Quando si parla di Pamplona Spagna, la prima cosa che viene in mente è la corsa adrenalinica con i tori tra i vicoli acciottolati del centro storico. Ma questa fiera capitale della regione Navarra, nel nord della Spagna, ha molto più da offrire di una sola selvaggia festa di luglio. Il centro storico è circondato da alcune delle mura rinascimentali meglio conservate d’Europa e le sue strade profumano di deliziosi pintxos. Pamplona è anche la prima grande tappa per i pellegrini sul famoso Cammino di Santiago, il che le conferisce un’atmosfera incredibilmente cosmopolita e accogliente. Scoprirete che la città amata dallo scrittore Ernest Hemingway conquista facilmente con i suoi parchi verdi, l’architettura maestosa e il suo ritmo di vita rilassato.

Riassunto
- Evento principale: La festa di San Fermín si svolge ogni anno dal 6 al 14 luglio e attira milioni di visitatori.
- Cultura dei pintxos: Il centro storico è pieno di bar dove assaggiare fantastiche tapas infilzate su uno stuzzicadenti.
- Storia e monumenti: Non perdete la cattedrale gotica, la cittadella a stella e le mura cittadine perfettamente conservate.
- Il legame con Hemingway: La città è intessuta di riferimenti al famoso scrittore che rese celebre Pamplona nel suo romanzo Fiesta.
- Tutto a piedi: I principali monumenti sono tutti a breve distanza l’uno dall’altro, quindi l’auto può tranquillamente restare in parcheggio.
- Tempo consigliato: Due giorni interi sono più che sufficienti per visitare le principali attrazioni.
Quando andare a Pamplona
Nella pianificazione del viaggio il calendario gioca un ruolo fondamentale, perché Pamplona durante la festa e al di fuori di essa sono due città completamente diverse. Se volete vivere la festa di San Fermín con la famosa corsa dei tori, dovete essere lì tra il 6 e il 14 luglio. In questo periodo la città si trasforma in un’unica grande festa senza sosta, i posti letto sono esauriti mesi prima e i prezzi salgono vertiginosamente.
Per una visita più tranquilla dei monumenti e per godersi l’atmosfera locale, i mesi ideali sono maggio, giugno o settembre. Il clima è piacevolmente caldo e si evitano le torride calure estive che spesso si abbattono sulla Spagna interna ad agosto. Primavera e autunno sono poi i periodi in cui l’afflusso di pellegrini è maggiore, il che dona alle strade un’energia del tutto particolare.
L’inverno in Navarra è piuttosto freddo e non è raro incontrare pioggia o persino neve. Il vantaggio dei mesi invernali è però quello di trovare prezzi di alloggio notevolmente più bassi e vicoli del centro storico quasi deserti. Se non vi spaventa aggiungere un cappotto in valigia e rifugiarvi di tanto in tanto in un bar accogliente per un caffè, anche la visita invernale ha il suo fascino tutto particolare.
Dove dormire a Pamplona
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La zona migliore in assoluto per alloggiare è il centro storico noto come Casco Viejo. È qui che si trovano i vicoli più belli, la maggior parte dei monumenti e i migliori bar con pintxos. Dal cuore storico si raggiunge tutto comodamente a piedi, ma tenete presente che alcune stradine possono essere un po’ rumorose la sera.
Un’ottima alternativa è l’elegante quartiere dell’Ensanche, che si estende a ridosso della città vecchia. Offre viali più ampi, boutique più raffinate e notti decisamente più silenziose, mantenendo al tempo stesso soli cinque minuti a piedi dalla piazza principale Plaza del Castillo. La maggior parte degli hotel si può prenotare facilmente tramite Booking, dove consiglio di tenere d’occhio le valutazioni della posizione.
Per chi cerca consigli specifici, la vera leggenda è il Gran Hotel La Perla, che si affaccia direttamente sulla Plaza del Castillo ed era il soggiorno preferito di Ernest Hemingway. Per un’esperienza più moderna e dal prezzo accessibile, scegliete il popolare Hotel Maisonnave, a pochi passi dal municipio. Se preferite il connubio tra storia e tranquillità, vi conquisterà il Pamplona Catedral Hotel, sapientemente ricavato in un antico monastero restaurato proprio accanto alla cattedrale.
