Conosci quell’immagine idilliaca della campagna francese perfetta, quella che vediamo nei vecchi film. Una strada stretta che si snoda tra vigneti sconfinati, il sole che batte sui vecchi muretti di pietra calcarea e, all’improvviso, dietro una curva, appare un gruppo di case in pietra con i tetti in terracotta. Dal camino sale un sottile filo di fumo, nella piazza del paese, sotto un imponente platano, gli anziani del posto giocano a pétanque e l’aria profuma di rosmarino e pane appena sfornato. È proprio questo sogno francese di vita lenta a spingere ogni anno milioni di persone lontano dalle grandi città sovraffollate, verso i villaggi più belli di Francia. Se cerchi i villaggi della Francia più autentici, sei nel posto giusto.
I francesi sanno benissimo quale incredibile tesoro custodiscono nella loro campagna e nel loro patrimonio storico. Già nel 1982 è nata infatti l’associazione Les Plus Beaux Villages de France (I più bei villaggi di Francia), con l’obiettivo di proteggere i gioielli più preziosi. Non si tratta di uno slogan di marketing casuale per turisti, ma di una certificazione molto rigorosa e riconosciuta. Per ottenere l’ambito cartello rosso con il logo, un villaggio deve soddisfare criteri severi: non può avere più di 2.000 abitanti e deve ospitare sul proprio territorio almeno due monumenti storici protetti.
Oggi questo marchio è un enorme fenomeno turistico che attira viaggiatori da tutto il mondo. C’è chi pianifica interi road trip di diverse settimane attraverso le regioni seguendo letteralmente la mappa dei villaggi più belli. Quel cartello rosso all’ingresso del paese ti garantisce che sul posto non troverai nessuna brutta zona industriale, ma un’estetica storica pura e concentrata. C’è però un grosso inconveniente: nei mesi estivi la stessa identica idea viene a centinaia di migliaia di altre persone.
Se non vuoi passare ore a cercare frustrato un parcheggio e a farti largo tra la folla armata di macchine fotografiche, devi pianificare il viaggio con intelligenza. In alta stagione i parcheggi di scambio davanti a questi villaggi popolari sono spesso già completamente pieni prima delle nove del mattino. In questo articolo troverai 15 consigli sui villaggi assolutamente più belli da non perdere. Ti aiuterò anche a evitare la folla peggiore, a scegliere strategicamente dove alloggiare e a muoverti in auto nella campagna francese.

Riassunto per chi non ha tempo di leggere tutto l’articolo
- Marchio di qualità: il titolo Les Plus Beaux Villages de France è portato da poco più di 170 villaggi, che devono avere meno di 2.000 abitanti e due monumenti storici.
- Quando partire: evita luglio e agosto a causa del caldo estremo (fino a 43 °C nel sud) e della folla enorme. I mesi ideali sono maggio, giugno e settembre.
- Trasporti: senza auto non raggiungi la maggior parte dei villaggi. Metti in conto autostrade a pagamento (caselli) e l’obbligo del bollino ecologico Crit’Air nelle città.
- Regola d’oro del parcheggio: nei villaggi più famosi (Gordes, Rocamadour) devi arrivare entro le 8:30 del mattino, altrimenti non trovi posto.
- Varietà delle regioni: ogni zona offre qualcosa di diverso. La Provenza seduce con la pietra e la lavanda, l’Alsazia con le case a graticcio e la Bretagna con il granito e l’oceano.
- Buone maniere: entra sempre in ogni negozio o panetteria con un chiaro e sonoro «Bonjour!». Senza saluto ti ignoreranno.
- Prenotazione anticipata: se vuoi dormire direttamente nei centri storici dei villaggi, prenota l’alloggio su Booking anche con sei mesi di anticipo.

