Se stai pianificando una vacanza nel Nord Italia, c’è una cosa importantissima che devo dirti subito. Le Tre Cime di Lavaredo sono probabilmente il luogo più visitato di tutte le Dolomiti, il che purtroppo significa che in alta stagione la folla è davvero impressionante e l’organizzazione del traffico ha subito una trasformazione radicale. Queste regole possono sorprendere parecchio, quindi ti guido attraverso di esse per prime — così nessuna sbarra ti coglierà di sorpresa. Ti spiego anche quale percorso scegliere con bambini o cani al seguito, e dove concedersi i migliori canederli dopo la gita.

Riassunto
- La prenotazione è obbligatoria: Dal 2026 il parcheggio in cima al Rifugio Auronzo è rigorosamente su prenotazione online tramite il sito ufficiale seethedolomites.com. Senza prenotazione non si passa.
- Costo del parcheggio: Tieni pronti 50 € per l’intera giornata: è una cifra importante, ma ne vale assolutamente la pena.
- Giro classico: Il percorso più amato (il giro delle Tre Cime di Lavaredo) dura circa 3-4 ore e copre quasi 10 km con un dislivello minimo.
- Bambini e passeggini: L’anello non è adatto ai passeggini, ma i panorami mozzafiato si godono già dal parcheggio senza muovere un passo.
- Divieto di droni: Meglio lasciarlo a casa: le multe nel parco nazionale arrivano fino a 3.000 €.
Cosa sono le Tre Cime di Lavaredo e perché devi vederle?
Conosci quella sensazione di aver visto un posto centinaia di volte su Instagram, ma quando ci sei davanti di persona ti manca comunque il fiato? Ecco, questo sono le Tre Cime di Lavaredo, chiamate anche Drei Zinnen in tedesco. Queste tre iconiche torri rocciose sono patrimonio UNESCO e rappresentano il simbolo assoluto delle Dolomiti italiane. Sono composte da tre vette principali: la Cima Grande (2.999 m), la Cima Ovest (2.973 m) e la più piccola Cima Piccola (2.857 m).

Personalmente faccio ancora fatica a realizzare che tutto questo era un tempo sul fondo dell’oceano, come una barriera corallina. Le rocce sono composte in gran parte da dolomia e calcari — i famosi carbonati che conferiscono a queste montagne quel colore straordinario che al tramonto vira dall’arancione al rosa intenso. Oltre alla natura spettacolare, qui aleggia anche una storia piuttosto cupa: proprio lungo queste creste passava la linea del fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e ancora oggi si trovano resti di trincee e gallerie scavate nella roccia.
Quando andare per goderselo davvero
Scegliere il momento giusto per visitare le Tre Cime è fondamentale, soprattutto se vuoi goderti l’escursione senza sentirti in mezzo a una folla infinita. I mesi estivi da luglio a settembre offrono il meteo più stabile e tutti i rifugi sono aperti. Eviterei però il periodo di Ferragosto, quando mezza Italia si riversa in montagna e il caos raggiunge livelli davvero difficili da sopportare. 😅

Io e Lukáš preferiamo le Dolomiti a cavallo tra settembre e ottobre. Le nebbie mattutine si adagiano pigramente nelle valli, i larici cominciano a tingersi di giallo dorato e l’aria è fresca e pulitissima. Inoltre i visitatori si diradano notevolmente. Qualunque sia il periodo scelto, controlla sempre le previsioni meteo con almeno dieci giorni di anticipo: il meteo delle Tre Cime di Lavaredo a quasi 3.000 metri può cambiare nel giro di pochi minuti. Si può venire anche a maggio, con condizioni potenzialmente perfette (la strada però apre solo verso fine maggio).
Come arrivare alle Tre Cime di Lavaredo nel 2026
Questo è probabilmente il capitolo più importante dell’intera guida, perché le regole di accesso si sono notevolmente irrigidite di recente e molti turisti si ritrovano a girare in tondo ai piedi della montagna quando scoprono di non poter salire. Di seguito ti descrivo in dettaglio tutte le opzioni per raggiungere le torri comodamente e senza stress.