14 consigli su cosa vedere e fare a Pamplona
1. La festa di San Fermín e la sua atmosfera
Anche se la festa è dedicata a San Fermino, per il resto del mondo rappresenta soprattutto il sinonimo di una celebrazione senza fine. Il festival inizia ufficialmente il 6 luglio a mezzogiorno, quando dal balcone del municipio viene lanciato un razzo detto chupinazo. In quel momento migliaia di persone in piazza si annodano al collo il tradizionale fazzoletto rosso e la città si immerge in nove giorni di allegria, musica e balli.
Anche se non riuscite ad arrivare a Pamplona proprio in luglio, i riferimenti a questa festa li trovate a ogni angolo. Nei negozi di souvenir si vendono tutto l’anno le tipiche camicie bianche e i fazzoletti rossi, che costituiscono una sorta di divisa non ufficiale del festival. Gli abitanti sono enormemente orgogliosi della loro tradizione e vi racconteranno volentieri storie su come questa festa veniva vissuta già dai loro nonni.
💡 Consiglio locale: Provate a imparare qualche parola in basco, perché la Navarra è culturalmente molto vicina al Paese Basco. Basta un semplice saluto come «Kaixo» o un grazie «Eskerrik asko» e i baristi vi sorrideranno con ancora più calore.
2. La corsa dei tori e la questione etica
La famosa corsa mattutina con i tori, chiamata encierro, si svolge ogni mattina alle otto durante il festival. Il percorso misura esattamente 825 metri e va dai recinti di Santo Domingo fino all’arena cittadina. Centinaia di temerari cercano di correre davanti a sei possenti animali per le strade strette, il che spesso finisce con ferite e, nella storia, purtroppo anche con conseguenze fatali.
Negli ultimi anni questa tradizione è diventata oggetto di forti critiche da parte delle associazioni per la tutela degli animali. Dopo la corsa, i tori vengono condotti nell’arena dove la sera li attende la corrida tradizionale. Molte organizzazioni internazionali e spagnole sottolineano lo stress e la sofferenza degli animali, perciò dovrete decidere personalmente quale posizione assumere riguardo a questo controverso evento.
Se vi incuriosisce vedere il percorso della corsa senza spargimento di sangue, potete percorrerlo tranquillamente in qualsiasi periodo dell’anno. Si parte dalla parte bassa vicino al municipio, si prosegue attraverso la celebre Calle Estafeta e si conclude alla monumentale Plaza de Toros. Lungo il cammino noterete i pali di legno in cui durante il festival vengono inserite le barriere di sicurezza.
3. Piazza Plaza del Castillo

Questa enorme piazza porticata funziona come il vero salotto di tutta Pamplona. Dal mattino fino a tarda notte vi passeggiano famiglie, gruppi di amici e pellegrini solitari che si concedono un caffè o un drink serale. Al centro della piazza si trova un bellissimo chiosco musicale che dona all’insieme un tocco romantico ed elegante.
Il pezzo forte della piazza è il celebre storico Café Iruña, che ha conservato il suo originale interno liberty del 1888. Specchi, soffitti riccamente decorati e lampade d’epoca vi trasporteranno indietro di oltre un secolo in un batter d’occhio. È il posto ideale per sedersi con un libro e osservare il viavai della città.
💡 Consiglio locale: Non lasciatevi scoraggiare dall’aspetto lussuoso del café, i prezzi di un caffè o di un bicchiere di vino sono molto ragionevoli. Ordinate un cortado e godetevi l’atmosfera di un luogo in cui si è fatta la storia della letteratura.
4. La Cattedrale di Santa María la Real

Avvicinandosi alla facciata principale della cattedrale, potreste restare sorpresi dal suo austero aspetto neoclassico. Non lasciatevi ingannare, però: all’interno si nasconde un assoluto gioiello gotico del XIV e XV secolo. Le navate monumentali e le splendide vetrate creano un meraviglioso gioco di luci e ombre che vi farà rallentare il passo per ammirare in silenzio il lavoro dei maestri medievali.