Quando partire alla scoperta dei villaggi francesi
Scegliere il momento giusto è assolutamente cruciale per visitare la campagna francese e decide se ti porterai a casa un ricordo romantico o una totale frustrazione. Il sud della Francia, inoltre, a luglio e agosto registra abitualmente temperature estreme tra i 35 e i 43 °C, il che trasforma le passeggiate tra i vicoli di pietra roventi in una lotta per la sopravvivenza. I mesi ideali per scoprire i villaggi nelle regioni della Provenza, dell’Occitania o della Dordogna sono quindi maggio, giugno e poi da settembre fino a metà ottobre.
Se ti attira l’idea di abbinare la visita ai villaggi provenzali alle distese viola in fiore, devi pianificare con precisione chirurgica. La stagione principale della fioritura della lavanda va da metà giugno a fine luglio, mentre il picco assoluto alle quote più basse arriva a cavallo tra giugno e luglio. Fai però molta attenzione ai festival estivi. Le affollate feste di Valensole, ad esempio, cadono sempre la terza domenica di luglio e subito dopo molti campi potrebbero essere già completamente falciati. La salvezza sono allora le quote più alte intorno a Sault e all’altopiano d’Albion, dove la lavanda mantiene il colore tranquillamente fino a metà agosto.
Se proprio devi andare in Francia durante le ferie estive, la tua unica possibilità è stravolgere completamente i ritmi della giornata. Arriva al villaggio o all’alba, quando i vicoli sono vuoti e la luce è perfetta per le foto, oppure nel tardo pomeriggio, verso le cinque. Per il nord e l’est della Francia valgono regole completamente diverse. Se vai in Bretagna, qui il meteo è la barriera più grande e vento e pioggia possono sorprenderti anche a metà agosto. L’Alsazia, al contrario, vive il suo picco assoluto a novembre e dicembre durante l’Avvento. I mercatini di Natale nei villaggi certificati sono splendidi, ma aspettati un afflusso davvero enorme di turisti. Presta particolare attenzione anche agli spostamenti in auto: a Marsiglia e in tutto il suo vasto circondario, ad esempio, nel 2026 entrerà in vigore una zona a basse emissioni molto severa, in cui senza il giusto bollino ecologico Crit’Air non ti faranno proprio entrare.
Dove alloggiare nella campagna francese
💡 Consiglio per alloggi ed esperienze: gli alloggi preferiamo cercarli su Booking.com, dove di solito ci sono le migliori condizioni di cancellazione. Biglietti, escursioni e attività conviene invece confrontarli e acquistarli tramite GetYourGuide.
La regola base per scoprire i villaggi con tranquillità è scegliere una base strategica e da lì partire per gite di un giorno. Cambiare hotel ogni giorno ti farà solo perdere tempo e stancare inutilmente. Alloggiare direttamente nei villaggi storici è incredibilmente romantico, ma metti in conto che i prezzi sono più alti e il parcheggio può essere piuttosto complicato, perché in molti centri storici l’accesso in auto è severamente vietato.
Se sei diretto in Provenza e vuoi esplorare il Luberon, la base ideale è la cittadina di Apt o la più grande Aix-en-Provence. Per il lusso assoluto direttamente nel villaggio di Gordes consiglio di prenotare l’hotel Airelles Gordes, La Bastide, da cui hai viste mozzafiato sulla valle. Se cerchi qualcosa di più accessibile con un’autentica atmosfera provenzale, prova la pensione a conduzione familiare Le Mas des Romarins proprio nella vicina Gordes, che trovi facilmente sul popolare portale Booking.com. Nella regione della Dordogna conviene alloggiare vicino al fiume, idealmente nei dintorni della città di Sarlat-la-Canéda, che si trova proprio nel cuore della maggiore concentrazione di castelli e villaggi.
Se vuoi vivere l’atmosfera mistica del luogo di pellegrinaggio di Rocamadour senza la folla, l’unica soluzione è alloggiarci direttamente, ad esempio all’Hôtel Beau Site. Un ottimo consiglio per la regione dell’Occitania è dormire all’interno delle mura medievali della gigantesca fortezza di Carcassonne. Di giorno la città scoppia di gente, ma non appena nel pomeriggio se ne vanno i pullman delle gite organizzate, avrai i vicoli vuoti tutti per te. Per visitare la Strada del Vino dell’Alsazia una scelta fantastica è la città di Colmar, che funziona come perfetto snodo dei trasporti. Direttamente nel fiabesco villaggio di Riquewihr c’è poi l’incantevole Hôtel De La Couronne, che ha sede in un edificio storico del XVI secolo. Tutti questi alloggi nei villaggi più belli sono spesso esauriti con mesi di anticipo in alta stagione, quindi non rimandare assolutamente la prenotazione. Questo vale soprattutto per l’Alsazia, dove i celebri mercatini di Natale nel 2026 iniziano già il 23 novembre.

