Quando io e Lukáš siamo usciti per la prima volta dai vicoli stretti e ombrosi del centro storico e all’improvviso ci siamo trovati davanti a uno spazio enorme, inondato di sole, ci siamo letteralmente fermati senza fiato. Piazza Navona è, secondo noi, il posto in assoluto più bello di tutta Roma, e questo nonostante l’enorme concorrenza di tutte le meraviglie antiche e rinascimentali della città. L’acqua scorre rumorosamente nelle tre monumentali fontane barocche, al di sopra dei tetti color terracotta si elevano le maestose cupole delle chiese e nell’aria aleggia il profumo intenso e irresistibile di un espresso italiano appena tostato.
Allo stesso tempo, però, devo avvertirti sinceramente: Roma non perdona l’impreparazione e le romantiche visioni di piazze vuote svaniscono in fretta. Questo posto è estremamente popolare e in alta stagione è sempre sovraffollato, quindi è facile cadere nelle trappole turistiche care care. Camerieri in gilet nero ti attireranno sorridenti ai tavolini all’aperto, artisti di strada ti offriranno una caricatura veloce e frotte di turisti cercheranno di scattare il selfie perfetto. Ma se sai dove guardare, dove bere un caffè e quali ristoranti evitare come la peste, Piazza Navona ti mostrerà il suo vero volto barocco, capace di togliere il respiro.

Riassunto
- La più bella piazza barocca: La caratteristica forma allungata ricalca l’originario stadio romano dell’imperatore Domiziano, sui cui resti sorge la piazza.
- Tre fontane straordinarie: La protagonista è la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini al centro, affiancata dalla Fontana del Moro e dalla Fontana del Nettuno alle estremità.
- Attenzione alle trappole turistiche: Mangiare direttamente in piazza è estremamente costoso; il caffè bevilo sempre al banco, a una frazione del prezzo.
- La leggendaria rivalità: Proprio di fronte alla fontana principale si erge la splendida chiesa del Borromini, il grande rivale del Bernini in un duello architettonico durato tutta la vita.
- Tutto a piedi: La piazza si trova nel cuore del centro storico, a pochi minuti a piedi dal Pantheon e da Campo de’ Fiori.
- Il momento migliore per le foto: Se vuoi avere la piazza tutta per te, devi alzarti presto e arrivare idealmente prima delle otto di mattina.
Quando andare a Roma e a Piazza Navona

Trovare il momento magico perfetto in cui Roma offre un caldo piacevole senza doversi schiacciare con altri diecimila turisti è impresa ardua. I mesi migliori per visitare la città sono maggio, giugno, settembre e ottobre, e proprio ottobre offre le condizioni più gradevoli con temperature intorno ai 22 °C. In autunno l’aria si rinfresca meravigliosamente e la città si tinge di una luce morbida, assolutamente ideale per fotografare le facciate barocche di Piazza Navona. Il prezzo da pagare per questo comfort climatico è però elevato: in questi cosiddetti periodi di “spalla”, la città è letteralmente al collasso e gli hotel segnano il tutto esaurito.
L’estate romana — e qui parlo specificatamente di luglio e agosto — mette alla prova la resistenza fisica e mentale di chiunque. Le temperature raggiungono facilmente i 35 °C e l’umidità trasforma le strade di Roma in una serra soffocante senza un filo di vento, con le pietre antiche che si scaldano come un forno gigante. Se sei costretto a venire d’estate, la tua giornata deve cambiare radicalmente: devi essere alla Fontana dei Quattro Fiumi entro le sette di mattina. A mezzogiorno ritirati all’ombra, concediti un lungo pranzo in un ristorante con l’aria condizionata e rimetti il naso fuori solo nel tardo pomeriggio, quando le ombre si allungano e la piazza torna a vivere la sua tipica vita notturna.