Il tesoro più grande dell’intero complesso è il magnificamente conservato chiostro gotico, tra i più belli di tutta Europa. Troverete qui archi in pietra finemente scolpiti che sembrano piuttosto un merletto di pietra. Al centro della navata riposano re Carlo III di Navarra e la sua consorte in uno splendido mausoleo di alabastro.
Con il biglietto d’ingresso avrete accesso anche all’apprezzata mostra Occidens, che tramite tecnologie moderne e ologrammi vi guida attraverso la storia della civiltà occidentale dalla prospettiva della Navarra. È un’esperienza inaspettatamente moderna e coinvolgente, ambientata direttamente negli antichi spazi della cattedrale.
5. Sulle tracce di Ernest Hemingway
Lo scrittore americano Ernest Hemingway visitò Pamplona per la prima volta nel 1923 e rimase immediatamente affascinato dalla festa di San Fermín. Trasformò le sue esperienze nel celebre romanzo Fiesta (The Sun Also Rises), presentando così al mondo intero questa città spagnola fino ad allora poco conosciuta. I locali apprezzano enormemente la sua influenza e in suo onore hanno intitolato una strada e innalzato un monumento davanti all’arena.
Durante le sue numerose visite Hemingway frequentava abitualmente alcuni locali che ancora oggi traggono vantaggio dalla sua eredità. Oltre al già citato Hotel La Perla e al Café Iruña, era un habitué del bar Txoko, affacciato sulla Plaza del Castillo. Potete organizzare il vostro personale tour letterario e visitare tutti i luoghi in cui questo premio Nobel sorseggiava vino in cerca di ispirazione.
Anche se dopo la guerra civile si allontanò dalla città per un certo periodo, il suo spirito è rimasto vivo. In molti bar campeggiano ancora vecchie fotografie in bianco e nero di uno sorridente scrittore con i locali, a testimoniare che Hemingway non era solo un illustre ospite, ma si sentiva davvero a casa qui.
6. La cittadella di Pamplona e il polmone verde della città

Pamplona vanta un’abbondanza di verde e la grande Cittadella a stella del XVI secolo ne rappresenta il punto di riferimento più distintivo. Costruita originariamente sotto il regno di Filippo II per difendersi dai Francesi, oggi funge da ampio e curato parco pubblico chiamato Vuelta del Castillo. Dell’originale scopo militare restano ormai solo le possenti mura e i fossati.
L’intero complesso è assolutamente ideale per un pic-nic pomeridiano, per correre o semplicemente per rilassarsi sull’erba. All’interno dei vecchi edifici militari e degli arsenali si trovano oggi sale espositive moderne e gallerie d’arte, la cui visita è quasi sempre completamente gratuita. I prati verdi sono animati da sculture moderne di vari artisti, creando un bel contrasto con le antiche mura.
💡 Consiglio locale: Dirigetevi alla cittadella poco prima del tramonto. Le mura di pietra si tingono di un arancio incredibilmente intenso e i residenti accorrono numerosi per la passeggiata serale con i cani.
7. Le mura cittadine e il Portal de Francia
Il centro storico è circondato da un anello di mura lungo cinque chilometri, che fa di Pamplona una delle città più ben difese del nord della Spagna. L’ingresso più suggestivo è la porta Portal de Francia, che conserva ancora il suo originale ponte levatoio con il meccanismo a catene. È proprio da qui che i pellegrini provenienti dalla Francia entrano tradizionalmente in città.
Lungo le mura si snoda un bellissimo percorso panoramico chiamato Paseo de Ronda. Dai bastioni rialzati si gode di viste mozzafiato sul fiume Arga e sulle colline verdi sullo sfondo. Lungo il cammino incontrerete antiche torri di guardia e pannelli informativi che descrivono nel dettaglio come la città si è difesa nei secoli dagli invasori.
Alla fine di questa passeggiata non perdete assolutamente il belvedere Baluarte del Redín. È uno dei luoghi più fotogenici di tutta Pamplona, dove le antiche case di pietra si ergono pittoresche proprio sul bordo delle imponenti mura. In estate qui spesso funziona un bar all’aperto, il cosiddetto chiringuito, dove potete godervi una bibita fresca con vista panoramica.
