a parte sono poi i supervulcani, capaci di produrre un’eruzione del grado massimo VEI 8. Il più celebre di essi è l’americano Yellowstone, ma gli scienziati rassicurano che eruzioni di tale portata si verificano sulla Terra in media solo una volta ogni decine di migliaia di anni. Secondo i dati aggiornati al 2026, presso nessun supervulcano conosciuto si osservano segnali di una catastrofe globale imminente.
Dove continuare
Se ti affascina la geologia vulcanica e vuoi esplorare più a fondo i vulcani europei, abbiamo preparato per te sul blog diverse guide dettagliate. I vulcani sono completamente diversi a seconda della faglia geologica in cui ti trovi, e ogni destinazione offre un tipo di esperienza del tutto diverso.
Se ti attirano il vulcanismo attivo e la lava fresca, dai sicuramente un’occhiata al nostro articolo su come compaiono i vulcani in Islanda e Reykjanes. Per gli amanti dei crateri verdi dormienti e delle gite in famiglia abbiamo raccolto le esperienze offerte dai vulcani dell’Alvernia, nel cuore della Francia. E se desideri un paesaggio lunare inondato dal sole spagnolo, non perderti la nostra guida dettagliata su cosa nasconde Tenerife e su come ottenere il tanto agognato permesso per il Teide. A tutti gli amanti della storia consigliamo poi l’articolo che ti accompagna tra le rovine di Pompei, proprio ai piedi del maestoso Vesuvio.
Domande frequenti
Quando si pianificano gite vulcaniche, le persone chiedono spesso dettagli sia pratici sia scientifici. Ti proponiamo una rapida panoramica delle domande più comuni, che ti aiuteranno a orientarti nel mondo di fuoco dei vulcani.
Qual è il vulcano più alto del mondo?
Il vulcano più alto del mondo è l’Ojos del Salado, che si trova al confine tra Cile e Argentina e misura circa 6.893 metri sul livello del mare. Oggi questo gigante andino è prevalentemente dormiente, sebbene in prossimità della vetta presenti ancora una lieve attività fumarolica sotto forma di vapore che sale.
Qual è il vulcano più grande del mondo?
Il vulcano attivo più grande è il vulcano a scudo hawaiano Mauna Loa con un volume incredibile di circa 75.000 km³. La formazione più grande in assoluto per volume è probabilmente la hawaiana Pūhāhonu, che oggi però è per la maggior parte nascosta sotto la superficie dell’Oceano Pacifico.
Quanti vulcani attivi ci sono al mondo?
Secondo il database Global Volcanism Program, sul pianeta Terra si trovano circa 1.350 vulcani che sono stati attivi negli ultimi diecimila anni. In un dato anno ne eruttano tipicamente tra cinquanta e settanta e in ogni momento circa venti sono in attiva eruzione.
Cosa succede se esplode Yellowstone?
Sebbene una supereruzione avrebbe un enorme impatto globale sul clima, gli scienziati dell’USGS assicurano che Yellowstone non è affatto in ritardo sulla tabella di marcia. La probabilità annuale di un’eruzione massiccia è minima e nel 2026 è in vigore il livello di allerta più basso, quello verde.
Si può salire in sicurezza sul Vesuvio?
Sì, visitare il Vesuvio oggi è molto facile e sicuro. In auto si arriva fino a circa mille metri di altitudine e da lì vi aspetta una salita a piedi di trenta minuti, ma attenzione, i biglietti devono essere acquistati esclusivamente online in anticipo per un orario specifico.
Si può salire sull’Etna in Sicilia?
Assolutamente sì. Con la funivia e gli autobus fuoristrada potete arrivare comodamente fino a circa 2.900 metri di altitudine. Tuttavia, se volete vedere direttamente i crateri sommitali attivi, dovete obbligatoriamente assumere una guida alpina certificata.
Quando è il momento migliore per scalare il monte Fuji?
Na giapponese Fuji si può salire esclusivamente durante la stagione estiva ufficiale, che va da luglio all’inizio di settembre. Dal 2025 è stata introdotta su tutti i percorsi una tassa obbligatoria di 4.000 yen ed è richiesta la prenotazione online anticipata.
Quale vulcano ha bloccato il traffico aereo in Europa?
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Era il vulcano islandese Eyjafjallajökull che nella primavera del 2010 eruttò un’enorme nube di cenere finissima. Questa cenere costrinse le autorità a chiudere lo spazio aereo per diversi giorni, colpendo più di dieci milioni di viaggiatori in tutto il mondo.
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