Se ti preoccupavano le notizie sull’affollamento di Roma durante l’Anno Santo, ho una buona notizia: il Giubileo 2025 è ufficialmente terminato e le folle di pellegrini si sono in parte diradate. Le Porte Sante sono state solennemente chiuse nel gennaio 2026, la città ha sistemato le infrastrutture e le strade sono un po’ più respirabili. Non farti però cullare da una falsa sensazione di vuoto: vicino alle grandi icone turistiche del centro storico cambia poco e le folle ci saranno sempre. L’inverno, al contrario, è il segreto meglio custodito per chi vuole visitare Roma con più calma: pioverà qualche volta, ma in cambio avrai qualcosa di inestimabile, ovvero il tuo spazio personale per ammirare i monumenti.
Dove alloggiare vicino a Piazza Navona
Tra le sistemazioni che ci hanno convinto, segnaliamo l’Hotel Artemide nel quartiere centrale di Monti, il boutique Condotti Boutique Hotel a due passi da Trinità dei Monti, oppure il più tranquillo Residenza Cavallini nel quartiere Prati vicino al Vaticano. Conviene prenotare con largo anticipo.
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La scelta del quartiere giusto definisce l’intera esperienza romana, perché la città è grande e camminare tutto il giorno sui sampietrini ti sfinisce in modo garantito. Alloggiare direttamente nel centro storico (Centro Storico) è il sogno di molti viaggiatori: apri le imposte di legno, senti il mormorio delle fontane e raggiungi tutto a piedi. Questo enorme vantaggio si paga però con il rumore costante sotto le finestre, il ritiro dei rifiuti dei ristoranti all’alba e naturalmente il sovrapprezzo più alto per la posizione privilegiata. Se il budget ti permette un po’ di lusso, prenotare su Booking.com in questa zona ti garantisce un alloggio nel più bel cartolina cinematografica che si possa immaginare.
Direttamente su Piazza Navona o nelle immediate vicinanze trovi diversi hotel bellissimi, anche se più costosi, che meritano di essere presi in considerazione. La scelta iconica è il lussuoso Eitch Borromini, che ha sede proprio in un palazzo storico con vista sulla fontana del Bernini e la cui terrazza sul tetto offre il panorama migliore sul tramonto. Se cerchi qualcosa di nascosto tra l’edera a due passi, ti consigliamo di dare un’occhiata al celebre Hotel Raphael, che affascina per la sua atmosfera artistica e la posizione perfetta. Per un’opzione più accessibile ma a pochi passi a piedi, vale la pena esplorare i vicoli più nascosti intorno alla pittoresca Via dei Coronari, dove di notte regna un silenzio decisamente maggiore.
Se viaggi con bambini o hai bisogno di dormire in tranquillità, l’elegante quartiere Prati, sull’altra sponda del Tevere, è un’alternativa ottima e pratica. Non troverai i vicoli medievali contorti, ma ampi viali alberati e un terreno pianeggiante molto più amico dei tuoi piedi. Da Prati raggiungi Piazza Navona con una piacevole passeggiata attraverso Ponte Sant’Angelo in una ventina di minuti, e hai anche il Vaticano a portata di mano per la visita mattutina. Un’altra opzione è il quartiere bohémien di Monti, dietro il Colosseo, che offre un ottimo equilibrio tra accessibilità ai monumenti, ottimi ristoranti locali e una piacevole atmosfera di quartiere, lontana dalle peggiori ondate turistiche.
9 consigli su cosa vedere e fare a Piazza Navona e dintorni
Scopriamo insieme il meglio di questo capolavoro del barocco italiano e come goderlo appieno senza stress inutile. Ti dirò dove dirigere lo sguardo, quali dettagli cercare nelle sculture e dove rifugiarti quando il rumore degli artisti di strada diventa troppo intenso.