8. La cultura dei pintxos nelle strade Estafeta e San Nicolás
La gastronomia del nord della Spagna ruota attorno ai pintxos, piccoli bocconi diversi dalle tapas tradizionali perché solitamente infilzati su un pezzo di pane tramite uno stuzzicadenti e presentati come piccole opere d’arte. Le due vie principali dove vivere la migliore esperienza culinaria sono la Calle Estafeta e la Calle San Nicolás.
Mentre i locali sono fedeli ai salumi e alla salsiccia regionale chistorra, la proposta di pintxos vegetariani è assolutamente fantastica. Vi consiglio caldamente di assaggiare la classica tortilla de patatas, qui straordinariamente morbida, o i peperoni fritti pimientos de Padrón cosparsi di sale grosso. Ottime anche le crocchette cremose ripiene di funghi o le fette di squisito formaggio di pecora Idiazabal.
La regola non scritta vuole che non ci si fermi a lungo nello stesso bar. I locali praticano il cosiddetto txikiteo: in ogni locale si prende un pintxo e un bicchierino di vino o birra, poi si passa subito al locale successivo. I bar sono spesso stracolmi, quindi non abbiate paura di farvi largo fino al bancone e ordinare con la giusta disinvoltura.
9. Il Cammino di Santiago a Pamplona
Pamplona è la prima grande città sul cosiddetto Cammino Francese (Camino Francés), di gran lunga il percorso più popolare del Cammino di Santiago. Molti pellegrini partono dal francese Saint-Jean-Pied-de-Port e qui, dopo aver attraversato i faticosi Pirenei, si concedono il primo meritato giorno di riposo. La città è perciò piena di negozi di attrezzatura da trekking e farmacie fornite di cerotti per i piedi.
I numeri parlano chiaro su quanto questo percorso sia amato. Nel 2025 sono arrivati a Santiago oltre 530.000 pellegrini registrati e circa un terzo di loro è passato proprio per Pamplona. Per le strade si incontrano così comunemente persone con zaini e bastoni di legno che seguono le frecce gialle e i simboli di conchiglia bronzei incassati nel selciato.
Il fondamentale strumento del pellegrino è il passaporto del pellegrino, detto credencial, su cui si raccolgono timbri lungo il percorso. Anche se non state facendo il pellegrinaggio, potete dare un’occhiata ad alcuni degli ostelli locali (albergues) o fermarvi al centro del pellegrino vicino al Puente de la Magdalena, per respirare quell’atmosfera unica di solidarietà e determinazione condivisa.
10. Il Municipio e la sua facciata barocca
L’edificio del municipio (Ayuntamiento) sorge nel luogo che nel Medioevo costituiva il confine tra tre quartieri rivali della città. Fu costruito proprio qui per simbolicamente unire la Pamplona divisa in un unico corpo. La sua facciata che guarda sulla Plaza Consistorial è un capolavoro del tardo barocco con elementi neoclassici.
La facciata è ornata da splendide statue raffiguranti le virtù, Ercole e la dea Fama che suona la tromba. I balconi sono realizzati in pregiata lavorazione del ferro battuto e dal balcone centrale viene lanciato ogni anno il razzo che dà il via al festival di San Fermín. Davanti al municipio c’è quasi sempre movimento e spesso vi si imbatte in musicisti di strada o gruppi di turisti.
💡 Consiglio locale: Se vi recate qui di buon mattino, eviterete le folle di turisti e otterrete le migliori fotografie dell’edificio illuminato dalla luce del mattino. La piazza è piuttosto piccola, quindi senza gente trasmette un’impressione molto più intima e fotogenica.
11. Il romantico parco della Taconera
La Taconera è di gran lunga il parco più antico, più bello e più romantico di tutta Pamplona. Fondato nel 1830 in puro stile francese, presenta siepi rigorosamente potate, aiuole simmetriche e viali ombrosi. È un rifugio perfetto nelle calde giornate estive, quando si ha bisogno di sfuggire alle pietre surriscaldate del centro storico.