In auto fino al Rifugio Auronzo (prenotazione obbligatoria)
È l’opzione più comoda ma anche la più costosa, ideale soprattutto per le famiglie con bambini piccoli. La strada panoramica che sale al Rifugio Auronzo parte dalla zona del Lago di Misurina, ma per accedervi si pagano 50 €.
In passato si poteva pagare direttamente sul posto, ma dal 2021 le regole si sono fatte sempre più stringenti: dal 2026 sono ammesse al massimo 1.500 auto al giorno e il parcheggio alle Tre Cime di Lavaredo deve essere prenotato e pagato in anticipo tramite il sito ufficiale seethedolomites.com. Senza il QR code della prenotazione la sbarra non si alza, quindi organizzati per tempo.
In autobus da Misurina o Cortina
Se non vuoi pagare il costoso parcheggio, o se i posti sono già esauriti, i bus locali sono un’ottima alternativa. L’abbiamo provato l’anno scorso ed è stato davvero rilassante: niente caccia al parcheggio e nessuno stress per le curve a gomito.

Da Misurina, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco partono regolarmente autobus che salgono fino al Rifugio Auronzo. Il prezzo del biglietto varia a seconda del punto di partenza, ma è molto più economico rispetto all’auto e hai il vantaggio di non dover guidare sulle tornanti ripide.
A piedi dal Lago di Misurina (per i più allenati)
Per chi ama le sfide e vuole risparmiare sul pedaggio, c’è anche la possibilità di salire a piedi lungo il sentiero segnalato direttamente dal Lago di Misurina.

Non si paga nulla, ma tieni conto che la salita al Rifugio Auronzo richiede almeno 2 ore in più, prima ancora di iniziare l’anello principale attorno alle torri. È una bella camminata nel bosco, ma il dislivello si fa sentire.
Dove dormire e quanto si spende
Noi scegliamo l’alloggio in modo molto strategico — vogliamo essere su il prima possibile al mattino, prima che arrivi mezza Europa. Ecco cosa abbiamo scoperto sulle varie opzioni nei dintorni.

In generale, se vuoi risparmiare un po’, conviene cercare alloggio nella Val Pusteria, dove paesini come Dobbiaco (Toblach) offrono prezzi molto più contenuti. Da lì sono raggiungibili sia le Tre Cime che il Lago di Braies. Cortina d’Ampezzo è bellissima e ha quel fascino tutto italiano, ma in alta stagione un hotel nella media può costare facilmente oltre 160 € a notte. Per trovare le migliori offerte a Misurina, Cortina e nelle valli circostanti, ti consiglio di confrontare le disponibilità su Booking.com.
Molto strategico è anche il soggiorno direttamente sulle rive del Lago di Misurina, a due passi dal casello. E se vuoi vivere qualcosa di davvero unico, puoi prenotare un letto direttamente in quota al Rifugio Auronzo, sopra le Tre Cime: i posti letto costano tra gli 80 e i 120 € a persona con mezza pensione inclusa, ma la lista d’attesa è lunghissima e bisogna prenotare anche sei mesi prima.
Tre Cime di Lavaredo: 12 consigli su cosa vedere e fare
Bene, eccoci alla parte più interessante. Ecco tutto quello che abbiamo provato nel corso degli anni nelle Tre Cime di Lavaredo e che non ci siamo mai persi per nessun motivo al mondo.
1. Giro classico attorno alle torri
È l’attività principale che spinge la maggior parte delle persone fin qui, ovvero il giro ad anello delle Tre Cime di Lavaredo. Si tratta di un percorso circolare di circa 10 km che parte e termina al Rifugio Auronzo.