1. La Fontana dei Quattro Fiumi del geniale Bernini

Il fulcro dell’intera piazza e il magnete visivo per eccellenza è la Fontana dei Quattro Fiumi. Questo capolavoro assoluto fu creato a metà del Seicento dallo scultore Gian Lorenzo Bernini, che volle stupire papa Innocenzo X. Avvicinandoti alla fontana, scoprirai che le quattro possenti statue maschili in marmo non rappresentano altro che i quattro continenti allora conosciuti e i loro fiumi principali. È uno straordinario esempio di come il Bernini sapesse infondere al freddo marmo movimento dinamico ed energia incontenibile.
Ogni statua ha il suo dettaglio specifico che ti aiuta a identificarla con certezza, se sai cosa cercare. Il Gange, in Asia, regge un lungo remo, poiché all’epoca si riteneva che il fiume fosse molto tranquillo e facilmente navigabile. Il Nilo africano ha invece un lembo di stoffa drappeggiato sul capo, a simboleggiare il fatto che le sorgenti di questo enorme fiume erano ancora sconosciute agli europei. Il Danubio europeo sfiora lo stemma papale con i gigli e la colomba, mentre il Río de la Plata americano è seduto su un mucchio di monete, in riferimento alle idee dell’epoca sull’immensa ricchezza del Nuovo Mondo.
L’intero gruppo scultoreo dinamico funge da gigantesco piedistallo per un esile obelisco egizio che si slancia verso il cielo. Il Bernini creò una perfetta illusione lasciando il basamento sotto l’obelisco deliberatamente cavo, così che la massa granitica sembra levitare per pura forza di volontà e dell’acqua che cade. Ai piedi delle statue monumentali troverai anche animali e piante scolpiti dei singoli continenti, dal cavallo al leone fino a un curioso armadillo. Ti consigliamo di girare intorno alla fontana da tutti i lati: da ogni angolazione offre una composizione nuova e affascinante di forme e cascate d’acqua.
2. La chiesa di Sant’Agnese in Agone e la celebre rivalità architettonica

Proprio di fronte alla fontana principale del Bernini si erge la splendida facciata concava della chiesa di Sant’Agnese in Agone. Questo gioiello barocco fu progettato dal più grande rivale del Bernini, Francesco Borromini, il cui stile era molto più matematico e malinconico. La chiesa sorge esattamente nel luogo in cui, secondo la tradizione cristiana, fu martirizzata sant’Agnese, e la sua imponente cupola con i due campanili inquadra perfettamente il lato ovest della piazza. All’interno troverai splendidi affreschi e soprattutto una calma inaspettata, in netto contrasto con il rumore dei turisti fuori sul selciato.
È proprio la vicinanza dei due capolavori ad aver dato vita a una delle leggende metropolitane romane più amate, che ti racconterà qualsiasi guida locale. Si dice che la statua del Río de la Plata sulla fontana del Bernini alzi la mano inorridita per non dover guardare la malriuscita chiesa del Borromini. Un’altra statua, il Nilo africano, si copre addirittura la testa per non vedere come l’intero edificio stia per crollare. È una storia meravigliosamente dispettosa sulla competitività di due geni, che gli italiani adorano e tramandano volentieri.
La verità, però, è molto più prosaica e gli storici scrollano indulgenti la testa di fronte a questa leggenda. Il Bernini terminò la sua fontana diversi anni prima che il Borromini iniziasse a lavorare alla chiesa, quindi una reazione del genere scolpita nella pietra era semplicemente impossibile. Eppure è meraviglioso stare in mezzo alla piazza, guardare alternativamente la fontana e la chiesa e immaginare quell’enorme tensione tra due artisti che hanno definito il volto del barocco romano. Ricorda che per entrare in chiesa vige un rigido dress code: spalle e ginocchia devono essere coperte.