I 15 villaggi più belli di Francia da vedere
Andiamo a scoprire insieme 15 villaggi concreti che rappresentano il meglio della campagna francese. Dalla Provenza baciata dal sole alla valle dei castelli in Dordogna, fino alla drammatica costa della Bretagna: ognuno di essi ha un carattere del tutto unico. Prepara scarpe comode, perché questi vicoli di pietra di certo non sono fatti per i tacchi.

1. Gordes: il re dei villaggi provenzali
Quando si dice villaggio provenzale, la maggior parte delle persone immagina la regione del Luberon e il suo abitato simbolo, Gordes. È proprio qui che trovi i più bei villaggi cosiddetti “sospesi”, che dalle alte rocce guardano fieri verso la valle. La vista su Gordes dalla strada di accesso è così perfetta da sembrare una quinta teatrale allestita con cura. Le case in pietra di calcare chiaro salgono a cascata lungo il ripido pendio fino all’imponente castello rinascimentale che svetta in cima.
Questo posto è oggettivamente magnifico, ma in alta stagione è estremamente affollato di turisti da tutto il mondo. Se ci vai in auto, devi arrivare idealmente prima delle otto del mattino, altrimenti nei parcheggi di scambio a terrazze sotto il villaggio semplicemente non troverai posto e perderai un sacco di tempo a girare frustrato. Il centro è pieno di stretti vicoli lastricati chiamati calades, di piccole gallerie d’arte e di accoglienti caffè con una vista fantastica su tutta la valle del Luberon. Poco distante si trova anche il villaggio più tranquillo e allungato di Ménerbes, reso famoso in tutto il mondo dallo scrittore Peter Mayle nel suo romanzo “Un anno in Provenza”.
💡 Consiglio: poco distante dal villaggio di Gordes si trova la celebre abbazia di Sénanque con il suo iconico campo di lavanda. Se non hai l’auto, su portali come GetYourGuide trovi tante gite organizzate di mezza giornata che partono dalla vicina Avignone e collegano comodamente entrambi i luoghi.

2. Roussillon: il villaggio nei colori del fuoco
A pochissima distanza dalla grigio-bianca Gordes si trova Roussillon, che ti colpisce subito gli occhi con la sua incredibile vivacità di colori. Il villaggio sorge infatti su enormi giacimenti di ocra e le facciate delle case passano gradualmente dal giallo intenso all’arancione fino al rosso sangue. Le chiome verdi dei pini e l’azzurro intenso del cielo provenzale esaltano ancora di più questo affascinante contrasto cromatico, creando uno scenario che da nessun’altra parte in Francia vedrai.
Ti consiglio di percorrere non solo il villaggio in sé, ma anche il cosiddetto Sentiero delle Ocre (Le Sentier des Ocres), che inizia subito fuori dal paese. L’ingresso costa solo pochi euro e la passeggiata tra le vecchie cave di ocra ricorda più una visita su Marte o ai canyon americani che il soleggiato sud della Francia. All’interno del villaggio incontrerai poi tante botteghe artigiane che vendono i più svariati pigmenti naturali, con cui potrai mescolare a casa i tuoi colori.
💡 Consiglio: per la passeggiata nelle cave di ocra non mettere assolutamente scarpe bianche né abiti chiari. La fine polvere rossa si infila ovunque molto rapidamente e da alcuni tessuti è davvero difficilissima da togliere in lavaggio.

3. Eguisheim: la chiocciola alsaziana
A est della Francia si trova un universo completamente diverso, dove al posto del calcare giallo troverai variopinte case a graticcio e finestre traboccanti di gerani. Eguisheim è un classico assoluto della amata Strada del Vino dell’Alsazia, nata già nel 1953, che nei suoi circa 170 chilometri collega i luoghi più pittoreschi di tutta la regione. L’urbanistica di questo villaggio è del tutto unica, perché è costruito in tre perfetti cerchi concentrici attorno al castello e alla piazza centrale.
Passeggiare per gli stretti vicoli lastricati di Eguisheim è come perdersi all’interno di una colorata conchiglia a spirale. Ogni casa è dipinta di un colore pastello diverso, cosa che in passato pare aiutasse i vignaioli un po’ brilli a ritrovare la via di casa sani e salvi. La regione, tra l’altro, è molto nota per la sua gastronomia particolare. Dimentica la leggera cucina mediterranea: qui regnano l’ottimo e aromatico formaggio Munster, i tradizionali bretzel salati o l’amata tarte flambée, che nella maggior parte dei ristoranti ti preparano volentieri anche in versione vegetariana con funghi e formaggio.
💡 Consiglio: se ci vieni in autunno, non dimenticare di assaggiare i vini locali. Eguisheim è la patria di eccellenti vitigni bianchi e un bicchiere di Gewürztraminer ben freddo o di Crémant frizzante nella piccola piazza è un obbligo assoluto.