Richiede circa 3-4 ore a passo tranquillo. Il terreno è abbastanza pianeggiante, con un dislivello complessivo di circa 350 metri: la difficoltà del giro delle Tre Cime di Lavaredo è quindi accessibile anche agli escursionisti meno esperti e ai bambini più grandicelli. Il sentiero passa proprio sotto le maestose torri e offre panorami mozzafiato in ogni direzione.
2. Vista panoramica spettacolare dal parcheggio (ideale con i bambini)
Se non hai voglia di affrontare un’escursione di mezza giornata, niente paura. Un panorama assolutamente mozzafiato sulle Tre Cime è a portata di mano non appena parcheggi al Rifugio Auronzo.

C’è una splendida terrazza panoramica pianeggiante dove sedersi, bere un caffè dal thermos e contemplare le rocce immense. È la nostra soluzione preferita nelle giornate in cui le gambe sono stanche, o quando si viaggia con anziani e passeggini.
3. Rifugio Locatelli per la foto perfetta
Se esiste un’unica inquadratura che conosci già dalle cartoline, è quella dal Rifugio Locatelli (in tedesco Dreizinnenhütte). Si raggiunge circa a metà del giro classico e da lì si gode la vista più classica e iconica direttamente sulle pareti nord delle tre torri.

Ti consiglio vivamente di sederti sulla terrazza, ordinare una birra meritata e assorbire l’atmosfera unica dell’alta montagna.
4. Caffè al Rifugio Lavaredo
Un’altra tappa imperdibile lungo l’anello è il caratteristico Rifugio Lavaredo. Si trova sul versante sud delle torri ed è il posto giusto per una breve sosta prima di affrontare la salita verso la forcella.

Servono un caffè eccellente e uno strudel di mele assolutamente favoloso, che dopo una camminata sparisce in un boccone solo. 😁
5. Traversata della Forcella Lavaredo
Partendo dal Rifugio Lavaredo, ti attende una salita breve ma abbastanza ripida fino alla Forcella Lavaredo, a 2.454 m. È il momento in cui varch quella soglia ideale e per la prima volta ti si apre davanti la vista sulle pareti nord verticali delle Tre Cime in tutta la loro imponenza.

Mi viene sempre la pelle d’oca per qualche secondo: è uno spettacolo davvero impressionante.
6. Adrenalina sulla Via Ferrata Innerkofler
Se sei un appassionato di arrampicata e vie ferrate, non puoi perderti la Via Ferrata Innerkofler al Monte Paterno. È un itinerario splendido che porta sulla cima del Monte Paterno, da cui si godono le viste in assoluto più belle sulle Tre Cime dall’alto.

La via non è estrema, ma casco e imbracatura con kit da ferrata sono assolutamente indispensabili, dato che ci si muove in terreno molto esposto.
7. Le gallerie di guerra nel Monte Paterno
La ferrata Innerkofler si accompagna a un affascinante tuffo nella storia. Parte del percorso verso la cima del Monte Paterno attraversa tunnel bui e gallerie scavate nella roccia dai soldati italiani durante la Grande Guerra.

Ricordati di portare una buona torcia frontale, perché i corridoi sono bui e freddi e ti permettono di percepire in modo autentico le durissime condizioni in cui i soldati vivevano e combattevano qui.
8. Enrosadira: il tramonto che toglie il respiro
Il tramonto sulle Dolomiti è un’esperienza che non puoi perderti. Il fenomeno per cui i raggi del sole tingono le rocce calcaree di arancione e rosa intenso si chiama enrosadira, e le Tre Cime di Lavaredo sono un palcoscenico perfetto per questo spettacolo.

Tieni però presente che dopo il tramonto si possono formare code di auto verso il casello. Armati di pazienza e non lasciarti rovinare quell’esperienza meravigliosa.
9. Sosta al Lago di Misurina
Salendo o scendendo in auto dalle Tre Cime, vale la pena fermarsi qualche minuto al Lago di Misurina.