3. Il segreto della forma allungata e lo stadio antico dell’imperatore Domiziano

Quando guardi Piazza Navona dall’alto o la percorri nel suo perimetro, noti subito la sua forma insolita e allungata. La piazza ricalca esattamente la pianta dell’antico stadio romano fatto costruire alla fine del primo secolo d.C. dall’imperatore Domiziano. Mentre nel vicino Colosseo si svolgevano i sanguinosi combattimenti tra gladiatori, questo stadio era destinato principalmente alle gare atletiche, alla corsa e ai giochi sportivi di ispirazione greca. Gli edifici e i palazzi circostanti sorgono letteralmente sui resti delle gradinate antiche, sulle quali un tempo facevano il tifo fino a trentamila spettatori romani.
Il nome stesso “Navona” è un gioco linguistico evolutosi dalla parola greca per i giochi sportivi, chiamati agones. Nel corso dei secoli il nome si è trasformato da “in agone” a “nagone” fino all’odierno “navona”, ricordandoci ancora oggi la funzione originaria di questo spazio. Nel periodo rinascimentale la piazza veniva addirittura allagata artificialmente per ospitare feste estive e gite in barchetta destinate a divertire l’aristocrazia romana.
Se vuoi vedere le vere fondamenta antiche, non devi affidarti solo alla tua immaginazione, perché una parte di esse è accessibile al pubblico. Sotto il margine settentrionale della piazza si trova il percorso visitabile dello Stadio di Domiziano, dove puoi acquistare un biglietto e scendere al di sotto del livello dell’attuale strada. Vedrai possenti archi in mattoni, la pavimentazione originale e scoprirai dettagli affascinanti sul funzionamento dello sport nell’antichità. È una perfetta via di fuga dalla calura estiva e dal rumore, nel fresco e nel silenzio sotterraneo dove tremila anni di storia ti avvolgono.
4. La Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno

Sebbene il capolavoro del Bernini si aggiudichi la maggior parte dell’attenzione, la piazza non sarebbe completa senza le due fontane più piccole ma altrettanto belle alle sue estremità nord e sud. Sul lato meridionale trovi la Fontana del Moro, che deve il suo nome alla statua centrale di un uomo dai tratti africani che lotta con un possente delfino. Il progetto originale della vasca fu realizzato da Giacomo della Porta già nel Cinquecento, ma la statua centrale fu aggiunta in seguito dallo stesso Bernini. Tutt’intorno al protagonista, tritoni robusti spruzzano acqua, creando una bella simmetria con la parte centrale della piazza.
All’estremità opposta, quella settentrionale, si trova la Fontana del Nettuno, che ha una storia davvero interessante. Per secoli rimase al suo posto come una semplice vasca di pietra vuota, priva di qualsiasi scultura, usata per lo più a scopi pratici dagli abitanti del luogo. Il ricco apparato scultoreo, dominato dal dio del mare Nettuno in lotta con un’enorme piovra, fu aggiunto solo alla fine dell’Ottocento. Il Comune voleva che la piazza desse un’impressione di perfetto equilibrio e così bandì un concorso per completarla.
Queste due fontane laterali rappresentano un grosso vantaggio pratico per chi ama fotografare. Mentre intorno alla Fontana dei Quattro Fiumi si accalcano centinaia di persone con il telefono alzato, vicino al Moro e al Nettuno c’è di solito molto più spazio e tranquillità. Puoi ottenere belle composizioni con l’acqua in primo piano e le facciate barocche sullo sfondo, senza che qualcuno ti entri continuamente nell’inquadratura. Inoltre, intorno a esse sono strategicamente posizionati dei bassi pilastri di pietra su cui puoi appoggiarti un momento quando dopo una giornata intera di cammino i piedi cominciano a protestare.
5. L’atmosfera, gli artisti di strada e l’avvertimento sui bar

Piazza Navona non è solo un museo a cielo aperto, ma uno spazio incredibilmente vivo, che pulsa di energia dall’alba fino a tarda notte. La piazza è il paradiso tradizionale di artisti di strada, ritrattisti e musicisti che vi installano i loro cavalletti e intrattengono i turisti di passaggio. Puoi farti ritrarre in una caricatura divertente, lasciarti trasportare dalle note di una chitarra classica o semplicemente osservare il fascinoso movimento umano intorno a te. È esattamente quell’atmosfera italiana rilassata per cui la gente da tutto il mondo continua a tornare qui.