4. Riquewihr: il Cinquecento perfettamente conservato
Poco più a nord, sulla stessa Strada del Vino, si trova Riquewihr. Questo luogo ha avuto una fortuna incredibile nella sfortuna, perché a differenza di molte città vicine è sopravvissuto miracolosamente a entrambe le devastanti guerre mondiali senza un solo danno. All’interno delle mura cittadine perfettamente conservate si accalcano una quarantina di monumenti storici e l’atmosfera del XVI secolo qui è quasi palpabile. Allo stesso terzetto dei villaggi più belli della zona appartiene anche la vicina Kaysersberg, attraversata per di più dal selvaggio torrente Weiss.
Riquewihr è famosa in tutto il mondo per le sue grandiose decorazioni e mercatini di Natale, che attirano nel villaggio enormi folle di visitatori. Se prevedi una visita nel periodo dell’Avvento, preparati al fatto che l’evento natalizio La Magie de Noël nella vicina Colmar nel 2026 si terrà dal 23 novembre al 29 dicembre, e le folle si riverseranno immediatamente anche a Riquewihr. I weekend qui sono letteralmente da scoppiare, perciò ti consiglio di pianificare la visita piuttosto di martedì o mercoledì.
💡 Consiglio: la via principale Rue du Général de Gaulle è spesso affollata, ma non appena svolti in un qualsiasi vicolo laterale ti ritrovi in un silenzio totale tra vecchi cortili vinicoli con antichi torchi di legno.

5. Beynac-et-Cazenac: dramma medievale sul fiume
Spostandoci a sud-ovest nel dipartimento della Dordogna, ci ritroviamo in una terra di foreste profonde, grotte preistoriche e centinaia di castelli maestosi. Proprio sopra il fiume Dordogna, su una ripida roccia a strapiombo, si erge il castello e il aspro villaggio medievale di Beynac-et-Cazenac, che ha esattamente l’aspetto che immagini per le grandiose scenografie di un film storico.
Passeggiare per il villaggio significa salire continuamente lungo strade lastricate fino in cima, al castello stesso. Sulla sponda opposta del fiume gli si oppone fiero il castello di Castelnaud e queste due fortezze si fissarono ostili per tutta la durata della Guerra dei Cent’Anni. Ancora oggi il luogo ha conservato il suo carattere medievale leggermente impervio e molto autentico, esaltato dai massicci tetti di ardesia delle case del posto.
💡 Consiglio: il modo migliore per cogliere la maestosità di Beynac e di tutta la regione è dalla superficie del fiume. Noleggia un kayak nella vicina Vitrac e percorri il tratto di circa sedici chilometri proprio fino a Beynac. È del tutto sicuro anche per i principianti assoluti, perché qui il fiume scorre molto pigro e sopra di te si ergeranno gli scenari più drammatici, quelli che dall’auto non vedrai mai.

6. La Roque-Gageac: incastrata tra roccia e acqua
Solo pochi chilometri più a valle lungo il fiume Dordogna ti imbatti in un altro scenario incredibile. Le case di La Roque-Gageac, con le tipiche facciate giallo miele e i tetti ripidi, sono letteralmente incastrate in una stretta striscia tra una falesia calcarea a strapiombo e il fiume. Grazie all’esposizione a sud della roccia, qui si crea un microclima molto particolare e nel villaggio vedrai crescere liberamente persino palme, banani e bambù.
La passeggiata lungo il fiume è molto piacevole, ma non perderti nemmeno la stretta scalinata che porta in alto sul pendio fino a una piccola chiesa e ai resti delle vecchie fortificazioni. Se cerchi una bella vista su tutta la zona, dirigiti nella vicina cittadina di Domme, una tradizionale città fortificata dalla pianta regolare che offre un panorama fantastico. La specialità locale, che trovi in ogni menu, sono gli ottimi piatti a base di noci e i celebri tartufi neri, per cui tutta la storica regione del Périgord è famosa in tutto il mondo. Dovresti assaggiare anche il formaggio di capra locale Cabécou, che spesso viene servito caldo su un’insalata fresca.
💡 Consiglio: dall’attracco del villaggio salpano le tradizionali barche di legno chiamate gabares. Un tempo servivano al trasporto di vino e legname, oggi offrono una navigazione commentata di circa un’ora, perfetta per fotografare i castelli circostanti dalla superficie dell’acqua.