È uno dei laghi naturali più grandi della zona e i riflessi delle montagne sull’acqua sono splendidi. Intorno ci sono diversi hotel e bar dove rilassarsi, e sul blog stiamo preparando una guida completa dedicata proprio a questo angolo di paradiso.
10. Cielo stellato dall’osservatorio Cosmolab
In pochi sanno che poco lontano da Misurina si trova un interessantissimo osservatorio astronomico e centro di ricerca, il Cosmolab.
La zona delle Tre Cime e di Misurina è caratterizzata da un inquinamento luminoso molto basso e da un’aria straordinariamente limpida, il che la rende uno dei migliori posti in Europa per l’osservazione del cielo notturno. Se sei appassionato di astronomia, vale sicuramente la pena informarsi sulle eventuali visite notturne aperte al pubblico.
11. Il panorama di Mordor: i Cadini di Misurina
Non sono le Tre Cime vere e proprie, ma il punto di partenza per questo belvedere si trova proprio al Rifugio Auronzo, quindi sarebbe un vero peccato saltarlo. Dopo circa quaranta minuti di cammino nella direzione opposta rispetto all’anello principale, si raggiungono le aguzze, appuntite vette dei Cadini di Misurina.

Il paesaggio ricorda in modo incredibile quello del Signore degli Anelli e le foto da questo punto sono tra le più popolari sui social. Il terreno è però un po’ più impegnativo e stretto, quindi con bambini piccoli meglio prestare attenzione.
12. Le Tre Cime sotto la neve
Sebbene la zona sia frequentata soprattutto in estate, una visita invernale ha un fascino tutto suo. La strada per le auto è chiusa, ma si può salire con le motoslitte e scendere in slitta.
I più avventurosi si mettono le ciaspole o gli sci alpinismo e camminano in un paesaggio innevato e immacolato. È silenzio totale, la pace assoluta — l’esatto opposto del caos estivo. Se pensi di andarci d’inverno, controlla prima la webcam delle Tre Cime di Lavaredo e assicurati che non ci sia nebbia fitta, che coprirebbe tutto senza lasciarti vedere nulla.
Come affrontare le Tre Cime con passeggino e bambini piccoli
Con un bambino piccolo in marsupio o passeggino, le Tre Cime possono sembrare una sfida, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. Alla fine è andata benissimo, abbiamo solo dovuto rivedere un po’ i piani. Sconsiglio decisamente di portare un passeggino classico sull’anello principale. Anche se all’inizio il percorso sembra accessibile, dopo poco il sentiero diventa sassoso e dissestato: ti ritroveresti a sollevarlo continuamente, e non vuoi certo trascinarti quel peso su e giù per la montagna.