Allo stesso tempo, però, devi stare sempre all’erta, perché i ristoranti e i bar che costeggiano la piazza rappresentano il peggio delle trappole turistiche romane. Se ti siedi a un tavolino all’aperto con vista sulle fontane, un semplice espresso può costarti anche quattro euro, perché nel prezzo paghi duramente il cosiddetto “affitto del tavolo con vista”. La regola d’oro dei locali è chiara: se vuoi un caffè buono e a buon prezzo, paga alla cassa circa un euro e bevitelo in piedi direttamente al banco (al banco). I camerieri che stazionano in strada con menu illustrati in cinque lingue devono essere per te un segnale inequivocabile di girare l’angolo e andare altrove.
Il trucco più subdolo dei locali turistici è poi quello di fatturare pesce e frutti di mare “per etto”, ovvero il prezzo per soli 100 grammi, non per la porzione intera. Alcuni turisti distratti si sono ritrovati a pagare anche seicento euro per un singolo pranzo, perché il cameriere ha portato un pesce enorme aggiungendo poi una mancia obbligatoria non richiesta. Io e Lukáš, grazie alla nostra alimentazione vegetariana, fortunatamente non dobbiamo preoccuparci di questi infarti gastronomici, ma ci teniamo ugualmente lontani dagli esercizi direttamente sulle piazze principali. Preferiamo girare l’angolo verso uno dei vicoli meno appariscenti, dove si respira una vera e onesta ospitalità romana.
6. Il fascino invernale e i mercatini di Natale in piazza

Se visiti Roma nei mesi invernali, vivrai Piazza Navona in un’atmosfera completamente diversa e sorprendentemente festosa. Dall’inizio di dicembre fino alla festa dell’Epifania, la piazza si trasforma in un grande mercatino di Natale, con una tradizione lunga e profondamente radicata nella vita romana. Le bancarelle di legno circondano le fontane e offrono di tutto: statuine per il presepe intagliate a mano, decorazioni scintillanti fino a enormi zucchero filato. Nell’aria si diffonde il profumo delle caldarroste e del vin brulé, mentre i palazzi barocchi sono illuminati da una luce morbida e natalizia che dona all’intera piazza un tocco fiabesco.
La star assoluta di questi mercatini non è però Babbo Natale, bensì la tradizionale figura italiana della buona strega, la Befana. Secondo la leggenda, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio la Befana vola su una scopa e porta dolci nelle calze dei bambini bravi, mentre a quelli cattivi lascia solo carbone nero. In piazza incontrerai diverse persone travestite da questa iconica figura, con cui potrai farti una foto, e le bancarelle sono piene di statuine della Befana in tutte le dimensioni. È una splendida occasione per conoscere le tradizioni natalizie italiane, molto più giocose e colorate di quelle a cui siamo abituati.
Devo però precisare che negli ultimi anni i mercatini sono stati oggetto di critiche da parte dei residenti, perché la qualità artigianale originaria sta andando perduta. Molte bancarelle tradizionali sono state purtroppo sostituite da attrazioni da luna park e venditori di cianfrusaglie, il che toglie un po’ di quella vera romantica storicità. Eppure, la passeggiata serale invernale in piazza con un cartoccio di caldarroste calde in mano ha un fascino innegabile, specialmente quando si aggiunge la musica delle cornamuse tradizionali italiane suonate dai musicisti in pelli di pecora chiamati zampognari.