7. Rocamadour: città di pellegrinaggio verticale
Anche se formalmente si trova poco più in là, nel dipartimento del Lot, allo stesso giro turistico appartiene immancabilmente Rocamadour. Non è un classico villaggio, ma piuttosto un luogo di pellegrinaggio verticale dalle dimensioni incredibili, attaccato a cascata alla parete a strapiombo del profondo canyon del fiume Alzou.
Rocamadour soffre di folle estreme, perché da secoli attira i pellegrini verso la statua della Madonna Nera e oggi vi aggiunge migliaia di turisti comuni. Di giorno in alta stagione qui è più una lotta per la sopravvivenza e un farsi largo tra le masse di gente. Se vuoi goderti la sua atmosfera mistica, arriva qui al più tardi alle nove del mattino, oppure pianifica la visita per la sera tardi, quando l’intera rupe si illumina splendidamente nel buio.
💡 Consiglio: poco distante da Rocamadour trovi il celebre abisso Gouffre de Padirac con un fiume sotterraneo, che si naviga su piccole barche. Nel 2026 la grotta apre verso fine marzo e la prenotazione dei biglietti, che costano circa 22,50 euro, è assolutamente obbligatoria online in anticipo. Vale la visita anche il vicino Lascaux IV, una replica perfetta della celebre grotta preistorica.

8. Saint-Cirq-Lapopie: il gioiello sopra la valle del Lot
Visto che sarai già nel dipartimento del Lot, non devi assolutamente perderti la pittoresca Saint-Cirq-Lapopie. Questo villaggio si tiene fiero in equilibrio su una falesia alta cento metri, proprio sopra un meandro del fiume Lot, e vince ripetutamente i sondaggi televisivi francesi sul villaggio preferito di tutto il paese. La sua posizione è così drammatica che, guardandolo dalla valle, ti mancherà il fiato.
L’intero centro è rigorosamente zona pedonale, il che significa possibilità assolutamente illimitate di gironzolare tra case del XIII-XVI secolo dai tetti marrone scuro. Trovi qui tante piccole botteghe artistiche e artigiane, perché il villaggio fin dall’inizio del XX secolo attirava pittori e poeti. Se ami la letteratura francese, qui ha vissuto il celebre poeta surrealista André Breton, che dichiarò pubblicamente che, una volta scoperto questo posto, non volle mai più vivere altrove.
💡 Consiglio: parcheggia giù vicino al fiume e raggiungi il villaggio lungo il vecchio sentiero d’alaggio chiamato Chemin de halage, in parte scavato direttamente nella roccia sopra l’acqua. È una bellissima passeggiata di circa un’ora, prima di salire fino al villaggio vero e proprio.

9. Conques: una tappa sul Cammino di Santiago
Se ci spostiamo più in profondità nella regione dell’Aveyron, ci imbattiamo nel borgo di Conques, uno dei punti più importanti dello storico cammino di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela. Il villaggio si trova nascosto in una profonda valle verde e ricorda una capsula medievale perfettamente conservata, dove il tempo si è fermato e il mondo moderno non è ancora riuscito a penetrare.
A dominare l’intero borgo è la straordinaria chiesa abbaziale di Sainte-Foy, che custodisce un incredibile tesoro di preziose reliquie. Nota senz’altro il magnifico timpano sopra l’ingresso principale, che raffigura nel dettaglio il Giudizio Universale, e anche le moderne vetrate, che all’interno creano un meraviglioso gioco di luce. Si paga l’ingresso ai vicoli solo se vuoi visitare il tesoro stesso, altrimenti la passeggiata tra le antiche case in pietra e a graticcio con i tetti in ardesia spaccata è del tutto gratuita e liberamente accessibile a chiunque.
💡 Consiglio: prova a indovinare l’orario intorno alle otto di sera, quando spesso si tengono concerti d’organo o l’illuminazione serale speciale del timpano. L’atmosfera di questo luogo, quando il trambusto del giorno si placa e i vicoli si svuotano, è assolutamente indimenticabile.