La particolarità più curiosa di questo parco è il piccolo zoo situato direttamente nel fossato delle mura. Dalle mura si possono osservare cervi, anatre, cigni e pavoni che passeggiano liberamente avvicinandosi ai visitatori senza timori. I bambini adorano questa tappa e per gli adulti è una piacevole variazione alla passeggiata.
Nel parco non mancate la bella statua della Mariblanca e il delizioso Café Vienés, dove preparano una cioccolata calda eccellente. È un angolo di eleganza mitteleuropea incastonato nel verde spagnolo.
12. Il Museo di Navarra

Per capire la storia complessa e ricca di questa regione di confine, il Museo di Navarra è una tappa assolutamente imperdibile. Ha sede in un bellissimo edificio di un antico ospedale del XVI secolo restaurato, non lontano dal fiume Arga. Le collezioni vi guideranno cronologicamente dalla preistoria all’arte moderna del Novecento.
Il vanto principale del museo sono i fantasticamente conservati mosaici romani scoperti nei villaggi circostanti. Troverete inoltre splendidi capitelli romanici provenienti dall’antica cattedrale demolita e cofanetti in avorio di epoca islamica, a testimonianza dell’incontro tra culture diverse. Il punto culminante della collezione artistica è poi uno sbalorditivo ritratto del Marchese di San Adrián, dipinto dallo stesso Francisco Goya.
L’ingresso al museo è gratuito il sabato pomeriggio e la domenica mattina, il che lo rende un’ottima idea per i viaggiatori con un budget limitato. L’edificio ha inoltre un bel cortile interno e dai piani superiori si gode di una bella vista sulla parte settentrionale della città.
13. La chiesa di San Saturnino

La chiesa di San Saturnino, nota anche come San Cernin, a prima vista assomiglia più a una possente fortezza militare che a un luogo di culto. Le sue alte torri in mattoni e le solide mura risalgono al XIII secolo, quando la città era teatro di frequenti conflitti di quartiere e le chiese dovevano svolgere anche una funzione difensiva. Una delle torri conserva ancora l’orologio che scandisce il tempo per l’intero quartiere.
Una curiosità: proprio San Saturnino è il vero patrono della città, non il più celebre San Fermino, come molti erroneamente credono. Secondo la leggenda, San Saturnino battezzò a Pamplona oltre quarantamila persone, tra cui lo stesso Fermino. Il battesimo si sarebbe svolto presso un pozzo vicino alla chiesa, oggi ricordato da una piccola targa commemorativa sulla Calle Mayor.
All’interno della chiesa vi sorprenderanno la grandiosa volta a crociera e la cappella barocca della Madonna. Il contrasto tra l’esterno austero e l’interno riccamente decorato è davvero suggestivo. Di tanto in tanto vi si tengono concerti serali di musica d’organo che, grazie all’acustica eccellente, hanno un’atmosfera davvero indimenticabile.
14. Escursioni nei dintorni: cantine e parchi naturali
Limitare la Navarra alla sola capitale sarebbe un vero peccato. Se avete un’auto a disposizione o non vi spaventa usare i bus locali, avventuratevi a scoprire il paesaggio incredibilmente variegato dei dintorni. Appena fuori città si estendono vaste vigne che producono ottimi vini di Navarra, con una specialità locale rappresentata soprattutto dai freschi vini rosati (rosado).
Per immergersi nella natura vi consiglio di dirigervi verso la spettacolare gola di Foz de Lumbier, scavata dal fiume Irati. Lungo un’ex linea ferroviaria si snoda un sentiero facile costeggiato da alte pareti calcaree, sopra le quali volteggia dozzine di enormi grifoni. È uno spettacolo visivo che non ha nulla da invidiare ai canyon più belli del mondo.
Gli amanti della storia non possono invece mancare il fiabesco castello di Olite, che sembra uscito direttamente da un film Disney. Le sue torri, i merli e i passaggi segreti ne fanno uno dei palazzi gotici più suggestivi di tutta la Spagna, e si trova a meno di un’ora di auto a sud di Pamplona.