7. Una deviazione al vicino Pantheon

Da Piazza Navona bastano meno di cinque minuti a piedi attraverso stretti vicoli per raggiungere un altro assoluto gioiello di Roma: il Pantheon. Questo edificio antico meglio conservato del mondo ti colpirà non appena arriverai alla piccola piazzetta, con le sue massicce colonne di granito trasportate fin dall’Egitto. È sopravvissuto a duemila anni di saccheggi e terremoti per un unico motivo pragmatico: fu consacrato come chiesa cristiana nel VII secolo. La sua enorme cupola in calcestruzzo non armato rimane ancora oggi un prodigio architettonico che lascia a bocca aperta persino gli ingegneri moderni.
L’elemento più magico dell’intera struttura è l’apertura circolare di nove metri al centro della cupola, il cosiddetto oculus, unica fonte di luce naturale. Quando piove a Roma, l’acqua cade dall’oculus direttamente all’interno, sul pavimento in marmo leggermente bombato, da cui viene subito drenata da un ingegnoso sistema di canaletti vecchio di duemila anni. All’interno trovi anche la tomba del genio rinascimentale Raffaello Sanzio e del primo re dell’Italia unita, così che la storia si intreccia letteralmente in ogni pietra scolpita.
I tempi in cui si poteva entrare al Pantheon semplicemente dalla strada e ripararsi gratis da un temporale estivo sono però ormai irrimediabilmente finiti. L’ingresso è attualmente a pagamento al costo di 5 €, e a partire da luglio 2026 il Ministero della Cultura italiano prevede un aumento a 7 €. I biglietti vanno acquistati con sufficiente anticipo tramite il portale ufficiale, perché nei weekend e nei giorni festivi la prenotazione online è assolutamente indispensabile. Se arrivi senza prenotazione, troverai una fila inesorabile che si snoda per tutta la piazza, spesso sotto il sole diretto, capace di rovinarti l’intero pomeriggio.
8. Il vivace mercato di Campo de’ Fiori

Dall’altra parte, a circa cinque minuti a piedi verso sud da Navona, si trova Campo de’ Fiori, che offre un’esperienza completamente diversa e molto più concreta. È l’unica piazza importante del centro storico romano priva di una chiesa, e questo ha una sua ragione storica oscura. Lo spazio non è dominato da un luogo di culto, ma dalla tetra statua del filosofo Giordano Bruno con il cappuccio calato in modo sinistro, arso vivo dall’Inquisizione per eresia nel 1600. La sua presenza dona alla piazza una leggera malinconia, subito però sopraffatta dal rumore circostante.
Ogni mattina tranne la domenica si tiene qui un vivace mercato all’aperto, dove sotto grandi ombrelloni si mescolano i colori di verdura fresca, frutta, fiori e spezie. Oggi il mercato si rivolge molto ai turisti e vi si vendono costosi pacchetti di pasta colorata, ma si trovano ancora bancarelle dove i residenti acquistano carciofi freschi o pomodori profumati. È un ottimo posto per comprare frutta fresca per uno spuntino, assorbire il vero trambusto mattutino della metropoli e scattare qualche bella foto colorata per i ricordi.
💡 Consiglio utile: Se in piazza ti viene fame, ignora i ristoranti cari e dirigiti direttamente alla leggendaria panetteria Forno Campo de’ Fiori, attiva dal 1835. Prendi una pizza bianca fresca e croccante, ovvero il semplice impasto con olio d’oliva e sale grosso, e mangiala direttamente dalla carta in piedi nella piazza. Io e Lukáš ci fermiamo sempre qui perché è economica, straordinariamente buona e assolutamente vegetariana, e ti dà la carica per ancora qualche ora di cammino.
9. I capolavori nella chiesa di San Luigi dei Francesi

Gli amanti dell’arte non devono assolutamente perdere la discreta chiesa nazionale francese di San Luigi dei Francesi, a una sola via da Piazza Navona. Vista dall’esterno sembra un normale tempio barocco, ma al suo interno nasconde un vero tesoro: tre straordinari dipinti del Caravaggio, il maestro del chiaroscuro. Nella cappella Contarelli è esposto il celebre ciclo della vita di san Matteo, che ti cattura con la sua drammaticità, i dettagli realistici e il lavoro fantastico su luci e ombre.