10. Collonges-la-Rouge: il villaggio interamente rosso
Mentre la maggior parte dei villaggi francesi gioca sui toni del calcare giallo o del granito grigio, Collonges-la-Rouge nella regione della Corrèze è un unicum assoluto. Ogni singola casa, chiesa e muro di questo borgo sono costruiti in arenaria di un rosso intenso, che le conferisce un aspetto incredibilmente caldo e fotogenico. Proprio qui, tra l’altro, nel 1982 nacque l’idea originale di fondare l’intera associazione Les Plus Beaux Villages.
Il contrasto delle facciate rosso scuro con i tetti di ardesia blu-grigio e con le piante rampicanti verdi è particolarmente impressionante poco prima del tramonto, durante la cosiddetta ora d’oro. Le vie sono piene di piccoli negozietti di ceramica, prodotti artigianali e specialità locali. Ti consiglio di assaggiare la senape locale ottenuta da un’uva viola o l’ottimo liquore alle noci, souvenir assolutamente tipici e molto amati di questa terra dal carattere singolare.
💡 Consiglio: il villaggio è piuttosto piccolo e molto compatto. Per esplorarlo ti bastano abbondantemente un paio d’ore, quindi è perfetto come tappa pomeridiana durante uno spostamento più lungo verso il sud della Francia.

11. Minerve: storia in un profondo canyon
L’Occitania è considerata la sorella minore, sottovalutata e molto più autentica, della vicina Provenza, e i suoi villaggi hanno spesso una storia ben più aspra. Minerve sorge su un imponente sperone calcareo in alto, sopra la confluenza di due fiumi che qui hanno scavato nella roccia profondi ponti naturali. L’accesso al villaggio passa per uno stretto ponte che scavalca un canyon vertiginosamente profondo, cosa che lascia un’impressione davvero forte.
Minerve fu uno dei principali luoghi della resistenza catara nel Medioevo e la storia degli assedi è qui ancora fortemente presente. Se questa parte della storia francese ti interessa, fai senz’altro una gita ai vicini castelli catari come Peyrepertuse, dove ti attende sì una salita più impegnativa, ma in cambio avrai panorami sconfinati fino ai Pirenei. Il paesaggio circostante, punteggiato di vigneti e arbusti secchi, nei mesi estivi viene arso da temperature che arrivano ai 40 °C, perciò è meglio venire in primavera o in autunno.
💡 Consiglio: il principale magnete turistico di tutta la regione è l’enorme fortezza medievale di Carcassonne. L’ingresso ai suoi vicoli è completamente gratuito, si paga solo la visita al castello, che costa 19 euro. Se hai intenzione di venire il 14 luglio, preparati a una follia assoluta, perché il tradizionale spettacolo pirotecnico è seguito da centinaia di migliaia di spettatori.

12. Èze: il nido d’aquila sopra la Riviera
Poco distante dall’animata costa della Riviera francese, proprio tra la località di Nizza e la lussuosa Monaco, trovi la pittoresca Èze. Questo paesino si erge come un inespugnabile nido d’aquila su una rupe ripida a oltre 400 metri sopra il livello del Mar Mediterraneo. La sua posizione drammatica ne fa uno dei punti in assoluto più fotografati di tutta la Costa Azzurra.
Gli stretti vicoli sono pieni di passaggi ad arco, boutique e piccoli atelier d’arte. Sulla cima del villaggio trovi un bellissimo giardino botanico esotico chiamato Le Jardin Exotique, in cui si paga sì un piccolo ingresso, ma che offre viste panoramiche assolutamente impareggiabili su tutta la costa. È il posto ideale per fuggire dal trambusto delle grandi città sotto di te, anche se in piena alta stagione estiva qui troverai comprensibilmente un bel numero di gitanti provenienti dalle vicine località balneari.
💡 Consiglio: se hai una buona forma fisica, puoi scendere fino al mare lungo il cosiddetto Sentiero di Nietzsche (Chemin de Nietzsche). La discesa dura circa un’ora e offre viste incantevoli, ricordati solo scarpe robuste e acqua a sufficienza.