Noi abbiamo sfruttato il parcheggio al Rifugio Auronzo. Si sale comodamente in auto, si tira fuori il passeggino dal bagagliaio e ci si passeggia lungo il bel sentiero lastricato nei pressi del rifugio. Ci sono molte panchine posizionate strategicamente, dove ci si può sedere con calma, allattare o dare da mangiare al piccolo ammirando direttamente le iconiche vette. Si possono trascorrere serenamente anche due ore così, e i bambini piccoli rimangono completamente affascinati — questa scenografia potrebbe diventare il loro primo grande amore per la montagna. ☺️
In escursione con i cani: le Tre Cime con gli amici a quattro zampe
Viaggiare con i cani nelle Dolomiti è molto popolare e noi portiamo sempre le nostre due cagnoline, Kája e Baby, ovunque sia possibile. Mentre ad esempio il sentiero per il Lago di Sorapis non è adatto ai cani perché è troppo stretto e pericoloso, le Tre Cime di Lavaredo sono al contrario perfette per loro.
💡 Consiglio pratico: Su quasi tutte le funivie e sugli autobus è richiesta la museruola per i cani (si trova praticamente ovunque, anche direttamente alle stazioni a valle). A noi onestamente dà un po’ fastidio — la pretendevano anche quando eravamo soli in cabina. Quando ci aspettavano più funivie di fila, preferivamo lasciare Kája e Baby a riposare in campeggio.
L’anello classico attorno alle torri è abbastanza largo e i cani lo affrontano senza alcun problema. Attenzione però all’inizio della ferrata Paternkofel: lì il terreno diventa molto ripido e non ci azzarderemmo mai a portare Kája e Baby al guinzaglio. Il guinzaglio è comunque obbligatorio per tutto il percorso, sia per rispetto degli altri escursionisti sia per le mucche da pascolo locali, che sono tranquille ma possono trovare una cagnolina piccola molto stimolante.
Dove mangiare e cosa assaggiare
Montagna e buon cibo vanno a braccetto, e dopo una bella camminata l’appetito non manca mai. La cucina in questa parte delle Dolomiti è una meravigliosa fusione di tradizione italiana e gastronomia tirolese. Seduti al sole sulla terrazza del Rifugio Locatelli, non perdere i canederli — i tipici e sostanziosissimi gnocchi di pane, che preferiamo nella versione al formaggio o agli spinaci, serviti in brodo oppure conditi con burro fuso e parmigiano grattugiato. Cucina ottima anche giù al lago, alla Pizzeria Edelweiss, dove la pizza è fantastica. E se cerchi qualcosa di speciale, prova la cucina del Malga Langalm, direttamente sul percorso.
Lukáš adora la polenta tradizionale, preparata con grande cura e servita con funghi di bosco o formaggio di malga fuso, mentre io non riesco a rinunciare alle tagliatelle fatte in casa con crema di funghi o semplicemente con burro e salvia fresca. È una delizia assoluta e ti garantisco che con quel panorama di rocce maestose davanti agli occhi il sapore diventa letteralmente stellato. E ovviamente non dimenticare un bel rinfrescante Aperol Spritz, senza il quale una vacanza in Italia non è completa. 😉
Informazioni pratiche e regole del Parco Naturale
Le Dolomiti stanno vivendo un boom di visitatori, quindi non stupisce che la gestione del parco abbia iniziato a far rispettare le regole con fermezza, per preservare questo ambiente straordinario. Due cose a cui prestare particolare attenzione:
- Divieto di droni: Le riprese aeree delle montagne sono spettacolari, ma alle Tre Cime e in tutto il parco naturale i droni sono assolutamente vietati. Se vieni sorpreso, rischi una multa immediata fino a 3.000 €. Lascialo pure in fondo allo zaino.
- Webcam e meteo: Prima di partire dalla valle, dai un’occhiata alla webcam delle Tre Cime di Lavaredo. Può capitare che a Cortina splenda il sole, ma in quota ci sia una nebbia così fitta da non riuscire a vedere nulla.
Consigli pratici per il viaggio
Ecco le informazioni pratiche che mi vengono chieste continuamente su Instagram. Organizzare bene un viaggio in montagna fa la differenza tra una vacanza rilassante e una piena di stress.
Voli e trasporti
Se non vuoi raggiungere le Dolomiti in auto, ti consiglio di monitorare i voli per Venezia Marco Polo o Treviso, che sono gli aeroporti più vicini alla zona. Da lì il noleggio di un’auto è la soluzione più pratica per spostarsi liberamente tra le valli.