La cosa migliore è che l’ingresso alla chiesa, a differenza delle grandi gallerie, è completamente gratuito, il che ti fa risparmiare il costo del biglietto per i Musei Vaticani. Devi però avere con te spiccioli per un euro, perché la cappella con i dipinti è normalmente immersa nella penombra più profonda. Solo quando inserisci la moneta nell’apposito apparecchio vicino alla grata, i riflettori si accendono e le figure del Caravaggio emergono letteralmente dall’ombra davanti ai tuoi occhi — un’esperienza visiva di straordinaria potenza.
La chiesa è chiusa a mezzogiorno (di solito tra le 12:30 e le 15:00) per la pausa, quindi devi pianificare bene la visita nelle ore mattutine o nel tardo pomeriggio. Anche qui valgono le regole rigide sull’abbigliamento: senza spalle e ginocchia coperte non entri, anche se lo chiedi in ginocchio. È uno di quei posti magici romani dove puoi vivere un’arte di livello mondiale in un’atmosfera raccolta, senza essere trascinato dalla folla come su un nastro trasportatore.
10. Il gelato perfetto e dove mangiare nei dintorni

I dintorni di Piazza Navona nascondono alcune gemme gastronomiche che sarebbe un peccato non visitare durante un soggiorno a Roma. Per il miglior gelato, vai alla leggendaria gelateria Giolitti vicino al Pantheon, attiva dal 1900 e dove il personale indossa ancora eleganti divise. Avrai una porzione assolutamente genuina e cremosa, ma preparati al caos organizzato: prima si paga alla cassa e poi si va a scegliere i gusti al bancone. Un’ottima alternativa più moderna è la gelateria artigianale Fatamorgana, che propone anche combinazioni di sapori molto originali e rinfrescanti.
Se cerchi un posto per pranzo o per una serata rilassata, evita le strade principali e infilati nella piccola piazza di Piazza di Pasquino. Qui trovi la splendida enoteca tradizionale Cul de Sac, con un’enorme selezione di vini da tutta Italia, dove ci si siede pigiati su panche di legno respirando la vera atmosfera locale. Io e Lukáš ci fermiamo regolarmente per i loro fantastici taglieri vegetariani pieni di formaggi locali, noci e miele, abbinati a un bicchiere di buon vino rosso — il finale perfetto per una giornata intensa.
Un’altra scelta sicura per un pasto veloce sono le piccole pizzerie che offrono pizza al taglio, ossia rettangoli di pizza tagliati con le forbici e venduti a peso. È il modo più autentico e romano per mangiare bene e spendere poco, con un sistema trasparente in cui vedi esattamente quello che paghi. Indichi il tipo di pizza che ti piace, il personale lo taglia, lo pesa e lo scalda in forno, così eviti le spiacevoli sorprese in conto che rischiano nelle classiche trattorie turistiche sulla piazza.
Dove andare dopo Piazza Navona

Trovandoti nel cuore di Roma, hai le principali attrazioni letteralmente a portata di mano e puoi continuare a esplorare a piedi.
- Fontana di Trevi: Circa dieci minuti a piedi verso est ti portano alla fontana più famosa del mondo, ma ricorda che da febbraio 2026 è in vigore un nuovo biglietto da 2 € per accedere alla zona delimitata davanti alla vasca.
- Pantheon Roma: Solo cinque minuti attraverso i vicoli e ti trovi davanti al prodigio antico con l’enorme cupola in calcestruzzo.
- Castel Sant’Angelo: Dirigiti verso ovest, attraversa Ponte Sant’Angelo ed esplora la massiccia fortezza che in origine serviva come mausoleo di Adriano.
- Vaticano: Dal Castel Sant’Angelo è già a pochi passi lungo l’ampio viale fino a Piazza San Pietro, centro della cristianità.
- Colosseo a Roma: Se ami le lunghe passeggiate, dirigiti verso sud attraverso il Foro Romano fino al più grande anfiteatro antico del mondo.