13. Yvoire: la perla fiorita del Lago di Ginevra
Sulle rive del vasto Lago di Ginevra, proprio al confine con la Svizzera, sorge il villaggio di pescatori medievale di Yvoire. Grazie alla sua splendida posizione sull’acqua e a una storia di oltre 700 anni, questo luogo ha conservato l’atmosfera di un antico porto, sopra il quale si erge maestosa la massiccia torre quadrata del castello locale, risalente al XIV secolo.
Yvoire è famosa a livello internazionale per la sua incredibile decorazione floreale, grazie alla quale vince regolarmente svariati concorsi di giardinaggio europei. Le vie, i balconi e il lungolago traboccano letteralmente di colori. Ti consiglio senz’altro di visitare il Giardino dei Cinque Sensi (Jardin des Cinq Sens), concepito in modo intelligente come un labirinto vivente pieno di piante medicinali, aromatiche e storiche, che puoi toccare e annusare.
💡 Consiglio: sebbene la regione sia rinomata per i piatti a base di pesce di lago, qui non resteranno a bocca asciutta nemmeno i vegetariani. Nelle piccole e accoglienti crêperie sul lago trovi ottime crêpe salate ripiene di formaggi locali e verdure fresche, da accompagnare con un sidro ben freddo.

14. Locronan: il cuore di granito della Bretagna
Nel nord-ovest della Francia, nell’aspra e ventosa regione della Bretagna, domina un’architettura completamente diversa. Locronan è un villaggio costruito interamente in granito grigio scuro, che gli conferisce un aspetto molto particolare, un po’ malinconico ma estremamente elegante. In passato questo luogo si arricchì enormemente con la produzione di tela di qualità per le vele dell’allora marina reale.
La piazza centrale, con la sua imponente chiesa e il vecchio pozzo di pietra, ha fatto da quinta perfetta per decine di film storici. In Bretagna devi sempre mettere in conto un meteo particolare, perciò una buona giacca antivento è una necessità assoluta anche nei mesi estivi. In cambio del clima più fresco avrai però le migliori, vere crêpe salate bretoni chiamate galettes, fatte con farina di grano saraceno, che si accompagnano tradizionalmente con un denso sidro di mele servito in tazze di ceramica.
💡 Consiglio: fai una gita anche sulla celebre costa Côte de Granit Rose, nella vicina Ploumanac’h. Il contrasto degli enormi massi di granito rosa, levigati dal mare in forme bizzarre, con l’Atlantico blu cupo è assolutamente incantevole.