Per i voli cerchiamo sempre le migliori offerte su Kiwi, il nostro portale preferito dove si possono impostare avvisi di prezzo molto comodi.
Noleggio auto
Senza un’auto nelle Dolomiti ci si muove davvero a fatica, soprattutto se vuoi visitare più posti partendo presto al mattino.
Noi abbiamo ottime esperienze con DiscoverCars, che usiamo in tutto il mondo. Si trovano spesso anche ottimi autoleggi locali a prezzi vantaggiosi.
Non dimenticare l’assicurazione di viaggio
Le montagne possono riservare sorprese, quindi un’assicurazione di viaggio è fondamentale, anche se vai solo a fare una passeggiata al belvedere. È la prima cosa che Lukáš controlla sempre, perché io me ne dimenticherei volentieri e poi me ne pentirei per tutto il viaggio.
Per i viaggi brevi utilizziamo AXA, mentre per i soggiorni più lunghi o per chi viaggia in modo nomade consigliamo l’assicurazione di SafetyWing, di cui abbiamo scritto anche una recensione dettagliata sul blog.
Dove andare dopo nelle Dolomiti
Aver visto le Tre Cime non significa che sia ora di tornare a casa. La regione offre tantissimi altri luoghi magnifici. La tappa naturale successiva è l’iconico Lago di Braies con le sue barche, di cui abbiamo già scritto sul blog.
Vale assolutamente la pena esplorare anche Cortina d’Ampezzo, con il suo inconfondibile charme italiano, oppure spingersi verso ovest fino alla Val Gardena. Lì ti aspetta la nostra guida alla spettacolare cresta della Seceda, fotogenica da ogni angolazione, o puoi leggere la nostra guida completa su cosa fare nelle Dolomiti, dove trovi ispirazione per il resto della tua vacanza.
FAQ: Le domande più frequenti
Come arrivare alle Tre Cime di Lavaredo?
Il modo più semplice, ma più costoso nel 2026, è andare in auto lungo la strada a pagamento fino al Rifugio Auronzo (necessaria la prenotazione su seethedolomites.com a 50 EUR). In alternativa ci sono gli autobus locali che partono da Misurina e Cortina, oppure la camminata a piedi di circa due ore dal Lago di Misurina.
Cosa significa il nome Tre Cime?
Tre Cime di Lavaredo significa letteralmente “Tre Vette di Lavaredo”. Il nome tedesco Drei Zinnen si traduce approssimativamente come Tre Merli o Tre Denti, che descrive perfettamente la loro forma caratteristica che ricorda enormi denti di roccia che svettano verso il cielo.
Il percorso è adatto a bambini piccoli e passeggini?
Il giro classico non è adatto ai passeggini, il terreno è molto roccioso. Se viaggiate con un passeggino o un neonato molto piccolo, vi consigliamo di salire in auto al parcheggio superiore presso il Rifugio Auronzo, da dove avrete viste spettacolari direttamente da un sentiero asfaltato pieno di panchine, quindi potrete godervi tutto senza alcuna fatica.
Cosa vedere alle Tre Cime e cosa fare?
L’attività principale è il giro a piedi intorno alle torri, che offre tante bellissime tappe come il Rifugio Locatelli per le foto migliori, la vista mozzafiato sulle vicine vette dei Cadini di Misurina, oppure potete esplorare con una guida e un casco le gallerie di guerra sul Monte Paterno risalenti alla Prima Guerra Mondiale.
Come arrivare alle Tre Cime in inverno?
Nei mesi invernali la strada a pedaggio è normalmente chiusa alle auto a causa della neve. Si può salire a piedi con le ciaspole, con gli sci da alpinismo, oppure utilizzare i popolari motoslitte che portano i visitatori in cima, per poi scendere in slitta.
Qual è il momento migliore per fotografare le torri?
L’ora dorata e il tramonto. In questo momento le rocce cambiano colore virando verso tonalità arancioni e rosa (fenomeno chiamato enrosadira). Ricordate però che la vista più iconica di tutte e tre le torri è dal lato nord (dal Rifugio Locatelli), quindi pianificate l’escursione in modo da essere lì al momento giusto.
Si può pagare con carta lassù?
Al parcheggio il pedaggio si paga online al momento della prenotazione, ma nei rifugi di montagna lungo il percorso l’affidabilità dei terminali varia molto, spesso non hanno buon segnale. Portate assolutamente con voi contanti sufficienti per caffè, pranzo ed eventuale uso dei bagni pubblici nei rifugi.