Dove andare dopo Pamplona
Pamplona ha una posizione strategica per esplorare sia la parte settentrionale sia quella centrale della Penisola Iberica. Se la cultura basca vi ha affascinato e sentite il richiamo dell’oceano, spostatevi a nord verso la costiera San Sebastian, famosa per la sua spiaggia La Concha e per i migliori pintxos in assoluto. Poco lontano si trova la moderna Bilbao con il celebre Museo Guggenheim.
Per gli amanti della natura selvaggia e della montagna, la scelta più ovvia è spostarsi verso ovest verso lo spettacolare parco nazionale Picos de Europa. Lungo la strada potete fermarvi nell’entroterra a León o esplorare la costa settentrionale con la storica città di Santander. Se invece volete seguire il cammino dei pellegrini fino alla meta finale, in treno o pullman si raggiunge facilmente la galiziana Santiago de Compostela.
Se preferite il caldo e le grandi città, i treni ad alta velocità vi porteranno comodamente a sud verso la capitale Madrid o a est verso la vivace Barcellona. Per chi ama la storia, lungo la strada verso la capitale vi consiglio di fare una sosta a Segovia con il suo imponente acquedotto romano o nella pittoresca Toledo.
Domande frequenti
Quanto dura la visita di Pamplona?
Per il centro storico in sé, i parchi e i monumenti principali ti basteranno ampiamente due giorni. La città è piuttosto compatta e si raggiunge tutto a piedi. Se vuoi fare anche escursioni nei parchi naturali dei dintorni o nelle cantine della Navarra, dedica almeno tre o quattro giorni.
È sicuro partecipare alla corsa dei tori?
In tutta sincerità, sicuro non lo è di certo. Ogni anno si verificano decine di feriti, non solo a causa dei tori stessi, ma soprattutto per le cadute e il calpestamento nella folla di corridori in preda al panico. Una variante molto più sicura è affittare un posto su uno dei balconi sopra la via Estafeta, da dove hai un’ottima vista senza rischi.
Cosa devo indossare per la festa di San Fermín?
L’abbigliamento tradizionale è composto da pantaloni bianchi puri, una camicia bianca e un vistoso fazzoletto rosso (pañuelo) annodato attorno al collo, spesso accompagnato anche da una fascia rossa. Questo set lo acquisti a Pamplona letteralmente a ogni angolo per pochi euro, quindi non devi portartelo da casa. Tieni però presente che il colore bianco, dopo qualche ora tra la folla e gli spruzzi di vino, non resta a lungo pulito.
Pamplona è una destinazione costosa?
Durante la festa di San Fermín a luglio i prezzi degli alloggi sono del tutto astronomici e anche il cibo nei ristoranti tende a essere più caro. Per il resto dell’anno, però, si tratta di una città spagnola del tutto nella media, dove mangi e pernotti a prezzi più bassi che nella vicina San Sebastián o a Barcellona. Inoltre, per chi viaggia con lo zaino, qui funziona un’infrastruttura economica legata al Cammino di Santiago.
Posso visitare Pamplona anche in inverno?
Sì, ma devi tenere presente che la Navarra si trova nell’entroterra e vicino alle montagne, quindi gli inverni qui sono piuttosto freddi, piovosi e le temperature possono scendere fino allo zero. In questo periodo la città è molto calma e silenziosa, cosa che apprezzerai se cerchi una fuga dalla folla di turisti e vuoi trascorrere il tempo nei musei e nei caffè accoglienti.
Qual è il modo migliore per arrivare a Pamplona?
La città dispone di un piccolo aeroporto con voli nazionali, ma la scelta più frequente è il viaggio in treno o in autobus. Da Madrid e da Barcellona arrivano qui treni affidabili e veloci della compagnia RENFE. Un ottimo collegamento in autobus funziona con la vicina Bilbao e San Sebastián, da dove il viaggio dura circa un’ora e mezza.
La città è adatta ai vegetariani?
Anche se la regione è famosa per i suoi salumi, i vegetariani qui di certo non patiranno la fame. Nei bar di pintxos trovi facilmente varianti con verdure grigliate, formaggi, funghi o l’ottima frittata spagnola con patate. Molti ristoranti moderni del centro offrono ormai abitualmente menù vegetariani e vegani completi.