15. Château-Chalon: il guardiano del vino giallo
L’ultimo consiglio ci porta a est della Francia, tra le tranquille montagne boscose del Giura. Il villaggio di Château-Chalon si tiene fiero in equilibrio sull’orlo di una ripida falesia e guarda dall’alto i vigneti accuratamente curati in basso. Rispetto alla frenetica Alsazia o all’affollata Provenza, qui regna una calma assoluta e troverai un numero davvero minimo di turisti stranieri.
Il villaggio è letteralmente la culla del celebre vino giallo chiamato vin jaune. Questo vino unico matura in botti sotto uno strato di lieviti speciali per esattamente sei anni e tre mesi, cosa che gli conferisce un sapore inconfondibile che ricorda le noci e il curry. Questa terra profuma non solo di vino, ma anche di formaggio. L’ottimo formaggio Comté delle caseifici di montagna locali è una vera delizia, che puoi acquistare nei negozietti proprio nella piazza del paese e farne un ottimo picnic con vista.
💡 Consiglio: per il villaggio passa la pittoresca Strada del Vino del Giura, che misura circa 80 chilometri. Se hai a disposizione un’auto o una bici elettrica, è un percorso fantastico e ancora non scoperto dai turisti, perfetto per un viaggio lento nella campagna francese.
Dove andare dopo la campagna francese
Se stai pianificando un road trip più ampio e vuoi collegare questi pittoreschi villaggi in un itinerario sensato, hai diverse ottime possibilità. Dal sud puoi proseguire facilmente verso città più grandi e bellezze naturali, mentre da est si offre lo spostamento in montagna.
Prova a comporre il tuo viaggio seguendo le nostre guide dettagliate alle singole regioni:
- Se ti hanno incantato i campi di lavanda e le cittadine in calcare come Gordes, dai un’occhiata alla nostra grande guida alla campagna e alle città della Provenza.
- Se invece ti attirano più i castelli medievali, le grotte preistoriche e le gite in kayak, non puoi perderti la regione della Dordogna e del Périgord, dove si nasconde un’enorme concentrazione di gioielli storici.
- E per gli amanti delle case a graticcio, dell’alta gastronomia e dell’atmosfera natalizia c’è la splendida Strada del Vino dell’Alsazia, che riesci a percorrere anche in un weekend lungo.
Domande frequenti
Cosa significa esattamente il marchio Les Plus Beaux Villages?
È una certificazione ufficiale indipendente conferita da un’associazione speciale. Per ottenerla, il villaggio deve avere meno di 2.000 abitanti, deve ospitare almeno due monumenti nazionali protetti e deve dimostrare l’impegno per lo sviluppo comunitario e la conservazione del carattere rurale. Non si tratta quindi solo di marketing accattivante, ma di una vera garanzia di architettura storica preservata.
Devo pagare un biglietto d’ingresso per entrare in questi villaggi?
No, l’ingresso ai borghi stessi e passeggiare per le loro stradine è sempre completamente gratuito, si tratta di comuni normalmente abitati. Si paga solo per l’ingresso a castelli specifici, musei, grotte o giardini privati che si trovano sul loro territorio.
Come funziona il parcheggio e quanto costa?
La maggior parte dei borghi certificati ha centri storici chiusi al traffico normale. Dovete utilizzare i parcheggi di interscambio situati ai margini del paese. Il parcheggio solitamente costa tra i 4 e gli 8 euro al giorno, in alcuni borghi più piccoli durante la bassa stagione è addirittura gratuito. In luglio e agosto è necessario arrivare al parcheggio la mattina presto, altrimenti non troverete posto.
È possibile raggiungere i villaggi con i mezzi pubblici?
È molto complicato. Le ferrovie francesi (SNCF) ti portano sicuramente nelle città regionali più grandi, ma i villaggi stessi si trovano spesso fuori dalle rotte principali. I collegamenti in autobus verso le località più remote sono molto scarsi, di solito c’è una corsa al mattino e una al pomeriggio, e nei fine settimana spesso non circolano affatto. Per esplorare la campagna, un’auto propria o a noleggio è praticamente indispensabile.
Come funziona il pedaggio sulle autostrade francesi?
In Francia non esiste il classico bollino autostradale. Si paga ai caselli autostradali (péages) in base ai chilometri percorsi, il che costa in media poco meno di 10 euro per 100 chilometri di viaggio. Inoltre, a febbraio 2026 ci sarà un lieve aumento delle tariffe dei pedaggi e si sta diffondendo sempre più il sistema cosiddetto Free-Flow (ad esempio sulle autostrade A4, A13 o A79), dove non ci sono barriere e il pedaggio deve essere pagato entro pochi giorni online in base alla propria targa.
Ho bisogno della vignetta ecologica se vado in campagna?
Sì, ti consiglio di procurartela. Il bollino ecologico (Crit’Air) è obbligatorio principalmente per accedere alle zone a basse emissioni delle grandi città (ZFE), ma durante un viaggio in campagna spesso non potrai evitare queste zone se attraversi ad esempio Marsiglia, Aix-en-Provence o Strasburgo. Il bollino costa online circa 5 euro ed è valido per tutta la vita del veicolo; senza di esso rischi una multa di 68 euro.
È obbligatorio lasciare la mancia nei ristoranti in campagna?
No, nei caffè e ristoranti francesi il servizio è già incluso per legge nel prezzo totale (service compris). Se siete stati soddisfatti, è buona educazione lasciare qualche spicciolo e arrotondare il conto di 1 o 2 euro. Ricordate che quando pagate con carta di solito non è possibile aggiungere la mancia tramite il terminale, quindi dovete comunicare l’eventuale importo al cameriere in anticipo, oppure lasciare i contanti sul tavolo.
Fa davvero così caldo in estate nel sud della Francia?
Sì, le temperature estive nelle regioni della Provenza, Occitania e Dordogna raggiungono comunemente i 38-40 °C. Le storiche stradine in pietra assorbono il calore durante il giorno e lo irradiano anche di notte. Le passeggiate tra i monumenti sotto il sole di mezzogiorno sono molto spiacevoli, per questo consiglio di programmare le visite ai castelli e ai borghi nelle prime ore del mattino e di trascorrere il pomeriggio vicino all’acqua o all’ombra.
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Proč nedoporučujeme nějakou českou pojišťovnu? Protože mají dost omezení. Mají limity na počet dnů v zahraničí, v případě cestovka u kreditní karty po vás chtějí platit zdravotní výdaje pouze danou kreditní kartou a často limitují počet návratů do ČR.
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