- Leggi anche la nostra guida completa Cosa vedere a Roma, dove trovi un itinerario dettagliato e tanti altri consigli per il tuo viaggio.
Domande frequenti
Dove posso trovare bagni pubblici nei dintorni della piazza?
A Roma i bagni pubblici sono rarissimi e quasi sempre a pagamento. La strategia migliore è entrare in un baretto o in una caffetteria di una viuzza laterale, ordinare al banco un caffè veloce che costa circa un euro e chiedere gentilmente “Dov’è il bagno?”. Per legge, i bar sono obbligati a far usare i servizi ai clienti paganti, ed è una soluzione molto più piacevole e pulita rispetto alla ricerca di cabine pubbliche.
Si può bere l’acqua delle fontane pubbliche in piazza?
L’acqua delle grandi fontane barocche non è potabile e fare il bagno o immergere i piedi è severamente vietato, con multe salatissime. Tuttavia, intorno alla piazza e nelle vie adiacenti troverete delle piccole fontanelle in ghisa, i cosiddetti nasoni, da cui sgorga continuamente acqua gelida e perfettamente potabile, gratis. Il trucco dei romani è tappare con un dito il getto inferiore: così l’acqua schizza dal forellino superiore formando un arco perfetto direttamente in bocca.
Come arrivo a Piazza Navona con i mezzi pubblici?
Non ci sono fermate della metro direttamente in piazza né nelle immediate vicinanze, perché il centro storico non lo permette per motivi archeologici. L’arteria principale più vicina è Corso Vittorio Emanuele II, dove passano decine di autobus (ad esempio le linee 46, 62 o 64) che collegano la stazione Termini con il Vaticano. Dalla fermata dell’autobus sono solo tre minuti a piedi fino alla piazza.
La piazza e i dintorni sono sicuri?
Fisicamente non correte alcun pericolo, ma dovete stare attentissimi ai gruppi organizzati di borseggiatori e ai venditori ambulanti insistenti. I ladri approfittano dei momenti in cui ammirate le fontane a testa in su, quindi tenete sempre lo zaino davanti e il portafoglio in una tasca profonda con cerniera. Ignorate anche i truffatori che cercheranno di ficcarvi in mano una rosa o di legarvi al polso un braccialetto dell’amicizia, per poi pretendere aggressivamente venti euro.
Si paga l’ingresso alle chiese della zona?
L’ingresso alla stragrande maggioranza delle chiese romane, comprese Sant’Agnese in Agone e San Luigi dei Francesi, è completamente gratuito e non richiede prenotazione. Preparatevi però a un dress code inflessibile: i custodi vi cacciano senza pietà se avete le spalle scoperte o pantaloncini corti sopra il ginocchio. Nella calura estiva la salvezza è un foulard leggero e ampio nello zaino, da buttarvi addosso prima di entrare.
Accettano la carta di credito ovunque nei locali della zona?
L’Italia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e il pagamento con carta è ormai lo standard in ristoranti, negozi e nella maggior parte delle gelaterie migliori. Ciononostante, tenete sempre con voi almeno qualche moneta per un totale di dieci o venti euro: vi serviranno per la mancia al barista, per accendere le luci dei quadri nelle chiese o nei piccoli chioschi di strada, dove il pos “casualmente” ogni tanto non funziona.
Qual è il momento migliore per fotografare la piazza?
Se volete catturare la vera bellezza delle fontane barocche senza folle fastidiose e selfie stick, dovete proprio alzarvi presto e arrivare al massimo entro le otto del mattino. Il sole del mattino illumina magnificamente le facciate delle chiese e in piazza incontrerete solo fornai e netturbini. L’altro momento magico è la tarda notte, quando le orde di turisti finalmente vanno a dormire, le fontane sono illuminate in modo scenografico e la piazza ritrova la sua atmosfera romantica e malinconica.
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